il posto delle parole

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  • Silvia Pozzi "Premio Mario Lattes per la Traduzione"
    Silvia Pozzi
    "Premio Mario Lattes per la Traduzione"
    "Pechino pieghevole" di Hao Jingfang
    Add Editore
    https://www.addeditore.it/
    https://fondazionebottarilattes.it/

    Pechino è divisa in tre spazi e le ventiquattr’ore di ogni giorno sono state accuratamente organizzate per salvaguardare il tempo e l’aria che respira l’élite, composta da cinque degli ottanta milioni di persone che abitano la metropoli. Tutti gli altri, incastrati nella rigida stratificazione urbana, si spartiscono quello che rimane. Lao Dao è nato nella città pieghevole e lavora in discarica come suo padre. Vive nel sottosuolo, ma per consegnare una lettera in cambio di denaro si intrufolerà negli spazi della classe media e di quella alta, scoprendo l’esistenza di mondi diversi dal suo.
    Catastrofe ecologica, tecnologie di sorveglianza e disuguaglianze sociali stravolgono il tempo e lo spazio in Pechino pieghevole, l’emblematico racconto che dà il titolo a questa raccolta folgorante, un caso letterario che si inserisce nell’«ultra-irrealismo» (chaohuan), il nuovo genere letterario ispirato dalla realtà allucinata della Cina odierna.

    Negli undici racconti, Hao esplora la fragilità umana alle prese con gli spettri del cambiamento e del possibile, l’intelligenza artificiale e l’automazione, costruendo una narrazione pervasa di sensibilità per quest’epoca di incertezza, solitudine e disorientamento.
    Se la science fiction è il realismo dei nostri tempi, Hao Jingfang rivela angolazioni inattese ed estreme da cui osservare il mondo futuro in cui già viviamo.

    L’ultra-irrealismo di Hao Jingfang ci restituisce un futuro cinese sempre più simile al nostro. – Simone Pieranni

    L’opera cinese di fantascienza che svela il presente in cui viviamo. – New York Times

    Dopo questa lettura la realtà non è più la stessa. Teoria scientifica e riflessione politica si uniscono in uno sguardo tagliente sul conflitto di classe e il mondo che abitiamo.
    – Uncanny Magazine



    Hao Jingfang (1984) è un’autrice cinese di fantascienza, la prima ad aver vinto lo Hugo Award, grazie a Pechino Pieghevole, il suo primo libro tradotto in italiano. Vive a Pechino dove lavora come ricercatrice presso la China Development Research Foundation.





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    16 min
  • Sergio Ramazzotti "Perdona loro"
    Sergio Ramazzotti
    "Perdona loro"
    https://www.edizpiemme.it/



    Neri è un uomo dal passato oscuro, dal presente tormentato e dal futuro incerto. Stanco del peso psicologico di un mestiere – l'inviato di guerra – fatto per troppi anni e con troppa convinzione, è venuto a rifugiarsi nelle Marche, più precisamente nei Castelli di Jesi, sua regione d'origine, senza grandi progetti, tranne quello di rimettere insieme i brandelli della sua vita; uno scopo al quale gli tornano utili l'isolamento quasi monacale («nessuno sano di mente verrebbe a cercarti fra queste colline»), e la routine dei pranzi e delle cene nella trattoria di Jolanda, un autentico tempio della buona cucina dove la proprietaria cura col cibo il corpo e lo spirito, e dove Neri si rintana per lasciarsi definitivamente alle spalle i ricordi e un matrimonio finito. Ben presto però la routine viene stravolta da un caso clamoroso: l'inspiegabile sparizione di un prete. E più Neri cerca di tenersene lontano, più viene trascinato dentro al mistero, dove tutto ruota attorno a una formula indecifrabile, e dove gravitano personaggi improbabili come un parroco doppiogiochista, un artista folle, un vescovo potente e un maresciallo dei carabinieri che sembra aver intuito le crepe nel passato che Neri cerca di nascondere. Alla fine, saranno proprio Neri e il maresciallo a risolvere il mistero, con un'indagine parallela e decisamente non convenzionale che i due conducono fino alle estreme conseguenze, l'uno per ritrovare la quiete che era venuto a cercare, l'altro nel tentativo di dare un senso a una carriera da tempo arenata. Ed entrambi rischiando sul tavolo da gioco tutto ciò che gli è rimasto.



    Sergio Ramazzotti
    Nato a Milano nel 1965, è autore di centinaia di reportage da tutto il mondo, apparsi sulle principali testate italiane ed europee. Ha pubblicato tra l'altro il bestseller Vado verso il Capo (Feltrinelli), cronaca di una traversata di tredicimila chilometri compiuta con i mezzi pubblici da Algeri a Città del Capo. Ha vinto il premio di giornalismo Enzo Baldoni e l'International Photography Awards di Los Angeles.




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    30 min
  • Francesco Cavallo "Cucina d'amore e libertà"
    Francesco Cavallo
    "Cucina d'amore e libertà"
    L'eros e l'arte di volersi bene
    Mandragora
    https://www.mandragora.it/



    Può un libro di ricette parlare della relazione che intercorre tra Eros e Cibo? Certamente, specie se le ricette si chiamano “Boiling Moonlight Risotto”, “Le carni di Kashgar”, “La polpa di Aisha”, “Cheek to Cheek”, “La bistecchina amorosa”, “Un amore del cavolo”.
    Il legame tra piacere e buona tavola è strettissimo. A rendere eccitante un piatto non è solo la chimica dei suoi ingredienti, quanto l’atmosfera che si crea durante la sua preparazione. La cucina può richiamare odori, sensazioni tattili, suoni e immagini di luoghi vicini e legati alla nostra tradizione culinaria, oppure esotici, provenienti da paesi lontani, visitati nel passato ma il cui ricordo rivive improvvisamente in un sapore. Le mille associazioni sono in grado di creare un clima di attesa ed eccitazione.



    Il suggerimento che l’autore, Francesco Cavallo, ci dà è quello di non avere fretta: il gioco erotico inizia ben prima di sedersi a tavola. Gli ingredienti si possono toccare, guardare, trasformare in inebrianti profumi, e infine comporre con cura e delicatezza.
    Le ricette diventano pretesto per raccontare storie di luoghi pittoreschi, dai boulevard parigini, ai barrios spagnoli, dai vicoli di Napoli, al Bazar di Damasco. E storie di amori, come la donna ammaliatrice vista al casinò o la bellissima Aisha nelle strade di Marrakech.
    Perché a sedurre non è solo la cucina, ma è soprattutto la Parola, che si veste delle sonorità della grande letteratura, in un intrigante gioco a due, tra l’uomo e la donna, tra il Cibo e l’Eros, tra l’Eros e la scrittura e tra il lettore e la pagina. Ma senza prendersi troppo sul serio, per carità, che la serietà non ha mai migliorato la vita di nessuno.



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    23 min
  • Carlo Marconi "Poesie del camminare"
    Carlo Marconi, Serena Viola
    "Poesie del camminare"
    Edizioni Lapis
    https://edizionilapis.it/


    Il cammino si compone di passi, ma non è solo movimento delle gambe e battiti del cuore; è il luogo delle scoperte e degli incontri, è lo spazio dove maturano i pensieri, i dubbi si sciolgono e le idee si fanno più nitide.


    Il tema del cammino, diventa una chiave di lettura per il mondo.


    Il cammino scandisce il trascorrere del tempo: talvolta va in fretta e altre sembra non passare mai; accompagna l’esperienza del crescere e diventare consapevoli.

    Le Poesie del Camminare nascono come invito a intraprendere un viaggio, per scoprire cosa c’è al di fuori di noi e per sostare in ascolto dei sentimenti che abitano la nostra anima. Sono un invito a cogliere ogni aspetto di quell’avventura che ci attende poco oltre la soglia di casa e si chiama vita.

    Il libro si rivolge ai piccoli e ai grandi curiosi del mondo, desiderosi di indagare la realtà che si manifesta ai nostri sensi. Si rivolge a coloro che amano voltarsi, osservare le impronte lasciate sul terreno per provare a conoscere se stessi.

    C’è tutto il mondo dei bambini in questa passeggiata di parole, rime che raccontano i piccoli momenti che danno significato alla vita di ognuno di noi.

    Per la varietà dei temi trattati, a volte concreti altre più astratti, il libro si presta a laboratori in classe con i bambini di tutte le età. Il potere evocativo della poesia e dell’illustrazione incoraggiano il bambino a verbalizzare le emozioni ancora poco esplorate (es. la noia, la curiosità, la sconfitta) e ad acquisirne consapevolezza.



    Carlo Marconi
    Livornese di origine, vive a Pavia, dove lavora come maestro in una scuola primaria. Oltre all’insegnamento, si dedica alla scrittura creativa e all’ideazione di progetti e laboratori per l’infanzia su temi come la cultura della legalità e l’integrazione. Dal confronto con i suoi alunni sono nati Lo Stato siamo noi (Emme Edizioni) e Di qua e di là dal mare. Filastrocche migranti (Edizioni Gruppo Abele).

    Serena Viola
    Artista, illustratrice e visual designer, vive e lavora a Milano. Dopo la laurea in Industrial Design al Politecnico del Design perfeziona la sua formazione artistica nell’atelier di pittura del maestro Lomanto, lavora in studi di architettura, poi come libera professionista nel campo della comunicazione visiva e infine approda all'illustrazione. Pur nascendo da mondi differenti, le sue illustrazioni mantengono l’origine pittorica della sua formazione, caratteristica che si manifesta nella compresenza di diverse tecniche: acrilico, chine, acquarelli, grafite e pastelli. Oggi Serena collabora con case editrici e con agenzie di comunicazione realizzando opere per brand internazionali e realizza progetti visivi in diversi campi.
    Espone in mostre internazionali di illustrazione e personali, compare nell’Annual dell’Illustrazione Italiana dal 2007 al 2020, per cui vince nel 2018 l’Award Oro in editoria per l'infanzia con l’opera tratta dal libro Haiku, poesie per quattro stagioni più una (testi Silvia Geroldi) edito da Lapis. Con l’edizione tedesca de I fili invisibili della natura (testi di Gianumberto Accinelli) vince il prestigioso Deutschen Jugendliteraturpreis 2018 e nel 2019 l'Honorable Mention Winner at 3x3 international illustration Awards con le illustrazioni dell’Eneide (testi di Silvia Roncaglia) edito da Lapis.


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    20 min
  • Emanuele Garbin "Selenographica"
    Emanuele Garbin
    "Selenographica"
    L'immagine e dil disegno della Luna nascosta
    Quolibet
    https://www.quodlibet.it/

    Selenografia è quella scienza grafica che si occupa della descrizione e rappresentazione della superficie lunare, e la Mappa Selenographica è la grande carta della Luna che i protagonisti delle due avventure astronautiche di Jules Verne – De la Terre à la Lune e Autour de la Lune – portano con sé in quel viaggio fantastico che è ancora solo un viaggio nell’immagine della Luna.
    Nel corso degli ultimi due secoli quest’immagine è diventata tanto più grande, venendosi a comporre di numerosissime e diversissime carte, di migliaia e migliaia di foto e di pagine di rapporti di missione, e di altrettanti modelli materiali e immateriali: un mondo che non si direbbe reale eppure a suo modo lo è, esplorabile e praticabile a somiglianza di quello che rappresenta.
    L’ampia raccolta di immagini presentate in questo libro si apre con la mappa descritta da Verne, e si conclude con quelle recentissime prodotte a partire dai dati inviati dalle sonde tuttora in orbita attorno alla Luna. Nell’esplorazione di questa seconda Luna ci si è trattenuti specialmente nelle zone liminari, sul bordo tra la faccia perennemente in vista e quella nascosta, o sul confine mobile che separa il giorno dalla profondissima notte lunare, sforzandosi di guardare da una parte e dall’altra, e quindi di rinnovare lo stupore per la ciclica apparizione e sparizione di un intero mondo. Al termine di questo viaggio particolare ci si accorge che un’immagine apparentemente consumata, come quella della Luna, ha molto da rivelare non solo a chi ne è ancora attratto, nonostante tutto, ma anche a chi si occupa del senso generalissimo di tutte le immagini, di quello che mostrano e ancor più di quello che nascondono.

    Emanuele Garbin, architetto, insegna presso l’Università Iuav di Venezia. Sul tema della rappresentazione e dell’immaginazione scientifica ha pubblicato per Quodlibet Selenographica. L’immagine e il disegno della Luna nascosta (2021), Bathygraphica. Disegni e visioni degli abissi marini (2018) e Palæontographica. Il disegno e l’immaginario della vita antica (2016). Tra i suoi titoli degli ultimi anni ricordiamo: In bianco e nero. Sulla materia oscura del disegno e dell’architettura (Quodlibet, 2014), Il bordo del mondo. La forma dello sguardo nella pittura di Gerhard Richter (Marsilio, 2011) e La geometria della distrazione. Il disegno del teatro e delle scene dell’opera italiana (Marsilio-Iuav, 2009).





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    38 min
  • Oreste Aime "Il dio morto così giovane" di Frédéric Boyer
    Oreste Aime
    "Il dio morto così giovane" di Frédéric Boyer
    Traduzione di Emanuele Borsotti (Comunità di Bose)
    Edizioni Sanpino
    https://www.edizionisanpino.it/




    Il dio morto così giovane è uno sfogo, un testo di fede. In un movimento eccessivo, cioè in contrasto con la sapienza e la ragione, ansimante, perduto, canta la gloria di Gesù come uomo tra gli uomini, uomo tra i fratelli. Frédéric Boyer è uno scrittore cristiano. Il suo atteggiamento singolare non è nell’accettazione,
    è nella rabbia, nella ricerca e nel rischio.
    Un testo colmo di fede e sofferenza, rabbia, amore e passione, con punte altissime di poesia. «Ci sono nel piccolo libro di Frédéric Boyer belle frasi sull’abbandono, sulla debolezza del Dio incarnato, rivestito della nostra condizione umana, su quella vicinanza che la doppia natura di Cristo rende possibile, sul corpo e sull’amore… » (Le Monde).
    «Egli attraversa i Vangeli con il suo bastone di pellegrino, e ci consiglia di aggiungere una corda spirituale al nostro arco per evitare i peccati […]» (Le Magazine, Littéraire).



    • Un testo che spinge alla riflessione e alla meditazione.
    • Parole colme di spiritualità e poesia.
    • Un testo che porta a leggersi dentro.


    Frédéric Boyer è uno scrittore, traduttore ed editore francese.
    Già professore di letterature comparate all’università di Lione e di Parigi, ha coordinato una nuova traduzione letteraria della Bibbia, in collaborazione con specialisti delle lingue antiche e bibliche e con alcuni scrittori francesi di notevole fama (La Bible, nouvelle traduction, Bayard 2001).



    Oreste Aime, presbitero della diocesi di Torino, è docente presso il Polo Teologico di Torino. Già direttore della sezione torinese della Facoltà teologia dell’Italia Settentrionale, membro del consiglio presbiterale, è responsabile della rivista Itinerari e membro della redazione dell’Archivio Teologico Torinese. I suoi ambiti di ricerca e di insegnamento spaziano dalla Logica e Filosofia del linguaggio all’Epistemologia e Metafisica, dalla Filosofia morale alla Filosofia teorica e alla Filosofia della Religione, con una particolare attenzione dedicata ai rapporti fra Letteratura e religione. Fra le sue principali pubblicazioni: (con M. Operti) Religione e religioni. Guida allo studio del fenomeno religioso, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1999 ; Senso e essere. La filosofia riflessiva di Paul Ricoeur, Cittadella, Assisi 2007; Per chi suona la campana. Il mistero della morte, UTET Università, Torino 2008; Il circolo e la dissonanza. Filosofia e religione nel Novecento, e oltre, Effatà, Cantalupa 2010; Il curato di don Chisciotte, Cittadella, Assisi 2012; Il senso e la forza, Effatà, Cantalupa 2015.




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    37 min
  • Gianmarco Parodi "Non tutti gli alberi"
    Gianmarco Parodi
    "Non tutti gli alberi"
    Edizioni Piemme
    https://www.edizpiemme.it/



    È il decimo compleanno di Alice e suo padre ha una sorpresa per lei. Non un regalo da negozio, nulla di costoso o appariscente. Si tratta di uno zaino, logoro e malandato, con un odore tanto simile a quello del suo primo proprietario, inconfondibile per Alice, armadio chiuso e pepe. Per lei quello non è solo un regalo: è una promessa, l'inizio di un'avventura indimenticabile. Infatti, proprio quel giorno suo padre le farà vivere una delle giornate più importanti della sua vita.
    Da quando era piccolissima tra loro c'è un legame speciale, esclusivo ed escludente anche per sua madre, sempre così rigida e infelice, sempre piena di regole e rinfacci. Forse proprio per questo la partenza improvvisa di lui, diretto in Francia per fare il taglialegna, è una ferita difficile da rimarginare. Le giornate sembrano diventare tutte uguali e l'unico divertimento per lei è un piccolo pezzo di terra nascosto dietro casa, che chiama "ortogiardino", affidatole da papà prima di partire. Un giorno però Alice riceve la più terribile delle notizie. Una notizia che non può e non vuole accettare. È da questo momento che inizia per lei la prima vera avventura. Una fuga da casa sulle tracce di suo padre, dove quello che troverà sarà molto di più di ciò che avrebbe potuto immaginare.
    Una storia dolcissima e drammatica, che parla di un legame inscindibile che va oltre lo spazio e le stagioni. Una storia di formazione in cui il viaggio reale si moltiplica, diventando una magica iniziazione e una profonda presa di coscienza di una verità più grande. Un passaggio indimenticabile tra il mondo degli uomini e quello degli alberi, che, come dice il padre di Alice, non sono mai solo questo.




    Gianmarco Parodi
    Nato a Sanremo, viene da studi agrari. Ha scritto alcuni romanzi di genere fantastico.
    Ogni sua narrazione è radicata nella terra da cui proviene, l'estremo ponente ligure. Partendo da Triora, borgo arroccato famoso per un grande processo d'inquisizione, passando per la sua città natale, fino al tormentato confine con la Francia.
    Insegna tecniche della narrazione per Scuola Holden, dove si è diplomato, e per altre realtà. Conduce trekking letterari, passeggiate narrative e laboratori di scrittura online.
    Ha vinto alcuni premi nazionali di poesia e ha fondato il collettivo poetico Vivaio del Verso.
    Con Non tutti gli alberi, nel 2021, è arrivato finalista al Premio Italo Calvino.




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    28 min
  • Valentina Musmeci "Premio Ostana"
    Valentina Musmeci
    "Premio Ostana"
    https://www.premioostana.it/


    Sabato 25 giugno 2022 - ore 16.15

    Cause e conseguenze del declino della biodiversità e dell’estinzione delle lingue minoritarie:
    il caso dell’altopiano tibetano.
    Conversazione con

    Bhuchung D. Sonam Lingua tibetana (Nepal)
    A cura di Valentina Musmeci
    con la partecipazione di Nicolas Tournadre, linguista.
    A seguire: Songs of the water spirits presentato dall’autore Nicolò Bongiorno



    Bhuchung D Sonam è un poeta, saggista, editore e traduttore.
    La sua opera di valorizzazione della lingua tibetana è tra le più importanti del panorama mondiale, la sua forza nel cercare di rendere udibile la voce censurata degli scrittori del suo paese d’origine è un gesto coraggioso di cura per la comunità di tibetani esiliati e per quelli rimasti in terra tibetana. La poesia può essere un’arma o uno scudo, nel caso di Bhuchung Sonam, la sua poesia è stimolo e fonte di riflessione per noi occidentali e per tutti i Tibetani nel mondo

    Bhuchung D. Sonam è nato in Tibet. In esilio, ha studiato alla Tibetan Children’s Village School, in una piccola città nel nord dell’India, concludendo gli studi di Economia presso la Indian University.
    Ha lavorato presso il Dipartimento di Informazione e Relazioni Internazionali del Governo Tibetano in Esilio con sede a Dharamsala.
    I suoi libri includono Yak Horns: Notes on Contemporary Tibetan Writing, Music, Film and Politics, Songs of the Arrow e Songs from Dewachan. Ha curato Muses in Exile: An Anthology of Tibetan Poetry.
    Le sue traduzioni includono Mindful Education: Theory and Practice, Handbook for Tibetan Journalists e Twenty Years of My Life in China’s Death Camp.
    Ha compilato e curato un libro intitolato Auto-immolazione tibetana: notizie, opinioni e risposta globale, una documentazione definitiva sull’auto-immolazione tibetana dal 1998.
    Ha anche compilato e tradotto Burning the Sun’s Braids: New Poetry from Tibet.
    Bhuchung D. Sonam è membro fondatore di TibetWrites e del suo marchio Blackneck Books, circolo tibetano di scrittori che promuove e pubblica il lavoro creativo dei tibetani.
    I suoi scritti sono pubblicati tra gli altri sul Journal of Indian Literature, HIMAL Southasia, Hindustan Times, Tibetan Review, Truthdig e Seminar Journal.

    Premio Ostana
    Dal 24 al 26 giugno 2022, Ostana
    scritture in lingua madre – ecrituras en lenga maire
    è un appuntamento con le lingue madri del mondo che ogni anno riunisce a Ostana, paese occitano di 85 abitanti in Valle Po ai piedi del Monviso, autori di lingua madre da tutto il mondo, per un festival della biodiversità linguistica.




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    9 min
  • Andrea Dellapiana "Artico Festival"
    Andrea Dellapiana
    "Artico Festival"
    https://www.articofestival.it/



    Artico Festival scalda i motori e dal 23 al 26 giugno 2022 torna ai Giardini della Rocca di Bra (CN). Molti gli artisti per cui per cui la data di Artico rappresenta l’unica in Piemonte del tour estivo: Giovanni Truppi, Stefano Rapone, i Post Nebbia e Vieri Cervelli Montel; mentre per Edoardo Ferrario, Joan Thiele, Laila Al Habash e Emma Nolde sarà l’unica esibizione in provincia Granda.

    Gli headliner
    Cresce l’attesa per il concerto di Giovanni Truppi, che venerdì 24 giugno salirà sul palco con una super band d’eccezione: al suo fianco ci saranno Alessandro “Asso” Stefana (Vinicio Capossela, PJ Harvey) alla chitarra, insieme a Fabio Rondanini e Luca Cavina dei Calibro 35, rispettivamente alla batteria e al basso. In scaletta, tanti brani della decennale carriera del cantautore napoletano, ma anche diversi pezzi inediti, che riveleranno al pubblico le nuove strade artistiche intraprese dal musicista.
    Sabato 25 sarà il momento della cantautrice e producer italo-colombiana Joan Thiele, che porta a Bra la sua unica data nel Cuneese. Un’occasione unica per ascoltare in versione live il suo recente progetto discografico, suddiviso in tre diversi atti, proprio come se fosse un’opera teatrale.

    La stand up comedy
    Sulla scia del successo dello scorso anno, torna la stand up comedy: il 23 giugno inaugura la kermesse Stefano Rapone, noto per aver collaborato come autore con il Trio Medusa e la partecipazione, tra gli altri, ai programmi TV Battute? e Una pezza di Lundini. La sua comicità dissacrante, abbinata a un alto tasso di improvvisazione, rende unico ogni live. Chiude la rassegna, il 26 giugno Edoardo Ferrario, co-host di Cachemire Podcast, che torna ad Artico Festival con il suo nuovo spettacolo, Il dittatore sanitario. Uno show che non si illude di risolvere i problemi dei nostri tempi incerti, ma almeno li mette in ordine: cancel culture, patriarcato, matriarcato, la lungimiranza dei preti durante i matrimoni, la pandemia come unica rivoluzione del palinsesto televisivo. Il prezzo del biglietto include una confessione del paziente zero.

    I live
    Non mancheranno inoltre nomi freschi e giovani del panorama musicale contemporaneo: venerdì vedrà in apertura Emma Nolde, già finalista al Premio Tenco nella sezione Opera Prima nel 2021 con un album prodotto in collaborazione con Francesco Motta. Sabato sarà la volta di Laila Al Habash, classe 1998, che a Bra porterà la versione live del suo recente disco Mystic Motel, prodotto da Niccolò Contessa (I cani), che include anche un featuring con Coez: un viaggio lungo dodici tracce che trasporta chiunque lo ascolta nella sua dimensione.
    Sul palco, anche Vieri Cervelli Montel, il cui primo disco è uscito recentemente per l’etichetta Tanca Records di Iosonouncane, e una delle band più acclamata del momento, i padovani Post Nebbia, il cui tour quest'estate toccherà i migliori palchi in Italia.

    L’area food e market
    Che festival sarebbe senza un’area food e market? In attesa che inizino i concerti, il pubblico potrà gustare le varie specialità proposte dai food truck, tra cui l’immancabile panino con la Salsiccia di Bra, possibilmente accompagnato dalle birre di De Lab Fermentazioni, neonato birrificio artigianale. Si aggiunge quest’anno una bella novità per godersi al meglio il fresco dei giardini aspettando l’inizio dei concerti, ovvero uno spazio dedicato ai picnic. Durante i quattro giorni verrà inoltre allestito un piccolo market: una selezione accurata di stand per scoprire nuovi talenti dell’handmade.

    Abbracciala, abbracciali, abbracciati è il claim scelto per questa edizione, citando una famosa canzone di Lucio Battisti: un invito a tenerci stretti, finalmente sottopalco, in un momento in cui la dimensione festival si conferma uno spazio...
    8 min
  • Gabriele Vacis "La parola che cura"
    Gabriele Vacis
    "La parola che cura"
    Circolo dei Lettori, Torino
    https://www.circololettori.it/


    Parole di cura
    con Yurij Ferrini, Guido Parvis e Gabriele Vacis
    «La malattia – dice Susan Sontag – è sentita come qualcosa da nascondere. Il dialogo invece restituisce un’identità di persona al di là della condizione di malato». Yurij Ferrini riparte dalle sue “parole di attore” per raccontare l’esperienza della leucemia.
    a cura di Associazione piemontese contro le leucemie
    info 335 5644655 | [email protected]


    21 giugno
    Giornata nazionale per la lotta contro leucemie, linfomi e mieloma
    Come ogni anno il 21 giugno, al solstizio d’estate, AIL celebra la Giornata Nazionale per la lotta contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma. Un’occasione per raccontare i progressi della ricerca in ematologia e per lanciare un messaggio importante a tutti i pazienti e i loro familiari: non siete soli nella vostra battaglia.

    Questa giornata sarà anche l’occasione per raccontare l’impegno delle 82 sezioni AIL a favore dei pazienti e delle loro famiglie, un supporto che non si è mai fermato anche nelle fasi più critiche dell’emergenza Covid-19. Anche in un momento di grande difficoltà, le sedi territoriali AIL hanno potenziato il servizio di cure domiciliari, il sostegno ai centri ematologici e i servizi di supporto informativo dedicati ai malati e ai caregiver.

    Per combattere i tumori del sangue un giorno non basta, ma può fare molto.


    https://www.ail.it/eventi-e-manifestazioni/giornata-nazionale-ail




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    10 min

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