il posto delle parole

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  • Girolamo Lucania "Fertili Terreni Teatro"
    Girolamo Lucania
    "Fertili Terreni Teatro"
    Nudi
    https://www.fertiliterreniteatro.com/


    18 spettacoli, 61 grandi serate, 4 prime nazionali, molti eventi speciali e iniziative dedicate al pubblico: si presenta così la prima parte della stagione teatrale 2022-2023 di Fertili Terreni Teatro, in scena da ottobre ai primi di gennaio 2023.

    Una grande proposta che si svela attraverso un’immagine forte e di impatto, che segue le tracce del claim scelto per quest’anno: Nudi.

    “La nudità è uno stato del corpo, ma anche uno stato dell’anima – scrivono nel manifesto della stagione i tre direttori artistici Girolamo Lucania (Cubo Teatro), Beppe Rosso (A.M.A. Factory) e Simone Schinocca (Tedacà) - è la scelta di spogliarsi di tutti gli orpelli e corazze, per accogliere la realtà senza difese e mettersi in una posizione di ascolto, per poi rielaborarla in modo autentico ed essenziale. In questo senso “mettersi a nudo” non è una rinuncia, ma una conquista. In un mondo pieno di stimoli, veri e falsi, di vociare continuo, di sovrastrutture e incrostazioni di preconcetti, la nudità svela una possibilità di ascolto inaspettato, in grado di instaurare una comunicazione e relazione più profonda”.
    Nudi, senza maschere e corazze, può essere sì una condizione di fragilità, ma anche un inno a non conformarsi a tutti costi a un modello imposto.

    Nei tre spazi di Bellarte, OFF TOPIC e San Pietro in Vincoli Zona Teatro grande protagonista è il teatro contemporaneo, in tutte le sue possibili declinazioni e sfaccettature, con ospiti artisti e compagnie di livello nazionale e giovani compagnie del territorio.
    Un teatro che è multidisciplinare, che guarda al presente, per parlare della società e alla società, anche nelle sue contraddizioni, e che ricerca un nuovo futuro, sperimentando linguaggi e strumenti performativi, superando così il semplice concetto di drammaturgia contemporanea.
    Dopo la messa in scena a settembre, nell’anteprima del Festival delle Migrazioni di Torino, di Birds of a Kind - Materiali di Lavoro, progetto speciale biennale a cura de Il Mulino di Amleto, Fertili Terreni Teatro si prepara al taglio del nastro della nuova programmazione.


    Il sipario si apre il 21 e 22 ottobre alle 21 a Bellarte con Love Songs In The Dark, concerto al buio con i musicisti Lorenzo Montanaro al violoncello e Luigi Mariani al pianoforte: i due artisti, con disabilità visiva, presentano un progetto ardito e un po’ folle che coinvolge il pubblico. Un vero e proprio viaggio al buio, costruito su accostamenti musicali acrobatici e all’insegna della diversità di linguaggi e stili.
    Tra le proposte più attese le due grandi produzioni delle compagnie curatrici della stagione: se infatti dal 25 al 29 ottobre sul palco di San Pietro in Vincoli Zona Teatro arriva Kollaps, di A.M.A. Factory/Il Mulino di Amleto, con la regia di Marco Lorenzi e testo del drammaturgo tedesco Philipp Lohle, che racconta una metafora dolce-amara di un Occidente che continua a correre disperatamente nonostante l’avvicinarsi della catastrofe, dal 26 al 30 ottobre a OFF TOPIC debutta per la prima volta in Italia il nuovo lavoro firmato da Cubo Teatro, Il Mangiautore, di e con Alessandro Burbank, poeta e performer affermato, premiato come miglior slam poet italiano.
    A Bellarte il pubblico potrà assistere in prima nazionale a Primitivi (4-6 novembre): il testo dello statunitense Peter Sinn Nachtrieb, mai rappresentato in Italia, vede la regia di Michele Demaria e celebra la collaborazione con la compagnia romana Lumik Teatro, ospitata in residenza artistica nel teatro di via Bellardi per più settimane.
    La panoramica delle proposte di questa prima parte di stagione prosegue con La mite (11-12 novembre, San Pietro in Vincoli Zona Teatro): il racconto di Fëdor Dostoevskij viene reinterpretato attraverso un intenso e...
    9 min
  • Maria Lodovica Gullino "Harvest"
    Maria Lodovica Gullino
    "Harvest"
    La ricerca dà i suoi frutti.
    https://www.agroinnova.unito.it/it


    Lunedì 17 ottobre 2022 ore 21.00
    Teatro Carignano – Piazza Carignano 6, Torino

    Agroinnova festeggia venti anni di ricerca con

    Harvest
    La ricerca dà i suoi frutti
    spettacolo in collaborazione con Tangram Teatro Torino


    Agroinnova, il Centro di Competenza per l’Innovazione in Campo agro-ambientale dell’Università di Torino, celebra la ventennale attività con uno spettacolo dal nome simbolico, Harvest che verrà messo in scena lunedì 17 ottobre alle ore 21 a Torino al Teatro Carignano, con il supporto di UniVerso, l'osservatorio permanente sulla contemporaneità dell'Università di Torino.

    Un appuntamento per festeggiare venti anni di ricerche, progetti, convegni, attività di trasferimento tecnologico e di formazione permanente, svolti con entusiasmo e passione dalle centinaia di collaboratori che hanno fatto e fanno parte di Agroinnova.

    In questi venti anni il Centro si è occupato, nell’ambito di grandi progetti europei e nazionali, di difesa delle colture orto-floro-frutticole, di aspetti collaterali legati all’uso di mezzi chimici per la difesa delle colture, di biosicurezza, degli effetti dei cambiamenti climatici sulle malattie delle piante, di sicurezza alimentare, di valorizzazione delle risorse e di salute delle piante in un’ottica di salute circolare. Caratteristica di Agroinnova è sempre stata una visione internazionale, accompagnata da una grande attenzione a trasferire sul territorio i risultati delle proprie ricerche.

    “Questo compleanno cade in un momento quanto mai complesso. Quanto è successo e sta succedendo porta all’attenzione di tutti l’importanza dell’agricoltura e della sicurezza alimentare. La patologia vegetale, che è la disciplina portante del Centro Agroinnova, svolge un ruolo importantissimo nel garantire cibo sano, sicuro e per tutti,” commenta Maria Lodovica Gullino, Direttore di Agroinnova. “Le ricerche e le attività condotte presso Agroinnova avranno sempre più rilevanza in futuro, in un momento storico in cui l’agricoltura e la salute delle piante acquisiscono finalmente la giusta importanza. Parlare di agricoltura, infatti, significa toccare argomenti con un fortissimo impatto sociale ed economico, oltre che ambientale.”

    “In Agroinnova abbiamo sempre cercato di dare spazio a chi avesse voglia di fare e imparare, muoversi, viaggiare, conoscere realtà nuove - aggiunge Angelo Garibaldi, Presidente del Centro di Competenza. “Mai come in questo momento la salute delle piante è riconosciuta come la base della salute del nostro pianeta. I temi di ricerca affrontati da Agroinnova sono, pertanto, quanto mai attuali e capaci di attrarre investimenti. E anche per il futuro alla base di tutto ci dovranno essere molta passione e motivazione. E giovani desiderosi di mettersi in gioco.”

    "Il lavoro svolto da Agroinnova in questi venti anni è di straordinaria importanza sia per l’eccellenza della ricerca in ambito Agro-ambientale, sia per la capacità di trasferire conoscenza assolvendo pienamente alla mission dell’Ateneo di trasformare il sapere in cultura” dichiara Giulia Carluccio, Prorettrice dell’Università degli Studi di Torino. “Compito su cui fonda le proprie radici il palinsesto di UniVerso, che come osservatorio permanente sulla contemporaneità, indaga proprio i saperi che animano l’Ateneo per trasformarli in cultura e bene comune offrendo occasioni di confronto e crescita per tutti”.

    “Harvest. La ricerca dà i suoi frutti” è uno spettacolo scritto e diretto da Ivana Ferri con Celeste Gugliandolo, Bruno Maria Ferraro, prodotto da Tangram Teatro e Agroinnova, con il sostegno dell’Università degli Studi di Torino, il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di Commercio,...
    18 min
  • Alberta Riccardi "Café Ida"
    Alberta Riccardi
    "Café Ida"
    Edizioni Piemme
    https://www.edizpiemme.it/

    Ida aveva gli occhi lucidi. Tre pezzi del suo cuore se ne stavano andando via, e pure se non era l'America, questa Scozia era lontanissima. Quando li aveva messi al mondo non aveva pensato che a questo, di mondo, che spaziava tra il monte Asprano e la Valle del Liri, e conteneva un sacco di paesi. Quanto altro spazio serviva per crescere e metter su famiglia?


    Libertà! Il suono potente di quella parola, cui suo padre è così legato, riecheggia nella mente di Giovanni che non riesce ad afferrarne completamente il significato. Che bisogno possono avere loro, i Datti di Lanza, padroni in quella terra di Ciociaria in cui tutti si spaccano la schiena nei campi appartenenti ad altri, di essere liberi? È più comprensibile che sia il suo amico Nevio, penultimo dei sei figli di una famiglia contadina, a voler fuggire dal giogo di un destino già deciso, alla fatica e alla vita identica a quella dei suoi cari. E infatti Nevio parte per la Scozia per scrollarsi di dosso la povertà e costruirsi un futuro.
    Per questo Giovanni non ha paura quando scopre di doversi trasferire con i genitori proprio in Scozia. La dolorosa separazione dal nonno tanto amato è attenuata dalla certezza di rivedere l'amico. La Scozia che gli appare davanti agli occhi dopo il lungo viaggio, però, nulla ha a che fare con il paradiso di cui parlavano in paese. È una terra fredda, dura, inospitale, per un ragazzino che si ritrova improvvisamente capofamiglia, senza soldi e con un alto lignaggio che è diventato carta straccia.
    Giovanni e Nevio non potrebbero esserepiù diversi, ma entrambi, aiutati o ostacolati dalla costellazione di personaggi che incontreranno in questa nuova vita, dagli amori, dalle sfide e dalle perdite, proveranno, secondo le proprie inclinazioni e capacità, a diventare qualcuno.
    Un romanzo intenso e potente, una storia di fughe e di ritorni dove la ricerca della libertà si scontra e si intreccia con la necessi- tà di chiamare un luogo casa.



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    20 min
  • Giorgio Vitari "Il procuratore e il diavolo di Lucedio"
    Giorgio Vitari
    "Il procuratore e il diavolo di Lucedio"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/


    L’ombra alligna dietro ricche ville e scintillanti paesaggi vercellesi. Così, l’indagine sull’omicidio di un antiquario conduce Francesco Ròtari a investigare nei meandri di una causa prosaicamente famigliare, ma anche sul mistero che circonda l’inquietante spartito dipinto in una chiesa a Lucedio.


    Una nuova squadra affianca il procuratore Ròtari, da poco trasferito a Vercelli, nelle indagini sull’omicidio di Giulio Valinotto, colpito alla testa con una statuetta raffigurante il diavolo. Ròtari individua due piste che potrebbero fare luce sul caso: la prima, riguarda un contenzioso giudiziario tra la vittima e una agiata famiglia del posto per questioni di eredità, l’altra, più oscura, sembra portare a una chiesa sconsacrata intorno alla quale aleggiano sinistre leggende e in cui pare si pratichino riti satanici. Nel corso dell’investigazione, Ròtari avrà modo di interloquire con Felicia Merz un’affascinante giovane giudice, che saprà sollecitare la sua vanità con la costruzione di un arguto gioco di seduzione.

    Con un intricato meccanismo investigativo, che svela il lavoro quotidiano degli uffici della procura, l’Autore accompagna il lettore tra gli scandali famigliari locali e il mondo dell’esoterismo. Una scrittura dal ritmo serrato e incalzante che procede con continue scoperte in un crescendo di colpi di scena e cambi di prospettiva.

    … Chino sul cadavere c’era il medico legale.

    «Dottore, buon pomeriggio ‒ lo salutò il procuratore. ‒ Per fortuna è riuscito a venire».

    Il medico non rispose alla provocazione, si limitò a dire: «La morte è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per un forte colpo con un oggetto pesante. Verosimilmente quella statuetta di bronzo…». Indicò una piccola scultura posta su una mensola nei pressi del cadavere, alta circa trenta centimetri, scura, raffigurante un diavolo ghignante accovacciato su una grossa pietra. La base della statuetta, quadrata, circa cinque centimetri per lato e spessa tre dita, aveva tracce di sangue. «Forse la morte non è stata immediata – proseguì il medico ‒ ma dovuta all’emorragia endocranica che si è sviluppata successivamente. L’uomo deve aver perso conoscenza per il colpo subìto e non ha potuto chiedere soccorso. Per ora non ho notato sul corpo segni di lotta».



    Giorgio Vitari, torinese, nato nel 1948, si è laureato in giurisprudenza dopo gli studi classici al temibile liceo “Cavour” di Torino. Assistente universitario, ha poi superato l’esame di Stato per svolgere la professione di avvocato; nel 1977 ha vinto il concorso ed è entrato in magistratura. In oltre quarant’anni, sempre nel ramo penale, ne ha viste tante e tante ne ha fatte: come pretore penale e sostituto procuratore a Torino, e poi procuratore della Repubblica a Ivrea, Vercelli, Asti, infine avvocato generale presso la Procura generale di Torino. In particolare, come sostituto procuratore, dal 1983 al 1985, ha seguito, durante le indagini e successivamente nel dibattimento di primo grado, il cosiddetto “caso Zampini”, che precorse Tangentopoli. Quel “caso” ha in parte ispirato le vicende, peraltro dovute in gran parte alla sua fantasia, raccontate in questo libro.



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    23 min
  • Emilo Rigatti "La strada per Istanbul"
    Emilio Rigatti
    "La strada per Istanbul"
    Ediciclo Editore
    https://www.ediciclo.it/



    La strada per Istanbul narra l¹avventura in bici di Emilio Rigatti e dei suoi illustri amici Francesco Tullio Altan e Paolo Rumiz, pellegrini a pedali da Trieste a Istanbul attraverso i Balcani. Un percorso di oltre duemila chilometri dall¹Italia all¹antica Bisanzio, attraversando i paesi della ex Jugoslavia, la Bulgaria e, infine, la Turchia. Incontri, disavventure, paesaggi, alberi, cibi, alberghi improbabili e divertimento sono gli ingredienti di questo grande tour che, nonostante l¹età non più verde dei partecipanti, restituisce il sapore di un¹impresa da adolescenti. Un romantico diario, ma anche un¹utile guida per chi vuole ripetere l¹impresa.

    Emilio Rigatti
    insegnante ora in pensione e scrittore, ma soprattutto cicloviaggiatore, ha pubblicato diversi libri dedicati all’andamento lento in bicicletta. Tra di essi ricordiamo Minima Pedalia (2004); Dalmazia Dalmazia (2008); Se la scuola avesse le ruote (2010); Ichnusa (2017); La leggerezza del kayak. (2020).




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    28 min
  • Chiara Carminati "Immagina un posto"
    Chiara Carminati, Lucia Scuderi
    "Immagina un posto"
    Edizioni Lapis
    https://www.edizionilapis.it/

    Il primo giorno di scuola segna la fine dell’estate e l’inizio di un viaggio bellissimo, di un’avventura nuova che porta con sé attese, curiosità, qualche timore e molti interrogativi.

    Teresa stamattina si è svegliata piena di emozione e di domande. Ha preparato lo zainetto, messo i vestiti che le piacciono di più. Vorrebbe già sapere cosa accadrà e come sarà quel posto, per lei ancora sconosciuto.

    Il papà le ha promesso di accompagnarla. Inizia così questa tenera passeggiata, mano nella mano, che si trasforma in un dialogo intimo e affettuoso tra padre e figlia, attraverso la condivisione di un giorno speciale. «Raccontami com’è… Ci sei andato anche tu?»

    Nelle parole del papà, premurose e rassicuranti, la scuola è un posto in cui lasciare libero spazio alla fantasia e alla curiosità: ci sono animali da rincorrere, sinfonie da ascoltare, segreti da condividere e pianeti da esplorare… per non parlare degli amici da conoscere!

    «Sarà un’avventura breve, ma durerà a lungo», dice il papà a Teresa. «La strada per arrivarci è corta, ma ti porterà lontano». Immagina un posto in grado di accogliere tutti i perché dei bambini del mondo… un posto spazioso, sicuro e ospitale. In una parola? La scuola!


    Immagina un posto ha radici lontane: nasce per ricordare e festeggiare la fondazione del primo Asilo di Artegna, un piccolo comune del Friuli Venezia Giulia, esattamente 100 anni fa, nel 1922. Un libro prezioso, frutto dell'incontro tra gli insegnanti, i genitori, Chiara Carminati e Lucia Scuderi, pensato come un regalo per gli allievi e disponibile oggi per tutti i bambini.


    Chiara Carminati
    È autrice di poesie, racconti, romanzi, canzoni e spettacoli teatrali. Specializzata in didattica della poesia, tiene corsi di formazione e aggiornamento per insegnanti e bibliotecari, in Italia e all’estero. All’attività di scrittura affianca un intenso calendario di incontri con le classi e di laboratori di poesia. Nel 2012 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior autrice. Nel 2016 ha vinto il Premio Strega Ragazzi e Ragazze con il romanzo Fuori Fuoco (Bompiani). È stata candidata da Ibby per l’Italia al H.C. Andersen International Award nel 2016 e nel 2018, con A fior di pelle (Lapis) ha vinto il Premio Nati per Leggere 2019 e con Occhio ladro (Lapis) ha vinto il Premio Andersen 2021 - Miglior libro fatto ad arte. I suoi libri sono pubblicati da Einaudi Ragazzi, Rizzoli, Mondadori, Bompiani e tanti altri.

    Lucia Scuderi
    Illustratrice, pittrice e autrice, vive ai piedi dell'Etna. Ha ideato e progettato numerosi libri per bambini, pubblicando con le più importanti case editrici italiane. Alcuni dei suoi titoli sono stati pubblicati anche all’estero, in Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Spagna, Corea, USA e Cina. Le sue illustrazioni sono state selezionate per importanti mostre collettive e rassegne, italiane e internazionali. Nel 2013 ha vinto il Premio Andersen come miglior illustratrice.




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    13 min
  • Alex Miozzi "Due vendette una bomba e un professore"
    Alex Miozzi, Maddalena Molteni
    "Due vendette una bomba e un professore"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    Un originale ritmo da graphic novel scandisce, in questo romanzo a quattro mani, le avventure di Maria e Achille, due squinternati antieroi in azione fra le vie di una Milano riconoscibilissima, ma ritratta come Miami o Tokyo. Seguendo i percorsi delle loro nevrosi, i due si infileranno in un caso pericoloso che risolveranno loro malgrado esprimendo il molto di buono che c’è in loro.

    Come nel più classico dei gialli lo scenario è quello di una metropoli dove ricchi aristocratici immorali, professionisti arroganti e intellettuali presuntuosi, avidi di soldi e di successo, ricorrono alla malavita per realizzare i loro fini. Ma la classicità finisce qui: Achille e Maria, che si sono conosciuti e si detestano da lontano, ai margini del mondo della comunicazione si arrangiano come possono. Il caso li accomuna in un progetto dando la stura a disistima e rancori. Un nevrotico desiderio di vendetta li spingerà su strade inaspettate dove non troppo consapevolmente trasformeranno le loro fragilità in eroismo, risolvendo una situazione che vede alta società e delinquenti alleati contro di loro. I capitoli, scritti in alternanza dai due Autori, con una verve sarcastica e uno stile che molto deve al fumetto e al cabaret, costruiscono due trame distinte che si intrecciano con efficacia portando il lettore, in ansia per la sorte dei protagonisti, d’un fiato fino all’epilogo.

    … Comunque, io mi chiamo Maria. Lo so che presentarsi fa un po’ Alcolisti anonimi, ma ogni tanto ho bisogno di riaffermare la mia identità. Fare il punto della situazione. Verificare di esserci ancora. Io vengo dalla Brianza Feroce, ma da un (bel) po’ di anni vivo qua a Milano, in una topaia piena di spifferi nei pressi del Naviglio Pavese.



    Alex Miozzi, vive e lavora a Milano. Come giornalista collabora con Linkiesta, ed è disegnatore di fumetti e illustrazioni, scrittore, insegnante di materie scientifiche alle scuole superiori, autore e disegnatore di cartoni animati. Con Neos edizioni ha pubblicato Jazz Tales. Racconti in Jazz (2016), e sette racconti inseriti nelle collane antologiche Natale a Milano, Tutto Sotto e Spirito d’estate; insieme a Gian Luca Margheriti, è curatore dell’antologia Diciotto monumenti per Milano (2022).

    Maddalena Molteni è una visual designer, blogger, madre, moglie e brianzola verace trapiantata a Milano e lavora nel mondo della grafica. Ha fondato la pagina Facebook umoristica Maddalena Molteni – Ricette di resistenza urbana, e ha pubblicato il libro umoristico Sopravvivere alla maternità. Ha pubblicato per Neos Edizioni otto racconti in altrettante antologie delle collane Scrivere Donna, Natale a Milano e Spirito d’estate.



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    21 min
  • Beppe Rosso "Un giorno di fuoco" Beppe Fenoglio
    Beppe Rosso
    "Un giorno di fuoco"
    di Beppe Fenoglio


    Martedì 18 ottobre 2022 alle ore 21
    al Teatro Sociale di Alba, Cuneo

    debutta lo spettacolo
    realizzato in occasione del centenario di Beppe Fenoglio


    con Beppe Rosso
    regia Gabriele Vacis - scene e luci Lucio Diana

    Realizzato da AMA Factory
    in coproduzione con Produzioni Fuorivia
    con il sostegno e in collaborazione con Centro Studi Beppe Fenoglio

    Ingresso gratuito su prenotazione
    https://www.beppefenoglio22.it/evento/un-giorno-di-fuoco-2/

    “Una tragedia famigliare trasformata in una battaglia all’ultimo sangue con le forze dell’ordine. Un potentissimo testo epico di Fenoglio divenuto cronaca umana e dramma collettivo.”

    Martedì 18 ottobre 2022, alle ore 21, al Teatro Sociale di Alba (Piazza Vittorio Veneto, 3), debutta lo spettacolo “Un Giorno di Fuoco” di Beppe Fenoglio. In scena Beppe Rosso, la regia è di Gabriele Vacis, scene e luci di Lucio Diana, sound designer Massimiliano Bressan, tecnici di compagnia Adriano Antonucci e Marco Ferrero.
    Lo spettacolo, in occasione del Centenario Fenogliano, è realizzato da A.M.A Factory, in coproduzione con Produzioni Fuorivia, con il sostegno e in collaborazione con Centro Studi Beppe Fenoglio.
    A.M.A. Factory è un impresa culturale innovativa che nasce dalla visione di A.C.T.I. Teatri Indipendenti e Il Mulino di Amleto, due affermate realtà di teatro contemporaneo che uniscono le forze organizzative e progettuali per sostenere la ricerca valorizzando la ricchezza artistica e la creatività. La nuova impresa ha sede a San Pietro in Vincoli a Torino, e la sua direzione artistica è affidata a Beppe Rosso e Barbara Mazzi & Marco Lorenzi.

    Ingresso gratuito su prenotazione:
    https://www.beppefenoglio22.it/evento/un-giorno-di-fuoco-2/

    “Un Giorno di Fuoco”, principale brano dei “Racconti del Parentado”, potrebbe apparire come il titolo di un film di Sergio Leone e la sensazione non è del tutto sbagliata: un uomo prende il fucile e spara, uccide metà della sua famiglia e si asserraglia dentro casa in una battaglia all’ultimo sangue con le forze dell’ordine.
    La vicenda è la cronaca di un fatto di sangue realmente accaduto nel’33. Fatti che succedono anche oggi, riempiono le colonne della cronaca nera per alcune settimane poi scompaiono, e in quelle settimane la cronaca tende a suscitare scalpore, paura, stupore, quasi mai a comprendere.
    Quella di Fenoglio è invece un esempio di cronaca umanissima che ci fa capire e “vedere”. Una follia omicida che Fenoglio gradatamente trasforma attraverso i colori dell’epica popolare e restituisce come dramma collettivo di una comunità.
    Una narrazione epica, quindi, con un impianto narrativo geniale in cui tutto concorre al racconto: dalle nuvole, alle fucilate lontane, ai personaggi del paese che ci conducono attraverso il dramma non senza crudeltà e ironia, e la personale vendetta dell’assassino si trasforma in mitica risposta ad un presente soffocante.
    Il linguaggio di Fenoglio simile ad un distillato, fa si che Un giorno di fuoco sia sceneggiatura, sia testo teatrale, e, come qualcuno ha detto, un “cantare” storico, un “cantare epico”. Perfetto per una narrazione teatrale, dove, in questo caso, la regia e l’interpretazione lavorano al racconto, reso integralmente, come ad un grande spartito, scendendo nella vocalità delle parole e ampliando la partitura sonora delle situazioni, dove personaggi, motori dell’azione, si concretizzano in contrappunto con le musiche.




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    13 min
  • Daniela Trunfio "15 Ottobre. Giornata contro l'afasia"
    Daniela Trunfio
    "15 Ottobre. Giornata contro l'afasia"
    Torino
    Fondazione Carlo Molo Onlus


    Come ogni anno la Fondazione Carlo Molo onlus, assieme ai partner istituzionali, promuove la Giornata Nazionale dell’Afasia giunta alla sua XV edizione.
    Alcune azioni sono partite dai primi di ottobre. Si rinnova la collaborazione con GTT e il nuovo spot “L’Afasia ti lascia senza parole” è diffuso sino al 15 ottobre sui monitor delle linee di superficie e su quelle della Metropolitana.
    Torna, dopo il periodo COVID, la proiezione dello stesso spot nei maggior cinema torinesi: Ambrosio, Romano, Nazionale, Eliseo, Greenwhich, Empire, Lux (e circuito MoviePlanet), Centrale, Due Giardini, F.lli Marx e CineTeatro Baretti. Grazie al circuito MoviePlanet lo spot verrà lanciato sul territorio ragionale con uscite anche in alcune province lombarde. Il CineTeatro Baretti si è aggiunto al circuito.
    Il clou degli eventi, grazie alla collaborazione con i Musei Reali di Torino, si svolge anche quest’anno a Palazzo Reale. Sabato 15 ottobre sono previsti due appuntamenti: alle ore 15 (Sala Conferenze Museo d’Antichità – Corso Regina Margherita 105) un incontro dal titolo Musica e Cervello svilupperà il tema facendo riferimento alle attività di musicoterapia e danzaterapia organizzate da AITA ormai da alcuni anni. A seguire alle ore 16.00 ai Giardini Reali (tempo permettendo, altrimenti si continua in Sala Conferenze) – ingresso da Piazza Castello, performance del Coro “La voce dell’Afasia. Quest’anno è prevista la presenza anche del coro di Biella. Le attività sono a ingresso gratuito. Dalla mattina sarà possibile contribuire alle attività di AITA con l’acquisto di una piantina di erica (simbolo dell’Afasia)
    Infine prosegue la galoppata italiana di “Luci per l’Afasia. I monumenti simbolo di alcune città si illuminano di rosso (colore dell’afasia). Oltre Torino con la Mole Antonelliana le città sono: Livorno (2 sedi), Firenze, Perugia, Aosta, Genova, Terni, Torino, e le new entry di Volterra, Bologna Ascoli Piceno, Candelo (Biella).




    ➡️ Ore 15.00 “Musica e cervello”
    Musei Reali, Sala Conferenze del Museo di Antichità - Corso Regina Margherita, 105 - Ingresso libero
    Conversazione con Maurizio Scarpa (Associazione Musica e Cura)
    Angelica Trovarelli (logopedista)
    Elena Maria Olivero (danzaterapeuta clinica e operatrice culturale - progetto Vie d’Uscita – Fondazione Carlo Molo e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
    ➡️ Ore 16.00 “La Voce dell’Afasia”
    Giardini dei Musei Reali – Piazzetta Reale 1
    Ingresso libero
    L’Associazione Musica e Cura ha attivato nel 2019 un progetto di riabilitazione e canto corale per persone afasiche. Organizza concerti pubblici con la partecipazione di cantanti solisti e musicisti professionisti offrendo momenti di sensibilizzazione.
    Inoltre, al gazebo ai Giardini Reali da fine mattinata (ore 11) sarà possibile fare una donazione acquistando una piantina di erica.
    L’erica è il simbolo della tenacia e della resilienza delle persone afasiche.
    Un’erica per sostenere le attività delle Fondazione Carlo Molo onlus con l’acquisto di una piantina, simbolo per la sua tenacia delle persone afasiche.



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    10 min
  • Ben Pastor "La sinagoga degli zingari"
    Ben Pastor
    "La sinagoga degli zingari"
    Sellerio Editore
    https://sellerio.it/it/

    Traduzione dall'inglese di Luigi Sanvito
    Titolo originale: The Gypsy Synagogue
    Un nuovo capitolo della saga di Martin Bora, l’enigmatico investigatore della Germania nazista. Una drammatica indagine criminale tra il fronte del Don, Stalingrado e Praga, durante l’assedio che ha messo in ginocchio la macchina bellica di Hitler.

    Agosto 1942-marzo 1943. Martin von Bora, uomo tormentato e diviso, ufficiale tedesco dominato da un senso dell’onore che lo imprigiona, è sul fronte di Stalingrado. Riceve l’ordine dal comandante supremo, generale Paulus, di indagare, in quanto agente esperto del controspionaggio, sulla scomparsa nella steppa (incidente, assassinio?) dei coniugi romeni Nicolae Tincu e Bianca Costin, venuti in visita privata al quartier generale delle forze tedesche. L’ordine è strano sotto tutti i punti di vista, in un momento come quello; e i sospetti si infittiscono presto, quando scopre che i due romeni sono tutt’altro che ospiti banali, ma importanti scienziati che hanno collaborato con Enrico Fermi ed Ettore Majorana. L’indagine si trascina per mesi, nel caos infernale dell’assedio. Bora trova l’aiuto, e forse la vicinanza umana, di un maggiore italiano, Amerigo Galvani, con il quale intravede nel delitto una complicata catena che lega e confonde guerra, interessi privati, spionaggio di alleati e di nemici. Ma tutto affoga in un teatro di ferocia che a Martin appare ogni giorno che passa più catastrofico e rivelatore. E lascia in lui, molto più che una delusione, un senso di nulla.
    Le tante avventure del detective dell’Abwehr Martin von Bora, un aristocratico spirito d’artista chiuso dentro la divisa della Wehrmacht, un uomo giusto costretto da un perverso giuramento di fedeltà, corrono dalla Guerra di Spagna alla fine della Resistenza, e spaziano dall’Aragona all’Unione Sovietica. Romanzo dopo romanzo, vanno narrando, in chiave poliziesca, con un’esattezza che conosce gli umori dei comandanti così come le smorfie dei cecchini, la Seconda guerra mondiale, vissuta da un altro, estremamente solitario, punto di vista. Gialli con all’interno un lacerante quesito storico-morale.


    Ben Pastor, nata a Roma, docente di scienze sociali nelle università americane, ha scritto narrativa di generi diversi con particolare impegno nel poliziesco storico. Della serie di Martin Bora Sellerio ha già pubblicato Il Signore delle cento ossa (2011), Lumen (2012, 2022), Il cielo di stagno (2013), Luna bugiarda (2013), La strada per Itaca (2014), Kaputt Mundi (2015), I piccoli fuochi (2016), Il morto in piazza (2017), La notte delle stelle cadenti (2018), La sinagoga degli zingari (2021) e La Venere di Salò (2022).





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