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  • Vito Teti "La restanza"
    Vito Teti
    "La restanza"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/


    Partire e restare sono i due poli della storia dell'umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente.


    La «restanza» è un fenomeno del presente che riguarda la necessità, il desiderio, la volontà di generare un nuovo senso dei luoghi. È questo un tempo segnato dalle migrazioni, ma è anche il tempo, piú silenzioso, di chi “resta” nel suo luogo di origine e lo vive, lo cammina, lo interpreta, in una vertigine continua di cambiamenti. La pandemia, l’emergenza climatica, le grandi migrazioni sembra stiano modificando il nostro rapporto con il corpo, con lo spazio, con la morte, con gli altri, e pongono l’esigenza di immaginare nuove comunità, impongono a chi parte e a chi resta nuove pratiche dell’abitare. Sono oggi molte le narrazioni, spesso retoriche e senza profondità, che idealizzano la vita nei piccoli paesi, rimuovendone, insieme alla durezza, le pratiche di memoria e di speranza di chi ha voluto o ha dovuto rimanere. La restanza non riguarda soltanto i piccoli paesi, ma anche le città, le metropoli, le periferie. Se problematicamente assunta, non è una scelta di comodo o attesa di qualcosa, né apatia, né vocazione a contemplare la fine dei luoghi, ma è un processo dinamico e creativo, conflittuale, ma potenzialmente rigenerativo tanto del luogo abitato, quanto per coloro che restano ad abitarlo.

    Vito Teti, già ordinario di Antropologia culturale presso l'Università della Calabria, si occupa attualmente di antropologia e letteratura dei luoghi. Tra i suoi libri piú recenti ricordiamo: Il colore del cibo. Geografia, mito e realtà dell'alimentazione mediterranea (Meltemi 2019), Prevedere l'imprevedibile. Presente, passato e futuro in tempo di coronavirus (Donzelli 2020) e Nostalgia. Antropologia di un sentimento del presente (Marietti 2020). Per Einaudi ha pubblicato Maledetto Sud (2013), Fine pasto. Il cibo che verrà (2015) e La restanza (2022).




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    29 min
  • Graziella Bernabò "Per troppa vita che ho nel sangue" Antonia Pozzi
    Graziella Bernabò
    "Per troppa vita che ho nel sangue"
    Antonia Pozzi e la sua poesia
    Ancora Libri
    https://www.ancoralibri.it/


    Benché morta suicida a soli ventisei anni, Antonia Pozzi (Milano 1912-1938) ha lasciato una straordinaria eredità di poesie, fotografie, lettere, diari e saggi critici. Le sue liriche, sottovalutate nel suo ambiente culturale – il gruppo di Antonio Banfi, filosofo di rilevanza europea –, furono invece valorizzate negli anni Quaranta da Angelo Barile, Eugenio Montale e Alessandro Parronchi. In epoche più recenti sono state oggetto di una eccezionale riscoperta da parte del pubblico e della critica, in Italia e nel mondo. Questa biografia letteraria – rivista e arricchita, rispetto alle due precedenti edizioni, grazie a ulteriori testimonianze e a nuovo materiale d’archivio – ricostruisce il percorso esistenziale e poetico di Antonia Pozzi con un andamento narrativo serrato e coinvolgente, ma anche con particolare rigore storico e filologico. Ne deriva il ritratto appassionato e fedele di una donna che, con la sua poesia, sa parlare con sorprendente vigore al nostro tempo.



    Forse la vita è davvero
    quale la scopri nei giorni giovani:
    un soffio eterno che cerca
    di cielo in cielo
    chissà che altezza.

    Ma noi siamo come l’erba dei prati
    che sente sopra sé passare il vento
    e tutta canta nel vento
    e sempre vive nel vento,
    eppure non sa così crescere
    da fermare quel volo supremo
    né balzare su dalla terra
    per annegarsi in lui.

    da Prati, 31 dicembre 1931


    Graziella Bernabò dopo la laurea in Lettere si è specializzata in Letteratura italiana presso l’Istituto di Filologia Moderna dell’Università degli Studi di Milano. Molti suoi saggi e articoli sono apparsi su riviste specialistiche e in opere collettanee. È autrice di Invito alla lettura di Landolfi (Mursia, 1978), Come leggere «La Storia» di Elsa Morante (Mursia, 1991), Per troppa vita che ho nel sangue. Antonia Pozzi e la sua poesia (Viennepierre, 2004; Àncora, 2012); La fiaba estrema. Elsa Morante tra vita e scrittura (Carocci, 2012 e 2016). Insieme a Onorina Dino, Silvia Morgana e Gabriele Scaramuzza, ha curato il volume … e di cantare non può più finire… Antonia Pozzi (1912-1938), Atti del Convegno, 24-26 novembre 2008, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Filologia Moderna - Dipartimento di Filosofia, Viennepierre, 2009.
    Con Onorina Dino ha curato le seguenti opere di Antonia Pozzi: Poesia che mi guardi, Luca Sossella Editore, 2010; e, per la casa editrice Àncora, Ti scrivo dal mio vecchio tavolo. Lettere 1919- 1938, 2014; Parole. Tutte le poesie, 2015; Mi sento in un destino. Diari e altri scritti, 2018; A cuore scalzo. Poesie scelte (1929-1938), 2019.



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    30 min
  • Paolo Linetti "Yokay" Le antiche stampe dei mostri giapponesi
    Paolo Linetti
    "Yokay"
    Le antiche stampe dei mostri giapponesi
    Monza, Villa Reale, fino al 21 agosto 2022
    https://mostrigiapponesi.it/


    Sul sangue di quarantamila teste di nemici mozzate si fondò la lunga Pax Tokugawa. Il 1600 segnò infatti la fine del periodo di guerre che vide la disfatta delle truppe avverse al generale Ieyasu Tokugawa.

    L’assenza di guerre, allontanando i ricordi e gli orrori dei massacri del passato, favorì lo sviluppo di racconti epici che davano vita ad atmosfere cupe e terrificanti, come quella della leggendaria tradizione del rituale delle cento candele che si suppone sia stato inventato da alcuni samurai nel XVII secolo per dar prova del loro coraggio.

    Il rituale iniziava dopo l’ora del tramonto: i samurai si ritrovavano in una stanza illuminata dalla luce di cento candele. Ogni samurai raccontava una storia agli altri compagni con l’obiettivo di spaventarli con racconti popolati di mostri appartenenti alla tradizione giapponese.

    Le Jorogumo, avvenenti donne che rivelano alle vittime la loro reale natura di enormi ragni; i Tanuki, simpatici tassi trasformisti; i Bakeneko, gatti mostruosi; i Kappa, esseri acquatici, che importunano le natanti; le Ningyo le sirene giapponesi la cui carne profumatissima può donare agli uomini giovinezza o morte atroce; Okiku, il fantasma inconsolabile che cerca il decimo piatto a lei rubato...

    Al termine della storia di paura chi l’aveva narrata doveva alzarsi, spegnere la candela di una lanterna, prendere uno specchio e specchiarvisi nell’angolo più lontano della stanza: l’oscurarsi della stanza accompagnava la narrazione di racconti sempre più spaventosi e carichi di suspense.
    In mostra: La paura Il rituale macabro delle cento candele è la grande idea alla base della mostra, che ispirandosi a questa suggestiva tradizione ti farà avanzare, coraggioso visitatore, attraverso una narrazione che stimolerà un tuo coinvolgimento non solo in termini didattici delle opere esposte ma anche emotivo.
    Magnifiche opere dei più famosi artisti giapponesi del XVIII e XIX secolo impreziosiscono il percorso che ti condurranno in un viaggio fantastico con storie che miscelano paura, brivido e comicità.
    Yōkai (mostri), Bakemono (mostri mutaforma), Yurei (spettri e ritornanti) popolano le xilografie in mostra. Draghi, orchi, volpi trasformiste, fatali mici mannari, spettri, rospi vampiri ci rapiscono con le loro storie in un’atmosfera carica di mistero e molto suggestiva per ottenere la quale, abbiamo deciso di rendere la mostra un’esperienza “notturna”.
    Facendoti strada nelle fioca luce, incontrerai le opere dei mostri sorpreso da voci, suoni, rochi racconti improvvisi ed evocazioni che metteranno in scena la paura dell’antico samurai che ascoltando le storie del terrore nella stanza ormai buia si chiedeva ogni volta:
    “Sono mostri che vivono solo nei miti e nelle leggende o rincasando da solo prima dell’alba, li incontrerò, ancora liberi di scorrazzare nella notte?” La mostra Yōkai è il frutto di un accurato studio effettuato mettendo a confronto sia storici dell'arte, professori e studiosi del folklore giapponese che studiosi di mitologia greca, teologia, leggende e storia della scienza occidentali, col fine di evitare errori di traduzione, trasposizione o impropri parallelismi.
    Oltre 160 opere (stampe a colori incorniciate, libri antichi, rotoli, netzuke, kimono, armi antiche) Sala immersiva delle cento candele Documentario introduttivo appositamente realizzato Sala per esposizione di 77 netzuke originali di una collezione privata mai mostrata al pubblico Progetto speciale Loputyn con 6 opere originali realizzate appositamente per la mostra La mostra è suddivisa in sezioni (più una sezione speciale)
    Storie di paura. Le 100 candele (sala immersiva) Il notturno giapponese La letteratura horror dell’800 giapponese...
    26 min
  • Francesco Muzzopappa "L'Europa spiegata male"
    Francesco Muzzopappa
    "L'Europa spiegata male"
    Illustrazioni di Andrea Cavallini drBestia
    De Agostini
    https://www.deagostini.com/it/


    Cosa faresti se qualcuno ti proponesse di fare un viaggio straordinario e soprattutto GRATIS in giro per le meravigliose città d’Europa? Impossibile, dici? Queste cose accadono solo nei libri! E in effetti hai ragione, ma se ti chiami Francesco Muzzopappa la possibilità che ti succeda davvero si alza del 99,9%! Riempi anche tu lo zaino insieme al tuo autore preferito di sempre e al suo inseparabile orologio da polso Giovanni e parti a visitare i 27 Stati dell’Unione europea, dalla A di Austria alla U di Ungheria! Ma stai attento: sono previste anche alcune tappe extra in 3 Stati completamente inventati che sarai tu (possiamo darti del TU o preferisci del LEI o del ESSI?) a dover scovare. Viaggerai su mezzi di trasporto improbabili, in compagnia di uno specchietto informativo saputello e di amici sempre pronti a rispondere a ogni domanda. Scoprirai curiosità, tradizioni, cibi, monumenti (e chi più ne ha più ne metta!) del nostro continente, che sarà anche tra i più vecchi del mondo, ma gli anni se li porta bene!


    Francesco Muzzopappa è stato piccolo, poi con il tempo e molto cibo (soprattutto pizza) è cresciuto. Scrive commedie che fanno ridere i piccoli, i medi e i grandi. I suoi romanzi sono tradotti in francese perché altrimenti a Parigi non li capirebbe nessuno. Forse di lui avete già letto Il primo disastroso libro di Matt con la copertina di Sio e il libro-game Grace Yard. In carne, ossa e mummie illustrato da Fraffrog. Se non l’avete fatto, fatelo immediatamente!




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    14 min
  • Margherita Zanoletti "My people. La mia gente" Oodgeroo Noonuccal
    Margherita Zanoletti
    "My people. La mia gente"
    Oodgeroo Noonuccal
    Edizioni Mimesis
    https://www.mimesisedizioni.it/

    La raccolta poetica My People (1970) di Oodgeroo Noonuccal, oggi considerata un “classico” della letteratura postcoloniale, è qui tradotta in italiano per la prima volta. Questa antologia dà voce al popolo aborigeno australiano, marginalizzato, decimato e sfrattato dalla sua stessa terra con l’arrivo dei colonizzatori. La poesia di Oodgeroo recupera e riscrive le tradizioni orali e culturali aborigene, rivendicando nel contempo i diritti negati dalle politiche governative. Oodgeroo è la prima poetessa aborigena della storia. Il suo iter letterario ha inizio a metà degli anni Sessanta con la raccolta d’esordio We Are Going, pubblicata col nome anglosassone Kath Walker e poi confluita in My People. Oltre alla traduzione italiana integrale, questa edizione a cura di Margherita Zanoletti offre un’introduzione contestuale e testuale e un testo inedito in italiano della scrittrice indigena Alexis Wright.


    Oodgeroo Noonuccal (1920-1993) è una figura chiave della storia culturale e politica, australiana ma non solo, del secondo Novecento. Scrittrice, artista, educatrice e attivista politica, prima voce nera a pubblicare poesia in Australia e prima donna poeta, figura carismatica per la sua comunità, Oodgeroo è l’autrice delle raccolte We Are Going (1964), The Dawn Is At Hand (1966), My People (1970) e della collezione di racconti Stradbroke Dreamtime (1972).


    Margherita Zanoletti
    Ha conseguito un PhD in Translation Studies presso la University of Sydney, occupandosi del rapporto tra parola e immagine e di studi interculturali. Per prima ha tradotto in italiano gli scritti del pittore australiano Brett Whiteley, poesie di autori aborigeni e testi di Oodgeroo. Ha curato: Oodgeroo Noonuccal, My People. La mia gente (2021).



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    41 min
  • Emanuela Valentini "Le lacrime delle sirene"
    Emanuela Valentini
    "Le lacrime delle sirene"
    Edizioni Piemme
    https://www.edizpiemme.it/

    Una sirena. È ciò che vede galleggiare sul pelo dell'acqua un pescatore accorso nella notte a controllare la sua barca dopo una terribile tempesta a Punta Ligea, dove la costa calabrese si protende verso lo Stretto. Assomiglia alla polena di una nave, tanto è perfetta. Ma quando la sirena lo guarda, appena prima di inabissarsi, lui capisce di essere di fronte al mito che ogni marinaio conosce, quello delle regine dei mari.
    Sul posto viene chiamata Stella, una sommozzatrice che con l'acqua ha un legame particolare da quando il mare si è preso sua sorella. La sirena è in realtà un'adolescente bellissima, mutilata, i piedi a formare una pinna e un ciondolo adagiato sul petto. L'ispettore incaricato delle indagini vorrebbe coinvolgerla, ma Stella è irremovibile, ha promesso a sé stessa e a sua figlia che avrebbe chiuso per sempre con quella vita. Intendono partire per Roma per ricostruire un'esistenza lontana dai ricordi e dagli incubi del presente. Quando è sul punto di salutare tutti, però, Stella scopre che c'è un legame di sangue tra la sua famiglia e quell'incomprensibile morte. La sirena riguarda in qualche modo il suo passato. E Stella capisce che spetta a lei fare luce sulla vicenda, anche se questo significa rischiare di affogare nel mare dei ricordi.
    Come ne Le segnatrici, Emanuela Valentini esplora il mondo delle credenze popolari e dei miti ancestrali ancora vivi nel nostro Paese. E va in profondità in questa dimensione oscura e occulta portandoci con il fiato sospeso fino all'ultima, imprevedibile, pagina.


    Emanuela Valentini vive e lavora a Roma come editor freelance.
    Ha vinto numerosi premi per la narrativa breve e ha pubblicato in digitale il serial Red Psychedelia. I suoi racconti sono stati tradotti in varie lingue. Scrive per Wired Italia. Pratica per hobby la fotografia di paesaggi naturali e urbani. Amante della cultura underground, a volte dipinge sui muri.
    Le segnatrici è il suo debutto nel thriller, in corso di pubblicazione in diversi Paesi del mondo.




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    24 min
  • Aquilino "Intorno al fuoco nel buio"
    Aquilino
    "Intorno al fuoco nel buio"
    Edizioni Lapis
    https://edizionilapis.it/


    Ben ha 15 anni. È chiuso e arrogante: una bomba a mano che non riesce nemmeno a esplodere. I suoi genitori non sanno come prenderlo. Lui vorrebbe solo che sparissero. Una mattina suo padre lo mette su un pullman e lo saluta con pochissime parole: «Questa non è una vacanza. È una scuola di vita. Sono sicuro che al tuo ritorno avrai tante cose belle da raccontarci. Addio».

    Ben finisce in un istituto per ragazzi con disabilità. Insieme a un educatore, Demetrio, deve occuparsi di Carlotta, Achille, Gilda e Milo. Escono tutti insieme, con la prospettiva di un pomeriggio tranquillo, ma improvvisamente la situazione precipita: due sconosciuti litigano con Demetrio e lo feriscono.

    Ben, che assiste alla scena, prende il furgone e fugge con i ragazzi, inseguito dagli aggressori. Seguono momenti concitati: l’adrenalina della fuga, uno scontro a fuoco, l’oscurità di un bosco di notte. I ragazzi sono in difficoltà: Carlotta non smette di protestare, Gilda fatica a stare al passo, Achille non è autonomo e Milo sembra sempre sul punto di rompersi. È il coraggio di Ben a trascinare tutto il gruppo fuori dal pericolo. Nel buio di quel bosco, una consapevolezza inaspettata lo illumina: quei ragazzi indifesi si fidano di lui. Il figlio difficile e tenebroso si è fatto amico attento, protettivo e affettuoso. Dove prima c’era il vuoto, ora c’è un ponte. Per la prima volta, con un alfabeto sconosciuto, Ben e i ragazzi stanno comunicando davvero.





    Aquilino Salvadore (nome d’arte Aquilino) è nato a Tradate (VA). Ha pubblicato sia romanzi per adulti che libri per bambini e ragazzi con le maggiori case editrici italiane, alcuni tradotti in coreano, russo, ucraino, portoghese, spagnolo. Drammaturgo, scrive testi sia per ragazzi sia per adulti. Ha vinto numerosi premi. Conduce laboratori di teatro e di scrittura creativa.




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    19 min
  • Emanuelle Caillat "Il mistero del palazzo maledetto"
    Emanuelle Caillat
    "Il mistero del palazzo maledetto"
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/


    Millo & Cia - Avventure scout. Il mistero del palazzo maledetto
    Camillo Acerbi, Emanuelle Caillat, Mauro Guidi
    Millo e Cia sono gemelli, ma “diversi che più diversi non si può”! Quando uno dei loro amici Lupetti sparisce misteriosamente, devono unire le forze per salvarlo con l’aiuto di tutta la Banda. La ricerca li condurrà al Palazzaccio, un edificio abbandonato e… maledetto! Per riuscire nell’impresa, i ragazzi dovranno fare affidamento sulla loro preparazione da bravi scout e ricordarsi che: la forza del lupo è nel branco!

    «Facciamo che noi non lasciamo un amico in pericolo. Lui ci avrebbe aiutato, e lo stesso dobbiamo fare noi. Come dice Chil l’avvoltoio: “Siamo di uno stesso sangue!”»



    Emanuelle Caillat è insegnante di francese e traduttrice letteraria di libri per ragazzi ma anche di premi Nobel.
    Insieme a Camillo Acerbi e Mauro Guidi sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.


    Camillo Acerbi è un dirigente della pubblica amministrazione e assessore al bilancio, con un passato da fisico teorico.
    Insieme a Emanuelle Caillat e Mauro Guidi sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.


    Mauro Guidi è avvocato penalista e grande esperto di fumetti e romanzi noir.
    Insieme a Camillo Acerbi e Emanuelle Caillat sono stati a lungo capi scout e hanno collaborato per vent’anni alla redazione della rivista nazionale dei Lupetti, dove sono nati i fumetti di Millo & Cia.


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    11 min
  • Fabrizio Ardito "Al centro della terra"
    Fabrizio Ardito
    "Al centro della terra"
    A piedi sul Cammino Minerario di Santa Barbara in Sardegna
    ediciclo editore
    https://www.ediciclo.it/

    Un viaggio attraverso le testimonianze della millenaria epopea mineraria sarda, tra ghost town e miniere dimenticate, con l’azzurro del mare sullo sfondo. Sentieri antichi e cammini percorsi per secoli dai minatori, enormi cantieri che hanno mutato le forme del paesaggio, immersi nel silenzio della macchia o nell’ombra fitta di grandiose foreste. Il cammino dedicato a Barbara, la santa patrona dei minatori di tutto il mondo, si snoda seguendo un anello che ha al suo centro la città di Iglesias, nel sud ovest sardo. Un lungo itinerario a piedi scandito dagli incontri con le memorie – a tratti tragiche, a volte grandiose – della civiltà nata nelle miniere isolane, con le storie grandi e piccole di uomini, donne e bambini che hanno lavorato e lottato, un giorno dopo l’altro, nel cuore di pietra delle montagne. Alla scoperta di un cammino allo stesso tempo antico e moderno che rimane nell’anima per i suoi paesaggi spettacolari, l’impareggiabile ospitalità e il ricordo di una storia secolare.


    Fabrizio Ardito è un giornalista e fotografo romano, appassionato di geografia e speleologia; da una ventina d’anni ha iniziato ad amare i grandi cammini e le vie storiche, a cui ha dedicato libri e guide per diversi editori. Tra gli ultimi volumi pubblicati: Peregrinos e Cammini di Santiago per il Touring Club Italiano, 111 chiese di Roma che devi proprio scoprire per Emons, Sul Monte Athos, Le Vie di Francesco e Come sopravvivere al Cammino di Santiago, A ciascuno il suo cammino. Scegliere un viaggio a piedi in Italia, Il Cammino dei Protomartiri Francescani e Al centro della terra, Il Cammino Inglese per Santiago a piedi per Ediciclo.




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    15 min
  • Nicola Verderame "Il bistrò delle delizie"Tuğba Doğan
    Nicola Verderame
    "Il bistrò delle delizie"
    Tuğba Doğan
    Carbonio Editore
    https://carbonioeditore.it/

    Salih ha deciso di lasciare per sempre la Turchia, il Paese dove è nato e che ama, ma da cui si sente irrimediabilmente tradito. È ora di dire addio alla sua vecchia vita e di festeggiare la partenza al Bistrò delle delizie, un ristorante intimo e accogliente la cui proprietaria, Afitap, prepara tutte le estati la sua salsa speciale e si riserva di modificare le ordinazioni se i clienti scelgono il piatto sbagliato. E così, tra una portata e l’altra, i più cari amici lo ascoltano e a loro volta raccontano, cercando di convincerlo a restare, mentre Istanbul, con i suoi abitanti, i suoi profumi, i tramonti sul Bosforo, rivive nei ricordi di Salih, e le vere ragioni della partenza si fanno sempre più chiare…

    Con una narrazione avvincente in cui spazio e tempo si intrecciano fino ad abbracciare le emozioni più intime, Tuğba Doğan ci consegna un romanzo struggente sulla Turchia contemporanea, ricco di colori, di umanità e di poesia.


    Nata nel 1981, Tuğba Doğan è una delle voci emergenti della letteratura turca contemporanea. Laureata in sociologia, ha conseguito un master in lingua e letteratura turca. Con il suo primo libro, Musa’nın Uykusu, ha ricevuto la Menzione d’onore del premio letterario Notre Dame de Sion nel 2015. Il suo secondo romanzo, Il bistrò delle delizie (2019), ha riscosso il plauso della critica e del pubblico in Turchia, arrivando alla sua sesta ristampa in poco più di un anno.



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