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  • Nordio in Parlamento: "Su Almasri pasticcio della Cpi". Le opposizioni attaccano il Governo | 6/02/2025 | Il Corsivo
    Nordio in Parlamento: "Su Almasri pasticcio della Cpi".
    L'informativa dei ministri di Grazia e Giustizia Carlo Nordio e dell'Interno Matteo Piantedosi sul caso del criminale libico Almasri si limita alla difesa dell'operato del Governo e al gioco dello scaricabarile, con il Guardasigilli che accusa la Corte penale internazionale di aver combinato un pasticcio. Nessun accenno alla ragione di Stato, nessuna giustificazione sui motivi reali con cui un esecutivo ha accompagnato in Libia con un aereo di Stato un assassino e un torturatore inseguito da una istituzione internale. In particolare Nordio si è detto deluso per l’atteggiamento di una parte della magistratura che si sarebbe permessa di sindacare l’operato del ministero senza aver letto le carte. La difesa del ministro della Giustizia è a dir poco surreale, secondo cui la richiesta della Corte penale è arrivata in lingua inglese senza essere tradotto, con una serie di criticità che avrebbero reso impossibile l’immediata adesione del ministero alla richiesta arrivata dalla Corte d’appello di Roma. Piantedosi ha invece detto che l’espulsione di Almasri è da inquadrare, per il profilo di pericolosità che presentava il soggetto, nelle esigenze di salvaguardia della sicurezza dello Stato e della tutela dell’ordine pubblico.
    Le opposizioni attaccano il Governo.
    Le opposizioni sono unite sul caso Almasri e non mollano. La segretaria Pd Elly Schlein parla di una giornata triste per la democrazia, perché Nordio e Piantedosi sono venuti in Aula a coprire le spalle della premier Giorgia Meloni. Ancora più pesante è il leader del M5s Giuseppe Conte secondo cui Meloni scappa dal Parlamento e dai cittadini, compiendo un atto di viltà istituzionale. Sarcastico il leader di Italia viva. "Con Meloni, pensavate di aver trovato la lady di ferro, ma avete trovato l’uomo di burro, forte coi deboli e debole coi forti". La sensazione è che la vicenda Almasri non sia terminata con una informativa di due responsabili dei dicasteri importanti, per altro sotto accusa al Tribunale dei ministri, e che, al netto di come la si pensi sul piano politico, si è assistito ad una lacunosa e imprecisa difesa dell'operato dell'esecutivo che lascia inevasa la domanda che abbiamo rivolto alla premier: perché un criminale ricercato a livello internazionale sia stato arrestato, liberato e spedito nella sua patria di origine con le massime onorificenze?
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Il giorno della verità sul caso Almasri. Nordio e Piantedosi riferiscono in Parlamento | 5/02/2025 | Il Corsivo
    Il giorno della verità sul caso Almasri. Nordio e Piantedosi riferiscono in Parlamento.
    Dopo settimane di dure polemiche politiche, in mezzo a indagini giudiziari, sul caso del generale Almasri arrestato, liberato e riconsegnato ai libici con un aereo di Stato si aprirà uno squarcio di verità. I ministri di Grazia e Giustizia e Interni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi riferiscono oggi alla Camera e Senato la versione del Governo su ciò che è accaduto tra il 19 e 21 gennaio scorso.
    Trasparenza e copertura televisiva.
    Nel caso di Montecitorio il dibattito non sarà coperto dalla diretta televisiva su uno dei tre principali canali della Rai, come avviene per esempio per il question time, per i voti di fiducia. a Palazzo Madama: ci sarà il collegamento Rai in diretta dall’Aula, come ha confermato il capogruppo di Forza Italia Maurizio Gasparri. Alla fine non tutti gli italiani potranno ascoltare il dibattito parlamentare successivo all'informativa dei due ministri. E' una occasione persa per la completa trasparenza sull'informazione pubblica su un caso di interesse nazionale.
    L'opposizione incalza il Governo.
    "Il Governo non scappa dalle sue responsabilità", assicura il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ma sul caso Almastri è stata l'opposizione a costringere due ministri importanti a riferire nell'arena parlamentare, non la premier Giorgia Meloni come il centrosinistra e i suoi alleati avrebbero voluto. L'opposizione abbandona così la linea "aventiniana" per rispondere senza filtri ai tanti, troppi punti oscuri di questa vicenda. Chissà se in Parlamento il Governo ammetterà di aver applicato una ragione di Stato relativa agli accordi tra Italia e Libia in materia di immigrazione. Intese, per dovere di cronaca, iniziate dai governi di centrosinistra e proseguite dall'esecutivo di centrodestra.
    "Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.
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    3 min
  • Forza Italia propone l'immunità per parlamentari e membri del governo | 4/02/2025 | Il Corsivo
    Forza Italia propone l'immunità per parlamentari e membri del governo.
    In Italia può capitare che ritornino i fantasmi del passato, e leggi ampiamente superate dalla Storia e bocciate in sede parlamentare e nella società civile escano dalla porta principale per poi entrare dalla finestra molti anni dopo. E' il caso di Forza Italia che intende ripristinare l’immunità per parlamentari e membri del governo esattamente come prima del 1993. Nei mesi in cui si era nel pieno dell'inchiesta Mani pulite, e in mezzo al fuoco incrociato di Cosa Nostra contro lo Stato, una riforma eliminò la necessità dell’autorizzazione a procedere anche per il solo avvio delle indagini nei confronti di un deputato o senatore (mantenendola solo per arresti, intercettazioni o perquisizioni).
    La proposta di Raffaele Nevi.
    Il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi ha invitato a ragionare sulla reintroduzione dell’immunità parlamentare, nei giorni dello scontro tra Governo e Anm e nel pieno dell'indagine della Procura di Roma sul caso Almasri. “È ora di piantarla con i pm che si dedicano tutto il giorno a inseguire i politici e cercare di metterli sotto inchiesta per qualsiasi cosa”, disse lo scorso 31 gennaio il forzista Nevi. Dalle dichiarazioni “a titolo personale” si passa però subito ai fatti e Forza Italia lavora alla proposta di legge per ripristinare, almeno in parte, l’immunità parlamentare modificata nel 1993. “Bisognerà predisporre una proposta di legge costituzionale, ma ci vuole una larga convergenza. Ancora non ne abbiamo parlato con gli alleati, sappiamo che c’è una benevolenza su questo tema e vedremo con loro, anche se ci sarà tempo in questa legislatura”, sottolinea il portavoce azzurro. Si ritorna dunque indietro nel tempo, a 32 anni fa. E' vero che l'Italia è cambiata da allora, ma la proposta non tiene conto del sentimento del Paese. Messa così come viene cautamente presentata si configura come un nuovo capitolo della guerra della politica contro la magistratura.
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    3 min
  • In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd | 3/02/2025 | Il Corsivo
    In migliaia in Germania contro l'intesa Cdu-Afd.
    La Germania si trova ad un bivio storico e politico a tre settimane dalle elezioni legislative del prossimo 23 febbraio. Per evitare lo spostamento a destra in migliaia sono scesi in piazza a Berlino contro il riavvicinamento tra i conservatori della Cdu e l'estrema destra di Afd. Già sabato oltre 220.000 persone hanno manifestato nelle principali città del Paese, come Amburgo, Lipsia, Colonia e Stoccarda. L'onda di protesta è rivolta soprattutto contro il candidato conservatore alla carica di cancelliere e favorito nei sondaggi, Friedrich Merz, che ha dato il via in modo plateale al suo riavvicinamento con Alternativa per la Germania (AfD), rompendo il tabù politico per eccellenza del dopoguerra tedesco.
    Merz sotto accusa.
    Merz è stato duramente criticato da Angela Merkel e da pezzi importanti del suo partito, perché finora i partiti tradizionali hanno rifiutato qualsiasi cooperazione con l'estrema destra, mantenendo quello che chiamano un "cordone sanitario". Friedrich Merz si è affidato a questo partito nazionalista e anti-migranti per far approvare alla Camera dei rappresentanti una mozione non vincolante volta a bloccare tutti gli stranieri senza documenti alla frontiera, compresi i richiedenti asilo. Il candidato della Cdu ha poi subito una battuta d'arresto quando non è riuscito a fare lo stesso su un disegno di legge per limitare l'immigrazione. L’iniziativa ha segnato una svolta, perché Merz è pronto a ripeterla in futuro.
    La Germania verso le elezioni.
    Friedrich Merz esce però indebolito dagli ultimi eventi politici. Nelle rilevazioni, la Cdu è in testa al 30%, mentre l'ultradestra si attesta al 22%. In risalita l'Spd del cancelliere uscente Olaf Scholz, data al 17%. Invariate le preferenze per i Verdi, al 12%, mentre l'Alleanza populista di sinistra di Sahra Wagenknecht (Bsw) scende al 6%. I sondaggi dei prossimi giorni mostreranno se la sua offensiva contro l'immigrazione, che secondo lui mira a convincere gli elettori tentati dal voto dell'AfD a sostenere i conservatori, avrà successo o, al contrario, finirà per rafforzare ulteriormente gli estremismi.
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    3 min
  • La Bce taglia i tassi di 25 punti base | 31/01/2025 | Il Corsivo
    La Bce taglia i tassi di 25 punti base.
    La Bce taglia il costo del denaro di 25 punti base: in particolare il tasso sui depositi scende a quota 2,75%, in linea con le attese della vigilia (ai minimi da inizio 2023). La decisione allontana l'Europa dagli Stati Uniti. L'Europa va per la sua strada limando al ribasso i tassi di interesse, mantenendo i dati sull’inflazione come bussola, mentre la Federal Reserve americana non mette mano al costo del dollaro facendo infuriare il neo presidente Donald Trump.
    Lagarde: l'economia europea è debole.
    La presidente della banca centrale europea, Christine Lagarde, conferma che nel board non ci sono stati pareri contrastanti e che la decisione è stata presa all’unanimità. "Le prossime decisioni sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, la dinamica dell'inflazione di fondo e l'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi".
    Il fantasma dei dazi.
    Lo spettro dei dazi agitato più volte da Trump in campagna elettorale rende più complicato capire come evolverà lo scenario. "Per ora si tratta solo di voci, annunci, dichiarazioni, non abbiamo nulla di tangibile. A marzo la situazione dovrebbe essere più chiara", dice Lagarde secondo cui i dazi potrebbero indebolire l'economia, e una maggiore frizione nel commercio globale renderebbe più incerte le prospettive di inflazione nell'area dell'euro. Ma la presidente della Bce non presenta un piano B, una via d'uscita. Nel caso Trump dovesse accelerare i dazi commerciali l'Europa riceverebbe un colpo durissimo perché rimarrebbe debole e scoperta, e pure priva da una visione alternativa ai tagli.
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    3 min
  • Caso Almasri. Le opposizioni abbandonano il Parlamento fino al 4 febbraio. La maggioranza fa quadrato su Giorgia Meloni | 30/01/2025 | Il Corsivo
    Caso Almasri. Le opposizioni abbandonano il Parlamento fino al 4 febbraio.
    Alla Camera e al Senato va in scena la posizione "aventiniana" dell'opposizione dopo l’annullamento dell’informativa dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi sul caso della liberazione e del rilascio alla Libia del responsabile dei centri di detenzione Almasri, accusato dalla Corte penale Internazionale di omicidi e torture e crimini contro l'umanità. Al Senato le opposizioni abbandonano l’aula dopo le parole di Alberto Balboni (FdI): “Toghe umiliano il Parlamento”. Sospesi i lavori a Montecitorio e palazzo Madama fino al 4 febbraio. E' una scelta forte quella delle opposizioni che prende corpo pochi giorni dopo la protesta plateale dell'ANM durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario con la Costituzione in mano ai magistrati. L'opposizione ha voluto diffondere anche le testimonianze di David Yambio, Lam Magok e Mahamat Daou, tutte vittime di Almasri.
    La maggioranza fa quadrato su Giorgia Meloni.
    “Quando sono in gioco la sicurezza della nazione e l'interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro”. Così Giorgia Meloni torna sul caso Almasri che ha portato all’indagine a suo carico e dei ministri Nordio e Piantedosi, e la maggioranza fa quadrato sulla presidente del Consiglio. Diventa anche politica la difesa giudiziaria del Governo che sceglie di farsi difendere dall'avvocato Giulia Bongiorno. Forse la scelta della procura di Roma è stata sbagliata, perché in questo modo sulla vicenda Almasri i ministri sono stati sottratti al confronto con il Parlamento, ma non ci sono orologerie nascoste dietro questi interventi della magistratura. Sta di fatto che, a dieci giorni dall'arresto e dalla liberazione di Almasri , il Governo non ci ha ancora detto con esattezza perché un criminale ricercato dalla Corte penale internazionale sia stato riportato in Libia con tanto di viaggio tramite aereo di Stato pagato da tutti i cittadini.
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    3 min
  • Trump si scaglia contro la cooperazione internazionale. Stop agli aiuti umanitari a Kiev | 29/01/2025 | Il Corsivo
    Trump si scaglia contro la cooperazione internazionale.
    L'ultima mossa di Donald Trump è contro la cooperazione internazionale. Il Dipartimento di Stato sospende ogni nuovo obbligo di finanziamento, in attesa di revisione, per i programmi di assistenza estera, ad eccezione di quelli destinati a Israele e all’Egitto. Trump colpisce l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale interrompendo la collaborazione di almeno 50 funzionari di carriera con l’accusa di aver tentato di aggirare il congelamento degli aiuti. Per loro c'è il congedo amministrativo con stipendio e benefit completi fino a nuovo avviso. Il blocco tende ad allineare le operazioni di cooperazione internazionale degli Stati Uniti all’interesse nazionale. Nella sostanza Trump applica il motto “Make America Great Again”.
    Stop agli aiuti umanitari a Kiev.
    L’ordine riguarda anche i programmi di finanziamento alle missioni estere in luoghi come Ucraina, Giordania e Taiwan. Per Kiev è un colpo durissimo, ma prevedibile visto che il neo presidente ha intenzione di fermare la guerra, anche se la portata di tale impatto è ancora incerta. Numerosi progetti umanitari in Ucraina sono stati già sospesi. Alcune Ong ucraine e internazionali hanno scritto sui social media di essere state colpite dal congelamento.
    I tagli riguardano anche l'assistenza finanziaria federale.
    Ciò che è più grave riguarda il taglio dell'assistenza finanziaria federale, escluso previdenza sociale e di Medicare. Il nuovo ordine potrebbe influenzare miliardi di dollari in sovvenzioni ai governi statali e locali, causando al contempo interruzioni nei programmi che avvantaggiano molte famiglie. La sospensione dell'assistenza finanziaria federale potrebbe rientrare negli ordini esecutivi di Trump, come il congelamento di tutti i finanziamenti a partire dalla legge sul clima, l’Inflation Reduction Act e il pacchetto infrastrutturale bipartisan emanato nel 2021.
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    3 min
  • La giornata della memoria non condivisa | 28/01/2025 | Il Corsivo
    La giornata della memoria non condivisa.
    Ha ragione la senatrice Liliana Segre quando si chiede se il suo ricordo etico, morale, storico e umano dell'esperienza nei campi di sterminio sarà raccolto da altri quando lei non ci sarà più, oppure resterà solo qualche riga nei libri di Storia. Ad uno ad uno se ne stanno andando gli ultimi testimoni dell'Olocausto contro ebrei, deportati politici, militari, minoranze. Hanno passato gran parte della loro vita a raccontare. Alcuni di loro li ho accompagnati nelle scuole di tutta Italia. Così fragili, ma altrettanto forti, pronti a narrare ciò che hanno visto: il freddo, i viaggi nei carri bestiame, l'arrivo nei campi, la selezione, i capannoni putridi, il cibo fetido, le torture, le camere a gas. La forza della loro resistenza civile dovrebbe essere un esempio che vale per tutti. Invece nel mondo occidentale crescono e si affermano gruppi che si ispirano direttamente al nazismo e al fascismo. Odio, negazionismo, riscrittura della Storia sono i tratti che contrassegnano questo periodo.
    La risposta delle nostre Istituzioni.
    Il Capo dello Stato Sergio Mattarella si reca ad Auschwitz nella giornata della memoria. Ed è una scelta di campo, simbolica. La premier Giorgia Meloni sostiene che la Shoah è abominio nazista con la complicità del fascismo e che le leggi razziali fuorono un'infamia. Maggioranza e opposizione lanciano appelli di buon senso, ma quella della memoria si dimostra una giornata non condivisa.
    La frattura tra comunità ebraiche e Anpi.
    “L’Anpi non è più quella di una volta”, dice il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, annunciando di non voler partecipare alla giornata della memoria insieme all'associazione più rappresentativa dell'antifascismo italiano. La polemica ruota intorno alla parola "genocidio", utilizzata per comparare ciò che accadde negli anni Quaranta al massacro dei palestinesi da parte del governo israeliano. Questa frattura dimostra ancora una volta che verità storica e giudizio politico non formano un pensiero e una memoria condivisi.
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    3 min
  • La memoria offuscata | 27/01/2025 | Il Corsivo
    Francamente, non ci stupiamo affatto se non poche comunità israelitiche italiane ed europee, quest’anno, rinunciano a celebrare pubblicamente il Giorno della Memoria, divenuto ormai, in generale e soprattutto negli ultimissimi anni, un evento che molti vivono se non proprio con fastidio, almeno con sostanziale indifferenza.
    Purtroppo, anche le più recenti manifestazioni di piazza per ricordare il 25 Aprile sono state, spesso, caratterizzate da fenomeni di vergognosa intolleranza nei confronti delle rappresentanze della Brigata Ebraica: fenomeni avvenuti, tra l’altro, senza quasi mai minimamente turbare le coscienze degli organizzatori, fossero essi l’ANPI o, comunque, altre Associazioni anti fasciste. D’altra parte, secoli e secoli di deicidio, di pozzi avvelenati, di diffusioni delle più letali epidemie o di crudeli infanticidi, qualche traccia nel DNA del cittadino medio europeo devono pure averla lasciata… C’era, dunque, latente un retroterra di antisemitismo atavico che - camuffato da antisionismo per essere politicamente più presentabile – non aspettava altro che un pretesto qualsiasi per riemergere in tutto il suo inaccettabile sproloquio di pregiudizi tanto assurdi, quanto però ancora, evidentemente, ben radicati nelle società di mezzo mondo. E il pretesto è arrivato, a partire dalla data del 7 ottobre del 2023, quando cioè la condanna - pressoché universale - alla reazione militare israeliana nei confronti di Hamas, ha conosciuto un crescendo di intensità e di compattezza, finora mai riscontrati nei riguardi di altri conflitti che si sono combattuti nel resto del Pianeta. Di colpo è saltato il tappo della bottiglia che conteneva un veleno che era in attesa di potersi nuovamente liberare da circa ottant’anni. L’odio razziale contro gli Ebrei, questa volta, non era più però solamente appannaggio di quattro sfigati dalle teste rasate, ma coinvolgeva, infaustamente, anche tante altre forze politiche e correnti culturali abituate, di solito, a ragionare in modo molto meno rozzo e precipitoso. E così è stato tutto un frenetico, quanto scriteriato bruciare di bandiere israeliane, contrapposto ad un entusiastico sventolare di drappi palestinesi nelle piazze o persino alle finestre di qualche ente pubblico: il tutto accompagnato da un flusso continuo di contestazioni – talvolta pure violente - alla libertà di pensiero e di valutazione storica nelle università, nei licei, nei partiti o nei sindacati.
    Chiariamo subito che se noi fossimo elettori israeliani, il governo Netanyahu non ce lo farebbero votare neanche puntandoci un coltello alla gola, tuttavia, in presenza di istituzioni e di gruppi di opinione che, pur di dare addosso al popolo ebraico, arrivano a solidarizzare con regimi disumani come quelli imposti dagli ayatollah in Iran e da Hamas a Gaza, ci viene spontaneo sostenere le scelte di tutte quelle comunità israelitiche che oggi si rifiutano di condividere il ricordo dell’Olocausto con coloro che, gridando “dal fiume al mare”, altro non fanno che auspicare – si spera almeno inconsapevolmente - il ripetersi di una tale tragedia.
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  • Un matrimonio che non “s’ha da fare” ? | 24/01/2025 | Il Corsivo
    Il matrimonio tra Generali e la francese Natixis, già approvato lo scorso fine settimana dal Comitato per gli investimenti del Gruppo assicurativo italiano, ha, dunque, ottenuto il via libera anche dal Consiglio di amministrazione di Generali. Di conseguenza, l’iniziativa - che ha sollevato non pochi dubbi sia a livello politico, che finanziario - sembra ormai avviata verso il suo sbocco finale, che consiste nella creazione del più importante gruppo europeo nella gestione del risparmio. Ma quali sono i vantaggi ed i rischi - ammesso che questi esistano realmente – connessi all’accordo in questione?
    Innanzitutto, va detto che la joint venture tra Generali e Natixis Investment Managers, porta alla formazione di un gruppo da 1.900 miliardi di patrimoni in gestione, che si collocherebbe al nono posto nel mondo per masse gestite ed al primo in Europa. Per quanto riguarda la conduzione del nuovo gigante del risparmio, il gruppo triestino e quello parigino hanno pensato ad una una governance paritetica, nella quale ognuna delle due Società deterrà il 50% delle attività, con un Consiglio di amministrazione composto da rappresentanti di entrambe le parti e tre consiglieri indipendenti, mentre la holding principale avrà sede ad Amsterdam. In teoria ed in base a quanto dichiarato dai promotori della joint venture, da essa dovrebbero derivare accresciute e diversificate opportunità di investimento per tutta la clientela europea. Tuttavia, soprattutto tra i soci italiani di Generali, sono emerse non poche perplessità circa il rischio inerente l’eventuale passaggio del controllo dei risparmi di casa nostra ad un’entità che sarà pur sempre caratterizzata anche da una rilevantissima presenza francese. E stiamo, essenzialmente, parlando delle somme affidate a Generali dai sottoscrittori delle sue polizze vita, per un importo di ben 650 miliardi, che equivalgono – tanto per chiarirci meglio le idee - a poco meno di un quarto del nostro debito pubblico nazionale. E proprio a proposito di debito pubblico, viene anche da chiedersi se, considerato che Generali è uno dei maggiori investitori nei titoli di Stato italiani con un’esposizione di 37 miliardi di euro, un possibile allontanamento dei nostri risparmi dagli usuali presidi di controllo nazionali, non comporti pure il pericolo di dover subire ripercussioni indesiderate proprio sulla gestione di queste emissioni del Tesoro che, per il nostro Paese, sono di natura veramente strategica. Ma a gettare acqua sul fuoco è l’amministratore delegato di Generali, il francese Philippe Donnet, secondo il quale si tratta di dubbi davvero infondati, dal momento che tutte le decisioni sugli investimenti in Btp italiani “spettano e continueranno a spettare al Consiglio di amministrazione di Generali”. Pertanto, Donnet si dice sicuro del fatto che i benefici di questa operazione saranno presto riconosciuti da tutti i soggetti interessati. In primis, dagli Italiani.
    E a noi non resta che sperare che sarà davvero così.
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About Il Corsivo

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"Il Corsivo" a cura di Daniele Biacchessi non è un editoriale, ma un approfondimento sui fatti di maggiore interesse che i quotidiani spesso non raccontano. Un servizio in punta di penna che analizza con un occhio esperto quell'angolo nascosto delle notizie di politica, economia e cronaca.

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