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  • Paolo Armelli "L'arte di essere Raffaella Carrà"
    Paolo Armelli
    "L'arte di essere Raffaella Carrà"
    Blackie Edizioni
    https://blacki-edizioni.it


    Un manuale per essere liberi, felici e rumorosi.

    Con interventi di: Laila Al Habash, Giovanni Benincasa, Daniela Collu, Vanessa Incontrada, Vladimir Luxuria, Michele Masneri, Rossella Migliaccio, Raquel Peláez, Marinetta Saglio Zaccaria, Thierno «Billo» Thiam, Alessandro Zan.


    Raffaella che canta, balla e brilla. Che lotta, ride e si commuove. Raffaella che rischia, che sbaglia. Che sceglie, sempre. Ognuno ha la sua Carrà, un motivo per cui volerle bene. È l’eredità più grande di un’artista che, credendo fermamente in sé stessa, ha dato fiducia e ha liberato tutti quanti. Questo libro è un viaggio nella sua vita e nei suoi insegnamenti, affrontato anche attraverso i ricordi di chi ha lavorato con lei e le ha voluto bene. Con un ambizioso obiettivo: prendere un po’ della sua indipendenza e leggerezza, e farle nostre. Perché la grandezza di Raffaella Carrà andava ben oltre il suo immenso talento: l’opera d’arte era lei, quello che riusciva a trasmettere con il suo modo di stare al mondo.

    L’arte di essere Raffaella Carrà celebra una donna straordinaria attraverso dieci piccole «regole». Per imparare a dare valore alla propria persona, soprattutto quando gli altri non lo fanno. A mettersi in gioco e non avere rimpianti. Ad amare la propria unicità. Per vivere tutti un po’ meglio. Con o senza paillettes.



    Paolo Armelli è laureato in traduzione letteraria e ha lavorato nella comunicazione e nel marketing. Oggi è contributor freelance per diverse testate come Wired, Donna Moderna, Business Insider, Link e altre, dove scrive soprattutto di libri, serie tv e cultura pop. Nel tempo che rimane posta cose (a)variate su vari social.



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    19 min
  • Nicoletta Mongini "Monte Verità. Back to Nature"
    Nicoletta Mongini, Chiara Gatta, Sergio Risaliti
    "Monte Verità Back to Nature"
    Edizioni Lindau
    https://lindaut.it


    Un viaggio alla ricerca della libertà, in un luogo dove respirare l’utopia e sognare un mondo diverso. All’alba del ’900, la colonia di Monte Verità, stanziata fra i boschi rigogliosi e le dolci colline affacciate sul Lago Maggiore, ha anticipato in modo profetico temi oggi vitali, fra ecologia dell’abitare ed ecologia dell’anima. I suoi fondatori sono stati pionieri assoluti del vivere bio e dell’eco-friendly, della cultura vegetariana e della cura del corpo in senso naturale.Monte Verità. Back to Nature nasce dalla mostra che il Museo Novecento di Firenze e la Fondazione Monte Verità di Ascona hanno dedicato a questa affascinante avventura, ai suoi ideali e ai tanti illustri personaggi che vi furono in diversa misura coinvolti. Dall’anarchico Kropotkin al coreografo Rudolf von Laban, dal dadaista Hugo Ball all’architetto del Bauhaus Walter Gropius, da artisti come Jean Arp e Paul Klee allo scrittore Hermann Hesse, dalla danzatrice Mary Wigman allo psicanalista Carl Gustav Jung, molti intellettuali videro infatti in questo luogo un buen retiro sospeso nel tempo e lontano dal dramma delle guerre e dallo scontro ideologico fra capitalismo e comunismo che stava scuotendo l’Europa. Culla di un’esistenza impostata su ritmi primigeni, Monte Verità divenne così il laboratorio di una contro-cultura alternativa al conformismo borghese e al pensiero dominante.

    Questo libro raccoglie testi di approfondimento su temi centrali come la pratica vegetariana e i bagni di sole della Lebensreform, la nascita della teosofia e le espressioni libere del genio umano attraverso i linguaggi della danza, della pittura, della poesia, fino allo studio dell’architettura in rapporto con la natura del Monte, dal primo insediamento selvatico alle geometrie rigorose negli anni del Bauhaus.A cavallo fra Otto e Novecento, il Ticino diventò meta di visionari e sognatori che trovarono nella regione terreno fertile per piantare i semi di un’utopia, lontani dal mondo industrializzato, in cerca di un santuario per lo spirito. I fondatori della colonia giunsero dal Nord Europa nel 1900. Uniti da un ideale comune, si insediarono sul Monte Monescia, ribattezzato simbolicamente Monte Verità. Vestiti con gli indumenti «della riforma», lavorarono campi, costruirono capanne, rilassandosi con l’euritmia e i bagni di sole. Adoravano la natura, predicandone la purezza e interpretandola come un’opera d’arte ultima. Nel tempo, il Monte fu frequentato da teosofi, anarchici, psicoanalisti, scrittori e artisti. Acquistato nel 1926 dal banchiere Eduard von der Heydt, il Monte visse una seconda straordinaria stagione culturale, legata anche all’approdo dei maestri del Bauhaus. Oggi è proprietà del Cantone Ticino, gestito dall’omonima fondazione ed è un albergo, un centro culturale e congressuale. Il complesso museale include le capanne aria-luce Casa Selma e Casa dei Russi, Casa Anatta, sede della storica esposizione di Harald Szeemann Monte Verità. Le mammelle della verità, oltre al Padiglione Elisarion con il dipinto panoramico Il Chiaro Mondo dei Beati di Elisàr von Kupffer.


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    23 min
  • Sabino Cassese "Amministrare la Nazione"
    Sabino Cassese
    "Amministrare la Nazione"
    La crisi della burocrazia e i suoi rimedi
    Mondadori Editore
    https://mondadori.it

    La pubblica amministrazione è il più grande erogatore di servizi e il maggiore datore di lavoro italiano: da essa dipendono circa tre milioni e trecentomila addetti. È un organismo che si è andato costruendo lentamente, essendo il frutto della storia e dei principi che lo hanno plasmato. Per dimensioni e poteri svolge inoltre un ruolo fondamentale nel sistema politico, condizionando la democrazia. Si comprende, quindi, come dalla sua buona organizzazione e dal suo funzionamento dipendano il benessere dei cittadini e il successo dello Stato.L’amministrazione è al centro di una duplice tensione. È indispensabile, perché non c’è politica pubblica che non faccia capo a essa, e tuttavia viene ritenuta il regno del bizantinismo, delle complicazioni, della corruzione, e criticata perché non funzionale al processo economico.Alle sue difficoltà strutturali si aggiungono l’«esondazione» del Parlamento, diventato co-amministratore, e la debolezza dei governi (il suo organo di guida), per la loro breve durata. I governi tuttavia non sono gli unici responsabili della sua gestione, poiché interi campi dell’azione pubblica sono ora nel dominio di forze politiche multinazionali, come organismi sovranazionali e Big Tech, di cui è importante tenere conto.Alla luce di questi presupposti, l’autore analizza i fattori di crisi dell’amministrazione pubblica e ne indica i possibili rimedi. Propone di iniziare dai prodotti, per poi passare ai processi produttivi, ai modelli organizzativi e procedurali, al personale e alle sue motivazioni, al contesto, ai saperi e alla cultura amministrativa. Perché la pubblica amministrazione sia in grado di gestire i grandi interessi collettivi, è bene partire dall’aspetto più importante: ciò di cui ha bisogno il Paese.

    Sabino Cassese è professore alla School of Government della Luiss e alla Católica Global School of Law di Lisbona. È stato professore nelle università di Urbino, di Napoli, di Roma e nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha inoltre insegnato alla Law School della New York University e al Master of Public Affairs dell’Institut d’études politiques di Parigi. È stato ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi e giudice della Corte costituzionale. È dottore «honoris causa» nelle università di Aix-en-Provence, di Cordoba (Argentina), di Paris II, di Castilla-La Mancha, di Atene, di Macerata, dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze e di Roma – La Sapienza. Tra le sue opere recenti ricordiamo: La svolta. Dialoghi sulla politica che cambia (2019); Il popolo e i suoi rappresentanti (2019), Una volta il futuro era migliore. Lezioni per invertire la rotta (2021), Advanced Introduction to Global Administrative Law (2021), Intellettuali (2021) e Il governo dei giudici (2022). Da Mondadori ha pubblicato: La democrazia e i suoi limiti (2017) e Il buongoverno (2020).



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    24 min
  • Tommaso Bianco "La fabbrica degli stronzi"
    Tommaso Bianco
    "La fabbrica degli stronzi"
    Kronoteatro e Maniaci d'Amore
    Racconigi, Sabato 14 gennaio 2023, ore 21:00



    L’incontro sorprendente tra le compagnie Maniaci d’Amore e Kronoteatro, diverse ma accomunate da uno sguardo impietoso sul reale, porta lo spettatore in un mondo isterico, meschino, fatto esclusivamente di vittime. Siamo attorno alla salma di una donna. I tre figli devono lavarla, truccarla e vestirla prima del funerale. Mentre la preparano ripercorrono piccoli episodi significativi della vita familiare. Si tratta di eventi neutri, ma sempre vissuti come terribili abusi, alibi perfetto per continuare una vita senza responsabilità. Per questi personaggi la colpa di ogni loro sofferenza, frustrazione e sventura è sempre attribuita a qualcun altro: la crudeltà dell’altro sesso, la ferocia dei bulli, il duro mondo del lavoro. Ma soprattutto, lei: la madre.
    A partire da alcune letture fondamentali, tra cui "Critica della vittima" di Daniele Giglioli e “La società senza dolore" di Byung-chul Han, lo spettacolo esplora, con livido umorismo e qualche baluginio di tenerezza, il paradigma vittimario così radicato oggi nella psicanalisi, nei media, nella famiglia, nel nostro modo di abitare il mondo. Lo stile sospeso, surreale, dei Maniaci d'Amore si sposa così con quello abrasivo, amaro, di Kronoteatro, in un lavoro originale che esplora il gusto tutto contemporaneo di riconoscersi non in chi agisce ma in chi subisce, la gara popolare a chi sente di bruciare di più nell’inferno che sono gli altri.


    drammaturgia Maniaci d’Amore
    con Tommaso Bianco, Francesco d’Amore, Luciana Maniaci e Maurizio Sguotti
    regia Kronoteatro e Maniaci d’Amore
    scene e costumi Francesca Marsella
    disegno luci e responsabile tecnico Alex Nesti
    produzione Kronoteatro
    coproduzione Teatro Nazionale di Genova
    con il sostegno di PimOff Milano
    Foto di scena: Luca Del Pià


    “Raccordi” è un progetto selezionato dal bando Cortocircuito 2022 - Piemonte dal Vivo.
    Biglietti: 15 euro / 12 euro ridotto (under 26 e over 65)
    Prevendita online: https://www.ticket.it/festival/raccordi.aspx




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    10 min
  • Giulio Busi, Silvana Greco "Amarsi"
    Giulio Busi, Silvana Greco
    "Amarsi"
    Seduzione e desiderio nel Rinascimento
    Il Mulino
    https://mulino.it

    Sguardi di dame, occhi di mercante: un libro-palcoscenico, in cui gli attori s’incrociano, s’attraggono,
    si desiderano, si amano.


    Nell’Italia del Quattro e Cinquecento va in scena il gioco della seduzione. Palazzi, piazze, alcove vibrano di un nuovo modo di amarsi e di concepire il desiderio. Le ninfe avvenenti di Botticelli, le opulente e discinte matrone di Tiziano, gli dèi lussuriosi, come il possente Marte che, pur vincitore di mille battaglie, soccombe alla bellezza di Venere, e poi gli intrighi erotici dei gentiluomini e delle dame di corte, tutto ci parla di un’epoca sfarzosa, colma di lusinghe. Poemi, incartamenti processuali, cronache cittadine, dipinti e lettere d’amore usano il linguaggio della bellezza. Ma accanto al bello, il Rinascimento scopre l’emozione, la vicinanza dei corpi, persino la loro imperfezione. Come amano le nobildonne? E per i borghesi, per i popolani, quali sono le regole dell’attrazione? Scopriremo i legami leciti e le passioni clandestine, l’amore che punta al potere e il potere che seduce e trasforma. Nelle relazioni fra donne e uomini, in quelle omoerotiche, tra ceti diversi, la rivoluzione amorosa del Rinascimento cambia per sempre la società.


    Giulio Busi, esperto di mistica ebraica e di storia rinascimentale, è professore alla Freie Universität di Berlino. Collabora alle pagine culturali del «Sole 24 Ore». Tra i suoi numerosi lavori segnaliamo, per il Mulino, «Indovinare il mondo. Le cento porte del destino» (2021) e «Uno. Il battito invisibile» (2022). Silvana Greco, studiosa di sociologia della cultura e dell’arte, è professoressa alla Technische Universität di Dresda. Tra i suoi ultimi libri: «Il sociologo eretico. Moses Dobruska e la sua “Philosophie sociale” (1793)» (Giuntina, 2021) e «Il Rinascimento parla ebraico» (con G. Busi, Silvana Editoriale, 2019).


    Silvana Greco è professoressa associata di sociologia alla Technische Universität Dresden (dal 2021) e professore aggregato di sociologia del giudaismo presso la FU Berlin (dal 2013)
    I suoi interessi di ricerca vertono sulla sociologia della cultura, del giudaismo, delle arti e delle migrazioni. Ha lavorato nell'ambito di numerosi progetti di ricerca finanziati dall'Unione Europea e ha alle spalle una lunga attività internazionale nel campo della ricerca sociale. È membro della European Sociological Association (ESA), della DGS (Deutsche Gesellschaft für Soziologie, sezione "Kultursoziologie") e dell'Associazione Italiana di Sociologia (AIS); è inoltre vicedirettore della Fondazione Palazzo Bondoni Pastorio di Castiglione delle Stiviere (MN), dove dirige l'unità sociologica ed è responsabile di mostre d'arte e concerti di musica. Ha scritto numerosi saggi in volumi e riviste internazionali. Tra gli ultimi: Il sociologo eretico. Moses Dobruska e la sua Philosophie sociale (1793) (2021) e Il Rinascimento parla ebraico (2019, con Giulio Busi).




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    32 min
  • Christiano Sacha Fornaciari "Le pietre del Tempio"
    Christiano Sacha Fornaciari
    "Le pietre del Tempio"
    Costruttori e cantieri nella Bibbia
    Edizioni Lindau
    https://lindau.it



    Gli scritti che compongono questo libro parlano di costruttori, cantieri, personaggi ed episodi a volte citati solo di sfuggita nella Bibbia, ma in seguito illuminati dalle interpretazioni del Talmud, dall’esegesi dei Padri della Chiesa, dagli studi dei teologi o dalle visionarie raffigurazioni degli artisti. Si affacciano così dalle pagine della Scrittura Besalèl, il costruttore dell’arca dell’Alleanza, prediletto dal Signore e antenato di Gesù; Sheerah, la bisnipote del patriarca Giacobbe, unica donna ad aver mai costruito, secondo la Bibbia, una città; i muratori della torre di Babele e gli scalpellini di re Salomone. E anche i mattoni con cui furono costruite le città del faraone, i legni che rivestirono il tempio di Gerusalemme e il legno impiegato per la croce di Cristo; i cantieri dei falegnami di Nazareth e quello della più antica chiesa del mondo. Da questi racconti emergono, spesso intrecciati tra loro, la potenza spirituale del simbolo e il filo concreto della storia.
    Arche, città, torri, templi, lunghi elenchi di misure e materiali, colonne di bronzo e pareti di cedro, falegnami, fabbri, muratori, Fenici che costruiscono navi e figli d’Israele che fabbricano mattoni, uomini saggi che edificano sulla roccia e stolti che non sanno calcolare le proprie risorse. […] L’Antico e il Nuovo Testamento, ciascuno con le sue particolari coloriture, utilizzano spesso l’arte della costruzione come metafora della potenza creatrice di Dio e dei suoi interventi nella storia della Salvezza

    Christiano Sacha Fornaciari, architetto, è nato a São Paulo del Brasile nel 1962. Si è laureato all’Istituto universitario di architettura di Venezia, dove è stato allievo di Massimo Cacciari per gli studi di estetica e di Franco Rella per gli studi di letteratura artistica. Componente della Consulta per l’arte sacra dell’arcidiocesi di Udine, si è perfezionato in Architettura e arte per la liturgia presso la Facoltà di sacra liturgia del Pontificio ateneo Sant’Anselmo in Roma.



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  • Emanuele Borsotti "Parole e preghiere"
    Emanuele Borsotti
    "Parole e preghiere"
    Prefazione di Angelo Casati
    Edizioni Sanpino
    https://edizionisanpino.it

    Predicare non mendicare ma intensificare la propria vita.

    Ogni definizione, ogni teoria sulla preghiera si rivelano insufficienti: esistono piuttosto uomini e donne oranti. La preghiera è fatta di una tensione spirituale, di un movimento dell’intimo, di gesti, di segni, di musiche e canti, di parole. Ci sono anche le parole dei poeti che compongono preghiere anche senza saperlo… Questo libro propone alcune voci che si fanno poemi e poemi che si fanno preghiera.
    La raccolta è scandita sulla base dell’anno liturgico che coincide con il tempo umano del vivere, fatto di attese e nascite (Avvento e Natale), di esodi ed esilii, di passaggi dalla notte alla luce (Quaresima e Pasqua), di volti, situazioni, momenti, ringraziamenti, invocazioni, lodi e suppliche.
    Pagine per pregare, per riflettere, per sostare in una compagnia di voci oranti che ci stanno accanto e sussurrano insieme a noi un canto nuovo.«Chissà che la preghiera non possa essere evocata anche come “luce della lampada a petrolio”. Sopra il tavolo e sopra la vita. Chissà che questo libro non possa essere evocato come lampada a petrolio o piccolo lume sopra il tavolo e sopra la vita»


    (dalla Prefazione di don Angelo Casati). Perché comprarlo?

    • Una straordinaria raccolta di preghiere e poesie tra cui David Maria Turoldo, Dieudonné Dufrasne, Adriana Zarri, Emily Dickinson, Primo Mazzolari, Didier Rimaud, Gilles Baudry…
    • Adriana Zarri definiva il poeta come un «ponte tra l’Assoluto e il tempo…».
    Un libro che farà percepire pienamente il senso di tale definizione.
    Un prezioso dono per sé e da offrire.




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    27 min
  • Fabio Grigenti "Le macchine e il pensiero"
    Fabio Grigenti
    "Le macchine e il pensiero"
    Orthotes Editrice
    https://orthotes.com


    La macchina e il pensiero non sembrano avere molto in comune. Non solo, ma un certo discorso della filosofia ha strenuamente inteso opporre il meccanico allo spirituale, considerando queste istanze come i poli di un rapporto che può sussistere solo negando la sua stessa possibilità. Sul piano della storia delle idee, questa visione ha determinato il ritrarsi della riflessione dalla domanda intorno ai modi in cui l’innovazione tecnologica, incarnata nelle macchine, abbia agito sulla genesi di apparati di pensiero, che forse proprio per questo rimangono ancora in parte inesplorati nelle loro più interne motivazioni.


    Nel presente lavoro la tendenza appena descritta inizia a invertirsi. Mettendo a tema il campo travolgente della rivoluzione macchinale che si compie in Europa tra le fine del Settecento e la metà del secolo trascorso, il libro legge pagine decisive di filosofi, tra i quali Ure, Marx, Jünger, Heidegger e Anders, proiettando su di esse il profilo dei grandi congegni – telai, torni, macchine da guerra e computer – che hanno fatto la storia recente della tecnologia.

    Fabio Grigenti (Vicenza 1964) è professore associato di Storia della Filosofia Moderna e Contemporanea presso l’Università degli Studi di Padova. Le sue ricerche si sono perlopiù concentrate sul pensiero tedesco tra Otto e Novecento con particolare attenzione al rapporto tra scienza, tecnica e filosofia. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo: Existence and Machine (Amsterdam-New York 2016); Estasi e saggezza. Sulla disciplina dell’anima tra Omero e gli Stoici (Padova 2018); Mente, cervello, intelligenza artificiale (con E. Carli, Milano 2019).





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    27 min
  • Alessandra Mauro "Le molte vite di Lee Miller"
    Alessandra Mauro
    "Le molte vite di Lee Miller"
    Antony Penrose
    Contrasto Books
    https://contrastobooks.com


    Scrivere questa biografia è stato talvolta come partecipare a un’elaboratacaccia al tesoro escogitata da Lee in uno dei suoi momenti più beffardi.
    Antony Penrose

    Le molte vite di Lee Miller è la biografia della fotografa, completa di oltre cento immagini, narrata dal figlio Antony Penrose che, con vero amore filiale, ha raccolto tutte le sue vicende, i tanti aneddoti e le molte testimonianze, per raccontare una storia unica e una donna fuori dal comune. Di lei si diceva che fosse un vero enigma, con la sua personalità prorompente, le sue difficoltà, i suoi amori. Certo, Lee Miller sfugge a ogni semplice definizione e la sua vicenda personale, il suo lavoro, le sue fotografie, perfino il suo corpo, sono elementi che, insieme, compongono l’immagine complessa e unica di una donna indipendente e un’artista di talento.
    In realtà Lee Miller (1907-1977) ha vissuto molte vite, aperto e chiuso tante porte, trascorso molte stagioni diverse. Un grande lavoro di ricerca e ricostruzione ha portato Penrose a ricostruire le varie anime di sua madre attraverso un percorso cronologico che si snoda tra le pagine: «Dopo la morte di Lee abbiamo scoperto molte scatole e bauli pieni di negativi, stampe originali e manoscritti, spesso ridotti a brandelli dalla censura». È stata una modella di successo, tra le prime a inaugurare una nuova figura di donna del Novecento, affascinante, libera e determinata; una fotografa surrealista nella Parigi degli anni Trenta; una corrispondente durante la Seconda guerra mondiale, documentando con forza e lucidità la tragedia del conflitto e gli orrori dei campi di concentramento. Ma è stata anche un’instancabile viaggiatrice, attratta sempre da nuove avventure da vivere, una grande cuoca e anche una perfetta padrona di casa, che accoglieva con sapienza amici come Picasso o Man Ray. Un personaggio sempre in grado di vivere con passione ardente e intelligenza ogni momento, ogni lavoro, ogni sfida che l’esistenza le imponeva.

    Lee Miller (1907-1977), inizia la carriera di modella a New York nel 1927 e appare sulla copertina della rivista Vogue. Si trasferisce a Parigi nel 1929, dove diventa compagna, musa e modella di Man Ray: al suo fianco imparerà il mestiere di fotografa. Lee Miller fotografa Parigi e realizza immagini oniriche, a volte astratte. Nel 1932 lascia Man Ray per tornare a New York, dove apre uno studio e lavora per le riviste di moda e le agenzie pubblicitarie. Le sue fotografie vengono esposte l’anno successivo dal gallerista Julien Levy. Nel 1934 si sposa con l’alto funzionario egiziano Aziz Eloui Bey e si trasferisce al Cairo, dove documenta la città e i suoi dintorni. Torna a Parigi nel 1937 e incontra il pittore inglese surrealista Roland Penrose, con il quale si stabilisce nel 1939 a Londra e inizia a lavorare per British Vogue. Nel 1942 è corrispondente per questa rivista nelle forze armate statunitensi: documenta l’avanzata delle truppe alleate in tutta Europa, la liberazione di Parigi e del campo di concentramento di Dachau. Lee Miller termina la sua carriera di fotografa a Londra, dove ritrae diversi artisti per illustrare le biografie scritte da Roland Penrose, diventato suo marito nel 1947.


    Antony Penrose è nato nel 1947 e vive in Inghilterra. Figlio del pittore e poeta surrealista Sir Roland Penrose e della modella e fotografa Lee Miller, è direttore del Lee Miller Archive e della Penrose Collection presso la casa di famiglia, Farleys Farm House. Ha pubblicato numerosi libri, tra cui due raccolte di fotografie di sua madre, Lee Miller’s War e Le molte vite di Lee Miller, e alcuni libri per bambini, tra cui Il bambino che morse Picasso, sull’amicizia, fatta di giochi e scherzi, che da bambino lo legò al geniale artista...
    23 min
  • Pietro Clesi "In volo su Roma" Lauro De Bosis
    Pietro Clesi
    "In volo su Roma"
    400.000 lettere da un poeta antifascista
    Lauro De Bosis
    L'Orma Editore
    https://lormaeditore.it

    «Non andremo a caccia di chimere. Andremo a portare un messaggio di libertà a un popolo schiavo di là del mare. Fuor di metafora, andiamo a Roma per diffondere in pieno cielo quelle parole di libertà che, da ormai sette anni, son proibite come delittuose; e con ragione, giacché se fossero permesse, scuoterebbero in poche ore la tirannia fascista.»










    Lauro De Bosis, poeta e aviatore, fu fondatore dell’organizzazione antifascista Alleanza nazionale per la libertà. Il 3 ottobre 1931 partì da Marsiglia con il suo aereo monomotore ribattezzato “Pegaso” per lanciare su Roma 400.000 volantini per incitare il re e la cittadinanza alla rivolta contro il regime. L’aereo sarebbe poi precipitato in mare, e i suoi resti mai ritrovati. Prima di decollare indirizzò a sua madre e al mondo una lettera illuminante e tragicamente premonitrice che intitolò Storia della mia morte, qui riprodotta insieme ad altre missive. A cent’anni esatti dalla marcia su Roma, un Pacchetto per scoprire un’ispirante figura di resistenza a ogni sopruso.







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