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  • Paolo Linetti "Mnemosyne. Il teatro della memoria"
    Paolo Linetti
    "Mnemosyne. Il teatro della memoria"
    Castello Visconteo di Pavia, fino al 26 marzo 2023


    L’esposizione,in corso sino al 26 marzo 2023, ricostruisce nella Sala del Collezionista dei Musei Civici pavesi, una delle cosiddette Wunderkammer, le “camere delle meraviglie” che si diffusero, soprattutto in Europa, tra il XV e il XVIII secolo.

    Mnemosyne era, per i Greci, la personificazione della funzione mnemonica, ed è a questa antica divinità che è dedicato il titolo dell’esposizione. Le wunderkammer, antenate dei moderni musei, poi scomparse con l’avvento dell’Illuminismo, erano le stanze da collezione rinascimentali in cui monarchi, principi, aristocratici, scienziati e persino artisti collezionavano gli oggetti più diversi, cercando di raccogliere in un unico ambiente tutto lo scibile umano. Queste collezioni, create per fini di studio, per diletto personale e per suscitare ammirazione e prestigio, erano composte da esemplari di storia naturale, strumenti, invenzioni meccaniche, carte geografiche, rarità archeologiche, monete, cammei e quanto di più curioso si potesse trovare.
    La mostra ripercorre l’intera storia del collezionismo a partire dagli studioli rinascimentali, quegli ambienti nati nei monasteri medievali che divennero d’uso nella Firenze quattrocentesca, grazie soprattutto a Lorenzo il Magnifico. In questi ambienti, destinati ad attività intellettuali, gli sfondi e le pareti erano importantissimi, perché avevano la funzione di ambientare le opere e gli oggetti esposti, mettendoli in dialogo come attori su un palco, da qui il titolo dell’esposizione: Il teatro della memoria.
    Ma come sarebbe stata la wunderkammer o lo studiolo di un collezionista del XVII secolo se fosse vissuto fino ai giorni nostri, sempre attento a mostrare l'evoluzione del mondo e dei nuovi confini? Lo spettacolare allestimento della mostra, studiato per suscitare lo stesso stupore che provocavano le “camere delle meraviglie” di qualche secolo fa, vuole proprio rispondere a questa domanda.
    Accanto agli “Artificialia”, ovvero le creazioni dell'uomo, come opere d'arte, statue, gioielli, quadri, reperti archeologici, ai “Naturalia”, come conchiglie, coralli, animali esotici, ma anche elementi bizzarri e mostruosità della natura, le “Scientifica”, strumenti e opere dell’ingegno umano, e le “Exotica”, manufatti provenienti dal lontano Oriente oppure dalle terre al di là delle Colonne d'Ercole - si trovano in mostra anche meraviglie di oggi, come le bellissime creazioni del collettivo R.E.M.I.D.A., che ripropongono in chiave contemporanea lo splendore e la simbologia delle vanitassecentesche, gli stupefacenti mobili e lampadari della designer Valentina Giovando, straordinari esempi di “artificialia” moderni per la maniacale perizia nella cura dei dettagli e per lo stupore d'insieme che suscitano o le opere di Elena Carozzi, carte da parati e tappezzerie di lusso dipinte a mano, che decorano le pareti della wunderkammer del Castello Visconteo e, proprio come accadeva nelle “camere delle meraviglie”, hanno il ruolo fondamentale di ambientare le opere esposte, mettendole in dialogo tra loro come attori su un palco. Visitando l’esposizione, si avrà infatti l’impressione di assistere ad una messa in scena teatrale vera e propria. I




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    17 min
  • Teodora Trevisan "Torino è la città del cinema"
    Teodora Trevisan
    "Torino è. La città del cinema"
    Neos Edizioni
    https://neosedizioni.it


    a cura di Teodora Trevisan
    Prefazione di Eva Monti.
    Racconti di: Rinaldo Ambrosia, Luisa Boscolo, Giovanni Casalegno, Pierangelo Chiolero, Luigi Colasuonno, Giorgio Enrico Bena, Federico Jahier, Consolata Lanza, Riccardo Marchina, Giuseppe Milano, Francesco Oriolo, Nella Re Rebaudengo, Laura Remondino, Emanuela Riganti, Caterina Schiavon, Teodora Trevisan.
    Torino è tante cose, e fra tutte sicuramente è cinema. Qui tutto ebbe inizio più di un secolo fa, qui c’è il magnifico Museo del Cinema, qui ogni angolo evoca spezzoni di film, fotogrammi che i cinefili riconoscono con un brivido. Ed è sul set della città che sono nati questi sedici racconti sorprendenti.L’ormai tradizionale antologia natalizia torinese torna dopo dieci anni in una forma rinnovata, dedicata più squisitamente alla città.Come in una multisala che si rispetti, sono tanti i filoni di questi racconti, un vero caleidoscopio di personaggi e situazioni. Dalle prime eroiche riprese cinema- tografiche al fantasma di Dario Argento, dall’emozione di una sigaretta all’ebbrezza adolescente di marinare la scuola, ai Pink Floyd e i film del disgelo. E poi, tradimenti e metodo Stanislavskij, il pensionato che sa tutto di cinema, i film della vita e l’inatteso epilogo, il cortometraggio immaginario e la tragedia scampata, i fattacci al Museo…Gli scrittori raccolti in queste pagine hanno saputo rappresentare con talento e fantasia e vivacità, il rapporto profondo fra la città e il magico mondo della celluloide. E quindi: buona visione!… Alzò un dito indicando la Mole Antonelliana che incombeva su di loro dall’altra parte della strada. Era tutta illuminata, enormi figure si muovevano veloci avanti e indietro, baciandosi e sparandosi. Una faccia in primo piano le strizzò un occhio.«Hai notato – disse Cary Grant, – che code qui fuori? Il cinema continua a tirare malgrado tutto, eh?».Samantha lo guardò di sotto in su con un po’ di compassione.«E tu continua a illuderti, va. Sì, qualcuno che va ancora al cinema c’è ma stanno estinguendosi. Verrà il giorno che maledirai di non poter interpretare una serie Netflix per essere riconosciuto per strada. E salutami Grace Kelly che è un po’ che non la vedo».Una mano lo spinse via e Jean-Louis Trintignant si sporse sorridendo. Fece appena a tempo a mandare un bacio che fu sostituito da Marcello Mastroianni, poi la Mole si illuminò di un biancore accecante e un ufo atterrò sulla parete elegantemente arcuata, scivolò verso il basso e sparì in un mare in tempesta.




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    10 min
  • Laura Cangemi "La mia morte gloriosa col botto"
    Laura Cangemi
    "La mia morte gloriosa col botto"
    Jenny Jägerfeld
    Iperoborea Edizioni
    https://iperborea.com


    Dopo La mia vita dorata da re, Sigge è tornato! È trascorso appena qualche mese da quando si è trasferito con la mamma, le due sorelline e il cane Einstein nella cittadina di Skärblacka, eppure la sua vita è già migliorata. L’impopolarità incassata nella vecchia scuola di Stoccolma è ormai solo un brutto ricordo e l’amicizia con la fantastica Juno dai capelli turchesi non fa che rafforzarsi intorno al progetto di creare FortunaBestiale, innovativa app di incontri per animali. Ma l’amicizia non è sempre facile, soprattutto per lui che all’amicizia è nuovo. Che fare quando i gemelli più cool della scuola gli offrono, oltre alla propria strampalata simpatia, di rappare nella loro crew allo spettacolo di Natale? Come conciliare i due progetti senza scontentare nessuno? Ed è più importante non scontentare nessuno o essere fedeli a se stessi? A rubare la scena a Sigge, in queste nuove avventure ci sono la nonna Charlotte, con le sue auto d’epoca e la sua insofferenza alle regole, la sorellina Majken, tanto chiacchierona e incapace di regolare il volume della voce quanto la piccola Bobo è laconica, e Krille Meringa, amabile e magniloquente cineasta fallito. E, tra importanti scoperte e nuovi batticuori, torna la delicatezza con cui Jenny Jägerfeld segue il suo piccolo protagonista nel compito più difficile che ognuno ha, quello di trovare se stesso.





    Jenny Jägerfeld (1974) è una nota scrittrice svedese per ragazzi, spesso considerata l’erede di Ulf Stark. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo e hanno vinto numerosi premi tra cui il Premio August, il Premio della Radio Svedese e il Premio Astrid Lindgren. Nella vita Jenny Jägerfeld è anche una psicologa e ha lavorato con bambini, adolescenti e adulti in studi sia pubblici che privati.


    Laura Cangemi, laureata in Lingue e Letterature Moderne all’Università Statale di Milano, dal 1987 svolge l’attività di traduttrice dallo svedese e dall’inglese. Tra gli autori svedesi che ha tradotto si annoverano Ulf Stark, Maria Gripe, Annika Thor, Åsa Lind, Henning Mankell, Per Olov Enquist, Mikael Niemi, Peter Englund, Katarina Mazetti, Ingmar Bergman, Klas Östergren. Collabora con le più importanti case editrici italiane e ha al suo attivo oltre duecento titoli. Nel 1999 ha ricevuto il Premio San Gerolamo per la traduzione (sezione letteratura per l’infanzia) e nel 2013 il Premio per la traduzione della Fondazione Natur & Kultur, assegnato dall’Accademia di Svezia. È inoltre interprete di conferenza grazie a un corso frequentato al Parlamento Europeo e coordinatrice dei servizi di interpretariato e traduzione del Festivaletteratura di Mantova, con cui collabora fin dalla prima edizione. Dal 2013 al 2016 ha coordinato e condotto un seminario di formazione per traduttori di letteratura svedese per ragazzi finanziato dallo Swedish Arts Council.




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    19 min
  • Sabino Maria Frassà "Oltremare"
    Sabino Maria Frassà
    "Oltremare"



    L’opera OLTREMARE è protagonista della mostra TERRA! prorogata al Gaggenau DesignElementi Hub di Milano fino al 17 marzo. L’artista Stefano Cescon ha realizzato tre opere in cera e paraffina per portare avanti la propria riflessione materica sul futuro della pittura a partire da uno dei colori più preziosi e alla base della storia dell’arte: il blu oltremare, estratto dai lapislazzuli. Un pigmento notoriamente raro e prezioso, il cui nome deriva dal fatto che in tempi antichi il colore si ricavasse dai lapislazzuli che giungevano in Europa dai porti del vicino Oriente, in particolare dalle cave afghane del Badakhshan, territori conosciuti in epoca medievale come “Oltremare”.Sabino Maria Frassà, curatore della mostra, spiega: “Come un moderno alchimista, Stefano Cescon cerca la propria “Terra!” dando una lettura inedita alla storia dei colori e sceglie di indagare nelle nuove opere in mostra il blu oltremare. Le origini remote insieme al complesso processo di estrazione e alla capacità unica di mantenere la brillantezza nel tempo, fecero sì che questo colore fosse impiegato come simbolo della magnificenza reale (i sovrani francesi, ad esempio, indossavano abiti blu oltremare durante incoronazioni) e per rappresentare nei dipinti la purezza della Vergine, come nella celebre Madonna d’Alba (1511) di Raffaello Sanzio. La reinterpretazione del blu oltremare assume nell’opera di Cescon una fisionomia ben precisa: le tinte terrose si trasformano e progressivamente scompaiono in un mare di lapislazzuli, dando vita a un trittico che richiama volutamente le pale d’altare ed evoca un processo di purificazione ed elevazione attraverso il colore. Forte e vibrante è la tensione dell’artista verso il superamento dei propri limiti, pur mantenendo vivo il legame con il passato dall’arte”.“Terra!”
    mostra personale di Stefano Cescon a cura di Sabino Maria Frassà

    fino al 17 marzo 2023
    lunedì-venerdì ore 10:00 – 18:30
    Gaggenau DesignElementi Hub
    Corso Magenta 2 (cortile interno citofono 33), Milano
    Visite aperte al pubblico solo su appuntamento previo contatto e-mail o telefonico.
    T. +39 02 29015250 (interno 2)









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  • Monica Preti "Mauro Bolognini. Un nouveau regard"
    Monica Preti
    "Mauro Bolognini"
    Un nouveau regard
    Il cinema, il teatro e le arti
    A cura di Andrea Baldinotti, Vincenzo Farinella, Monica Preti, Luca Scarlini
    Officina Libraria
    https://officinalibraria.net

    Il regista pistoiese Mauro Bolognini (1922-2001) è stato un protagonista della cultura italiana del secondo dopoguerra. Nel centenario della nascita si propone una riconsiderazione complessiva della sua opera, capace di spaziare tra cinema, televisione, teatro e opera lirica, sottolineando in particolare i fecondi rapporti intrattenuti con il cinema francese e con la cultura italiana a lui contemporanea (in particolare con Pasolini). Regista di decine di pellicole, con lui hanno recitato tra gli altri Claudia Cardinale, Ottavia Piccolo, Isabelle Huppert, Jean Paul Belmondo, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi. Nel catalogo verrà riproposta l’ampia selezione di opere (manifesti, bozzetti, costumi, fotografie, oggetti di scena...) presente in mostra, che consente di seguire, anno per anno, i momenti più significativi della vita e dell’opera del regista. Ma il catalogo ha anche un’ambizione più vasta: ricostruire il rapporto intrattenuto da Bolognini con le arti. Si proporrà una riconsiderazione ad ampio raggio dei suoi gusti artistici, a partire dalla formazione toscana, a contatto con i capolavori della pittura macchiaiola e con le esperienze della scuola pistoiese del primo Novecento, e dal periodo di studio con Ottone Rosai, presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. I saggi in catalogo avanzeranno anche un approfondimento sulle sue preferenze estetiche, attraverso lo studio degli oggetti e le opere di cui amava circondarsi nelle sue case (ritratte nelle fotografie di Aurelio Amendola), nonché sui rapporti intrattenuti con vari artisti contemporanei, con un focus specifico su Mario Ceroli. Un’ulteriore riflessione sarà dedicata a rievocare la passione storico-artistica che ha caratterizzato l’intera opera del regista, inducendolo ad arricchire molte sue pellicole – e in particolare La Viaccia del 1961 e Metello del 1970 – di vere e proprie citazioni figurative di capolavori della pittura italiana e francese, puntualmente illustrate in mostra e in catalogo.




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  • Antonia Sandez Negrini "Nuits de la lecture"
    Antonia Sandez Negrini
    "Nuits de la lecture"
    Alliance Française
    https://alliancefrto.it

    Tre intense giornate e serate dedicate alla lettura, fra incontri con autori, aperitivi letterari, giochi, quiz, approfondimenti su risorse letterarie in digitale e un concorso su Instagram: dal 21 al 23 gennaio tornano le Nuits de la Lecture con una maratona di appuntamenti online gratuiti e aperti al pubblico francofono e non solo. Manifestazione creata nel 2017 dal Ministero della Cultura francese per celebrare il piacere di leggere e democratizzare l’accesso alla lettura, quest’anno ruota attorno al tema “Rileggere il mondo”, una sfida essenziale in questa epoca complessa.


    giovedì 19 gennaio 2023 | ore 17.00 Conferenza on line della BnF Gallica Attività in lingua francese Una conferenza per scopriere Gallica, la biblioteca digitale della Bibliothèque nationale de France (BnF) e dei suoi partner. Accessibile gratuitamente e in continua espansione, Gallica contiene attualmente più di 6 milioni di documenti. Un approfondimento rivolto a studenti, professori e bibliotecari per conoscere gli strumenti pedagogici e il portale les Essentiels della BnF.Con Mélisande Bizzoire della Bibliothèque nationale de France

    venerdì 20 gennaio 2023 | mattina Attività con le scuole, riservata agli studenti Dictée noire
    Attività in lingua francese La nostra équipe pedagogica proporrà un dettato “da brividi” ad alcuni allievi delle Scuole Superiori di I grado di Torino: un’attività intorno alla lingua francese che declina il tema dell’edizione 2023, LA PAURA.

    sabato 21 gennaio 2023 | ore 10.30 -11.30 Lettura per bambini, dedicata al tema della paura. Piccoli brividi da affrontare insieme e provare a superare, sfogliando le pagine dei libri dedicati all’infanzia.

    sabato 21 gennaio 2023 | ore 21.00Serata musicale Le belle infedeli CineTeatro Baretti, Via Baretti, 4 Torino
    Trovare la versione francese di una canzone italiana e viceversa è un gioco potenzialmente infinito. Soprattutto se ci concentriamo su quella stagione della musica leggera tra anni Sessanta/Settanta che ha visto il successo di artisti bilingui come Nino Ferrer, Dalida, Adamo o di vedette senza confini come Charles Aznavour. Oltre a un andirivieni tra versioni bilingue, italiana e francese, di uno stesso brano, attraverso curiosi adattamenti e tradimenti geniali, la serata si propone anche come piccola esplorazione dell’Italia vista dalla Francia.

    Con Associazione MusicaInsieme da venerdì 20 a domenica 22 gennaio 2023 | tutto il giorno Les peurs chez Doisneau CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine 18, Torino Attività in lingua francese



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  • Giorgio Ferraris "In prima linea a Nowo Postojalowka"
    Giorgio Ferraris
    "In prima linea a Nowo Postojalowka"
    La campagna di Russia di Giacomo Alberti alpino della Cuneense
    Araba Fenice Edizioni
    https://arabafenicelibri.it


    In prima linea a Nowo Postojalowka racconta i fatti di cui è stato protagonista e testimone, nella guerra in Russia, Giacomo Alberti, sergente degli alpini del Battaglione Pieve di Teco della Divisione Cuneense, rimasto sul Don la notte del 17 gennaio 1943 con il suo Plotone per proteggere la ritirata del Corpo d'Armata Alpino, sopravvissuto alla tragica battaglia di Nowo Postoialowka e uscito dall'accerchiamento russo a Nikolajewka. Per anni si è parlato e scritto soltanto della battaglia di Nikolajewka, dove i reparti della Tridentina, seppur stremati da dieci giorni di marcia e logorati da molti combattimenti, riuscirono ad aprire la strada alle truppe in ritirata per uscire dall'accerchiamento russo, mentre è stata del tutto ignorata, anche nei documenti ufficiali, quella di Nowo Postojalowka, ben più rilevante per le forze militari in campo e per il numero di caduti, dove i Battaglioni della Cuneense furono distrutti nello scontro con le truppe corazzate russe. Il libro racconta in modo dettagliato il drammatico combattimento del 20 gennaio 1943 a Nowo Postojalowka, dove si manifestò la situazione di totale inadeguatezza del nostro esercito per quella guerra e dove persero la vita migliaia di alpini dei nostri paesi, arruolati nella Cuneense. In prima linea a Nowo Postojalowka è il primo libro con il nome di quella terribile battaglia nel titolo. Anche la fotografia della copertina, che non è mai stata pubblicata sui numerosi libri usciti sulla guerra in Russia, è del tutto diversa da quelle ormai molto diffuse e conosciute di ordinate colonne in ritirata, ed esprime efficacemente la situazione reale vissuta da decine di migliaia di soldati italiani in quelle tragiche giornate della seconda metà di gennaio del 1943. La fotografia era stata consegnata da un ufficiale medico al padre dell'autore, Aldo Ferraris che faceva parte del Battaglione Mondovì, all'ospedale militare di Loano, dove era ricoverato dopo il rientro dal fronte russo per l'amputazione delle dita di un piede a seguito dei congelamenti riportati nella ritirata.




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  • Benedetta Bini "Il ritorno del soldato" Rebecca West
    Benedetta Bini
    "Il ritorno del soldato"
    Rebecca West
    Fazi Editore
    htttps://fazieditore.it




    Traduzione e postfazione di Benedetta Bini


    In una casa signorile sulle colline inglesi Kitty e Jenny, come molte connazionali, attendono trepidanti il ritorno di un uomo. Il soldato Chris Baldry, marito di Kitty e cugino di Jenny, si trova «da qualche parte in Francia» a combattere. Nessuna delle due immagina che a varcare la soglia sarà un estraneo, un uomo segnato dalla guerra in maniera indelebile, illeso nel corpo ma dalla psiche martoriata. Insieme al ricordo delle granate e delle membra dilaniate di tanti commilitoni, il trentaseienne Chris ha rimosso gli ultimi quindici anni della propria vita: non rammenta nulla del matrimonio con l’aristocratica Kitty né della tragica perdita del loro figlio, avvenuta poco prima della guerra. I suoi ricordi si fermano alle estati della giovinezza nella casa di famiglia e al primo amore, quello per Margaret, la figlia di un fattore locale. È a lei che scrive annunciando il proprio ritorno imminente e, per un crudele scherzo del destino, è proprio da lei che Kitty e Jenny ricevono la notizia. Le due donne dovranno affrontare una scelta difficile: lasciare che Chris rimanga felicemente inconsapevole della sua vera vita o aiutarlo a richiamare alla memoria i traumi del passato.


    Il ritorno del soldato, dal quale fu tratto l’omonimo film del 1982, racconta la lotta di un uomo reduce dalla prima guerra mondiale e quella delle due donne che lo amano. Pubblicato per la prima volta nel 1918, l’esordio di Rebecca West, grazie al quale la critica la salutò come una delle scrittrici più promettenti del nuovo secolo, è uno straordinario romanzo sulla guerra e le sue conseguenze nella vita delle persone.


    Rebecca West
    Nata Cicely Isabel Fairfield a Londra, prese il suo pseudonimo dall’omonimo personaggio di Ibsen, un’eroina ribelle. Nel corso della sua lunga vita travagliata e romanzesca è stata scrittrice, giornalista, critica letteraria, grande viaggiatrice, femminista ante litteram e politicamente impegnata. La trilogia degli Aubrey, il suo capolavoro, interamente pubblicata da Fazi Editore, è composta da La famiglia Aubrey (2018), Nel cuore della notte (2019) e Rosamund (2019). Fazi Editore ha pubblicato anche i romanzi Quel prodigio di Harriet Hume (2020) e Un matrimonio non premeditato (2021).




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  • Luciano Allamprese "Il vecchio figlio"
    Luciano Allamprese
    "Il vecchio figlio"
    Edizioni Atlantide
    https://edizioniatlantide.it

    “Quanto amore, mi disse, sprecato chissà come”.



    Un figlio e un padre si amano, si odiano, si perdono e si ritrovano attraverso una vita intera. In mezzo, lungo gli anni, la storia della famiglia del protagonista: una madre incline alle fantasticherie che ha fatto dell’ammirazione per il marito il riferimento costante delle proprie giornate, una sorella e due fratelli mai del tutto compresi, infine una moglie, bellissima e indecifrabile, che scompiglierà̀ i loro già̀ fragili equilibri. È infatti proprio con l’arrivo di Serena, detestata ugualmente da entrambi i genitori dell’io narrante di questo originale ed estroso romanzo, che il lungo conflitto tra padre e figlio curiosamente inizia a rivelare elementi di una imprevista, e comica, affinità che porterà infine i due a conoscere una fase davvero inaspettata del loro contrastato rapporto. Sorprendente ritorno di uno degli scrittori più̀ singolari della narrativa italiana contemporanea, Il vecchio figlio racconta questo dissidio anche grazie a una brillante, e a tratti ossessiva, analisi del linguaggio paterno, così che il libro si rivela parimenti una meditata riflessione sulla lingua con esiti ironici e imprevisti, perché́ alla fine – come diceva Kafka – la rivolta contro il padre è una commedia, non una tragedia.

    Luciano Allamprese ha svolto per vent’anni attività didattica e di ricerca in università spagnole e latinoamericane. Attualmente insegna in un liceo romano. Traduttore dallo spagnolo e dal portoghese (Manrique, “Stanze per la morte del padre”, Einaudi; Sá-Carneiro, “La Confessione di Lúcio”, Sellerio), ha pubblicato saggi, racconti e il libro “Strane conversazioni con le donne,” Mondadori.



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  • Ester Viola "Voltare pagina"
    Ester Viola
    "Voltare pagina"
    Dieci libri per sopravvivere all'amore
    Einaudi Editore
    https://einaudi.it


    Curare le pene d'amore coi libri si può, ma bisogna saper leggere. C'è una storia giusta per ogni struggimento del cuore, il romanzo perfetto per voltare pagina: è cosí che la penna sulfurea di Ester Viola diventa un balsamo per lenire le ferite. Anna Karenina, Nick Hornby, L'amica geniale, Sally Rooney, Domenico Starnone, Frammenti di un discorso amoroso: nelle loro pagine ogni innamorato tradito, geloso o non corrisposto potrà trovare risposte impreviste alle sue domande impossibili. Dieci racconti irresistibili, un manuale di self-help letterario, una microterapia per cuori infranti.

    «Non esistono libri capaci di salvare la vita ai lettori, ma alcuni ci provano meglio di altri».


    C’è chi non si è mai ripreso dal primo amore; chi di amori ne ha mille, e nessuno buono; chi è tradito e vede tutti traditori; chi è tradito e fa finta di niente, perché la coppia funziona meglio in tre; chi è alle prese con un narcisista. E poi c’è la ragazza che dalla vita ha avuto tutto e adesso non le piace niente; quella che non ha avuto niente e pensa che niente è quello che si merita… In una Milano scintillante ma severa, soprattutto negli uffici legali frequentati dalla protagonista di questi racconti, proliferano solitudini e matrimoni andati a male, rimpianti per la provincia e dipendenze dai social network. Ma l’amore rimane comunque un affare complicato, basta rileggersi Anna Karenina. Esistono i libri medicinali? Quelli capaci di farci «voltare pagina» nella vita? Ci si rifugia nei libri per distrarsi, per trovare conforto, per capire meglio cosa non ha funzionato e non ripeterlo. Una pagina, un personaggio, perfino una frase: a volte bastano per curare una ferita del cuore, se non per raddrizzare una storia storta. Perché se trovi le parole per raccontarle, «le cose perdono la punta, l’ago e il veleno».




    Ester Viola è avvocata, collabora con «Il Foglio », ha una posta del cuore su «iO Donna» e una newsletter, «Ultraviolet». Per Einaudi ha pubblicato L'amore è eterno finché non risponde (2016 e 2022), Gli spaiati (2018) e Voltare pagina (2023).



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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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