il posto delle parole

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  • Rosella Pellerino "Premio Ostana"
    Rosella Pellerino
    "Premio Ostana"
    https://www.premioostana.it/

    Domenica 26 giugno 2022 - ore 10.00
    Paraulas de hemnas
    Conversazione con Pauline Kamakine, Lingua occitana (Francia)
    A cura di Rosella Pellerino
    Passeggiata letteraria con improvvisazioni artistiche


    Nata a Tolosa il 17 dicembre 1989, Paulina Kamakine segue gli studi di linguistica, Relazioni Internazionali e Strategie Culturali. Poliglotta, ottiene un Master trilingue in Scienze Umane e Sociali ad Albi nel 2014.
    Trascorre gran parte della sua vita a Rivière-Basse, tra Lanas Casèras e L’Abatut Arribèra, luoghi di ispirazione poetica e linguistica.
    Con lo pseudonimo di Lou Pètit Aousèt (L’uccellino) semina e diffonde poesie un po’ ovunque (Belgio, Italia, Francia, Guascogna, Linguadoca, Provenza…) per amore della lingua d’òc e fedeltà verso la propria terra.
    I suoi progetti letterari danno voce alla poesia contemporanea femminile e ripropongono la lingua come fonte di interesse e di cultura, dando impulso all’attuale ripresa letteraria occitana. In questa direzione va il suo lavoro Paraulas de hemnas, che vede la collaborazione di Rosella Pellerino (direttrice di Espaci Occitan) per la parte riguardante le valli occitane d’Italia.
    Paulina Kamakine è pubblicata su riviste ed è autrice di racconti, leggende, romanzi, canzoni, prosa poetica, novelle e poesia in guascone. Partecipa a numerosi eventi; in trasmissioni radiofoniche presenta sequenze poetiche, è cantante, scultrice e crea progetti culturali aventi lo scopo di promuovere la varietà guascone della lingua d’òc.
    Sogna una presa di coscienza generale e un rinnovamento letterario che sappia valorizzare la lingua d’òc specifica dell’area bigorrenca.
    Attiva su numerosissimi fronti artistici, Paulina Kamakine vive la scrittura in òc con un forte senso di responsabilità culturale e sociale.

    Paraulas de hemnas è un progetto letterario (in tre volumi, di cui uno già pubblicato) curato da Paulina Kamakine. Il primo volume raccoglie una selezione di poesie, canzoni e prose di scrittrici occitane contemporanee, dai 16 ai 96 anni, provenienti da tutto
    lo spazio linguistico occitano fra la Val d’Aran nei Pirenei catalani e le Valli alpine occitane d’Italia. Le oltre 70 autrici coinvolte, con
    composizioni spesso inedite, illustrano ognuna, con i propri versi, l’estrema varietà dialettale nella lingua occitana.




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    14 min
  • Bruno Gambarotta "L'albero delle teste perdute"
    Bruno Gambarotta
    "L'albero delle teste perdute"
    Manni Editori
    https://www.mannieditori.it/

    Un conto è sentirsi dire che fra i tuoi antenati non ci sono nobili. L'altro conto è scoprire che discendi da uno che faceva rotolare le teste nel paniere.

    Carlo Maria, venticinquenne aspirante archivista appassionato di genealogie, viene ingaggiato da una famiglia di setaioli per tentare di stabilirne la discendenza nobiliare: sarebbe bello avere uno stemma nel logo dell’azienda...
    Ma quello che scopre Carlo Maria non è un antenato nobile, bensì una parentela in linea diretta con l’ultimo boia di Torino, che durante l’era napoleonica giustiziò oltre cinquecento condannati a morte.
    Se non è proprio un aristocratico, anche questo progenitore però può diventare un’operazione di marketing!
    Carlo Maria entra a far parte della squadra, un po’ scalcagnata, del setificio Brusapaglione: c’è il furbo capostipite, detto il Boss, i figli Sebastiano, che tenta di conquistare la stima paterna, e Valentina dall’animo artistico, la segretaria Irene, di cui il protagonista si innamora.
    Finché non vien fuori un altro ultimo boia.
    Vari i tentativi di suscitare scandalo: una performance sulle condizioni di lavoro precarie del boia, i foulard con le stampe di Maria Antonietta, i tatuaggi buoni per i selfie, la partita del cuore tra fautori della ghigliottina e quelli della forca, in un’Italia con una percentuale non bassa di cittadini favorevoli alla pena di morte.
    Tra le pagine, anche la storia d’amore tra Carlo Maria e Irene, che cresce nonostante l’imbranataggine del ragazzo; la sua mamma manager, che lo vorrebbe un sano maschio tatuato invece che un topo di biblioteca; una coppia di designer di gioielli con pochi scrupoli; le ricerche di archivio sulla Torino napoleonica.
    Gambarotta costruisce un romanzo che è satira dei costumi, quelli legati al marketing, alla politica, ai social media, facendoci divertire e riflettere.



    Bruno Gambarotta
    È nato ad Asti nel 1937, vive da sempre a Torino.
    Ha lavorato in Rai per quasi 40 anni, come autore e regista, conduttore e attore di serie televisive.
    Collabora con diverse testate giornalistiche tra cui “la Stampa”.
    Nella narrativa ha esordito nel 1977 con La nipote scomoda (scritto con Massimo Felisatti, edito da Mondadori), vincitore del Premio Gran Giallo - Città di Cattolica.





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    37 min
  • Andrea Mustoni "Un uomo tra gli orsi"
    Andrea Mustoni
    "Un uomo tra gli orsi"
    Il racconto di un'avventura sulle Alpi
    ediciclo editore
    https://www.ediciclo.it/

    Un uomo tra gli orsi racconta il progetto di reintroduzione dell’orso sulle Alpi realizzato in Trentino tra il 1996 e il 2004. Ad accompagnarci in questo viaggio accanto al grande mammifero è Andrea Mustoni, lo zoologo coordinatore del progetto che ha vissuto in prima persona tutte le sue fasi, dalle catture degli esemplari nei boschi della Slovenia, fino al monitoraggio della popolazione che si è andata a consolidare nei luoghi dei rilasci. La narrazione degli eventi è arricchita da numerose pagine del diario scritto all’epoca dall’autore, dove emergono sia considerazioni pratiche, sia le emozioni di una vita vissuta vicino all’orso, il più grande mammifero selvatico delle Alpi. Un viaggio nella natura, a tu per tu con il selvatico che è fuori e dentro di noi.

    Con i disegni di Massimo Vettorazzi
    Prefazione di Marco Apollonio
    Introduzione di Rosario Fichera

    Andrea Mustoni è nato a Milano dove nel 1991 si è laureato in Biologia presso l’Università degli Studi. Da allora ha lavorato come zoologo libero professionista, occupandosi principalmente di ricerca scientifica e di progetti di reintroduzione di grandi mammiferi alpini. È stato coordinatore tecnico del progetto Life Ursus, gestendo in prima persona anche le catture e il monitoraggio degli orsi immessi in Trentino. Oggi lavora presso il Parco Naturale Adamello Brenta occupandosi di conservazione della fauna.



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    31 min
  • Marco Ferri "Come è passato il tempo"
    Marco Ferri
    "Come è passato il tempo"
    marcos y marcos
    https://marcosymarcos.com/



    Passaggi Festival, Fano
    Ore 21.00 - 22.00, Chiesa di San Francesco
    Passaggi diVersi - Rassegna di poesia
    Di questi luoghi
    Anna Franceschini “Pietre da taglio” (Kurumuny);
    Alessandra Carnaroli "50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti" (Einaudi)
    Marco Ferri "Come è passato il tempo" (marcos y marcos)
    Fabrizio Lombardo, poeta e redattore rivista VersoDove
    https://www.passaggifestival.it/

    Anche se dimenticato
    il tempo lega, come un ormeggio.
    Vista dal parcheggio
    di una notturna dispensa collettiva
    la Terra è fragile, non può
    inghiottire tutto.

    Il titolo di questa ampia e tesa autoantologia suggerisce subito due cose: la dimensione temporale come asse portante del libro, e l’escursione linguistica, dal basso del parlato quotidiano ai registri più alti, e sempre tuttavia secchi, esatti, privi di compiacimento. È con questa parola che rifiuta ogni orpello e che si apre alla quotidianità che l’autore attraversa il tempo, o meglio le sue varie declinazioni: il tempo soggettivo (“Clima e affanni, scadenze / sui calendari, questa lima”), quello storico, e l’altro, più vasto e sfuggente, che riguarda il farsi e disfarsi della vita, del pianeta, del cosmo. Nulla tuttavia è disposto lungo un asse ordinato e rassicurante: l’epicentro sarà certo il presente devastato, azzerato nella sua dimensione progettuale e utopica, preso d’assedio dalla mercificazione di ogni cosa. Ma da questo luogo minaccioso e minacciato l’esplorazione della poesia innesca una dialettica non facile tra le varie dimensioni del passato e l’orizzonte a noi murato del futuro, che pure dovrà esistere: “Le speranze e le piccole illusioni / chiudile in una busta e nascondile / nel giardino o in un bunker / per quelli del tremila. / Gli eredi non saranno teneri con te”.
    Come è passato il tempo dà conto di un lungo percorso, quarant’anni di ricerca poetica ammirevole, caparbia, silenziosa e ora capace di stupire per la sua intima, coraggiosa coerenza.
    Fabio Pusterla





    Marco Ferri, nato a Fano nel 1950, è stato direttore della biblioteca Federiciana di Fano e docente di materie bibliotecarie all’Università di Urbino. Dal 1988 al 1998, insieme a Gabriele Ghiandoni ed Ercole Bellucci ha diretto l’almanacco di letteratura «Cartolaria». Ha pubblicato le raccolte di versi: Prove e variazioni (Fortuna, 1986); L’apparenza necessaria (Flaminia, 1990); Nero il bianco (Stamperia dell’arancio, 1994); Dove guardi (peQuod, 2001); Discorsi in cucina (Aragno, 2007); la plaquette Corpus (l’Obliquo, 2008) ed Esercizi spirituali per cosmonauti (Di Felice Edizioni, 2013). Nel 2002 ha vinto il premio Carlo Bo per la poesia. Ha tradotto: L’invito di Claude Simon (l’Obliquo, 1993); I miserabili di Victor Hugo (Frassinelli, 1997); Per un’arte poetica di Raymond Queneau, in collaborazione con Silvia Ferri (l’Obliquo, 2012).





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    18 min
  • Rebecca Pedrazzi "Intelligenza Artificiale" Passaggi Festival
    Rebecca Pedrazzi
    "Intelligenza Artificiale"
    Futuri possibili. Scenari d'arte e intelligenza artificiale
    Jaca Book
    http://www.jacabook.it/



    Passaggi Festival, Fano
    Lunedì 20 giugno 2022, ore 22:00
    Arte, una storia per tutti
    Rebecca Pedrazzi "Futuri possibili. Scenari d'arte e intelligenza artificiale"
    https://www.passaggifestival.it/


    In che modo l'Intelligenza Artificiale (IA) sta cambiando il mondo dell'arte? Quali sono le ultime tecnologie di IA impiegate nei musei? Quali le nuove frontiere nella catalogazione? Può l'Intelligenza Artificiale offrire una soluzione in termini di inclusività nei musei? Come è possibile creare un'opera d'arte con il supporto dell'IA? Scopo del libro è rispondere a queste e molte altre domande offrendo al lettore una guida ampia e articolata per orientarsi nei complessi scenari d'arte e Intelligenza Artificiale, attraverso panoramiche, case studies e interviste raccolte dall'autrice appositamente per questo volume. Il libro è diviso in due parti, la prima è dedicata a museologia, conservazione, classificazione, ricerca, fruizione e mercato; la seconda invita alla scoperta degli AI Artists pionieri nell'uso dell'Intelligenza Artificiale per la progettazione e la realizzazione delle loro opere, verso nuovi orizzonti estetici.

    Rebecca Pedrazzi si è laureata in Storia e Critica d’Arte presso l’Università degli Studi di Milano, ha lavorato come Art Advisor prima presso Bank of Art e in seguito come freelance operando a contatto con molte e diverse realtà del mondo dell’arte. Nel 2017 diventa giornalista e fonda NotiziArte, website review di notizie d’arte e cultura. Oggi segue anche progetti dedicati alla tracciabilità e security delle opere d’arte con le più avanzate tecnologie presenti sul mercato.




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    18 min
  • Pierfrancesco Maran "Le città visibili"
    Pierfrancesco Maran
    "Le città visibili"
    Solferino Libri
    https://www.solferinolibri.it/

    Dove inizia il cambiamento del Paese.

    Nelle città di tutto il mondo stanno cambiando gli abitanti, i loro desideri e le loro priorità: la casa, lo spazio pubblico, il modello di sostenibilità ambientale, il modo di lavorare.

    In Europa, come negli Stati Uniti, esiste una visione più o meno condivisa del modo in cui rendere le città più sostenibili, più giuste, più belle.

    Ed è una visione che si confronta con tante difficoltà, con le abitudini e i conservatorismi non solo della politica e dell’impresa, ma anche dei singoli cittadini: rompere gli equilibri è faticoso.

    Pierfrancesco Maran, assessore del Comune di Milano alla Mobilità, all’Urbanistica e ora alla Casa, racconta la sua esperienza sul campo in queste pagine che affrontano le sfide e i nodi della trasformazione di una metropoli moderna, tra nuova identità e riscoperta delle tradizioni, all’insegna dell’innovazione nella progettazione del verde, dell’edilizia, della qualità dell’aria, del turismo e dei grandi eventi, della valorizzazione delle periferie e dell’economia della conoscenza.

    Una riflessione concreta di grande attualità sull’oggi e sul domani dei luoghi del cambiamento attraverso cui passa il futuro del Paese.

    Le parole di Francesco Costa

    «Come sono le città oggi e come diventeranno domani. Chi sono le persone che le abitano, come stanno cambiando le loro vite e i loro lavori. Pierfrancesco Maran, uno dei protagonisti della trasformazione di Milano degli ultimi anni, racconta difficoltà, opportunità, contraddizioni che vivono le aree urbane in questo periodo di grandi scossoni sociali, con lo spirito di chi cerca sempre soluzioni nuove. Una guida al presente delle città per essere pronti al prossimo futuro.»

    La necessità di comprendere i bisogni di chi abita le città

    «Siamo così saturi di immagini e notizie da far fatica a distinguere quelle importanti, a prenderci il giusto tempo per riflettere e analizzare, a volte siamo addirittura socialmente obbligati a esplicitare una nostra opinione su fatti complessi, prima ancora di averla completamente formata. Negli ultimi mesi, anche grazie a questo libro, ho potuto dedicare tempo per riflettere, per comprendere i bisogni di chi abita le città, per ragionare sulle opportunità di domani, studiare qual è lo spirito del tempo degli abitanti della città, nativi e nuovi arrivati.»

    Il futuro delle città

    «Nelle città di tutto il mondo stanno cambiando gli abitanti, i loro desideri e le loro priorità: la casa, lo spazio pubblico, il modello di sostenibilità ambientale, il modo di lavorare. In Europa, come negli Stati Uniti, esiste una visione più o meno condivisa del modo in cui rendere le città più sostenibili, più giuste, più belle. Ed è una visione che si confronta con tante difficoltà, con le abitudini e i conservatorismi non solo della politica e dell’impresa, ma anche dei singoli cittadini: rompere gli equilibri è faticoso.»




    Pierfrancesco Maran
    Alle elezioni comunali di Milano, del 2011 è diventato l’assessore più giovane della giunta di Giuliano Pisapia, che a 30 anni gli ha affidato Mobilità e Ambiente.
    Cinque anni dopo è stato riconfermato da Beppe Sala con le deleghe a Urbanistica, Verde e Agricoltura.
    Grazie a lui sono state introdotte Area C, la liberalizzazione dei sistemi di car sharing e si è raggiunto l’accordo di programma per la rigenerazione degli scali ferroviari.
    Nel 2021 è risultato il candidato più votato non solo della città, ma di tutta Italia, e ora guida l’assessorato a Casa e Piano quartieri.



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    16 min
  • Davide Barbato "Cantieri 2022"
    Davide Barbato
    "Cantieri 2022"


    Dal 13 al 19 giugno 2022 la Città di Torino sarà la sede di Cantieri 2022, il progetto di alta formazione artistica e sperimentazione multidisciplinare dedicato alle arti performative e organizzato da Play with Food festival, Casa Fools, Earthink festival e Sineglossa, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ART~WAVES. Per la creatività, dall’idea alla scena”, e con la collaborazione di Combo Torino, il Circolo dei lettori e Spazio Kairòs.

    L’obiettivo del progetto, la cui ideazione emerge dalle criticità del settore performativo evidenziate dal periodo pandemico, è quello di promuovere e sostenere la formazione e la professionalizzazione degli artisti che operano nell’ambito del teatro e delle arti performative, offrendo gratuitamente preziose occasioni di alta formazione e sperimentazione con artisti di eccellenza, momenti di confronto e scambio con colleghi, incontro con il pubblico e opportunità produttive.

    Al centro di Cantieri si posizionano sei docenti d'eccellenza che guideranno le quattro masterclass di alta formazione: Rosario Lisma, attore, autore e regista di teatro, cinema e tv; Barbara Moselli, attrice e autrice; Mariano Dammacco, drammaturgo e regista, recentemente insignito del Premio Ubu 2021 per il miglior testo teatrale in lingua italiana; Roberto Fassone, artista visivo, Andrea Zaninello, creative technologist, e Federico Bomba, artscience designer. Profili eterogenei per approfondire i principali ambiti delle arti performative, dalla recitazione alla regia e drammaturgia, ma anche esplorare l’incontro e le opportunità offerte da discipline solo apparentemente distanti: l'intelligenza artificiale al servizio della scena

    Le quattro masterclass, completamente gratuite, saranno dedicate a 40 professionisti delle performing arts che sono stati selezionati su tutto il territorio nazionale attraverso una open call che si è svolta tra aprile e Maggio 2022 e provenienti dal mondo della danza, del teatro e della performance.

    In un’ottica di sostegno e di rete con le realtà cittadine, 12 posti per le masterclass sono stati riservati a lavoratori e lavoratrici dello spettacolo aderenti a C.Ar.Pe., un coordinamento informale che riunisce più di 60 soggetti operanti professionalmente a Torino nel campo delle arti performative, e di cui Play with Food, Casa Fools e Earthink festival sono tra i promotori.

    Idee e percorsi si snoderanno tra palcoscenici differenti e prevederanno, oltre alle masterclass riservate agli artisti, anche appuntamenti aperti al pubblico.

    Le masterclass

    Il programma formativo riservato agli artisti selezionati parte con Rosario Lisma e la sua masterclass di recitazione e regia, dal 13 al 15 giugno a Casa Fools; il 14 e 15 giugno, Barbara Moselli terrà a Spazio Kairòs il suo percorso dedicato alla recitazione; Mariano Dammacco, dal 17 al 19 giugno, condurrà la sua masterclass di drammaturgia al Circolo dei lettori; sempre dal 17 al 19 giugno, a Combo Torino, l’immersione su corpo e intelligenza artificiale con Roberto Fassone, Andrea Zaninello e Federico Bomba

    Appuntamenti aperti al pubblico

    Gli esiti di quest’ultima masterclass saranno presentati sempre a Combo Torino (corso Regina Margherita 128) domenica 19 giugno dalle 17 alle 19, quando il pubblico potrà assistere ai primi risultati dei lavori degli artisti. Ingresso libero.

    Con l’occasione, Combo Torino sarà anche lo scenario in cui si muoverà And we thought | FOOD DATA DIGESTION, il progetto artistico di Roberto Fassone che sperimenta l’imprevisto nel machine learning in analogia con le allucinazioni psichedeliche per esplorare i meccanismi della creatività e della coscienza. L’opera, frutto del processo di ricerca e produzione sviluppato da Sineglossa che coniuga arte e Intelligenza Artificiale in un’ottica ecosistemica, sarà...
    9 min
  • Maria Luisa Bianchi "La promessa di Ekaterina"
    Marialuisa Bianchi
    "La promessa di Ekaterina"
    Dai sotterranei di Siena alle nozze di Lorenzo il Magnifico
    end edizioni
    https://end-edizioni.org/



    Strappata da bambina alla sua terra, la Russia, con cui mantiene un profondo legame affettivo e culturale, Ekaterina attraversa la “storia notturna” di un Quattrocento intriso di magia e di mistero e lo fa addentrandosi nel dedalo dei bottini senesi (i canali sotterranei che attraversano la città) per poi riemergere ricca di conoscenze che ne influenzeranno il destino. Donne indimenticabili, di cui alcune come Gabrina degli Albeti realmente esistite, affollano pagine ricche di accadimenti che ci restituiscono l'immagine a tutto tondo di un universo femminile,costretto, ora come allora, a fare i conti con le violenze e i pregiudizi.

    Ekaterina, la schiava russa del primo romanzo di Marialuisa Bianchi, torna da protagonista in questa nuova vicenda che si sviluppa a partire dall’Ospedale del Santa Maria della Scala di Siena per approdare a Firenze, nei giorni in cui si svolgono i festeggiamenti per le nozze di Lorenzo de’ Medici con Clarice Orsini. Ancora una volta a occupare la scena non sono i potenti, i ricchi mercanti, l’aristocrazia del Rinascimento, ma donne e uomini che popolano le piazze e le strade all’ombra della Torre del Mangia e del Campanile di Giotto, a cui viene data finalmente voce e visibilità. Attente ricerche d’archivio conferiscono forma e sostanza a personaggi nati dall’immaginazione dell’ autrice e si mescolano ad altri che la Storia ci ha consegnato. Riecheggiando il romanzo cortese, l’amore occupa un posto centrale nella narrazione, ma è soprattutto il topos della quête, della ricerca, che contraddistingue questa nuova fase della vita di Ekaterina. Ricerca di un figlio perduto, ma anche e soprattutto di un nuovo inizio, di una nuova consapevolezza di sé e della libertà dai vincoli ingiusti della schiavitù.



    Marialuisa Bianchi, molisana d’origine, si è laureata in storia medievale a Firenze dove vive. Ha insegnato Italiano e Storia nelle scuole superiori. Ha pubblicato il romanzo storico “Ekaterina, una schiava russa nella Firenze dei Medici nel 2021” e “La promessa di Ekaterina” (edizioni End). Ha esordito con un libro di racconti per adolescenti “Vie di Fuga” F. Angeli (con prefazione di Dacia Maraini), un testo teatrale “Apparizioni ispirato al romanzo signora Ava” di F. Jovine. Collabora all’ associazione culturale Il Giardino dei Ciliegi, presso cui conduce seminari di scrittura e organizza incontri letterari. Ha una rubrica su Toscana Libri “Voci di donna” . Prossimamente in uscita L’eredità di Firenze. La storia della città nelle parole dell’ultima principessa, Anna Maria Luisa de’ Medici.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    14 min
  • Ines Cavalcanti "Premio Ostana"
    Ines Cavalcanti
    "Premio Ostana"
    dal 24 al 26 giugno 2022
    Scritture in Lingua Madre
    https://www.premioostana.it/



    Premio Ostana
    scritture in lingua madre – ecrituras en lenga maire
    è un appuntamento con le lingue madri del mondo che ogni anno riunisce a Ostana, paese occitano di 85 abitanti in Valle Po ai piedi del Monviso, autori di lingua madre da tutto il mondo, per un festival della biodiversità linguistica.

    Dopo due edizioni online a causa della pandemia, il Premio Ostana torna in presenza da venerdì 24 a domenica 26 giugno: nella cornice della borgata Miribrart di Ostana si torneranno quindi a sentire lingue vicine e lontane, per animare un confronto quanto mai attuale di riflessione sui diritti linguistici, con uno sguardo specifico a quali sono le idee e le azioni attualmente al servizio della tutela delle lingue madri. Non a caso, le Nazioni Unite hanno proclamato il Decennio Internazionale delle Lingue Indigene 2022-2032 e il Premio Ostana è tra le iniziative sostenute dall’Unesco.

    In questi 13 anni sono state ospitate a Ostana 44 lingue da tutti e 5 i continenti, che hanno dato vita a una festa della biodiversità linguistica. Annunciato oggi il programma della XIV edizione.

    Per il 2022 i premiati saranno:
    Bhuchung D. Sonamm (lingua tibetana - Nepal) - Premio giovani;
    Francho Nagore Laín (lingua aragonese - Spagna) - Premio internazionale;
    Paulina Kamakine (lingua occitana - Francia) - Premio lingua occitana;
    Marine Lavigne (lingua bretone - Francia) - Premio composizione musicale;
    Stefania Maria Ciminelli (lingua catalana - Spagna) - Premio traduzione;
    Diego Marani (lingua-gioco Europanto) - Premio speciale;
    Fredo Valla (lingua occitana - Italia) - Premio cinema;
    Rosalba Perini (lingua friulana) - Premio minoranze linguistiche storiche in Italia;

    Ostana vuole da sempre essere l’occasione di una riflessione non solo sulla lingua, ma anche sui linguaggi, sulle identità e sui destini delle lingue madri e per questo il Premio speciale 2022 è stato assegnato a Diego Marani, scrittore e glottoteta, attuale Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, nonché inventore della lingua artificiale chiamata europanto, costituita da un insieme di tutte le lingue d'Europa che nasce come provocazione contro l'integralismo linguistico di chi predica la purezza delle lingue.

    Oltre alle riflessioni generali sui diritti linguistici, e il loro futuro, a Ostana ci sarà occasione di conoscere, riscoprire, sentire tante lingue madri. Francho Nagore Laín, linguista e scrittore, riceverà il Premio Internazionale per il suo lavoro a sostegno della lingua aragonese; un altro importante momento di riscoperta sarà dedicato al friulano, grazie alla presenza di Rosalba Perini che ha dedicato la maggior parte della sua vita professionale alla promozione della lingua friulana rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni; a proposito di generazioni a confronto, il Premio lingua occitana 2022 andrà alla giovane poetessa Paulina Kamakine che con lo pseudonimo di Lou Pètit Aousèt (L’uccellino) ha seminato e diffuso poesie per tutta l’Europa, come dimostra il suo Paraulas de hemnas, un’antologia contemporanea di autrici occitane con poesie, canzoni e prose di oltre 70 scrittrici occitane contemporanee, dai 16 ai 96 anni.

    A Ostana 2022 si potrà ascoltare anche il tibetano: il Premio giovani sarà infatti assegnato a Bhuchung D Sonam, poeta, saggista, editore e traduttore nato in Tibet e ora in esilio che con la sua opera di valorizzazione della lingua tibetana ha ridato voce agli scrittori del suo paese d’origine censurati; spazio anche al catalano con Stefania Maria Ciminelli, una delle più importanti traduttrici freelance dal catalano all’italiano, la cui presenza a Ostana offrirà anche l’occasione di riflettere sul ruolo più...
    12 min
  • Michele Marziani "La cura dello stupore"
    Michele Marziani
    "La cura dello stupore"
    Appunti sull'arte di cavarsela e star bene con se stessi
    Ediciclo
    https://www.ediciclo.it/


    «Il luogo che amo di più di tutte le geografie di montagna è il crinale. Dal crinale puoi vedere entrambi i versanti, capire che un confine è solo un’inutile separazione tra un mondo di qua e un altro di là. Stare lì, camminare su un sentiero vertiginoso ti concede tutti i punti di vista. Dei quali nessuno è sbagliato. Semplicemente ognuno è diverso.»

    Lo scrittore Michele Marziani ha fatto una scelta importante: quella di andare a vivere in un piccolo paese di appena duecento anime tra i monti della Valsesia, in una casa di legno e pietra. Un ambiente selvatico e, all’apparenza, difficile. Ma a volte è proprio in uno stato di privazione, di essenzialità, che si fanno nuove e sorprendenti esperienze. La rivelazione della solitudine come valore e occasione per riscoprirsi, la paura come strumento utile per conoscere i propri confini, lo stupore come nuovo punto di vista per leggere il mondo, gli hanno insegnato l’arte di cavarsela. I libri e la ricchezza offerta dalle parole gli hanno curato l’anima. Ritornare a se stessi, ai desideri semplici, alle erbe offerte dalla natura, a una sana condivisione con gli altri, significa vivere meglio, più felici, più forti, più veri.


    Michele Marziani è nato nel 1962 a Rimini. In alta Valsesia, dove ora vive, ha preso spunto per la scrittura de Il suono della solitudine (Ediciclo). Ha pubblicato diversi romanzi, tra i quali La trota ai tempi di Zorro (DeriveApprodi), Umberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta, Nel nome di Marco (entrambi per Ediciclo), La figlia del partigiano O’Connor (Clichy), Lo sciamano delle Alpi e La cena dei coscritti (entrambi per Bottega Errante Edizioni). Oltre ai romanzi ha pubblicato oltre ventidue libri di viaggi e antropologia del cibo tra i quali A pranzo con Giulia (Guido Tommasi, Premio Selezione Bancarella per la cucina).
    https://www.michelemarziani.org/



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    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    26 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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