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  • Luciano Eusebi "Festival Filosofia" Giustizia riparativa
    uciano Eusebi
    "Festival Filosofia"
    https://www.festivalfilosofia.it/


    Festival Filosofia, Sassuolo
    Domenica 18 settembre 2022, ore 15:00
    Lezione Magistrale di Luciano Eusebi
    "Giustizia riparativa"
    Oltre il paradigma retributivo

    Quali sono le potenzialità di un’inversione culturale che oltrepassi la dimensione retributiva e corrispettiva? Verso quali forme di responsabilizzazione porta la giustizia riparativa?



    Luciano Eusebi è professore di Diritto penale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnato anche presso l’Università Lateranense di Roma, l’Università di Chieti, Lumsa di Roma. È stato membro di Commissioni ministeriali sulla riforma delle sanzioni penali e in materia bio-giuridica. Nei suoi scritti ha approfondito, soprattutto, temi attinenti alla riforma del sistema sanzionatorio penale, ai criteri di prevenzione dei reati, agli elementi della colpevolezza e, in genere, alla teoria del reato. Ha dedicato vari studi, inoltre, a problematiche di rilievo bio-giuridico nonché al rapporto fra teorie della pena e pensiero teologico. Tra le sue opere recenti: Dinamiche della volizione e libertà (Milano 2008); La chiesa e il problema della pena. Sulla risposta al negativo come sfida giuridica e teologica (Brescia 2014); Biobanche. Aspetti scientifici ed etico-giuridici (Milano 2014); Una giustizia diversa. Il modello riparativo e la questione penale (Milano 2015).



    Luciano Eusebi
    "La Chiesa e il problema della pena"
    Editrice Morcelliana
    https://www.morcelliana.net/
    «Ad alcuni anni dalla prima edizione di questo volume, emerge in modo ancor più impellente il tema di fondo che esso propone: l’urgenza di por mano – in sede giuridica, ma anche educativa e politica – a una ridefinizione nel profondo dell’idea di giustizia che ha accompagnato per millenni la nostra storia, vale a dire il modello conflittuale fondato sull’agire corrispettivo rispetto al giudizio, negativo o positivo, che si dia dell’altro. Una criteriologia dei rapporti umani che ha prodotto infiniti lutti nel corso della storia ma che oggi, da quanto disponiamo degli strumenti per la distruzione totale, può condurre l’intero pianeta alla catastrofe. […] L’auspicio è che l’idea semplice ma rivoluzionaria secondo cui la giustizia non trova la sua espressione attraverso l’immagine della bilancia, ma consiste nell’attivare pur sempre progetti di bene in rapporto al male e nel mantenere la fedeltà al bene nonostante le suggestioni del male, possa progressivamente farsi strada».
    Una analisi degli interventi di papa Francesco, del Catechismo della Chiesa cattolica e degli sviluppi più recenti del diritto penale canonico
    e di quello vaticano nel testo che fonda l’idea di giustizia riparativa.




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    42 min
  • Marco Belpoliti "Scarabocchi" Il mio primo festival
    Marco Belpoliti
    "Scarabocchi"
    il mio primo festival
    https://scarabocchifestival.it/


    Dal 16 al 18 settembre a Novara, Circolo dei Lettori, Broletto.


    Tre giorni di laboratori, performance e incontri, preceduti da workshop nelle scuole della città, pensati per indagare un gesto semplice e schietto, ma pieno di significati inattesi: lo scarabocchio.

    Un festival pensato come un’indagine fantasiosa, poetica e creativa, su un segno libero, indipendente e spontaneo che sfugge al controllo della mente.

    Scarabocchi. Il mio primo festival, progetto di Doppiozero e Fondazione Circolo dei lettori, arriva alla II edizione e invita, per il secondo anno consecutivo, a mettere in pratica le idee. Adulti e bambini sono chiamati a misurarsi con colori, matite e pennelli, e con la propria interiorità, per esprimere se stessi, i propri sogni, incanti e desideri. Grazie allo scarabocchio, che ingenuo, sincero e talvolta avventato, si fa spazio sul foglio bianco.

    Casuale e malfatto, lo scarabocchio sfugge al controllo della mente, è un atto involontario che produce una forma distratta, chiave d’accesso al mondo interiore del bambino che l’ha prodotta ma anche dell’adulto che ha tracciato dei segni sul foglio, magari sovrappensiero, mentre è intento in altro.


    Lo scarabocchio è il filo ingarbugliato che unisce e ricorda ai grandi la propria età bambina.

    Scarabocchi è un’iniziativa pensata per rispondere all’esigenza fondamentale di lavorare con le nuove generazioni, riflettere sul futuro e sul welfare familiare e sul cambiamento di modelli di identità, sia didattici che culturali. Ma è ideata anche per ricercare nuovi paradigmi per l’insegnamento e per costruire spazi di aggregazione che tengano conto delle nuove realtà familiari e dei bisogni di scambio, interazione e confronto di cui sono portatrici.

    Scarabocchi. Il mio primo festival è un progetto di Doppiozero e Fondazione Circolo dei lettori, realizzato con il Comune di Novara, con il sostegno della Regione Piemonte.


    "La parola gioco ha due diversi significati e due diverse origini. Viene dal latino iocu che significa propriamente «gioco di parole, facezia», ovvero l’elemento dello «scherzo»; poi c’è la parola ludu, che è quella che usiamo comunemente come aggettivo – ludico – che significa «gioco in azione».
    Parola e azione sono i due aspetti preponderanti del gioco.
    Nel progettare la nuova edizione di Scarabocchi. Il mio primo festival abbiamo tenuto conto di questi due significati. Ci sono incontri in cui l’aspetto della parola ha la sua prevalenza, e altri in cui è l’azione ludica a dominare.
    Partiremo perciò parlando con Francesco Altan, uno dei maggiori umoristi e disegnatori italiani, un vero e proprio moralista per immagine, che compie ottanta anni e che festeggeremo insieme a un altro scrittore e umorista, Michele Serra, una coppia per giocare con il visivo e con l’auditivo.
    Il festival giunto alla sua 5. edizione conferma la sua vocazione a tenere insieme incontri parlati e laboratori di attività, incontri per bambini e ragazzi e quelli per adulti, che insieme compongono il pubblico privilegiato della nostra festa che si tiene come ogni anno a Novara negli spazi del Broletto, nel suo grande cortile e nelle stanze dell’antico palazzo."
    Marco Belpoliti
    curatore di Scarabocchi



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    13 min
  • Maria Sole Abate "Il distruttore di sogni"
    Maria Sole Abate
    "Il distruttore di sogni"
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/

    S. è uno scrittore di successo e il suo romanzo più importante, Il distruttore di sogni, sta per diventare un film firmato da un celebre e rinomato regista. Benché S. sia stato coinvolto nella stesura della sceneggiatura, tuttavia si mostra distaccato, quasi disinteressato alla trasposizione del suo romanzo, perché la sua mente torna sempre al ricordo di Giulia, la donna che sei mesi prima, dopo due anni di relazione, lo ha abbandonato. Trascorrono i giorni e il ricordo di Giulia, costante, ossessivo, porta S. a ripercorrere ogni momento della loro storia: quando l’aveva incontrata casualmente la prima volta, quando lei gli aveva chiesto di parlarle del romanzo le aveva rivelato la prima verità inconfessabile, chi c’era dietro la protagonista del famoso romanzo.
    Una mattina, all’improvviso, Giulia rientra nella vita di S. che, felice come non mai, vorrebbe sapere dove sia stata in quei mesi, ma la donna rimane vaga. In realtà, la Giulia che torna da S. è mossa da desideri contrastanti, cerca di metterlo alla prova, di sondarne l’animo, di smascherarne le menzogne, nel tentativo disperato di ricomporre, anche lei, i pezzi di una storia che in qualche modo sembra appartenerle. Durante un viaggio in Francia, che dovrebbe servire a Giulia per superare un trauma infantile, una verità che S. non può neppure immaginare investe la coppia come un terremoto, portando con sé il furore della vendetta e tutto il peso del passato.

    Un romanzo intenso, radicale, coinvolgente, che narra la tragedia di un uomo che si scopre metaforicamente cieco malgrado tutta la sua intelligenza, incapace di interpretare la realtà di cui è egli stesso protagonista e vittima del suo narcisismo; e la lotta disperata di una donna contro se stessa, in difesa di una identità negata, derubata, messa in crisi. Ma anche un libro sul potere della letteratura: capace di cambiare le carte e di riscrivere la storia, assegnando a ciascuno la parte che gli spetta, restituendo la voce a chi l’aveva perduta.



    Maria Sole Abate è nata a Milano. Ha curato la traduzione italiana della celebre “Paris Review” per Fandango Libri, nonché il volume Pronti per Einaudi. Antologia di narrativa di tendenza (2007). Ha scritto Il culto del peyote. Storia del movimento di liberazione degli indiani nordamericani (2002). Questo è il suo primo romanzo.



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    16 min
  • Matteo Cavezzali "Il labirinto delle nebbie"
    Matteo Cavezzali
    "Il labirinto delle nebbie"
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/

    Bruno Fosco è tornato vivo dal fronte della Grande Guerra, ma non è più l’uomo di quando è partito. Forse è anche per questo che accetta il ruolo di ispettore ai confini del mondo, ovvero nella stazione di polizia di Afunde, un villaggio nella palude del delta del Po in cui vivono solo donne, perché nessun uomo è sopravvissuto al fronte. Insidie, nebbia e cupe storie circondano il villaggio, mentre i suoi edifici sprofondano ogni giorno di più nel terreno fangoso.

    Quando viene trovata morta Angelina, con un misterioso simbolo sul collo, comincia una vera e propria battuta di caccia al suo assassino dentro i labirintici percorsi della palude.

    La bellissima e sfuggente Ardea sembra sapere molto di più di quello che si riesce a “leggere” dentro la realtà ingannevole e ancestrale dalla quale il forestiero è stato inghiottito assieme al suo sottoposto Della Santa e al vecchio e burbero anarchico Primo.

    Su Fosco e Ardea, e su tutto il paese, incombe l’eredità di violenza che la guerra, come tutte le guerre, ha lasciato dietro di sé.

    Matteo Cavezzali prende le mosse, come è sua consuetudine, dalla realtà storica per toccare la pelle viscida di un luogo mitico e infernale dove la ricerca del mostro si trasforma in un intricato racconto di fantasmi attraversato da una sinistra ansia di giustizia.

    Matteo Cavezzali (Ravenna, 1983) è autore dei romanzi Icarus. Ascesa e caduta di Raul Gardini (minimum fax, 2018) e Nero d’inferno (Mondadori, 2019) in cui racconta la figura di Mario Buda, anarchico italiano emigrato negli Stati Uniti che fece saltare in aria Wall Street. Ha scritto anche Supercamper. Un viaggio nella saggezza del mondo (Laterza, 2021) e A morte il tiranno (HarperCollins, 2021) da cui è stato tratto l’omonimo podcast. Ha vinto il Premio Comisso e il Premio Volponi Opera Prima. È ideatore e direttore artistico del festival letterario ScrittuRa di Ravenna. Ha realizzato il podcast Bruno Neri, calciatore e partigiano per RaiPlay Sound.







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    19 min
  • Salvatore Natoli "Festival Filosofia" La virtù e il merito
    Salvatore Natoli
    "Festival Filosofia
    https://www.festivalfilosofia.it/


    Festival Filosofia, Carpi
    Sabato 17 settembre 2022, ore 11:30
    Lezione Magistrale di Salvatore Natoli
    "La virtù e il merito"

    Virtù e merito sono entrambi agonistici (perché anche la prima è in concorrenza, contro il vizio): ma praticare il bene può essere solo un principio performativo?


    Salvatore Natoli è stato a lungo professore di Filosofia teoretica presso l’Università di Milano-Bicocca. Attento alla ricostruzione delle linee fondamentali del progetto moderno, ha rivolto la sua attenzione al senso del divino nell’epoca della tecnica e alla possibilità di un’etica che sappia confrontarsi con il rapporto tra felicità e virtù e con gli aspetti della corporeità e del sacro, sottovalutati dal razionalismo classico. Ha indagato l’esperienza del dolore, dedicando studi anche alla teoria dell’azione e alle forme del fare. Tra le sue opere recenti: L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore (Roma-Bari 2010); I comandamenti. Non ti farai né idolo né immagine (con P. Sequeri, Bologna 2011); Le verità del corpo (Milano 2012); Le inquietudini della fede (Venezia 2014); I nodi della vita (Brescia 2015); Il rischio di fidarsi (Bologna 2016); Scene della verità (Brescia 2018); L’animo degli offesi e il contagio del male (Milano 2018); Il fine della politica. Dalla «teologia del regno» al «governo della contingenza» (Torino 2019); Uomo tragico, uomo biblico. Alle origini dell’antropologia occidentale (Brescia 2019); L’uomo dei dolori (Bologna 2020).


    Salvatore Natoli
    "L'uomo dei dolori"
    Edizioni Dehoniane EDB
    https://dehoniane.it/Il dolore che viene rappresentato nella Via Crucis è fortemente implicato con l’iniquità poiché è il giusto che muore a causa del male inflittogli da altri uomini. La Via dolorosa è dunque un’allegoria della nostra condizione e la potenza del messaggio cristiano non si limita a premiare il giusto, ma a perdonare e trasformare il cattivo. Gesù non ha tolto il dolore dal mondo uccidendo il colpevole, ma ha mostrato agli uomini l’iniquità mostrandosi come vittima innocente. Così Gesù manifesta il divino che c’è nell’uomo. In questo senso, anche senza risurrezione, il cristianesimo resta paradossale e anche un non credente si può sentire cristiano.



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    21 min
  • Carla Coccolo "Terra Madre" Food RegenerAction Salone del Gusto
    Carla Coccolo
    "Terra Madre"
    https://2022.terramadresalonedelgusto.com/

    Ci siamo! Terra Madre Salone del Gusto ti aspetta a Parco Dora, Torino, da giovedì 22 a lunedì 26 settembre, con il Mercato di oltre 600 produttori italiani e internazionali, un ricco programma di eventi e spazi espositivi che mettono in luce come il cibo possa essere una preziosa occasione di rigenerazione.

    Terra Madre Salone del Gusto è l’evento mondiale dedicato al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari.

    Terra Madre Salone del Gusto ti aspetta a Parco Dora, Torino, da giovedì 22 a lunedì 26 settembre, con il Mercato di oltre 600 produttori italiani e internazionali, un ricco programma di eventi e spazi espositivi che mettono in luce come il cibo possa essere una preziosa occasione di rigenerazione.


    RIGENERAZIONE: IL TEMA DI TERRA MADRE 2022
    Se il 2020 e il 2021 sono stati gli anni della resilienza, il nuovo Terra Madre Salone del Gusto sarà l’edizione della rigenerazione, di un rinnovamento radicale necessario per una reale transizione agroecologica, che – secondo Slow Food – può e deve partire dal cibo migliorando le pratiche agricole, i sistemi di produzione e distribuzione, le diete e le abitudini di consumo, nelle città come nei piccoli borghi.

    Un’edizione che torna a Torino e in Piemonte con tutte le sue forme, i suoi colori e profumi, le sue voci. Ma anche un evento ibrido, che saprà trarre il meglio dalle passate edizioni e proporrà tantissimi contenuti online, ma anche eventi diffusi, attività, esperienze organizzate dalla rete in Italia e nel mondo, per chi non potrà viaggiare.

    La rigenerazione cui guardiamo è data non solo dalla gioia e dall’entusiasmo di potersi nuovamente incontrare, ma anche da un atto di responsabilità, di amore e di cura che dobbiamo alla casa che ci ospita, la nostra Terra Madre appunto.

    RIGENERARE, AL PARCO DORA
    Parco Dora è il luogo perfetto per affrontare queste tematiche.

    Si tratta infatti di un parco post-industriale situato nell’area di Spina 3, dove fino agli anni Novanta sorgevano i grandi stabilimenti produttivi della Fiat e della Michelin. Il suo nome è dovuto al fatto che sia attraversato dalla Dora Riparia, protagonista essa stessa di una incredibile rigenerazione.

    Negli anni Cinquanta, infatti, la Dora fu “tombata”, ossia coperta un solettone in calcestruzzo armato, per ricavare un piazzale per il deposito dei rottami metallici da destinare alla fusione per la produzione delle acciaierie. A partire dagli anni Duemila fu intrapresa un’azione di stombatura, completata all’inizio del 2018, che ha ridato al fiume la possibilità di scorrere liberamente, rigenerato. Tutta l’area è oggi al centro di un progetto di trasformazione e riqualificazione urbana.

    Per la prima volta Terra Madre Salone del Gusto approda in questo spazio della città, e la scelta è fortemente simbolica: là dove, fino agli anni Novanta, sorgevano fabbriche e impianti produttivi, oggi si insedia l’evento internazionale dedicato all’agricoltura, all’allevamento, alla produzione alimentare e alle politiche ambientali e alimentari.

    FACCIAMO LA RIGENERAZIONE
    A Parco Dora parleremo di rigenerazione da molti punti di vista, privilegiando un approccio (eco)sistemico e mettendo a fuoco ciò che è, e ciò che pensiamo debba essere, l’alimentazione.

    Qualche esempio: attraverso spazi espositivi, incontri, attività didattiche ci occuperemo di rigenerazione del suolo (agroecologia, orti, prati e lotta alla cementificazione e alle monocolture intensive); delle terre alte (borghi, pascoli, castagneti, mieli, formaggi, turismo); delle città (rapporto con le campagne circostanti, food policies, orti urbani); ma anche delle relazioni (forme di solidarietà legate al cibo, agricoltura sociale, economia di comunità,...
    18 min
  • Marco Santambrogio "Festival Filosofia" Merito
    Marco Santambrogio
    "Festival Filosofia"
    https://www.festivalfilosofia.it/


    Festival Filosofia, Sassuolo
    Domenica 18 settembre 2022, ore 21:00
    Lezione Magistrale di Marco Santambrogio
    Merito
    Dare valore ai talenti

    In quale modo difendere il programma meritocratico, con i suoi principi di distribuzione dei talenti, uguaglianza delle opportunità, riconoscimento dei meriti negli impieghi, anche attraverso una valorizzazione dell’istruzione come importante fattore di giustizia sociale?

    Marco Santambrogio ha insegnato Filosofia del Linguaggio presso l’Università di Parma e l’Università San Raffaele di Milano. È socio fondatore della European Society for Analytic Philosophy (ESAP) e della Società Italiana di Filosofia Analitica (SIFA). Le sue ricerche nell’ambito della filosofia analitica riguardano la filosofia del linguaggio, la semantica dei mondi possibili, il riferimento e la teoria della verità; si è occupato anche di filosofia morale e delle questioni del merito e delle uguali opportunità, collaborando con il “Forum della meritocrazia”. Ha scritto numerosi contributi per riviste scientifiche italiane e internazionali, come “The Journal of Philosophy”, “Nous”, “Synthese”, “Dialectica”. Tra le sue opere recenti: Forma e oggetto (Milano1992); Chi ha paura del numero chiuso? (Roma-Bari 1997); Manuale di scrittura non creativa (Roma-Bari 2006); Come si scrive un saggio (Roma-Bari 2015, ebook); Come si risponde a un’argomentazione (Roma-Bari 2015, ebook); Il complotto contro il merito (Roma-Bari 2022)



    Marco Santambrogio
    "Il complotto contro il merito"
    Laterza Editori
    https://www.laterza.it/
    È giusto che ciascuno abbia quello che merita; ingiusto che ottenga un bene, o soffra un male, che non merita. Questa è l’idea di giustizia di Aristotele e del senso comune. Michael Sandel obietta che la meritocrazia pretende di premiare il merito ma produce arroganza e umiliazione. L’accusa è infondata. A scuola, all’università, sul lavoro, nello sport non possiamo fare a meno di riconoscere e premiare il merito. La meritocrazia ha un volto umano.

    Si dice che in una società meritocratica i redditi seguano i meriti. Ma in alcune società contemporanee che si presentano come meritocratiche le differenze di reddito sono enormi. Com’è possibile che alcuni abbiano meriti superiori ad altri di centinaia di volte? Da qui prende oggi le mosse il rifiuto del programma meritocratico che nella seconda metà del secolo scorso era la sostanza del ‘sogno americano’ ed era sottoscritto dal laburismo britannico e dal socialismo riformista europeo. Marco Santambrogio difende la meritocrazia con due ordini di argomenti. Dimostra da un lato che quelle società si presentano come meritocratiche ma non rispettano il principio irrinunciabile delle uguali opportunità. Dall’altro sostiene su solide basi filosofiche che il merito non si trasferisce dalle posizioni e dai posti di lavoro alle retribuzioni che li accompagnano. Non si butti dunque il bambino con l’acqua sporca. Si continui – o, in qualche caso, si cominci – a distribuire posti e posizioni rispettando le competenze, senza favoritismi e dando a tutti uguali opportunità. La meritocrazia consiste in questo. Quanto alle enormi differenze di reddito, si dimostri che sono meritate. Se non ci si riesce, una tassazione equa (richiesta dagli stessi principi meritocratici) si preoccuperà di ridurre le sperequazioni immeritate.




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    23 min
  • Enzo Bianchi "Festival Filosofia" Misericordia
    Enzo Bianchi
    "Festival Filosofia"
    https://www.festivalfilosofia.it/



    Festival Filosofia, Sassuolo
    Domenica 18 settembre 2022, ore 18:00
    Lezione Magistrale di Enzo Bianchi
    "Misericordia"
    Pratiche di giustizia e di perdono


    La misericordia, intesa come cura e amore del prossimo, è sovraordinata alla stessa legge? Quale nesso lega le pratiche di giustizia e la disposizione al perdono?


    Enzo Bianchi è il fondatore della Comunità monastica di Bose, di cui è stato priore fino al gennaio 2017. È una delle voci più ascoltate dell’esperienza religiosa nell’epoca contemporanea. Esperto di mistica e di spiritualità, è autore di commenti a libri della Bibbia (Genesi, Cantico dei Cantici, Apocalisse). Tra le sue opere recenti: Ama il prossimo tuo (con M. Cacciari, Bologna 2011); Fede e fiducia (Torino 2013); Dono e perdono (Torino 2014); Raccontare l’amore. Parabole di uomini e donne (Milano 2015); Spezzare il pane. Gesù a tavola e la sapienza del vivere (Torino 2015); Gesù e le donne (Torino 2016); Ero straniero e mi avete ospitato (Milano 2017); La vita e i giorni. Sulla vecchiaia (Bologna 2018); «Non muri ma ponti». Per una cultura dell’incontro e del dialogo (con N. Galantini e G. Ravasi, Cinisello Balsamo 2018); L’acqua è insegnata dalla sete. Riflessioni sull’errore umano (con P. Coda, A. Deho’, F. Occhetto, A. Potente, L. Verdi, Torino 2022).


    "Casa della Madia"
    https://casadellamadia.org/
    Scopo di questo sito è aiutare Enzo Bianchi a realizzare il progetto Casa della Madia.
    Ciò significa raccogliere i fondi necessari a pagare il mutuo decennale acceso per l’acquisto della Casa, nonché per portare a termine la sua ristrutturazione e renderla il luogo che merita di essere, a beneficio di moltissime persone.
    https://casadellamadia.org/donations/donation-form-2/




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  • Silvia Kuna Ballero "Travolti da un atomico destino"
    Silvia Kuna Ballero
    "Travolti da un atomico destino"
    Perché non ci fidiamo del nucleare
    Chiarelettere Edizioni
    https://www.chiarelettere.it/


    Silvia Kuna Ballero affronta il tema complesso e controverso del nucleare con un approccio scientifico rigoroso, senza trascurare gli aspetti sociali e comunicativi che hanno contribuito a definire le nostre inquietudini. Questo libro è uno strumento prezioso per costruirsi una migliore consapevolezza sul nucleare.”
    Beatrice Mautino @divagatrice

    Il nucleare ci salverà o ci distruggerà? L’energia atomica è da sempre oggetto di mitologie, false credenze, mistificazioni. I mostri radioattivi e le lande contaminate protagonisti di tanta letteratura e cinematografia pervadono il nostro immaginario sul nucleare fin dal
    periodo della Guerra fredda e, nel tempo, a tali paure se ne sono aggiunte altre più concrete che rispondono ai nomi di Černobyl, Fukushima, Zaporižžja. Di fronte a nuove, stringenti problematiche come la crisi climatica ed energetica o all’emergere di minacciosi conflitti, conosciamo l’impatto della normale operatività di una centrale sulla salute dei lavoratori e della popolazione che vive in prossimità? Siamo in grado di soppesare lucidamente vantaggi e svantaggi della costruzione di una centrale in Europa o dell’insediamento di un deposito permanente per le scorie radioattive sul nostro territorio?
    Di accettare o escludere il nucleare come parte del mix energetico? Perché ci preoccupiamo per le centrali, ma non per l’impiego del nucleare in medicina o nella ricerca? Nello stile della più brillante e accurata divulgazione scientifica, l’autrice ripercorre gli sviluppi del nucleare militare e civile, ci racconta da vicino Černobyl e le reali cause e conseguenze di altri gravi incidenti, affronta la spinosa questione dei rifiuti tossici e, dati alla mano, ci aiuta a discernere tra vecchie e nuove inquietudini, prospettive realistiche e false speranze generate dall’atomo.
    Continuiamo pure a divertirci con i mostri mutanti della fiction, ci dice, ma liberiamoci da ogni altra fantascientifica paura o aspettativa.
    La tecnologia nucleare richiede responsabilità.








    Silvia Kuna Ballero, astrofisica di forma­zione, divide il suo tempo tra l’insegnamen­to di matematica e fisica e la comunicazione scientifica da freelance sui temi dei rappor­ti tra la scienza e le sue rappresentazioni, con particolare attenzione per l’esplorazio­ne spaziale e la storia dell’energia nucleare. Dal 2015 fa parte dell’associazione culturale Scientificast. Ha collaborato a progetti di didattica e comunicazione della scienza per Rizzoli Education, Airc e Radio3 Scienza, e ha scritto per riviste come “Vice” Italia, “Il Tascabile”, “Le Scienze” e “Mind”.



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    24 min
  • Umberto Curi "Festival Filosofia" Pena
    Umberto Curi
    "Festival Filosofia"
    https://www.festivalfilosofia.it/



    Festival Filosofia, Sassuolo
    Domenica 18 settembre 2022, ore 16:30
    Lezione Magistrale di Umberto Curi
    "Pena"
    Un paradossale corrispettivo della colpa


    Quali sono gli elementi paradossali insiti in una logica della pena, così come i tratti aporetici di quei modelli di giustizia che presentano una concezione della pena come corrispettivo della colpa?


    Umberto Curi è professore emerito di Storia della filosofia presso l’Università di Padova, ha insegnato presso l’Università San Raffaele di Milano. È stato visiting professor presso numerosi atenei europei e americani. Nei suoi studi si è occupato della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne la dinamica epistemologica e filosofica, rivolgendosi a uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra, verità, pena, approfondendo anche il rapporto tra cinema e filosofia. Tra le sue opere recenti: Straniero (Milano 2010); L’apparire del bello. Nascita di un’idea (Torino 2013); La porta stretta. Come diventare maggiorenni (Torino 2015); I figli di Ares. Guerra infinita e terrorismo (Roma 2016); Le parole della cura. Medicina e filosofia (Milano 2017); Veritas indaganda (Nocera Inferiore SA 2018); Il colore dell’inferno. La pena tra vendetta e giustizia (Torino 2019); Parola ai film (con B. Ayroldi Sagarriga, Milano 2021); Fedeli al sogno. La sostanza onirica da Omero a Derrida (Torino 2021).




    Umberto Curi
    La pena tra vendetta e giustizia
    "Il colore dell'inferno"
    Bollati Boringhieri
    https://www.bollatiboringhieri.it
    «Dove mai avrà termine, dove mai placata cesserà la furia di Ate?» L’interrogativo angoscioso di Eschilo non smette di risuonare dopo migliaia di anni. Abbiamo forse dimenticato il nome della funesta divinità greca che prima induceva gli uomini in errore e poi ne esigeva inclemente la punizione, ma della sua vendicatività rimane un’impronta nell’idea di giustizia a cui è ispirata l’attuale civiltà giuridica. La rassicurante contrapposizione tra vendetta e barbarie da un lato – la violenza sommaria del «sangue chiama sangue» – e giustizia e civiltà dall’altro tradisce infatti una infondatezza che sgomenta. Scrutando nel cono d’ombra dell’azione penale con lo sguardo penetrante di chi coglie ambivalenze e fratture nella presunta rotondità dei concetti, Umberto Curi vi rintraccia l’aspetto arcaico e irrisolto che tinge ancora il dispositivo della pena del «colore dell’inferno», secondo l’espressione di Simone Weil. Lungo il tragitto a lui familiare, che dalla grecità dei filosofi e dei tragici arriva a Nietzsche e al pensiero contemporaneo, Curi testa la resistenza, e la fragilità, del principio di giusta «retribuzione» del reato attraverso un castigo adeguato. L’equità che intende garantire era invocata anche dall’ingiunzione biblica «frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente» e dalla legge del taglione fissata dalle XII Tavole romane, ossia dai meccanismi che prevedevano la reciprocità del danno. Infliggere sofferenza al colpevole, sia per ristabilire l’ordine cosmico infranto sia, più modernamente, a scopo rieducativo o preventivo, oscilla tra una concezione sacrale della pena come espiazione e una visione compensativa che rimanda all’antica relazione tra debitore e creditore. Impostazioni che, tuttavia, sortiscono l’effetto-paradosso di assolvere la colpa, una volta estinto il debito con la pena, senza alleviare il dolore della vittima. Proprio alla fuoriuscita dalla logica del paradigma retributivo e di quello pedagogico lavora oggi la giustizia riparativa, che mette invece al centro il rapporto tra offensore e offeso. Perché si possa, infine,...
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