Il Corsivo

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  • L'eredità di Paolo Borsellino | 19/07/2021 Il Corsivo
    Il mio problema è il tempo. Questo è l'incubo di Paolo Borsellino, in quei 57 giorni che separano la strage di Capaci con l'uccisione dell'amico Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e la sua scorta, all'appuntamento con la morte di via D'Amelio, a Palermo, il 19 luglio 1992, 29 anni fa. Borsellino sapeva che in città era arrivato il tritolo.
    Era finito il suo tempo e lui chiedeva di essere ascoltato dalla procura di Caltanissetta. Doveva essere un eccidio spettacolare, proprio come avvenuto con Giovanni Falcone. Così è stato. 29 anni dopo si fanno ancora i conti con piste investigative inventate, pentiti dalla memoria corta, gravissimi depistaggi da parte di funzionari dello Stato infedeli, magistrati indagati, agende sparite. Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo, non sarà oggi a Palermo. In via D'Amelio non ci sarà.
    E ha proprio ragione, perché quella verità riguarda gli accordi indicibili siglati nel 1992 e 1993 e culminati nella strategia della tensione mafiosa. Esiste però una eredità di Paolo Borsellino, fatta di buone pratiche: il coraggio di camminare a testa alta. Oggi le tante associazioni che si battono contro le cosche come Libera saranno protagoniste delle tante manifestazioni sparse per il Paese. E nel nostro piccolo abbiamo deciso di affidare al nostro Lapo De Carlo il compito di ricordare gli ultimi momenti di vita di Paolo Borsellino nel programma "gli Occhi della Storia" in onda oggi su Giornale Radio. Per mai dimenticare.
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    2 min
  • L'inevitabile nuova stretta anti Covid in Italia | 17/07/2021 | Il Corsivo di Daniele Biacchessi
    Eccoci di nuovo qui, nello stesso punto, per la terza volta.
    La fortissima discesa del numero dei contagi da Covid delle scorse settimane ha generalizzato in gran parte della popolazione una sensazione di liberazione, in parte giustificata dal buon andamento del piano di vaccinazione, in parte no. Contro la diffusione delle varianti, in particolare quella denominata Delta, ci vuole una prevenzione di almeno due dosi di vaccino, e forse non è nemmeno sufficiente.
    In Italia, al momento, le dosi somministrate sono circa 60 milioni e quasi 26 milioni sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Dunque ci sono ancora 34 milioni di persone che non sono ancora protette almeno parzialmente con due dosi e mancano all'appello milioni di over 60. I dati diffusi ieri parlano chiaro: Rt a 0,91, rialzo dell'incidenza. L'Ue prevede un aumento di casi fino a quattro volte nella settimana che termina il 1 agosto e sei volte in quella che si chiude l'8 agosto.
    I numeri di ricoveri e decessi non dovrebbero aumentare proprio grazie ai vaccini, ma la stretta imminente delle misure anti Covid sarà inevitabile, magari con modalità diverse rispetto al recente passato.
    Potremmo trovarci in mezzo ad un estate sgambescia, dove tutto quello che pareva appartenere al passato determina ancora il nostro presente, ma ci vuole ancora pazienza e tanta responsabilità.
    Dei cittadini e delle istituzioni.
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    2 min
  • Il dramma tedesco: un'alluvione spaventosa colpisce il Paese | 16/07/2021 | Il Corsivo di Daniele Biacchessi
    Le immagini che giungono dalla Germania sono spaventose e riguardano la peggior alluvione che ha colpito il Paese. E'una catastrofe. L'acqua trasporta le case, e trascina strade, ponti, infrastrutture, auto e li porta verso valle. Intere regioni si sono trasformate in laghi. I dispersi sono ormai centinaia e ci vorranno giorni per stabilire il reale bilancio di una calamità naturale così ampia e grave.
    Particolarmente coinvolto è il distretto di Bad Neuenahr Ahrweiler, nella Renania Palatinato, dove è stato registrato il maggior numero di vittime.
    Colpita anche la zona a sud della città della Vestfalia, a Euskirchen.
    In poche ore si sono abbattute violenti piogge che hanno provocato inondazioni mai viste negli anni in Germania. Accanto all'esercito e i vigili del fuoco, sono impegnati migliaia di volontari in una straordinaria gara di solidarietà. Si scava con le mani, si improvvisano mezzi di fortuna per trasportare persone ferite o senza casa. I verdi che sono forti nel Paese parlano di conseguenze direttamente attribuibili alla mutazione del clima.
    Ed è per questo che l'impegno europeo sul clima diventa fondamentale.
    La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha presentato il maxi piano FitFor55, che indica gli strumenti per la rivoluzione verde, ovvero ridurre del 55% le emissioni di Co2 entro il 2030, con l'obiettivo finale di azzerarle nel 2050. Ecco, partiamo da queste buone pratiche sostenibili.
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    3 min
  • Il green pass modello Macron divide la politica italiana | 15/07/2021 | Il Corsivo di Daniele Biacchessi
    Il modello di contrasto della ripresa dei contagi da Covid lanciato dal presidente francese Emmanuel Macron (vaccinazione obbligatoria per il personale sanitario e green pass per accedere ai luoghi di socialità e mezzi di trasporto come ristoranti, bar, centri commerciali, treni e aerei), divide gli schieramenti politici italiani formando perfino maggioranze inedite. Contrari Lega e Fratelli d'Italia, favorevoli ma con diverse sfumature M5s, Pd e Forza Italia.
    "Il modello Macron per il green pass è utile, ma noi siamo già più avanti perché abbiamo una situazione epidemiologica migliore", spiega il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Non ci sta Matteo
    Salvini: "Vaccino, tampone o green pass per entrare in bar e ristoranti? Non scherziamo". Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia parla di "raggelante ultimo passo per la realizzazione di una società orwelliana, una follia anticostituzionale che respingiamo con forza".
    In disaccordo con il modello Macron si trova anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana: "Non abbiamo bisogno del metodo Macron, perché da noi le vaccinazioni stanno andando bene, in maniera eccellente. Non ci sono sacche di resistenza". Il vero tema resta il piano vaccinale. Il Commissario straordinario Francesco Figliuolo ha stimato oltre 2,5 milioni di persone over 60 che non si sono ancora vaccinate. In attesa di una ulteriore accelerazione della distribuzione e della somministrazione delle dosi si cercano dunque soluzioni immediate per contenere la diffusione delle varianti, ma la politica non viene in aiuto.
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  • Una morte senza un perché e lontana da casa | 14/07/2021 | Il Corsivo
    Si chiamava Michele Colosio, aveva 42 anni ed era originario della provincia di Brescia, ma da oltre dieci anni si era trasferito in Messico dove si dedicava a diverse attività di volontariato. E dove ha tragicamente trovato la morte, la notte tra domenica 11 e lunedì 12 luglio.
    Ex tecnico di radiologia presso gli “ Spedali Civili” di Brescia, Colosio trascorreva gran parte dell'anno in Messico, Paese che lo aveva letteralmente conquistato durante un viaggio di vacanze. Presa, dunque, la decisione di andarvi a vivere, aveva iniziato a svolgere attività di collaborazione e volontariato per sostenere la popolazione del posto e, gradualmente, era riuscito ad assumere la gestione di un piccolo podere , nel quale allevava animali da cortile, senza, tuttavia, mai abbandonare il suo impegno a favore dell’istruzione dei bambini più poveri.
    Secondo quanto riferito dall'associazione caritatevole alla quale aderiva, Michele Colosio sarebbe stato assassinato mentre stava facendo ritorno nella sua abitazione, dopo aver festeggiato la vittoria dell’Italia agli Europei di calcio. Altre fonti raccontano, invece, che l’agguato sarebbe avvenuto in prossimità di un negozio vicino a casa, dove lo sfortunato bresciano si recava spesso per fare compere.
    Di certo, al momento, si sa solo che l'uomo è stato ucciso in strada, colpito da proiettili sparati da un killer a bordo di una motocicletta. Sulle cause del delitto regna ancora, invece, il più fitto mistero. Si è trattato di un tentativo di rapina, oppure il volontario italiano, con qualche suo progetto, aveva iniziato a toccare interessi che sarebbe stato più prudente lasciar stare?
    Non si sa ancora neppure quando la salma di Michele potrà fare ritorno in Italia, mentre giungono le parole della la signora Daniela, madre della vittima che, disperata, dice "Non meritava di fare questa fine, era andato là solo per fare del bene".
    Già, per “fare del bene”...e non è la prima volta che a pagare con la vita il tentativo di portare un po’ di aiuto, di amore e di solidarietà è proprio una persona che agisce sulla spinta di motivazioni di carattere altruistico o idealistico. Basti pensare ai tanti missionari rapiti, torturati e assassinati in tutte le aree più a rischio del mondo. Un nome su tutti, quello di padre Paolo Dall’Oglio, scomparso in Siria nel 2013.
    In neanche una settimana, sono, quindi, due le notizie che ci giungono dal Messico e dall’Honduras e che riguardano l’uccisione di nostri connazionali che, probabilmente attratti da bellezze naturali, da stili di vita meno stressanti ed impegnativi e magari anche da costi economici molto più contenuti, avevano deciso di abbandonare l’Italia per andare incontro ad un destino che certamente speravano fosse ben diverso da quello di morte, di violenza e di criminalità che, in realtà, spietatamente li attendeva.
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    3 min
  • Dai calci di rigore a quelli alla salute | 13/07/2021 | Il corsivo
    Lei si chiama Maria van Kerkhove, ed oltre ad essere un medico di nazionalità statunitense, è anche un funzionario dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E, per la precisione, è la responsabile tecnica dell'Oms per l’attuale crisi pandemica. Anche lei, domenica sera, come milioni di altre persone, ha visto la finale di calcio di Euro 2020, sebbene da un’ottica assai differente rispetto a quella con cui l’hanno seguita tutti gli altri telespettatori. E notando quel tifo così scatenato in ambienti affollati ( e soprattutto senza mascherine ), ha pensato bene di lanciare subito un appello, twittando tutto il disappunto che provava nell’osservare il contagio che si diffondeva, in modo così assurdo e superficiale, sotto il suoi stessi occhi. La van Kekhove ha voluto ricordare a tutti che, in quel momento, il covid 19 non si stava certamente prendendo una pausa per assistere alla partita, ma che al contrario avrebbe, invece, approfittato dell’occasione per contagiare migliaia di persone che, irresponsabilmente, stavano gridando e cantando senza alcun tipo di precauzione.
    E questo per parlare di Wembley, ma anche da noi non è che siano prevalsi il buon senso e la prudenza...
    In tutta Italia si sono, infatti, formati capannelli che hanno coinvolto centinaia di migliaia di tifosi, assembrati e senza mascherina. E molto probabilmente, in quei frangenti, la variante Delta si sarà data il suo bel da fare per allargare la sfera delle sue prede pure nel nostro Paese. Tempo una decina di giorni e dovremmo già cominciare a registrare i primi effetti negativi. Gli esperti informano che la Delta era già, comunque, partita in modo decisamente spedito la settimana scorsa : e se pensiamo che l'indice di contagio cresce di 3 centesimi di punto al giorno ed oggi siamo a 0,86 , risulta chiaro che entro cinque giorni l'Rt dovrebbe raggiungere la soglia fatidica del valore 1, che l’istituto Superiore della Sanità considera un primo livello di guardia.
    E così, in settimana è prevista una cabina di regia tra Governo e Regioni, dalla quale non possiamo aspettarci altro un potenziamento dei tracciamenti, una maggiore severità circa il rispetto delle norme sul distanziamento ed un ulteriore impulso al ritmo del piano vaccinale.
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    3 min
  • Il giocattolo grillino che non piace ai due Mattei | 12/07/2021 | Il Corsivo
    È da qualche tempo che, tra i due Mattei della politica italiana, si registrano sostanziali convergenze di vedute su alcuni temi tutt’altro che marginali. Infatti, dalla giustizia alle modifiche da apportare al ddl Zan - anche se né Renzi, né Salvini sono disposti ad ammetterlo - non c’è dubbio sul fatto che abbiano entrambi espresso valutazioni se non identiche, almeno analoghe. E adesso l'intesa sembra perfezionarsi anche su una terza questione che, tra l’altro, è proprio quella che sta maggiormente a cuore al movimento 5 Stelle, che la vive addirittura come il proprio cavallo di battaglia. E stiamo parlando del reddito di cittadinanza, a proposito del quale Renzi, dopo averlo definito ”diseducativo” ha preannunciato una raccolta di firme nel 2022 per indire un referendum abrogativo, mentre Salvini ha parlato di profonda revisione, basandosi sulle lamentele di tanti imprenditori che gli raccontano di faticare a trovare lavoratori, perché sono troppi quelli che preferiscono restare a casa a godersi il reddito di cittadinanza.
    Ma quali sono – numeri alla mano – i risultati prodotti dal provvedimento di sostegno alla disoccupazione, in virtù del quale, due anni fa, i rappresentati grillini del primo governo Conte, avevano trionfalmente annunciato, dal balcone di palazzo Chigi, di aver abolito la povertà? Ebbene, tra aprile 2019 e maggio 2021 lo Stato ha pagato 14 miliardi di euro per erogare il reddito o la pensione di cittadinanza e si stima che, da qui al 2029, l’importo complessivo della spesa potrebbe toccare i 40 miliardi. Secondo gli ultimi dati aggiornati a giugno, i nuclei percettori di queste misure di sostegno sono 1,6 milioni per oltre 3,6 milioni di persone coinvolte, con un importo medio di 548 euro. Ma con il sussidio è aumentato anche il numero di coloro che, grazie ad esso, hanno trovato un posto di lavoro? I dati più recenti sono quelli di febbraio e ci spiegano che, su 1,5 milioni di beneficiari del reddito e obbligati a sottoscrivere il Patto per il Lavoro (vale a dire quello che impegna i percettori del sussidio a rispondere alle offerte proposte dai centri per l'impiego), ne sono stati presi in carico solo 330mila. Di questi, hanno trovato un lavoro in 152.673: solamente, quindi, il 15,19% degli occupabili. Un po’ pochini ci pare...e forse qualcosa andrà rivisto sul serio.
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  • Il caso di Saman: una storia tra “chi l’ha visto” e “scherzi a parte”... | 10/07/2021 | Il Corsivo
    Visto che di Saman, la ragazza pakistana probabilmente assassinata dalla sua stessa famiglia, sembrano ormai essersi dimenticati un po’ tutti, proviamo almeno noi a rinfrescare la prontezza di certe memorie ciniche ed opportuniste . Forse è più comodo per i media, la politica e l’opinione pubblica nostrani far finta di credere che si sia trattato solamente di un brutto sogno oppure di un film di Dario Argento...Figuriamoci se, proprio nell’ avanzatissima Italia del G7, della legge Zan e delle conquiste femministe, circola ancora qualche povera disgraziata che paga con la vita il semplice e banalissimo desiderio di poter sposare liberamente l’uomo di cui si è innamorata... E così, fatti salvi alcuni spunti che possono andare bene per alimentare trasmissioni sul tipo di “chi l’ha visto”, per il resto la vicenda di Saman sembra avviata a finire nel dimenticatoio delle cose scomode. Eppure sono fin troppe le domande – anche le più scontate – che sono incredibilmente rimaste senza risposte. Innanzitutto, la ragazza è veramente morta ? E quindi, se non siamo su “scherzi a parte”, dov’è il suo corpo? E i parenti sospettati dell’orribile delitto sono riusciti sul serio a rifugiarsi in Pakistan? C’è qualcuno che prova a rintracciarli? E se, come speriamo, è in corso un’indagine che li riguarda, non sta procedendo a velocità un po’ troppo ridotta? Certo, andare ad urtare la suscettibilità di una cultura che, in nome di una presunta purezza religiosa, non esita ad uccidere può anche non essere così allettante...Charlie Hebdo docet...Un conto è sbeffeggiare impunemente il papa in piazza o sui giornali e un altro è interferire in scelte matrimoniali che magari vengono definite fin dal momento stesso in cui una bambina viene al mondo. Mentre ci trastulliamo su questioni lessicali per appurare se una donna che dirige un’orchestra sia “direttore” o “direttrice”, vivono, intorno a noi, chissà quante ragazze che forse vorrebbero anche uscire dalle loro realtà oppressive, ma che vi rinunciano, temendo l’isolamento in cui il nostro Paese finirebbe per abbandonarle. In questo senso, risulta terribilmente assordante il silenzio del femminismo di casa nostra.
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  • La giustizia italiana tra mancata riforma e inefficienze | 09/07/2021 | Il Corsivo
    La giustizia italiana versa in cattive acque e raggiunge in questi ultimi mesi i suoi minimi storici. C'è il problema legato ai numerosi scandali che ne hanno offuscato l'immagine istituzionale con il caso Palamara e le vicende legate all'avvocato Amara. C'è l'immagine del Csm, l'organismo di autogoverno della magistratura, in forte declino, nonostante i continui appelli del capo dello Stato Sergio Mattarella.
    Ci sono le risposte che si attendono dalla politica con il premier Mario Draghi, in asse con Marta Cartabia, che prova a chiudere un capitolo molto delicato per la sua maggioranza e sbloccare una partita che procede più a rilento del previsto. Poi ci sono i numeri implacabili dell'efficienza della giustizia civile. L'Italia risulta ultima in Ue per i tempi lunghissimi dell'ultimo grado di giudizio. Secondo l'ultimo rapporto della Commissione europea, in Italia per il terzo grado di giudizio in un processo civile ci vogliono in media 1302 giorni, 791 per il secondo e 531 per il primo.
    Per rendersi conto delle differenze, basti pensare che Malta, la seconda più lenta, ci mette 875 giorni per l'ultimo giudizio. E senza una giustizia civile efficiente l'Italia allontana i possibili investimenti internazionali e nazionali sul sistema Paese. Un fattore che potrebbe giocare un ruolo importante sulle scelte operative dell'imminente Recovery.
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  • Haiti nel caos. Ucciso il presidente Moise, ferita la moglie. Quattro killer uccisi, due arrestati | 08/07/2021 | Il Corsivo
    Sgomento e rabbia per l'uccisione del Presidente di Haiti Moise.
    Quattro dei presunti assassini sono stati uccisi dalla polizia e altri due sono stati arrestati. L'operazione avrebbe portato anche al rilascio di tre agenti che erano stati sequestrati dai presunti autori dell'assassinio. Il commando armato, ufficialmente definito dal premier Claude Joseph di 'mercenari' di non chiara provenienza, aveva fatto irruzione nella residenza presidenziale alle 7 di ieri mattina, uccidendo il capo dello Stato e ferendo gravemente la consorte, Lady Martine che si trova ora all'ospedale di Miami. Sono molte a livello internazionale le reazioni di condanna dell'omicidio di Moise, fra cui quella del presidente Usa, Joe Biden, che si è detto "scioccato e rattristato", ribadendo che Washington "continua a lavorare per una Haiti sicura".
    Nei giorni scorsi, per far fronte ad un nuovo peggioramento della crisi politica, il presidente Moise, aveva annunciato la destituzione del premier Joseph e la sua sostituzione con Ariel Henry, che si accingeva a diventare il quinto capo del governo dal 2020. Un avvicendamento che, però, non è mai avvenuto. Ed è stato il primo ministro uscente ad annunciare in un comunicato ufficiale l'uccisione del capo dello Stato, sottolineando di aver assunto "i pieni poteri", e a convocare una riunione speciale del consiglio di sicurezza nazionale, invitando la popolazione a restare tranquilla. Sul futuro di Haiti, al momento, non vi è certezza.
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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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