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  • Giovanni Catelli "Ucraina. Alle radici della guerra"
    Giovanni Catelli
    "Ucraina. Alle radici della guerra"
    Un libro scritto dalla redazione di East Journal
    A cura di Matteo Zola
    https://eastjournal.net



    Ucraina, alle radici della guerra è il nostro libro, il libro di East Journal. Un testo «equilibrato ma non equidistante», come ha scritto Anna Zafesova nella prefazione, che si rivolge a un pubblico ampio, non solo addetti ai lavori. unendo lo stile chiaro della scrittura giornalistica al costante riferimento alle fonti della cultura accademica.Un libro meditato che indaga le cause, recenti e remote, di una guerra destinata a modificare gli equilibri internazionali per i prossimi decenni.

    Quindici domande, altrettante risposte. Perché l’Ucraina? Che colpe ha l’Occidente? Ci sono i nazisti a Kiev? Bandera eroe o criminale? Chi è Volodymyr Zelens’kyj? Maidan fu golpe o rivoluzione? Nessuna risposta è scontata.


    Il libro affronta le questioni più dibattute e controverse sulle cause della guerra russo-ucraina. La storia antica e recentissima, gli aspetti giuridici e istituzionali, i personaggi (da Stepan Bandera agli oligarchi, al Battaglione Azov), le idee, le tragedie, la lotta per l’Europa, l’evoluzione del sentimento nazionale e la guerra con la Russia – Anna ZafesofaAlessandro Ajres, slavista all’università di Torino; Ilona Babkina, redattrice e allieva del MIREES; Oleksiy Bondarenko, docente all’università di Warwik; Andrea Braschayko, giornalista di Valigia Blu e Il Foglio; Giovanni Catelli, scrittore e giornalista; Davide Denti, dottore di ricerca a Trento e funzionario alla Commissione europea; Micheal L. Giffoni, diplomatico; Sofiya Stetsenko, redattrice e allieva MIREES; Matteo Zola, giornalista professionista e direttore di East Journal. Questi i nomi di chi ha scritto il libro.Tra i giornalisti e ricercatori che hanno firmato i vari capitoli, non mancano ucraini, russofoni anche – ma in fondo è uguale se ci si attiene ai fatti.

    Un libro scritto da chi l’Ucraina la conosce e la studia. Non da improvvisati esperti dei talk-show. Non da filosofi e stimabili classicisti che nulla sanno di Ucraina. Non da generali in pensione, educazioni siberiane, accoliti dell’autocrate, fanatici della guerra, polemisti di serata. Un antidoto contro le generalizzazioni, le ideologie, le visioni settarie. Per andare alle radici della guerra in Ucraina.Un libro utile per seguire gli sviluppi futuri. Utile per cercare di immaginare le prospettive, dell’Ucraina, della Russia, dell’Europa. Necessario per non cadere nelle trappole della manipolazione e della propaganda.





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    31 min
  • Gennaro Romagnoli "Restare in piedi tra le onde"
    Gennaro Romagnoli
    "Restare in piedi tra le onde"
    Manuale di gestione delle emozioni
    Mondadori
    https://mondadori.it


    Quante volte, dovendo gestire un conflitto al lavoro o in una relazione affettiva, trovandoci ad affrontare un problema o semplicemente qualcosa che ci mette a disagio, ci sentiamo sopraffatti dalle emozioni?Le emozioni sono come onde di un mare mosso che non siamo in grado di contenere, ci sommergono e ci lasciano in balia della loro stessa potenza, naufraghi senza possibilità di reazione.Restare in piedi tra le onde è un salvagente che non solo ci aiuta a rimanere a galla, ma, soprattutto, ci insegna a gestire le emozioni per poi utilizzarle a nostro favore, sfruttando il loro immenso potenziale. Il nostro mondo emotivo, infatti, è il sistema di comunicazione più immediato che abbiamo a disposizione e, se usato al meglio, può metterci in contatto molto velocemente e molto profondamente con le persone che ci circondano. In sostanza le emozioni segnano le nostre relazioni. Questo ragionamento può apparire scontato, ma non lo è affatto. Infatti, non esiste ancora nessuna bacchetta magica per accordare il nostro mondo emotivo a quello dei nostri affetti più cari, o dei colleghi e dei conoscenti. Per farlo bisogna mettersi in gioco con tutto il proprio corpo e la propria mente. Senza sconti. Bisogna prima imparare a riconoscere le emozioni, poi dobbiamo accoglierle per poterle decostruire, e solo allora saremo in grado di esprimerle al meglio.Restare in piedi tra le onde, attraverso teorie, storie vere ed esercizi, accompagna i lettori in un percorso di crescita intenso e potente, che insegna a modificare in meglio le relazioni affettive ed emotive che ci connettono con tutte le persone che ci circondano e che di fatto definiscono la nostra vita. Non sarà facile, ma alla fine ne varrà la pena.





    Gennaro Romagnoli è psicoterapeuta, specializzato in psicologia pratica e crescita personale, ed esperto di meditazione. Nel 2008 ha fondato il blog Psinel, diventato poi il podcast di self-help più ascoltato in Italia, in cui aiuta la sua community a intraprendere un percorso di sviluppo personale basato sulla ricerca scientifica. Nel 2020 ha lanciato Clarity, la prima app italiana per imparare a meditare e a gestire meglio le emozioni e i pensieri. Per Mondadori, nel 2020, ha pubblicato il suo primo libro Facci caso.






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    18 min
  • Gabriella Giachino "Baìo di Sampeyre"
    Gabriella Giachino
    "Baìo di Sampeyre"

    Dopo il grande successo per la prima uscita della “Baìo” di Sampeyre, ora c'è grande attesa per la seconda domenica. Il 12 febbraio l'imponente evento comunitario con le Baìo di Calchesio, Villar e di Rore che si recano nel capoluogo per unirsi a quella di Piasso. L'incontro degli 'Abà', i capi supremi dei quattro gruppi, sarà un momento di grande solennità che si compie cpon l'incrociarsi delle spade in segno di saluto e di benvenuto.Poi il giovedì grasso (16 febbraio) ci saranno i processi: ogni gruppo giudicherà il proprio tesoriere accusato di furto ai danni della comunità.

    L'evento, che richiama ogni cinque anni migliaia di turisti, mette in scena la cacciata dei Saraceni dalla Valle Varaita. Una affascinante rievocazione di popolo in costume e festa di tutti per la libertà riconquistata.In occitano Baìo significa abbadia, non in senso religioso, ma nel senso di associazione e aggregazione popolare di tipo paramilitare molto diffusa nei secoli passati nelle valli. Le Baie di Sampeyre-Piasso (Capoluogo), Roure (Rore), Lou Chucheis (Calchesio) e Lou Vilà (Villar) si armarono e li scacciarono dal loro territorio.

    In attesa dell'evento clou del 12febbraio, riviviamo i più bei momenti della prima domenica negli scatti di Tolis che raccontano di come la Baìo di Sampeyre ha ricevuto la visita di quella di Calchesio, mentre Rore e Villar hanno circoscritto il loro territorio.In occasione della Baìo l'Ufficio turistico di Sampeyre sarà ospitato al museo etnografico di via Roma con gli stessi orari di apertura del museo, cioè nei seguenti giorni e orari: venerdì 3, 10 e martedì 14 ore 15.30-19; sabato 4, 11 e mercoledì 15 ore 10-12.30/15.30-19; domenica 5 e 12, ore 10-17; giovedì 16, ore 10-16





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    10 min
  • Mauro Sambi "Quel tanto nella voce"
    Mauro Sambi
    "Quel tanto nella voce"
    Poesie 1994-2020
    Ronzani Editore
    https://ronzanieditore.it


    "Quel tanto nella voce": con una postfazione di Matteo Vercesi e una lettera di Luigi Bressan


    Da una posizione volutamente decentrata e periferica Mauro Sambi esplora territori desueti, mirando – in una prospettiva archeologica – al rinvenimento delle sedimentazioni culturali, storiche ed emotive che le vicende umane attraggono in sé nel loro intrecciarsi, mediante un’interrogazione dolente sul senso del tempo e del suo costante declinare. Tale orizzonte estetico è segno di una dislocazione identitaria, di un senso di inappartenenza che da personale e privata – cifra di un esodo e di uno sradicamento insiti nella ‘geografia mentale’ istriana, i quali rinvengono il proprio approdo esclusivamente nella resistenza della lingua – assume statuto ontologico, perché in fondo il costante confliggere di ciò che fu e di ciò che è genera la preclusione al possesso del reale. Un punto di intersezione tra il chimico studioso delle superfici e il poeta sembra essere rappresentato dallo spazio topologico. In Sambi il reale incarna, proprio come in topologia, un’accezione di ‘vicinanza’ che è la più debole possibile; le forme trapelano dai versi con nitida precisione ma, paradossalmente, più sono evidenti meno possono essere definite nelle loro rimodulazioni, contrassegnate da plurimi ‘intorni’, come in un insieme aperto. La chiave di volta su cui si regge l’architettura dei versi si imprime così, come su pietra, in una visione dell’esistere che sarebbe stata cara a Benjamin, perché pone in luce un presente che è sempre, immancabilmente e inesorabilmente, metafora del passato.

    Mauro Sambi (1968) è nato e cresciuto a Pola, nella comunità italiana autoctona dell’Istria. Vive a Padova dal 1987, dove è docente di chimica generale e inorganica all’università. Ha pubblicato Di molte quinte vuote (Campanotto, Pasian di Prato, 1998), L’alloro di Pound (Edit, Fiume, 2009), Diario d’inverno (Lietocolle, Faloppio, 2015), Una scoperta del pensiero e altre fedeltà (Ronzani Editore, Vicenza, 2018). Ha firmato la prefazione a Graspi (Edit, Fiume, 2013) e la postfazione a sfisse (Cofine, Roma, 2016), l’opera in versi in dialetto istroromanzo di Loredana Bogliun. Per Ronzani Editore ha curato l’edizione dell’opera narrativa di Nelida Milani (Di sole, di vento e di mare, 2019; Cronaca delle baracche, 3 voll., 2021), e del romanzo Martin Muma di Ligio Zanini, di prossima uscita. Alla sua attività letteraria è dedicato un capitolo de Le parole rimaste, Storia della letteratura italiana dell’Istria e del Quarnero nel secondo Novecento a cura di N. Milani e R. Dobran (Edit, Fiume, 2010).



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    24 min
  • Stefano Karadjov "Museo del Risorgimento. Leonessa d'italia"
    Stefano Karadjov
    "Museo del Risorgimento. Leonessa d'Italia"
    Fondazione Brescia Musei
    https://bresciamusei.com



    Conoscere la storia ci aiuta ad analizzare il presente A Brescia inaugura il nuovo Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia Completamente aggiornato nei contenuti e negli spazi all’interno del Grande e Piccolo Miglio nel Castello di Brescia Inaugurazione sabato 28 gennaio 2023 ore 11.30

    Il nuovo Museo è caratterizzato da un approccio fortemente narrativo, orientato alla comprensione degli avvenimenti storici e allo sviluppo dell’historical thinking, allo scopo di leggere e interpretare le questioni della contemporaneità a partire dalla conoscenza del passato. La riscoperta della storia rappresenta, infatti, uno strumento essenziale per custodire la memoria, valorizzare il nostro patrimonio culturale, analizzare il presente e sviluppare il senso critico rispetto all’attualità. Tre sono i pilastri della trama narrativa del nuovo Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia: i reperti storici, ovvero l’evidenza della cultura materiale del Risorgimento; le opere d’arte, che hanno contribuito a formare il nostro immaginario sull’epopea risorgimentale; infine, la collezione digitale, che permette un approccio esperienziale al Museo, coinvolgendo il pubblico in un percorso di conoscenza ed esplorazione. Conservare e spiegare oggetti e opere d’arte non è infatti l’unico scopo del Museo di Brescia, che si fa portatore di una nuova concezione di Risorgimento, quale epoca più lunga e complessa di quanto siamo abituati a pensare.

    Nel nuovo allestimento, il Risorgimento italiano viene letto come parte integrante di fenomeni storici più ampi, che hanno riguardato l’intero continente europeo e la cui forza simbolica non si è esaurita nell’Ottocento. Raccontando la storia del Risorgimento come un viaggio complesso e fatto di molte voci, il Museo alterna scala locale ed europea, racconto e analisi, contenuti fisici e collezioni digitali, allo scopo di illustrare eventi, luoghi e protagonisti della storia risorgimentale in maniera innovativa. Il percorso museale, inoltre, riconosce e valorizza il fondamentale ruolo svolto dalle donne nel processo di unificazione dell’Italia. La narrazione parte dalla Repubblica bresciana del 1797, passando attraverso le Guerre d’indipendenza e arriva alle soglie dei nostri giorni. Un focus particolare è riservato all’episodio delle Dieci giornate, che valsero alla città l’appellativo, reso celebre da Aleardo Aleardi e da Giosuè Carducci, di “Leonessa d’Italia”, in ragione dell’eroica resistenza popolare alle forze austriache (1849).

    Il Leonessa d’Italia amplia e completa l’offerta museale di Fondazione Brescia Musei, da un punto di vista artistico e iconografico, arricchendo il disegno della pittura bresciana già in la Pinacoteca Tosio Martinengo – che copre l’arco temporale dal Trecento all’Ottocento – con opere di artisti ottocenteschi e novecenteschi quali Angelo Inganni, Jean Adolphe Beaucé, Adolfo Wildt, Giovanni Battista Gigola, Caroline Deby, Eliseo Sala, Faustino Joli. Dal punto di vista storico il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia si affianca infatti, anche nella posizione interna al Castello, al Museo delle Armi Luigi Marzoli, che racconta la lunghissima e prolifica tradizione armiera bresciana nei secoli. Entrambi i musei sono, non a caso, visitabili con un unico biglietto. Il nuovo Museo intrattiene con il Castello di Brescia un legame inscindibile: durante l’Ottocento la fortezza – uno dei più affascinanti complessi fortificati d’Italia e il secondo più grande d’Europa – fu sede della guarnigione francese e poi di quella austriaca, che decise di rifunzionalizzare gli edifici e gli acquartieramenti militari, donando al Castello la forma di una grande caserma. Anche nel secolo successivo e fino al termine della Seconda guerra mondiale esso fu luogo di detenzione e tortura fino a diventare, a partire...
    18 min
  • Paolo Roversi "Nebbia Gialla"
    Paolo Roversi
    "Nebbia Gialla Suzzara Noir Festival"
    https://nebbiagialla.eu


    Dal 10 al 12 febbraio torna il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, la manifestazione dedicata alla letteratura di genere, diventata un punto di riferimento per gli scrittori e per un pubblico sempre numeroso, partecipe e amante della lettura. Nato da un’idea dello scrittore e giornalista Paolo Roversi, con il prezioso contributo del Comune di Suzzara e di Piazzalunga Cultura, il NebbiaGialla giunge alla sua diciassettesima edizione.


    Il NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, la cui prima edizione risale al febbraio 2007, è diventato con gli anni un appuntamento di riferimento per gli scrittori crime italiani e una realtà sempre più importante a livello nazionale, non solo per gli autori di genere ma anche per migliaia di appassionati lettori che giungono da ogni parte d’Italia per assistere alla kermesse.
    L’idea nasce dall’esperienza e dalla professionalità del giornalista e scrittore Paolo Roversi, direttore artistico della manifestazione fin dagli esordi, con il contributo e l’organizzazione dell’Istituzione Città di Suzzara.Il festival può essere descritto come una tre giorni all’insegna della cultura in una dimensione familiare, come quella di una piccola cittadina come Suzzara, in cui gli autori, tra presentazioni, tavole rotonde, workshop di scrittura creativa, aperitivi e pranzi, racconteranno i loro romanzi, si confronteranno col pubblico sul loro modo di scrivere, sulle trame e personaggi.Il NebbiaGialla nasce con l’obiettivo di conciliare la passione per la letteratura di genere con il territorio: la Bassa. La terra di Guareschi e Zavattini, del Po, la città del Premio Suzzara e le sue tradizioni, la sua gastronomia e le sue caratteristiche ambientali come la nebbia da cui appunto il nome alla rassegna.




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    15 min
  • Stella Poli "La gioia avvenire"
    Stella Poli
    "La gioia avvenire"
    Mondadori Editore
    https://mondadori.it


    Forse le storie non andrebbero mai raccontate, si trova a pensare Sara, psicoterapeuta trentenne, seduta nello studio di un giovane avvocato. Raccontarle significa farle esistere, e una volta che esistono le storie esigono: un seguito, una conseguenza, una redenzione. Eppure Sara è qui, coi capelli raccolti e la gonna elegante, proprio per raccontare all’avvocato una storia, quella della sua paziente Nadia.

    Nadia aveva quattordici anni quando la sua storia si è inceppata. Nascondeva le forme sotto felpe da basket, era brava a scuola e cantava nel coro della chiesa. Un giorno un quarantenne sposato, amico del padre, ha cominciato a corteggiarla. È stato un avvicinamento lento, fatto di movimenti minuscoli, sguardi. Lei all’inizio non ha percepito il pericolo, era curiosa, provocare turbamento in un uomo l’ha fatta sentire bella, vista. “Vorrei poter dire che mi ha colta di sorpresa, mi ha sopraffatta con la forza, mi ha picchiata” scrive. Invece sulla sua macchina la prima volta ci è salita da sola. Quando ha capito, era troppo tardi. Ci sono voluti mesi, poi, prima che trovasse la forza di sottrarsi. E ci è voluto molto più tempo prima che fosse davvero pronta per denunciare.


    Ecco perché la sua psicoterapeuta oggi è qui, in uno studio prestigioso nel centro di Milano: vuole un parere legale. È troppo tardi per cercare giustizia? Forse, pensa mentre il colloquio con l’avvocato fa affiorare un’altra verità, raccontare questa storia è già una forma di riparazione.La gioia avvenire è un esordio fulminante – duro, scomposto, a tratti impudico – che tiene insieme la densità e il suono della scrittura poetica e la finezza analitica della prosa. È una riflessione coraggiosa sul consenso, sulla fallibilità della giustizia umana e sulla persistenza delle ferite, ma, come ha scritto la giuria del Premio Calvino, è soprattutto “un romanzo di grande intensità emotiva, reso particolarmente efficace dalla lingua scabra e spigolosa con cui è costruito”.



    Stella Poli è nata a Piacenza nel 1990. È assegnista di ricerca in linguistica italiana presso l’Università di Pavia e insegna poesia contemporanea nel master editoriale MasterBook. È nella redazione di “Trasparenze” e “La Balena Bianca”. Suoi racconti sono usciti su numerose riviste, fra cui “inutile”, “‘tina”, “l’inquieto”, “narrandom”, “Nuova Tèchne”. La gioia avvenire, finalista alla XXXIV edizione del Premio Calvino, è il suo romanzo d’esordio.



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    25 min
  • Piermario Giovannone e Agostino Giovannone "Agostino e il dentino"
    Piermario Giovannone e Agostino Giovannone
    "Agostino e il dentino"
    Illustrazioni di Federica Fusi
    Il battello a vapore
    https://battelloavapore.it


    Cade il primo dentino, che emozione: si diventa grandi!


    Agostino e il suo dentino sono inseparabili, fino a quando, tic, il dentino non cade. Emozionato, il bambino lo prende in mano e i due cominciano a parlare del loro ciuccio, del primo gelato, dello spazzolino, di quella volta in cui hanno mangiato per sbaglio la sabbia... e dei tanti sorrisi fatti insieme.





    Pier Mario Giovannone è nato a Cuneo nel 1974. Diplomato in chitarra classica e laureato in Lettere, ha collaborato col cantautore Gianmaria Testa come chitarrista, arrangiatore e paroliere. Ha insegnato all’Università di Londra e attualmente lavora come promotore culturale e scrittore. Ha pubblicato raccolte di poesie e da “acrobata delle parole” ama esibirsi con poesie e canzoni.
    Questa è la sua prima storia scritta a quattro mani con il figlio Agostino, nato a Genova nel 2014, appassionato di calcio e di musica lirica.



    Federica Fusi, oltre a svolgere con passione la professione di illustratrice, è una insegnante specializzata in sostegno didattico. Si diploma prima al liceo artistico e successivamente all'accademia di belle arti di Firenze per poi perfezionarsi in illustrazione alla Nemo Academy



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  • Donata Berra "La linea delle ali"
    Donata Berra
    "La linea delle ali"
    Postfazione di Pietro De Marchi
    Manni Editori
    https://mannieditori.it


    Leggendo le poesie di Donata Berra si ha l’impressione di ascoltare musica trascritta in parole. I ritmi e la raffinata variazione di toni accompagnano i significati, e la musicalità pervade briosamente questo libro da cima a fondo. Molti sono i paesaggi, mai però posti in funzione descrittiva: sono piuttosto il linguaggio scelto per arrivare all’espressione di ciò che altrimenti non si lascia dire. E in questi componimenti è ben presente una linea ludica, che punta le sue carte sul lasciarsi portare dalla catena associativa dei significanti, e dal ritmo, per giungere alle immagini, e infine dalle immagini al senso.


    Donata Berra è nata a Milano, dove ha studiato letteratura italiana e musicologia, e vive a Berna.
    È autrice di poesia e traduttrice dal tedesco (tra gli altri, di Stefan Zweig, Klaus Merz, Friedrich Dürrenmatt).
    Ha pubblicato le raccolte di poesia Santi quattro coronati (Casagrande, 1992), Tra terra e cielo e Maria, di sguincio, addossata a un palo (testo tedesco a fronte, traduzione di Jochen Kelter, Verlag im Waldgut, 1997 e 1999), Vedute bernesi (Alla chiara fonte, 2005), A memoria di mare (Casagrande, 2010), Maddalena (testo tedesco a fronte, traduzione di Christoph Ferber, Limmat Verlag, 2019).



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    27 min
  • Isabella Ducrot "I ventidue luoghi dello spirito"
    Isabella Ducrot
    "I ventidue luoghi dello spirito"
    Quodlibet
    https://quodlibet.it


    La trama che lega questi ventidue racconti di Isabella Ducrot è simile a quella dei tessuti da lei più amati e collezionati: non serrata, ma leggermente lasca, in modo da non coprire del tutto e lasciare intravedere ciò che c’è dietro. Questo carattere dei suoi tessuti e delle sue prose, Isabella Ducrot lo chiama «soffio», o spirito. È qualcosa che si rivela negli spazi vuoti, nelle intercapedini, negli strappi, ma capace di commuovere ogni volta chi lo riconosce – perché ci interroga, ci chiede di capire. Così, che sia in una spiaggia di Napoli, la sua città di origine, o durante un viaggio, che sia un ricordo d’infanzia o una riflessione religiosa, in ognuno di questi luoghi Isabella Ducrot intende testimoniare l’acquisita, felice intimità con uno stupore iniziale, con le capricciose domande infantili, con eventi apparentemente insignificanti eppure indimenticabili.


    Isabella Ducrot (Napoli 1931) da anni ha fatto dello studio e dell’interesse per la storia dei tessuti il centro delle sue opere pittoriche e dei suoi scritti. Tra i suoi libri ricordiamo La matassa primordiale (nottetempo, 2008), Text on textile (Sylph Edition, 2012) Suonno (La Conchiglia, 2012), Fallaste corazon (Il Notes Magico, 2012). Presso Quodlibet ha pubblicato La stoffa a quadri (2018), La vita femminile (2021) e I ventidue luoghi dello spirito (2022).



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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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