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  • Armando Matteo "Convertire Peter Pan"
    Armando Matteo
    "Convertire Peter Pan"
    Il destino della fede nella società dell'eterna giovinezza
    Ancora Libri
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    Peter Pan ha trionfato. Ha trionfato nel cuore degli adulti e delle adulte del nostro tempo, ne ha anestetizzato il senso di prossimita? e di responsabilita?, convincendoli che fuori dalla giovinezza non c’e? salvezza. E li spinge, giorno dopo giorno, a non risparmiare alcuna energia per restare giovani a ogni costo. Anche al costo di un loro plateale rimbecillimento e della messa a repentaglio del bene delle generazioni che ora vengono al mondo.Questo e? quello che ci ha rivelato pienamente il tempo della pandemia. Questo e? il “caso serio” con il quale i credenti debbono coraggiosamente confrontarsi: la “conversione giovanilistica” delle generazioni adulte, che manda in soffitta la categoria del “credente non praticante” e rende le chiese sempre piu? vuote.Il saggio individua in due appassionati discorsi di papa Francesco alla Curia romana la road map per dare vita a un cristianesimo all’altezza della sfida dell’ora presente: un cristianesimo che sappia fare i conti con il cambiamento d’epoca, con la fine della cristianita? e con l’urgenza di un rinnovamento pastorale e missionario.Nel tempo in cui la giovinezza e? diventata il senso unico e l’unico senso della vita umana, e? ancora possibile essere cristiani? Quale spazio resta al Vangelo nell’epoca del trionfo di Peter Pan?



    Armando Matteo, nato a Catanzaro nel 1970, è docente di Teologia fon­damentale alla Pontificia Università Urbaniana di Roma. Nell’aprile 2022 è stato nominato da papa Francesco segretario per la Sezione Dottrinale del Dicastero per la Dottrina della fede. Dal 2005 al 2011 è stato assistente ec­clesiastico nazionale della FUCI e dal 2019 al 2021 direttore della rivista «Ur­baniana University Journal».




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    27 min
  • Aldo Becce "Kum! Festival"
    Aldo Becce
    "Kum! Festival"
    https://www.kumfestival.it/



    Il tema del fine vita chiude un ciclo aperto a suo tempo con l'edizione del festival dedicata a L'origine della vita.
    La crisi pandemica che ha colpito le nostre società non ha fatto che rendere più drammatica un'esperienza che interroga da sempre la vita umana. Come e più di tutte le soglie che la nostra avventura attraversa, l'ultima si carica di significati molteplici e proietta la sua ombra potente sulle precedenti.
    Ma il fine vita è ancora un momento della vita, un passaggio in cui è possibile fare qualcosa di sé, un'occasione in cui dare testimonianza di un'esistenza e raccogliere la testimonianza di chi l'ha accompagnata e la accompagna. Ecco perché il tempo della fine è un tempo enigmatico, apre domande etiche, scuote la politica, divide l'opinione pubblica, suscita controversie giuridiche, interroga le pratiche mediche e i saperi scientifici, sfida le più antiche tradizioni religiose.
    Così il festival allargherà lo sguardo per cerchi concentrici, estendendo l'interrogazione alla fine delle grandi narrazioni storiche, al tramonto di mondi culturali e assetti geopolitici, alla catastrofe climatica che sembra procedere inarrestabile, alla nascita e alla morte delle stelle e degli universi.
    Federico Leoni, Massimo Recalcati



    Sabato 15 ottobre 2022, ore 14:00
    Lectio Magistralis "Morte, lutto, resurrezione"
    con Aldo Becce


    Domenica 16 ottobre 2022, ore 15:00
    Dialoghi "Quando finisce un amore"
    con Mariela Castrillejo e Aldo Becce




    Aldo Becce, nato in Argentina, vive e lavora a Trieste come psicoanalista.
    Inizia l'esperienza clinica come membro fondatore di un servizio di psicopatologia in un ospedale a Buenos Aires, nel 1979.
    Ha un’esperienza decennale come psicologo nel Servizio Sociale del Comune di Muggia (TS).
    È stato Giudice Onorario presso il Tribunale per Minorenni di Trieste ed è Perito e Consulente Tecnico d'Ufficio in ambito penale e civile.
    Presidente di Jonas Italia - Ente di coordinamento delle sedi locali Jonas, Telemaco e Gianburrasca che eredita i valori e la mission di Jonas Onlus - Centro di Clinica Psicoanalitica per i Nuovi Sintomi, fondata nel 2003 da Massimo Recalcati.
    È stato professore di Pedagogia Interculturale della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Trieste.
    Attualmente è professore delle materie Psicologia Evolutiva 1, Psicoanalisi applicata al campo giuridico e Deontologia Professionale/Erica della Psicoanalisi nell’IRPA, Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata sedi di Milano ed Ancona e del Seminario d’introduzione alla Psicologia Giuridica nella Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste.
    È membro della Società Triestina di Psicoanalisi.
    È autore del libro Scene della vita forense. Psicoanalisi Lacaniana e discorso giuridico. Mimesis, Milano 2017.



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    29 min
  • Lorenzo Saraceno "Camaldoli: solitudine e comunione"
    Lorenzo Saraceno
    "Camaldoli: Solitudine e Comunione"
    Le fonti spirituali di un carisma millenario
    Ancora Libri
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    Sono qui raccolti testi di diversa natura, che hanno costituito il nucleo originario dei riferimenti normativi e spirituali intorno al quale, con alterne vicende e con varie configurazioni istituzionali, si è sviluppata la rete monastica ed eremitica di cui da mille anni soprattutto Camaldoli è stato il centro propulsore e unificante. Alcuni sono più noti (come la Vita Romualdi e il Dominus vobiscum), altri meno, se non a un pubblico più specialistico. Il recente fiorire di studi intorno a questi testi e al contesto storico in cui sono nati, ci consente ora di meglio leggerli e apprezzarli, ricavando un affresco più definito di un carisma che ha saputo modulare l’aspirazione alla solitudine come luogo della semplicità e della verità davanti a Dio e agli uomini e l’esigenza della comunione come luogo in cui misurarsi per praticare il precetto dell’amore di Dio e degli uomini. Un carisma che, proprio in ragione della sua duplice dimensione di solitudine e comunione, non manca, oggi come in passato, di esercitare il suo fascino dentro e anche fuori della Chiesa in uomini e donne alla ricerca del senso del vivere e dell’amare.





    Lorenzo Saraceno osbcam, laureato in Lettere moderne, ha insegnato materie letterarie in vari istituti scolastici pubblici fino al 2002 e collabora con la cattedra di latino medievale dell'Università di Verona. Dal 1996 gli è stata affidata la responsabilità della cura redazionale complessiva e della traduzione in italiano per l’edizione bilingue (latina e italiana) dell’Opera omnia di Pier Damiani, edita in dodici volumi dalla Congregazione Camaldolese e da Città Nuova di Roma, ormai in fase di conclusione. Nel frattempo, oltre ad altri saggi su tematiche monastiche, sono stati pubblicati presso riviste e opere scientifiche alcuni suoi contributi connessi a questa impresa editoriale, volti soprattutto a individuare, attraverso le forme linguistiche e stilistiche del linguaggio damianeo, alcuni tratti peculiari del profilo spirituale e teologico di quell’autore. Ha pubblicato inoltre alcuni scritti di argomento biblico, ad esemplificazione di un metodo di lectio divina fondata su una analisi testuale che si vorrebbe fedele alla lettera ed esegeticamente rigorosa, praticata con chi frequenta la sua comunità monastica.




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    27 min
  • Francesca Peliti "Paolo Dall'Oglio e la Comunità di Deir Mar Musa"
    Francesca Peliti
    "Paolo Dall'Oglio e la Comunità di Deir Mar Musa"
    Effatà Editrice
    https://editrice.effata.it/

    Nei lontani anni Ottanta un giovane Paolo Dall’Oglio si imbatte per caso in un antico monastero sperduto fra le montagne nel Qalamun siriano a circa 1500 metri di altitudine, a metà strada fra Damasco e Homs. Quel luogo e la spiritualità che ne emana diventano la missione del giovane gesuita che ha, oltre alla vocazione, l’idea di un punto di incontro fisico e simbolico fra Oriente e Occidente.

    Nel corso di lunghi anni la visione teologica e spirituale di padre Paolo ha coinvolto un gran numero di persone, le ha colpite, cambiando il corso delle loro esistenze. Dal 1982 il monastero di Mar Musa al-Habashi, ovvero di San Mosè l’Abissino, è diventato un saldo punto di riferimento per il dialogo islamo-cristiano ed è passato attraverso numerose trasformazioni, sopravvivendo alla guerra, alla minaccia dell’Isis e al rapimento del suo fondatore avvenuto a Raqqa il 29 luglio 2013. Da allora, di lui non si hanno più notizie.

    Questo libro ne racconta la storia attraverso la voce dei protagonisti. Ciascuna di queste testimonianze narra un viaggio nel cuore della fede, dell’accoglienza e dell’amore verso l’Islam. È un viaggio carico di umanità spesso difficile e sofferto ma sempre accompagnato da una profonda comunione spirituale all’interno della Comunità e guidato dalla fede.

    È un viaggio iniziato per mano di padre Paolo, ma che non è finito con la sua scomparsa. Al contrario. In questi scritti la Comunità rinnova un voto di fede che trascende le vicende storiche per rimettere al centro il pensiero del suo fondatore. Oltre le testimonianze dei monaci, delle monache e dei laici che a vario titolo hanno fatto parte di questa storia, dodici lettere di padre Paolo accompagnano il racconto.

    Questo libro ci racconta e ci spiega molte cose, dando giustamente lo spazio principale alle testimonianze personali di tutti i membri della Comunità che ne fanno parte finora, o di altri che hanno partecipato più profondamente al suo cammino nel corso degli anni. Paolo è presentissimo, come origine, guida e ispiratore di questa straordinaria avventura, e anche con le sue lettere. Ma non c’è solo lui. Ed è proprio per questo che la Comunità c’è ancora.

    Padre Federico Lombardi s.j.




    Francesca Peliti ha lavorato per quindici anni nell’azienda tipografica di famiglia, quindi dal 1990 al 2014 si è occupata di editoria e comunicazione con il fratello Mario (Peliti Associati). Oggi collabora con il marito Federico Castellucci nell’azienda agricola nelle Marche, studia teologia e si adopera con altri amici per dare sostegno alla Comunità di Deir Mar Musa.



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    29 min
  • Cataldo Zuccaro "Le dinamiche del discernimento"
    Cataldo Zuccaro
    "Le dinamiche del discernimento"
    Verso la soluzione dei conflitti morali
    Queriniana Editrice
    https://www.queriniana.it/


    «Provo a raccogliere un ventaglio di strumenti operativi perché, in mezzo ad una pluralità di valori umani, ciascuno possa orientarsi e percorrere il suo sentiero di vita, realizzando quel particolare bene morale cui è chiamato» (Cataldo Zuccaro).

    Il discernimento morale costituisce la modalità ordinaria attraverso cui la persona, obbedendo alla propria coscienza, realizza il bene particolare a cui è chiamata. Saper discernere permette di superare i rischi della paralisi (la paura di sbagliare) e del relativismo (l’indifferenza ai valori).
    Ora, soprattutto davanti ai dilemmi più acuti e talvolta drammatici della vita – per esempio in campo bioetico – la tradizione cristiana ha elaborato una serie di strumenti operativi al servizio del discernimento morale. Si tratta di “principi pratici” come quello che verifica la liceità della cooperazione al male, come il duplice effetto, il male minore, la ragione proporzionata, o come la casistica e il probabilismo.
    Dopo aver presentato la natura del discernimento morale, il volume di Zuccaro studia uno a uno questi principi pratici, ponendo particolare attenzione alla loro genesi storica e al loro sviluppo. E mostra la loro indubbia utilità strumentale.
    Non solo, ma svela anche come essi richiamino una concezione della teologia morale più umile e più attenta alla concretezza delle situazioni particolari.



    Cataldo Zuccaro (1953) sacerdote della diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, è ordinario di teologia morale fondamentale nella Facoltà di teologia della Pontificia Università Urbaniana di Roma, dove ha ricoperto anche l’incarico di decano e di rettore. È professore invitato presso l’Università degli studi di Urbino «Carlo Bo». È assistente ecclesiastico nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale. La sua riflessione è da sempre attenta a discutere le nozioni della morale fondamentale, anche quando con diversa consapevolezza vengono impiegate nelle tematiche etiche particolari.


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    24 min
  • Maria Laura Bergamaschi "Kum! Festival"
    Maria Laura Bergamaschi
    "Kum! Festival"
    https://www.kumfestival.it/



    Il tema del fine vita chiude un ciclo aperto a suo tempo con l'edizione del festival dedicata a L'origine della vita.
    La crisi pandemica che ha colpito le nostre società non ha fatto che rendere più drammatica un'esperienza che interroga da sempre la vita umana. Come e più di tutte le soglie che la nostra avventura attraversa, l'ultima si carica di significati molteplici e proietta la sua ombra potente sulle precedenti.
    Ma il fine vita è ancora un momento della vita, un passaggio in cui è possibile fare qualcosa di sé, un'occasione in cui dare testimonianza di un'esistenza e raccogliere la testimonianza di chi l'ha accompagnata e la accompagna. Ecco perché il tempo della fine è un tempo enigmatico, apre domande etiche, scuote la politica, divide l'opinione pubblica, suscita controversie giuridiche, interroga le pratiche mediche e i saperi scientifici, sfida le più antiche tradizioni religiose.
    Così il festival allargherà lo sguardo per cerchi concentrici, estendendo l'interrogazione alla fine delle grandi narrazioni storiche, al tramonto di mondi culturali e assetti geopolitici, alla catastrofe climatica che sembra procedere inarrestabile, alla nascita e alla morte delle stelle e degli universi.
    Federico Leoni, Massimo Recalcati



    Venerdì 14 ottobre 2022, ore 18:30
    Evento Speciale
    "Il faticoso rapporto dell'uomo con la fine"
    Frammenti di lettura da La freccia ferma di Elvio Fachinelli
    Maria Laura Bergamaschi, Monica Carestia, Pino Pitasi, Paolo Borin




    Maria Laura BergamaschiMaria Laura Bergamaschi vive a Milano, dove pratica la psicoanalisi nel tentativo di farne un lavoro “senza fissa dimora”.
    Socio jonas PAVIA e Ancona. Socia di società pavese di psicoanalisi.
    Nel 2018 ha pubblicato per la collana tyche di Mimesis“Adolescenti migranti e nuovi mondo”.


    Elvio Fachinelli
    "La freccia ferma"
    Tre tentativi di annullare il tempo
    Adelphi
    https://www.adelphi.it/
    «In una grande città moderna, un uomo tenta di annullare il tempo, di rendere non avvenuto quanto gli accade. La sorpresa che ciò provoca suscita una ricerca, che si muove su più piani. Il tentativo di annullamento risulta collegato con un problema di rinnegamento della morte, secondo una configurazione caratteristica che però si ritrova anche altrove: per esempio, nella trasformazione arcaica dei morti in antenati e in un evento tipico di questo secolo, il fascismo.
    «Da quest’esame si profila una possibilità: non già quella di uguagliare una vicenda individuale a quella di interi gruppi o società (come tentò Freud in Totem e tabù), ma quella di fondare la differenza, ineliminabile, tra individuo e società nella diversa distribuzione di posizioni comuni.
    «Ne risultano anche alcune questioni chiave, che riguardano: il problema del sacro pre-divino e post-divino; la storia, intesa non soltanto come “somma di tutte le storie possibili” (Braudel), ma anche come somma di quelle impossibili; infine l’idea di un sapere sull’uomo che abbia come asse centrale comune l’elaborazione temporale (cronotipia)». Così Fachinelli stesso presentava questo libro, quando lo pubblicò presso la sua casa editrice L’erba voglio nel 1979.
    Oggi lo leggiamo come una di quelle rare indagini che sanno intrecciare e mescolare con naturalezza l’analisi delle potenze psichiche che reggono un singolo e il singolo con quella sulle potenze che operano nella storia.


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    33 min
  • Rocco Ronchi "Kum! Festival"
    Rocco Ronchi
    "kum! Festival"
    https://www.kumfestival.it/




    Il tema del fine vita chiude un ciclo aperto a suo tempo con l'edizione del festival dedicata a L'origine della vita.
    La crisi pandemica che ha colpito le nostre società non ha fatto che rendere più drammatica un'esperienza che interroga da sempre la vita umana. Come e più di tutte le soglie che la nostra avventura attraversa, l'ultima si carica di significati molteplici e proietta la sua ombra potente sulle precedenti.
    Ma il fine vita è ancora un momento della vita, un passaggio in cui è possibile fare qualcosa di sé, un'occasione in cui dare testimonianza di un'esistenza e raccogliere la testimonianza di chi l'ha accompagnata e la accompagna. Ecco perché il tempo della fine è un tempo enigmatico, apre domande etiche, scuote la politica, divide l'opinione pubblica, suscita controversie giuridiche, interroga le pratiche mediche e i saperi scientifici, sfida le più antiche tradizioni religiose.
    Così il festival allargherà lo sguardo per cerchi concentrici, estendendo l'interrogazione alla fine delle grandi narrazioni storiche, al tramonto di mondi culturali e assetti geopolitici, alla catastrofe climatica che sembra procedere inarrestabile, alla nascita e alla morte delle stelle e degli universi.
    Federico Leoni, Massimo Recalcati




    Domenica 17 ottobre 2021, ore 12:30
    "Veri e falsi movimenti. Ricominciare dopo la crisi"
    Rocco Ronchi




    Rocco Ronchi è ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi dell’Aquila. Tiene corsi e seminari in varie università italiane e straniere. Insegna Filosofia presso l’IRPA (Istituto di ricerca di psicanalisi applicata) di Milano. Dirige la collana “Filosofia al presente” della Textus edizioni dell'Aquila e la collana Canone minore per la casa editrice Mimesis di Milano. Organizza e coordina la Scuola di filosofia teoretica Praxis di Forlì. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Gilles Deleuze,Feltrinelli, Milano 2015; Il canone minore. Verso una filosofia della natura, Feltrinelli, Milano 2017 (La lignemineure, Mimésis France, 2020); Bertolt Brecht, Orthotes, Napoli-Salerno 2017. Insieme a Riccardo Panattoni ha curato il volume: Immanenza: una mappa, Mimesis, Milano 2019.




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  • Laura Campanello "Kum! Festival"
    Laura Campanello
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    Il tema del fine vita chiude un ciclo aperto a suo tempo con l'edizione del festival dedicata a L'origine della vita.
    La crisi pandemica che ha colpito le nostre società non ha fatto che rendere più drammatica un'esperienza che interroga da sempre la vita umana. Come e più di tutte le soglie che la nostra avventura attraversa, l'ultima si carica di significati molteplici e proietta la sua ombra potente sulle precedenti.
    Ma il fine vita è ancora un momento della vita, un passaggio in cui è possibile fare qualcosa di sé, un'occasione in cui dare testimonianza di un'esistenza e raccogliere la testimonianza di chi l'ha accompagnata e la accompagna. Ecco perché il tempo della fine è un tempo enigmatico, apre domande etiche, scuote la politica, divide l'opinione pubblica, suscita controversie giuridiche, interroga le pratiche mediche e i saperi scientifici, sfida le più antiche tradizioni religiose.
    Così il festival allargherà lo sguardo per cerchi concentrici, estendendo l'interrogazione alla fine delle grandi narrazioni storiche, al tramonto di mondi culturali e assetti geopolitici, alla catastrofe climatica che sembra procedere inarrestabile, alla nascita e alla morte delle stelle e degli universi.
    Federico Leoni, Massimo Recalcati



    Sabato 15 Ottobre 2022, ore 17.00
    "Vivere il tempo nel fine vita: il ruolo delle cure palliative"
    con Sharon Nahas, Rabih Chattat, Laura Campanello
    A cura di Fondazione Seragnoli

    Domenica 16 ottobre 2022, ore 11:00
    "la vita all'hospice: la cura del dolore totale tra medicina e filosofia"
    con Augusto Caraceni e Laura Campanello

    Laura Campanello
    "Ricominciare"
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/
    Questo libro ti accompagna nel processo di rinascita, nell’avventura di “rimettersi al mondo”, magari più volte nell’arco di un’esistenza, adottando una nuova e differente forma. Grazie a riflessioni, storie, domande, consigli pratici ed esercizi, capirai quali sono i messaggi che ricevi quotidianamente dalla tua anima e imparerai a non ignorarli, soprattutto quando hanno a che fare con le tue inclinazioni più profonde, la tua vocazione, e ti indicano come poter sbocciare al meglio. Così imparerai, passo dopo passo, a conoscerti meglio e a praticare l’arte filosofica della “cura di sé” attraverso una serie di esercizi che ti aiuteranno a trovare la tua bussola e la tua dieta spirituale: un percorso innovativo e personale per riprendere in mano le redini della tua vita.




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  • Andrea Bellavita "Kum! Festival"
    Andrea Bellavita
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    Il tema del fine vita chiude un ciclo aperto a suo tempo con l'edizione del festival dedicata a L'origine della vita.
    La crisi pandemica che ha colpito le nostre società non ha fatto che rendere più drammatica un'esperienza che interroga da sempre la vita umana. Come e più di tutte le soglie che la nostra avventura attraversa, l'ultima si carica di significati molteplici e proietta la sua ombra potente sulle precedenti.
    Ma il fine vita è ancora un momento della vita, un passaggio in cui è possibile fare qualcosa di sé, un'occasione in cui dare testimonianza di un'esistenza e raccogliere la testimonianza di chi l'ha accompagnata e la accompagna. Ecco perché il tempo della fine è un tempo enigmatico, apre domande etiche, scuote la politica, divide l'opinione pubblica, suscita controversie giuridiche, interroga le pratiche mediche e i saperi scientifici, sfida le più antiche tradizioni religiose.
    Così il festival allargherà lo sguardo per cerchi concentrici, estendendo l'interrogazione alla fine delle grandi narrazioni storiche, al tramonto di mondi culturali e assetti geopolitici, alla catastrofe climatica che sembra procedere inarrestabile, alla nascita e alla morte delle stelle e degli universi.
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    Kum! Festival
    Venerdì 14 ottobre, ore 19:00
    Visioni
    "Lasciare andare. Amore e morte etica nel cinema di Clint Eastwood"
    con Andrea Bellavita



    Andrea Bellavita
    "Che cos'è la narrazione cinematografica"
    Carocci Editore
    http://www.carocci.it/
    Che cosa rende così affascinante e coinvolgente il racconto di un film? Che cosa lo distingue dalle forme narrative più classiche, a partire dalla letteratura? Ennio Flaiano ha detto: «Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile». Ma è realmente così? Il volume intende spiegare invece come la narrazione cinematografica "muove" lo spettatore. Per farlo, analizza le fasi del racconto, dalla scrittura alla realizzazione e montaggio; le strutture narrative di base; i cambiamenti storici, dal cinema delle origini a quello postmoderno e contemporaneo e le caratteristiche dei principali generi.




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  • Simone Regazzoni "Kum! Festival"
    Simone Regazzoni
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    La crisi pandemica che ha colpito le nostre società non ha fatto che rendere più drammatica un'esperienza che interroga da sempre la vita umana. Come e più di tutte le soglie che la nostra avventura attraversa, l'ultima si carica di significati molteplici e proietta la sua ombra potente sulle precedenti.
    Ma il fine vita è ancora un momento della vita, un passaggio in cui è possibile fare qualcosa di sé, un'occasione in cui dare testimonianza di un'esistenza e raccogliere la testimonianza di chi l'ha accompagnata e la accompagna. Ecco perché il tempo della fine è un tempo enigmatico, apre domande etiche, scuote la politica, divide l'opinione pubblica, suscita controversie giuridiche, interroga le pratiche mediche e i saperi scientifici, sfida le più antiche tradizioni religiose.
    Così il festival allargherà lo sguardo per cerchi concentrici, estendendo l'interrogazione alla fine delle grandi narrazioni storiche, al tramonto di mondi culturali e assetti geopolitici, alla catastrofe climatica che sembra procedere inarrestabile, alla nascita e alla morte delle stelle e degli universi.
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    Kum! Festival
    Venerdì 14 ottobre 2022, ore 18:00
    Ritratti di Simone Regazzoni
    Jacques Derrida. Infine vita.


    Kum! Festival
    Sabato 15 ottobre 2022, ore 12.30
    Presentazione collana "Melangolo Kum" Volume V
    con Isabella Guanzini e Simone Regazzoni




    Simone Regazzoni
    "Jacques Derrida. Il destino della scrittura"
    Feltrinelli
    https://www.feltrinellieditore.it/
    Nell'ultima intervista rilasciata prima di morire, Jacques Derrida affermava di provare due sensazioni contrastanti, opposte, in merito al proprio lascito e alla propria eredità. Da un lato pensava che subito dopo la sua morte non sarebbe rimasto più nulla, a eccezione dei libri depositati nelle biblioteche. Dall'altro, sentiva che la sua opera non era ancora stata davvero letta, e che questa lettura restava a venire. Oggi Derrida è un autore consacrato come uno dei classici della filosofia del Novecento: un filosofo letto e commentato, su cui si è scritto e si continua a scrivere molto, e di cui è in corso di pubblicazione l'opera omnia a partire dai seminari inediti. La "decostruzione", formula con cui si è voluto riassumere il suo pensiero, è stata ricostruita dal punto di vista storicofilosofico. Temi come la decostruzione delle idee di verità e di realtà sono entrati nel dibattito pubblico. Che cosa resta da fare dunque? Occorre cominciare a leggere Derrida in modo nuovo, per provare a ereditare il cuore della sua filosofia e condurla verso l'avvenire. Si tratta, per citare Derrida, non tanto di ordinare i resti secondo la logica dell'archivista, ma di "vagliare il fuoco" per provare a portarlo. La sfida dell'eredità, la sfida per gli "eredi", è questa: provare a portare il fuoco. Quella di Simone Regazzoni non è una ricostruzione storicofilosofica del pensiero di Derrida. È un dialogo serrato, e selettivo, con Jacques Derrida, a partire dai suoi testi. Tenendo presente la sua intera produzione e gli snodi della sua biografia, che per Derrida è intimamente intrecciata al pensiero e non può essere dimenticata.



    Simone Regazzoni
    "Oceano"
    Filosofia del pianeta
    Ponte alle Grazie
    https://www.ponteallegrazie.it/

    La crisi ecologica che colpisce il nostro pianeta è una crisi cosmologica che ci obbliga oggi a ripensare l'idea stessa di pianeta e di vita al di là di quel costrutto culturale a misura d'uomo che...
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