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  • Partono i colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia. L'Europa si trova a Parigi ma è divisa. Zelensky disponibile a firmare un accordo sulle terre rare | 18/02/2025 | Il Corsivo
    Partono i colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia.
    I colloqui di pace per tentare di fermare la guerra tra Russia e Ucraina corrono lungo la linea che collega Riad con Parigi. Il dipartimento di Stato americano fa sapere che quelli che partono oggi in Arabia Saudita non sono veri e propri negoziati. "Non credo che le persone dovrebbero vedere l'incontro come qualcosa dove verranno messi a punto dettagli o progressi, come una specie di negoziazione", ha affermato Tammy Bruce. Il Cremlino intanto conferma la presenza del direttore del Fondo per gli investimenti diretti Kirill Dmitriev al vertice tra Russia e Stati Uniti. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, si è detto disponibile a firmare un accordo che conceda agli Stati Uniti l'accesso alle terre rare dell'Ucraina, purché Washington fornisca in cambio garanzie di sicurezza a Kiev.
    L'Europa si trova a Parigi ma è divisa.
    Mentre a Riad parte nei fatti la trattiva. il ruolo europeo rimane marginale, nonostante il vertice di Parigi messo su in fretta e furia dal presidente francese Emmanuel Macron. Emergono alcuni punti in comune ma anche delle differenze tra i leader europei. Il primo ministro polacco Donald Tusk chiede di aumentare immediatamente le spese per la difesa in Europa. Su questa posizione si trova d'accordo il primo ministro britannico Keir Starmer. La Spagna invece considera impossibile un aumento delle spese militari al 5% del Pil, come esige Donald Trump dagli alleati. E sulle truppe di interposizione da inviare in Ucraina non c'è unità. Contrarie la Germania, impegnata nell'ultima settimana di campagna elettorale, e la Spagna. La sensazione è che, al di là delle dichiarazioni di facciata e delle buone intenzioni, ognuno marcia per la propria direzione confermando l'assenza di una visione di politica estera autonoma rispetto all'evoluzione della crisi ucraina.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Da oggi arriva il Btp Più. Il Tesoro a caccia di nuovi incassi nel 2025 | 17/02/2025 | Il Corsivo
    Da oggi arriva il Btp Più. Il Tesoro a caccia di nuovi incassi nel 2025
    Da oggi fino alle ore 13 di venerdì 21 febbraio è in collocamento il nuovo Btp Più. Si tratta dell'ultimo investimento della famiglia Valore: 8 anni di scadenza, senza il premio fedeltà, ma con un'opzione di rimborso anticipato dopo 4 anni, per chi lo acquista durante il collocamento. Il Tesoro ha fissato i rendimenti minimi che potranno essere ritoccati verso l'alto: 2,8% per i primi quattro anni, 3,6% per i successivi. Btp Più viene collocato dopo il successo ottenuto dalle sottoscrizioni dagli investitori istituzionali per il Btp a 15 anni (133 miliardi di domanda, 13 piazzati).
    Il rendimento effettivo.
    Secondo numerosi analisti, il rendimento medio minimo alla scadenza è intorno al 3,2% annuo, leggermente inferiore all’attuale rendimento del Btp 8 anni al 3,22%». Si tratta dunque di valutazioni non particolarmente generose rispetto a titoli obbligazionari con rating e scadenze simili perché si possono trovare titoli corporate e finanziari con rendimenti mediamente superiori. Comunque per il risparmiatore domestico, il ROI netto annuo di circa il 2,8% è allettante, in particolare per l’investitore che può vendere il titolo a 100 dopo 4 anni, per i benefici fiscali molto attraenti: tassazione agevolata al 12,5%, esclusione dal calcolo Isee fino a 50.000 euro e dalle imposte di successione.
    L'obiettivo del ministro Giorgetti.
    Quella del ministro Giorgetti è una strategia mirata a recuperare la fiducia dei risparmiatori, perché Btp Più è il secondo tassello per portare a casa i 330-350 miliardi di emissioni previste per il 2025, in assenza della Bce come compratore. L’esenzione in realtà vale anche per tutti gli investimenti già in portafoglio in titoli governativi o negli altri prodotti di raccolta del risparmio con obbligo di rimborso assistito dalla garanzia dello Stato, come i buoni fruttiferi e i libretti postali, ma certamente rappresenta un’arma di seduzione ‘in più’ per il Tesoro.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Volano i prezzi delle bollette in Italia. Giorgetti: presto un decreto sul caro energia | 14/02/2025 | Il Corsivo
    Volano i prezzi delle bollette in Italia.
    Non ci voleva molto a capire che in pochi mesi le bollette di luce e gas in Italia erano ormai fuori controllo. Bastava ascoltare le associazioni dei consumatori, i sindacati, gli economisti e molti esperti del settore che delineano il rincaro già nei primi mesi del 2025. L'aumento maggiore riguarda la bolletta del gas, con un incremento di 251 euro, portando la spesa annuale da 1.793 euro nel 2024 a 2.044 euro nel 2025. L'energia elettrica, invece, subisce un rincaro di 99 euro, con una spesa che passa da 790 a 889 euro.
    Perché la bolletta diventa più salata?
    Perché aumenta il prezzo del gas sul mercato all’ingrosso a causa dell’instabilità geopolitica, delle speculazioni sul mercato, delle temperature invernali e dal mancato rinnovo degli aiuti in bolletta, che negli scorsi anni i governi avevano previsto per contrastare il caro-energia.
    Nei mercati tutelati, che oggi servono solo i clienti cosiddetti vulnerabili, il prezzo viene stabilito da Arera, l’Autorità pubblica che regola il mercato, e dipende dalle quotazioni di gas ed energia. Quindi se i prezzi salgono, le bollette aumentano. Lo stesso vale per chi ha un contratto nel Mercato Libero con condizioni variabili.
    Giorgetti: presto un decreto sul caro energia.
    Il Governo si accorge solo ora dei rincari. Il ministro dell'economia Giorgetti promette un provvedimento con riferimento alle dinamiche dei prezzi energetici. Sostiene che l’andamento dei prezzi dell’energia e le bollette non dipendono dal governo, ma da dinamiche estranee, speculative su cui l’attenzione del governo è massima. Aggiunge che una “riflessione su ciò che è significato il passaggio al libero mercato degli utenti del mercato elettrico deve essere fatta, perché era uno degli impegni assunto da questo governo. Ma il decreto che potrebbe arrivare nei prossimi giorni giunge mentre l'inverno si sta concludendo, mentre doveva avvenire già tra ottobre e novembre quando il rincaro era ampiamente previsto.
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    3 min
  • Partono i negoziati sulla fine della guerra Russia-Ucraina. Lunga telefonata Trump-Putin | 13/02/2025 | Il Corsivo
    Lunga telefonata Trump-Putin
    C’è una improvvisa accelerazione nel piano di pace che potrebbe porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina iniziato il 24 febbraio 2022. Il presidente statunitense Trump ha avuto un lungo colloquio telefonico con Putin, mentre il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha incontrato Zelensky. E il prossimo 20 febbraio, l’inviato di Trump per la Russia e l’Ucraina, Keith Kellogg, è atteso a Kiev. Intanto qualche segnale di disgelo si avverte nei rapporti tra Stati Uniti e Russia: in cambio della liberazione dell’ostaggio americano Marc Fogel (detenuto per 4 anni nelle carceri russe), gli Usa hanno liberato il cyber-criminale russo Aleksander Vinnik.
    Partono i negoziati sulla fine della guerra Russia-Ucraina
    Nella sostanza, la telefonata tra i due leader apre formalmente i negoziati. Trump e Putin hanno concordato di lavorare insieme, anche visitando le rispettive nazioni. La prima mossa è il colloquio di Trump con il presidente ucraino Zelensky. La trattativa sarà tutta nelle mani del segretario di Stato Rubio, del Direttore della Cia John Ratcliffe, del consigliere per la sicurezza Nazionale Michael Waltz e dell’ambasciatore e inviato Speciale Steve Witkoff. Gli ostacoli sono molti sul cammino di una pace giusta. Il Cremlino avverte Zelensky: la Russia non discuterà mai con Kiev rispetto a un possibile scambio di territori. Solo ieri il presidente ucraino aveva rivelato di avere un piano di pace basato sul reciproco abbandono o ripresa di alcuni luoghi strategici. Poi Trump e Putin stanno delineando una visione più generale della gestione del mondo che vada oltre l’Ucraina: Medio Oriente, energia, intelligenza artificiale, il potere del dollaro. Qui si misurerà la vera tenuta del possibile accordo.
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    3 min
  • Fine vita, approvata la legge in Toscana per accedere al suicidio assistito | 12/02/2025 | Il Corsivo
    Fine vita, approvata la legge in Toscana per accedere al suicidio assistito.
    Quella approvata dalla Regione Toscana è la prima legge italiana che determina le regole per accedere al suicidio assistito. E' una svolta nel nostro paese che giunge dopo un interminabile dibattito che ha diviso la politica e la società civile. A favore hanno votato Pd, M5s, Italia Viva e gruppo Misto-Merito e Lealtà; contrari Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega; la consigliera Lucia De Robertis del Pd non ha partecipato al voto. Il presidente dell’assemblea Antonio Mazzeo ha elogiato tutti i consiglieri per aver dato vita a un dibattito intenso, dando una prova di alta politica. "La legge Toscana sul fine vita si pone con assoluta legittimità perché segue le condizioni indicate dalla Corte Costituzionale", sostiene il presidente della Toscana Eugenio Giani.
    Come nasce la legge.
    La proposta di legge di iniziativa popolare è stata promossa dall’associazione Luca Coscioni alla quale hanno aderito oltre 10mila persone. Nella sostanza ka Toscana è la prima Regione italiana a introdurre una regolamentazione sulla procedura con la quale le persone che vogliono accedere al suicidio assistito possono far domanda all’Asl, e su tempi e modalità di risposta della commissione preposta a verificare la sussistenza dei requisiti fissati dalla Consulta affinché l’aiuto al suicidio non costituisca reato. È una legge di civiltà perché impedisce il ripetersi di casi, da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana, di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile.
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    2 min
  • Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia | 11/02/2025 | Il Corsivo
    Almasri, la Corte penale internazionale apre fascicolo sull’Italia.
    Il caso del generale Almasri, accusato di crimini contro l'umanità, arrestato, liberato e consegnato alla Libia con tutti gli onori, non termina con la difesa dell'operato del Governo e la forte critica dell'opposizione. La Corte penale dell'Aja annuncia l’apertura di un fascicolo sull’Italia alla Camera preliminare della stessa Corte. “Come parte di questa procedura, ai sensi del Regolamento 109, l'Italia avrà l'opportunità di presentare osservazioni", dice il portavoce , Fadi El Abdallah, aggiungendo però che "al momento non vi è alcun caso dinanzi alla Cpi contro alcun funzionario italiano". Cosa vuol dire? La Corte ha aperto una procedura formale contro il nostro paese, al momento senza nomi.
    La posizione della Corte.
    In particolare, sono stati segnalati casi di richieste presentate al procuratore capo della Corte penale internazionale per aprire eventuali azioni contro individui ai sensi dell'art. 70 (oltraggio alla Corte), ma l'ufficio del procuratore non commenta tali comunicazioni. L'ufficio del procuratore ha indicato che, ai sensi dello Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo da qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni al procuratore. Il caso Almasri non è più un fatto politico interno, una delle tante scaramucce tra maggioranza, opposizione, magistratura, ma giorno dopo giorno assume i contorni di un caso internazionale, con Onu e Unione Europea che difendono la Corte e la premier Giorgia Meloni che si allinea sulle posizioni del presidente americano Donald Trump. Nella sostanza, la Cpi dà voce alle vittime di tutto il mondo, e i massimi organi mondiali come le Nazioni Unite e 79 paesi rimangono senza esitazione al suo fianco.
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    3 min
  • Ucraina. Trump sente Putin e taglia fuori l'Europa dalla trattativa | 10/02/2025 | Il Corsivo
    Ucraina. Trump sente Putin e taglia fuori l'Europa dalla trattativa.
    Lo aveva annunciato già in campagna elettorale che avrebbe costretto il Presidente russo Putin a porre fine al conflitto in Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti Trump ha reso noto in una intervista al New York Post di aver parlato al telefono con Vladimir Putin. "Vuole che la gente smetta di morire. Tutti quei morti. Giovani, giovani, belli. Sono come i vostri figli, due milioni, e per nessuna ragione", rivela Trump che annuncia di avere un piano concreto per porre fine alla guerra. Sui contenuti di questo piano però Trump non dice nulla, il portavoce del Cremlino Peskov non conferma e non smentisce l'incontro telefonico tra i due leader, ma il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite Nebenzya mette già le mani avanti: "I contatti tra Mosca e Washington devono svolgersi "su una base di eguaglianza e la necessaria considerazione degli interessi russi"..
    La rabbia di Zelensky e il timore europeo.
    Il presidente ucraino Zelensky accusa Putin di voler continuare la guerra. "I rapporti dell'intelligence confermano che la Russia sta creando nuove divisioni e sviluppando nuovi impianti di produzione militare. La cooperazione con la Corea del Nord continuerà ad espandersi. Mosca sta anche diffondendo tecnologie di guerra moderne nella regione, in particolare tecnologie di droni", scrive il presidente ucraino. Sull'onda delle dichiarazioni di Zelenaky, si registrano i timori europei di essere tagliati fuori dalla eventuale trattativa di pace. "Qualsiasi accordo funziona solo con l'Europa", manda a dire un funzionario della Commissione che ricorda i contatti con gli Stati Uniti a partire dalla conferenza di Monaco di questa settimana. Così Trump avrebbe avviato il primo passo: non è ancora la partenza formale di una trattativa ma solo l'inizio di un lungo cammino.
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  • Caso Almasri, denuncia all’Aia contro l’Italia. Il rapporto Onu sul generale libico e i suoi crimini | 7/02/2025 | Il Corsivo
    Caso Almasri, denuncia all’Aja contro l’Italia
    Sul caso del generale Almasri riportato in Libia con un aereo di Stato potrebbe intervenire la Corte penale internazionale, dopo una denuncia contro Meloni, Nordio, Piantedosi, sull’operato del governo italiano per “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma”. Al momento non è stata avviata una indagine formale. Tutto parte da una denuncia del legale di un cittadino sudanese ai giudici. Secondo lo Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, qualsiasi individuo o gruppo di qualsiasi parte del mondo può inviare informazioni (che la Cpi definisce ‘comunicazioni’) al procuratore della Cpi. Già nel 2019, il rifugiato aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale libico, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia.
    Il rapporto Onu sul generale libico e i suoi crimini
    Anche l’Onu descrive in modo minuzioso le nefandezze compiute dal generale Almasri a capo della Rada, nata come organismo per la lotta al terrorismo e alla criminalità armata ma diventata un esercito privato che utilizza ogni traffico per arricchirsi e aumentare la sua autorità su gran parte della capitale. Nel loro atto d’accusa, gli investigatori dell’Onu ritraggono Almasri come un personaggio tanto spietato quanto diabolico. Pronto a sfruttare il suo mandato istituzionale di comandante della Polizia giudiziaria per aumentare la forza della sua rete parallela negli scontri di potere. Come? Trasformando le vittime delle torture nei suoi guerrieri. Questo soggetto è stato arrestato in Italia, liberato e riportato in Libia con un aereo di Stato e a distanza di oltre due settimane il Governo non ha ancora chiarito le vere motivazioni del riaccompagnamento.
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