il posto delle parole

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  • Andrea De Benedetti "Così non schwa"
    Andrea De Benedetti
    "Così non schwa"
    Limiti ed eccessi del linguaggio inclusivo
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/

    Il linguaggio inclusivo è un'idea seducente. Tuttavia il cuore del problema sta quasi sempre altrove. Perché i significati sono piú importanti dei significanti. Perché includere certe categorie può significare escluderne altre. E perché le buone pratiche, ove fondate sul ricatto morale, rischiano seriamente di convertirsi in cattive regole.


    Il dibattito sul linguaggio inclusivo è tornato prepotentemente in auge negli ultimi tempi grazie a interventi di addetti ai lavori sul tema delle dissimmetrie di genere in italiano. Molto si discute, in particolare, con posizioni sempre piú polarizzate e toni sempre piú ruvidi, sulla proposta di utilizzare il simbolo fonetico dello «schwa», corrispondente a un suono vocalico «neutro», per superare il cosiddetto «binarismo» linguistico. In questo libro, partendo dalla questione del maschile «non marcato», si riflette sull’eccessiva importanza attribuita ai significanti rispetto ai significati e si propone un’analisi costi-benefici di una soluzione che, pur partendo da premesse in parte condivisibili, riduce il discorso sul linguaggio a una pura questione espressiva a scapito della dimensione comunicativa e di quella pragmatico-testuale, rivelando un atteggiamento moralmente ricattatorio e al tempo stesso elitista da parte di chi, in nome dell’inclusività, rischia di compromettere gravemente l’accessibilità e la funzionalità della lingua.



    Andrea De Benedetti, (1970) dal 1997 al 2006 ha insegnato Lingua e linguistica italiana all'Università di Granada. Ha collaborato con diverse testate italiane tra cui «il manifesto», «GQ» e «D-la Repubblica delle donne». Attualmente insegna lettere in un liceo e collabora con la SSML Vittoria di Torino e con l'Academy della Scuola Holden. Tra le sue pubblicazioni su argomenti linguistici ricordiamo, per Einaudi, il saggio La situazione è grammatica. Perché facciamo errori. Perché è normale farli (2015) e Cosí non schwa. Limiti ed eccessi del linguaggio inclusivo (2022).




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    https://ilpostodelleparole.it/

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    24 min
  • Diego Marani "Premio Ostana"
    Diego Marani
    "Premio Ostana"
    Scritture in Lingua Madre
    https://www.premioostana.it/


    Premio Ostana
    Sabato 25 giugno, ore 11:0
    Riflessioni sulla lingua, sui linguaggi, sulle identità e sui destini delle lingue madri
    Conversazione con Diego Marani (Lingua Europanto)
    A cura di Pietro Spirito


    Diego Marani
    Nato in provincia di Ferrara nel 1959, Diego Marani è scrittore e glottoteta, inventore di lingue, che sulle lingue e i loro labirintici significati e identità ha fondato e fonda buona parte della sua narrativa.
    Marani è l’inventore della lingua artificiale chiamata europanto, costituita da un insieme di tutte le lingue d’Europa. In questo idioma totalmente inventato ha tenuto una rubrica fissa su giornali svizzeri e belgi a partire dal 1990. L’Europanto – sostiene Marani – è una provocazione contro l’integralismo linguistico di chi predica la purezza delle lingue.
    Pochi scrittori come Diego Marani hanno saputo fare della riflessione sulla lingua, sui linguaggi, sulle identità legate alla lingua e sui destini delle lingue madri il tema portante della propria narrativa.


    Diego Marani
    "La città celeste"
    La nave di Teseo
    http://www.lanavediteseo.eu/

    La città celeste è il diario di un lungo apprendistato esistenziale e insieme, nel suo rivelare ambiguità e dolori sparsi, un documento pronto ad attestare l'imprevedibilità assoluta della cosiddetta "commedia umana".

    «Convergono più piani di lettura nel nuovo romanzo di Diego Marani, La città celeste, narrato alla prima persona come un diario, costruito attorno a una vicenda di formazione e di apprendistato sentimentale negli anni cruciali dell'università, attraversato da una riflessione metaletteraria sui libri, la lettura e la scrittura. Ma voltata l'ultima pagina, l'impressione più forte è la dichiarazione d'amore per Trieste, preannunciata dai versi di Saba dedicati alla città posti in esergo» - Marzia Fontana, la Lettura

    L'educazione sentimentale di un giovane uomo che, per sfuggire all'asfissiante supervisione paterna, decide di frequentare l'università di Trieste. La gioventù, in quella città celeste al crocevia di diverse culture, diviene la stagione dell'immortalità, delle nuove scoperte, delle amicizie inossidabili. E di amori smisurati e sofferti. La Trieste descritta minuziosamente tra le pagine di questo romanzo è un luogo dall'identità composita e dal confine sempre incerto, come i protagonisti di queste pagine, giovani studenti entusiasti con il futuro tutto da inventare.


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    14 min
  • Cristina Di Canio "La libraia tascabile"
    Cristina Di Canio
    "La libraia tascabile"
    Giunti Editore
    https://www.giunti.it/


    Una mattina d’autunno, in libreria arriva la mail di Alberto, un anziano cliente, con dentro l’identikit di una donna: “Non so niente di lei, se non che porta una borsa molto grande, verde acqua, in cui rifugia gli occhi e le mani quando qualcuno la guarda. Cerca qualcosa e non lo trova mai, secondo me fa solo finta, per non incrociare lo sguardo degli altri…”. Alberto sa che Cristina, la sua libraia, saprà trovare il libro giusto per questa donna schiva. E sa che quel libro, come una mano tesa, aprirà la porta a un incontro. Le librerie sono posti così: che a tintinnare sia la porta d’ingresso o la notifica di un messaggio dei lettori, da lì passano i fili di molte vite che intessono con i libri la tela invisibile di nuove storie. Tutto questo però non sarebbe possibile senza il quotidiano impegno di fare la spola con i grossisti, alzare la serranda, aprire scatole, spolverare copertine, gestire fatture e resi… Ci sarebbe da scoraggiarsi, ma la protagonista di queste pagine non aspira a essere una libraia qualunque, lei desidera farsi “libraia tascabile”: sa bene di non poter tenere nel suo piccolo negozio tutti i libri che vorrebbe, di non conoscere tutta la letteratura del mondo, ma vorrebbe poter scivolare nelle tasche dei suoi lettori come una di quelle edizioni economiche che, da ragazzi, ci hanno fatto innamorare per la prima volta. Perché un buon libraio è una creatura straordinaria, che sa far tornare i conti e organizzare eventi, che si sente parte di una grande rete fatta di persone e per questo non teme le nuove possibilità offerte dal web, che – soprattutto – legge instancabilmente i libri e gli animi di coloro che li cercano. In queste pagine la libraia tascabile ci racconta i suoi incontri, ci svela che cosa accade quando la serranda si abbassa, ci contagia con la sua incrollabile fiducia nel potere trasformativo delle parole.


    https://choramedia.com/podcast/la-libraia-tascabile/
    Non esiste il libro perfetto per tutti, ma esiste il libro perfetto per te

    Ci sono storie che a un primo incontro possono non interessarti. E poi, quando meno te l’aspetti, ti aprono nuovi mondi. Rileggendo e consigliando magari lo stesso titolo, Cristina Di Canio - una libraia!- si è innamorata un milione di volte di personaggi diversi e ha viaggiato senza passaporto in mondi di cui non sospettava l’esistenza. E ogni volta che ha trovato una storia ha subito voluto condividerla: “Per fortuna il libro non prevede monogamia!”. Il libro dev'essere amato da tantissime persone e amato in maniera diversa. Perché i libri sono questo, i libri sono vita. Ci sono lettori che li stropicciano, piegano le pagine, li sottolineano, anche con la penna! E altri che aprono le pagine con delicatezza. Ci sono lettori che prestano i propri volumi agli amici e altri che ne sono gelosi. E ci sono libri che abbiamo divorato in una notte e altri che ci aspettano in fondo a una pila, sperando che presto venga il loro turno. “La Libraia Tascabile” è un podcast che racconta la letteratura al di là del tempo. Non importa quando questi libri siano usciti dalla tipografia, importa quanto ancora siano capaci di parlarci.



    Cristina Di Canio
    (Milano, 1984), nel 2010 ha lasciato un contratto a tempo indeterminato per aprire la sua libreria di quartiere, ribattezzata dai lettori “la Scatola Lilla” per via delle dimensioni e del colore delle pareti. Al lavoro di libraia ha affiancato, negli anni, quello di consulente editoriale e formatrice di librai. Considera i social media parte imprescindibile della vita di chi ama i libri: perché leggere è sempre condividere storie.





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    22 min
  • Roberto Carnero "Il pinguino senza frac"
    Roberto Carnero
    "Il pinguino senza frac e altri racconti" di Silvio D'Arzo
    Illustrazioni di Franco Matticchio
    Bompiani Editore
    https://www.bompiani.it/

    Questo volume raccoglie quattro racconti lunghi che ci svelano l’incursione di un grande scrittore del nostro Novecento, Silvio D’Arzo, nella letteratura per ragazzi. Quello che dà il titolo alla raccolta ha per protagonista Limpo, pinguino nato tutto bianco in una famiglia molto modesta, che non può permettersi di comprargli il frac per andare a scuola. Schernito e allontanato dai compagni, il piccolo decide di partire per guadagnare il necessario e poter diventare come gli altri. Pensate per un pubblico giovane ma – come sempre accade con la grande letteratura – adatte a lettori di qualsiasi età, le avventure di Limpo e le altre tre storie qui presentate sono arricchite dalle belle illustrazioni di Franco Matticchio e da un saggio di Roberto Carnero che racconta (ai lettori più grandi) il poco conosciuto D’Arzo per ragazzi.

    Silvio D'Arzo
    Pseudonimo di Ezio Comparoni, figura atipica e solitaria nel panorama letterario italiano del Novecento, è autore di un corpus letterario esiguo ma di notevole qualità (ricordiamo, tra le altre sue cose, il romanzo All’insegna del Buon Corsiero). Molto amata da autori contemporanei come Bertolucci e Tondelli, la sua opera dalla scrittura spiccatamente antinaturalistica porta evidenti gli echi dei grandi scrittori inglesi e americani di cui D’Arzo si nutriva, come Stevenson, Conrad, Hemingway. Bompiani ha pubblicato il romanzo Essi pensano ad altro e i volumi Casa d'altri e altri racconti e Il pinguino senza frac e altri racconti, tutti a cura di Roberto Carnero.



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    19 min
  • Katia Tenti "Resta quel che resta"
    Katia Tenti
    "Resta quel che resta"
    https://www.edizpiemme.it/

    Che cosa significa la parola patria?Per alcuni qualcosa di sfumato e astratto. Per chi nasce in una terra di confine, invece, ha lo stesso peso del corpo, lo stesso colore del sangue. Tra questi, chi viveva in Südtirol nel 1925. Else Steiner e suo padre, in realtà, hanno dedicato tutta la propria vita alla musica, e non ci sono mai stati né tempo né spazio per il conflitto. La musica non ha lingua, in fondo, è universale. Quando però la giovane cantante viene allontanata dal teatro, per far posto a un'italiana, qualcosa si spezza per sempre. È Alfred Gasser, medico di successo, ad approfittare della solitudine della donna. Non è un matrimonio d'amore, ma potrebbero essere felici se la loro storia non si intrecciasse a quella di altre tre famiglie. Gli Egger, tra i più ricchi e amati abitanti di Bolzano, il cui figlio minore ha un ritardo mentale che per sua madre è impossibile da accettare, così come ciò che i Walsche, gli estranei, stanno facendo alla sua terra. I Marchetti, arrivati da Vicenza per scappare da un destino infame e disposti a qualunque cosa per integrarsi e arricchirsi, a rubare, mentire, vendere ai Fascisti i nemici politici per un pugno di pane in più. I Ceccarini, orgogliosi comunisti toscani, pieni di figli e di sogni che in parte si infrangeranno nei campi per i dissidenti politici, ma che forse troveranno un riscatto.
    Lungo i sessant'anni di storia ripercorsi in questa straordinaria saga, Katia Tenti riesce a farci entrare nei mondi di tutti loro, raccontandoci però anche una storia più grande, quella di una terra dilaniata dall'odio e dagli scontri, in cui l'oppressore cambia faccia e bandiera ogni volta. Ma anche di un luogo amato profondamente da coloro che ci abitano e che per restare sono disposti a tutto.


    Katia Tenti è nata e vive a Bolzano. Si è laureata a Trento e per anni si è impegnata nell'approfondimento dei fenomeni di devianza sociale. Dopo essersi occupata di cultura, di teatro e di arte contemporanea, oggi ha scelto di dedicarsi alla scrittura.
    Per Marsilio Editori ha pubblicato Ovunque tu vada (2014) e Nessuno muore in sogno (2017).



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    14 min
  • Lorenzo Marone "Le madri non dormono mai"
    Lorenzo Marone
    "Le madri non dormono mai"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/

    Un bambino, sua madre. Due vite fragili tra altre vite fragili: donne e uomini che passano sulla terra troppo leggeri per lasciare traccia. Intorno, a contenerle, un luogo che non dovrebbe esistere, eppure per qualcuno è perfino meglio di casa.

    Lorenzo Marone scrive uno struggente romanzo corale, un cantico degli ultimi che si interroga, e ci interroga, su cosa significhi davvero essere liberi o prigionieri.


    Diego ha nove anni ed è un animale senza artigli, troppo buono per il quartiere di Napoli in cui è cresciuto. I suoi coetanei lo hanno sempre preso in giro perché ha i piedi piatti, gli occhiali, la pancia. Ma adesso la cosa non ha piú importanza. Sua madre, Miriam, è stata arrestata e mandata assieme a lui in un Icam, un istituto a custodia attenuata per detenute madri. Lí, in modo imprevedibile, il ragazzino acquista sicurezza in sé stesso. Si fa degli amici; trova una sorella nella dolce Melina, che trascorre il tempo riportando su un quaderno le «parole belle»; guardie e volontari gli vogliono bene; migliora addirittura il proprio aspetto. Anche l’indomabile Miriam si accorge con commozione dei cambiamenti del figlio e, trascinata dal suo entusiasmo, si apre a lui e all’umanità sconfitta che la circonda. Diego, però, non ha l’età per rimanere a lungo nell’Icam, deve tornare fuori. E nel quartiere essere piú forte, piú pronto, potrebbe non bastare.

    «Miriam tornò ai suoi panni, e tolse l’aria dai polmoni con uno sbuffo. Il sole mattutino s’affaccendava a portare un po’ di calore, permetteva ai bambini di restare fuori a giocare, ma proiettava l’ombra delle sbarre sulla parete alla sua destra, sezionava il muro come fosse una scacchiera. S’appese alle spranghe e allungò l’esile collo, come a voler uscire da lí, lei cosí minuta, e si ritrovò sulle punte senza volerlo, da dietro pareva un puma pronto a spiccare il balzo. Pensò di andarsi a riprendere quel figlio cretino che a quasi dieci anni si lasciava sfottere da una mocciosetta e manco lo capiva. Invece vide qualcosa d’inaspettato, vide la bambina ridere ancora per le parole del suo Diego, e però subito dopo vide anche il viso di lui aprirsi in un gioioso sorriso, e poi in una fragorosa risata che liberò farfalle, una risata per lungo tempo attesa, che le tolse l’ombra dalla faccia e la spinse a donare al cielo, alle nuvole dense che soffocavano quel carcere tra i monti, un moto appena percettibile di labbra».



    Lorenzo Marone è nato a Napoli, dove vive, nel 1974. Ha pubblicatoLa tentazione di essere felici (Longanesi 2015, Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto - Città di Cave 2016), che ha ispirato il film La tenerezza, diretto da Gianni Amelio; La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi 2016, Premio Como 2016), da cui è stato tratto il film omonimo; Magari domani resto (Feltrinelli 2017, Premio Selezione Bancarella 2017); Un ragazzo normale (Feltrinelli 2018, Premio Siani 2018); Tutto sarà perfetto (Feltrinelli 2019), La donna degli alberi (Feltrinelli 2020, Premio Prata 2021) e il saggio Cara Napoli (Feltrinelli 2018). Per Einaudi ha pubblicato Inventario di un cuore in allarme (2020) e Le madri non dormono mai (2022). Nel 2021 ha pubblicato il racconto Il bosco di là all'interno della collana «Il bosco degli scrittori» di Aboca Edizioni. Ha una rubrica domenicale, «I Granelli», su «la Repubblica» di Napoli, e collabora con «tuttolibri». È tradotto in diciassette Paesi.




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    19 min
  • Guia Soncini "L'economia del sé"
    Guia Soncini
    "L'economia del sé"
    Breve storia dei nuovi esibizionismi
    Marsilio Editori
    https://www.marsilioeditori.it/


    C’era una volta la vita privata: era il luogo in cui ti provavi vestiti e ti accoppiavi, ti lamentavi del capufficio e violavi gli arresti domiciliari, cucinavi e sanguinavi. Poi sono arrivati i telefoni con incorporato un obiettivo fotografico. «Il bello di questo secolo è che, quando pensi che il senso del pudore sia azzerato, esso ti sorprende scendendo sotto lo zero». L’esibizionismo è diventato non solo normalità, ma diritto; non solo diritto tuo a esporti, ma dovere degli altri di trovarti interessante. La nostra «presa della Bastiglia è la presa della visibilità da parte dei mediocri. L’unico eccezionalismo che tolleriamo è l’eccezionalismo di massa».

    Nella sua nuova indagine sulle follie contemporanee, Guia Soncini individua alcuni punti chiave di questa religione ombelicale, a cominciare dal momento in cui Chiara Ferragni ha inventato l’economia del sé e risalendo fino a Monica Lewinsky, il cui principale errore fu essere in anticipo su un tempo in cui pretendere attenzione è diritto, dovere, norma e pratica comune. Tra le ingenuità della militanza su internet e l’esibizionismo bipartisan che annulla ogni differenza anche in politica, da Calenda a Salvini, un viaggio nella livella social che rende uguali il calciatore e l’intellettuale, la influencer e la deputata, dove «la merce siamo noi, nessuno si senta escluso». Cercando una risposta alle domande che ci assillano quando siamo merce e vetrina, venditori e prodotti, illusionisti e oltranzisti della trasparenza. Certo che potremmo sottrarci al salire sul palcoscenico, ma tutti hanno una telecamera in tasca, e «se comunque finisce che mi fotografate di soppiatto voi, tanto vale pubblichi la mia vita io».



    Guia Soncini ha scritto per riviste, quotidiani, radio, tv, cinema. Il suo primo libro è Elementi di capitalismo amoroso (2008). Nel 2012, Come salvarsi il girovita è stato uno dei primi e-book self-published ad arrivare al primo posto nella classifica di vendite di Amazon. Nel 2013, con I mariti delle altre, ha vinto il Premio Forte dei Marmi per la satira. Nel 2015 ha pubblicato Qualunque cosa significhi amore e La repubblica dei cuochi. Per Marsilio ha pubblicato L’era della suscettibilità (2021).



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    23 min
  • Maria Rita Masci "Premio Mario Lattes per la Traduzione"
    Maria Rita Masci
    "Premio Mario Lattes per la Traduzione"
    "Il dizionario di Maqiao" di Han Shaogong - Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    https://fondazionebottarilattes.it/






    Fine anni Sessanta, è la Rivoluzione culturale: milioni di studenti vengono trasferiti dalle città alle campagne per lavorare la terra spalla a spalla con i contadini. L’esperienza li trasforma, mettendoli a contatto con una vita dura e povera, e con una cultura eterodossa e semiprimitiva. Il viaggio di uno di loro, il «giovane istruito» Han Shaogong, si fa fonte inesauribile di riflessioni e suggestioni. I personaggi e le storie che poco per volta si uniscono a formare un unico affresco sono dei piú vari: il nullafacente Ma Ming, un taoista che vive al di fuori della società; il cantante dongiovanni che si scopre, alla sua morte, essere privo degli organi genitali; la «donna-sogno», considerata veggente perché in grado di indovinare i numeri della lotteria; la mucca Padron Hong, ritenuta la reincarnazione di un latifondista; un cane giallo; la pioggia. Il mondo con cui l’autore deve fare i conti è spesso percepito come spiazzante, perché il suo linguaggio si contrappone alla lingua ufficiale. Molti termini hanno significati diversi o addirittura contrari: «sveglio» significa «stupido», «addormentato» è sinonimo di «intelligente» e chiamare qualcuno «scienziato» equivale a dargli dello «scansafatiche». Man mano che le vicende si affastellano, anche lo sguardo dell’autore subisce una metamorfosi: lo straniero, il giovane intellettuale pieno di pregiudizi, finisce per diventare un memorialista nostalgico, determinato a risalire alla fonte dell’essenza culturale del suo popolo per gettare nuova luce sulla tradizione e sull’identità nazionale. Dalla voce di uno dei piú importanti narratori cinesi contemporanei, un romanzo dalla struttura originalissima che è insieme entusiasmante esperimento formale e riflessione poetica sulla lingua; considerazione filosofica sull’impossibilità di creare un linguaggio normalizzato e universale; e infine memoria storica di culture e popoli ormai scomparsi attraverso il loro modo di comunicare.



    Han Shaogong è nato a Changsha nel 1953 e vive sull'isola di Hainan. Negli anni Ottanta è stato protagonista della rinascita della letteratura del dopo-Mao in quanto iniziatore e teorico della tendenza detta della «ricerca delle radici», cui appartiene anche il premio Nobel Mo Yan. Nel 2011 ha ricevuto il premio Newman per la letteratura cinese. In italiano è stato pubblicato Pa pa pa (Theoria 1992) e La storia e le storie (Hoepli 2009). Per Einaudi ha pubblicato Ill dizionario di Maqiao (2021).



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    24 min
  • Stefano Cascavilla "Essere mille"
    Stefano Cascavilla
    "Essere mille"
    Guida allo sbarco in Sicilia per aspiranti garibaldini
    Exòrma Edizioni
    http://www.exormaedizioni.com/

    Essere Mille è la storia di un’avventura e una guida. La riscoperta dello straordinario cammino che percorsero i Mille, da Marsala a Palermo, tra l’11 e il 30 maggio del 1860.

    Partendo dai diari e dai resoconti dei garibaldini, Stefano Cascavilla accompagna il lettore sulla polvere delle campagne siciliane, tra fichi d’india, bagli abbandonati e panorami sbalorditivi. L’autore alterna il racconto del proprio cammino a quello dei Mille, e costruisce una guida pratica, suddivisa in dieci tappe e corredata di cartografia, per affrontare il percorso in autonomia.

    Prefazione di Stefano Ardito


    Inciampato quasi per caso in questa avventura risorgimentale, relegata alla polvere delle reminiscenze scolastiche, Stefano Cascavilla ricerca per campagne e città di oggi le tracce del passaggio di quell’esercito di combattenti.

    Un passo dopo l’altro, tra gli uliveti e i mari di Sicilia, le agavi e le masserie addormentate, è catturato da una storia straordinaria, avvincente e ancora viva nei luoghi e nella memoria. Ricostruisce esattamente il percorso delle truppe garibaldine, lo traccia, lo descrive rendendolo così replicabile e soprattutto facendoci venire voglia di riviverne l’atmosfera.

    Essere Mille diventa così anche una guida tecnica, corredata di cartografia e di tutte le indicazioni necessarie, che rende possibile a chiunque provare a essere, per una settimana, uno dei Mille. Il novello garibaldino troverà lungo tutto il tracciato un segnale visibile (uno stencil) che l’autore ha lasciato a indicare ognuna delle tappe raggiunte: sarà il volto di Giuseppe Garibaldi (proprio lui), una figura rossa stilizzata su un muro, a incitare e guidare il viandante del terzo millennio.



    Stefano Cascavilla
    È nato a Roma dove vive e lavora. Laureato in Economia, ha collaborato a lungo con General Motors per poi conseguire una laurea in Architettura e fondare uno studio di progettazione. Ha approfondito lo studio del Feng Shui e delle discipline tradizionali di progettazione. Istruttore di alpinismo, dal 2012 attraversa a piedi l’Europa in solitaria, ripercorrendo i grandi cammini dell’antichità. Collabora con associazioni no profit per la realizzazione di scuole presso paesi in via di sviluppo. È appassionato mitologo e studioso della psicologia analitica junghiana.



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  • Silvia Pozzi "Premio Mario Lattes per la Traduzione"
    Silvia Pozzi
    "Premio Mario Lattes per la Traduzione"
    "Pechino pieghevole" di Hao Jingfang
    Add Editore
    https://www.addeditore.it/
    https://fondazionebottarilattes.it/

    Pechino è divisa in tre spazi e le ventiquattr’ore di ogni giorno sono state accuratamente organizzate per salvaguardare il tempo e l’aria che respira l’élite, composta da cinque degli ottanta milioni di persone che abitano la metropoli. Tutti gli altri, incastrati nella rigida stratificazione urbana, si spartiscono quello che rimane. Lao Dao è nato nella città pieghevole e lavora in discarica come suo padre. Vive nel sottosuolo, ma per consegnare una lettera in cambio di denaro si intrufolerà negli spazi della classe media e di quella alta, scoprendo l’esistenza di mondi diversi dal suo.
    Catastrofe ecologica, tecnologie di sorveglianza e disuguaglianze sociali stravolgono il tempo e lo spazio in Pechino pieghevole, l’emblematico racconto che dà il titolo a questa raccolta folgorante, un caso letterario che si inserisce nell’«ultra-irrealismo» (chaohuan), il nuovo genere letterario ispirato dalla realtà allucinata della Cina odierna.

    Negli undici racconti, Hao esplora la fragilità umana alle prese con gli spettri del cambiamento e del possibile, l’intelligenza artificiale e l’automazione, costruendo una narrazione pervasa di sensibilità per quest’epoca di incertezza, solitudine e disorientamento.
    Se la science fiction è il realismo dei nostri tempi, Hao Jingfang rivela angolazioni inattese ed estreme da cui osservare il mondo futuro in cui già viviamo.

    L’ultra-irrealismo di Hao Jingfang ci restituisce un futuro cinese sempre più simile al nostro. – Simone Pieranni

    L’opera cinese di fantascienza che svela il presente in cui viviamo. – New York Times

    Dopo questa lettura la realtà non è più la stessa. Teoria scientifica e riflessione politica si uniscono in uno sguardo tagliente sul conflitto di classe e il mondo che abitiamo.
    – Uncanny Magazine



    Hao Jingfang (1984) è un’autrice cinese di fantascienza, la prima ad aver vinto lo Hugo Award, grazie a Pechino Pieghevole, il suo primo libro tradotto in italiano. Vive a Pechino dove lavora come ricercatrice presso la China Development Research Foundation.





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