Il Corsivo

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  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 16/02/2021: Le piste di sci e la diffusione delle varianti del Covid
    No, non è un Paese normale quello che protesta per il posticipo dell'apertura delle piste di sci il 5 marzo. E' un provvedimento deciso dal ministro della Salute Roberto Speranza in accordo con il Presidente del Consiglio Mario Draghi e il Cts ed è un fatto di buon senso. Quindi risultano fuori posto le paventate azioni legali minacciate
    dalla Regione Piemonte. Così come l'ira dei Presidenti di Regione Attilio Fontana, Luca Zaia, Stefano Bonaccini e Giovanni Toti rispetto a chi, parole loro, "vogliono allargare la cabina di regia alle istanze dell'economia". Nelle stesse ore in cui Matteo Salvini attaccava le decisioni di Roberto Speranza, non sapendo che erano concordate con Mario Draghi, nelle segrete stanze del Comitato tecnico scientifico venivano esaminati gli ultimi dati epidemiologici e l'allarme per la diffusione delle nuove varianti Covid, cosa che chi sta al Governo dovrebbe conoscere. E nel documento del Cts è scritto che "per contenere e rallentare le varianti del Covid, in analogia con le strategie adottate negli altri
    paesi europei, è necessaria una rigorosa osservanza, rafforzamento e incremento delle misure di mitigazione del rischio sia in ambito nazionale che in specifici ambiti locali, evitando ulteriori misure di rilascio". Nella sostanza gli esperti del Cts sono concordi sulle soluzioni da mettere in campo, prima che si rilevi una nuova ondata di contagi
    dagli effetti devastanti, perché l'incidenza dell'epidemia risulta nuovamente in crescita, con un impatto sostenuto sui sistemi sanitari. E l'incremento dell'incidenza dovuta alle varianti potrebbe prefigurare scenari con un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane. Per le piste di sci si può tranquillamente spettare.
    3 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 15/02/2021: Il Governo Draghi alla ricerca di un programma condiviso
    Messo alle spalle il giuramento, il passaggio dei poteri, l'abbandono sofferto di Giuseppe Conte, il primo consiglio dei ministri, da oggi Mario Draghi si prepara ad affrontare il dibattito e la fiducia di Senato e Camera, previsti rispettivamente il 17 e il 18 febbraio.
    Almeno sulla carta, la maggioranza assoluta è scontata e dovrebbe toccare cifre da record. Infatti le uniche opposizioni che esprimeranno il dissenso sono rappresentate da Fratelli d'Italia, dai dissidenti di M5s e Leu, e poco altro.
    Il tema vero riguarda la ricerca di un programma condiviso con un vasto arco parlamentare dove si scontrano visioni politiche, tecniche e ideologiche distanti e contrapposte. L'europeismo sarà il primo tratto fondante del governo. In Ue Draghi si prepara a far valere il suo peso nella direzione di una maggiore integrazione, a partire dalla politica di bilancio, con la spinta a Eurobond permanenti, dopo l'esperimento di Next Generation Eu. In politica estera, l'atlantismo è il faro.
    Ci sono da superare cinque emergenze: sanitaria, economica, sociale, educativa, culturale. Draghi nel suo primo consiglio dei ministri ha invitato tutti a marciare uniti senza distrazioni. Draghi intende accelerare il piano vaccini sul modello inglese, migliorando logistica, produzione e approvvigionamento.
    Il premier prevede il prolungamento del calendario scolastico con l'impegno a riempire tutte le cattedre a settembre, il rilancio dei settori turismo e cultura, il decreto per i ristori, i 32 miliardi in deficit autorizzati dal Parlamento, misure di più ampio respiro e lungo periodo.
    Il Recovery plan sarà riscritto: più fondi alla sanità, più investimenti, con procedure più rapide, e meno bonus. Spetta a Draghi trovare la sintesi, non sarà una passeggiata.
    3 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 14/02/2021: Il giuramento del Governo Draghi
    Come si svolge un giuramento di un Governo al tempo del Covid?
    Fa impressione vedere tutti quei ministri, i veterani e gli ultimi arrivati, con le massime cariche dello Stato e delle Istituzioni, con la mascherina, protetti dal distanziamento sociale, difesi dalla sanificazione.
    Uno dei passaggi più formali imposti dal Cerimoniale del Quirinale, cioè l'insediamento del nuovo esecutivo, si è trasformato in un rito celebrato con ancora maggiore ritualità nell'ampio salone del Palazzo, con le penne cambiate dopo ogni firma di ministro e del Capo dello Stato Sergio Mattarella, con il silente Mario Draghi che sorride sotto la mascherina, sotto sfavillanti lampadari e affiancati da arazzi dal valore inestimabile.
    Tra sobrietà, emergenza e solennità resta la sostanza della sfida di Draghi che in pochi giorni ha messo in piedi una squadra di Governo con il misurino del manuale Cencelli, un mix di tecnici e politici come fece Carlo Azeglio Ciampi, tenendo però nel suo stretto controllo tecnici inseriti in dicasteri chiave per il suo programma e lasciando ai politici ministeri più difficili da gestire, come quello della Salute e allo sviluppo.
    Si avvia una nuova fase dove la politica è costretta ad accantonare gli interessi di schieramento per tentare di incamminarsi lungo la strada dell'unità nazionale. Qualcosa di simile già accaduto nel passato, ma solo nei momenti delle grandi emergenze.
    2 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 13/02/2021: La vittoria di Beppe Grillo
    Dal 2013, Beppe Grillo ha determinato le scelte del primo partito politico del Paese. Dal no a Pierluigi Bersani al voto determinante per l'elezione dei
    Presidenti di Camera e Senato Laura Boldrini e Piero Grasso del 2013, all'opposizione al Governo di Matteo Renzi, all'idea della Presidenza del Consiglio a Giuseppe Conte, all'alleanza con la Lega di Matteo Salvini, all'ultimo sodalizio politico con il Partito democratico e Liberi e Uguali. Nel bene e nel male l'andamento spesso ondivago di Beppe Grillo ha influenzato la direzione delle politiche del Paese dell'ultimo decennio. Anche nella formazione del Governo di Mario draghi, il suo intervento fulmineo è risultato cruciale. In pochi minuti Grillo ha garantito a Draghi l'appoggio del M5s, portato a casa il ministero della transizione ecologica, un luogo strategico dove governare e smistare i fondi del Recovery verso lo sviluppo sostenibile, messi all'angolo gli oppositori interni tra cui Alessandro Di Battista, ridimensionato il ruolo politico nel Governo di Matteo Salvini e Matteo Renzi, rafforzato e rilanciato l'alleanza con Pd e Leu, ristabilito il ruolo di Giuseppe Conte nel partito e nella società civile. Grillo si è preso la scena politica, proprio come fosse un
    palcoscenico. E' la sua vittoria. Risulta difficile non volerlo ammettere.
    2 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 11/02/2021: Draghi senza opposizione
    Nella forma di Governo parlamentare, come in Italia, il fatto che il Governo debba ottenere la fiducia del Parlamento, in quanto è l'organo attraverso il quale avviene la legittimazione democratica del potere, fa in modo che la relazione tra la maggioranza e la minoranza si leghi alle sorti dell'esecutivo. Nel nostro sistema dunque, i partiti di Governo derivano la loro forza politica dal rapporto tra la maggioranza parlamentare e la maggioranza del corpo elettorale, mentre i partiti di opposizione stabiliscono un
    rapporto stabile tra la componente di minoranza e le forze politiche rimaste soccombente.
    Mario Draghi si appresta a diventare Presidente del Consiglio con un Governo formato da tecnici indicati dalla politica o tecnici puri. Nelle consultazioni terminate l'unica opposizione rappresentata in Parlamento è quella di Fratelli d'Italia e di minoranze del M5s e probabilmente della Lega.
    Il resto delle forze politiche parlamentari sono con Draghi, così come i corpi intermedi. Nella società politica, si oppongono a Draghi Rifondazione Comunista e gli altri partitini della sinistra e destra extraparlamentare.
    In politica ogni forma del potere ha la sua opposizione e senza l'antitesi di un sistema di Governo non è possibile esercitare un vero
    controllo nelle commissioni. E senza una opposizione adeguata il Governo marcia a senso unico senza una voce alternativa.
    Passa anche da qui il cammino del nuovo esecutivo a guida Draghi.
    2 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 09/02/2021: Una nuova stagione di riforme
    Dalle consultazioni in corso in questi giorni è emersa la volontà di Mario Draghi di avviare una nuova stagione di riforme strutturali. Al centro dell'azione di Governo ci saranno la Pubblica amministrazione, il fisco e la giustizia civile, oltre alla gestione della pandemia e i capitoli del Recovery. Uno dei punti cardine del programma del presidente del Consiglio incaricato, sarà anche il contesto, il perimetro nel quale operare: una forte cornice europeista e il richiamo all'atlantismo". Ma attenzione. Quando Draghi parla di europeismo, parla anche di sfide epocali, tanto che è arrivato a mettere sul tavolo della discussione con i partiti anche la questione strategica del bilancio comune europeo. Una cosa è certa. In queste ore convulse dove sembrano prevalere i posizionamenti dei vari leader, i più clamorosi sono quelli di Matteo Salvini e di Beppe Grillo, Mario Draghi non ha alcuna intenzione di farsi dettare l'agenda delle priorità dai partiti e sembra avere in testa da tempo le sue ricette, giuste o sbagliate, per l'Italia. Entro venerdì dovrebbe giurare sulla Costituzione e avviare le prime nuove misure per sconfiggere la pandemia. Da lì partirà Draghi, e da lì si vedrà se cis arà continuità o discontinuità con l'immediato
    passato.
    2 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 08/02/2021: Maggioranze ampie non sempre stabili
    Mario Draghi si accinge a diventare il nuovo Presidente del consiglio, dopo il fallimento del tentativo di Roberto Fico di mediare tra i partiti della ex maggioranza che sosteneva Giuseppe Conte. Stando ai nostri calcoli, Draghi incasserebbe la fiducia da almeno 420 deputati e 230 senatori. Una maggioranza assoluta.
    Del resto tutti i partiti, tranne Fratelli d'Italia, hanno assicurato l'appoggio a Draghi. Ma i distinguo sono ancora molti nella Lega, e nel M5s, perché non tutti i parlamentari sono d'accordo con la nuova linea comunicata a Draghi da Matteo Salvini e Beppe Grillo, e questi malumori potrebbero tramutarsi in un voto contrario. D'altro canto alcuni esponenti di Fratelli d'Italia criticano Giorgia Meloni per la posizione contraria a Draghi.
    Non sempre però una maggioranza ampia, composta da forze politiche spesso diverse, perfino antitetiche, è sinonimo di stabilità. I nodi verranno al pettine non appena si dovrà mettere in piedi l'organigramma del nuovo Governo e quando si elencheranno i capitoli del Recovery. Si capirà se i partiti continueranno a pensare al proprio irticello oppure finalmente metteranno a dispisizione la loro stiria al servizio del Paese.
    2 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 06/02/2021: L'euforia dei mercati per Mario Draghi Presidente
    I mercati finanziari scommettono su Mario Draghi Presidente del Consiglio. Lo si è visto fin da subito, perfino dalle prime
    indiscrezioni apparse sui vari media. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi decennali ha toccato i 94 punti base. Dalla chiusura di martedì, poco prima del conferimento a Mario
    Draghi del mandato accettato 'con riserva' che ha avviato le consultazioni per la formazione di un nuovo Governo, il differenziale è sceso del 18%. Un record.
    Anche il rendimento del titolo del Tesoro risulta positivo, come la Borsa di Milano sempre in rialzo che mostra le migliori perfomance d'Europa.
    In genere gli analisti e le principali banche d'affari puntano su esecutivi strettamente politici con maggioranze stabili. Questa euforia immediata per Draghi, non sempre si era manifestata con
    Governi tecnico-politici arrivati quasi sempre nei passaggi difficili e tormentati della nostra Storia. Si era manifestata certamente nell'aprile del 1993 quando Carlo Azeglio Ciampi si apprestava a prendere le redini del Paese nel mezzo di Tangentopoli e dell'attacco delle mafie allo Stato. Venne rimandata tra il 1995 e il 1996 durante il Governo guidato da Lamberto Dini e nel 2011 con l'arrivo di Mario
    Monti. Ma anche i mercati, come lo stesso sistema politico, offrono a Draghi una aurea salvifica, di tipo messianico.
    A differenza di Ciampi, Dini e Monti, impegnati a poderosi tagli, Draghi dovrà invece riscrivere e gestire il recovery, un sorta di piano Marshall italiano da 209 miliardi di euro. Solo su quello oggi puntano gli investitori.
    3 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 05/02/2021: Il parafulmine Mario Draghi
    Per il sistema dei partiti l'incarico di Mario Draghi ha certamente un valore salvifico. Non si spiegherebbero altrimenti le velocissime aperture di Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Virginia Raggi, la ventilata disponibilità di Matteo Salvini, il riposizionamento di Nicola Zingaretti e il salto della quaglia di Matteo Renzi. Senza l'ingresso di Mario Draghi nella scena politica nazionale i leader di maggioranza e opposizione avrebbero dovuto ammettere il sostanziale fallimento della loro azione nelle settimane burrascose della crisi. E qui guardate non esiste chi ha vinto e chi ha perso. No, qui hanno perso proprio tutti, nessuno escluso. Ha perso pure quello che alcuni giornali dipingono erroneamente come un vincitore, cioè Matteo Renzi che oggi sulle pagine di Repubblica tenta di prendersi meriti inappropriati. Perché l'operazione Mario Draghi è stata diretta abilmente dal Capo dello Stato Sergio Mattarella non appena ha avuto la conferma che la trattativa che aveva messo in piedi il Presidente della Camera Roberto Fico sarebbe naufragata tra veti incrociati e richieste impossibili. Ora i principali partiti di maggioranza e opposizione sono costretti ad appoggiare Mario Draghi, anche i più scettici come il M5s e la Lega, se non vogliono restare ininfluenti sul piano politico e fuori dai grandi giochi che si apriranno non appena si dovrà mettere mano al Recovery, il vero banco di prova del sistema Paese.
    2 min
  • Il corsivo di Daniele Biacchessi del 03/02/2021: È il tempo di Mario Draghi alla guida del Paese
    Non va in porto il tentativo di Roberto Fico di mettere insieme i cocci della vecchia maggioranza e Giuseppe Conte viene messo da parte, non avrebbe un consenso politico e i numeri parlamentari. Troppe differenze tra Matteo Renzi e il resto dei partiti.
    Cosi il Capo dello Stato Sergio Mattarella esclude la via delle elezioni anticipate, troppo rischiosa e macchinosa sul piano organizzativo, e convoca subito Mario Draghi in Quirinale.
    Sarà lui a prendere le redini del Paese. Dovrà gestire con nuove strategie la pandemia e il piano di vaccinazione nazionale, i rapporti con le case farmaceutiche, l'approvazione del Ristori e del Recovery, e sciogliere i nodi rimasti aperti dalla crisi politica: Mes, giustizia, sostenibilità, scuola e molto altro ancora.
    L'arrivo di una figura istituzionale come Mario Draghi, riconosciuta a livello internazionale dopo il lavoro a Bankitalia e Bce, sancisce il fallimento sostanziale della politica che non è riuscita a trovare la sintesi su un programma condiviso, impantanata in un ginepraio di veti, di contrapposizioni, di personalismi.
    La politica si mette al momento in ombra ed torna il tempo dei tecnici.
    2 min

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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