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  • Tiziana Fantino "Il piatto forte dei rifugi"
    Tiziana Fantino
    "Il piatto forte dei rifugi"

    In vista dell’apertura 2023 dei rifugi, a grande richiesta, lunedì 20 febbraio alle 18 nel Salone d’Onore del Comune di Cuneo, si terrà la proiezione del filmato “Il piatto forte dei Rifugi - Camminando dalle Alpi Marittime alle Alpi Cozie”, di Tiziana Fantino, giornalista, escursionista, alpinista e socio Cai.
    In parte oggetto di seguite pubblicazioni sulle pagine di Targato Cn, le realtà culinarie di 15 rifugi delle Marittime e Cozie sono raccontate dall’autrice attraverso la voce dei gestori in quota.Un filmato ideato e concretizzato nell’estate 2022 per ringraziare la montagna dei benefici tratti sulla salute, ha ottenuto un buon successo di visibilità e di pubblico alle serate di presentazione e di proiezione a Torino in occasione di “Terra Madre il Salone del Gusto”, al cinema Monviso a Cuneo, nella sede del Cai di Torino nel Museo Nazionale della Montagna. Dal mese di marzo 2023 saranno previste altre date di presentazione nella provincia cuneese e il filmato è stato richiesto anche all’estero. Un lavoro certosino e accurato svolto in quota che racconta piatti unici e sostenibili, con le ricette e la storia, preparati dai gestori dei presidi e che coinvolge persone, personaggi e realtà che lavorano e vivono in montagna. Un filmato sostenuto dal Cai Regione Piemonte e da “San Bernardo” con i Patrocini di Agrap, Provincia di Cuneo, Comune di Cuneo, Confcommercio Cuneo, Atl del Cuneese, Comune di Valdieri, Parco Alpi Marittime, Parco del Monviso.Pillole del filmato sono presenti sulla pagina Instagram tiziana_fantino (seguita da oltre 5.000 follower) e dedicata alla sua passione per la montagna. Modera l’assessore alla montagna del comune di Cuneo, Sara Tomatis. Sono previsti interventi con protagonisti del mondo della montagna. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Per info: Comune di Cuneo 0171-444561





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    11 min
  • Elena Borrione "Giornata del Gatto"
    Elena Borrione
    Veterinaria Comportamentalista
    "Giornata del Gatto"
    https://elenaborrione.it


    Elena Borrione è un veterinario comportamentalista ed educatore cinofilo che opera, anche a domicilio, a Torino, provincia e zone limitrofe.

    "La mia passione per gli animali mi ha sempre accompagnata ed è stata poi decisiva nel momento di scegliere la professione che avrei voluto seguire nella vita.Infatti dopo la laurea in medicina veterinaria mi sono resa conto che occuparmi della sola “salute fisica” dei nostri amici animali non mi era sufficiente. Per questo motivo ho deciso quindi di ampliare la mia preparazione e diventare veterinario comportamentalista.Ho perciò acquisito il diploma di Master di IIº livello in clinica delle malattie comportamentali del cane e del gatto e di conseguenza il riconoscimento di Veterinario Esperto in Comportamento Animale FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani)."

    Chi è il veterinario comportamentalista?
    Il veterinario comportamentalista è un veterinario con competenze etologiche, zoopsichiatriche e cliniche. Si occupa prevalentemente di animali d’affezione che presentano comportamenti anomali o abnormi oppure comportamenti normali ma percepiti dal proprietario come fastidiosi e/o problematici.Spesso interviene nella gestione dell’animale in ambiente domestico aiutando i proprietari a costruire una corretta relazione con i propri animali. Insegna loro a comprenderne la comunicazione e comunicare a loro volta in modo corretto.


    Quando rivolgersi ad un veterinario comportamentalista?
    Come prevenzione: per avere un aiuto nella scelta del cucciolo/gattino o nei primi mesi, successivi all’adozione o per impostare correttamente la relazione con il nuovo arrivato.Tutte le volte che il proprio animale presenta comportamenti che destano preoccupazione, paura o difficoltà di gestione. A titolo di esempio: distruzioni e eliminazioni di urina e feci in casa, comportamenti aggressivi, abbaio o vocalizzazioni eccessivi, disinteresse nei confronti dei proprietari, ecc…Infine per imparare a comunicare in modo corretto con il proprio animale. Da ultimo per imparare a capire ciò che il proprio compagno a quattro zampe sta cercando di comunicare.







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    11 min
  • Fabrizio Meni "Un due tre stella!"
    Fabrizio Meni
    "Un due tre stella!"
    Mimesis Edizioni
    https://mimesisedizioni.it


    Un due tre Stella!, romanzo tra quelli segnalati al XXIV Premio Calvino “per la densa e potente saga familiare monferrina che attraversa il Novecento per arrivare al secondo dopoguerra del riscatto, con l’Eternit delle polveri d’amianto sempre all’orizzonte, è un singolare esempio dell’uso della letteratura di memoria per produrre teoria, critica sociale, riflessione politica, lettura antropologica, il tutto reso però in modo leggero”. Il racconto ha vinto il Premio Acqui Storia per la narrativa per aver saputo “intrecciare romanzo familiare, romanzo d’ambiente e romanzo storico in cui la vicenda personale si inquadra e si esprime nella rilettura di una fase dell’epoca contemporanea – gli anni Settanta del Novecento – vista come la vera conclusione del dopoguerra”. Nello spazio fiabesco della narrazione infantile, uomini “insignificanti” incrociano le loro vicende con quelle di personaggi della storia e della cultura, filtrati dallo sguardo curioso e ingenuo di un bambino che esplora il mondo in bicicletta, in un viaggio di formazione che troverà compimento nella montagna: reale e simbolica allo stesso tempo, tanto da essere chiamata la “valle dei minatori”, a indicare sia un luogo biblico in cui, come accade a molti dei personaggi, espiare una vita di fatica, sia il reale paradiso delle vacanze in cui apprendere dai padri, su per i suoi sentieri, quei principi basilari con cui crescere e diventare uomini.

    Fabrizio Meni insegna Filosofia e Storia nel liceo classico di Casale Monferrato, occupandosi di progetti teatrali e musicali nell’ambito del laboratorio Colibrì per l’educazione alla sostenibilità ambientale e sociale. Per i “Quaderni di storia contemporanea”, di cui è redattore, ha pubblicato numerosi articoli sulla storia del Novecento, oltre al volume Quando i tetti erano bianchi. Casale e il basso Monferrato dal fascismo alla Resistenza (2000).



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    23 min
  • Elisa Fuksas "Non fiori ma opere di bene"
    Elisa Fuksas
    "Non fiori ma opere di bene"
    Marsilio Editori
    https://marsilioeditori.it


    La protagonista di questo romanzo si chiama Elisa Fuksas, come l’autrice, ed è Elisa Fuksas, almeno nelle intenzioni e nei desideri. Soprattutto nella ricerca. Tre anni or sono, Elisa era in piedi, la notte di Pasqua, nel battistero di Firenze, aveva trentasette anni e, dopo un periodo di avvicinamento e studio della religione cattolica, aveva deciso di battezzarsi, sollevando un coro di santità ed eccezioni, dalla famiglia, al confessore, al vescovo, fino a lei stessa e ai passanti. Ma in fondo sono le incertezze e le certezze che rendono umani, l’accesso a un’eternità a venire. Alla santità, anche, perché no.

    Non fiori ma opere di bene, a metà tra videogioco e romanzo cavalleresco, racconta le vicende della protagonista che, ormai battezzata e convinta delle possibilità e delle promesse del battesimo, si mette alla ricerca, nel cimitero del Verano a Roma, della tomba di famiglia del nonno paterno. Tomba di famiglia di cui tutti parlano e dicono, sulla quale tutti conoscono aneddoti e storie, della quale il padre – con la memoria architettonica e quantitativa che forse aveva già ma che il mestiere gli ha esercitato – indica addirittura la posizione. Solo che questa tomba, come certe radici, certe origini, certe appartenenze pure, non si trova. C’è, ma non si trova, non è dove tutti dicono che sia.

    E così, tra arciconfraternite che gestiscono porzioni di cimitero, vite che si intrecciano alle bacche dei pioppi, a vialetti che paiono condurre in un certo luogo e invece divergono verso un altrove non sempre confortante, e medium torinesi, la protagonista, così come si è appropriata, attraverso il battesimo, dell’eternità a venire, si appropria e soprattutto ci regala l’unica eternità accessibile agli esseri umani, come ha scritto Simone Weil: il passato. Con tono comico e tragico, e una lingua che riflette e pensa, Elisa Fuksas aggiunge un altro tassello alla propria biografia desiderata.


    Elisa Fuksas regista e scrittrice, è nata a Roma nel 1981. Ha pubblicato La figlia di (Rizzoli 2014) e Michele, Anna e la termodinamica (Elliot 2017); dopo iSola (2020), nel 2021 è uscito il suo nuovo film, Senza fine.




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    19 min
  • Franco Forte "Karolus"
    Franco Forte
    "Karolus"
    Il romanzo di Carlo Magno
    Mondadori Editore
    https://mondadori.it


    25 dicembre 800. Sono passati tre secoli da quando Roma ha cessato di esistere: nella pur turbolenta storia della Città Eterna, nessuno ormai immaginava che ci potesse essere un altro imperatore. E invece, nel giorno di Natale di un secolo appena nato, il Papa sta per proclamare un nuovo sovrano. Un nuovo Cesare. A ricevere la corona è Karolus Magnus, Carlo Magno, primogenito della stirpe dei Carolingi.
    Come è arrivato Carlo su quel trono? Per qualcuno che si è meritato, ancora in vita, l’appellativo di Magno la risposta dovrebbe essere scontata. E se invece la strada che porta a quella notte di Natale fosse lastricata non solo di coraggio, battaglie e trionfi, ma anche di complotti, intrighi e sangue? Se tra i fasti delle vittorie si nascondessero troppi segreti?



    Attingendo a una sterminata storiografia, Franco Forte ricostruisce in forma di romanzo le gesta del celebre sovrano, dalla primissima infanzia agli ultimi, intensi istanti di vita, immergendoci nel racconto di un’avventura irripetibile, segnata da sfide, successi e amori, ma anche da dubbi, rimpianti, dolorosissime perdite e ancor più struggenti addii. Che cosa si agitava nel cuore di Karolus, il grande condottiero, quando si preparava a diventare reggente unico del Sacro Romano Impero? Quali sogni – e quali incubi – ne popolavano l’animo?


    Franco Forte è nato a Milano nel 1962. Scrittore, sceneggiatore e giornalista, per Mondadori ha pubblicato, tra gli altri, Carthago, Roma in fiamme, Caligola, Cesare l’Immortale e Romolo, il primo di una serie di libri dedicati ai sette re di Roma.





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    26 min
  • Paolo De Martino "L'amore in uno sguardo"
    Paolo De Martino
    "L'amore in uno sguardo"
    In cammino con Matteo
    Gabrielli Editori
    https://gabriellieditori.it


    «Lo sguardo di Gesù raccolto dai vangeli è di una portata straordinaria, il suo sguardo vedeva sempre oltre perché l’amore vede sempre oltre.

    Gesù guarda Levi e non vede un ladro, bensì un uomo bisognoso di fiducia.

    È bello sapere che anche noi siamo visti così. Quando ci guardiamo dentro e vi troviamo solo buio, Dio ci sta guardando semplicemente come figli amati alla follia! Se imparassimo a guardarci con gli occhi di Dio, impareremmo anche ad accettarci, ad amarci un po’ di più, a stimarci un po’ di più, trasformando così la nostra vita.»

    Paolo De Martino



    Uno degli aspetti che periodicamente è messo in discussione è l’attendibilità dei vangeli, la storicità di Gesù, la sua esistenza. È qui che s’inserisce Matteo con il suo percorso interiore. Ciò che racconta nel vangelo non è una biografia, ma un’esperienza di fede basata sulla sua personale esperienza. E gli eventi e i fatti sono riletti alla luce di Dio.
    Matteo, identificato nei vangeli con l’ebreo Levi, l’esattore delle tasse per conto dei romani, non si aspettava la salvezza, sapeva di non poter fare nulla per meritarla. La vita per lui era diventata potere e denaro. Tuttavia, la sua durezza si schianta in un attimo quando incrocia lo sguardo del Nazareno, quel Rabbi un po’ strano che con uno sguardo entra nella sua vita e la sconvolge.
    «Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mt 9,13). Questo è il fulcro del primo vangelo commentato con la consueta sensibilità e profondità dal biblista De Martino, che con un caldo “tu” interpella, provoca, per stabilire con il lettore una relazione diretta. Con quello “sguardo d’amore” appreso nella sequela di Gesù di Nazareth.




    Paolo De Martino (1971) è professore di religione, sposato e con due figli. Dopo il Baccalaureato in Filosofia presso l’Università Pontificia Salesiana, ha conseguito il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. È socio aggregato dell’ABI (Associazione Biblica Italiana). Ordinato diacono permanente nel 2015, attualmente è Responsabile Apostolato Biblico della Diocesi di Torino. Attraverso incontri e conferenze promuove la conoscenza della Bibbia e l’ascolto della Parola di Dio. Utilizza i social network per la riflessione biblica quotidiana e per entrare in contatto con i lettori. Ha pubblicato con Gabrielli editori: Dio ti ama gratis. In cammino con Luca (2021); Il discepolo. Anche noi come Pietro, in cammino con le nostre fragilità (2021); Dio si racconta. Alla scoperta della Bibbia (2019). Inoltre: Radicati in Lui. Gli esercizi spirituali nel carisma Salesiano (Stylos, 2013). Il suo blog: “La Parola spezzata per te” (www.paolodemartino.wordpress.com).



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    23 min
  • Linda Tugnoli "Art Night. I colori dell'arte" Rai5
    Linda Tugnoli
    "Art Night. I colori dell'arte"
    Rai 5



    Mercoledì 15 febbraio Art Night - I colori dell’arte. Rosso Prima Visione RAI

    La storia dell’arte raccontata da una prospettiva del tutto originale, quella dei colori e dei pigmenti che hanno permesso di creare le più memorabili opere dell’uomo: dai dipinti sulle caverne, ai meravigliosi manufatti egizi, agli affreschi di Giotto, ai dipinti di Raffaello, di Monet, di Van Gogh, fino all’arte contemporanea. Sei puntate eccezionali attraverso il fil-rouge (mai termine fu più adatto) di altrettanti colori: il rosso, il blu, il giallo, il verde ed infine il bianco e il nero. La serie “I colori dell’arte” è proposta da mercoledì 15 febbraio alle 21.15 su Rai 5. Introdotta dal caleidoscopico Neri Marcorè, una serie prodotta da Mark in video, in collaborazione con Rai Cultura, scritta e diretta da Linda Tugnoli in quattro anni di coloratissimo lavoro, montata da Sandro Capponi, cambierà lo sguardo con cui è stata letta la storia dell’arte fino ad oggi.

    I protagonisti della storia dell’arte diventano i pigmenti, i processi chimici, gli esperimenti, i metodi di lavorazione, i costi delle materie prime, le avventure della ricerca. A raccontare questa storia – in riprese originali ed interviste esclusive – i luoghi e i personaggi più famosi dell’arte in Italia e nel mondo, ma anche curiosità nascoste e luoghi meno frequentati dal turismo: dalle grotte di Chauvet in Francia all’artista contemporaneo Anish Kapoor, dal Museo Egizio di Torino alla Cappella degli Scrovegni a Padova, dai colori ritrovati sulle statue classiche dal Mann di Napoli al Metropolitan Museum di New York, dalle stampe di Piranesi, al bianco e nero della fotografia, alla Forbes Pigment Collection di Harvard, la più antica collezione di pigmenti del mondo, fino a Michel Pastoureau considerato il massimo esperto di colori sul pianeta. Apre la serie il rosso, il primo colore dell’umanità. Nelle gole dell’Ardèche, in una Francia glaciale popolata di fiere e mammuth, un clan di Cro-magnon ha già una visione complessa del proprio posto nel mondo, ed è la sua arte a dirlo. Il rosso ha due facce opposte anche nella storia dell’arte: sottoforma di ocra, è il pigmento più disponibile in natura, ma può incarnarsi anche nella preziosissima porpora, nel raro e costoso cinabro, nella lacca di cocciniglia che al tempo dei conquistadores valeva quanto e più di tutto l’argento delle miniere del Nuovo Mondo.

    Sicuramente fin dall’antichità è stato protagonista di ogni manufatto dell’uomo: dall’ocra rossa delle pitture paleolitiche della grotta Chauvet, descritta dall’archeologa Valerie Moles, dal rosso degli Egizi, che ci raccontano Enrico Ferraris curatore del Museo Egizio di Torino e Paola Buscaglia Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, fino al celebre Rosso Pompeiano protagonista degli affreschi conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, di cui parleranno la restauratrice Gabriella Prisco e la responsabile sezione affreschi Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Floriana Miele. Ma in Italia c’è anche una delle uniche Miniere di Cinabro, sul Monte Amiata, oggi chiusa e trasformata in un Parco Nazionale, come ci racconta il Direttore del Parco, Daniele Rappuoli, geologo. Con un salto dall’altro lato del mondo si arriva allo splendente rosso delle lacche cino-giapponesi grazie all’intervento della Direttrice del Museo d’Arte Orientale di Venezia, Marta Boscolo Marchi. Ma certo, se si pensa al rosso, non può che venire in mente Tiziano, che ha caratterizzato così bene i capelli delle donne che ha rappresentato, da lasciare il suo nome legato a quello del colore rosso. Ne parla il co-curatore della Mostra milanese L’immagine della donna nella Pittura Veneziana del ‘500, Stefano Zuffi. E il rosso dell’ultimo Caravaggio, quello di Giuditta ed Oloferne, conservato alle Gallerie Nazionali di Arte Antica Barberini Corsini a Roma,...
    11 min
  • Alberto Schiavone "Non esisto"
    Alberto Schiavone
    "Non esisto"
    Edizioni Clichy
    https://edizioniclichy.it


    «C’è così tanta vita in questo libro, vita vera, che assistiamo a uno dei miracoli della letteratura: aggiungere esistenza alla nostra esistenza, sentendoci legati al mondo. Un libro prezioso»
    Marco Missiroli


    Una donna esce da un cancello. È quello del carcere, dove ha passato lunghi anni della sua vita. Lì dentro c’è stata una storia, e fuori ad attendere Maria ce ne deve essere per forza un’altra.
    Che direzione prenderà adesso la sua vita, che la reclusione ha spezzato a metà? Maria prova a riprendere il filo della propria esistenza con testardo abbandono. Dormire, mangiare, lavorare: attività banali, che si rivelano terribilmente difficili in un mondo che conosce la punizione ma non il perdono, che chiude gli occhi sulle creature ai suoi margini e in cui le persone come Maria semplicemente «non esistono». Eppure Maria ci prova, anche quando tutto sembra rotolare, quando persino
    amare è difficile in tutta quella libertà in cui gli esseri umani si muovono, quasi sempre inconsapevoli di quanto sia arduo imparare a nuotare senza nessuno che te lo insegni, tenendoti sospesa sull’acqua.

    Alberto Schiavone tratteggia una figura di donna tenera e feroce, e la pone nel campo di azione più contraddittorio, quello in bilico tra giusto e sbagliato, tra libertà e prigione. Rovesciandoci addosso una domanda: ad attendere Maria c’è davvero la libertà a lungo sognata, o solo un altro recinto? Ma soprattutto: quando la gabbia viene aperta, è davvero possibile spiccare il volo?


    Alberto Schiavone è nato a Torino nel 1980. Ha pubblicato La libreria dell’armadillo (Rizzoli, 2012), Ogni spazio felice (Guanda 2017, Premio Fiesole Narrativa under 40) e Dolcissima abitudine (Guanda 2019), oltre a due graphic novel: una dedicata a John Belushi (BD 2014) e l’altra a Georges Simenon (BD 2021). Per Edizioni Clichy ha curato i volumi della collana Sorbonne dedicati a Maradona e Bohumil Hrabal. Attualmente vive a Milano e lavora per l’editore Feltrinelli.




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    23 min
  • Alberto Giuliani "Next Love"
    Alberto Giuliani
    "Next Love"
    Un viaggio inatteso dentro la natura dell'amore
    Il Saggiatore
    https://ilsaggiatore.com


    Next Love è la storia di un uomo che ha deciso di attraversare il mondo per trovare una risposta alla domanda più difficile di sempre: che cos’è l’amore? Per Alberto Giuliani l’amore è, innanzitutto, una forma di viaggio; per amare è necessario che il nostro corpo «si sposti», che arrivi nel luogo che stava cercando, che lo abiti. Solo lì si sentirà finalmente accolto, pur sapendosi nudo e indifeso. I luoghi in cui vogliamo restare non sono altro che le persone che amiamo, e la misura di questo sentimento non è il tempo che trascorriamo insieme, ma la strada che abbiamo fatto per raggiungerle. Da un continente all’altro, da un amore all’altro, l’autore traccia un atlante sentimentale che ci permette di restituire fisicità all’esperienza più misteriosa di tutte: c’è chi per amore finisce per impazzire a Buenos Aires, chi si toglie la vita a Parigi, chi da Pechino viaggia fino in Europa. E ancora, chi si scopre innamorato e monogamo in Guinea Bissau, chi invece abbraccia il poliamore a Madrid, chi il movimento «ecosexual» a Portland. Ci sono amori che durano un giorno e altri che resistono cento anni.Next Love è un romanzo personale e collettivo. Racconta vicende intime, storie folli e irripetibili, ma tutte, in egual misura, ci riguardano perché l’amore non è mai un viaggio solitario è un viaggio che appartiene a tutti.
    Alberto Giuliani è giornalista, fotografo e regista. Le sue storie sono state pubblicate sui principali giornali del mondo, come Vanity Fair, Stern, The Atlantic, El País. Le sue immagini hanno vinto i più importanti premi internazionali, tra i quali il Leica Award for Reportage, il premio Photographer of the Year del PX3 Prix de la Photographie Paris e il premio Siani per il giornalismo. Con il Saggiatore ha pubblicato Gli immortali (2019).




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    26 min
  • Giuseppe Patota "Lezioni di italiano"
    Giuseppe Patota
    "Lezioni di italiano"
    Conoscere e usare bene la nostra lingua
    Il Mulino Editore
    https://mulino.it


    Lingua di marmo antico di una cattedrale
    Lingua di spada e pianto di dolore
    Lingua che chiama da una torre al mare
    Lingua di mare che porta nuovi volti
    Lingua di monti esposta a tutti i venti
    Che parla di neve bianca agli aranceti
    Lingua serena, dolce, ospitale
    La nostra lingua italiana
    (versi di Gaio Chiocchio)

    Dieci lezioni di italiano per tutti coloro che aspirano a conoscere e a usare meglio la nostra lingua, insieme a studenti e insegnanti. Si parte con cinque proposte di lettura per comprendere i classici, in cui l’autore s’impegna a descrivere com’è fatta e come funziona la lingua di alcuni grandi della nostra letteratura: Dante, Machiavelli, Galileo, Leopardi e Manzoni. Seguono cinque variazioni sul tema della scrittura per migliorarne la padronanza: come usare i vocabolari, come consultare le grammatiche, come perfezionare la punteggiatura, come rendere coeso un testo e come scriverne uno argomentativo. Abituale frequentatore di accademie, aule universitarie e schermi TV, Giuseppe Patota sa come catturare l’attenzione di lettori e lettrici, guidandoli con perizia e leggerezza all’uso sicuro e consapevole dell’italiano.

    Giuseppe Patota insegna Linguistica italiana nell’Università di Siena ed è attualmente distaccato presso il Centro «Beniamino Segre» dell’Accademia dei Lincei. Fra i suoi numerosi libri ricordiamo: «La grande bellezza dell’italiano. Il Rinascimento» (Laterza, 2019). Con il Mulino ha pubblicato «Nuovi lineamenti di grammatica storica dell’italiano» (2007), «Bravo!» (2016), «La Quarta Corona. Pietro Bembo e la codificazione dell’italiano scritto» (2017) e «L’Universo in italiano» (2022).




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Un quotidiano culturale
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