il posto delle parole

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  • Michela Martignoni "Sfida a Berté"
    Michela Martignoni
    "Sfida a Berté" di Emilio Martini
    Le indagini del Commissario Berté
    Corbaccio Editore
    https://www.corbaccio.it/

    Poche righe per un annuncio terribile: ucciderò. Nessuna firma, nessun’altra indicazione.
    La lettera anonima è indirizzata a La posta del cuore, il blog creato dalla Marzia, e recapitata alla sua pensione Aurora di Lungariva. Non si tratta del delirio di un mitomane, come sperava il vicequestore aggiunto Luigi Berté, perché alcune ore dopo il messaggio, arriva la prima vittima.
    E, nei giorni a venire, preceduti da enigmatiche e provocatorie missive, seguiranno altri omicidi, eseguiti in modo impeccabile: un colpo di fucile di precisione dritto in testa.
    Le vittime in apparenza non hanno legami tra loro, e lasciano tre vedovi disperati, ma reticenti sul loro passato. Insospettito da questa omertà e traendo ispirazione da un classico del noir, Berté approda a una ricostruzione originale, quasi romanzesca della vicenda, lottando contro lo scetticismo della sua squadra. Ma accanto a questa ipotesi affiora un’altra possibile soluzione, folle e urticante, come chi l’ha ideata…
    In tutto ciò, qual è il coinvolgimento della Marzia? Perché l’assassino ha scritto proprio a lei? si domanda Berté, esacerbato dal fatto che il loro rapporto sembra incrinarsi per la tensione a cui sono sottoposti.
    Unica certezza: la sfida è lanciata e Berté non può né intende ignorarla, anche a costo di mettere in discussione la sua fiducia nella Giustizia.



    Dietro lo pseudonimo di Gigi Berté si nasconde un vicequestore aggiunto in carne e… coda brizzolata, che opera in un commissariato italiano. Anche dietro il nome Emilio Martini si cela qualcuno in carne e… penna: due sorelle scrittrici, Elena e Michela Martignoni, che conoscono bene il commissario, sono milanesi e frequentano da anni la Liguria. Insieme hanno scritto i romanzi storici Requiem per il giovane Borgia, Vortice d’inganni, Autunno rosso porpora e Il duca che non poteva amare, e i gialli con protagonista il commissario Berté La regina del catrame, Farfalla nera, Chiodo fisso, Doppio delitto al Miramare, Il mistero della gazza ladra, Invito a Capri con delitto, Il ritorno del Marinero, Ciak: si uccide, Il paese mormora, Il caso Mariuz, Vent’anni prima, Il botto e Sfida a Berté, oltre alle raccolte I racconti neri del commissario Berté e Talent Show.

    http://www.elenaemichelamartignoni.it/




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    18 min
  • Mauro Canali "Gli uomini della Marcia su Roma"
    Mauro Canali, Clemente Volpini
    "Gli uomini della Marcia su Roma"
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    Al centro di quasi tutte le fotografie che hanno immortalato la marcia su Roma campeggia Benito Mussolini circondato da quattro personaggi in camicia nera. Sono i quadrumviri, gli uomini da lui scelti per organizzare e attuare il colpo di Stato, ossia Michele Bianchi, Cesare Maria De Vecchi, Italo Balbo ed Emilio De Bono.

    Nonostante il ruolo centrale che hanno avuto accanto al Duce, le origini, le personalità, i percorsi politici e gli obiettivi di questi quattro uomini erano talmente diversi da far persino dubitare della riuscita del progetto fascista. L’esito dell’impresa, tuttavia, conferma che avevano buone ragioni per stare dalla stessa parte e collaborare. Che cosa ha potuto unire dunque un ex sindacalista rivoluzionario e antimilitarista come Michele Bianchi all’opportunista ma valoroso generale Emilio De Bono, convinto assertore della guerra? Che cosa ha legato un anticlericale massone di idee repubblicane come Italo Balbo, ras dello squadrismo, a un fervente cattolico nonché fedele monarchico come Cesare Maria De Vecchi? Quale il sentiero che li ha portati a convergere nel fascismo? E che cosa è successo «dopo»?

    Sono queste le domande che Mauro Canali e Clemente Volpini si sono posti, convinti che, districando i fili delle vite dei quadrumviri, si possano «comprendere meglio alcune questioni importanti e non del tutto risolte della storia del primo fascismo, tra cui l’eclettismo della sua ideologia originaria».

    Già Renzo De Felice aveva avvertito a suo tempo che «esaurire il fascismo in Mussolini sarebbe una schematizzazione che falserebbe tutte le prospettive». La ricostruzione di Canali e Volpini, basata su nuovi documenti di cui è stata consentita solo in questi ultimi anni la consultazione, fornisce una lettura inedita dell’evento eversivo che ha cambiato la storia d’Italia. Una lettura in grado di gettare nuovi sprazzi di luce sulla genesi e il successo stesso del fascismo, cent’anni dopo la sua presa del potere.


    Mauro Canali ha insegnato all'Università di Camerino, ha tenuto conferenze in università europee e americane ed è stato Visiting Scholar alla Harvard University. Membro del comitato scientifico di Rai Storia, è editorialista del quotidiano «Il Mattino». Tra le sue opere ricordiamo: Le spie del regime, Mussolini e il petrolio iracheno, Il delitto Matteotti, Il tradimento (Premio internazionale Capalbio 2014), La scoperta dell'Italia (Premio Fiuggi/Storia 2017). Da Mondadori ha pubblicato con Clemente Volpini Mussolini e i ladri di regime.


    Clemente Volpini, autore televisivo e documentarista, lavora per Rai Storia. Tra i suoi documentari, Mussolini, il cadavere vivente ha vinto l'Eutelsat Tv Awards come miglior programma, mentre Cesare Battisti, l'ultima fotografia ha vinto il Festival del Cinema di Spello come miglior documentario.



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    27 min
  • Alina Rizzi "Dell'amore non si sa niente"
    Alina Rizzi
    "Dell'amore non si sa niente"
    Calibano Editore
    ttps://www.calibanoeditore.com/



    "L'amore pretende un ideale di perfezione che non può appartenere alla vita."


    "Fai del tuo lamento un canto d'amore per dimenticare che stai soffrendo."
    Proverbio Tuareg


    I racconti che compongono questo libro rientrano nella più classica tradizione delle short stories anglosassoni. I protagonisti, per lo più donne, vengono colti in un preciso istante della loro vita, in cui l'idea dell'amore che avevano, o credevano di avere, sembra disgregarsi. A volte, il dubbio che ne scaturisce è lo spiraglio da cui ripartiranno nuove considerazioni e nuovi tentativi di ottenere un sentimento corrisposto. Altre volte, invece, non è altro che la conferma dell'inutilità dello sforzo di teorizzare su un argomento così poco razionale come l'amore.


    Dell'amore non si sa niente, sembrano concludere i personaggi del libro, qualche volta con rassegnazione, qualche altra con una disincantata, ma salvifica, presa di coscienza.



    Alina Rizzi è nata a Erba (CO). Giornalista e scrittrice, si dedica da sempre a valorizzare il mondo femminile. Ha curato e partecipato a diverse antologie, tra cui quella americana "La dolce vita" (Running Press, 2013). Ha pubblicato il romanzo "Amare Leon", da cui il regista Tinto Brass ha tratto il suo ultimo film, "Monamour", e in seguito "Passione sospesa", "Donne di cuori", "Come Bovary" e "Scrivimi d'amore". Successivamente, la drammaturgia "Natasha e il lupo", i volumi di racconti "Bambino mio" e "Pelle di donna". Come poetessa, ha pubblicato in versi: "Rossofuoco" (2002), "Il frutto sillabato" (2004), "La danza matta" (2011), "Aritmie" (2016), "Gente che se ne va" (2020). Il blog di Alina Rizzi è www.costruzionivariabili.blogspot.it.





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    18 min
  • Maria Vittoria Vittori "La rivincita del maschio" Amalia Guglielminetti
    Maria Vittoria Vittori
    "La rivincita del maschio" di Amalia Guglielminetti
    Otto Edizioni
    https://8ttoedizioni.com/

    “Ero un sentimentale idiota che soffriva d’un sogghignetto sprezzante di bella donna come d’una staffilata, e mi sono abituato a considerare le più affascinanti creature dell’altro sesso come semplici arredi nella camera da letto d’un uomo, più o meno piacevoli e decorativi a seconda delle loro qualità estetiche e sensoriali. È la mia rivincita, o se vuoi, la rivincita del maschio.”

    Liguria, primi del Novecento. Il barone Ugo di Sant’Agabio è un uomo dedito al gioco e impegnato a godere appieno dei piaceri che la vita sembra costantemente riservargli. Quando si innamora della canzonettista di cabaret Reré Lajoie pensa di aver trovato la sua musa. I sensi e la mente sono solleticati da questa donna moderna, indipendente, che ama sedurre più che essere sedotta, che fuma, beve e gioca d’azzardo. Reré è la nuova donna del Novecento, per cui Ugo rappresenta solo un divertimento momentaneo. La loro è una passione che non è destinata a durare.

    A darle il colpo di grazia ci pensa Nora, la timida e ingenua cugina di Ugo che lo strega da subito con la sua dolcezza e una docilità a cui lui si arrende più che volentieri. Ma la vendetta di Reré non si fa attendere, innescando una serie di conseguenze che porteranno a un inaspettato, feroce colpo di scena.

    La rivincita del maschio di Amalia Guglielminetti (8tto edizioni) con un contributo critico di Maria Vittoria Vittori. Scandalosamente provocatorio, La rivincita del maschio di Amalia Guglielminetti, appare per la prima volta nella rivista “Il Secolo Illustrato” tra il dicembre del 1920 e il maggio del 1921, dieci puntate riunite sotto il titolo Il morso della viperetta. Il romanzo vero e proprio, riveduto e ampliato, viene poi pubblicato da Lattes nel 1923, è costato ad Amalia Guglielminetti un’accusa per oltraggio al pubblico pudore e una pubblicità senza precedenti.

    Un romanzo in cui amore, tradimento e vendetta si intrecciano nelle vite decadenti e dissolute dei protagonisti, per poi deflagrare in una notte folle e lisergica in cui la rivincita del maschio passa, ancora una volta, attraverso il corpo di una donna.
    Amalia Guglielminetti: Scrittrice, poetessa e drammaturga forgiatasi nell’inquieto ambiente culturale della Torino dei primi del Novecento, è stata un’illustre vittima di quel cortocircuito che tende a confondere i due piani, quello biografico e quello artistico, e che ha fatto in modo che le sue opere – e le sue potenti figure femminili – fossero etichettate come “letteratura erotica” e lì fossero confinate, senza la possibilità di emergere con la loro forza, il loro dinamismo, la loro abbagliante modernità.




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    18 min
  • Lia Maselli "Il lungo contagio"
    Lia Maselli
    "Il lungo contagio"
    Calibano Editore
    https://www.calibanoeditore.com/

    Attraverso frammenti di ricordi, una donna ricostruisce i fatti che hanno influenzato la vita di sua madre. Sullo sfondo, una casa alla quale arriva sempre il rumore del mare e che evoca paesaggi della memoria o appena intravisti. Separate da una distanza di più di mille chilometri, le due donne si raccontano, attraverso le parole di un quotidiano scandito da rituali e abitudini, le storie del loro presente e del loro passato, disvelando conflitti, abbandoni e difficili equilibri. Un romanzo che resta nella memoria.


    Un rapporto madre-figlia caratterizzato da conflitti, abbandoni e difficili equilibri, nella scoperta dei segreti che hanno segnato entrambe.



    Lia Maselli, di origine calabrese, è nata a Savona nel 1958. Vive e lavora a Parma. Nel 2009 ha vinto, con il racconto “Morte di Pepe Hillo innamorato”, il Premio Pensieri d’inchiostro (Giulio Perrone Editore). Ha pubblicato il romanzo “Le case dei venti contrari” (Formebrevi Edizioni, 2016) e “Immaginate una notte a Pietroburgo”, riduzione teatrale de “L’Idiota” di Dostoevskij (L’Arcolaio, 2017). Con “Il lungo contagio” è arrivata tra i primi tre finalisti del Premio Zeno 2020.



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    16 min
  • Paolo Maggioni "La calda estate del commissario Casablanca"
    Paolo Maggioni
    "La calda estate del commissario Casablanca"
    SEM Libri
    https://www.semlibri.com/



    Questura di Milano. Giuliano Casablanca, detto Ginko, è un giovane commissario di polizia appena trasferito dalla Omicidi all’Ufficio Passaporti. Con la sua squadra – Panettone, poliziotto sovrappeso, Zhong, cino-romano che ha preferito la pubblica amministrazione al bar del padre, e Minimo Sindacale, instancabile sfaticato – sembra destinato a un lavoro tranquillo e abitudinario, in una lotta quotidiana contro il moloch della burocrazia. Ma Milano è una città piena di sorprese e, dietro la facciata dell’ordine e dell’efficienza, nasconde un lato oscuro…
    Il commissario non ha perso il gusto delle indagini e approfittando delle vacanze del questore ricostruisce la storia di Issa, un maliano fuggito dal Centro di accoglienza di via Sammartini, lungo i binari della Stazione Centrale, e poi morto sul tetto di un treno che aveva come destinazione la Svizzera. Quello che all’apparenza sembra un semplice incidente di un migrante diretto verso un sogno di riscatto e libertà si rivelerà una storia di spaccio e di violenza. Un giallo perfettamente orchestrato sullo sfondo di una Milano bella e piena di contraddizioni, tra grattacieli e turisti, trattorie e sartorie d’alta moda, i migranti accampati alla Stazione Centrale e nei giardini di Porta Venezia, le case popolari e il Gratosoglio.
    Con il suo formidabile esordio Paolo Maggioni si inserisce a pieno diritto nel solco della tradizione di autori “milanesi” come Giorgio Scerbanenco, Alessandro Robecchi, Dario Crapanzano, Sandrone Dazieri, Gianni Biondillo e Andrea Pinketts.



    Paolo Maggioni (1982) è milanese e interista. Giornalista alla Rai, è inviato di Rai News 24 e Forrest (Rai – Radio 1). Ha lavorato come conduttore e autore di Caterpillar (Rai – Radio 2) e Radio Popolare. Ha un mito, Beppe Viola, ed insegna al Master di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano.



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    15 min
  • Alex Jones "Il traduttore"
    Alex jones
    "Il traduttore"
    Massimo Soncini Editore
    https://www.soncinieditore.it/


    Tra teschi di poeti del Trecento e loschi esperimenti genetici, un thriller dalle sfumature horror per la nuova collana GialloParma di Massimo Soncini Editore.

    "Un giallo la cui trama si infittisce sullo sfondo di una Parma notturna e misteriosa... Con personaggi che convincono il lettore a seguirli fino alla fine."
    Gazzetta di Parma

    La vita serena di Patrick Bird, filosofico e ironico traduttore americano che vive a Parma tra piccoli lavori e amori deludenti, si trasformerà - dal momento in cui accetta un lavoro commissionato dalla bella e aristocratica Ombretta Blanc - in uno strano incubo: un travolgente mix di terrore, perversione e malvagità. Da modesto traduttore di testi enigmatici scritti da un ragazzo scomparso nel nulla, Patrick, in un crescendo di tensione, rischierà di diventare la vittima designata. Un ironico giallo/noir con sfumature di fantascienza e horror che si legge tutto d’un fiato, degno di Haruki Murakami e Carlos Ruiz Zafòn.

    Alex Jones di Atlanta (Stati Uniti), abita a Parma con la sua famiglia. È docente di inglese presso l’Università di Parma e il Liceo Scientifico Marconi, giornalista freelance, traduttore, interprete, doppiatore, attore di teatro, cantante per il gruppo punk No Bones, telecronista e allenatore di football americano. Nel 2021, il suo racconto “My Children and Other Animals” è stato nominato finalista per il premio “Best Non-Fiction Story” da Story House Magazine.




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    17 min
  • Sergej Roic "Ferìta"
    Sergej Roic
    "Ferìta"
    Giovanna d'Arco, anno 1971
    Mimesis Edizioni
    https://www.mimesisedizioni.it/

    Parigi, 1971: il ’68 “ha vinto”, De Gaulle è morto d’infarto, un nuovo generale di sinistra, il generale Roche, ha preso il potere sostenendo le ragioni degli studenti del maggio ’68. Ecco che nasce la Sesta repubblica, una nuova costituzione viene scritta dai colonnelli vicini a Roche e dai filosofi di sinistra, in particolare da Eric Feríta. Sulla Costa Azzurra, durante il festival del film di Cannes, il regista russo Martin Aleksandrovicˇ Belogradski si rifiuta di ritornare in URSS. Scandalo! Feríta, primo suggeritore di Roche, propone di far girare al regista un film patriottico in Francia: Giovanna d’Arco, anno 1971. I sovietici accettano, si profila una prima forma di collaborazione tra la nuova Francia e l’URSS.
    Ciò che accadrà dopo in questo utopico rovesciamento della Storia sarà raccontato dalle immagini del film di Belogradski – la giovane Irene è Giovanna, Georges Aubry è il suo compagno sia nel film che nella vita – e dalla decostruzione del soggetto, delle immagini e della mente tentata dal filosofo Feríta.


    Sergej Roić è uno scrittore svizzero di origini croate/jugoslave. È giornalista culturale presso il “Corriere del Ticino” di Lugano e attivo nel PEN Club della Svizzera italiana e retoromancia. I suoi libri, le due raccolte di racconti Innumerevoli uomini e Il tempo grande e i romanzi Il gioco del mondo / Achille nella terra di nessuno e Omaggio a Paul Klee sono stati pubblicati in Svizzera e in Italia. Per Mimesis ha pubblicato i romanzi Vorrei che tu fossi qui – Wish you were here e Solaris – parte seconda.




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    15 min
  • Nicola Verde "Un'altra verità"
    Nicola Verde
    "Un'altra verità"
    Fratelli Frilli Editori
    https://shop.frillieditori.com/index.php?id_lang=6

    Bonela, centro Sardegna, fine anni '60, carnevale: il maresciallo dei carabinieri Carmine Dioguardi è alle prese con la sua seconda indagine nel "cuore nero" di una Sardegna che sembra immobile nel tempo, un tempo fatto di pietra: Narciso Aggius, un servo pastore al servizio di Tonneddu Corrias, un ricco possidente, viene trovato ucciso con la testa sfondata, modalità omicidiarie che qualcuno rimanda al cosiddetto "Codice barbaricino", regole millenarie che sembrano ancora disciplinare la società sarda. A questo si aggiungono i torbidi rapporti all'interno della famiglia Corrias: Narciso Aggius ufficialmente è un orfano sempliciotto raccolto da Tonneddu Corrias per pietà cristiana, ma le voci ufficiose lo dicono figlio bastardo di Antonia Muscau, moglie di Tonneddu; Gesuino, il figlio naturale dei Corrias, è un uomo debole succube di un padre dispotico e di una moglie, Chiarella Fadda, che trova rifugio in un rapporto adulterino proprio con Narciso, contemporaneamente insidiata e concupita dal suocero. Gesuino finirà suicida. Che in tutto questo c'entri la rapacità di Tonneddu Corrias col suo onore ferito dal rifiuto della donna, al punto da istigare, poi, il figlio al suicidio? Oppure il timore che "la roba" possa finire a un bastardo? E se la verità, invece, fosse da cercare tra le pieghe di un mondo arcaico dove antiche divinità sanguinarie pretendono riti sacrificali? A complicare ulteriormente la vicenda c'è la morte di un vecchio pastore ucciso con un moschetto mod. 91, un residuato bellico. È una Sardegna, questa, che sembra combattere tra arcaicità e modernità, in bilico sul crinale di un cambiamento epocale, dove, in certi cuori antichi, possono ancora albergare sentimenti di una brutalità selvaggia, ma "i cuori nuovi" ne stanno ormai prendendo il posto e niente sarà più come prima. Questa è la convinzione di Carmine Dioguardi, di sua moglie, che veglia su di lui e lo consiglia, e, soprattutto, di Matteo Ricciu, un ex maresciallo, che conosce bene quella terra e i suoi abitanti. Prefazione di Marcello Fois.


    Nicola Verde è nato a Succivo (CE) il primo marzo 1951, è sposato e ha un figlio; vive a Roma. Vincitore di alcuni prestigiosi premi dedicati al giallo, alla fantascienza e al fantastico, è presente in numerosissime antologie (Giallo Mondadori, Hobby & Work, Del Vecchio, Perdisa, Dario Flaccovio, Robin, Fratelli Frilli Editori, Delos ecc.). Ha pubblicato i seguenti romanzi: Sa morte secada, (Dario Flaccovio ed. 2004; Delos Digital 2015; Fratelli Frilli Editori ed. 2020; 2/7/2021 in edicola con “La Nuova Sardegna”) prefazione di Luigi Bernardi, semifinalista al premio Scerbanenco; Un’altra verità, (Dario Flaccovio ed. 2007), prefazione di Marcello Fois, vincitore del premio Qualità editori indipendenti; Le segrete vie del Maestrale, (Hobby & Work 2008), prefazione di Ben Pastor, finalista al Festival Mediterraneo del giallo e del noir; La sconosciuta del lago, (Hobby & Work 2011), liberamente ispirato al caso di Antonietta Longo, la decapitata di Castelgandolfo (il romanzo è stato vincitore della sez. romanzi storici al Festival Mediterraneo del giallo e del noir); Verità imperfette (Del Vecchio 2014), “romanzo noir a più mani a incastri multipli”; Il marchio della bestia (Parallelo45 2017), quarto romanzo della “serie sarda”; Il vangelo del boia (Newton Compton 2017) già finalista al Tedeschi, è stato semifinalista allo Scerbanenco e finalista al premio Acqui Storia 2018, sezione romanzi storici; Mastro Titta e l’accusa del sangue (Fratelli Frilli Editori 2021) finalista al Premio Letterario Giorgione; Il profumo dello stramonio (La Lepre ed. 2021); prossima uscita: Colpe senza redenzione, Giallo Mondadori (anche in audiolibri).




    IL POSTO DELLE PAROLE
    21 min
  • Giulio Boccaletti "Festival della Mente"
    Giulio Boccaletti
    "Festival della Mente"
    Fermi, mentre l'acqua attorno scorre
    https://www.festivaldellamente.it/it/



    Festival della Mente, Sarzana
    Sabato 3 settembre 2022, ore 14:45
    "Fermi, mentre l'acqua scorre"
    con Giulio Boccaletti
    Prenota il tuo posto:
    https://www.vivaticket.com/it/ticket/9-giulio-boccaletti/186312


    Tutto è cominciato dieci mila anni fa. Per la prima volta, da sedentari, abbiamo affrontato un mondo di acqua che si muove. Le società si sono sviluppate lottando con inondazioni, siccità, temporali, potenti espressioni idriche del sistema climatico. Quella lotta millenaria, guidata dall’illusione di poter controllare il nostro ambiente, ha trasformato il nostro territorio. Ha plasmato istituzioni con radici profonde nel nostro passato—la democrazia, la repubblica, i sistemi legali, anche il monoteismo. La nostra storia è inseparabile da quella dell’acqua. Oggi, il clima è in movimento su scala planetaria, e con esso sta cambiando la distribuzione di acqua sulla Terra. Di fronte a queste sfide enormi, il passato offre ancora lezioni fondamentali per affrontare il nostro futuro.


    Giulio Boccaletti è saggista, ricercatore onorario alla Smith School di Oxford e Senior Fellow del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici. Laureato in fisica a Bologna, ha conseguito un dottorato a Princeton. È stato ricercatore all’MIT, socio di McKinsey & Company a New York e Londra, e Chief Strategy Officer di The Nature Conservancy, la più grande organizzazione ambientale al mondo con sede a Washington e operazioni in più di 40 paesi. Si è occupato di sicurezza idrica con governi e istituzioni internazionali. Nel 2014 il World Economic Forum di Davos lo ha nominato Young Global Leader per il suo lavoro sull’acqua, che nel 2020 è stato oggetto del documentario di PBS H2O: The Molecule That Made Us. Il suo libro Acqua. Una biografia (Mondadori, 2022), è stato selezionato come uno dei migliori libri del 2021 da The Economist.



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