il posto delle parole

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  • Luca Di Gialleonardo "La mummia scomparsa"
    Luca Di Gialleonardo
    "La mummia scomparsa"
    Gallucci Editore
    https://galluccieditore.com



    Beba è un piccolo genio, ama il disordine e forse è un po’ troppo scostante; Laura, all’opposto, è molto precisa e ha una parlantina inarrestabile; Paolo, il fratello di Laura, fa lo spaccone ma è un ragazzo coraggioso e protettivo. Come tre giovani detective, Beba, Laura e Paolo si ritroveranno sulle tracce di un reperto decisamente fuori posto: un’antica mummia egizia, nascosta nello scantinato di una clinica abbandonata. Come è finita lì? Risolvere il giallo si rivelerà più avventuroso che mai: dovranno fronteggiare le domande di un maresciallo curioso, furti, sparizioni misteriose, fughe e inseguimenti…
    "Beba si voltò verso Laura, incrociando i suoi occhi dietro gli occhialoni tondi. Siamo una squadra. Era colpita. Far parte di una squadra significava condividere vittorie e sconfitte, collaborare al meglio per conquistare le prime e scongiurare le seconde".






    Luca Di Gialleonardo (1977) vive a Roma. Autore di romanzi storici e di gialli, scrive anche libri per ragazzi, storie fantasy e di fantascienza e si diletta nel game design di giochi da tavolo.




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    15 min
  • Gloria Danili "La bizzarra Società Segreta di Mr Moore"
    Gloria Danili
    "La bizzarra Società Segreta di Mr Moore"
    Edizioni Corsare
    https://edizionicorsare.it



    Londra, 1864. Leopold è un ragazzino sensibile e sognatore che viene affidato allo zio, celebre e cinico avvocato, per essere avviato alla professione. Ma non è lo studio della Legge che lo appassiona, bensì la scoperta di una misteriosa serra abbandonata che nasconde un incredibile passato. Leopold e Mr Moore, un anziano signore in cerca di sé stesso, insieme alla sgangherata ciurma della Topsy-Turvy Tea Society, avranno la meglio in una disputa con l'élite londinese di cui lo zio è capofila. A tifare per loro personaggi come Lewis Carroll, Charles Darwin e nientemeno che la regina Victoria in persona. Una divertente storia ambientata nella Londra vittoriana, che dimostra come non sempre i sognatori abbiano la peggio sugli aridi affaristi. Età di lettura: da 10 anni.

    Illustrazione di copertina: Gian Luca Garofalo


    Gloria Danili è nata a Monza in una casa piena di libri di storia e di filosofia. Ha lavorato negli ambiti creativi dei backstage e delle scenografie, e dopo un master in scrittura creativa è stata autrice di programmi tv per ragazzi. Alcuni meravigliosi libri "per bambini" letti "da grande" hanno significato la sua svolta verso lo storytelling e la sua passione verso la letteratura per l’infanzia. Oggi vive a Londra con Emanuele e i suoi gemellini in una casa piena di mappe, bauli e teiere, e quando scrive si diverte a immaginare i personaggi di quei racconti appollaiati vicino a lei, intenti a prepararle una tazza di tè e a soffiarle idee per le sue nuove storie.



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    22 min
  • Martina Mazzotta "Max Ernst"
    Martina Mazzotta
    "Max Ernst"
    Mostra al Palazzo Reale di Milano
    https://palazzorealemilano.it


    La mostra, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura e da Palazzo Reale con Electa, in collaborazione con Madeinart, è curata da Martina Mazzotta e Jürgen Pech.Oltre 400 sono le opere tra dipinti, sculture, disegni, collages, fotografie, gioielli e libri illustrati provenienti da musei, fondazioni e collezioni private, in Italia e all’estero.
    Tra questi: la GAM di Torino, la Peggy Guggenheim Collection e il Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, la Tate Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il Museo Cantini di Marsiglia, i Musei Statali e la Fondazione Arp di Berlino, la Fondazione Beyeler di Basilea, il Museo Nazionale Thyssen-Bornemisza di Madrid.Il lungo lavoro di studio e d’indagine compiuto dai curatori ha permesso di includere tra i prestiti, che vantano la presenza di un’ottantina di dipinti, anche opere e documenti che non venivano esposti al pubblico da parecchi decenni.
    L’immensa vastità di temi e sperimentazioni dell’opera di Ernst si spalma su settant’anni di storia del XX secolo, tra Europa e Stati Uniti, sfuggendo costantemente a una qualsivoglia definizione. Pictor doctus, profondo conoscitore e visionario interprete della storia dell’arte, della filosofia, della scienza e dell’alchimia, Max Ernst viene presentato in questo contesto quale umanista in senso neorinascimentale.
    Se André Chastel affermava di rinvenire in Ernst una sorta di “reincarnazione di quegli autori renani di diavolerie tipo Bosch”, Marcel Duchamp vi aveva rintracciato “un inventario completo delle diverse epoche del Surrealismo”.



    "Max Ernst"
    a cura di Martina Mazzotta e Jurgen Pech
    Electa
    https://electa.it

    Il volume, edito in occasione della mostra a Palazzo Reale di Milano, intende estendere e rinnovare le ricerche intorno al genio di Max Ernst, pittore, scultore, incisore, poeta e teorico dell’arte tedesco, poi naturalizzato americano e francese.

    La pubblicazione è un’opportunità inedita per immergersi in un diario illustrato che documenta e scandisce l’avventura straordinaria che fu la sua vita. I saggi critici dei curatori, Martina Mazzotta e Jürgen Pech, insieme con quelli di studiosi internazionali (Yuval Etgar, Ludger Derenthal, Matteo Pavesi, Paola Stroppiana, Ursula Lindau), ne esplorano la produzione artistica in rapporto con la storia dell’arte, la memoria e le avanguardie (Dadaismo e Surrealismo in primis), con le crittografie e i temi cosmologici, con le tecniche sperimentate, con la scultura e gioielli, con il libro e la letteratura, con il cinema, con le amicizie e gli amori illustri. Tali letture sono accompagnate da schede critiche di approfondimento dedicate ad alcuni dei capolavori esposti – in un corpus di più di 400 opere -, da una selezione di scritti originali dell’artista, alcuni dei quali inediti in Italia, e da una serie di saggi storici a firma di grandi protagonisti della letteratura critica intorno a Max Ernst e al Surrealismo, quali André Breton, Georges Bataille, Paul. Éluard, Rosalind Krauss, Claude Lévi-Strauss.



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    23 min
  • Maria Giulia Brizio "Adotta uno scrittore"
    Maria Giulia Brizio
    "Adotta uno scrittore"
    Salone Internazionale del Libro
    https://salonelibro.it

    Torna “Adotta uno scrittore” del Salone del Libro con 40 autrici e autori accolti in 38 scuole di 9 regioni italiane Appuntamenti a partire dal 31 gennaio 2023Incontro conclusivo a maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino


    Quest’anno le studentesse e gli studenti coinvolti sono 976. La XXI edizione si caratterizza per alcune importanti novità: la partecipazione delle scuole della Liguria che si unisce alle altre regioni di Piemonte, Veneto, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia; l’ampliamento del numero degli ospiti coinvolti, che arrivano a essere 40, ciascuno dei quali terrà tre appuntamenti nella classe in cui è stato adottato; la varietà dei settori che saranno esplorati, partendo dai libri: dalla narrativa al fumetto e illustrazione, dalla scienza e ambiente alle questioni di grande attualità come la parità di genere, la legalità e l’accoglienza, fino allo sport e ai suoi valori, con escursioni anche nel settore musicale. Proprio per la volontà di portare all’attenzione delle studentesse e degli studenti un’ampia varietà di argomenti di discussione, nelle classi sono attesi non solo scrittrici e scrittori, ma anche fumettisti, illustratrici e illustratori, giornaliste e giornalisti, saggisti, librai, rapper, divulgatori scientifici, magistrati.
    Tra gli altri, infatti entreranno nelle scuole: la scrittrice Premio Strega Melania Mazzucco, il cui ultimo libro Self-Portrait. Il museo del mondo delle donne (Einaudi) è dedicato ai capolavori di artiste note e meno note; lo scrittore Alessandro Zaccuri, in libreria con Poco a me stesso (Marsilio), racconto della vita ipotetica di Alessandro Manzoni; i fumettisti LeoOrtolani, padre della fortunata saga Rat-Man (Panini Comics) e autore del recente Musa (Feltrinelli Comics), e Daniel Cuello con il nuovo Le buone maniere (Bao Publishing); l’illustratore Manuele Fior, apprezzatissimo anche all’estero e autore del recente graphic novel Hypericon (Coconino Press), storia d’amore ambientata nella Berlino di fine anni Novanta; la giornalista Tiziana Ferrario, che nel suo nuovo La bambina di Odessa (Chiarelettere) racconta la vita di Lydia Franceschi, il cui figlio venne ucciso dalla polizia negli anni Settanta; il saggista e narratore e Matteo Nucci, autore di Sono difficili le cose belle (HarperCollins), romanzo fiabesco, nato come dono per le sue nipoti colpite dalla perdita della nonna; lo psichiatra Paolo Milone, caso editoriale 2021 con L’arte di legare le persone (Einaudi) e ora in libreria con Astenersi principianti (Einaudi), in cui affronta il tema del lutto; la scrittrice Stefania Bertola; la magistrata Marzia Sabella, procuratore aggiunto della Repubblica presso il tribunale di Palermo, autrice di Lo sputo (Sellerio), in cui parla del coraggio della prima testimone contro la mafia; Sabrina Efionayi, giovane afro-discendente che in Addio, a domani (Einaudi) ha raccontato la sua storia di ragazza con due mamme, nigeriana una, italiana l’altra; autori, disegnatori e illustratori per bambine, bambini e giovani, come FrancescaVecchioni (T’innamorerai senza pensare, Mondadori Electa, sulla scoperta dell’omosessualità), il Premio Andersen Arianna Papini, i vincitori del Premio Strega Ragazzi Francesco D'Adamo e Antonia Murgo, e poi Enrico Racca (L'estate dei ribelli. Una storia della Resistenza, Feltrinelli) e Fausto Boccati, libraio della storica Libreria dei Ragazzi di Milano, autore di L’uomo delle antenne (Bompiani) sulla scoperta dei sentimenti; il digital creator Francesco Cicconetti, che in Scheletro femmina (Mondadori) ripercorre la storia della sua transizione; il rapper e produttore discografico italiano Amir Issaa; l’autrice Irene Graziosi, fondatrice di Venti, podcast e piattaforma digitale dedicata ai ventenni; la giornalista Giorgia Mecca, vincitrice del Premio di letteratura sportiva...
    17 min
  • Emiliano Gambelli "Amore ai tempi del com'era"
    Emiliano Gambelli
    "Amore ai tempi del com'era"
    Oakmond Publishing
    https://oakmond-publishing.com

    Si può morire per amore?
    A Ceraunavolta, luogo e non solo tempo, la risposta sembra essere sì. Alla Saluteria del paese i destini degli abitanti s’incrociano per poi svilupparsi in trame vive e narranti, tra pensieri e flussi di coscienza.Brancolo indaga sulle morti apparenti, Rullino sogna di combattere il sistema e la popolazione attende solo il prossimo funerale. Nel frattempo, il principe Toffolo è alla ricerca del suo azzurro perduto e tutti sembrano aver smarrito il proprio istinto primordiale. Amore ai tempi del com’era è una favola per adulti in cui potersi perdere tra le parole scritte ma soprattutto tra quelle da scrivere.

    Postfazione o Prefazione?
    D’altronde scrivere una prefazione è cosa ovvia, una post invece è di certo compito più arduo. Una prefazione spiega, illustra, incuriosisce e invoglia il lettore. Una postfazione invece mette in guardia, già. Perché sembra incredibile ma sì, io l’ho già letto e non lo so se fa per voi.Come dite? Ormai lo avete pagato quindi la postfazione andrebbe inserita in quarta di copertina e non dentro, per una questione di onestà? Che bella la parola onestà vero? Prendiamo l’amore per esempio: amore onesto. Sincero, vero, limpido. Quanti di voi possono dire di averlo provato ma soprattutto donato? Ogni giorno, pedissequamente, con metodo. Quanti? Alzino la mano tutti gli onesti. Non vi vedo. Come dite? Siete sdraiati nel letto con la mano alzata? Ma una mano alzata, da sdraiati è veramente alzata?Se è tesa al cielo, in posizione eretta, sarebbe perpendicolare al vostro corpo, dunque tesa difronte a voi. Se invece la state tenendo parallela al letto, poggiata dunque al vostro orecchio nella vostra attuale posizione supina beh, mi duole dirvelo ma non sarà alzata finché non lo sarete anche voi. In entrambi i casi siete stati onesti ma solo ad una prima lettura della situazione e soprattutto secondo il punto di vista vostro e mio. Così è l’amore.Un punto di vista che cambia prospettiva a seconda della posizione che occupiamo, dello spazio, del tempo e della percezione. Ovviamente non solo nostra ma anche di chi lo riceve e a sua volta, forse, lo dona. Come dite? Cosa c’entra tutto questo con l’onestà? Ottima domanda. Ebbene anche lei, come l’amore, è il tentativo personale di mettere in paro i nostri voleri con le nostre intenzioni, convincendoci del giusto e dell’azione tesa a fare bene. In soldoni (valuta che vale più di tutte) l’amore onesto è quello che raccontiamo e ci raccontiamo. Spesso è ciò che ci raccontano ma non è mai quello che è.

    Dice di sé Emiliano Gambelli:
    "Nasco a Roma nel 1984 e questo è l’unico dato certo che ho. Dopo aver perso tempo, certo del fatto che questo non esistesse, mi ritrovai improvvisamente nel distretto della vita assieme a tantissima gente.Il distretto non si chiama certo così per caso. Soffocante, pieno, ripieno e anche un po’ sudaticcio. In pratica un autobus qualunque di una città qualunque di un giorno qualunque. Fate voi! Di certo non posso fare tutto io no?Ero li che mi trastullavo a cavallo dell’equinozio quando all’improvviso caddi. Come San Paolo (il meno noto fratello del protettore delle patatine… San Carlo) trovai la retta via. Peccato fosse dietro l’angolo quindi non la vidi. Fu proprio all’ufficio oggetti smarriti, sito all’interno del distretto della vita, che ritrovai il coraggio. Lo portai a casa e lo adagiai su un letto d’insalata. Presi un bisturi e lo incisi ad Y. Capii che non era mai morto. Lo capii ovviamente dopo averlo aperto e sviscerato, quindi troppo tardi, ma mi ricordai immediatamente che il tempo non esiste. Così tirai un sospiro di sollievo perdendo anche quello…Durante tutto questo ho inciso canzoni, scritto testi e pubblicato alcuni libri, tra cui tre più un altro che si chiama Racconti assurdi ma non troppo, edito nel 2019 da Fucine Editoriali. Da lì...
    18 min
  • Carlo Altini "La storia della filosofia come filosofia politica" - "La filosofia politica di Hobbes"
    Carlo Altini
    "La storia della filosofia come filosofia politica"
    "La filosofia politica di Hobbes"
    Edizioni ETS
    https://edizioniets.com






    "La storia della filosofia come filosofia politica"
    Carl Schmitt e Leo Strauss lettori di Thomas Hobbes
    Nella Germania di Weimar l’interpretazione di Hobbes diventa l’occasione per una valutazione storica, politica e filosofica della vicenda dello Stato moderno, nell’epoca della sua crisi. Molti sono gli autori – da Tönnies a Dilthey, da Meinecke a Cassirer e Horkheimer – che si confrontano con la lezione del filosofo inglese, con lo scopo esplicito di comprendere la genesi, lo sviluppo e il destino della modernità filosofico-politica e del capitalismo all’interno di una più complessiva discussione critica dei processi di razionalizzazione nel mondo moderno. Tra le interpretazioni di Hobbes svolgono tuttavia un ruolo decisivo quelle offerte da Carl Schmitt e Leo Strauss negli anni Trenta, in piena temperie nazista, quando diventa discriminante, per l’interpretazione della politica moderna, la riflessione sulle categorie di individualismo, massificazione e totalitarismo.


    "La filosofia politica di Hobbes"
    Il suo fondamento e la sua genesi
    Questo volume presenta una nuova traduzione italiana di uno dei testi più celebri del filosofo tedesco Leo Strauss, che aprì una nuova strada agli studi su Hobbes. Pubblicato a Oxford nel 1936, The Political Philosophy of Hobbes è una compiuta analisi storico-filosofica sulla formazione del pensiero politico hobbesiano, e della sua cesura radicale con il pensiero premoderno, che prende le mosse da almeno due domande.
    Qual è il fondamento della filosofia politica di Hobbes? Si trova nella nuova scienza fisica di Galilei oppure in una preferenza morale di tipo individualistico?
    Da qui si snoda l’analisi complessa – che tiene insieme storia della filosofia, filologia e filosofia politica – sviluppata da Strauss intorno al pensiero di Hobbes, considerato il fondatore della modernità. L’esito di questa indagine, realizzata negli anni Trenta tra Parigi e Cambridge, in esilio dalla Germania nazista, costituisce un punto di riferimento per la letteratura hobbesiana, che ancora oggi considera l’opera di Strauss come un testo ineludibile per affrontare l’autore del Leviathan. Ma i motivi e i risultati di questa ricerca sono centrali soprattutto per comprendere alcune traiettorie della filosofia politica moderna che, nell’interpretazione straussiana, abbandona i modelli classici fondati sul bene e sulla virtù per creare un nuovo “continente morale” fondato sui diritti individuali, la cui deriva sarà visibile nel nichilismo e nel relativismo della contemporaneità.


    Leo Strauss (1899-1973) è stato uno dei maggiori filosofi politici del Novecento. Autore di opere su Platone e Senofonte, Maimonide e Machiavelli, Hobbes e Spinoza, nelle sue ricerche ha costruito un originale intreccio tra storia della filosofia e filosofia politica centrato sulla critica della modernità, alla luce di alcune questioni chiave per il pensiero filosofico: la riscoperta della scrittura reticente, il confronto con la filosofia greca classica e l’analisi del rapporto tra Atene e Gerusalemme.





    Carlo Altini è professore di Storia della filosofia nell’Università di Modena e Reggio Emilia, direttore scientifico della Fondazione San Carlo di Modena e membro di direzione della rivista «Filosofia politica». Nelle sue ricerche ha indagato la nascita, lo sviluppo e la crisi della modernità filosofica e politica attraverso l’analisi storica e teorica di concetti quali progresso, potenza, utopia, sovranità, democrazia e autori quali Machiavelli, Hobbes, Spinoza, Leo Strauss, Carl Schmitt, Gershom Scholem, Karl Löwith. Tra le sue pubblicazioni recenti: Issues of Interpretation (Franz Steiner Verlag, 2018); Una filosofia in esilio. Vita e pensiero di Leo...
    33 min
  • Matteo Pericoli "Il grande museo vivente dell'immaginazione"
    Matteo Pericoli
    "Il grande museo vivente dell'immaginazione"
    Guida all’esplorazione dell’architettura letteraria
    Il Saggiatore
    https://ilsaggiatore.com



    Presentazioni del libro:
    Lunedì 30 gennaio, ore 21:00 - Torino, Circolo dei Lettori con Francesco Gallo e Matteo Pericoli
    Martedì 2 febbraio, ore 19:00 - Milano, Libreria Verso con Marco Belpoliti e Matteo Pericoli

    Quello che avete davanti non è un libro come gli altri. È un edificio, composto di ingressi, piani, stanze, cortili e uscite. È una mappa per muoversi al suo interno. È un museo, tra le cui sale viene mostrato un nuovo approccio alla costruzione delle storie. Leggerlo significa spostarsi come in una visita guidata, immergersi tra visioni e architetture, racconti e progetti, scoprire un punto di vista inedito da cui guardare alle narrazioni che danno forma e respiro alla nostra vita.Il grande museo vivente dell’immaginazione esplora i legami inattesi tra letteratura e architettura, fantasia e costruzione. A partire dall’osservazione di forme e strutture del passato – dalle capanne di paglia al Partenone, dalle case in pietra al Guggenheim di New York –, Matteo Pericoli ci conduce tra le opere di Italo Calvino e Annie Ernaux, Beppe Fenoglio e William Faulkner, Elena Ferrante e Jun’ichirō Tanizaki per analizzarle come se fossero anch’esse edifici dotati di soffitto e scantinato, fondamenta e finestre, tetti e rampe di scale: Le notti bianche dopotutto non potrebbe essere un grattacielo inclinato? E L’amica geniale due palazzi che si sostengono e respingono a vicenda? Grazie all’esperienza fatta in scuole di scrittura e università con il suo Laboratorio di architettura letteraria, Pericoli ci invita a ripensare il nostro ruolo di autori e lettori, ad abitare la scrittura in senso proprio, a permettere alla nostra immaginazione di strutturarsi, crescere e arricchirsi. Perché le storie non sono strade da percorrere: sono case in cui si può entrare, sostare, curiosare e da cui si esce sempre cambiati.«Non esistono storie che non possano essere abitate ed esplorate dall’interno.»Un libro-museo dove scoprire i legami inediti tra storie e architettura: un nuovo modo di dare forma alla nostra immaginazione.

    Matteo Pericoli (1968) è architetto e disegnatore. Suoi disegni sono apparsi su The New York Times, The Observer e The Paris Review; la sua opera muraria Skyline of the World è stata installata nel nuovo terminal del Jfk International Airport. Nel 2010 ha fondato il Laboratorio di Architettura Letteraria, che tuttora dirige. Ha pubblicato diversi volumi, tra i quali Manhattan svelata (Leonardo International, 2002) e Finestre sul mondo (Edt, 2015).




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    29 min
  • Nicoletta Boschiero "Depero Automatico Acrobatico"
    Nicoletta Boschiero
    "Depero Automatico Acrobatico"
    Palazzo della Ragione, Mantova
    Mostra aperta fino al 26 febbraio 2023
    https://deperomantova.it





    Al Palazzo della Ragione a Mantova, la mostra dedicata a Fortunato Depero (Fondo 1892 – Rovereto 1960), intelligente creatore dell’estetica futurista teorizzata in Ricostruzione futurista dell’Universo, firmato con Giacomo Balla nel 1915. Depero automatico acrobatico porterà per la prima volta a Mantova circa 80 opere significative attraverso l’arco temporale 1917-1938.


    La mostra è stata ideata da Electa in collaborazione con il Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, in esclusiva per gli spazi di Palazzo della Ragione. La cura è di Nicoletta Boschiero, responsabile della Casa d’Arte Futurista Depero.
    Il titolo della mostra Depero automatico acrobatico evoca, in prima battuta, la passione dell’artista per l’automa, già nel 1916 infatti nel progetto di Le chant du rossignol, aveva creato dei costumi realizzati con tessuti induriti e tesi su fili di ferro che costringevano i ballerini a rigidi movimenti quasi robotici. Quest’esperienza consente all’artista
    di predisporre danzatori-marionette dal movimento stilizzato che gli permettono di padroneggiare totalmente lo spazio e la scena nei Balli Plastici. Pure la definizione di acrobatico si adatta all’artista perché pioniere di un’idea di arte poliespressiva che spazia dalla pittura alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità, dalla scenografia alla performance. L’attitudine all’acrobazia dell’artista è viva, il richiamo del pericolo e della pura ostentazione, tipici dello spettacolo circense, rientrano nel suo carattere sempre proiettato al superamento delle difficoltà. Nel 1915 entra nel movimento Futurista e firma con Giacomo Balla il Manifesto Ricostruzione futurista dell’universo che apre una nuova stagione del Futurismo. Nel 1957, in collaborazione con il Comune di Rovereto, allestisce la sua Galleria Permanente e Museo, istituzione che, dopo un lungo restauro, ha riaperto i battenti nel 2009, con la dicitura Casa d’Arte Futurista Depero in occasione del centenario del Futurismo.






    Depero nella sua lunga esperienza artistica ha costruito una forma d’arte totale che ha spaziato dalla pittura al teatro, dalla scenografia alle arti applicate, dall’editoria alla pubblicità divenendo uno dei protagonisti del movimento futurista. La rassegna è un viaggio attraverso questi molteplici ambiti creativi, scandita nelle tre tappe geografiche del suo percorso artistico: Capri, Parigi, New York.

    Catalogo Electa.
    immagine coordinata Studio Leonardo Sonnoli.



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    20 min
  • Antonella Bartolo "Le matite sbriciolate di nonno Antonio"
    Antonella Bartolo
    "Le matite sbriciolate di nonno Antonio"
    Illustrazioni di Sara Mancuso
    Edizioni Didattica Attiva
    Voglino Editrice
    https://voglinoeditrice.it

    Il testo affronta un tema comune a nonni e bisnonni di tante famiglie italiane e mai affrontato nei libri scolastici: la deportazione militare italiana dopo l’8 settembre ‘43. Attraverso la scoperta di alcuni disegni realizzati da nonno Antonio, prigioniero di guerra, due fratellini Agata e Nicola si raccontano la difficile condizione della detenzione dei soldati italiani nei lager nazisti.

    Antonella Bartolo nata a Bari vive a Chieri (To) dal 1975. Laureata in Scienze Politiche all’Università di Torino, ha lavorato come freelance in alcune testate giornalistiche piemontesi e nella comunicazione di un’azienda privata nel settore dell’energia


    Antonella Bartolo
    "Matite sbriciolate"
    Rubbettino Editore

    Furono 650 mila i militari italiani che dopo l’8 settembre 1943 dissero di no al Mussolini di Salò e a Hitler per restare fedeli alla loro Patria: per questo furono internati nei campi di prigionia tedeschi e lì furono da quasi tutti dimenticati. Quelli che sopravvissero, quando nell’aprile 1945 cadde il nazismo e finì la guerra, tornarono in Italia e i più si rinchiusero in se stessi, cercando di dimenticare. Passò quasi mezzo secolo prima che le ricerche degli storici e alcune testimonianze dirette facessero luce sui sacrifici, i meriti, la resistenza di quei soldati e ad essi venissero finalmente riconosciuti onore e gratitudine. Questa è la storia di uno di loro in cui si rispecchia la storia di tutti, il capitano Antonio Colaleo, che visse quei due anni negli stessi lager dello scrittore Giovanni Guareschi e dell’attore Gianrico Tedeschi e li documentò attraverso 34 disegni tratteggiati e colorati con le sue “matite sbriciolate”. Quei disegni erano il ricordo di cui più andava orgoglioso Nonno Antonio, come in famiglia tutti chiamavano il capitano Colaleo. La nuora Antonella Bartolo è partita proprio dai disegni per raccogliere altri ricordi di Nonno Antonio e ripercorrere il suo viaggio, ordinando con chiarezza e precisione le ricerche degli storici, incontrando gli ultimi testimoni, confrontando memorie scritte e fotografiche, visitando i luoghi della detenzione per verificare cosa resti di quella Storia. Così nel libro si intrecciano passato e presente e si sviluppa un racconto di grande umanità: oltre il documento, la presa diretta con la voce, gli occhi, il cuore di uomini che hanno lottato per coerenza con le proprie convinzioni, per garantire un domani di dignità e libertà a se stessi, ai propri cari, al Paese.
    Una lettura che fa buona Memoria.




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  • Tea Ranno "Un tram per la vita"
    Tea Ranno
    "Un tram per la vita"
    Il battello a vapore
    Edizioni Piemme
    https://edizpiemme.it


    È il 16 ottobre 1943, nel ghetto di Roma un bambino di dodici anni vede la madre caricata su un camion dei tedeschi, la raggiunge, l'abbraccia, ma lei riesce a spingerlo via. Emanuele, questo il nome del bambino, si nasconde su un tram e inizia un viaggio che lo porterà, fermata dopo fermata, fino al capolinea. Racconta al bigliettaio di essere ebreo e chiede di essere protetto perché i tedeschi lo stanno cercando. L'autista del tram e poi altri dopo di lui aiuteranno Emanuele a restare vivo e al sicuro per tre giorni fino a quando non riuscirà a trovare suo padre. La penna di Tea Ranno racconta la storia commovente di uno degli ultimi testimoni sopravvissuti al rastrellamento nazista di Roma: Emanuele Di Porto


    Tea Ranno, nata in provincia di Siracusa, è un’acclamata autrice per adulti (tra gli altri L’amurusanza, Terramarina e Gioia mia). Si è aggiudicata il Premio Chianti nel 2008 e il Premio letterario Città di Erice nel 2021. Per Il Battello a Vapore ha pubblicato anche Bellissima nella collana “Luna”.



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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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