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  • Valeria Gattei "Quell'altro mondo" Azar Nafisi
    Valeria Gattei
    "Quell'altro mondo" di Azar Nafisi
    Nabokov e l'enigma dell'esilio
    Adelphi
    https://www.adelphi.it/



    "Quell'altro mondo" - traduzione di Valeria Gattei


    Nel ricordo di Azar Nafisi, rientrata in patria proprio nel 1979, l’anno della rivoluzione di Khomeini, la parola che più di frequente ricorreva nelle riflessioni sul nuovo destino che incombeva su di lei era «confisca»: la Repubblica islamica aveva infatti confiscato la storia dell’Iran, la sua cultura e la sua tradizione, e insieme l’identità di ogni individuo. Esiliata in patria, prigioniera di un regime totalitario ostile a tutto ciò che lasciasse spazio all’unicità, lacerata da un sentimento di irrealtà, abbandono e isolamento, Azar Nafisi non poteva che tornare all’amato Nabokov, e condividere con i suoi studenti l’esperienza di un rapporto improntato a un’esaltante reciprocità, giacché via via che si immerge nell’universo di uno scrittore il lettore non fa che arricchirlo di una percezione nuova, di una nuova dimensione. È nato così un libro tanto affascinante e singolare da ricordare alcuni ritratti dotati di coperchio del Rinascimento: il ritratto di Nabokov – frutto di un’analisi delle sue opere che sembra rispondere all’auspicio formulato in Lezioni di letteratura: «Leggendo, dovremmo prestare attenzione ai particolari, coccolarli» – cela infatti quello della realtà dell’Iran di allora, ma «andando oltre l’Iran, portando alla luce la mentalità totalitaristica in generale e i suoi bersagli».




    Azar Nafisi, figlia di Ahmad Nafisi, che è stato sindaco di Teheran e di Nezhat, prima donna ad essere eletta al parlamento iraniano, ha studiato dall'età di 13 anni in Inghilterra e ha proseguito i suoi studi negli Stati Uniti dove si è laureata in letteratura inglese e americana. Tornata in Iran, ha insegnato Letteratura angloamericana all'università di Teheran (da cui viene espulsa dopo 18 anni d'insegnamento a causa delle restrizioni del governo degli ayatollah) poi ha proseguito l'insegnamento quasi clandestinamente con un gruppo ristretto di alunni (come viene descritto nel best seller Leggere Lolita a Teheran). Torna poi per qualche anno all'insegnamento universitario, ma non nella capitale. Si trasferisce nel 1997 negli Stati Uniti, con il marito e i due figli, e vi ottiene la docenza alla School of Advanced International Studies dell'Università Johns Hopkins di Washington.
    Presso Adelphi ha pubblicato: Leggere Lolita a Teheran (2004), Le cose che non ho detto (2009), La repubblica dell'immaginazione (2015)




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    27 min
  • Irene Schiavetta "Cuneo rosso sangue"
    Irene Schiavetta
    "Cuneo rosso sangue"
    Armando Dalmasso e i veleni del Conservatorio
    Fratelli Frilli Editori
    https://shop.frillieditori.com/index.php?id_lang=6



    Armando Dalmasso è un giornalista free-lance che collabora con “La Stampa” di Cuneo. Inviato al Conservatorio “Ghedini” per assistere a un evento musicale, conosce la simpatica “vichinga” Fiona McQueen, un’esperta d’arte di origine italo-irlandese. Durante il concerto, la pianista all’improvviso cade a terra, colta da un malore. I due la soccorrono, ma alcuni segnali indicano chiaramente che è stata avvelenata. Difficile capire chi possa essere il responsabile, perché sono molti, dentro l’Istituto Musicale, ad avere motivi di risentimento nei confronti di quella “vecchia strega”...










    Irene Schiavetta, musicista, vive a Savona e insegna presso il Conservatorio di Cuneo. Ha scritto commedie brillanti, racconti e libretti e ha collaborato con una importante casa editrice per opere di letteratura italiana. Ha scritto libri di didattica pianistica per le edizioni Carisch e per le edizioni Dantone. Ha pubblicato i romanzi Le tre signore (Coedit), L’occhio di Bubuz e La tabacchiera di Otto Schmitt (Il Ciliegio). Per Fratelli Frilli Editori, insieme a Fiorenza Giorgi, ha pubblicato: Delitto alla Cappella Sistina, Morte al Chiabrera, La sala nera, Omicidio in Darsena e Il mistero di San Giacomo.










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    23 min
  • Patrizia Monzeglio "La ragione del silenzio"
    Patrizia Monzeglio
    "La ragione del silenzio"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    Ogni silenzio ha le sue ragioni. C’è quello utile a ritrovare se stessi e quello che serve a coprire le ombre della vita. In quest’ultimo si imbatte Letizia quando Giovanni, proprietario di una storica libreria, riceve delle minacce e scompare. Qualcosa si nasconde nel suo passato…


    Dopo la morte del marito, Letizia affronta il lutto impegnandosi in una nuova attività. Michele, suo ex studente, ha appena acquisito alcune quote di una celebre libreria di Casale da Giovanni, il suo storico proprietario che ora naviga in cattive acque. Per far ripartire l’attività, Letizia e Michele inaugurano il Cafè Philo, dove si parla astrattamente di giustizia e libertà. Però, Giovanni inizia a ricevere inquietanti messaggi e decide di andarsene senza più dare notizie. Michele teme di aver fatto un investimento sbagliato e chiede aiuto a Letizia per scoprire cosa si nasconda dietro queste vicende.

    In un intreccio che non disdegna la suspense e l’azione, due generazioni si confrontano: quella di Letizia dovrà fare i conti con le scelte fatte in gioventù e quella di Michele prenderà atto di un passato prossimo troppo presto dimenticato. I due personaggi impareranno a dialogare e solo così potranno dare un senso vero ai temi del Cafè Philo e ricomporre i pezzi di una vicenda che si intreccia coi fatti cruenti degli anni di piombo.

    … Sergio, il marito della sindacalista, si sentì in dovere di intervenire in difesa della moglie e con piglio deciso esordì dicendo: «Bisogna sapersi prendere le proprie responsabilità per essere veramente liberi. Ha ragione Eliana, bisogna essere pronti anche a combattere per difendere la propria libertà… Il sistema ci vuole sottomessi e la libertà ha dei costi».

    Gli amici di Michele, quasi fossero stati un gruppo a sé stante che prendeva posizione in blocco, lo interruppero per criticare le sue posizioni.

    «Ma di che sistema parla? Siamo nel XXI secolo, mica negli anni ’60» disse uno di loro con aria di sufficienza…

    «Ma che discorsi sono? ‒ domandò l’uomo con tono aggressivo. ‒ Leggete Malcom X! La libertà non te la regala nessuno, così come nessuno ti dà l’eguaglianza o la giustizia. Se sei un uomo te la prendi!».

    Nel brusio improvviso che si levò in sala si sentì la voce di Fabrizio che, rivolto al gruppo degli amici, chiedeva con ironia: «Ma chi è ’sto Malcom X? Un rapper?». Scoppiarono tutti a ridere colpendosi l’un l’altro con il palmo della mano.


    Patrizia Monzeglio
    è nata a Vignale Monferrato, in provincia di Alessandria, nel 1957. Laureata in Economia, ha lavorato fino al 2010 per un grande gruppo bancario, a livello manageriale, e nella sua lunga carriera professionale si è occupata di redazione di articoli, comunicati stampa, relazioni tecniche e discorsi. Nel 2017 ha conseguito una seconda laurea in Filosofia, con una tesi dal titolo Vita activa di Hanna Arendt, riflessioni sulla sua attualità.

    Per lavoro, ha vissuto a Bologna e a Milano; ora viva a Torino e trascorre il tempo libero nel Monferrato, sua terra di origine. In qualità di assessore è stata curatrice delle mostre Memorie di Resistenza vignalese e Vignalesi ai tempi della Grande Guerra. Attualmente collabora con l’Associazione Amici per Palazzo Callori, per la quale ha curato la mostra Il cardinale vignalese, e con il Club per l’Unesco di Vignale Monferrato lavorando al progetto Vignale si racconta.




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    19 min
  • Giancarlo Narciso "Come d'Arco scocca"
    Giancarlo Narciso
    "Come d'Arco scocca"
    Il castello di Arco attraverso i secoli in tredici racconti
    Borderfiction


    "Come d'Arco scocca"
    da un'idea di Domenico De Franco e Giancarlo Narciso
    Consulenza storia di Romano Turrini

    Come d'Arco scocca. Perché, innanzitutto, questo titolo dalle evidenti assonanze con la celebre frase "Senza cozzar dirocco" con cui il Vate volle celebrare il Genio di uno dei più significativi personaggi della Storia di Arco, il pioniere dell'aeronautica Gianni Caproni? Perché questo libro vuole colpire come una freccia, idealmente scoccata dai merli del castello di Arco, a tracciare il filo di tredici racconti ambientati in diversi momenti della sua Storia


    Un’antologia di racconti storici, segnati da inquietanti venature di suspense o mistero e ambientati nel castello di Arco. Circondato da palme e olivi, affacciato sull’ammaliante entroterra di quel miracolo della natura che è la sponda nord del lago di Garda, qui così simile a un fiordo e al tempo così mediterraneo, il castello di Arco ha segnato la Storia del Tirolo italiano, colpendo nel corso dei secoli la fantasia di illustri visitatori, molti dei quali, avventuratisi in queste contrade, hanno voluto rendergli omaggio nelle loro opere. A riproporcelo sono oggi dodici celebri firme del thriller italiano che ne percorrono la Storia dal Medio Evo ai giorni nostri in un travolgente susseguirsi di intrighi e trame appassionanti.
    È un team d’eccezione quello messo insieme da Giancarlo Narciso per il suo progetto di tracciare la storia del castello di Arco in tredici racconti: un team che con nomi come Alfredo Colitto, autore di noir medievali pubblicato in ventun diversi paesi; o Giulio Leoni, il quale come protagonista dei suoi mystery nel ruolo di investigatore ha messo nientemeno che il sommo poeta, Dante Alighieri; o Leonardo Gori che con la sua saga del capitano Bruno Arcieri ci ha fatto rivivere la Storia d’Italia dal 1938 a oggi; o l’esperto di Storia milanese Gian Luca Margheriti, che a risolvere il mistero di un fantasma che infesta il castello fa venire ad Arco Leonardo da Vinci; o Claudia Salvatori, che ci trasporta in un sogno dentro le tele di Albrecth Dürer; un team che, schierando autori del calibro di Andrea Carlo Cappi, Maurilio Barozzi, Patrizia Debicke, Pierluigi Porazzi, Renzo Saffi, o lo stesso curatore, Giancarlo Narciso, raggruppa un’impressionante palmares, con una lista di premi prestigiosi per il genere noir: tre premi Scerbanenco, tre premi Tedeschi; un vincitore e un terzo classificato al premio Azzeccagarbugli; un premio Salgari, tanto per citare i più importanti.




    Racconti di:
    Maurilio Barozzi, Andrea Carlo Cappi, Alfredo Colitto, Patrizia Debicke, Leonardo Gori, Giulio Leoni, Gian Luca Margheriti, Giancarlo Narciso, Pierluigi Porazzi, Renzo Saffi, Claudia Salvatori, Giada Trebeschi




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    21 min
  • Giuseppe De Virgilio "La vocazione nella Bibbia"
    Giuseppe De Virgilio
    "La vocazione nella Bibbia"
    Figure e simboli dei racconti di chiamata
    Queriniana
    https://www.queriniana.it/



    La domanda sulla “vocazione” emerge a più riprese, non solo per rispondere alle concrete scelte di vita, ma per motivare il proprio orientamento verso la realizzazione di un progetto di felicità. Tra successi e fallimenti, a tutti noi è capitato di sperimentare, almeno una volta, la fatica di capire e di interpretare il nostro posto nel mondo.
    Per aiutare a comprendere meglio il mistero della vocazione, questo libro propone di esaminare i racconti di chiamata nella Bibbia, approfondendo l’aspetto vocazionale espresso nelle figure e nei simboli della narrazione.
    L’itinerario comprende tre capitoli, pensati secondo uno sviluppo progressivo. Il primo riassume la nozione di vocazione-chiamata e l’impiego del verbo “chiamare”, puntualizzando il genere letterario e il funzionamento dei racconti di chiamata. Il secondo mette a fuoco il senso e la funzione dell’immagine e del motivo vocazionale, proponendo una griglia di quindici immagini vocazionali. Infine, il terzo presenta in modo essenziale un percorso di dieci profili biblici con alcune chiavi interpretative, finalizzate alla conoscenza e all’attualizzazione del dinamismo vocazionale.



    Giuseppe De Virgilio
    Sacerdote diocesano, è professore di Introduzione alla Bibbia e Teologia Biblica presso l’Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti e presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma. Membro dell’Associazione Biblica Italiana, è autore di diverse pubblicazioni scientifiche e pastorali, e collabora con diverse riviste nazionali.



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    30 min
  • Gianni Mattencini "Taceranno anche i passeri"
    Gianni Mattencini
    "Taceranno anche i passeri"
    Les Flaneurs Edizioni
    https://www.lesflaneursedizioni.it/




    Gaetano Innamorato, schivo e solitario impiegato delle Ferrovie, trasferito a Bari per punizione disciplinare, viene trovato impiccato in ufficio una mattina d’aprile del 1926.
    Benché lo sventurato non abbia lasciato neppure un biglietto che chiarisca le ragioni del gesto, gli inquirenti non dubitano che si tratti di suicidio.
    La perquisizione del modesto appartamento abitato dall’uomo non offre nulla di rilevante per le indagini, eccezion fatta per una voluminosa e singolare collezione di fotografie, e così il caso si appresta ad essere archiviato.
    Malgrado l’apparente assenza d’indizi di reato, però, l’ostinato maresciallo Albino Casati e l’intraprendente sostituto procuratore del re, Alcide Saponaro, si inducono a non trascurare pur labili ipotesi.
    Quando il loro percorso investigativo incrocerà la personale indagine dell’integerrimo capo operaio Gennaro Loiacono, impegnato a salvare la bella Annina dalle malie dell’occultista Altavàn, emergerà la chiave del movente del suicidio e il marciume che ancora resiste alla proclamata “aria pulita” del nuovo Regime.




    Gianni Mattencini magistrato per oltre quarant’anni, oggi vive e fantastica fra Bari, Gioia del Colle, le nuvole e Borgodivalle. Ha pubblicato i romanzi Nel cortile e poco oltre (2013), I segreti degli altri (2016), L’onore e il silenzio (2018)





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    23 min
  • Adriana Albini "Festival della Mente"
    Adriana Albini
    "Festival della Mente"
    Stile di vita e movimento per una vita sana
    https://www.festivaldellamente.it/it/



    Festival della Mente, Sarzana
    Domenica 4 settembre 2022, ore 12:00
    Adriana Albini
    "Stile di vita e movimento per una vita sana"

    Grazie alla ricerca siamo in grado di sconfiggere le malattie prima ancora che si presentino. Prevenire è meglio che curare, anche e soprattutto per quanto riguarda rischio cardiovascolare e tumori. Un buono stile di vita – non fumare, mangiare sano e non assumere peso, fare attività fisica e movimento – da solo può ridurre di molto il rischio di malattie complesse e le loro complicanze. La guerra che combattiamo contro il cancro è estremamente costosa e quindi discriminante tra strati sociali e aree geografiche. Se si arrivasse a ridurre il bisogno di cure, perché ci si ammala meno o si intercetta la malattia in tempo, la spesa farmaceutica diminuirebbe a vantaggio di quella preventiva, e il successo potrebbe essere eclatante.

    Adriana Albini è collaboratrice scientifica all’IRCCS Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e docente di Patologia generale all’Università Milano Bicocca. È stata responsabile del Laboratorio di Biologia vascolare e Angiogenesi IRCCS MultiMedica di Milano e direttrice scientifica di MultiMedica Onlus. Si occupa di ricerca oncologica, immunologia, prevenzione farmacologica e con molecole di origine alimentare. Nel 2018 è stata eletta nel Board of Directors di AACR (American Association for Cancer Research) per il triennio 2018-2021. Inserita dalla BBC tra le 100 donne più influenti nel 2020, nel 2021 è stata nominata responsabile del nuovo Gruppo di Lavoro sulla Prevenzione Oncologica (Cancer Prevention Working Group- CPWG) dell’American Association for Cancer Research (AACR). Pratica scherma agonistica nei Master.





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    22 min
  • Bruno Moroncini "Sull'amore"
    Bruno Moroncini
    "Sull'amore"
    Jacques Lacan e il Simposio di Platone
    Cronopio Edizioni
    http://www.cronopio.it/edizioni/

    Dopo Freud, quello di Jacques Lacan, il grande psicoanalista francese morto nel 1981, è il tentativo più completo e articolato di affrontare il tema dell'amore da una prospettiva psicoanalitica attraverso il confronto diretto con il Simposio di Platone, con il dialogo cioè in cui il filosofo ateniese s'interrogava sulla natura demonica dell'eros. Questo libro ripercorre il commento che nel seminario sull'amore di transfert del 1960-61 Lacan dedica all'opera platonica per porre in evidenza da un lato l'originalità della lettura lacaniana del Simposio e dall'altro l'apporto tutt'altro che marginale che essa offre agli studi di filosofia antica per una esatta interpretazione del dialogo platonico. Ciò che alla fine emerge da questo faccia a faccia fra la scienza psicoanalitica dell'amore e un classico del pensiero umano come il Simposio di Platone è il carattere sovversivo del desiderio erotico: Eros, più che fare da intermediario fra gli Dei e gli uomini come vuole il filosofo idealista, è il terzo in comodo che manda a monte i tentativi umani di sottoporre l'esistenza umana al rigido ordine del pensiero e della ragione.

    Bruno Moroncini ha insegnato Filosofia morale, Antropologia filosofica e Psicologia clinica nelle Università di Messina e Salerno. Si occupa principalmente di filosofia moderna e contemporanea con una particolare attenzione per i rapporti fra filosofia e psicoanalisi. Fra i suoi libri più recenti: La morte del poeta. Potere e storia d’Italia in Pier Paolo Pasolini (Napoli 2019) e L’etica del desiderio. Un commentario del seminario sull’etica di Jacques Lacan (con Rosanna Petrillo, Napoli 20212).




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    26 min
  • Iacopo Cellini "Il gioco di Andromeda"
    Iacopo Cellini
    "Il gioco di Andromeda"
    Romanzo enigma. Il primo puzzle letterario italiano
    Newton Compton Editori
    https://www.newtoncompton.com/

    Il testo ha la forma del diario del paziente di un noto manicomio criminale, un ex professore universitario accusato dell’omicidio della figlia, Andromeda.
    Le pagine apparentemente non hanno significato, ma in realtà contengono indicazioni fondamentali per ricostruire l’ordine in cui sono state scritte e capire come siano andate davvero le cose.
    Il paziente è stato affidato a una psichiatra che durante la terapia prova a interrogarlo, senza ottenere risultati apprezzabili; si è chiuso in un silenzio maniacale e si guarda attorno con aria assente.
    Con il passare del tempo la dottoressa, però, si affeziona al paziente, convinta della sua innocenza. È infatti proprio lei che, ispezionando la sua stanza, ha trovato quelle pagine sconclusionate. Colpita da quel ritrovamento e intenzionata a scoprire la verità, inizia la lettura cercando di mettere in sequenza i tasselli della storia.
    Molti sono i riferimenti alla cultura occidentale, specialmente a quella letteraria e mitologica, vere passioni del paziente.
    Per ricostruire la consecutio temporum del testo bisogna rintracciare gli elementi, ovviamente criptati, che attengono ad avvenimenti importanti della storia italiana e dell’Occidente.
    Nel dettaglio, quelli che a prima vista sembrano i deliri di un folle in realtà sono indizi, e contengono le chiavi per la soluzione dell’enigma.

    Il solo e unico libro puzzle italiano

    Ogni capitolo è una pagina del diario del professore accusato dell’omicidio della figlia Andromeda.
    L’ordine delle pagine è andato perduto…
    Trova la giusta sequenza e scopri il colpevole!

    Saprai risolvere l’enigma per primo?

    Partecipa al concorso per vincere libri dal catalogo Newton Compton per un valore di 500€. Per ulteriori dettagli consulta il regolamento.
    https://www.newtoncompton.com/files/events/REGOLAMENTO_IL_GIOCO_DI_ANDROMEDA.pdf

    Iacopo Cellini nasce a Barga, in provincia di Lucca, nel 1990. Il suo amore per enigmi e indovinelli risale alla sua infanzia, quando con il padre si cimentava nella risoluzione dei celebri cruciverba di Bartezzaghi sulla Settimana Enigmistica. La passione si trasforma in oggetto di studio durante il periodo universitario e culmina in una Laurea sulla Semiotica dell’Enigma presso l’Università di Bologna. Nel 2018 crea il blog di Enigmatopia, punto di riferimento italiano per gli appassionati di riddle online, dove affronta argomenti legati al mondo enigmistico e crea egli stesso terribili rompicapo interattivi. A volte firma i suoi giochi con lo pseudonimo “Novantanove” (il significato di questo nome è anch’esso un indovinello).
    Il gioco di Andromeda, “romanzo-enigma” che unisce elementi di narrativa tradizionale a meccanismi di risoluzione ludici, è la sua prima opera.


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  • Giuseppe Lo Bianco "L'agenda rossa di Paolo Borsellino"
    Giuseppe Lo Bianco, Sandra Rizza
    "L'agenda rossa di Paolo Borsellino"
    Gli ultimi 56 giorni nel racconto di familiari, colleghi, magistrati, investigatori e pentiti
    Prefazione di Marco Travaglio
    Chiarelettere
    https://www.chiarelettere.it/

    “Questo non è soltanto un libro su un’agenda scomparsa. Questo è soprattutto un libro su una storia scomparsa: la storia degli ultimi giorni di Paolo Borsellino.”
    Dalla prefazione di Marco Travaglio


    “Senza agenda, e senza i tormenti segreti affidati a quelle pagine, per trent’anni una parte consistente dello Stato ha visto impresso sulla strage un timbro esclusivamente mafioso. Ora per la prima volta una sentenza mette nero su bianco la responsabilità delle istituzioni nel depistaggio di via D’Amelio.”
    Dalla premessa degli autori alla nuova edizione

    “Ho capito tutto” ripeteva Borsellino negli ultimi giorni della sua vita, mentre lavorava disperatamente alla verità sulla strage di Capaci. Cinquantasei giorni dopo l’esecuzione di Falcone, arrivò la sua.
    Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza ricostruiscono quei momenti drammatici con il supporto delle carte giudiziarie, le testimonianze di pentiti ed ex colleghi magistrati, le confidenze di amici e familiari. E ci restituiscono le pagine dell’agenda scomparsa nell’inferno di via D’Amelio, in cui Borsellino annotava minuziosamente appuntamenti e intuizioni investigative. Qualcuno si affrettò a requisirla: troppo scottante ciò che il magistrato vi aveva scritto nella sua corsa contro il tempo. Chi incontrava? Chi intralciava il suo lavoro in procura? Quali verità aveva scoperto? E perché, lasciato solo negli ultimi giorni della sua vita, disse: “Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia... Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”?
    Nella premessa a questa nuova edizione, pubblicata a trent’anni dalla strage, gli autori riannodano le fila delle azioni investigative e giudiziarie che da lucidi cronisti documentano con ostinazione fin da quel tragico 1992. Oggi sappiamo che dietro il “più colossale depistaggio della storia d’Italia” c’è la mano dello Stato, una verità che non può più essere taciuta.


    Giuseppe Lo Bianco, cronista di giudiziaria, ha lavorato al giornale “L’Ora” di Palermo e all’agenzia Ansa, ha collaborato con “L’Espresso” e oggi è corrispondente dalla Sicilia per “il Fatto Quotidiano”. È autore di The Truman Boss (con Vincenzo Balli, Castelvecchi 2017) e La Repubblica delle stragi (a cura di Salvatore Borsellino, PaperFIRST 2018), ed è tra i fondatori dell’Associazione Memoria e Futuro.


    Sandra Rizza ha imparato il mestiere di giornalista negli stanzoni de “L’Ora” di Palermo, negli anni caldi della guerra di mafia, passando presto alla cronaca nera e giudiziaria. Ha collaborato con “il manifesto” e con “La Stampa”, ed è stata corrispondente dalla Sicilia del settimanale “Panorama” negli anni delle stragi 1992-93. Per un decennio redattrice giudiziaria dell’Ansa di Palermo, oggi collabora con “il Fatto Quotidiano”.




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Un quotidiano culturale
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