il posto delle parole

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  • Luisa Pozzar "Esercizi di ascolto"
    Luisa Pozzar
    "Esercizi di ascolto"
    Un percorso di parole e voci.
    Un viaggio verso un luogo nel quale scoprirci tutti più umani
    nuovadimensione
    https://www.nuova-dimensione.it/

    Viviamo tempi in cui non si ascolta più, si parla e basta. Ma recuperando la dimensione dell’ascolto, cosa potrebbe succedere? sempre qualcuno che ha qualcosa da dover dire, qualcuno che ha qualcosa in più da dire, qualcuno che vuole dire più forte degli altri e, possibilmente, prima degli altri. E l’ascolto? Dov’è finito? C’è ancora qualcuno che ascolta ciò che gli altri dicono o non dicono?
    Lasciandosi guidare da queste domande Luisa Pozzar è andata a cercare persone che dell’ascolto hanno fatto la cifra del proprio vivere: eremiti, musicisti, insegnanti di yoga, pedagoghi, psicologi, sacerdoti, religiose e molti altri. È nata così una raccolta di esperienze e di narrazioni tanto semplici quanto profonde. Un percorso in cui ciascuno può immergersi
    e lasciarsi accompagnare, con tanto di esercizi pratici.
    Con contributi di: Mariangela Bagnolini, Axel Bayer, Margherita Bottino, Osvaldo Caldari, Nella Letizia Castrucci, Pablo d’Ors, Veronica Donatello, Wolfgang Fasser, Giambattista
    Ferro, Italo Fiorin, Michela Grena, James Martin, Camillo Ripamonti, Luigi Verdi, Aldo Vittor.



    Luisa Pozzar nata a Trieste nel 1973, in piena crisi petrolifera, vive a Monfalcone (Go) ormai da vent’anni. Sposata, tre figli, è giornalista professionista freelance e collabora con quotidiani e riviste nazionali. Laureata in economia, ama occuparsi di temi sociali e buone notizie. È appassionata di musica, lettura e fotografia (eredità di famiglia). Il suo ambiente ideale è la montagna. Adotta cince e pettirossi sul balcone di casa e sogna uno studio tutto suo in mezzo al bosco.



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    Ascoltare fa Pensare
    https://ilpostodelleparole.it/

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    30 min
  • Maria Corno "Quando commino canto"
    Maria Corno
    "Quando cammino canto"
    Il cammino come esercizio di trasformazione
    Ediciclo Editore
    https://www.ediciclo.it/



    «Mi piace camminare da sola. Perché soltanto così si può arrivare fino in fondo. Fino in fondo alla stanchezza. Fino in fondo ai tuoi limiti, ai tuoi desideri, alle tue possibilità. Alla chiarezza. Camminare da sola mi dà un senso grande di libertà, quasi un’ebbrezza. Posso scegliere il passo che voglio, veloce o lento; posso ridere, piangere, cantare, stare zitta.»

    Qual è il senso oggi di mettersi in cammino su lunghe distanze? Che cosa accade al corpo, alla mente, al nostro approccio alla vita? Attingendo alle proprie esperienze di cammini in Italia e in diversi paesi in Europa e nel mondo, sulle rotte di antichi pellegrinaggi e non solo, l’autrice parla del camminare come esperienza di profonda trasformazione che riguarda il corpo,
    la mente, le emozioni, le relazioni. Lo zaino come simbolo-contenitore delle proprie paure ma anche esercizio di essenzialità, il perdersi che a volte consente di ritrovarsi, il dilatarsi del tempo e dello spazio, l’incontro con gli altri e con il territorio, l’affidarsi alla strada e ai doni dei lunghi cammini, la rilettura di rituali e simboli mutuati dalle tradizioni dei pellegrinaggi antichi… Maria Corno alterna riflessioni e racconti dando vita a una fenomenologia del camminare, in una ricognizione a tutto tondo che vede emergere il cammino come uno strumento privilegiato per indagare insieme il mondo e se stessi.


    Maria Corno è nata a Lecco, dove è tornata ad abitare da poco, dopo più di trent’anni vissuti a Milano. Si è occupata in diversi periodi della sua vita di insegnamento, progetti educativi, visual design, editoria, scrittura, canto e sviluppo vocale, corpo ed educazione somatica. Iniziata da piccola all’escursionismo secondo la tradizione delle montagne lecchesi tra cui è nata, da circa quindici anni si dedica con interesse crescente al camminare da viandante e pellegrina di lungo corso, ma anche in veste di ospitaliera volontaria e testimonial del cammino come pratica di trasformazione.



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    24 min
  • Aldo Schiavone "L'Occidente e la nascita di una civiltà planetaria"
    Aldo Schiavone
    "L'Occidente e la nascita di una civiltà planetaria"
    Edizioni Il Mulino
    https://www.mulino.it/



    FuoriClassico, Napoli
    La contemporaneità ambiguo dell'antico
    Napoli, Museo Archeologico
    Domenica 2 ottobre
    I prossimi giorni dell’umano. Sguardi sul mondo a venire
    con Aldo Schiavone
    "L’ultima parola di questa quarta (l’ultima?) stagione di Fuoriclassico è affidata a un grande antichista, Aldo Schiavone. Il quale terrà una lectio con un titolo che mima – e in parte rovescia – quello di un celebre dramma di Karl Kraus, Gli ultimi giorni dell’umanità. Schiavone interverrà sui prossimi giorni dell’umano, su quello che ci aspetta nel tempo che viene. Che, malgrado tutto, non sarà un tempo che resta: la prospettiva di Schiavone, uno degli ultimi intellettuali europei a fare i conti con l’idea di progresso senza liquidarla come un rottame illuministico, resta moderatamente ottimistica. L’umano ha un futuro. Questo è indubbio. Come è altrettanto indubbio che l’umano, non essendo vincolato a un’essenza in forza di una legge di necessità, sta cambiando e continuerà a farlo, a oltrepassarsi, in una dimensione post-umana che lo ha accompagnato non da oggi ma da sempre, in una lotta infinita con i propri limiti. Non a caso, l’ultima grande intrapresa di Schiavone è una collana del Mulino che s’intitola – assai significativamente – Faustiana. Nel nome del mito moderno che assume l’irrequietezza e il dinamismo incessante come tratti distintivi dell’umano."



    In qualunque storia si può scoprire, per quanto spesso molto ben nascosto, un grano di profezia, sospeso tra passato e avvenire.

    Un racconto inconsueto per un libro di storia, perché si riferisce in gran parte al nostro futuro. L’idea che lo attraversa è che solo così, cercando di guardare quel che ci aspetta per decifrarne il senso, si riesce a capire il significato del presente. La nostra epoca è dominata da un evento senza precedenti: la nascita della prima civiltà planetaria della storia. Una figura globale, che porta dentro di sé i caratteri dell’Occidente: la tecnica e il capitale innanzitutto, e insieme, ma in modo per ora molto più contrastato, la democrazia e il diritto. Aldo Schiavone legge la mondializzazione dell’Occidente come l’avvio di un percorso problematico, esposto alla catastrofe, ma anche ricco di straordinarie potenzialità: la vicenda di un umano ormai quasi del tutto affrancato dalla dipendenza dalla natura, e sul punto di diventare completamente padrone del proprio destino.

    Aldo Schiavone è uno degli storici italiani più tradotti al mondo. Ha insegnato in numerose università e, da ultimo, nella Scuola Normale Superiore. Tra i suoi libri: «Ius. L’invenzione del diritto in Occidente» (II ed. 2017), «La storia spezzata. Roma antica e Occidente moderno» (II ed. 2020), «Eguaglianza. Una nuova visione sul filo della storia» (2019), tutti pubblicati con Einaudi; e, per il Mulino, «Progresso» (2020).




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    27 min
  • Valeria De Cubellis "I racconti dell'aria"
    Valeria De Cubellis
    "I racconti dell'aria"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    A cura di Valeria De Cubellis
    Racconti di: Rinaldo Ambrosia, Mara Barazzutti,
    Elena Biondo, Giovanni Casalegno, Enrico Chierici, Merilia Ciconte, Valeria De Cubellis, Rossella Di Marco, Anna Ferrari Scott, Consolata Lanza, Giovanni Lavia, Eva Monti, Floreana Nativo, Laura Pompeo,
    Luisa Ramasso, Anna Raviglione, Anna Versi Masini
    Prefazione di Teodora Trevisan
    Aria da inalare a pieni polmoni, in cui librarsi e volare; aria che porta via e aria che manca. Vento impetuoso o soffio lieve della memoria, sempre elemento di vita: e proprio come l’aria i diciassette racconti di questa antologia trasportano, sollevano, frizzano.


    Come in un colpo di vento, nelle pagine di questa antologia si scompigliano destini e storie, dando vita a un turbine di personaggi e situazioni: dalla giovane aviatrice di novant’anni fa all’inventore portoghese a rischio Inquisizione, alle ali delle cicogne e quelle della farfalla. E poi il respiro che sembra mancare o dona pace, la promessa mantenuta fuori tempo massimo, il vento dell’addio e quello che apre nuovi orizzonti, l’intenso testamento di un uomo semplice, il Bernoulli “galeotto”, il biondo ciclo della vita, la Bora e la grotta…

    Ogni Autore ha saputo interpretare il tema dando prova di forza creativa e di un personale stile di scrittura, accompagnando il Lettore in un’ariosa cavalcata fra i generi letterari.

    … Ho raggiunto la Gaby in Francia per l’ultima tappa del raid europeo. Al principio è stato l’avviamento rauco del motore. Quindi le eliche hanno preso a mulinare. Nell’abitacolo la Gaby preparava Italy parlandogli piano, salutandolo con carezze, mentre lui le ubbidiva mansueto. Infine, assalita dai dubbi e dall’adrenalina, la Gaby ha iniziato a vibrare come faceva da bimba sull’altalena, perentoria, con gli occhi ben piantati sull’orizzonte e, insieme, ammaliata dal pulviscolo d’oro nell’atmosfera.

    Partite da Chamonix, abbiamo volato verso Milano. Dopo il decollo, il cielo cupo pareva ci volesse ingoiare – e io rimettevo anche l’anima – ma non ci ha impedito di salire dove le nuvole sono intrecciate ai raggi. Ci siamo affacciate sulle Alpi, abbiamo volteggiato sulla terra indurita dal sole e sul mare, intanto che l’aria si colmava di sentori diversi. Io fissavo mia figlia bere a grandi sorsi l’azzurro del cielo, carica della stessa elettricità dell’aria, e pensavo che avrei voluto scambiare le nostre vite…




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    11 min
  • Gloria Origgi "Bergamo Scienza"
    Gloria Origgi
    "Bergamo Scienza"
    https://www.bergamoscienza.it/it


    I fatti e l'incertezza: il problema della fiducia nella scienza
    con Gloria Origgi
    Domenica 2 Ottobre
    Bergamo Scienza

    Gli scienziati, non meno dei politici, hanno bisogno di saper comunicare efficacemente i propri risultati e di essere persuasivi. Lo hanno dimostrato in modo particolarmente evidente la pandemia Covid-19 e l’impatto che gli scienziati hanno avuto sul successo della campagna vaccinale: i dati di un recente studio ci dicono infatti che è proprio negli esperti che i cittadini europei – e gli Italiani in primis – hanno riposto fiducia e attenzione, molto più che nei politici, nei giornalisti o nelle persone a loro vicine come amici o familiari. Ma come mediare tra il bisogno di certezza della cittadinanza e l’incertezza che caratterizza la scienza e le sue conclusioni? E come farlo in situazioni di emergenza, dove il margine per l’errore e il tempo a disposizione sono minimi?





    Gloria Origgi
    "Caccia alla verità"
    Persuasione e propaganda ai tempi del virus e della guerra
    Egea Editore
    https://www.egeaeditore.it/ita/
    Siamo in guerra. In guerra contro la verità, in guerra per la verità, in una guerra che sembra aver sconvolto quel poco che resta delle nostre intuizioni su ciò che è vero e ciò che è falso, in una cacofonia di voci che dicono tutto e il contrario di tutto. Non è una guerra nuova. È una guerra cominciata con la filosofia occidentale, la stessa guerra che Platone combatteva contro i sofisti della città, i venditori di incertezza che sovvertivano le coscienze dei cittadini impedendo loro di contemplare l'accordo armonico tra mente e fatti. Oggi la filosofia è ben più scettica sull'esistenza della verità come qualcosa al di fuori di noi, che la mente può riuscire a contemplare con l'esercizio virtuoso delle sue facoltà. Eppure la verità non è scomparsa dai nostri discorsi e dalle nostre preoccupazioni: è alla base delle nostre posizioni politiche, delle nostre decisioni di agire, del nostro senso morale. Ma che cos'è oggi la verità? È una nozione indipendente dalla politica o ne è parte integrante? La questione investe la scienza, che non è più indipendente e neutra rispetto agli interessi e ai valori della società, così come la politica e il concetto di democrazia e di tecnocrazia. Da dove viene l'autorità degli esperti? Ha ancora senso ascoltarli? Che differenza c'è tra persuasione politica legittima e propaganda illegittima? Mai come nell'era della post-verità, la nozione di verità, così vaga, misteriosa, quasi metafisica, è centrale per capire come agire, che cosa credere e a chi credere.


    Gloria Origgi vive e lavora a Parigi. Direttore di ricerca ?al CNRS, Institut Jean Nicod dell’Ecole Normale Supérieure e docente? all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, le sue ricerche si concentrano sull’epistemologia sociale, la filosofia delle scienze sociali e le scienze cognitive applicate alle nuove tecnologie. Collabora con vari quotidiani e riviste italiani e stranieri.




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    12 min
  • Alessandra Albertini "Anna si è svegliata"
    Alessandra Albertini
    "Anna si è svegliata"
    Elliot Edizioni
    http://www.elliotedizioni.com/


    Anna è sposata con il bel Marcello e insieme hanno avuto un bambino, dopo tanti tentativi infruttuosi. Eppure, dalla nascita di Pietro, la relazione si è lentamente svuotata e ha virato verso una quotidianità pacata e senza desideri, su cui aleggia l’ombra del tradimento. Quando Anna scopre di avere un tumore alla tiroide, il sottile strato su cui poggiava la coppia inizia a cedere e la malattia si rivela un’imprevista occasione per dare sfogo a ciò che è sempre stato taciuto o ignorato. È arrivato il momento, per la protagonista, di guardare in fondo a se stessa e ai rapporti con gli altri: la sorella forte e determinata, i genitori alle cui regole non ha mai avuto il coraggio di ribellarsi, l’amica di sempre libera e indipendente ma, soprattutto, quel marito così desiderabile e così sfuggente, che dedica ogni sua energia al tennis. Alcuni incontri occasionali scoperchiano un profondo quanto insoddisfatto desiderio erotico di Anna e il suo corpo si trasforma nel campo su cui si giocano più partite, quella della sopravvivenza, del desiderio e del riscatto di una nuova femminilità, per arrivare – forse un domani non troppo lontano – alla conoscenza dell’amore vero, quell’amore adulto e consapevole che solo può illuminare la vita. Una storia di “risveglio” dolente ma aperta alla speranza da una scrittura tesa e leggera.



    Alessandra Albertini
    Laureata in Lettere moderne e in Scienze della formazione primaria presso l’Università Cattolica di Brescia, vive con i suoi due figli a Gussago, in Franciacorta, dove lavora come maestra di scuola primaria. Anna si è svegliata è il suo primo romanzo.





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    17 min
  • Rodolfo Costa "Bergamo Scienza"
    Rodolfo Costa
    "Bergamo Scienza"
    https://www.bergamoscienza.it/it

    La genetica dalle piante agli animali alle popolazioni umane.
    Sabato 1° ottobre, Bergamo
    con Rodolfo Costa, Guido Barbujani, Michele Morgante


    200 anni fa, in un piccolo villaggio della Repubblica Ceca, nasceva Gregor Mendel: il frate agostiniano che per primo scoprì le leggi dell’ereditarietà, dando il là a quella che oggi è la moderna genetica – Due secoli dopo la nostra capacità di leggere il DNA degli organismi viventi, di interpretarlo – grazie anche all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale – e di sintetizzarlo in laboratorio, apre nuovi scenari in quasi ogni ambito dell’impresa umana. Dalla comprensione delle nostre origini sul pianeta alla progettazione di nuove coltivazioni in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare globale, fino allo sviluppo di terapie innovative a base di cellule e geni, la genetica – nata inconsapevolmente dalle scoperte di un frate nell’orto – ci consegna oggi straordinari poteri. E altrettanto straordinarie responsabilità.


    Rodolfo Costa si occupa delle caratteristiche genetiche e molecolari e dei correlati fisiologici dell’orologio circadiano di diversi organismi. E’ attivo anche nel campo della genetica funzionale, ove utilizza il moscerino della frutta come modello delle malattie mitocondriali. E’ stato Presidente dell’Associazione Genetica Italiana. E’ membro delle società europea e americana per lo studio dei ritmi circadiani ed editore in capo della sezione Chronobiology della rivista Frontiers in Physiology.





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    17 min
  • Massimo Tucci "La mia lobby"
    Massimo Tucci
    "La mia lobby"
    Albatros Edizioni
    https://www.gruppoalbatros.it/

    La realtà dell'università italiana, i suoi scandali e i suoi difetti endemici descritti da un insider che l'ha vissuta in prima persona in oltre trent'anni di carriera. I riti e le manovre di potere di una casta esclusiva sono esaminati con ironico disincanto da chi vorrebbe che le cose cambiassero e suggerisce, per questo, alcune ricette per dare una speranza ai tanti che vorrebbero riformare veramente il mondo accademico. Un'analisi senza filtri di una delle tante lobby che costellano la società italiana, accompagnata da una serie di proposte concrete che devono muovere però da un presupposto fondamentale per l'autore: ogni cambiamento dovrà partire dal dato umano, dalla riforma in primo luogo delle coscienze di quanti dovranno realmente attuarla.



    Massimo Tucci
    Autore di numerose monografie e articoli scientifici, è stato coordinatore scientifico di un Consorzio tra Università e mondo imprenditoriale, e ha partecipato a importanti progetti di collaborazione tra Unione Europea e università estere, dalla Siberia allo Zimbabwe. Ha anche collaborato come visiting professor a programmi sponsorizzati dall’UNIDO (United Nation Industrial Development Organization) delle Nazioni Unite.




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    15 min
  • Sabino Maria Frassà "La caduta" Premio Cramum
    Sabino Maria Frassà
    "La caduta"
    Come cadere in alto
    Premio Cramum


    Il libro "La caduta", è la nona pubblicazione annuale di Cramum. E’ stato concepito come una riflessione corale su cosa significhi cadere partendo dal romanzo di La caduta scritto da Albert Camus nel 1956.

    Come nei primi anni della Guerra Fredda riviviamo in un crescendo di tensione per cui la caduta sembra incombente, inesorabile e inevitabile. Cosa fare: chiudere gli occhi, registrare ciò che accade o intervenire?

    Questo volume non fornisce buone risposte, ma spunti di riflessione per buoni dubbi attraverso i testi di Raffaella Ferrari e del curatore del volume, Sabino Maria Frassà, il quale ha invitato trenta artisti a completare l’analisi del tema con le proprie opere.

    Gli artisti invitati sono artisti di fama internazionale (Letizia Cariello, Stefano Cescon, Franco Fontana, Franco Guerzoni, Peggy Kliafa (Grecia), H.H. Lim, Franco Mazzucchelli, Fulvio Morella, Luca Pignatelli e Francesca Piovesan.) i finalisti della nona edizione del premio cramum tra cui verrà proclamato il vincitore/vincitrice (Marta Abbott, Anouk Chambaz, Benedetto Ferraro, Gaetano Frigo, Simone Giai, Rossana La Verde, Giovanni Longo, Martina Merlini, Giulia Nelli, Lucrezia Zaffarano) e gli artisti che hanno vinto la menzione “artisti in evidenza” (Francesco Angioloni, Rossella Barbante, Gabriele Biondi, Nicolò Bruno, Mattia Ferretti, Deborah Graziano, Maria Palena, Vale Palmi, Mila Sambre, Andrea Schifano).



    Giulia Nelli è la vincitrice del 9° Premio Cramum.
    Giulia Nelli (Legnano, 1992) si è laureata a Milano all’Accademia di Brera e consegue il Master Idea in Exhibition Design del Politecnico. Come spiega il direttore del Premio Cramum Frassà “ha vinto la sua poetica improntata sul complesso intreccio di legami che vanno a costituire l’identità di una persona e che si sviluppano dalle relazioni con il territorio di origine e con le persone che compongono la comunità di riferimento. Infatti, i legami conservati nella memoria diventano pensieri, significati e schemi mentali, costruendo un ponte tra passato e presente e delineando così la percezione individuale del tempo.”
    Seconda e terza classificate sono risultate essere rispettivamente: Marta Abbott e Anouk Chambaz.




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  • Andrea Bizzozzero "Il cibo del pensiero: mangio dunque sono"
    Andrea Bizzozzero
    "Il cibo del pensiero: mangio dunque sono"
    Food&ScienceFestival, Mantova



    Sabato 1° ottobre, Mantova
    Il cibo del pensiero: mangio dunque sono
    Radici antiche e motivazioni attuali
    con Andrea Bizzozzero

    Quando Ludwing Feuerbach, recensendo il libro di Moleschott, Dottrina dell’alimentazione per il popolo (1850), concludeva con l’ormai celebre affermazione «L’uomo è ciò che mangia», suscitava non poco scandalo. Dall’opinione pubblica venne considerata come «sentenza scurrile della pseudo scienza sensualissima moderna», espressione di un materialismo grossolano e un po’ infantile. Da parte sua Feuerbach era fermamente convito della relazione che intercorre tra la nutrizione, ciò che si mangia e ciò che si è, al punto da poter affermare che «come è il cibo, così è l’essenza, com’è l’essenza, così è il cibo».

    Anche Bernard Stiegler è persuaso che il divenire dell’umano dipenda dal cibo, ma non solo da quello che nutre il corpo, bensì anche quello che nutre e plasma la sua capacità simbolica. Dipendendo questa sia dall’io che dal noi e dal contesto sociale, culturale e tecnico nel quale si trova a vivere, è urgente perdersi cura non solo dell’eventuale tossicità del cibo del corpo, ma parimenti anche di tutto ciò che oggi viene prodotto ai fini di una modulazione della capacità simbolica umana e, di conseguenza, della libido, ridotta molto spesso a compulsione.






    Andrea Bizzozero è professore aggiunto di Storia della filosofia presso la Facoltà di filosofia della Pontificia Università Antonianum (Roma). Si occupa del pensiero di Agostino di Ippona, di Jacques Derrida e della filosofia francese contemporanea. Studia come l’ermeneutica e la pratica della decostruzione possano favorire un rapporto prospettico e non egemonico alla realtà, nella molteplicità delle sue istanze e delle sue problematicità. Coordina il gruppo di ricerca in antropologia della suddetta Facoltà. Tra lesue pubblicazioni: Fare la verità. Rilettura della decostruzione di Jacques Derrida, Roma 2019; Il malessere dell’umano e l’urgenza della filosofia in Bernard Stiegler, in Crisi dell’umano oggi? Tra immanenza e trascendenza, a cura di A. Bizzozero-A. Clemenza-C. Gutiérrez, Milano-Udine 2021; Approcci sistemici, interdisciplinari e transdisciplinari all’educazione, in Antonianum 1(2021) 187-214; Il
    paradigma tecnocratico nella Laudato si’ e oltre, in Frate Francesco, 2 (2020) 243-272.




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Un quotidiano culturale
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