il posto delle parole

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  • Andrea Bizzozzero "Il cibo del pensiero: mangio dunque sono"
    Andrea Bizzozzero
    "Il cibo del pensiero: mangio dunque sono"
    Food&ScienceFestival, Mantova



    Sabato 1° ottobre, Mantova
    Il cibo del pensiero: mangio dunque sono
    Radici antiche e motivazioni attuali
    con Andrea Bizzozzero

    Quando Ludwing Feuerbach, recensendo il libro di Moleschott, Dottrina dell’alimentazione per il popolo (1850), concludeva con l’ormai celebre affermazione «L’uomo è ciò che mangia», suscitava non poco scandalo. Dall’opinione pubblica venne considerata come «sentenza scurrile della pseudo scienza sensualissima moderna», espressione di un materialismo grossolano e un po’ infantile. Da parte sua Feuerbach era fermamente convito della relazione che intercorre tra la nutrizione, ciò che si mangia e ciò che si è, al punto da poter affermare che «come è il cibo, così è l’essenza, com’è l’essenza, così è il cibo».

    Anche Bernard Stiegler è persuaso che il divenire dell’umano dipenda dal cibo, ma non solo da quello che nutre il corpo, bensì anche quello che nutre e plasma la sua capacità simbolica. Dipendendo questa sia dall’io che dal noi e dal contesto sociale, culturale e tecnico nel quale si trova a vivere, è urgente perdersi cura non solo dell’eventuale tossicità del cibo del corpo, ma parimenti anche di tutto ciò che oggi viene prodotto ai fini di una modulazione della capacità simbolica umana e, di conseguenza, della libido, ridotta molto spesso a compulsione.






    Andrea Bizzozero è professore aggiunto di Storia della filosofia presso la Facoltà di filosofia della Pontificia Università Antonianum (Roma). Si occupa del pensiero di Agostino di Ippona, di Jacques Derrida e della filosofia francese contemporanea. Studia come l’ermeneutica e la pratica della decostruzione possano favorire un rapporto prospettico e non egemonico alla realtà, nella molteplicità delle sue istanze e delle sue problematicità. Coordina il gruppo di ricerca in antropologia della suddetta Facoltà. Tra lesue pubblicazioni: Fare la verità. Rilettura della decostruzione di Jacques Derrida, Roma 2019; Il malessere dell’umano e l’urgenza della filosofia in Bernard Stiegler, in Crisi dell’umano oggi? Tra immanenza e trascendenza, a cura di A. Bizzozero-A. Clemenza-C. Gutiérrez, Milano-Udine 2021; Approcci sistemici, interdisciplinari e transdisciplinari all’educazione, in Antonianum 1(2021) 187-214; Il
    paradigma tecnocratico nella Laudato si’ e oltre, in Frate Francesco, 2 (2020) 243-272.




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    15 min
  • Silvia Romani "Memoria Festival"
    Silvia Romani
    "Memoria Festival"
    https://memoriafestival.it/



    Memoria Festival, Mirandola
    01 Ottobre 2022, ore 10:30
    Il racconto del mito
    Con Silvia Romani

    La meraviglia del mito, l’affabulazione della parola, sono alla base della nostra civiltà: così sono nati culti e religioni, racconti di fondazione e leggende, tradizioni e superstizioni. Ciò che il mito racconta, e l’atto stesso del raccontarlo, custodisce la memoria della nostra identità: lo spiega al Festival Silvia Romani, che della mitologia e antropologia del mondo classico ha fatto il proprio mestiere.

    Silvia Romani insegna Mitologia, Religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico all’Università Statale di Milano. Ha pubblicato per Raffaello Cortina, con Giulio Guidorizzi, In viaggio con gli dei (2019), Il mare degli dei (2021) e La Sicilia degli dei (2022) e, per Einaudi, Il mito di Arianna (con Maurizio Bettini, 2015), Una passeggiata nell’Aldilà (con Tommaso Braccini, 2017) e Saffo, la ragazza di Lesbo (2022). È autrice di libri per ragazzi (Iliade, Odissea, I miti greci).




    Silvia Romani
    "Saffo, la ragazza di Lesbo"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    Saffo è stata una ragazza di Lesbo, una figlia e una madre. Ha diretto cori di giovani coetanee, ha insegnato loro a cantare e a danzare. Forse ha persino sussurrato al riparo delle stanze chiuse i segreti del piacere femminile. Ha educato alla bellezza le signorine bene nella Lesbo della fine del VII secolo a.C. È stata omosessuale, bisessuale, persino un’icona LGBT. Poi ha dichiarato di non voler piú vivere, e si è tuffata dalla rupe bianca di Leucade, innamorata perdutamente di un uomo, il barcaiolo Faone. Ha insegnato a generazioni di giovani scrittrici il coraggio di far sentire la propria voce. La sua leggenda, nata quando era ancora in vita, si è nutrita delle ombre e dei vuoti che circondano i frammenti arrivati sino a noi e alimentato una inesauribile fioritura di interpretazioni letterarie e artistiche. In questo volume Silvia Romani accompagna il lettore nelle vie di Lesbo, nei giorni in cui una ragazza di buona famiglia scopre una vocazione e uno straordinario destino. Saffo, la ragazza di Lesbo è un suggestivo, coinvolgente omaggio all’incanto dei suoi versi, fatti di lune metafisiche, notti profumate di rose, nostalgia per la giovinezza che fugge; e alla fascinazione che non smette di esercitare sugli autori e gli artisti d’ogni tempo e paese.




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    22 min
  • Simonetta Tassinari "Contro filosofia dell'amicizia"
    Simonetta Tassinari
    "Contro filosofia dell'amicizia"
    Vivere, riconoscere e mantenere un legame speciale
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/

    Si dice che Talete, per osservare il cielo, fosse caduto in una buca perché aveva perso di vista la terra su cui posava i piedi. Lo facciamo un po’ tutti quando, in fatto di amicizia, abbiamo in mente l’amico ideale – presente, comprensivo, premuroso, allegro – e lo rapportiamo ai nostri amici in carne e ossa, perdendo il polso della nostra (e loro) umanità.
    I primi a costruire questo “mito” furono i filosofi antichi, da Aristotele a Cicerone, da Seneca a Marco Aurelio, per i quali l’amicizia era però un sentimento elitario e virtuoso, superiore a ogni altro legame. Oggi, mentre l’amicizia assume nuove forme in nuovi contesti di vita, gli elevati modelli del passato, illusori e un po’ anacronistici, alimentano i nostri desideri e ci inducono a incorporarli nelle persone che incontriamo, esponendoci non di rado a cocenti delusioni. Peggio: l’idealizzazione dell’amico confonde quali siano i valori non negoziabili che invece ci devono unire e sui quali non sono ammessi sconti.
    Gli amici “perfetti” non esistono, ma quelli “veri” sì: la certezza che i nostri amici, esattamente come noi, non sfuggano dall’accumulare difetti, più o meno nella stessa misura in cui accumulano pregi, non significa rinunciare a vivere autenticamente l’amicizia. Al contrario, proprio calandoci consapevolmente nel presente e supportati da ciò che ancora ha valore della saggezza antica, riusciremo a vivere l’amicizia profonda e ad apprezzarla come la più salda e duratura forma di essere uomini tra gli uomini, e a dare nel contempo il benservito, senza rimorsi né alibi, agli amici che sono solo sbiadite – e talvolta addirittura pericolose – imitazioni degli amici “veri”.






    Simonetta Tassinari è una prof di Storia e Filosofia nei licei. Ha insegnato “Laboratorio di didattica della filosofia” presso l’Università del Molise, è stata tutor universitario del TFA (Tirocinio Formativo Attivo), da anni coltiva la Psicologia relazionale, la Psicologia dell’età evolutiva, il counseling filosofico e la divulgazione filosofica per bambini e ragazzi. È l’animatrice di partecipati “Caffè filosofici” e tiene conferenze e presentazioni in tutta Italia. Ha pubblicato romanzi per Giunti, Meridiano zero e Corbaccio, testi di argomento storico e filosofico (tra gli altri, per Einaudi scuola) e il saggio “brillante” – sull’insegnamento della filosofia nelle scuole – La sorella di Schopenhauer era una escort (Corbaccio). Per Feltrinelli ha pubblicato nel 2019 Il filosofo che c’è in te, alla terza edizione e uscito in edizione speciale come supplemento al quotidiano “la Repubblica”; S.O.S. filosofia. Le risposte dei filosofi ai ragazzi per affrontare le emergenze della vita, rivolto agli adolescenti; Il filosofo influencer. Togliersi i paraocchi e pensare con la propria testa (2020); per Gribaudo Instant Filosofia (2020) e Le 40 parole della filosofia (2021)




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    21 min
  • Cesare Barbieri "Memoria Festival"
    Cesare Barbieri
    "Memoria Festival"
    https://memoriafestival.it/


    Vivere insieme nello spazio
    30 Settembre 2022, ore 11:
    Vivere insieme nello spazio
    Con Cesare Barbieri

    Condividere uno spazio significa accordare stili di vita, necessità, libertà: se già sulla Terra è un’impresa con cui l’umanità si confronta da millenni, quanto è difficile e cosa significa vivere insieme nello spazio siderale? L’astronomo Cesare Barbieri ci accompagna in missione fra stelle e pianeti che, in futuro, potrebbero essere il panorama delle nostre finestre di casa.



    Dal sito: https://www.cesare-barbieri.it/
    "Nella mia carriera ho partecipato a diversi progetti spaziali di carattere internazionale ( tra gli altri Rosetta, Hubble Space Telescope e Giotto), ho diretto la progettazione e la costruzione del Telescopio Nazionale Galileo, sono stato visiting scientist and visiting professor di varie Università e Istituzioni scientifiche in Europa, USA e Australia.

    Attualmente sono socio effettivo dell’Accademia Galileiana Patavina e dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti, del Comitato Scientifico della Scuola di Studi Superiori ‘G. Leopardi’ dell’Università di Macerata, della Società Italiana di Astronomia, dell’Unione Astronomica Internazionale, socio fondatore dell’Unione Astronomica Europea."




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    18 min
  • Paolo Scquizzato "Torino Spiritualità"
    Paolo Scquizzato
    "Torino Spiritualità"
    https://torinospiritualita.org/


    Radicati tra terra e cielo
    sabato 1 ottobre 2022 ore 11.30 | Aula Magna della Cavallerizza Reale
    con Pablo d’Ors, sacerdote e scrittore e Paolo Scquizzato, sacerdote e scrittore

    Il corpo che si siede in raccoglimento, la schiena eretta, le ginocchia piegate… un radicamento tra terra e cielo che diventa via d’accesso alla presenza, per provare finalmente a raggiungersi. La meditazione è un cammino di ricongiungimento che si percorre da fermi, come ben sanno Pablo d’Ors, autore di quel gioiello sulla meditazione che è Biografia del silenzio e Paolo Scquizzato, che da anni conduce gruppi di meditazione silenziosa. Un incontro di sapienze ed esperienze, per intuire il vero dietro all’illusione.




    Toccare il cielo con un dito
    La felicità a portata di pelle
    domenica 2 ottobre 2022 ore 12 | Museo Nazionale del Risorgimento, Aula della Camera
    con Paolo Scquizzato, sacerdote e scrittore

    Venire a contatto con il mondo attraverso la pelle è il primo modo di conoscerlo. Una conoscenza limitata e tuttavia indispensabile, perché è toccando le cose che le facciamo esistere, mentre ciò che non può essere toccato con mano cede al sospetto d’irrealtà. E tuttavia il tatto si ostina a voler superare la fisicità, divenendo metafora: toccare il cielo con un dito, toccare il fondo, toccare il cuore… Ma il vero slancio metafisico del tatto è nella dimensione dell’amore: è il contatto dei corpi degli amanti che, nel superamento della dualità e nell’esperienza dell’uno, assurge al trascendente.




    Paolo Scquizzato
    "La ferita e la luce"
    40 meditazioni per spiriti inquieti
    Effatà Editrice
    https://editrice.effata.it/
    Un filo rosso tiene legati questi quaranta brani del Vangelo: la forza dirompente di un annuncio rivoluzionario che è stato sempre più insabbiato e trasformato nel corso del tempo. Gesù ha rovesciato le categorie religiose: la legge, l’osservanza, il merito, il sacrificio diventano valori negativi, perché l’uomo, agli occhi di Dio, è prezioso a prescindere. Protagonisti di queste pagine del Vangelo, ma assolutamente paradigmatici di tutti i vangeli, sono l’accoglienza, il perdono, il servizio, la cura verso gli altri – tutti gli altri – in una parola l’amore incondizionato. E don Paolo Scquizzato ci guida con entusiasmo e passione lungo un viaggio, cui prendono parte decine di teologi, scrittori, poeti, filosofi che danno il loro contributo spirituale e intellettuale per definire la cornice entro cui si collocano le nostre esistenze, il nostro essere e il nostro modo di vivere, il nostro io con tutte le sue zone d’ombra e il nostro stile di vita, le nostre ferite e la nostra luce.
    Dall’Introduzione di Elisabetta Pauletti

    «Finché siamo inquieti possiamo stare tranquilli»
    Julien Green



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    21 min
  • Livia Manera Sambuy "Il segreto di Amrit Kaur"
    Livia Manera Sambuy
    "Il segreto di Amrit Kaur"
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/


    A pochi giorni dal funerale del fratello, Livia si ritrova in un museo di Mumbai, davanti all’immagine di una giovane donna avvolta in “un sari impalpabile e traslucido”, una principessa indiana. È vero, come legge nella didascalia che accompagna lo scatto, che la principessa ha venduto i suoi gioielli per salvare vite di ebrei? E che per questo è stata arrestata, ed è morta in un campo di concentramento?
    “È così,” scrive l’autrice, “che è cominciata quest’avventura: come un lampo di curiosità in un momento della mia vita in cui il senso di perdita era così intenso da oscurare sia il passato sia il futuro. Desideravo saperne di più. Desideravo capire che cosa avesse spinto una principessa del Raj a lasciare l’India per Parigi negli anni trenta; e soprattutto desideravo scoprire che cosa l’avesse trattenuta là finché era stato troppo tardi.”
    Istintivamente, visceralmente, Livia si lascia coinvolgere nel mistero, perdendosi nella storia del Raj britannico, tra i diamanti e gli zaffiri dei suoi palazzi, tra i balli e i giubilei dell’aristocrazia del Novecento, e nelle vite di personaggi straordinari come il maharaja Jagatjit Singh di Kapurthala, il banchiere ebreo Albert Kahn e l’esploratore russo Nicholas Roerich, tutte tessere di un mosaico che lentamente restituisce nella sua sorprendente interezza la figura di Amrit Kaur.
    Dopo l’incontro con la figlia ottantenne della principessa, “Bubbles”, la ricerca assume una nuova dimensione: mentre si sforza di riavvicinare una figlia alla madre che l’ha abbandonata, Livia si ritrova a sciogliere alcuni nodi della sua stessa vita.
    Il segreto di Amrit Kaur è un mystery avvincente, basato su fatti e personaggi reali, un commovente ritratto di donne, attraverso i secoli e i continenti, alla ricerca della libertà a qualsiasi costo. Un romanzo in cui perdersi, per ritrovarsi.

    Mi avrebbe dato la sua approvazione, se avessi scritto un libro su questa storia? Di fronte al suo immediato assenso l’avevo messa in guardia. Né lei né io potevamo sapere cosa avrei trovato. Se la sentiva di correre i rischi che questo comportava?



    Livia Manera Sambuy è una giornalista letteraria che scrive sul “Corriere della Sera”. Ha realizzato due film documentari su Philip Roth. Ha vissuto tra Milano e New York, ora vive tra Parigi e la Toscana. Philip Roth. Una storia americana è stato pubblicato da Feltrinelli nella collana di dvd “Real Cinema” nel 2013. Ancora per Feltrinelli, Non scrivere di me (2015).





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    21 min
  • Federica Osti "Torino Spiritualità"
    Federica Osti
    "Torino Spiritualità"
    https://torinospiritualita.org/



    La memoria della pelle: il tatto e le sue madeleines
    sabato 1 ottobre 2022 ore 18.30 | il Circolo dei lettori, sala grande
    con Federica Osti, dermatologa e Alessandro Martella, dermatologo

    La pelle è l’organo attraverso il quale facciamo esperienza del tatto, il senso più importante per la nostra crescita di esseri umani. Fin dalla vita uterina, infatti, l’esperienza tattile si rivela fondante, e tale rimane, consentendoci non solo di arricchire il nostro bagaglio di sensazioni e di costruirci un vocabolario interno, ma anche di serbare il ricordo delle memorie passate con la stessa vividezza della proverbiale madeleine proustiana. Tra riflessione teorica ed esempi pratici, un incontro dedicato alla complessità del tatto e al ricco universo sensoriale della nostra epidermide.




    Alessandro Martella, Federica Osti
    "La pelle lo sa"
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/
    Avere una bella pelle sembra la chiave del successo, infatti mai come oggi si moltiplicano i trattamenti per prendersene cura. Eppure di questo organo che ci fa da involucro e ci connette agli altri si parla ancora poco se non, appunto, in termini di estetica o di eventuali patologie. In pochi considerano che essa è un contenitore attivo, che ci consente di scoprire chi siamo noi e chi sono gli altri, nonché di esplorare il mondo.

    Risale al medioevo l’intuizione che senza contatto la vita non è possibile: le osservazioni sulle conseguenze della deprivazione tattile nei bambini hanno svelato quanto cruciale sia abbracciare, accarezzare e toccare. Ce lo hanno poi riconfermato i periodi di lockdown: «abbiamo bisogno di quattro abbracci al giorno per rimanere sani di mente, otto abbracci al giorno per rimanere in salute e dodici abbracci per crescere davvero».


    https://ilpostodelleparole.it/libri/alessandro-martella-la-pelle-lo-sa/




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    12 min
  • Gennaro Carillo "FuoriClassico"
    Gennaro Carillo
    "FuoriClassico"
    La natura e l'artificio
    Dal 30 settembre al 2 ottobre, Napoli
    https://www.fuoriclassico.it/


    La contemporaneità ambigua nell’antico
    La natura e l’artificio
    30 settembre - 2 ottobre | Napoli, Museo archeologico

    Gli ospiti:
    Fernanda Alfieri, Giovanni Bietti, Corrado Bologna, Anna Bonaiuto, Luigino Bruni, Elena Bucci, Giulio Busi, Edoardo Camurri, Valentina Carnelutti, Emanuele Coccia, Anna Della Rosa, Pietro Del Soldà, Ilaria Gaspari, Paolo Giulierini, Mariangela Gualtieri, Annalisa Metta, Anna Ottani Cavina, Matteo Palumbo, Niccolò Scaffai, Aldo Schiavone, Vincenzo Trione, Giorgio Vasta.

    Torna la rassegna Fuoriclassico, da venerdì 30 settembre e domenica 2 ottobre al Museo archeologico nazionale di Napoli. Questa quarta edizione, intitolata La natura e l’artificio, si prefigge proprio di ragionare attorno ai concetti di naturale e artificiale. I tre giorni di festival saranno dedicati alle domande più urgenti dell'attualità, si metterà in discussione l'idea antica che l'essere umano sia ingegnere del proprio mondo e si approfondiranno le nuove ricerche scientifiche, che vedono l'essere umano come parte integrante della natura, al pari degli altri animali e delle piante.

    Il programma
    In apertura, venerdì 30 settembre, l’archeologo Paolo Giulierini, direttore del MANN, che alle ore 16, inaugurerà i lavori. A seguire, alle ore 16:30, l’economista Luigino Bruni, con un incontro su Antonio Genovesi, economista illuminato. Alle 18:30, il musicologo e musicissta Giovanni Bietti terrà una lezione-concerto sulle sonorità naturali dal Rinascimento ad oggi. In chiusura di giornata, alle ore 20:30, la poetessa Mariangela Gualtieri proporrà un rito sonoro con recitazione di poesie.

    Sabato 1 ottobre si inizierà alle 10 con Edoardo Camurri, scrittore e giornalista della RAI, e Silvia Ferrara, filologa e studiosa di preistoria, con una riflessione sullo scarto fra la natura e la cultura. Alle 12, l’architetta Annalisa Metta e lo scrittore Giorgio Vasta, con un intervento dedicato al rapporto tra città, natura e selvaggio. Nel pomeriggio, alle 16, la storica Fernanda Alfieri e Giulio Busi, ebraista e storico, metteranno in relazione il naturale, cioè razionale, con il soprannaturale, l'inspiegabile. Alle 17:30, il filosofo Emanuele Coccia esporrà l'idea che la vita sia riconducibile a un principio unitario, di cui anche l'umanità è parte; con un contrappunto attoriale di Anna Della Rosa. Successivamente, la storica dell'arte Anna Ottani Cavina, alle 19, rifletterà sulla distinzione tra paesaggio e natura in pittura. In chiusura, alle 20:30, Elena Bucci, attrice e allieva di Leo de Berardinis, reciterà le poesie di Emily Dickinson.

    Domenica 2 ottobre i lavori apriranno alle 10 con Niccolò Scaffai, studioso di critica letteraria, e Vincenzo Trione, storico dell’arte, che parleranno di arte contemporanea e crisi ecologica. Successivamente, alle 12, i filosofi Pietro Del Soldà e Ilaria Gaspari, con un intervento in cui mostreranno come l’idea di natura sia cambiata dall’epoca antica all’epoca moderna. Nel pomeriggio, Matteo Palumbo, storico della letteratura e critico, e Anna Bonaiuto, attrice, esploreranno gli echi lucreziani in Leopardi. Alle 17:30, Corrado Bologna, filologo romanzo, e Valentina Carnelutti, attrice, terranno una lezione sugli elementi naturali nella storia poetica. A chiudere la rassegna, l’antichista Aldo Schiavone, alle 19, con un incontro di monito e speranza per il futuro dell'umanità.

    Inoltre, il Mann ospiterà un programma collaterale, con tre eventi aggiuntivi: un'iniziativa dedicata alle scuole, in cui i ragazzi e le ragazze intervisteranno gli ospiti di Fuoriclassico; una lettura drammatizzata delle Metamorfosi di Ovidio, a cura di Giulia Milanese e Mariaflora De Ioanni: Tra Dafne e Narciso. La natura...
    26 min
  • Francesca Velani "LuBec Lucca Beni Culturali"
    Francesca Velani
    "LuBeC Lucca Beni Culturali"



    LuBeC giunto quest’anno alla sua XVIII edizione, è l‘incontro internazionale dedicato allo sviluppo e alla conoscenza della filiera cultura – innovazione, che dal 2021 ospita ISIE, il primo summit internazionale sull’immersività.
    Partecipato da un pubblico qualificato di amministratori, dirigenti e funzionari pubblici e privati, professionisti ed operatori del settore, LuBeC è momento cardine del dibattito tra pubblica amministrazione e impresa, luogo di aggregazione e accumulazione culturale, generatore di azioni concrete di sviluppo.


    https://www.lubec.it/

    La manifestazione metterà l’innovazione – dei processi, dei prodotti, delle tecnologie e della società – al centro delle riflessioni sul presente e sul prossimo futuro, approfondendo il ruolo della cultura come motore della transizione e l’attuazione del PNRR in tutte le misure che interagiscono con la cultura. Saranno presentati e messi a confronto progetti, visioni, strumenti e risultati su temi che vanno dal rapporto tra cultura e metacultura al ruolo dei musei nel futuro, dalla rinnovata alleanza con il design e l’industria alla rigenerazione sociale e culturale dei borghi, dall’accessibilità all’ibridazione dei generi per la crescita delle imprese culturali e creative, fino ai nuovi autori e nuovi pubblici per lo spettacolo dal vivo.
    «LuBeC è la vetrina del cambiamento – dichiara Gaetano Scognamiglio, Presidente di Promo PA Fondazione – Fruizioni e valorizzazione dei beni culturali si evolvono velocemente e così anche tutto il mondo che ruota intorno alla cultura. La scorsa settimana, per fare un esempio, la settima edizione di wop art a Lugano ha accolto accanto alle opere su carta opere su NFT, aprendo un dibattito su rapporto fra carta e digitale in un futuro assai vicino. I musei ormai sono aperti al digitale e la fruizione delle opere avviene attraverso percorsi esperienziali con tecnologie immersive. Ai riferimenti tradizionali dei grandi attrattori culturali lentamente si stanno affiancando opere e beni culturali che vengono riscoperti anche grazie alla valorizzazione dei borghi che diventano neo-luoghi dove addirittura andare a vivere e poter lavorare a distanza. Di questo e di altre “mutazioni” si parlerà nella diciottesima edizione di LuBeC che ospita nuovamente ISIE, il summit internazionale su quanto c’è di nuovo nel mondo in materia di immersività».
    Per accompagnare il cambiamento, gettare solide basi per il futuro e per il lavoro dei giovani, occorre conoscere a fondo il potenziale del binomio cultura-digitale. Durante la due-giorni torna, dopo il successo della scorsa edizione, ISIE - International Summit of Immersive Experience, dedicato alla pluralità delle esperienze che possono essere vissute a livello intellettuale e sensoriale tra mondi reali e digitali.
    Tema della seconda edizione del Summit sarà Musei del futuro, una riflessione con le voci più importanti del panorama italiano e internazionale su come le istituzioni museali adatteranno la propria offerta culturale al linguaggio digitale, sulle possibilità offerte dal metaverso e la nuova produzione creativa che in tale ambiente si sviluppa, su rischi e opportunità di questo nuovo paradigma. Nato in ambito cyberpunk e tornato al centro delle discussioni in tempi recenti dopo gli annunci di Facebook e di altre aziende tech, il metaverso apre a una pluralità di esperienze da vivere a livello emotivo, fisico, intellettuale e sensoriale: in termini di edutainment, le soluzioni per i musei sono pressoché illimitate.
    «L’evoluzione è una sintesi fra progresso e tradizione, è spingere in avanti la storia attraverso tecnologia e creatività, veicolare la comunicazione nella logica della diffusione del sapere – afferma Mario Pardini, sindaco di Lucca. La sfida del nostro tempo sta nella valorizzazione e capitalizzazione del...
    17 min
  • Claudio Calò "Memoria Festival"
    Claudio Calò
    "Memoria Festival"



    Memoria Festival, Mirandola
    "La sfilata di moda come opera d'arte"
    Sabato 1° ottobre 2022, ore 11:00
    Con Claudio Calò e Marco Belpoliti

    Gli stilisti sono considerati artisti, innovatori, e senza dubbio esistono capi d’alta moda che meriterebbero di essere esposti in una galleria: perché, allora, non considerare le stesse sfilate come opere d’arte? È la proposta dell’esperto di comunicazione di moda Claudio Calò, che ne discute con lo scrittore e critico letterario Marco Belpoliti, alla ricerca di canoni e nuove definizioni




    Claudio Calò si è laureato in semiotica della pittura all’Università Cattolica. Si è occupato di comunicazione di moda con incarichi presso Ralph Lauren a Ginevra ed Emilio Pucci a Firenze. Quindi assume la direzione globale della comunicazione del gruppo Armani a Milano. Oggi è consulente strategico per alcuni marchi come Umit Benan e insegna comunicazione presso i master di Fashion Promotion, Communication & Media e Fashion & Luxury Brand Management dell’Istituto Marangoni di Firenze. Ha collaborato con “Lampoon” e “Vogue Italia”. Per Einaudi ha pubblicato La sfilata di moda come opera d’arte (2022)



    Claudio Calò
    "La sfilata di moda come opera d'arte"
    Einaudi Editore

    Guardare, guardarsi, essere guardati… Che cos’è davvero una sfilata di moda? Aggancia, su un suo palcoscenico “unico”, l’arte, il cinema, il teatro, la danza, la fotografia, il simbolo e il racconto, la politica persino e l’informazione. E legge ininterrottamente il mutare della contemporaneità, ovvero non finisce mai di rispondere alla domanda di tutti e di ognuno: «Chi davvero siamo diventati, ora?» Moda e sfilata di moda («È un po’ come se la sfilata – Miuccia Prada ne conviene – fosse la mostra per il mondo dell’arte») sono riti sociali esclusivi, certo, ma le risposte che tentano ci riguardano tutti, in modo emotivo, spettacolare, leggero, splendidamente inutile. «Una sfilata di moda è uno spettacolo, è intimità, è intensità. Ed è completamente senza significato: perciò ha tanto successo», dice René Célestin, fondatore di una delle maggiori case di produzione di sfilate. Ma in ballo c’è sempre il significato della modernità, ed è per questo che, da Baudelaire in poi, se ne occupano fra gli altri anche Walter Benjamin, Roland Barthes, Jean Baudrillard… Claudio Calò ne ha uno sguardo dall’interno, che è ad un tempo in presa diretta e critico. Ci racconta di Giorgio Armani, di John Galliano, di Ralph Lauren, di Karl Lagerfeld, di Gianni Versace, di Alexander McQueen o di Antonio Marras come delle supermodel degli anni ’90, e ci conduce per mano dalle vere e proprie bambole che venivano usate nel Settecento in Francia per far conoscere la moda di corte in provincia, fino agli spettacoli planetari e virtuali – avatar al posto di modelle al posto di bambole… – attraverso cui la moda ha dovuto evolversi, spinta fra l’altro dalla pandemia a trovare un nuovo equilibrio e forse una nuova forma. Calò la chiama transmoda: una moda «orizzontale e decentralizzata, veloce e atomizzata, ironizzante e collaborativa». Attraverso scenari planetari e racconti di singoli eventi o incidenti raccolti spesso dalla viva voce dei protagonisti – come la storia del termine mannequin o il segreto della camminata di Naomi Campbell – Calò disegna l’affresco di quel mondo sconosciuto che è sotto gli occhi di tutti.



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