il posto delle parole

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  • Roberto Rossi Precerutti "Lo sgomento della grazia"
    Roberto Rossi Precerutti
    "Lo sgomento della grazia"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    Nella prima sezione del libro, Morte e apoteosi di Iacopo Pontormo, il febbrile, tormentato lavoro del pittore cinquecentesco nella basilica fiorentina di San Lorenzo, i cui perduti, mirabili affreschi furono guardati con diffidenza fin dal loro apparire per sospetta eterodossia religiosa, assume il valore di metafora dell’“esilio” e dell’azione creatrice di ogni artista, teso a superare i limiti della propria finitudine in virtù dell’appalesarsi, fra sgomento ed estasi, della grazia, qui intesa (anche laicamente, si badi) come luminoso grumo di voce divina celato dentro l’opaco guscio della caducità.

    Controcanto a tale dramma è la seconda sezione, Stanze per una vita mediocre, che sembra inverare il convincimento proustiano secondo il quale «la vera vita, la vita infine scoperta e illuminata, la sola vita di conseguenza realmente vissuta, è la letteratura»: la scrittura è dunque ossessione e attesa di un forse impossibile riscatto dalla pena e dal niente della nostra parabola terrena.

    Infine, in Fedeltà e ardore, la voce di Pontormo e quella del poeta, ormai indistinguibili l’una dall’altra, riecheggiano nello spasimo e nella gridata solitudine del biblico Qohelet.

    Sì, vorranno un’altra voce le nuove parole che non ho il coraggio di pronunciare, ma i chiari colori del lutto, là, a Santa Felicita, dicono familiare il freddo nel bagno di piume e di corolle, disarmato il vanto della morte e tre volte benedetto il tempo di cominciare. E cantato presagio è la luce…

    Roberto Rossi Precerutti è nato a Torino, dove vive, da famiglia piemontese di antica origine, i Rossi dalla Manta, al cui ramo fiorentino appartenne Ernesto Rossi, illustre figura dell’antifascismo italiano. Per i tipi dell’editore Crocetti, per il quale ha curato Le più belle poesie di Stéphane Mallarmé (1994) e Le più belle poesie di Arthur Rimbaud (1995), ha pubblicato le raccolte Una meccanica celeste (2000, Premio “Lorenzo Montano” 2001), Elogi di un disperso mattino (2003), Rovine del cielo (2005, Premio “Mondello” 2006; Premio “Camposampiero” 2006; Premio “Val di Comino” 2009), La legge delle nubi (2012), Rimarrà El Greco (2015), e l’antologia Torino Art Nouveau e Crepuscolare. Poeti e luoghi della poesia (2006). Presso Viennepierre sono uscite la silloge Spose celesti (2006) e l’antologia Poeti per Torino (2007). È membro del comitato di redazione di “Poesia”, che ha ospitato sue traduzioni dal provenzale antico, dal francese, dal catalano e dallo spagnolo. Ha fondato (1980) e diretto le edizioni di poesia L’arzanà. Frutto della sua collaborazione con il gruppo Rizzoli-Corriere della Sera sono i volumi antologici dell’opera poetica di Prévert, Apollinaire, Rimbaud, Mallarmé, tutti apparsi nel 2012.



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    27 min
  • Stefano Benzoni "Festival della Mente"
    Stefano Benzoni
    "Festival della Mente"
    La salute mentale dei nostri figli in un mondo imprevedibile
    https://www.festivaldellamente.it/it/



    Festival della Mente, Sarzana
    Domenica 4 settembre 2022, ore 14:45
    "La salute mentale dei nostri figli in un mondo imprevedibile"
    Prenota il tuo posto:
    https://www.vivaticket.com/it/ticket/19-stefano-benzoni/186314



    Pandemie e catastrofi hanno portato all’attenzione di tutti il tema sempre più urgente della salute mentale dei figli. In realtà la sofferenza psichica di bambini e adolescenti era in aumento costante da molti anni ma la questione era ignorata, spesso relegata all’ultimo posto dei dibattiti pubblici. Isolamento sociale, dipendenza dalla tecnologia, autolesività, suicidi, comportamenti antisociali, esasperazione. A leggere le statistiche il panorama si fa sconfortante. Quale è la consistenza di questo problema, al di là degli allarmismi pubblici? Quali dilemmi ci attendono in una realtà che sembra essere sempre più folle? Quali movimenti e strategie possono nutrire la speranza di figli e genitori? Quali sfide dovremmo raccogliere come individui e come comunità?


    Stefano Benzoni è un neuropsichiatra infantile e uno psicoterapeuta. È docente presso la Facoltà di Psicologia, Università Bicocca di Milano. Si occupa di pratiche collaborative e partecipative nell’ambito della salute mentale per la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Ha scritto diversi libri tra cui L’infanzia non è un gioco. Paradossi e ipocrisie dei genitori di oggi (Laterza, 2013) e Figli fragili (Laterza 2019).





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    21 min
  • Leonardo Messinese "Il filosofo e la fede"
    Leonardo Messinese
    "Il filosofo e la fede"
    Il cristianesimo "moderno" di Gustavo Bontadini
    Vita e Pensiero
    https://vitaepensiero.it/



    Ciò che emerge a una più attenta considerazione dell’insieme degli scritti di Gustavo Bontadini è il singolare equilibrio mantenuto tra elementi che, spesso, sono visti in opposizione tra loro: l’affermazione della metafisica come «opera della ragione» e quella della «scelta esistenziale» che l’uomo compie nel dare un senso unitario alla propria vita. La novità della ricerca di Leonardo Messinese è di considerare il pensiero metafisico di Bontadini all’interno di un più ampio orizzonte, in modo da superare un’immagine riduttiva che talvolta ci si è fatta del suo pensiero. La metafisica di Bontadini è esaminata a fondo sia nelle sue fonti che nella sua struttura, come pure nelle discussioni che ha suscitato e nei suoi articolati sviluppi, sollecitati questi ultimi soprattutto dalla celebre disputa con Emanuele Severino. Il libro, tuttavia, evidenzia pure come nella riflessione della maggiore mente speculativa dell’Università Cattolica vi siano altre significative componenti. Bontadini ha offerto una perspicua chiarificazione circa la questione dei rapporti tra scienza e fede, seguendo anche in tale ambito la sua linea programmatica del «discorso breve», e ha prodotto essenziali considerazioni riguardo a temi ancora oggi di grande importanza nel dibattito religioso e culturale, quali la «demitizzazione» della fede cristiana e l’«ellenizzazione» del cristianesimo. La questione di fondo, per Bontadini, consisteva nella necessità di una conciliazione tra la fede cristiana in Dio e la concezione della realtà propria dell’uomo moderno. La proposta che ne è emersa è di una «filosofia cristiana» per il nostro tempo.



    Leonardo Messinese è professore ordinario di Metafisica all’Università Lateranense di Roma. Dirige l’Area di ricerca «La metafisica nel pensiero contemporaneo» e la rivista internazionale di filosofia «Aquinas». È autore di numerosi saggi e studi specialistici nei campi della filosofia teoretica e della storia della filosofia moderna e contemporanea. Tra le sue pubblicazioni più recenti: L’apparire di Dio. Per una metafisica teologica (2015); Heideggers Kritik der abendländischen Logik und Metaphysik (2015); Verità finita. Sulla forma originaria dell’umano (2017); Il problema di Dio nella filosofia moderna (2017); La via della metafisica (2019); Nel castello di Emanuele Severino (2021). Ha curato il volume Agli inizi dell’età moderna. Marin Mersenne e Emmanuel Maignan (2020).





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    39 min
  • Paolo Regina "Promemoria per il diavolo"
    Paolo Regina
    "Promemoria per il diavolo"
    SEM Libri
    https://www.semlibri.com/

    In una Ferrara stretta nella morsa di un inverno particolarmente rigido, quattro noti esponenti della ricca borghesia locale vengono trucidati, l’uno dopo l’altro, con modalità efferate.
    Accanto a ciascun cadavere l’assassino lascia una sorta di “firma”, oggetti apparentemente ordinari, ma dal misterioso valore simbolico: alcune vecchie monete in lire, uno specchio rotto, sterco d’asina e il cuore di un coniglio. Un sottile filo rosso-sangue difficile da decifrare.
    Dell’indagine viene incaricata una vice questora dal nome straniero, Uta Keller, fredda come quell’inverno e altrettanto pungente.
    Anche Gaetano De Nittis, brillante capitano della Guardia di Finanza, solitario, anarcoide e amante del blues, è coinvolto nell’inchiesta, di supporto alla poliziotta. E sarà proprio grazie all’umanità e all’intuito del finanziere che si arriverà all’inaspettata soluzione…
    Un noir appassionante, un lungo e tortuoso viaggio nella mente di un serial killer e nei segreti di una città di provincia apparentemente placida e innocua, che darà al lettore l’occasione per scoprire come, a volte, ciò che sembra follia è solo la somma di infinite ingiustizie.
    Nella sua ultima indagine il capitano De Nittis va ancora più a fondo nell’animo dei “diversi”, rivelando una rara capacità di ascolto e di comprensione anche della parte oscura dell’uomo, senza mai abdicare alla necessità di giustizia e di verità.



    Paolo Regina, avvocato, ha insegnato discipline economiche alla facoltà di Lettere dell’Università di Ferrara, città dove vive. È anche docente di comunicazione e public speaking in corsi per manager e imprenditori. Con SEM ha pubblicato Morte di un antiquario (2018) e Morte di un cardinale (2019) e Da quanto tempo non piangi, capitano De Nittis? (2021).




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    24 min
  • Aimara Garlaschelli "Nel nome della madre"
    Aimara Garlaschelli
    "Nel nome della madre"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/

    Nel 2018 Aimara Garlaschelli ha curato e tradotto La terra desolata di Eliot. Questa importante esperienza si è senz’altro riverberata in questo suo poemetto, che emblematicamente ha lo stesso numero di versi del modello eliotiano (433) e la stessa ambizione di contenere tutto. Nel nome della madre presenta infatti tracce significative delle tragiche cronache dei nostri giorni, ma anche del femminile attraverso il mito. Ci sono i corpi nel loro aspetto piú sgradevole ma anche l’incanto degli angeli, gli aborti e le nascite, e poi la storia, il linguaggio, le reminiscenze letterarie. E molte immagini di uccelli che attraversano tutto il poemetto: rondini, allodole, falchi… Tutti riuniti in un rondò finale in forma di sestina dove queste figure di volo, di elevazione e di libertà suggellano un percorso che era partito dal fondo dei mari. Nei versi di Aimara Garlaschelli c’è una forte volontà di riappropriazione del sacro al di fuori da ogni canone religioso. Il poemetto funziona da preghiera laica in cui le parole significano ma sono anche suoni rituali. La musicalità di questa poesia, attraverso il pieno controllo di una grande sapienza metrica, riesce a dire anche dove i significati non possono arrivare.


    Aimara Garlaschelli è nata a Sondrio nel 1971. Vive a Milano. Ha pubblicato due libri di poesia: Figure di silenzio (LietoColle 2016) e Il rito delle ore (ETS 2019); una traduzione della Terra desolata di Eliot (ETS 2018); e Alfabeto della posterità (Scalpendi 2022). Per Einaudi ha pubblicato Nel nome della madre (2022).




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    37 min
  • Elena Pigozzi "La signora dell'acqua"
    Elena Pigozzi
    "La signora dell'acqua"
    Piemme Edizioni
    https://www.edizpiemme.it/

    Sul fianco di una montagna, affacciata sul lago, in un luogo dimenticato e nascosto tra la provincia di Trento e di Verona, c'è una casa bianca. Da lontano, quando il sole illumina i muri, sembra una perla o una conchiglia, appoggiata per caso in quel luogo impervio. È lì che Giovanni ha deciso di costruire con i pochi soldi portati a casa dopo gli anni nella Merica ed è lì che ora Sara, sua nipote, ha fatto ritorno dopo molti anni di assenza, perché la casa è in pericolo, al suo posto vogliono costruire un'autostrada, e Sara non può permetterlo. In quella casa, infatti, si sono intrecciati i destini di Giovanni e della moglie Ines, le vite brevi di Erminia, Maria, Giuseppe e degli altri fino a Italia e a Sara. E, soprattutto, è lì che Sara ha ricevuto il dono che si tramanda nella loro famiglia, il dono dell'acqua. Come Giovanni, anche Sara sente l'acqua e sa come e dove trovarla, avvertendo con la forcella di salice la vibrazione che indica quale sia il luogo. I doni, però, come le ha sempre ricordato suo nonno, sono croci da accettare e da sopportare. E così è stato per lei che in un pozzo ha perso l'amore della sua vita. Ora che è tornata a casa, è giunto per Sara il momento di ripercorrere tutta la storia familiare che ha condotto fino a lei, una storia di risvegli e di ritorni, di ferite che segnano, di madri e figlie che si scelgono, di un continuo mutare che poi sempre riporta a casa. E, in particolare, di quel dono amato e odiato. Quello sarà il suo lascito per la figlia Mirta, a cui spera di riavvicinarsi, e sarà il suo modo per mettere in salvo l'amata casa.
    Dopo L'ultima ricamatrice, Elena Pigozzi ci conduce una realtà antica e potente, una realtà di tradizioni e di credenze, ma anche di battaglie femminili necessarie per conquistare il proprio spazio nel mondo.


    Elena Pigozzi è scrittrice e giornalista. Ha pubblicato per Giunti il saggio Letteratura al femminile e diversi libri di umorismo, tra cui Come difendersi dai Milanesi, Come difendersi dai Romani, Come difendersi dai Napoletani. È dottore di ricerca in Linguistica applicata e Linguaggi della comunicazione e diplomata alla scuola di specializzazione in Comunicazioni sociali dell'Università Cattolica di Milano.



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    26 min
  • Adalberto Maria Merli "Partigianìn"
    Adalberto Maria Merli
    "Partigianìn"
    Non è una vera favola, ma una favola vera
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/

    Partigianìn, questo il soprannome che gli è stato affibbiato, un giorno, ha scelto di percorrere, a ritroso, le orme di suo padre, un partigiano vero, da poco scomparso. Ha imbracciato il fucile – scarico – e il fazzoletto rosso e si è addentrato nel bosco, convinto di sapere qualcosa e desideroso di imparare ancora. Nel bosco, però, ad aspettarlo troverà una moltitudine di creature fiabesche: da spettatori non così silenziosi degli orrori della guerra, insistono per raccontare anche il loro vissuto, quel che anche loro hanno perso, quel che anche loro hanno visto. Si ricostruisce così una storia che non assomiglia a quella spiegata nei libri, ma comprende molte più cose: l’amore, la speranza, l’amicizia, la gratitudine, il sacrificio, il rispetto, la nostalgia, il rammarico, la dedizione, l’onestà, il dolore, la perdita. Fatti minimi che, messi l’uno accanto all’altro, compongono un mosaico di umanità varia: storia dopo storia, racconto dopo racconto, Partigianìn scopre un campionario dei comportamenti umani, delle scelte fatte dai singoli e dagli schieramenti, dei sentimenti e delle perdite che ogni guerra comporta, e impara che le cose sono spesso difficili e complesse, ma che vale sempre la pena fare domande e aspettarsi delle risposte. Con l’andamento lirico e delicato di una fiaba, questo libro maneggia il tema scottante e drammatico della guerra con le armi spuntate della fantasia e dell’immaginazione. Un viaggio nel tempo e nella storia, alla scoperta di quello che le guerre fanno agli ultimi, ai più piccoli, ai dimenticati. E soprattutto insegna a coltivare la memoria, affinché non sia tutto vano.


    Adalberto Maria Merli è nato e vive a Roma. Attore e doppiatore, è interprete di molti film e sceneggiati per la televisione e la radio. Ha lavorato in Francia, Spagna, Inghilterra. Nel 2005 è stato nominato membro della Commissione Consultiva del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per i film di interesse culturale. Nel 2018 per La nave di Teseo è uscito il suo primo romanzo, Mangereta.



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    27 min
  • Benedetta Marietti "Festival della Mente"
    Benedetta Marietti
    "Festival della Mente"
    Sarzana, dal 2 al 4 settembre 2022
    https://www.festivaldellamente.it/it/



    «La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili». È stata questa frase di William S. Burroughs a ispirare la scelta del concetto di movimento come filo conduttore della XIX edizione del Festival della Mente. Contro l’immobilismo – che genera spesso un timore viscerale per ogni sorta di cambiamento positivo –, la parola movimento associata al nostro festival vuole ribadire il dinamismo e la ricchezza provenienti dagli stimoli culturali, e l’intreccio vitale delle discipline umanistiche e scientifiche che vanno a formare un unico sapere indivisibile.
    Attraverso la declinazione del concetto di movimento, quest’anno il festival si interroga sui temi più urgenti della contemporaneità e sulle grandi sfide che ci riserva il futuro: oltre alla questione dei rifugiati, affrontata nella lectio inaugurale da Filippo Grandi, Alto Commissario dell’UNHCR, si parlerà, tra l’altro, di ambiente, salute, guerra, Rete, adolescenti, con la convinzione che per trovare soluzioni ai problemi sia necessario innanzitutto esserne consapevoli.
    Il mio augurio è che la bellezza della letteratura, della scienza, dell’arte e della storia, raccontate e trasmesse con competenza e passione dalle parole dei nostri relatori, in un clima di festa, aiuti tutti noi – singolarmente e mediante la creazione di comunità virtuose – a mettere in moto nuove energie e speranze che servano a cambiare la società e a costruire un mondo diverso.



    Ringrazio i promotori, Fondazione Carispezia, con il presidente Andrea Corradino, e il Comune di Sarzana, con il sindaco Cristina Ponzanelli, perché continuano a credere nella cultura come motore di crescita, sviluppo, cambiamento e coesione di una comunità e di un territorio. E lo staff organizzativo, i collaboratori, i volontari e tutti i relatori per la professionalità e l’entusiasmo con cui contribuiscono, anno dopo anno, alla realizzazione del Festival della Mente.


    Benedetta Marietti
    Direttrice del Festival della Mente



    Consulta il programma e prenota il tuo posto:
    https://www.festivaldellamente.it/it/category/edizione-attuale-n2/2022-it




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    18 min
  • Corrado Debiasi "Il villaggio dei monaci senza tempo"
    Corrado Debiasi
    "Il villaggio dei monaci senza tempo"
    Le cinque consapevolezze
    Sperling & Kupfer
    https://www.sperling.it/


    Qual è il tesoro più prezioso?
    Sono trascorsi alcuni anni da quando Kripala ha compiuto in India il viaggio iniziatico che gli ha cambiato la vita. Ora è il momento di tornarvi: per affidare al Gange l'ultimo ricordo della sua amata venuta a mancare e per ritrovare il suo maestro, Tatanji, e con lui - spera - un po' di serenità. Tuttavia, quando raggiunge l'ashram, ad accoglierlo sono il disordine e il vuoto. Non c'è alcuna traccia dell'anziano monaco. Ciò che resta di lui sono una gattina grigia dagli occhi blu, Shakti, e un vecchio taccuino. Ed è proprio con questi che Kripala riprenderà il cammino, alla ricerca di un luogo che gli è apparso in sogno, una destinazione mitica di cui nessuno conosce esattamente la strada ma a cui in tanti ambiscono ad arrivare: «il villaggio dei monaci senza tempo». Lì è nato Tatanji, lì vivono maestri che custodiscono segreti millenari. Sarà un'avventura irta di ostacoli, ma anche costellata di incontri con anime speciali che lo aiuteranno a elevare la propria coscienza. Perché soltanto acquisendo nuove consapevolezze e una diversa percezione della realtà potrà riconoscere il villaggio: non a tutti è dato vederlo, solo alle menti capaci di cogliere le infinite connessioni che uniscono tutti gli esseri viventi e di aprirsi all'amore che abbraccia ogni cosa. Sarà un viaggio alla scoperta di sé, del senso più profondo della vita e della sua molteplice bellezza.


    Corrado Debiasi vive in Trentino. Lettore compulsivo, è appassionato di cultura orientale e della filosofia yoga. Pratica regolarmente la meditazione fin da ragazzo. Ama gli animali e le lunghe passeggiate immerso nella natura. Il monaco che amava i gatti è il suo primo romanzo.




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    27 min
  • Daniela Capra "Cyberbullismo? Anche no!"
    Daniela Capra
    "Cyberbullismo? Anche no!"
    Calibano Editore
    https://www.calibanoeditore.com/


    Accogliere il fenomeno per ricrearlo.


    Prendendo coscienza di quanto i giovani siano intrappolati nei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, e facendone un’accurata disamina, l’autrice considera come il connubio pedagogico-giuridico possa trarre forza dalla dimensione sportiva, dunque rendere trasmissibile un bagaglio di azioni ed esempi attuabili in un ambiente altamente coinvolgente e affascinante come il mondo della kickboxing, che si propone come naturale setting educativo.


    Un progetto di condivisione e interscambio ove vittima e offender si interscambio per ritrovare, ciascuno, la propria soggettività.

    "Il bullo digitale manifesta le proprie superiorità e forza mediante l'utilizzo, peraltro inadeguato, delle competenze tecnologiche acquisite, muovendosi in sicurezza e in totale anonimato. I molesatori diretti agiscono in anonimato e con false identità, perseguendo le vittime con insistenti messaggi su whatsapp, postando dicerie false, pubblicando informazioni personali e creando sondaggi offensivi. I cyberbulli mascherati operano un vero e proprio furto d'identità della vittima per creare account o profili falsi della stessa, dunque navigano con la nuova identità, screditandola pubblicamente..."



    Daniela Capra, pedagogista e docente con all'attivo molteplici perfezionamenti post-laurea, si dedica al mondo giovanile approfondendo gli aspetti pedagogico-giuridici di molteplici problemi.



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