Il Corsivo

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  • L'inarrestabile avanzata dei talebani in Afghanistan | 12/08/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi 
    Non si sa quando e in quanto tempo, ma l'inarrestabile avanzata dei talebani in Afghanistan dovrebbe portare a breve la presa di Kabul.
    Le forze internazionali hanno ormai preso armi e bagagli e hanno abbandonato il Paese, lasciando sul campo i soldati dell'esercito afghano che però sul piano militare hanno dimostrato di non essere in grado di arrestare la marcia dei talebani verso la capitale afghana. Le ultime notizie dal fronte dicono che i talebani hanno conquistato la città di Faizabad nel Nord dell'Afghanistan: è il nono capoluogo di provincia a cadere nelle mani degli insorti in meno di una settimana.
    Sempre nel Nord, a Kunduz, centinaia di soldati delle forze di sicurezza afghane che si erano barricati vicino all'aeroporto dopo che la città è caduta nel fine settimana si sono arresi e in molti sono passati al nemico.L'ultima mossa disperata è quella del presidente afghano, Ashraf Ghani, volato nella città settentrionale assediata di Mazar-i-Sharif per radunare le sue forze assediate.
    Secondo l'amministrazione Biden, dai trenta ai novanta giorni servirebbero ai talebani per conquistare Kabul. La situazione è molto più compromessa di quanto si ritenesse lo scorso giugno, quando l'intelligence prevedeva che la caduta di Kabul potesse avvenire nell'arco di sei mesi dal ritiro delle truppe americane. La caduta di Kabul provocherebbe un terremoto geopolitico in tutto il Medio oriente.
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    2 min
  • Ancora morti sul lavoro. 3 vittime al giorno | 11/08/2021 | Il Corsivo
    A cura di Daniele Biacchessi
    L'ultima vittima sul lavoro è un operaio di 36 anni, precipitato da un'altezza di otto metri nello stabilimento della fonderia Toora Casting a San Paolo d’Argon, in provincia di Bergamo.
    Non era un dipendente, ma lavorava per una ditta esterna che si stava occupando della manutenzione. Sempre nella Bergamasca un altro incidente ha coinvolto un camionista di 49 anni, rimasto gravemente ferito mentre sversava del liquido dalla cisterna del suo mezzo.
    Lunedì scorso un operaio di 47 anni nel Foggiano è stato schiacciato da una lastra di calcestruzzo, mentre a Sondrio un guardiacaccia 18enne è morto durante la sua prima uscita di servizio.
    Una settimana fa l'operaia Laila El Harim era deceduta alla Bombonette di Camposanto: si indaga per omicidio colposo ed è stato sequestrato il macchinario dell’incidente.
    In Italia sono già 539 le vittime del lavoro nei primi sei mesi del 2021, praticamente tre morti ogni giorno. Sono cifre impressionanti, esponenziali, che dimostrano quanto ci sia da fare ancora nel campo della sicurezza nei luoghi di lavoro. E quanto le leggi in vigore vengano spesso aggirate, travisate, e quanto sia radicato nel Paese il concetto che la sicurezza sia un costo.
    Certo non accade per la maggioranza degli imprenditori, ma nei capannoni cresciuti su in fretta ai margini delle città, le regole non sempre esistono.
    Nel 2020 ci sono state 10mila ispezioni con 8mila sanzioni, ma le aziende però sono 4 milioni. Ci vorrebbero più ispettori Inail e più controlli e regole, soprattutto serve che la politica si assuma le sue responsabilità.
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    3 min
  • La scarsa prevenzione degli incendi | 10/08/2021 | Il Corsivo
    Il rapporto Onu diffuso ieri parla chiaro.
    Il mondo è ormai in codice rosso per i cambiamenti climatici e non è più possibile stare a guardare alla finestra mentre "il peggio deve ancora venire e a pagarne il prezzo saranno i nostri figli e nipoti, più che noi stessi". Tutto avviene mentre si susseguono disastri naturali in tutto il mondo, dalle inondazioni in Germania e Cina ai maxi incendi in Europa e Nord America.
    E in Italia arriva la settimana del grande caldo e la Protezione Civile lancia l'allarme: nei prossimi giorni il rischio incendi aumenterà in tutto il paese, per le temperature che potrebbero superare i 45 gradi.
    Dunque è necessaria, secondo il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, la massima attenzione da parte delle istituzioni e la collaborazione dei cittadini. Ma quante volte abbiamo ascoltato questi allarmi e letto in autorevoli rapporti nazionali e internazionali le previsioni di una catastrofe?
    Le conoscenze e gli strumenti tecnologi ci sono, anche le competenze in grado di prevenire gli incendi, ma mancano i piani di attuazione. I mezzi sono pochi, limitati, e gli uomini della Protezione civile lavorano con forze impari rispetto all'estensione dei roghi come si vede in Sicilia e Sardegna.
    Serve quindi una cultura della difesa del territorio e sostanziosi finanziamenti che al momento non si vedono tra quelli messi in campo dai vari Governi.
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    2 min
  • Le strane oscillazioni della pandemia | 09/08/2021 | Il Corsivo
    Di sicuro c'è che quella contro il Covid-19 è una battaglia contro il tempo. Da una parte l'oscillazione altalenante dei contagi (ieri in Italia 5.735 casi, 11 vittime), dall'altra il progresso generale del piano di vaccinazione che nel week end ha superato la quota mondiale di 1 miliardo 200 mila persone con due dosi, 33,3 milioni solo in Italia.
    Ma qualcosa di strano sta avvenendo. La curva dell'epidemia sta oscillando in tutta l'Europa, Italia compresa, con impennate alle quali seguono discese spesso di breve durata. "Sta accadendo negli ultimi due mesi, nei quali ci sono state enormi oscillazioni in tutti i Paesi, non ben comprese", conferma il fisico Giorgio Parisi, dell'Università Sapienza di Roma e dell'istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).
    L'indice era stato puntato inizialmente sugli assembramenti per gli Europei di calcio, poi sulle riaperture, ma nessuna di queste possibili cause sembra sufficiente a spiegare lo strano fenomeno in corso.
    Intanto, arrivano da Israele i primi dati che indicano come la protezione dei vaccini si riduca nel tempo. I dati rilevano questa tendenza. Nei Paesi Bassi in una settimana i casi sono aumentati di quasi sette volte e poi sono diminuiti; l'Islanda è passata velocemente da 6 a oltre 100 casi al giorno e da una settimana è stabile su 100 casi al giorno; anche in Gran Bretagna i casi sono aumentati rapidamente fino a 50.000 e da una settimana la situazione è stabile a 30.000.
    E in Italia si registra una crescita lenta, con un aumento medio del 10% rispetto alla settimana precedente. Le oscillazioni dell'epidemia lasciano i ricercatori confusi e frastornati, come ha ammesso anche la rivista Nature.
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    3 min
  • Foggia, una città sciolta per mafia | 07/08/2021 | Il Corsivo
    Foggia è una città che conosco e a cui voglio molto bene. Ci vivono o provengono molti amici, belle persone, gente che non ha mai abbassato il capo al potente di turno, al criminale, alle mafie. Ecco perché fa ancora più male sapere che il Comune di Foggia è stato sciolto per mafia, perché le indagini svolte hanno evidenziato la presenza "di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti tra gli amministratori locali e la criminalità organizzata". Sulla base di queste valutazioni il Consiglio dei ministri ha sciolto il Comune di Foggia ed ha affidato ad una commissione straordinaria la gestione dell'ente. Si tratta di un fatto grave, ma ormai inevitabile. La decisione scaturisce dalla relazione prodotta dalla commissione di accesso agli atti che lo scorso marzo si era insediata negli uffici comunali, all'epoca guidati dal leghista Franco Landella, poi finito agli arresti domiciliari. Ora Landella è libero ma è interdetto dai pubblici uffici per un anno. Nell’inchiesta, che ritiene di aver svelato un giro di tangenti al Comune di Foggia, è coinvolta anche la moglie, Daniela Di Donna, dipendente comunale, interdetta dai pubblici uffici per dieci mesi. Il lavoro dei commissari era però proseguito e, stando a quanto da loro accertato, personaggi legati ai clan della Società Foggiana nel recente passato erano riusciti a condizionare le scelte e il lavoro dell'amministrazione comunale. Tra gli episodi contestati anche frequentazioni, parentele e legami affettivi da parte dei consiglieri comunali con esponenti locali della criminalità organizzata. Al centro delle presunte pressioni e infiltrazioni mafiose anche appalti legati al sistema di
    videosorveglianza, l'assegnazione di case popolari ad affiliati ai clan e l'assenza di certificati antimafia per alcune imprese che hanno gestito servizi pubblici. Ora per almeno 18 mesi la gestione della cosa pubblica torna allo Stato, ma la politica, tutta la politica, viene sconfitta.
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    3 min
  • L'asse Meloni-Berlusconi contro Salvini | 06/08/2021 | Il Corsivo
    La politica è ormai seduta sulle sdraio delle spiagge e, in attesa di un autunno - inverno infuocati, con amministrative e parte finale del semestre bianco, si muovono le pedine delle nuove alleanze. Dal senatore Ignazio La Russa abbiamo saputo, tramite il Corriere, che la visita di Giorgia Meloni a Silvio Berlusconi a Villa Certosa in Sardegna si è consumata a base di salmoni e parmigiane, osservando la guida spericolata della macchina elettrica con al volante Berlusconi, le preoccupazioni della fidanzata che gli urlava di andare piano. Ma tra una amenità inutile e l'altra peggiore, è emersa però la notizia: Meloni ha chiesto a Berlusconi un intervento diretto e autorevole per riportare l'ordine nel centrodestra ormai monopolizzato da Matteo Salvini. Gli attriti e le rivalità tra Lega e Fratelli d'Italia sono molteplici: dal comitato di controllo sui servizi all'amministrazione della Rai, passando per altri luoghi di potere.
    Ma Salvini oggi non è più l'azionista di riferimento del centrodestra.
    Lo confermano i sondaggi, come  l'ultima Supermedia prima della pausa estiva che ci regala uno scenario estremamente aperto: si conferma il primato (acquisito due settimane fa) di Fratelli d'Italia di primo partito nelle intenzioni di voto degli italiani. La stessa analisi piazza al terzo posto il Pd e al quarto il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte. Lo scontro tra Salvini e Meloni proseguirà, anche per l'inconsistenza elettorale di Forza Italia.
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    2 min
  • Gli anni degli attacchi hacker contro le strutture sanitarie | 05/08/2021 | Il Corsivo
    Non solo quello contro i server della Regione Lazio adibiti alla prenotazione dei vaccini anti Covid-19. Quelli che stiamo vivendo sono gli anni caratterizzati dagli attacchi hacker contro le strutture sanitarie europee. Nel Vecchio Continente sono passati da 432 nel 2019 a 756 nel 2020, registrando un aumento del 75% rispetto al 2019. E le proiezioni per il 2021 sono ancora peggiori. Gli ultimi dati sulla cybercriminalità raccolti dalla Commissione europea sono a dir poco allarmanti.
    Sulla scia della pandemia, a essere più colpiti dagli hacker sono stati soprattutto gli ospedali e le strutture sanitarie. Le cose non vanno meglio negli Stati Uniti. Solo lo scorso 7 maggio c'è stato un cyber-attacco alla rete di oleodotti di Colonial Pipeline, che ha paralizzato la rete di quasi 9.000 km di condutture.
    A dicembre 2020, Ibm - azienda statunitense tra le più importanti al mondo nel settore informatico - ha lanciato un monito sulle attività di hackeraggio che miravano alla 'catena del freddo' necessaria alla distribuzione dei vaccini anti-Covid. Potevano essere previsti? E' quello che si chiedono in queste ore Fbi e Europol che collaborano con la polizia Postale italiana nelle indagini per il massiccio attacco hacker che ha colpito la Regione Lazio. L'obiettivo degli investigatori, incrociando anche i dati forniti dall'estero, è quello di individuare eventuali similitudini con altri attacchi fatti in passato con ransomware cryptolocker avvenuti in Italia e anche all'estero.Si cerca il filo che conduce ai mandanti e agli esecutori, ad una sorta di marchio di fabbrica delle attività di criminalità informatica.
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    3 min
  • Un attacco hacker contro il cuore del sistema di vaccinazione | 04/08/2021 | Il Corsivo
    Quello avvenuto contro la Regione Lazio è uno degli attacchi hacker più gravi mai avvenuti in Italia. Colpisce il cuore del sistema di vaccinazione del Paese in una Regione che ha fatto della prenotazione una vera e propria eccellenza. Agli hub di Roma si sono vaccinate le maggiori autorità dello Stato, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Mario Draghi. Non stupisce dunque l'attenzione degli investigatori che muovono le indagini con il pool dei magistrati antiterrorismo e quelli che si occupano di reati informatici come accesso abusivo a sistema informatico e tentata estorsione. Ieri, ai microfoni dell'Attimo fuggente del nostro Luca Telese,  il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha spiegato che gli attacchi hacker ai sistemi informativi sono stati tutti respinti ma continuano. "Se l'obiettivo era colpire la campagna vaccinale nel Lazio è fallito perché questa va avanti con lo sforzo degli operatori e la pazienza dei cittadini", ha detto Zingaretti. Ma al di là delle rassicurazioni sul prosieguo  della campagna restano i dubbi della dinamica dell'attacco.
    Per entrare nei sistemi, gli hacker hanno utilizzato le credenziali di un amministrativo di Frosinone sul quale sono già stati svolti accertamenti che avrebbero escluso ogni sua responsabilità. Gli hacker si sono serviti di un ransomware, un codice che si installa nel computer quando viene scaricato un file infetto e che blocca i sistemi crittografandoli. Gli attacchi ransomware vengono in genere eseguiti utilizzando un Trojan camuffato da file legittimo che l'utente viene indotto a scaricare o aprire quando arriva come allegato di posta elettronica. Ecco perché diventa importante l'ipotesi di un cloud nazionale con l'opportunità di accentrare le infrastrutture  e le applicazioni critiche. In questo modo si potrà creare un network difensivo aggiornato e pronto a prevenire e rispondere agli attacchi. Un atto legislativo che diventa sempre più urgente.
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    3 min
  • L'inizio del semestre bianco e la battaglia del Quirinale | 03/08/2021 | Il Corsivo
    Oggi inizia il semestre bianco, il tempo che separa la fine del mandato di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica.
    Per lui, come già scritto, il bilancio del suo settennato è certamente positivo, ma con l'annuncio del ritiro della seconda candidatura si apre formalmente l'iter della successione e la battaglia per la conquista del Quirinale può procedere. Qualche fibrillazione già si può avvertire con la minaccia di Salvini di uscire dal Governo Draghi se non si dovessero fermare gli sbarchi di migranti con decreto già ad agosto. In realtà da oggi, il Presidente della Repubblica, secondo il dettato costituzionale all'articolo 88, non può utilizzare il suo potere più grande, ossia quello di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni politiche.
    Quindi anche in caso di una ventilata crisi di Governo, prima si nomina il nuovo Presidente, poi si potrà andare a votare. E nel frattempo cosa può accadere? Senza più la minaccia del Capo dello Stato di rimandare tutti a casa, le forze politiche si sentiranno libere di fare e disfare maggioranze per acquistare forza o per mettere a Palazzo Chigi un premier più compiacente verso le loro richieste senza rischiare elezioni anticipate.
    Ma nessuno, al momento, pensa davvero di far cadere Draghi perché il suo nome è legato all’accordo che ci lega a Bruxelles fino ad almeno il 2026 con il Recovery plan e potrebbe essere spendibile anche per lo stesso Quirinale.
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    2 min
  • A 41 anni dalla strage di Bologna si processano i mandanti | 02/08/2021 | Il Corsivo
    41 anni fa, il 2 agosto 1980, 23 chilogrammi di esplosivo ad altissimo potenziale distruggeva la sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna, la pensilina del primo binario, il sottopassaggio, Piazzale Medaglie d'oro.
    85 morti e 200 feriti.
    Un paese che voleva solo andare al mare veniva colpito nel cuore dello snodo ferroviario del Paese, per mettere paura, per provocare reazioni autoritarie. 41 anni dopo a Bologna oggi si fa memoria con un corteo e le celebrazioni che prevedono l'orazione del Presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime Paolo Bolognesi, il fischio dei treni e il silenzio, e il discorso del ministro della Giustizia Marta Cartabia.
    Ma l'anniversario giunge nel bel mezzo del processo contro i mandanti. Sono gli ormai defunti Licio Gelli, Umberto Ortolani della loggia massonica P2, il capo dell'Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno Francesco Umberto D'Amato, il direttore del settimanale "Il Borghese" Mario Tedeschi.
    Accanto agli ispiratori e ai finanziatori dell'eccidio, emerge il ruolo di Paolo Bellini, neofascista e uomo di collegamento con i servizi segreti, riconosciuto dalla moglie nelle aule giudiziarie , come colui che viene ripreso in un frammento di video amatoriale girato intorno alle 10,25 di 41 anni fa da un turista tedesco. Paolo Bellini si aggiunge ai neofascisti già giudicati colpevoli: Valerio Fioravanti, Francesca Mambo, esecutori materiali condannati nel 1995, e poi Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini, condannato l'anno scorso in primo grado.
    È una occasione unica e irripetibile per determinare le responsabilità di pezzi infedeli dello Stato che avevano ordinato la strage più grave in tempo di pace. Una sentenza che se dovesse confermare le accuse sarebbe una pietra miliare della giurisprudenza italiana.
    Ascolta "Il Corsivo" a cura di Ferruccio Bovio, ogni giorno su www.giornaleradio.fm oppure scarica la nostra app
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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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