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  • Matteo Trevisani "Libro dei fulmini"
    Matteo Trevisani
    "Libro dei fulmini"
    Edizioni Atlantide
    https://edizioniatlantide.it

    “L’anno della mia morte era iniziato bene. Ero riuscito ad accomodare e a ripiegare certe ambizioni dolorose e mi ero messo diligentemente a seguire il flusso delle cose che capitavano. Lavoravo in una piccola casa editrice che pubblicava libri di spiritualità e filosofia. Il lavoro mi piaceva e pagava l’affitto di una camera in un appartamento pieno di libri a San Giovanni da cui, se mi sporgevo abbastanza dalla finestra del salotto rischiando di cadere nel giardino condominiale, riuscivo a vedere un pezzetto di cattedrale. Da qualche tempo avevo cominciato ad andarmene in giro per Roma, da solo, a scoprire cose che la memoria di tutti aveva dimenticato. Non avrei mai potuto immaginare che, mentre per la prima volta mi pareva di vivere una vita tranquilla, senza bruschi stordimenti dell’animo, il destino preparava per me un viaggio. Un viaggio di ritorno attraverso il mondo dei morti”.

    Matteo Trevisani è nato a San Benedetto del Tronto nel 1986 e vive a Roma. Editor di Edizioni Tlon e redattore di “Nuovi Argomenti”, ha scritto e scrive su diversi giornali e riviste e scrive regolarmente su "La Lettura - Corriere della Sera". Collabora con Edizioni di Atlantide per cui ha pubblicato "Libro dei fulmini" (2017), "Libro del sole" (2019, Premio Comisso under 35) e “Libro del sangue”. Tiene periodicamente dei corsi alla Scuola Holden su scrittura e genealogia.




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    20 min
  • Maria Luisa Pacelli "Giulio II e Raffaello"
    Maria Luisa Pacelli
    "Giulio II e Raffaello"
    Una nuova stagione del Rinascimento a Bologna
    Bologna, Pinacoteca Nazionale
    fino al 5 febbraio 2023
    Mostra a cura di Daniele Benati, Maria Luisa Pacelli ed Elena Rossoni.
    https://pinacotecabologna.beniculturali.it



    Da Raffaello a Parmigianino, in Pinacoteca
    il Rinascimento a Bologna


    L’arrivo a Bologna del Ritratto di Giulio II di Raffaello dalla National Gallery di Londra è stato il
    punto di partenza per lo sviluppo del progetto espositivo: “Giulio II e Raffaello. Una nuova stagione
    del Rinascimento a Bologna”, a cura di Daniele Benati, Maria Luisa Pacelli ed Elena Rossoni, alla
    Pinacoteca Nazionale sino al 5 febbraio.
    Tra i capolavori della ritrattistica rinascimentale, effige di uno degli uomini più influenti del suo tempo,
    l’opera è particolarmente significativa per Bologna poiché il papa della Rovere fu colui che ricondusse
    la città sotto il dominio della Chiesa, mettendo fine alla pseudo-signoria della famiglia Bentivoglio che
    l’aveva governata nel corso del XV secolo, e cambiandone così radicalmente il corso della storia.
    Ad evidenziare la portata, non solo temporanea, di questo evento, è la Direttrice della Pinacoteca,
    nonché co-curatrice della mostra, Maria Luisa Pacelli, nel suo intervento nel catalogo.
    “L’inserimento del dipinto nell’ala del museo dedicata all’arte del ‘400 e del ‘500 è stata l’occasione per
    riorganizzarne il percorso, con lo scopo di mettere in luce alcuni degli episodi più significativi del
    Rinascimento bolognese, anche grazie a pochi altri mirati prestiti. Il progetto, costruito principalmente
    attorno al ricco patrimonio di dipinti e opere su carta del museo, trova una sua estensione e
    completamento in altre raccolte e siti monumentali cittadini, dove verrà posto l’accento sulle
    testimonianze artistiche di questa fase della storia bolognese.
    In Pinacoteca si è scelto di iniziare l’esposizione con un focus sulla Cappella Garganelli: decorata dai
    ferraresi Francesco del Cossa ed Ercole de Roberti tra il 1477 e il 1485, fu una delle imprese
    pittoriche più straordinarie del Quattrocento bolognese, di cui il museo conserva il volto della Maddalena piangente dipinto da Ercole, unico prezioso frammento giunto fino a noi. L’altro estremo cronologico della mostra è il 1530, anno in cui Bologna ospitò l’incoronazione a imperatore di Carlo V
    d’Asburgo da parte di papa Clemente VII, imponendosi all’attenzione dell’intera Europa.
    La prima parte dell’esposizione è dedicata all’arte fiorita durante il governo dei Bentivoglio, dagli anni
    ’70 del ‘400 fino al principio del nuovo secolo, quando la città vive una fase di relativo benessere e
    stabilità politica. La congiuntura favorevole e il mecenatismo della corte generano un ambiente propizio alla sperimentazione, cui concorrono artisti provenienti da altri centri, come i ferraresi del Cossa, de Roberti e Lorenzo Costa, mentre tra i bolognesi emergono le personalità divergenti di Francesco Francia e Amico Aspertini.
    In questo clima culturale, arricchito all’alba del nuovo secolo dal sopraggiungere di opere di altri
    forestieri, come Perugino e Filippino Lippi, vengono promosse importanti committenze che, oltre a
    dare lustro alla città e ai suoi governanti, sono il cantiere di elaborazione di una cultura figurativa
    autoctona, come ben dimostra la raccolta di opere del periodo presente in Pinacoteca e questa mostra.
    Con la riconquista di Bologna da parte della Chiesa, lo scenario cambia in maniera sostanziale. La
    città è un centro strategico per gli obiettivi politici di Giulio II che si preoccupa di affermare il proprio
    dominio non solo con l’azione militare e amministrativa, ma anche attraverso un programma
    d’interventi coerenti con la politica di propaganda artistica promossa nella capitale. A...
    29 min
  • Tiziana Ferrario "La bambina di Odessa"
    Tiziana Ferrario
    "La bambina di Odessa"
    La battaglia di una madre, la promessa fatta a un figlio
    Chiarelettere
    https://chiarelettere.it


    «Lungo la strada della vita si incontrano tante persone, alcune non lasciano alcun segno, altre ci prendono per mano e ci guidano per farci capire da che parte sta il male e per che cosa vale davvero la pena lottare. Sono stata fortunata a incontrare Lydia Franceschi quando ero all’inizio del mio cammino nella vita. È stata un esempio. Non finirò mai di ringraziarla.»
    Tiziana Ferrario

    La nascita negli anni Venti (da genitori italiani) in quella che oggi è ancora l’Ucraina, il ritorno in patria, la lotta partigiana, l’insegnamento a scuola, gli anni Settanta e poi il dolore più indicibile: la morte di un figlio, negli scontri studenteschi. E ancora, una battaglia di vent’anni per far emergere la verità: Lydia Buticchi Franceschi, donna, madre, insegnante e testimone di un Novecento attraversato a testa alta, è qui raccontata dalla penna di Tiziana Ferrario.

    Nata a Odessa nel 1923 da Amedeo, comunista fuggito dall’Italia per non finire nelle carceri fasciste, e Lidia, italorussa che abbandona le proprie origini borghesi per sposare la causa della Rivoluzione, Lydia prende il nome dalla madre, morta misteriosamente pochi giorni dopo la sua nascita. Tornata in Italia col padre e rimasta orfana a dodici anni, dopo che questi è ucciso dal cognato in camicia nera, cresce in solitudine e partecipa alla Resistenza come staffetta partigiana, diventa insegnante e poi madre di due figli, fino al giorno che segnerà la seconda metà della sua esistenza. Il 23 gennaio del 1973, durante una manifestazione all’esterno della Bocconi, suo figlio Roberto, ventenne e tra i leader del movimento studentesco milanese, è colpito a morte alla nuca da un proiettile sparato dalle file della polizia. Per ricostruire l’accaduto e chiarire le responsabilità delle forze dell’ordine, Lydia inizia una battaglia che durerà oltre vent’anni. Lo Stato – incapace di identificare i colpevoli – si assumerà l’intera responsabilità risarcendo la famiglia che devolverà tutto alla Fondazione Roberto Franceschi, costituita nel 1996 in memoria del giovane ucciso.
    Lydia si è spenta a Milano il 29 luglio 2021.I proventi della vendita di questo libro saranno destinati alla Fondazione Roberto Franceschi Onlus (www.fondfranceschi.it).

    Tiziana Ferrario, giornalista, è stata uno dei volti del Tg1, inviata di politica estera e corrispondente da New York. Negli anni ha documentato guerre e crisi umanitarie. L’Afghanistan in mano ai talebani, la loro caduta, le difficoltà per il paese di andare oltre le dure leggi tribali che lo governano. In questo suo primo romanzo racconta la storia di Homaira, la principessa afghana in esilio a Roma, che ha conosciuto personalmente durante il suo lavoro giornalistico, diventando una sua cara amica. Anche in questo libro emerge con forza un tema che le sta a cuore: la difesa dei diritti delle donne. Ha scritto Il vento di Kabul (Baldini Castoldi Dalai 2006), Orgoglio e pregiudizi (Chiarelettere 2017) e Uomini, è ora di giocare senza falli! (Chiarelettere 2020).



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    23 min
  • Paola Bastianoni "Narrare il lutto"
    Paola Bastianoni
    "Narrare il lutto"
    Una prospettiva psicodinamica
    Carocci Editore
    https://carocci.it


    Il volume documenta il consistente lavoro di ricerca e di costruzione di cultura e significati condivisi sui temi connessi alla morte, al lutto e alla perdita realizzato nell’ultimo decennio dal laboratorio di ricerca dell’Università degli Studi di Ferrara “Uno sguardo al cielo”. Tale lavoro ha intercettato un bisogno umano fondamentale: la necessità di “addomesticare” l’idea della morte attraverso un processo di costruzione del pensiero e della narrazione dei legami significativi che siamo stati capaci di instaurare in vita. Le narrazioni possono risignificare quei processi di negazione e di rimozione che, in quanto meccanismi di difesa, agiscono sulla volontà di allontanare il dolore, come se avessero il potere di allontanare la morte stessa. Il testo è rivolto a tutti i professionisti delle relazioni di aiuto, agli insegnanti, agli educatori, agli studenti di Psicologia e di Scienze dell’educazione e a tutti coloro che desiderano attenuare il silenzio e la solitudine che le perdite determinano nel nostro modo di concepire la sofferenza.

    Paola Bastianoni, è professore associato di Psicologia dinamica all’Università degli Studi di Ferrara, dove dirige il master in Tutela, diritti e protezione dei minori e il Laboratorio di ricerca e intervento sulle tematiche del morire, del lutto e delle perdite “Uno sguardo al cielo”.



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    28 min
  • Marco Vichi "Ombre"
    Marco Vichi
    "Ombre"
    Guanda
    https://guanda.it


    «Era proprio vero che tutto poteva cambiare da un momento all'altro, che all'improvviso il destino poteva trascinarti sul suo imprevedibile carro e portarti dove gli pareva.»


    Ombre è un libro che racconta di un libro: in questo cortocircuito passato e presente si mescolano, interferendo l’uno sull’altro. E dal passato – quando rimpiangerlo non serve, e non basta – si può allora prendere un motivo, una spinta per fare qualcosa oggi e dare vita a un nuovo futuro.»
    Viola Patalano per Maremosso


    Questo romanzo di Marco Vichi è anche una nuova, sorprendente avventura. Una storia che racconta come il passato non è qualcosa di immutabile e irrimediabilmente concluso, ma è anzi materia viva. Una dimensione in movimento, che chiede ancora di essere descritta, definita, capace com'è di ribaltarsi sul presente sgretolando convinzioni che si credevano immodificabili. A un tratto, nel modo più inatteso, tutto può cambiare: quando meno ce lo aspettiamo, una svolta improvvisa ci porta dove non avremmo mai immaginato di poterci spingere. È quello che accade a Luigi, un raffinato editore fiorentino, che un giorno si trova proprio in questa tempestosa situazione, carica di mistero. E diventa il primo attore di una trama che lo porterà sulle tracce di una donna mai dimenticata...

    Marco Vichi è nato nel 1957 a Firenze e vive nel Chianti. Presso Guanda ha pubblicato i romanzi: L’inquilino, Donne donne, Il brigante, Nero di luna, Un tipo tranquillo, La vendetta, Il contratto, La sfida, Il console, Per nessun motivo; le raccolte di racconti Perché dollari?, Buio d’amore, Racconti neri, Il bosco delle streghe, Se mai un giorno, Oltre il limite e La casa di tolleranza; i graphic novel Morto due volte con Werther Dell’Edera e Il commissario Bordelli con Giancarlo Caligaris, e la favola Il coraggio del cinghialino. Ha inoltre curatole antologie Città in nero, Delitti in provincia, È tutta una follia, Un inverno color noir, Scritto nella memoria. Della serie dedicata al commissario Bordelli sono usciti, sempre per Guanda: Il commissario Bordelli, Una brutta faccenda, Il nuovo venuto, Morte a Firenze (Premio Giorgio Scerbanenco– La Stampa 2009 per il miglior romanzo noir italiano), La forza del destino, Fantasmi del passato,Nel più bel sogno, L’anno dei misteri, Un caso maledetto, Ragazze smarrite e Non tutto è perduto.
    https://marcovichi.it




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    15 min
  • Michele Tavola "Picasso e Guernica"
    Michele Tavola
    "Picasso e Guernica"
    Genesi di un capolavoro contro tutte le guerre
    Museo MAN Nuoro
    Mostra aperta fino al 19 febbraio 2023
    https://museoman.it


    a cura di Michele TavolaCoordinamento di Rita Moro e Myrtille Montaud Video animazione di Manuelle MuredduSpettacolo / reading Dora pro nobis con Federica Fracassi, violoncello Lamberto Curtoni, dal libro Malamore di Concita De Gregorio


    A settant’anni dalla storica esposizione al Palazzo Reale di Milano del 1953, il MAN di Nuoro rende omaggio a un'opera testimone della sua epoca, ma portatrice di un messaggio universale, ancora oggi tragicamente attuale. Un inno contro l'orrore di tutte le guerre.
    La mostra celebra anche la prima esposizione di Picasso che vide presentata vent'anni fa al MAN di Nuoro la serie completa della Suite Vollard, in collaborazione con il Reina Sofía di Madrid, partner anche di questo nuovo importante progetto.

    Dal 23 settembre al 31 dicembre del 1953 Guernica venne esposta nella Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano, insieme a più di trecento altre opere del maestro spagnolo, dando forma alla più grande retrospettiva di Picasso mai tenuta in Italia. Successivamente la mostra venne spostata a Roma, ma in formato ridotto e soprattutto senza Guernica, che da allora non fece mai più ingresso nel nostro Paese. La Sala delle Cariatidi, che al momento di accogliere il capolavoro picassiano presentava ancora i segni dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, amplificando così il significato dell’opera, ospitò in quell’occasione anche altre drammatiche composizioni di esplicita denuncia dei disastri della guerra quali il Massacro in Corea e Carnaio.

    Oggi Guernica non viaggia più, non lascia mai la Spagna né la sua sala al Museo Reina Sofía di Madrid. Non tornerà più a Parigi, dove è stata creata, commissionata dal governo repubblicano spagnolo per l’Esposizione Universale del 1937, non tornerà più al MoMA di New York dove ha passato buona parte del suo esilio prima di tornare in patria. E sicuramente non tornerà più in Italia.Settant’anni dopo la storica esposizione al Palazzo Reale di Milano, il MAN di Nuoro celebra il passaggio italiano di Guernica, simbolicamente e artisticamente fondamentale per una generazione di artisti, di critici d’arte e di cittadini italiani.
    L’omaggio nuorese si suddivide in due sezioni principali: l’eco di Guernica nella produzione artistica di Picasso e il racconto della genesi dell’opera attraverso la narrazione visiva di Dora Maar, fotografa e all’epoca compagna dell’artista spagnolo.La prima sezione trova il suo fulcro principale nello straordinario dittico di incisioni intitolato Sueño y mentira de Franco, vero e proprio contraltare grafico del grande dipinto. Picasso iniziò a incidere la prima lastra nel gennaio del 1937 ma abbandonò presto il lavoro. Nel mese di maggio, appena dopo il tragico bombardamento della cittadina basca, portò a termine entrambe le matrici proprio mentre stava eseguendo la monumentale tela, utilizzando gli stessi studi e le stesse idee. Non si tratta affatto, però, di una versione in formato ridotto del quadro, ma di un’invenzione originale, a sé stante, che prende le mosse dallo stesso pensiero e dallo stesso impeto creativo. Attorno a Sueño y mentira de Franco si raccoglierà una piccola ma significativa serie di incisioni, che afferiscono direttamente alla gestazione di Guernica o che, per essere stati realizzate nello stesso periodo, richiamano da vicino stile e temi del celebre dipinto.La seconda anima della mostra ruoterà attorno alla straordinaria testimonianza di Dora Maar, che documentò giorno per giorno, con le proprie fotografie, il lavoro di Picasso. Si tratta di una serie di scatti al contempo commoventi e fondamentali per la ricostruzione filologica della creazione di Guernica. Insieme alle fotografie, si esporrà la splendida incisione Portrait de Dora...
    19 min
  • Daniel Albizzati "Il naufragio"
    Daniel Albizzati
    "Il naufragio"
    Fazi Editore
    https://fazieditore.it


    In mezzo all’oceano Atlantico c’è una piccola isola dove confluiscono tutte le correnti trasportando i rifiuti e la plastica che galleggiano sull’acqua. In questo luogo fuori dalle mappe è naufragato Vadim, un ragazzo della periferia romana in fuga dai propri guai, che è sopravvissuto a una pericolosa tempesta aggrappandosi a un container caduto dalla nave su cui viaggiava. Sempre con la speranza di avvistare i soccorsi all’orizzonte, Vadim riempie il suo tempo, tolto quello legato ai problemi di mera sopravvivenza, scrivendo un diario delle sue giornate e riordinando la spazzatura che sommerge l’isola. Purtroppo, nel container approdato insieme a lui di utile non c’è nulla: è pieno di libri e basta. La solitudine si protrae per giorni, settimane, e i rimorsi e i sensi di colpa del passato tormentano Vadim in maniera insopportabile. Ormai la lotta più dura non è quella per restare in vita, ma quella per continuare a esistere con i rimproveri di una coscienza sempre più invadente e l’affievolirsi della speranza di essere tratto in salvo. A Vadim non resta che fuggire con la mente nei romanzi che pesca dal container, dove troverà con grande sorpresa personaggi che hanno molto in comune con lui e anche molto da insegnargli. Dalla periferia romana a un’isola di rifiuti, l’ingenuo e scapestrato Vadim riuscirà a fare pace con se stesso in un viaggio interiore che lo trasformerà per sempre e che rappresenta una riflessione profonda sulle sfide più urgenti della nostra società, dal problema dell’inquinamento alla disillusione delle generazioni più giovani.
    Una prova narrativa originale che dimostra la volontà dell’autore di confrontarsi con i temi di questo tempo sperimentando attraverso la scrittura una soluzione, almeno filosofica, a una deriva di proporzioni globali.«I libri popolano la spiaggia, riempiono questo deserto di spazzatura con fantasmi gentili che mi abbracciano da dentro, e non mi fanno più sentire così solo».



    Daniel Albizzati, nato a Stoccolma, laureato in Marketing e Giornalismo, scrive racconti e articoli su «Il bestiario degli italiani». Lavora nel cinema e nell’editoria. È direttore editoriale della narrativa di GOG Edizioni. Con Fazi Editore, nel 2019, ha pubblicato Le avventure di Mercuzio. Il naufragio è il suo secondo romanzo.




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    23 min
  • Giorgio Cella "Storia e geopolitica della crisi ucraina"
    Giorgio Cella
    "Storia e geopolitca della crisi ucraina"
    Dalla Rus' di Kiev a oggi
    Carocci Editore
    https://carocci.it


    Il volume, in un costante rimando tra dinamiche storiche e attualità geopolitica, si rivela uno strumento prezioso per l’analisi dei complessi fenomeni che hanno condotto, nei secoli, all’odierno conflitto in Ucraina, ad oggi la più importante crisi politico-militare su suolo europeo del XXI secolo. Una lunga traiettoria che dai tempi di Erodoto giunge sino ad Euromajdan, dove l’attenta ricostruzione storica si interseca con efficaci chiavi interpretative. L’autore fa inoltre emergere un mosaico culturale di grande interesse, spaziando in modo erudito lungo i secoli, gli eventi e i popoli di questo crocevia di religioni, imperi e identità: dalla Rus’ di Kiev ai cosacchi ucraini, dalle contese tra russi, polacchi e turchi sino all’era postsovietica e al processo di allargamento ad est della NATO. Un testo che costituisce un unicum negli studi di storia delle relazioni internazionali, cruciale per addentrarsi non solo nelle vicende dell’Ucraina e della sua crisi con Mosca, ma anche per una più generale comprensione degli avvenimenti di quella periferia centro-orientale d’Europa che, come Giorgio Cella sottolinea, è stata nel corso della storia del Vecchio Continente troppe volte gravemente trascurata.

    Giorgio Cella, è dottore di ricerca in Istituzioni e Politiche all’Università Cattolica di Milano, dove svolge attività di docenza nell’ambito del corso Storia e politiche: Russia ed Europa orientale. Come analista geopolitico ha all’attivo decine di articoli, saggi e pubblicazioni scientifiche di politica internazionale, ed è stato osservatore elettorale per l’OSCE nelle elezioni in Ucraina del 2019.




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  • Anna Cavallera "Alfredo Billetto. Un inconscio dissolto"
    Anna Cavallera
    "Pinacoteca Levis Sismonda"
    Mostra "Alfredo Billetto. Un inconscio dissolto"
    Racconigi
    https://pinacotecalevissismonda.it


    Sabato 21 gennaio 2023 alle ore 16, negli spazi della Pinacoteca civica Levis Sismonda, a Racconigi, avrà luogo l’inaugurazione della Mostra intitolata “Alfredo Billetto. Un inconscio dissolto”, un’importante rassegna dedicata al noto artista torinese Alfredo Billetto (27 aprile 1932 – 9 dicembre 2022), e ad alcuni dei maestri, suoi amici e colleghi, con i quali condivise le esperienze espressive dell’ambiente culturale del Novecento torinese.La rassegna, promossa dalla Città di Racconigi, è organizzata dall’Associazione culturale Carlo Sismonda APS, insieme alle volontarie ed ai volontari della Pinacoteca civica Levis Sismonda, vanta il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e del Comune di Racconigi. È stata realizzata grazie ai contributi di Fondazione CRT, Annibale Gruppo S.r.L., Assicurazioni Generali – Agenzia di Cuneo, Ghemar S.p.a. e Quadro Società tra Avvocati R.L. e vanta la collaborazione di dell’Associazione “Le Terre dei Savoia”, Progetto Cantoregi, SOMS e Tonicadv s.n.c. Curata da Giuseppe Biasutti, con la direzione artistica di Anna Cavallera e la consulenza di Simone Billetto, figlio dell’artista, la mostra è stata resa possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Ruggeri, dell’Archivio Billetto, dell’Archivio Tabusso e dell’Archivio Casorati, oltre che dei collezionisti che hanno messo a disposizione le loro opere più significative. L’esposizione intende omaggiare i settant’anni di attività espressiva dell’artista recentemente scomparso, ripercorrendo in maniera antologica la sua lunga carriera espositiva attraverso una trentina di dipinti. Accanto a questo nucleo di opere pittoriche e plastiche si potrà ammirare un’importante selezione di lavori grafici, pittorici e scultorei, appartenenti ad artisti esponenti della cultura piemontese, nazionale ed internazionale, tra i quali spiccano Federico Antonio (Fred) Carasso (Carignano 1899 – Amsterdam 1969), Francesco Casorati (Torino 1934 – 2013), Mario Giansone (Torino 1915 – 1997), Cesare Maggi (Roma 1881- Torino 1961), Umberto Mastroianni (Fontana Liri 1910 – Marino Laziale 1998), quindi Piero Ruggeri (Torino 1930 – Avigliana 2009), Luigi Spazzapan (Gradisca d'Isonzo, 18 aprile 1889 – Torino, 18 febbraio 1958), Giacomo Soffiantino (Torino 1929 – 2013) e Francesco Tabusso (Sesto San Giovanni 1930 – Torino 2012).



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  • Sara Pennacchio "A.D.D.I.O."
    Sara Pennacchio
    "A.D.D.I.O."
    Kairòs Edizioni
    https://edizionikairos.it


    "Il libro costeggia le rive insidiose della giovinezza, in un periglioso e ostinato cabotaggio, con pari sfrontatezza e disperazione. Così, anche rare onomatopee sono poste al servizio di un'urgenza espressiva, piuttosto che della scansione ritmica (cai cai cai occupa, in Bulimia tutto il verso finale). Ma, a prescindere dagli alterni e quasi estemporanei strumenti retorico-stilistici della Pennacchio, quel che davvero colpisce, in questa raccolta mossa e gradevole nelle sue molteplici coloriture e nei suoi vari e, diremmo, umorali sviluppi, sta nella sua vitale natura di "viaggio", nella verità della sua esperienza comunicativa, nell'entusiasmo con cui la donna-narratore intima di abbandonare scetticismi e scaltrezze da lettori consumati per abbracciare la nudità di uno sguardo autentico e dolente sulla vita." (Dalla Prefazione di Vincenzo Di Maro)



    "L'età delle parole è finito per sempre?"
    sabato 21 gennaio 2023, dalle ore 10.30 alle 12.30, presso la nuova Biblioteca dell’Istituto Teologico Missionario del PIME a Monza (via Lecco 73) e in cui verrà presentato il libro, a cura di Gianni Criveller ,“L’età delle parole è finita per sempre”? Una kermesse dedicata ad Antonia Pozzi (Fara Editore).Dell’iniziativa, condotta da Nino Di Paolo, faranno parte:
    • lo spettacolo Cromosomi XX. Narrando di artiste prima di Antonia, di Barbara Rosenberg ed Emanuele Scataglini
    • la testimonianza di Antonio Mosca Mondadori “Antonia Pozzi e Alda Merini. Come la mia vita incrocia le due poetesse milanesi”
    • le dediche poetiche di Sara Pennacchio e Giuseppe Carlo Airaghi
    • le letture da Antonia Pozzi di Cinzia Demi





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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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