Il Corsivo

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  • L'anno che verrà tra speranze ed emergenze | 18/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po' ... Cantava così Lucio dalla nella sua celebre canzone "L'anno che verrà" del 1979.
    Anche oggi, come allora, il passaggio al nuovo anno è sempre carico di aspettative, di cambiamenti, di sogni, speranze, ma anche di dubbi e riflessioni. Alcuni fatti saranno certi, altri come sempre imprevedibili.
    Il 2022 sarà l'anno in cui dovremo ancora convivere con la pandemia. I vaccini ci salveranno dal ricovero e dalla terapia intensiva, ma non dal contagio, e finché si ridurrà il tasso dei non vaccinati e aumenterà la protezione globale, il Covid sarà ancora protagonista delle nostre vite, delle abitudini, dei comportamenti.
    In Italia a febbraio ci sarà un nuovo Presidente della Repubblica e con ogni probabilità una instabilità politica. La maggioranza, al netto di eventuali defezioni, dovrà attuare nuove riforme come quella pensionistica, avviare la transizione ecologica, applicare sul campo i progetti previsti dal Recovery. Non sarà un compito facile, anche se le previsioni economiche per il 2022 sono molto positive, secondo tutti i dati.
    La speranza è che questa ricchezza venga distribuita in modo equo, in quanto in italia restano sacche consistenti di vecchie e nuove povertà. Fino a quando non saranno quanto meno ridotte, l'anno che verrà sarà sempre più felice per chi ha già molto, e assai greve per chi non ha niente.
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    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • La Bce non segue la Fed. Stimoli economici fino al 2024 | 17/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    La Bce prende una strada alternativa dalla Fed. A Christine Lagarde non preoccupa l'inflazione galoppante in Europa perchè gli alti e i bassi li considera solo fiammate in grado di spegnersi in poco tempo. Dunque la Banca centrale europea non segue la Federal Reserve nel processo di stretta monetaria che lancia ben tre rialzi dei tassi d'interesse nel corso del prossimo anno.
    Così la Lagarde non anticipa il termine del programma di stimoli economici lanciato nel marzo 2020, all'inizio della pandemia da Covid-19. Finirà a due anni esatti dalla sua introduzione, come previsto. Gli acquisti di titoli, tuttavia, non si esauriranno di colpo. Continueranno in modo graduale fino a tutto il 2023. Perché la Bce non si accoda alle decisioni della Fed?
    Essenzialmente per smarcarsi sul piano economico e politico dagli americani, per affermare una visione differente e più accomodante, per dirla alla Christine Lagarde. E poi perché non siamo ancora fuori dall'emergenza sanitaria, anzi la variante Omicron mette paura ai mercati finanziari e li può rendere ancora più instabili. La “gobba” dell’inflazione, secondo Lagarde, è vicina e i prezzi inizieranno a scendere già tra poche settimane.
    È per questo che le nuove previsioni macroeconomiche della Bce prevedono che il tasso d’inflazione sia prossimo al 2% sia nel 2023 sia nell'anno successivo. La seconda metà del 2021 e buona parte del prossimo anno, quindi, sono da considerarsi come delle eccezioni, per gli economisti dell’Eurotower.
    Il tempo dirà chi ha ragione, se Fed o Bce.
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    2 min
  • Lo sciopero della polemica e le divisioni del sindacato | 16/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    È arrivato il giorno dello sciopero di Cgil e Uil contro le politiche economiche del Governo a guida Mario Draghi.
    Il sindacato giunge a questo importante appuntamento con la piazza diviso, con la contrarietà della Cisl, nei giorni in cui la maggioranza discute di manovra e il sistema politico è distratto dalle trattative segrete per il successore di Sergio Mattarella e le imminenti vacanze natalizie.
    Il tema è quello di sempre. Il sindacato deve difendere gli interessi dei lavoratori oppure non deve disturbare il manovratore di turno? Il sindacato non è un partito, ma rappresenta le categorie dei lavoratori: si occupa di contratti di categoria, di eventuali aumenti salariali, delle condizioni di vita nei luoghi di lavoro, ma anche di equità delle misure economiche del Governo, di rincari dei prezzi dei servizi primari e pubblici.
    Nella sostanza il sindacato deve fare il sindacato e l'esecutivo deve saper governare. I politici vorrebbero sindacati che trattano, ma non scendono in piazza, non scioperano. Sindacati gialli, diciamo così. Cgil e Uil, e i loro leader Landini e Bombardieri criticano la manovra che definiscono invece iniqua soprattutto in tema fiscale. Affermano cioè un punto di vista critico, da opposizione. Draghi dovrebbe invece accentuare una nuova stagione di concertazione con le parti sociali, più che agire per imposizione, specie quando si tratta di tasse, bollette energetiche e pensioni.
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    2 min
  • Zaki ancora nella black list egiziana. Non può tornare in Italia | 15/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    La si faceva facile sulla liberazione di Patrick Zaki, ma l'Egitto non intende permettere al ragazzo di prendere un aereo e tornare in Italia, dai suoi amici, dalla sua Università di Bologna che lo sta attendendo da mesi a braccia aperte. Patrick Zaki è su una black-list che gli impedirà di andare in Italia prima della fine del processo e di un'assoluzione. "Sì, è nella lista nera", hanno detto fonti egiziane contraddicendo quanto sostenuto da Patrick di recente in tv.
    La prossima udienza del processo dove lo studente egiziano è imputato per "diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese" è fissata per il primo febbraio e non vi sono previsioni attendibili sulla durata del processo. In quell'occasione la difesa dovrebbe presentare una nuova memoria.
    Nell'udienza del 7 dicembre in cui ha ottenuto la scarcerazione avvenuta il giorno dopo, la sua avvocatessa principale, Hoda Nasrallah, ha chiesto l'acquisizione di riprese di telecamere di sorveglianza dell'aeroporto del Cairo, di un rapporto dei servizi segreti interni e di un verbale di polizia per dimostrare che tra il 7 e l'8 febbraio di due anni fa Patrick fu catturato illegalmente. L'attivista rischia altri 5 anni di prigione oltre ai 22 mesi già passati in custodia cautelare. La strada per Zaki è ancora in salita.
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    2 min
  • La fragilità del sistema del sorteggio Uefa | 14/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il sistema del sorteggio Uefa per la Champions League ha dimostrato in pochi minuti la sua strutturale fragilità tecnologica. Come dire, il re è nudo. Il sorteggio degli ottavi di Champions è stato annullato dalla Uefa in seguito a un problema tecnico con il software di un fornitore esterno che indica quali squadre non possono giocare tra di loro.
    Così il sorteggio si è svolto due volte. Quello delle 12 è stato dichiarato nulla per un errore. È stato infatti pescato il Villareal come rivale del Manchester United: opzione non prevista, visto che le due squadre si erano già sfidate nei gironi. È stato inserito il Liverpool tra i potenziali rivali dell'Atletico Madrid, e non il Manchester United come doveva essere. Anche nel programma del computer, come mostrato sullo schermo durante la trasmissione live, appariva il colore rosso per lo United e verde per il Liverpool tra i rivali dell'Atletico, quando invece avrebbe dovuto essere il contrario. Il Real Madrid ha protestato facendo notare che l'errore che ha determinato l'annullamento del sorteggio si è verificato dopo che Benfica e Real erano stati accoppiati.
    Ma l'Uefa ha respinto la protesta annunciato il nuovo sorteggio per le 15. Dopo l'annullamento, agli ottavi di Champions andranno Villarreal-Juve e Inter-Liverpool, e in Europa League Atalanta-Olympiacos, Barcellona-Napoli e Porto-Lazio. Resta però la pessima figura incassata dalla Uefa e dal suo sistema giudicato per anni come assolutamente infallibile e che invece dimostra buchi e debolezze.
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    3 min
  • Agrigento, un'esplosione di gas provoca una strage. Impianto obsoleto, scarsa manutenzione | 13/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Non si può morire in un tranquillo sabato notte a causa di una rete del gas in funzione dal 1983 con una scarsa, se non inesistente manutenzione.
    Morti, dispersi, 100 sfollati, un “terremoto” su 10mila metri quadrati di estensione, mille mq sull’area più colpita, 5 palazzine crollate, 3 rimaste gravemente danneggiate e un'altra quarantina di edifici dichiarati inagibili. Ciò che è accaduto a Ravanusa in provincia di Agrigento è lo specchio di un Paese malandato.
    È accaduto che un impianto risalente al 1983 è deflagrato per motivi ancora da verificare, provocando un impatto violentissimo in grado di distruggere un pezzo di un quartiere. Le ipotesi in campo sono al vaglio della procura di Agrigento che procede per disastro e omicidio colposo: l’accumulo di gas sulla rete vetusta, l’impatto tellurico su un territorio a rischio, le frane, gli innesti per ampliare la rete.
    Ma c'è di più. I magistrati stanno vagliando le testimonianze di numerosi cittadini che negli ultimi sette giorni avevano avvertito della presenza di un forte odore di gas. Nessuno è intervenuto, il sindaco e i tecnici del gas non avrebbero ricevuto segnalazioni.
    Non sta a noi fare processi, ma il caso di Ravanusa pone al centro della politica il grande tema del controllo e dell'adeguamento delle reti di gas, energia elettrica, acqua che in tante parti d'Italia è una vera e propria emergenza.
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    2 min
  • Arrestata la moglie di un dirigente del Viminale arrestata per capolarato | 11/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Lui è Michele Di Bari, prefetto e capo del Dipartimento per l’immigrazione del ministero dell'Interno, l'uomo che sul piano operativo gestisce il contenimento del flusso dei migranti. Lei è invece la moglie Rosalba Bisceglia che da ieri risulta tra i 16 accusati di caporalato in un'indagine della Procura di Foggia. Il prefetto Di Bari ha rassegnato le proprie dimissioni, accettate dal ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Dieci aziende agricole sono state sottoposte a controllo giudiziario e la moglie del prefetto risulta essere l'amministratrice dell'Azienda agricola Bisceglia di Foggia.
    È emerso un giro d'affari di cinque milioni l'anno. Lega, Fratelli d'Italia e Liberi e Uguali chiedono che il ministro Lamorgese vada a riferire alla Camera. Ed hanno pienamente ragione perché l'indagine dovrà chiarire se il Viminale era a conoscenza di questa vicenda poco pulita e quale sia stato il ruolo del prefetto.
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    2 min
  • L'asse Salvini-Renzi per la corsa al Quirinale | 10/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Ad un mese e mezzo circa dalla fine del mandato di Sergio Mattarella, i partiti tentano una mediazione politica che possa far convergere il maggior numero di consensi su una rosa di due nomi, alternativi a Mario Draghi. La consapevolezza comune, al di là delle dichiarazioni di facciata, è che se Draghi salisse al Colle inizierebbe un periodo di instabilità politica in mezzo alla pandemia, con il Recovery ancora da gestire e con una perdita di credibilità e di immagine del nostro Paese. Scongiurando dunque l'ipotesi di elezioni anticipate, l'ipotesi è Draghi a Palazzo Chigi.
    Nasce così in queste ore l'asse tra la Lega di Matteo Salvini e Italia Viva di Matteo Renzi che si concentra su due nomi in grado di far convogliare gran parte dell'asse dell'attuale maggioranza: Pierferdinando Casini e Giuliano Amato. Casini avrebbe un profilo istituzionale in quanto già presidente della Camera e Amato, ex Presidente del Consiglio, che nel 2015 fu il candidato in pectore del centrodestra, prima che Renzi virasse verso la candidatura di Mattarella. Enrico Letta del Partito Democratico preferirebbe un asse che includesse anche l'opposizione, in primis Fratelli d'Italia. La strada verso il Colle è ancora in salita, e quelle che oggi sembrano certezze, si potrebbero tramutare a breve in ostacoli insormontabili, come nella tradizione della scelta del nuovo Presidente della Repubblica.
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    2 min
  • In Germania, Scholz giura nel Bundestag. Finisce l'era Merkel | 09/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Il socialdemocratico Olaf Scholz ha giurato nel Bundestag alla guida della Repubblica federale tedesca.
    È il nono cancelliere dal 1949. Torna la socialdemocrazia in Germania con un uomo di 63 anni che diventa il quarto cancelliere dell'Spd dopo Willy Brandt, Helmut Schmidt e Gerhard Schroeder. Scholz guiderà la coalizione cosiddetta "Semaforo", costituita da Spd, Verdi e Liberali dopo aver vinto le elezioni l 26 settembre. Dopo 16 anni al governo, l'Unione (Cdu-Csu) andrà all'opposizione e la lunga era di Angela Merkel viene archiviata.
    È presto dire se Scholz sarà all'altezza dei suoi predecessori, ma è certa la sua ostinazione, quella che ha trasformato un partito sconfitto e lacerato, in una forza politica che si pone al centro della guida europea. Infatti c'è molta attesa per il programma tedesco di Scholz. Il Presidente francese Macron chiede la conferma dello storico asse politico preferenziale Francia-Germania, e l'Europa di Ursula von der Leyen attende con impazienza una continua collaborazione fiduciosa per un'Europa forte.
    Ma il compito di Scholz non è facile perché la sua nomina giunge nel mezzo della pandemia che ha travolto le strutture sanitarie tedesche con un livello record di contagiati, ricoverati nelle terapie intensive e morti. E quella contro il Covid sarà la prima vera sfida politica del nuovo cancelliere.
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    2 min
  • Patrick Zaki, un calvario di 22 mesi e non ancora finito | 08/12/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    La scarcerazione di Patrick Zaki è certamente una bella notizia, ma purtroppo non annulla il suo processo. È solo una tappa importante e doverosa di un calvario che dura da 22 mesi.
    È il 7 febbraio 2020 quando Zaki atterra al Cairo per quella che dovrebbe essere una breve vacanza in famiglia prima di tornare a Bologna e proseguire gli studi nel master europeo 'Gemma'. In aeroporto viene fermato e sottoposto a torture durante un interrogatorio. Il giorno dopo vengono formalizzate le accuse e confermato l'arresto: la magistratura egiziana procede per istigazione alla violenza, alle proteste, al terrorismo, gestione di un account social che punta a minare la sicurezza pubblica. Si muovono le piazze, le associazioni, l'Europa.
    Si va avanti fino all'11 gennaio 2021 quando Zaki diviene cittadino onorario di Bologna, ma dal carcere il ragazzo non si schioda. Dopo 19 mesi di custodia, il 13 settembre scorso arriva il rinvio a giudizio. Zaki va a processo per un articolo sui copti perseguitati in Egitto. Resta in carcere e una nuova udienza è fissata per il 7 dicembre 2021, cioè ieri. Poi accade ciò che in molti avevamo sperato e per cui abbiamo lottato. Perché uno Stato si può dire democratico solo se rispetta i diritti inalienabili delle persone, delle loro tendenze, dei loro ideali. E l'Egitto è stato più volte segnalato e condannato per aver negato quei diritti.
    La battaglia di Zaki non è ancora terminata, perché il processo e le accuse contro di lui restano, ma è sicuramente un passo in avanti.
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