Il Corsivo

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  • Bce: la ripresa si rafforza ma c'è incertezza per varianti | 25/06/2021 |
    L'ultimo bollettino della Bce dipinge un futuro positivo dell'economia dell'Eurozona, con un rafforzamento della ripresa, ma rileva anche una buona dose di incertezza dovuta alla diffusione delle varianti del Covid-19. La Bce parla di un netto miglioramento nella seconda metà del 2021, man mano che i progressi nelle campagne di vaccinazione consentono di allentare ulteriormente le misure di contenimento.
    In questa fase di transizione, l'inflazione resta la paura principale dei mercati. L'Istituto di francoforte riconosce che l'inflazione è aumentata negli ultimi mesi a causa di effetti base, fattori transitori e un incremento dei prezzi dell’energia. Dovrebbe salire ulteriormente nella seconda metà dell’anno, per poi scendere. La Bce dunque non cambia rotta e ribadisce l'orientamento accomodante della sua politica monetaria, escludendo un rialzo dei tassi e un ritiro degli aiuti, poiché il ritiro prematuro delle misure di sostegno rischierebbe di indebolire la ripresa e amplificare gli effetti negativi di più lungo periodo. In realtà, come ammette tra le righe del bollettino, confida nella buona riuscita dell'operazione Next generation Eu, scommettendo su una ripresa più rapida, solida e uniforme.
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    2 min
  • La vergogna ungherese di Orban | 23/06/2021 | Il Corsivo
    Una legge che è “una vergogna“, “chiaramente discriminatoria” e “va contro ogni valore fondamentale dell’Ue, ossia la dignità, l'uguaglianza, i diritti umani fondamentali”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, non impiega mezzi termini per esprimere la sua indignazione contro la legge anti Lgbt approvata in queste ore in Ungheria, che vieta film e libri che facciano riferimento a costumi sessuali diversi dall'eterosessualità ai minori di 18 anni.
    Ma il premier ungherese, Viktor Orban, non solo ha definito vergognose le dichiarazioni di Ursula von der Leyen, ma anche annullato il viaggio a Monaco di Baviera e non assisterà alla partita degli europei tra Ungheria e Germania per il divieto imposto dall'Uefa di illuminare l'Allianz Arena con i colori dell'arcobaleno. Intanto sono saliti a 17 i Paesi Ue che hanno chiesto alla Commissione di agire contro l’Ungheria, portandola in Corte di Giustizia per le misure adottate. Sono Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Lettonia, Italia, Grecia, Austria e Cipro.
    Orban si sta dimostrando non solo nemico dell'Europa, ma perfino depositario di una visione medievale che rischia di portare indietro l'orologio della storia la nostra società.
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  • La legge Zan della discordia | 23/06/2021 | Il Corsivo
    Non bastavano le divisioni all'interno della maggioranza che sostiene il Governo a guida Mario Draghi sulla legge Zan, tra Pd/M5s/Leu/Italia viva da una parte e Lega e Forza Italia dall'altra. Ora pure il Vaticano si mette di traverso per ostacolare il cammino di una discussione della legge all'esame di Palazzo Madama. le cose sono andate così. Il 17 giugno, la Segreteria di Stato vaticana consegna in modo informale una 'nota verbale' all'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, in cui chiede urgenti modifiche al testo di legge all'esame della Commissione Giustizia del Senato, in quanto violerebbe l'accordo di revisione del Concordato. Scrive il Vaticano: "Alcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall'articolo 2, commi 1 e 3 dell'accordo di revisione del Concordato".
    Sotto accusa c'è l'articolo 7 del disegno di legge, perché secondo il Vaticano non ci sarebbe l'esenzione delle scuole private nell'organizzazione di attività in occasione di quella che sarà proclamata "Giornata nazionale contro omofobia, lesbofobia, transfobia". Può uno stato straniero intromettersi di cose italiane? Il dibattito sulla legge Zan, nel bene e nel male, dovrebbe riguardare lo Stato italiano che è per sua natura laico, cioè soltanto il sistema dei partiti e le sue istituzioni, nella loro autonomia di valutazione.
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  • I furbetti del reddito di cittadinanza | 22/06/2021 | Il Corsivo
    5868 persone denunciate, 50 milioni di euro percepiti in modo indebito, 13 milioni di euro di contributi richiesti e non ancora riscossi. Nel primo anno di Covid c'erano nostri connazionali che vivevano sopra le loro possibilità e ricevevano illecitamente il reddito di cittadinanza. Gli accertamenti della Guardia di finanza e dell'Inps hanno fotografato la mappa degli italiani che si appropriano di qualcosa che non gli spetta. Tra i furbetti del reddito di cittadinanza ci sono soggetti intestatari di  ville e auto di lusso, evasori totali, persone dedite a traffici illeciti  e facenti parte di associazioni criminali di stampo mafioso, già  condannate in via definitiva. In un Paese dove 2 milioni 200 mila nuclei familiari,
    5 milioni 600 mila individui vivono nella povertà assoluta, ben sotto i livelli minimi della sussistenza e della dignità, quella descritta dai finanzieri nel loro rapporto 2020 è l'Italia della vergogna.
    I dubbi però restano. Come è stato possibile concedere il reddito di cittadinanza a quasi seimila persone che non ne avevano il diritto? Lo strumento messo in campo dal primo e secondo Governo a guida Giuseppe Conte, voluto dal M5s come un feticcio intoccabile si sta dimostrando farraginoso, pieno di falle e di storture che non risolvono il problema, anzi perfino lo complicano visti questi risultati.
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  • Centrodestra e centrosinistra tra partito unico e primarie | 21/06/2021 | Il Corsivo
    Gli schieramenti politici sono alla ricerca di una identità, di un futuro.
    Silvio Berlusconi intende riprendere le redini del centrodestra, nonostante le sue non brillanti condizioni di salute, e la netta ascesa della popolarità di Giorgia Meloni, inseguita da Matteo Salvini.
    E proprio ai due partner si rivolge Berlusconi, proponendo la costruzione di un partito unico entro il 2023. Il ragionamento del capo di Forza Italia si impernia sull'idea che il Paese non uscirà dalla crisi se non saprà riformare a fondo il sistema dei partiti, il sistema della rappresentanza politica. Sul partito unico c'è già la viva contrarietà di Lega e Fratelli d'Italia.
    L'altro fronte, il centro sinistra, il Pd cerca una leadership in sede locale e si affida nuovamente alle primarie, antico strumento ancora valido sul piano della partecipazione, specie a Bologna dove l'affluenza è stata notevole, in linea con quella del passato. Il risultato scontato di Roma con la vittoria dell'ex ministro del Governo Conte Roberto Gualtieri non ha invece surriscaldato gli animi. La sensazione è che qualcosa accadrà sul piano delle alleanze.
    Nel centrosinistra si conferma quella tra Pd, M5s e Leu, ma nel centrodestra il partito unico che ha in mente Berlusconi resterà con ogni probabilità una chimera irrealizzabile.
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  • In morte di Adil, investito da un camion durante un presidio | 19/06/2021 | Il Corsivo
    Adil Belakhdim era Il coordinatore interregionale dei SiCobas.
    Ieri mattina si trovava davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate (Novara). Era lì con altri lavoratori per chiedere maggiori tutele. Un camion ha forzato il presidio e ha travolto Adil. Lo ha trascinato per almeno venti metri, poi il guidatore si è dileguato. I carabinieri lo hanno identificato poco dopo.
    Il premier Draghi, Il ministro del lavoro Orlando, il ministro degli Esteri Di Maio si dicono affranti dal dolore e sconcertati per ciò che è accaduto a Novara, ma al di là delle parole il Governo dovrebbe affrontare con maggiore determinazione i diritti negati nella logistica.
    Ed è proprio in questo settore troppo spesso non regolamentato dove da mesi stiamo assistendo ad una escalation intollerabile di episodi di conflittualità sociale che richiedono risposte urgenti da parte della politica, del sindacato e dei datori di lavoro.
    Non è accettabile che nel nostro Paese il legittimo esercizio delle libertà sindacali scritte nella nostra Costituzione possa mettere a rischio la vita di persone come Adil.
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  • Il centrodestra non trova l'unità alle amministrative | 18/06/2021 | Il Corsivo
    Mai così forte a livello nazionale, mai così diviso in sede locale.
    In questo modo si presenta il centrodestra alle prossime amministrative. Al momento, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi hanno approvato il ticket Michetti-Matone al Campidoglio e il capogruppo di Forza Italia alla Camera Roberto Occhiuto candidato alla presidenza della Regione Calabria, in coppia con il leghista Nino Spirlì, candidato vice.
    Non c'è unità dei leader su Milano, Bologna e Napoli: la discussione viene protratta la settimana prossima. A Napoli potrebbe essere superato il 'no' del pm Catello Maresca alle liste con i simboli di partito. A Bologna si attende l'esito delle primarie del centrosinistra e compare una 'new entry' nella rosa dei candidati del centrodestra, Ilaria Giorgetti, proposta da Forza Italia, che va ad aggiungersi ai nomi di Fabio Battistini e Roberto Mugavero.
    Il vero nodo resta Milano, dove Salvini vuole proporre un altro ticket con Gabriele Albertini candidato vice. L'ex sindaco del capoluogo lombardo ha dato la sua "adesione" alla candidatura di Oscar di Montigny. Non è escluso che Fratelli d'Italia possa proporre un altro nome. Su scala nazionale Salvini spinge per il progetto di cooperazione tra i partiti di centrodestra che sostengono il governo e respinge l'idea di Berlusconi di mettere in campo un partito unico.
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  • Biden e Putin: la guerra fredda 4.0 | 17/06/2021 | Il Corsivo
    Tra il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e quello russo Vladimir Putin è in corso da tempo una sorta di guerra fredda 4.0. Dai cyberattacchi russi in piena campagna elettorale americana alle questioni energetiche, al clima, al mondo post-pandemia, alle crisi regionali, dall'Ucraina alla Siria, passando per Libia, Afghanistan e nucleare iraniano, ai diritti degli oppositori in Russia.
    Il capo del Cremlino nega tutte le accuse sollevate dagli americani, compresa quella di essere il responsabile del tentato avvelenamento dell'oppositore Alexsei Navalny; Non vi è punto della lunga sequenza di temi affrontati nel vertice nella biblioteca di Villa La Grange a Ginevra. in cui i due Presidenti abbiano trovato una convergenza, ma entrambi sanno che in una nuova logica di spartizione del mondo sono complementari, anche se destinati a scontrarsi nei prossimi anni. Proprio come nel 1985 fecero a Ginevra Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov. Allora c'era la corsa agli armamenti. Oggi il dinamismo militare russo ai margini dell'Europa orientale viene definito "una crescente minaccia alla sicurezza dell'area euro-atlantica" durante il recente vertice Nato.
    Ed è lì, tra quelle stanze di Villa La Grange, che Putin ha sfidato apertamente l'egemonia Usa nell'ottica di un mondo "multipolare".
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  • De Luca vieta AstraZeneca e J&J sotto i 60 anni | 16/06/2021 | Il Corsivo
    Contro il Covid bisognerebbe stare uniti, così almeno direbbe il buon senso.
    Invece no. L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) approva la vaccinazione mista per gli under 60 che abbiano ricevuto una prima dose di AstraZeneca, ma le Regioni che fanno? Continuano ad andare in ordine sparso. Chi si adegua alle indicazioni e chi continua a dire no al mix di vaccini; chi sospende i richiami con i farmaci a mRna al posto di Astrazeneca finché non avrà garanzie su ulteriori forniture e chi lascia la possibilità di scegliere se avere o meno la seconda dose con il farmaco anglo-svedese anche se si hanno meno di 60 anni. Dunque i Presidenti di Regione non hanno una linea comune anche dopo l'ordinanza del ministero della Salute che ha dato indicazioni perentorie ribadite anche dal ministro Roberto Speranza sull'utilizzo di AstraZeneca.
    Così le Regioni aprono un nuovo fronte: con i vaccini a vettore virale ormai marginali servono più dosi di Pfizer e Moderna per non rallentare la campagna e raggiungere l'immunità di gregge a settembre. La Campania farà ripartire da domani i richiami per i cittadini che hanno fatto la prima dose di vaccino contro il covid19 con Astrazeneca: sotto i 60 anni con Pfizer e Moderna. Senza una linea comune l'obiettivo della vaccinazione di massa si sposta inesorabilmente al di là di settembre.
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  • La nuova NATO di Joe Biden | 15/06/2021 | Il Corsivo
    Nel gennaio 2017, poco dopo il suo insediamento ufficiale, Donald Trump scrive di suo pugno il documento "National Security" dove pronunciò più volte la frase "Prima gli americani".
    Tra i tanti dossier, Trump intendeva disimpegnarsi dal finanziamento della NATO, giudicata una struttura vecchia e obsoleta, comunque non utile alle nuove politiche della sua amministrazione, protese a spostare il baricentro da un Paese che aiuta gli altri Paesi da possibili aggressioni a uno Stato ricurvo in se stesso. Ieri il vertice della Nato a Bruxelles ha confermato l'alleanza con gli Stati Uniti. Joe Biden ha elencato le nuove sfide, in primis Russia e Cina, quindi con la Nato che torna protagonista della scena internazionale.
    Il nuovo progetto della NATO parte proprio dal G7 del dopo Donald Trump. Si tratta di processo di ricostruzione dell'Alleanza Atlantica che si basa su nuovi accordi di cooperazione, alleanze indebolite dalla precedente amministrazione". Nella sostanza si parte dalla stretta collaborazione tra la NATO e l'Ue, anche se alcuni leader come Emmanuel Macron intendono rimarcare i valori che uniscono, le regole e i principi alla base dell'Alleanza, più che risolvere le enormi discrepanze e differenze che permangono tra i trenta Paesi.
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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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