il posto delle parole

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  • Rosella Pellerino "Libres Libres"
    Rosella Pellerino
    "Libres Libres"
    http://www.espaci-occitan.org/

    Riprende con l’autunno Libres libres - Libri liberi, la rassegna dell’Associazione Espaci
    Occitan di Dronero realizzata col sostegno della Regione Piemonte e dedicata a
    pubblicazioni in lingua occitana o legate alla cultura alpina.

    Il primo incontro della rassegna si svolgerà eccezionalmente a Borgo San Dalmazzo, dove
    giovedì 6 ottobre alle ore 18 presso la Biblioteca Civica Anna Frank di Via Boves 4 sarà
    presentato AbeioAbeio (ApeApe), nuovo dramma in occitano di Diego Anghilante.
    Tutti gli altri appuntamenti si terranno invece, sempre alle ore 18, presso la sede di
    Espaci Occitan in Via Val Maira 19 a Dronero, secondo il seguente calendario:
    giovedì 13 ottobre Rosella Pellerino, Direttore scientifico di Espaci Occitan, presenta in
    anteprima nazionale il suo La bestia del Vacarés, prima traduzione italiana del capolavoro
    di Joseph d’Arbaud, con la filologa Monica Longobardi, prefatrice dell’opera, ed Erasmo de
    Meo editore de La Noce d’oro;

    giovedì 3 novembre Diego Anghilante torna con Abeio Abeio insieme a Ettore Canepa e al
    giornalista de “La Stampa” Carlo Giordano;
    giovedì 10 novembre Arturo Viano presenta Pinòqui, traduzione in occitano del
    capolavoro di Carlo Collodi, con Gianna Bianco e Marco Bailone, illustratore del volume;
    giovedì 17 Novembre Lidia Dutto, antropologa, propone Come l’acqua o la pernice.
    Comportamenti matrimoniali, scenari all’unione e ritualità nel passato di un’area alpina;
    venerdì 2 dicembre la cantautrice Valeria Tron presenta la sua opera prima L’equilibrio
    delle lucciole col giornalista de “La Stampa” Carlo Giordano, in collaborazione con la
    libreria Segnavia - Porta di Valle.

    AbeioAbeio è l’ultima opera di Diego Anghilante, direttore del mensile «Ousitanio Vivo»,
    scrittore e documentarista. Dopo la tragedia occitana Bastian Nevacho, rappresentata nel
    2019 con successo nelle valli occitane, l’autore torna al teatro con una pièce il cui titolo
    riprende una celebre poesia di Antonio Bodrero. Sottotitolo dell’opera è neoruralismo e
    follia: il giovane protagonista sceglie infatti di tornare a vivere a Saouzo, paese
    immaginario da cui sono emigrati i suoi genitori, per diventare apicultore, ma ostilità dei
    compaesani e solitudine lo fanno scivolare verso il disordine mentale.
    Dialogheranno con l’autore il saggista Ettore Canepa e il borgarino Andrea Borgogno. Nel
    corso dell’appuntamento saranno recitati alcuni passi salienti dell’opera.

    L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito; info tel. 0171.904075, [email protected]




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    21 min
  • Cristina Comencini "Flashback"
    Cristina Comencini
    "Flashback"
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/

    Un paio di scarpette rosse, una carrozzina, una molletta che trattiene capelli ondulati, grandi occhi blu dalle ciglia cariche di mascara. Dettagli vividi che emergono da brevi amnesie.
    In un periodo della sua vita particolarmente difficile, la narratrice – nella quale il lettore può riconoscere l’autrice stessa – inizia a soffrire di fulminee perdite di conoscenza, flashback che la immergono in storie diversissime dalla sua, storie di donne lontane, eppure connesse al suo presente da una segreta corrispondenza.
    Accade con Eloisa, splendida cocotte il cui destino viene rovesciato dalla Comune parigina del 1871: il desiderio di seguire la sua vicenda coincide con la fine del matrimonio della narratrice; e con Sofia, una ragazza russa che vorrebbe diventare attrice ma non ha fatto i conti con l’amore e con la Rivoluzione d’ottobre, offrendo a chi racconta una misura delle sue stesse scelte; poi con Elda, giovane operaia friulana, realmente esistita nello spietato inverno fra il 1944 e il ’45, e infine con una diciassettenne della Swinging London libera e malintesa dei primi anni sessanta. Legate tra loro da una trama che supera le epoche in cui hanno vissuto, tutte arrivano a deviare e ad ampliare il corso dell’esistenza della donna che le racconta. Perché, suggerisce Comencini, la scrittura è atto che modifica, che travolge. “La letteratura è un’esistenza nascosta e pericolosa.”
    La Comune di Parigi, la Rivoluzione bolscevica, la Resistenza, la rivoluzione sessuale: quattro epoche di ribellione narrate attraverso quattro donne come tante, per questo straordinarie. Eroine che incarnano una metà della Storia a lungo nascosta, negletta, ritenuta meno degna: vite, sentimenti, corpi, piccoli gesti di cura quotidiana. Cristina Comencini, con mirabile vividezza e potenza scenica, in un romanzo pubblico e insieme personale, storico e attuale, li chiama finalmente a vivere per quello che sono: la forza indomabile che muove il mondo.

    Sono apparse in un vuoto e ricreano una genealogia nascosta, come fossero mie antenate o ancora di più.




    Cristina Comencini nasce a Roma nel 1956. Figlia del regista Luigi Comencini e madre di Carlo, Giulia e Luigi, esordisce al cinema come attrice nel 1969, diretta dal padre in Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano, accanto a Tina Aumont e Maria Grazia Buccella. Laureata in Economia e Commercio con Federico Caffè, lavora per alcuni anni come giornalista economica e ricercatrice. Inizia la carriera di scrittrice nel cinema sceneggiando insieme al padre il film TV Il matrimonio di Caterina (1982) e il lungometraggio Buon Natale... Buon anno del 1989; è co-sceneggiatrice di Ennio De Concini in Quattro storie di donne (1986) e autrice insieme a Suso Cecchi D’Amico dei televisivi Cuore e La Storia, entrambi diretti dal padre.

    Nel 1988 esordisce alla regia con una fiaba lieve e aggraziata, Zoo, cui fanno seguito l’ambizioso ed elegante I divertimenti della vita privata (1990), il criptico e sinuoso La fine è nota (1992, tratto dal romanzo omonimo di Geoffrey Holliday Hall), il fortunato Matrimoni (1998) e successivamente Liberate i pesci con Michele Placido e Laura Morante, passando nel 1995 per la trascrizione in immagini del celebrato bestseller di Susanna Tamaro Va’ dove ti porta il cuore. Del 2005 è La bestia nel cuore, pellicola nominata all’Oscar come miglior film straniero e premiata al Festival del Cinema di Venezia con la Coppa Volpi per l’interprete femminile protagonista, Giovanna Mezzogiorno. Nel gennaio 2008 Cristina Comencini è tornata al cinema con Bianco e nero, commedia e storia d’amore appassionato tra un giovane uomo italiano senza grandi idee sul tema dell’Africa e una donna senegalese che vive in Italia da dieci anni....
    19 min
  • Riccardo Gazzaniga "In forma di essere umano"
    Riccardo Gazzaniga
    "In forma di essere umano"
    Rizzoli Libri
    https://www.rizzolilibri.it/



    Argentina, 1960. Sono passati quindici anni dalla caduta del nazismo e Adolf Eichmann, ex tenente delle SS scampato al processo di Norimberga, si è rifatto una vita sotto falso nome. Niente in lui conserva i segni dell’ufficiale del Reich che ha contribuito a rendere possibile la soluzione finale. Adesso si chiama Ricardo Klement e vive in un sobborgo di Buenos Aires insieme alla moglie Vera e ai figli. Abita in una casupola senza acqua corrente né elettricità e lavora in una fabbrica della Mercedes.Ancora non sa, Eichmann, che i suoi giorni sono contati e incombe su di lui il momento in cui dovrà affrontare il passato. L’agente del Mossad Zvi Aharoni è sulle sue tracce, pronto a tutto pur di consegnarlo alla giustizia israeliana.Quella che ci viene raccontata in queste pagine dalla viva voce dei suoi due protagonisti, di cui Riccardo Gazzaniga ha magistralmente interpretato pensieri, paure e turbamenti, è una delle vicende di spionaggio più incredibili del Ventesimo secolo: una storia potente e appassionante, che scandaglia gli abissi insondabili dell’animo umano. In una narrazione che ha il ritmo della spy story e la profondità dei romanzi di realtà, Gazzaniga si spinge all’origine del Male, componendo i ritratti sconvolgenti di due esistenze che hanno segnato in modo indelebile il Novecento.



    Riccardo Gazzaniga è nato a Genova nel 1976. Dal 1996 lavora nella Polizia di Stato, dove oggi è viceispettore. Nel 2013 ha pubblicato A viso coperto (Einaudi Stile Libero), con cui ha vinto il Premio Calvino e il Premio Massarosa e per Rizzoli, tra gli altri, ricordiamo la pluripremiata raccolta di storie per ragazzi Abbiamo toccato le stelle (2018) e il romanzo Colpo su colpo (2019).



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    19 min
  • Giorgia Galante "Il peso del colore"
    Giorgia Galante, Arianna Santero
    "Il peso del colore"
    Lavoratrici afrodiscendenti in Italia: un'analisi intersezionale
    Gabrielli Editori
    https://www.gabriellieditori.it/

    l peso del colore sviluppa prospettive essenziali sulla nozione di intersezionalità attraverso le storie lavorative di donne afrodiscendenti in Italia. Intreccia teorie su disuguaglianze, welfare, immigrazione e lavoro con studi culturali, postcoloniali e di genere. Con il suo ricco materiale empirico esplora come donne originarie dall’Africa subsahariana e dal Corno d’Africa creino nuove pratiche e significati di appartenenza oltre i confini. La complessità delle interconnessioni tra migrazioni femminili, carriere lavorative, famiglia e attivismo mette in discussione le immagini stereotipate delle donne afrodiscendenti come oppresse e invita a riformulare i dibattiti sulle pari opportunità e gli interventi per l’inclusione.

    Giorgia Galante, nata a Verona nel 1995, è dottoressa in Relazioni Internazionali (MENA Politics). Durante i suoi studi universitari, nelle città di Trento, Torino e Lione, si è interessata particolarmente alle Migrazioni, ambito che ha osservato e analizzato in modo multidisciplinare, combinando saperi di diversi insegnamenti come quelli delle scienze politiche, del diritto, dell’economia, della sociologia, dell’antropologia e degli studi di genere. Impegnata nel sociale e nel mondo del volontariato, collabora attualmente con diverse realtà del terzo settore.

    Arianna Santero, nata a Asti nel 1982, è ricercatrice in Sociologia presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino. Si occupa di famiglie, processi migratori, conciliazione famiglia-lavoro, istruzione e politiche sociali. Fa parte del comitato di redazione della rivista “il Mulino”. Tra le sue pubblicazioni “Fathers, Childcare and Work. Cultures, Practices and Policies” (con R. Musumeci, Emerald, 2018) e “Portami con te lontano. Istruzione dei giovani e mobilità sociale delle famiglie migranti” (il Mulino, 2021).




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    14 min
  • Alessandra Vittorini "LuBec Lucca Beni Culturali"
    Alessandra Vittorin
    Direttore della Fondazione Scuola dei Beni Culturali e delle Attività Culturali
    https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/


    LuBeC - Lucca Beni Culturali | XVIII edizione
    6-7 ottobre 2022, Real Collegio, Lucca
    Missione Cultura

    La XVIII edizione di LuBeC – Lucca Beni Culturali, l‘incontro internazionale di Promo PA Fondazione dedicato a cultura e innovazione, si terrà il 6 e 7 ottobre al Real Collegio di Lucca, con la direzione di Francesca Velani (lubec.it).
    Due giorni intensi di appuntamenti, tutti gratuiti e disponibili anche in streaming sul canale YouTube di LuBeC, con partner nazionali e internazionali, che vedranno direttori dei principali musei d’Italia e del mondo, economisti, scrittori, filosofi, artisti, amministratori, dirigenti, operatori ed esperti del settore confrontarsi in quello che, da 18 anni, è l’appuntamento cardine, a livello nazionale, del dibattito tra pubblica amministrazione, impresa e terzo settore, luogo di aggregazione e accumulazione culturale, generatore di azioni per lo sviluppo territoriale a base culturale.
    LuBeC è un laboratorio di idee nel quale l’incontro tra pubblico e privato favorisce la nascita di progetti condivisi in campo socio-culturale ed economico e strategie d’intervento concreto, necessarie per far fronte alle sfide sociali ed ecologiche del presente.






    LuBeC dà il via alla sua riflessione con un incontro sul tema Cultura, metacultura e nuove alleanze, aperto da Eugenio Giani, Governatore della Regione Toscana con Angela Acordon, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Lucca e Massa Carrara, e introdotto da Gaetano Scognamiglio.
    Cultura e metaverso: scenari e competenze è il focus affidato a Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino, che si confronta con il pioniere della Data Science e dei Big Data Dino Pedreschi, direttore del KDD LAB (Knowledge Discovery and Data Mining Laboratory), centro di ricerca congiunto fra l’Università di Pisa e l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del CNR; e con l’architetto Alessandra Vittorini, Direttore della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività Culturali, cui è affidato il rinnovamento delle competenze del sistema culturale nazionale.
    Il punto sugli investimenti del PNRR per le città sarà fatto dall’economista Gustavo Piga, co-founder di OrEP-Osservatorio sul Recovery Plan; insieme a Rocco De Nicola, Rettore della Scuola IMT Alti Studi di Lucca; Angelantonio Orlando, Responsabile Unità di Missione e attuazione del PNRR del MiC; Francesco Profumo, Presidente di ACRI, e Matteo Ricci, Sindaco di Pesaro, Capitale Italiana della Cultura 2024.





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    20 min
  • Giulio Ceppi "Festival dei Luoghi Comuni"
    Giulio Ceppi
    "Festival dei Luoghi Comuni"
    https://www.festivaldeiluoghicomuni.it/




    Festival dei Luoghi Comuni, Cuneo
    Domenica 9 ottobre 2022, ore 20:00
    "Sociocromie: 100 anni in 25 colori"
    con Giulio Ceppi e Francesco Morace

    L’incontro nasce dal progetto espositivo del designer Giulio Ceppi, e propone una rilettura degli ultimi 100 anni della storia mondiale attraverso 25 colori, rinominate come “sociocromie”, ossia manifestazioni attraverso il colore di un fatto sociale rilevante: dal black Friday alla rivoluzione arancione, dal telefono azzurro alla notte bianca, dalla green economy al blue Monday, dalle quote rosa ai gilet gialli, dai colletti bianchi alla zona rossa. Il designer, accompagnato dal sociologo Francesco Morace, guiderà il pubblico in un viaggio lungo il colore vivo della lingua parlata, che diventa poi storia, fatto vissuto.

    Prenota qui il tuo posto:
    https://www.eventbrite.com/e/biglietti-sociocromie-100-anni-in-25-colori-422309658557



    Giulio Ceppi
    Architetto e designer, studia alla Scuola Politecnica di Design di Milano, dottore in ricerca e quindi docente al Politecnico di Milano e prima nelle Facoltà di Architettura di Genova, Torino e Roma; dirige nel 2005 il Master in Business Design per Domus Academy, dove ha coordinato il Centro Ricerche fino al 1997. E’ tra i fondatori di Schola Italica e membro del board del Design Museum ADI a Milano.
    Si occupa di progettazione sensoriale, innovazione sostenibile, design for all e di scenari sistemici.
    È stato senior consultant di Philips Design e nel 1999 fondatore e creative director di Total Tool, società di visioning e design strategy, con sedi a Milano e Buenos Aires.
    Ha tenuto workshop e conferenze in oltre 25 paesi del mondo e scritto diversi saggi sulla cultura del progetto.
    Ha vinto numerosi premi (Compasso d’Oro, Dedalo Minosse, Mr Planet, Confcommercio…), e tenuto esposizioni personali (Biennale di Venezia, Triennale di Milano).
    Vive e lavora a Milano e sul Lago di Como, dove è nato nel 1965.



    Francesco Morace
    Sociologo e saggista, lavora da quarant’anni nell’ambito della ricerca sociale e di mercato.
    Fondatore del Future Concept Lab, è consulente di aziende e istituzioni italiane e internazionali.
    Tra i più affermati esperti di tendenze, è stato docente di Social Innovation al Politecnico di Milano e di Culture & Lifestyle all’Università di Trento.
    È autore di una trentina di saggi: gli ultimi editi da Egea sono Crescita felice (2015), ConsumAutori (2016), Crescere! (2017), Futuro + Umano (2018) Il bello del mondo (2019), La Rinascita dell’Italia (2020) e L’Alfabeto della Rinascita. 26 storie di imprese esemplari (2021). Collabora regolarmente con la trasmissione Essere e Avere di Radio24 con la rubrica settimanale Il ConsumAutore e con le testate Mark Up e Millionaire con rubriche mensili.




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    23 min
  • Filippo Barbera "Contro i borghi"
    Filippo Barbera
    "Contro i borghi"
    Il Belpaese che dimentica i paesi
    Donzelli Editore
    https://www.donzelli.it/




    "Contro i borghi"
    a cura di Filippo Barbera, Domenico Cersosimo e Antonio De Rossi


    Un paese di poeti, santi e navigatori. Ma anche di «borghi». Da qualche anno, la riscoperta del policentrismo territoriale italiano viene veicolata nello spazio pubblico e mediatico dal concetto di «borgo» e dai suoi correlati semantici. Le migliaia di comuni italiani, la varietà e complessità territoriale di un paese costituito da poche grandi città, pochissime «metropoli», molte città medie, una miriade di piccoli comuni, frazioni, reti di città, campagne, coste, colline e montagne, vengono così ridotte all’immagine del «borgo». Facile rappresentazione ammalata di «metrofilia», che trae piacere dall’eccitazione per un oggetto percepito come atipico, privo di una propria volizione, da soggiogare e umiliare in un riconoscimento del tutto asimmetrico, dove il borghese illuminato e riflessivo «adotta» il borgo bello ma bisognoso. Un rapporto, questo, che misconosce l’autonomia dei territori, la loro libertà di «dire no», il loro carattere morale e paritario nella produzione di strategia di sviluppo condivisa. Fino a negarne l’identità specifica. Le conseguenze sono molteplici e nefaste. Come già per la cultura, la narrazione del «borgo» fa sì che anche la valorizzazione del territorio sia tale solo se inglobata nella goffa egemonia del «turismo petrolio d’Italia», oggi condita con una spruzzata di ecologismo che assomiglia più al giardinaggio che alla presa in carico della questione ecologica. Le stesse politiche pubbliche (si pensi al «Bando borghi» del Pnrr o alle iniziative delle case a 1 euro) soffrono di questa distorsione sistematica. Visto dai centri delle grandi città e con gli occhi di una classe dirigente (politica, economica, intellettuale) sempre più urbana per categorie e riferimenti culturali, se non per nascita e capitale sociale, il borgo diventa così il comodo e informe contenitore dove riporre, deformandola, l’alterità dei territori. Come se i territori del margine non avessero un loro carattere autonomo e differenziato, non fossero da riabitare anzitutto fin dalla vita quotidiana delle persone.





    Filippo Barbera è Professore ordinario di sociologia economica e del lavoro presso il Dipartimento CPS dell’Università di Torino e fellow presso il Collegio Carlo Alberto. Si occupa di innovazione sociale, economia fondamentale e sviluppo delle aree marginali. Tra le sue recenti pubblicazioni, ricordiamo: Contro i borghi (a cura di, con D. Cersosimo e A. De Rossi, Donzelli, 2022), Metromontagna (a cura di, con A. De Rossi, Donzelli, 2021). Fa parte del Direttivo dell'associazione "Rabitare l’Italia” (https://riabitarelitalia.net/RIABITARE_LITALIA/), è membro del Forum Diseguaglianze e Diversità e Presidente dell'associazione "Forwardto" (https://www.forwardto.it/). Scrive per “Il Manifesto”.


    Domenico Cersosimo insegna Economia regionale presso l’Università della Calabria.


    Antonio De Rossi, architetto e PhD, è professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana e direttore dell’Istituto di Architettura montana e della rivista internazionale «ArchAlp» presso il Politecnico di Torino. Ha al proprio attivo diverse realizzazioni architettoniche e progetti di rigenerazione in territorio alpino. Con i due volumi La costruzione delle Alpi (Donzelli, 2014 e 2016) ha vinto il premio Rigoni Stern e il premio Acqui Storia.


    L’Associazione Riabitare l’Italia, promossa da un gruppo di studiosi, esperti, operatori e policy makers, con diverse sensibilità culturali e disciplinari, ha...
    31 min
  • Paola Buscaglia "Festival dei Luoghi Comuni"
    Paola Buscaglia
    "Festival dei Luoghi Comuni"
    https://www.festivaldeiluoghicomuni.it/




    I colori dell'antico Egitto
    sabato 8 ottobre 2022, ore 18:30
    Festival dei Luoghi Comuni, Cuneo
    con Paola Buscaglia ed Enrico Ferraris
    in collaborazione con il Museo Egizio

    Prenota qui il tuo posto:
    https://www.eventbrite.com/e/biglietti-i-colori-dellantico-egitto-422306318567



    Gli Egizi vivevano in un mondo pieno di colori, ciascuno dotato di una specifica identità e una storia da raccontare. La vita si svolgeva nel verde delle campagne che accompagnano lo scorrere del Nilo; poco oltre il verde, le sabbie del deserto riflettevano il viaggio del sole che, dall’alba al tramonto, sfumava dal giallo al rosso; il Nilo e i suoi depositi annuali di limo coloravano la terra di nero preparandola ad un nuovo risveglio mentre il cielo e il mare offrivano gradazioni di blu e di turchese che assumevano così un valore divino perché incommensurabile.

    Da queste esperienze dello spazio circostante, i colori fondamentali della cultura egizia sono così acquisiti nei loro valori semantici di morte e di vita (rosso e nero), di fecondità e rigenerazione (verde e azzurro) e di luce e creazione (giallo); i colori danno il nome alle parti del mondo così come ai sentimenti umani, e riproducono la vitalità del Creato nelle forme d’arte che oggi ammiriamo nei musei.

    A questa segreta grammatica dei colori egizi è dedicato l’incontro con Enrico Ferraris e Paola Buscaglia, un egittologo e una restauratrice, che da diverse prospettive (letteraria, artigianale, scientifica, archeologica, antropologica e artistica) renderanno visibile la rete di significati con cui i colori, allora come oggi, offrono uno sguardo sul modo in cui l’uomo percepisce e comprende il mondo che lo circonda.




    Paola Buscaglia è una restauratrice specializzata in opere dipinte su supporto organico (1998). Attiva in vari laboratori e come libera professionista (1998-2006), dal 2007 è strutturata al CCR, come restauratore con funzioni di ricerca, didattica e progettazione. Dal 2009 è Coordinatrice del settore Scultura Lignea, la cui attività prevede anche la conservazione e lo studio di manufatti egizi dipinti. Ha una naturale inclinazione verso studi e progetti di ricerca integrati. Nel 2021 ha intrapreso un dottorato di ricerca in Metrologia presso il Politecnico di Torino, dipartimento di Scienza applicata e Tecnologia.


    Enrico Ferraris è dal 2013 curatore presso il Museo Egizio. Ha lavorato per la missione di scavo dell’Università di Torino ad Alessandria d’Egitto (2001-2007) e per il Ministero degli Affari Esteri Italiano al Museo Egizio del Cairo (Grand Egyptian Museum, 2004). È responsabile del programma di analisi dei reperti della tomba intatta di Kha e Merit, denominato TT8 Project (2018-2023).
    Ha curato per il Museo Egizio la mostra temporanea “Archeologia Invisibile” e “Aida. Figlia di due mondi”

    Il Museo Egizio – nato nel 1824 – è il più antico museo dedicato alla civiltà sviluppatasi sulle rive del Nilo e vanta la seconda collezione di antichità egizie del mondo nonché la più importante al di fuori dell’Egitto. Nei suoi quasi 200 anni di storia, il Museo si è più volte trasformato, rinnovato e ripensato, cercando di coniugare le esigenze
    della ricerca scientifica con quelle di fruizione del pubblico; custodisce una collezione di oltre 40.000 reperti di cui 3.300 esposti nelle sale museali. All’esposizione principale si aggiungono gli altri 12.000 reperti dei depositi visitabili, le Gallerie della Cultura Materiale. L’attuale spazio museale è di circa 10.000 mq distribuiti su 5 piani, 15 sale e uno spazio di 600 mq destinato alle...
    10 min
  • Ramona Goitre "Nato due volte"
    Ramona Goitre
    "Nato due volte"
    con il contributo musicale di Manuela Allemano
    Fusta Editore
    https://fustaeditore.it/shop/

    E chi l’ha detto che le fiabe sono solo per bambini? Mai come oggi abbiamo bisogno di ritornare alle fiabe vere: “Nato due volte” si iscrive in questa nuova dimensione in cui la natura promuove esempi di vita, ci insegna a guardare il mondo con occhi nuovi..


    Martìn era un uccello nato con il becco storto e per questo motivo non riusciva a pescare... i suoi fratelli lo prendevano sempre in giro e lui ne soffriva. Benché la mamma lo amasse molto, un giorno decise che era il momento di abbandonare il nido e... volò via. Tuttavia, proprio quando era triste e sconsolato, fece un incontro che gli cambiò per sempre la vita. Fu così che Martìn non fu mai più lo stesso...



    "Nato due volte" è arricchito da codici QR attraverso cui accedere a contributi musicali realizzati da Manuela Allemano, con l'intento di ampliare la fruibilità del libro. Attraverso attività semplici e replicabili anche da chi non ha competenze specifiche, il bambino potrà essere attivato anche a livello motorio, vocale, sensoriale... per poter vivere la narrazione in modo ancor più significativo.


    Ramona Goitre ha conseguito una prima laurea in Scienze dell'Educazione e una seconda laurea in Scienze della Formazione Primaria: è attualmente insegnante. Felicemente mamma di due bimbi, Clarissa e Gabriel, racchiude le sue passioni tra famiglia, scrittura, illustrazione e musica. Con Temperino Rosso Edizioni ha pubblicato nel 2021 "Una notte su nel cielo".



    Manuela Allemano è educatrice e formatrice musicale, specializzata in Metodologia Orff e Musica in culla.
    Crede nella musica che accoglie e include, educa alla bellezza.




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    16 min
  • Alfredo Speranza "Rattatata"
    Alfredo Speranza
    "Rattatata"
    Nutrimenti Edizioni
    https://www.nutrimenti.net/

    È in bella vista sotto i nostri occhi che talvolta si nascondono certe verità degli esseri umani. C’è quest’ansa del Tevere, per dire: Porto Giordano. Minuscolo lembo di terra dove si spalanca una Roma eccentrica, tana e territorio di una tribù di ratti su cui veglia, guida e madre, la Ratta. Decine, centinaia di esemplari che prosperano colonizzando, finchè l’urto di inondazioni e disastri li costringe a migrare. A sottrarsi da agguati di terra e di cielo. A difendersi dagli uomini.
    Non tutti gli uomini, però, non tutte le donne. A Porto Giordano c’è infatti una coppia di anziane e memorabili sorelle, Lidia e Faustina, che sperimentano per l’umanità sintonie, convivenze, su cui i più non posano lo sguardo. E c’è uno Scrittore che ha la voglia e lo spirito di scoprire, osservare, conoscere, appartenere a quell’umanità, diventare compilatore di storie migranti che dicono migrazioni: dall’Africa a Coney Island, dal bar Pedrelli ritrovo di intellettuali e intellettualini a Villa Solesia, clinica per i disturbi della memoria, fino al Chilometro, un segmento pasoliniano di stradone che non viene e non va da nessuna parte fiancheggiando cento casette.
    Quella di Alfredo Speranza è un’architettura narrativa che intreccia sapientemente passato e presente, geografia e storia: forse perché la scrittura stessa è migrazione, è ascoltare storie che arrivano e vanno, è scrivere storie che andranno e torneranno.

    In conclusione, Rattatata è un romanzo pieno di pietà e di umorismo, che si fa leggere avidamente, godendo ‘della libertà che un autore, migrante a bordo delle proprie parole, deve prendersi, e del coraggio che deve darsi per scrivere’. Alfredo Speranza si è preso l’una e l’altra, e ci ha incantato”.
    Della Valle, L’Indice dei libri del mese



    Alfredo Speranza è nato a Roma nel 1950. Laureato in Ingegneria elettronica, manager e poi imprenditore nel settore info-telematica. Con Rattatata, che è il suo romanzo d'esordio, è stato finalista e menzione speciale al Premio Calvino 2021.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    Ascoltare fa Pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

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    22 min

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Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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