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  • Andrea Marin "Pianeta Terra Festival"
    Andrea Marin
    "Pianeta Terra Festival"
    https://www.pianetaterrafestival.it/



    “Per affrontare la sfida ambientale, la più importante della nostra epoca, è necessario l’impegno di tutti sul piano, prima di tutto, culturale, di visione. È necessaria una rivoluzione economica, politica, sociale, culturale e industriale per perseguire l’obiettivo di un ambiente sano e di una società equa.”
    Stefano Mancuso

    Pianeta Terra Festival è un evento rivolto a tutti coloro che vorranno esplorare questa nostra straordinaria casa comune e riflettere sui modi per preservarla e abitarla in modo sostenibile. È una manifestazione multidisciplinare: si parlerà di ecosistemi, di clima, di nuovi modelli economici, di energia, di agricoltura, di alimentazione, di sviluppo urbano, ma anche di nuove visioni politiche, sociali, filosofiche, antropologiche, artistiche. Una rivoluzione per la sostenibilità è il titolo di questa prima edizione del Festival.

    PIaneta Terra Festival è ideato e progettato da Editori Laterza e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il direttore scientifico è Stefano Mancuso.

    Andrea Marin
    È professore associato di Informatica presso l’Università Ca’ Foscari Venezia. Le sue attività di ricerca riguardano la modellazione e lo studio dei sistemi informatici e di telecomunicazione in particolare per quanto riguarda il loro consumo energetico. Negli ultimi anni si è occupato della tecnologia “blockchain” che sta alla base del funzionamento delle criptovalute.




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    27 min
  • Stefano Manera "Questo nostro immenso amore"
    Stefano Manera
    "Questo nostro immenso amore"
    Il mio viaggio nella compassione e nella cura
    Gabrielli Editori
    https://www.gabriellieditori.it/

    Prefazione di Claudio Torrero (Ven. Dharmaphala) monaco buddhista e Roberto Maria Sassone






    “Ho visto che la sofferenza non è altrove da noi, ne ho visto l’inizio, ho capito che possiamo restare con lei e che possiamo comprenderne la fine.”
    “Ho capito che la via, affatto semplice, sta nel riscoprire di poter decidere di amare, che degna è la vita di colui che è sveglio perché nel mondo c’è tutto, bisogna solo scegliere dove volgere lo sguardo.”
    Stefano Manera


    Il viaggio del dott. Stefano Manera nella compassione e nella cura può suscitare nel lettore una sorta di dipendenza: perché sarà difficile evitare il bisogno di tornare più volte sulle pagine di questo libro terapeutico e così pieno di vita. La vita di un uomo e di un medico che ha scelto di porsi dalla parte di chi soffre, con un atteggiamento coraggioso di presenza, ascolto e accoglienza. Ma che ha compreso sulla propria pelle che la cura degli altri parte prima dalla cura di sé: a piene mani Manera fa dono del suo percorso esistenziale, condividendo ricerche e intuizioni in ambito interreligioso e spirituale che si fondono con il suo vissuto, intenso ed emozionante.

    L’autore parla di sé e di cosa ha imparato in particolare dalle esperienze vissute con la morte, tante volte incontrata come medico anestesista, e che lo hanno motivato a diventare accompagnatore spirituale nel fine vita e nella malattia, arte che ha esercitato in contesti molto severi, legati anche alla pandemia da Covid-19. Consapevole che stiamo vivendo tempi “ultimi”, alla disperata ricerca di un senso a tutto quello che sta accadendo, Stefano Manera “con tenerezza e amore” ci dice che “la morte fa parte della vita e che altro non è che un ritorno, una ri­-congiunzione col Mistero”. E che “possiamo lasciarci bagnare, attraversare e inzuppare dal­la vita, possiamo fluire con essa, possiamo lasciare andare, perdonare. Noi ne gioveremo e, con noi, anche i nostri figli che saranno nutriti da questo nostro immenso amore. Perché amare ci fa vivere bene. Perché l’amore è tutto ciò che conta”.


    Stefano Manera, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano, specializzato in Anestesia e Rianimazione. Ha lavorato per quasi 20 anni in ospedale come rianimatore e medico di emergenza-urgenza (118). Si è specializzato in Medicina – Nutrizione Funzionale e Omeopatia. È professore a contratto presso l’Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma ed è docente di corsi di medicina funzionale e nutrizione. Ha partecipato a varie missioni in Africa come medico volontario. Diplomato in osteopatia, si è perfezionato in osteopatia cranio-sacrale e biodinamica. Interessato da sempre al tema del fine vita, è diventato accompagnatore spirituale nella malattia e nel fine vita (Master TuttoèVita, Prato); pratica da molti anni meditazione Vipassana ed è istruttore di mindfulness. Frequenta attualmente la scuola di psicoterapia biotransenergetica (BTE).
    Ha scritto i seguenti libri: Cervello Intestino. Un legame indissolubile, Macro Edizioni, 2021; Covid-19. La sfida dell’immunità individuale, Autori Vari, Cemon Edizioni, 2020; Morire durante la pandemia. Nuove “normalità” e antiche incertezze, Autori Vari, Messaggero Ed., 2020.
    www.stefanomanera.it



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    23 min
  • Alfonso Musci "Dalla catastrofe alla speranza"
    Alfonso Musci
    "Dalla catastrofe alla speranza"
    Un alfabeto politico della vita offesa
    Antonio Mandese Editore
    https://www.mandese.it/wp/


    Nel costruire un alfabeto della contemporaneità l’autore si concentra sul legame nascosto tra
    catastrofe, vita offesa e speranza. Per farlo ricorre a pagine di diario, appunti e note
    filologiche, raccolte in 136 esercizi di pensiero storico-critico. L’attitudine alla critica, alla
    meditazione e alla complessità introduce un uniforme grado di distanza dall’attualità e dalla
    cronaca, ma al contempo dà voce alla quotidianità del vivere e del pensare, premessa
    necessaria per ogni progetto di ‘filosofia civile’. Il libro si propone come manifesto politico
    generazionale, non per una parte, ma per l’intero, appello per una cultura sperimentale che
    sappia intendere il progresso politico come ampliamento del diritto di ciascuno alla propria
    ricerca linguistica ed etica.


    Alfonso Musci (Taranto 1981) ha studiato filosofia a Pisa. È stato borsista presso l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento (Firenze), l’Istituto Italiano per gli Studi Storici (Napoli) e la Scuola Superiore di Studi Storici (San Marino). È redattore del «Giornale Critico della Filosofia Italiana». Ha curato la raccolta di scritti di Renato Serra e Benedetto Croce, Polemica sulla storia (2012), l’edizione critica di Etica e politica. Aggiuntovi il Contributo alla critica di me stesso (2015) e gli atti del convegno Filosofia civile e crisi della ragione. Croce filosofo europeo (2016).



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    22 min
  • Emanuela Evangelista "Pianeta Terra Festival"
    Emanuela Evangelista
    "Pianeta Terra Festival"
    https://www.pianetaterrafestival.it/



    “Per affrontare la sfida ambientale, la più importante della nostra epoca, è necessario l’impegno di tutti sul piano, prima di tutto, culturale, di visione. È necessaria una rivoluzione economica, politica, sociale, culturale e industriale per perseguire l’obiettivo di un ambiente sano e di una società equa.”
    Stefano Mancuso

    Pianeta Terra Festival è un evento rivolto a tutti coloro che vorranno esplorare questa nostra straordinaria casa comune e riflettere sui modi per preservarla e abitarla in modo sostenibile. È una manifestazione multidisciplinare: si parlerà di ecosistemi, di clima, di nuovi modelli economici, di energia, di agricoltura, di alimentazione, di sviluppo urbano, ma anche di nuove visioni politiche, sociali, filosofiche, antropologiche, artistiche. Una rivoluzione per la sostenibilità è il titolo di questa prima edizione del Festival.

    PIaneta Terra Festival è ideato e progettato da Editori Laterza e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il direttore scientifico è Stefano Mancuso.


    sabato 8 ottobre, ore 12:15 - Pianeta Terra Festival, Lucca
    "Vivere nel cuore dell'Amazzonia"
    con Emanuela Evangelista e Rosa Polacco
    La foresta amazzonica regola il clima dell’intero Pianeta. Custodisce acqua, stocca CO2, ospita uno straordinario caleidoscopio di specie. Dalla sua esistenza dipende letteralmente la nostra vita. Emanuela Evangelista, biologa e attivista, che vive da oltre dieci anni in un villaggio nel cuore della foresta amazzonica, sulle rive del fiume Jauaperi, ce ne racconta la tragedia del disboscamento e degli effetti del cambiamento climatico. Ma anche l’indicibile bellezza della foresta e dei suoi abitanti.



    Emanuela Evangelista
    Presidente di Amazônia Onlus, organizzazione che sostiene i nativi dell’Amazzonia nella lotta contro la deforestazione e per la conservazione della foresta tropicale e della sua biodiversità. Biologa della conservazione e attivista ambientale, è Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e membro della Species Survival Commission della IUCN. Impegnata da più di 20 anni nella tutela della foresta, della biodiversità e delle popolazioni tradizionali, vive in un piccolo villaggio nel cuore dell’Amazzonia.
    Il suo lavoro e i risultati delle sue ricerche hanno contribuito alla protezione di 600.000 ettari di foresta intatta, un’estensione pari a due terzi della Corsica.




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    14 min
  • Andrea Fazioli "Le strade oscure"
    Andrea Fazioli
    "Le strade oscure"
    Una nuova indagine di Elia Contini
    Guanda Editore
    https://www.guanda.it/




    Ogni giorno all’alba uomini e donne passano il confine tra Italia e Svizzera per andare al lavoro. Si chiamano frontalieri e sono decine di migliaia. Ernesto Magni è uno di loro. La sua sembra essere una vita come tante, finché tra un brusco licenziamento e una separazione mai accettata non prende una brutta piega. Nella vicenda viene coinvolto Elia Contini, un piccolo investigatore privato che vive sulle montagne ticinesi e che, quando non lavora, osserva il mondo con ironia e disincanto. Con tutte le sue scelte esistenziali irrisolte, Contini finisce per trovarsi in una terra d’ombra che dal mondo dei frontalieri si estende a quello degli imprenditori in mezzo a corruzione, violenza, caos. Un noir che scava nella psicologia di protagonisti e comprimari inseguendo una storia di molestie sessuali, soprusi economici, antiche ruggini, ma anche slanci d’amore, tenerezza, intimità. Dove si può guardare ciò che accade con gli occhi degli animali immaginari che popolano queste pagine, forme mutevoli, specchi di sogni oscuri o fantastici, da cui fuggire o nei quali al contrario rifugiarsi, con la capacità di sperare nonostante tutto.


    Andrea Fazioli, nato nel 1978, vive a Bellinzona, nella Svizzera italiana. Guanda ha pubblicato L’uomo senza casa (2008, Premio Stresa di Narrativa, Premio Selezione Comisso), Come rapinare una banca svizzera (2009), La sparizione (2010, Premio Fenice Europa), Uno splendido inganno (2013), Il giudice e la rondine (2014), L’arte del fallimento (2016, Premio Fenice Europa), Gli svizzeri muoiono felici (2018) e Il commissario e la badante (2020). I suoi libri sono tradotti in varie lingue. Gestisce il blog andreafazioli.ch/blog




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    20 min
  • Gaja Cenciarelli "Domani interrogo"
    Gaja Cenciarelli
    "Domani interrogo"
    Marsilio Editori
    https://www.marsilioeditori.it/


    La periferia romana dove sorge la scuola che è al centro di questo romanzo è la Rebibbia raccontata da Zerocalcare. Nel liceo si parla romano, e le aule sono abitate da strani esseri viventi: alcuni disegnati sui muri, alcuni umani ma dalle cui bocche escono suoni incomprensibili alla professoressa, che non ha mai pensato di avere la vocazione all’insegnamento e invece ce l’ha, solo che non è una vocazione, è un mestiere. La professoressa, infatti, non ama la vocazione, ama l’inglese. La professoressa è un’intellettuale. La professoressa ha studiato in Italia e all’estero. La professoressa cammina, cammina, cammina perché Roma è grande e perché camminando pensa. Gli studenti e le studentesse, invece, non camminano, vanno in motorino o in macchina, e non studiano. Gli studenti e le studentesse – e tutti lo siamo stati – sanno valutare, pesare le persone che siedono dietro la cattedra e, nonostante non abbiano voglia di aprire i libri, sentono, piano piano, il desiderio di capire la professoressa, e di esserne capiti. Danilo Dolci ha scritto che si cresce solo se sognati, e l’autrice di questo romanzo chiosa che si può crescere anche se sei l’incubo di qualcuno. Tra i professori di Frank McCourt e Domenico Starnone, passando per gli studenti in piedi sul banco nell’Attimo fuggente, sta la professoressa di Gaja Cenciarelli, convinta sì che la cultura sia qualcosa di quotidiano, convinta sì che certe parole dialettali o certe squadre di calcio, certe sigarette fumate insieme agli studenti prima che la lezione cominci facciano parte del lavoro di chi insegna e di quello di chi impara, ma disillusa che l’istruzione possa – come si sente dire spesso – salvare il mondo. Ciò nonostante, in questo romanzo di Shakespeare e spaccio, la professoressa il mondo lo salva. Perché il mondo è le persone che incontriamo. Specialmente a scuola.


    Premio Lattes Grinzane 2022
    https://fondazionebottarilattes.it/premio-lattes-grinzane/"Sotto la falce" di Jesmyn Ward, NNEditore, traduzione di Gaja Cenciarelli
    https://www.nneditore.it/
    Jesmyn Ward vive in Mississippi, do­ve insegna scrittura creativa alla Tulane University, ed è oggi considerata una delle maggiori scrittrici americane con­temporanee. Con Salvare le ossa (NNE 2018) e Canta, spirito, canta (NNE 2019) ha vinto due volte il National Book Award, prima donna dopo scrittori co­me William Faulkner, John Cheever, Philip Roth. NNE ha pubblicato anche La linea del sangue, che completa la Trilogia di Bois Sauvage, Naviga le tue stelle, poeticamente illustrato da Gina Triplett, e il memoir Sotto la falce.

    Dal 2000 al 2004, tra DeLisle e altre cittadine del delta del Mississippi, Jesmyn Ward ha visto morire cinque persone care, cinque amici tra cui suo fratello Joshua: morti per over­dose, per incidenti connessi all’alcol, per omicidio o suicidio. Nel tentativo di combattere il dolore e dare un sen­so all’accaduto, Jesmyn Ward decide di raccontare la loro storia, segnata dall’amore profondo della comunità ma avvelenata dal razzismo endemi­co e soffocante di quelle terre, dalla mancanza di un’istruzione adeguata e dalla disoccupazione, dalla povertà che alimenta una sfortuna implacabile. Le vite dei cinque amici si legano a quella dell’autrice, che torna indietro nel tem­po in cerca delle origini della famiglia e della gente di DeLisle. La verità che porta alla luce è feroce: in Mississippi il destino degli uomini è determinato dall’identità, dal colore della pelle, dal­la classe sociale, senza possibilità di riscatto.




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    19 min
  • Stefano Liberti "Pianeta Terra Festival"
    Stefano Liberti
    "Pianeta Terra Festival"
    https://www.pianetaterrafestival.it/


    “Per affrontare la sfida ambientale, la più importante della nostra epoca, è necessario l’impegno di tutti sul piano, prima di tutto, culturale, di visione. È necessaria una rivoluzione economica, politica, sociale, culturale e industriale per perseguire l’obiettivo di un ambiente sano e di una società equa.”
    Stefano Mancuso


    Pianeta Terra Festival, Lucca
    Venerdì 7 Ottobre 2022, ore 17:00
    "La nostra sovranità alimentare è a rischio: cosa fare?"
    con Stefano Liberti e Carlo Petrini
    La siccità che colpisce il Nord Italia è solo una delle manifestazioni più evidenti di quanto il nostro Paese sia oggi uno degli avamposti del surriscaldamento globale. Tra aumento degli eventi atmosferici estremi, specie aliene che invadono i campi, crescente scarsità idrica, l’agricoltura del nostro Paese è in sofferenza e la nostra sovranità alimentare è a rischio. Ecco perché, oltre all’impegno dei produttori che cercano di adeguarsi e mettere in campo strategie di adattamento, è necessario un ripensamento di tutto il modello produttivo.


    Stefano Liberti
    "Terra bruciata"
    Rizzoii Editore
    https://www.rizzolilibri.it/
    Non c’è dubbio: il 2020 verrà ricordato per la pandemia di Sars-CoV-2. Eppure non è stata l’unica emergenza che abbiamo dovuto affrontare. Bastano pochi dati per rendersene conto: l’aprile del 2020 è stato il più caldo d’Europa da quando si effettuano registrazioni, ed è seguito a un inverno che ha fatto segnare 3,4 gradi in più rispetto alla media del trentennio 1981-2010. Come ci fa notare l’autore in queste pagine, la crisi sanitaria e quella ambientale sono legate: entrambe sono globali, entrambe sono causate dal nostro modello di sviluppo – fatto di deforestazione e urbanizzazione incontrollate, senza nessun rispetto per l’equilibrio degli ecosistemi – ed entrambe hanno investito il nostro Paese con particolare violenza. Già, perché morfologia del territorio e posizione geografica piazzano l’Italia in prima linea sul fronte dei cambiamenti climatici.Il libro che avete in mano vi condurrà in un viaggio attraverso l’Italia per capire cosa succede al nostro clima: i ghiacciai che si ritirano, le coste erose dall’innalzamento del mare, le città sempre più arroventate. Venezia minacciata dall’acqua alta e la Sicilia in via di desertificazione. Ma l’allarme non riguarda solo il paesaggio: coinvolge l’agricoltura, il turismo, la sicurezza delle nostre case e la disponibilità di energia idroelettrica. Colpisce, insomma, la vita quotidiana di ciascuno di noi. Il punto non è più quale pianeta lasceremo ai nostri nipoti, bensì in che condizioni versa, oggi, il Paese in cui viviamo.Con passione e competenza, unendo l’inconfutabilità dei dati scientifici alla potenza del reportage in presa diretta, Stefano Liberti ci porta alla scoperta di un’Italia in cui convivono realtà opposte: esempi già all’avanguardia nella tutela dell’ambiente e una politica nazionale inadeguata e immobilista. E ci ricorda che è arrivato il momento di passare all’azione, promuovendo una presa di coscienza collettiva e stimolando un dibattito franco, costruttivo e non ideologico, su una questione che non può più essere rimandata.


    Stefano Liberti, giornalista e film-maker, pubblica da anni reportage di politica internazionale su testate italiane e straniere. Come regista, ha diretto vari documentari, tra cui il pluripremiato Soyalism (2018), con Enrico Parenti. Nel 2009 ha vinto il Premio Indro Montanelli con il libro A sud di Lampedusa (2008). Land Grabbing (2011) è stato tradotto in dieci Paesi. Nel 2016 ha pubblicato I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta, e nel 2019 l’inchiesta Il grande carrello,...
    20 min
  • Maria Grazia Agricola "Bio-Grafia. Una comunità e il suo teatro"
    Maria Grazia Agricola
    "Bio-Grafia Una comunità e il suo teatro"Un grande progetto internazionale animerà l’autunno di Barriera di Milano e il suo Teatro Marchesa. 3 mesi di stage, spettacoli ed eventi: un ambizioso percorso teatrale per operatori/trici, cittadini/e, scuole in cui contenuti di vita si trasformano in drammaturgia.
    BIO-GRAFIA. Una comunità e il suo teatro è il nuovo progetto di Associazione Choròs, vincitore del bando "Attività di spettacolo dal vivo nelle periferie" della Città di Torino, e riunisce un partner internazionale come lo storico Théâtre du Soleil di Parigi e associazioni radicate sul territorio. Obiettivo, arrivare alla presentazione di un calendario di spettacoli ed eventi teatrali a Teatro Marchesa (Corso Vercelli, 141) esito del lavoro comune di artisti/e, attori/trici, operatori/trici ed abitanti che parteciperanno al progetto.
    Sarà la BIO-GRAFIA di un territorio, una sua nuova narrazione, visionaria e lontana dagli stereotipi.
    Il 14 ottobre si apre con la versione definitiva dello spettacolo Le Sorelle che rappresenta in modo chiaro la metodologia di lavoro sulla biografia teatrale che Associazione Choròs conduce da anni (repliche fino al 16 ottobre). Una co-produzione fra Università Paris 8, Associazione ARTA e Théâtre du Soleil di Parigi, con cui L'Associazione Choròs ha ricevuto nel 2021 il riconoscimento di “Progetto Speciale” dal MiC Ministero della Cultura - Direzione Generale dello Spettacolo. Un lungo viaggio in una periferia dell'esistenza, sospesa tra sogno, speranza, momenti di felicità e disillusioni, in cui la scrittura degli interpreti diventa drammaturgia e si intreccia con le parole di Čechov. Uno spettacolo in cui il passaggio continuo tra italiano e francese rende ancora più intenso ed incalzante il ritmo della scrittura scenica, risuonando nei racconti e nelle immagini degli/lle attori/trici in scena. A questo link, si può scaricare un estratto dello spettacolo “Le sorelle”:
    https://we.tl/t-Z3eg4Sw85l
    Dal 25 ottobre al 3 novembre Maria Grazia Agricola e Duccio Bellugi Vannuccini, storico attore del Théâtre du Soleil di Parigi, condurranno un laboratorio aperto a operatori/trici e cittadinanza con la metodologia delle maschere balinesi applicate alla biografia teatrale. I partecipanti saranno individuati attraverso una call pubblica e il laboratorio sarà propedeutico alla creazione del grande evento corale finale in programma a metà dicembre.
    Due le giornate di performance aperte al pubblico: il 29 e 30 ottobre 2022.

    foto: Gaetano Toldonato


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    13 min
  • Giovanni Frangi, una conversazione d'arte
    Giovanni Frangi
    Una conversazione d'arte



    Giovanni Frangi, autoritratto di un artista che crede nella pittura
    La Repubblica, 4 febbraio 2022
    di Massimo Recalcati

    Il nostro tempo è stato definito dal grande critico francese Jean Clair come il tempo della «morte clinica dell’arte»: la pittura appare in via di estinzione sostituita irreversibilmente da altre pratiche espressive come quelle della performance, della fotografia, del video, dell’installazione. Non si tratta però solo di un mutamento tecnico dei linguaggi. La morte clinica dell’arte implica anche la perdita del suo mistero, del carattere solenne della sua forma, della sua aura. Al suo posto troviamo invece il culto dell’abbietto, del disgustoso, dell’informe o il puro divertissement concettuale o percettivo.
    Mai come oggi, commenta Jean Clair, «l’arte è stata così cinica e ha così amato sfiorare la scatologia, la lordura e l’oscenità». Se questo è lo spirito del nostro tempo, sono sempre meno coloro che provano ad opporre alla deriva “basso materialista” dell’arte contemporanea la forza inesauribile e trascendente della pittura. Giovanni Frangi, uno dei pittori più interessanti del nostro Paese, è senza dubbio uno di questi. Da quarant’anni la sua ricerca pittorica si è sviluppata con rigore e vivacità preservando l’antica tavolozza del pittore. In tutti questi anni egli infatti non ha mai ceduto alle tentazioni di abbandonare il cavalletto per spingersi nei territori oggi frequentatissimi dell’esibizionismo provocatorio post-pittorico.
    In un bel libro titolato L’intervista, pubblicato dall’audace e intelligente editore Magonza e curato da Giovanni Agosti, storico dell’arte raffinatissimo e amico personale del pittore, Giovanni Frangi si confida a Luca Fiore in una conversazione a tutto campo. Ne scaturisce innanzitutto un ritratto dell’artista e della sua passione per la pittura. Essa nasce misteriosamente sin da bambino quando il piccolo Giovanni amava disegnare e dipingere usando bagnare le sue matite con la propria saliva.

    Una vocazione, diremmo senza paura di abusare della parola. Si perché se è vero, come ricorda lo stesso Frangi in questa intervista, che, per un verso, «la mano del pittore va educata», per un altro verso, è anche vero che questa educazione le consente poi di «andare avanti da sola» seguendo una sua propria misteriosa cadenza.
    È allora la mano stessa che «diventa intelligente». La pittura assume subito per il pittore questo carattere irrinunciabile come se avesse a che fare con una energia che esige di passare solo da lì: «Se non dipingo per lungo tempo sono a disagio e sto male», dichiara. Chi conosce il suo lavoro non può non riconoscere in questa dichiarazione la forza che attraversa fisicamente i suoi quadri e che trova la sua massima espressione nelle forme della natura alle quali Frangi da sempre dedica la propria arte: montagne, boschi, cascate, albe, isole, aurore, tramonti, cieli, notti, alberi, paesaggi. Ma questo libro non racconta solo la storia di una vocazione e di una formazione, o, meglio, di come una vocazione divenga passo passo una vera e propria formazione, ma attraverso questo racconto descrive anche un intero mondo intellettuale.
    Indubbiamente in esso ha un posto speciale lo zio di Frangi, fratello di sua madre, ovvero Giovanni Testori. Ma non solo. La galleria degli incontri è ampia e varia; Alda Merini, Aldo Busi, la Milano degli anni Settanta-Ottanta, le sue tensioni politiche e il suo mondo culturale, l’Accademia di Brera, i viaggi, la collaborazione con Giovanni Agosti, le sue grandi passioni che spaziano da Giacometti, al quale dedica la sua tesi in Accademia, a Boccioni, da Bacon a Schifano, da Guttuso a Morlotti, da Burri a Twombly, da Monet a Kiefer, da Van Gogh a Veronese, da Matisse a De Pisis, da Cézanne a De Staël.
    Quello che li unisce in un filo rosso impercettibile, ma fortemente presente in Frangi, è l’idea della pittura...
    30 min
  • Alfredo Accatino "La linea e l'ombra"
    Alfredo Accatino
    "La linea e l'ombra"
    Senza talento nel luogo simbolo del talento: il Bauhaus
    Giunti Editore
    https://www.giunti.it/

    Nella pura architettura dei Laboratori Bauhaus di Dessau, la scuola di design che provò a cambiare il mondo, Erich Kroll, un ragazzo dal passato doloroso, vive la maledizione di non avere talento nel luogo simbolo del talento. Anzi, si illude che la creatività lo possa condurre al successo e al riscatto personale, e perseguirà questo obiettivo ad ogni costo, con cinismo e ottusità, sino a rovinarsi la vita. Lo seguiremo così nella sua continua lotta per emergere, dall’apertura della scuola (1926), sino a quando Walter Gropius ne lascia la direzione (maggio 1928). Una sorta di “giro di vite” tra Maestri quasi mitologici (Kandinskij, Klee, Schlemmer) e studenti geniali, mentre sullo sfondo scorgiamo l’onda nera del nazismo e gli ultimi fuochi della Repubblica di Weimar e, infine, nell’epilogo, la guerra e le ferite di una Germania divisa. Tranne Erich tutti i personaggi sono realmente esistiti, come i ragazzi sognatori – i Bauhäusler – veri protagonisti della narrazione. Un percorso che ci permette di ricostruire fedelmente il clima nel campus, tra lezioni, scontri, amori, eccessi, in un periodo storico fondamentale per la cultura e l’arte contemporanea, che crediamo di conoscere, ma di cui in effetti sappiamo veramente poco.
    Un romanzo di formazione che punta a decostruire le regole base: più che migliorare, infatti, Erich peggiora, a livello umano ed emotivo in un percorso dove è difficile distinguere tra vittime e colpevoli.



    Alfredo Accatino È uno dei più noti e premiati creativi italiani, autore di grandi eventi in tutto il mondo, dalle Cerimonie Olimpiche e Paralimpiche di Torino 2006 a quelle di Expo Milano 2015, ma anche di show, progetti culturali, live experience. Scrittore, autore televisivo e polemista, ha al suo attivo una vasta e variegata produzione editoriale. Figlio del pittore e teorico dell’educazione artistica Enrico Accatino, con cui collaborò alla realizzazione di numerose pubblicazioni, è autore di un blog di successo, Il Museo Immaginario – Outsiders, e dell’omonima rubrica su “Art e Dossier”. Con il precedente volume, Outsiders, ha fatto conoscere per la prima volta in Italia autori e storie dimenticate, proponendo un approccio nuovo e originale alla storia dell’arte del Novecento.



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