il posto delle parole

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  • Aldo Molinengo "Il giardino del Maggio"
    Aldo Molinengo
    "Il giardino del Maggio"
    Erbe, alberi, frutti e fiori negli affreschi del Castello della Manta
    Mirabolano
    https://mirabolano.com/




    Un inedito e approfondito studio che analizza e identifica le numerose specie vegetali e le antiche simbologie che avvolgono personaggi storici, gente comune e soprattutto gli Eroi e Eroine di uno dei più affascinanti cicli pittorici quattrocenteschi: quelli del salone baronale del Castello della Manta.

    Nel libro dell'agronomo paesaggista, scorre una dettagliata analisi della vegetazione raffigurata 600 anni fa, affrescata da un raffinato artista identificato come Maestro della Manta, a cui fu commissionato il lavoro da Valerano, capostipite della casata dei Saluzzo della Manta, figlio illegittimo di Tommaso III, marchese di Saluzzo.
    L’autore è riuscito a mettere fiori e alberi sotto una lente di ingrandimento studiandoli non solo dal punto di vista botanico, ma anche antropologico.
    Coglie nei dipinti il rapporto tra uomo e pianta “ un binomio che non solo nel Medioevo, ma da sempre ha accompagnato la nostra storia, e continua a farlo”.




    Aldo Molinengo (Saluzzo, 1953) nella sua vita ha sempre avuto molti interessi, che ha coltivato con studio, letture, scrittura, osservazioni e ascolto. Una curiosità di sapere che da sempre mette in pratica con la professione di agronomo paesaggista. Ma anche un vario insieme di riflessioni e conoscenze che ha voluto trasmettere nei libri che ha scritto: Orto di casa (2000), Bambini affittati (2004), Roba bella comprate gente! (2008), Terra del Piemonte (2011) pubblicati da Priuli & Verlucca, e La collina di Saluzzo (2016) con Fusta editore, oltre a poesie, accompagnate dalle opere degli artisti Alessia Clema, Ugo Giletta, Lorenzo Griotti e Anna Valla, stampate da Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy. Con lo studio del paesaggio Mirabolano ha pubblicato Le pietre di Saluzzo (2018)





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    29 min
  • Fosca Salmaso "Mia sorella"
    Fosca Salmaso
    "Mia sorella"
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/


    Da quando la sorella gemella è morta davanti ai suoi occhi in un tragico incidente in mare, la giovane Alice si è ritrovata completamente sola: il padre ha abbandonato la famiglia, la madre si è chiusa nel lutto, gli amici e i compagni di classe si sono allontanati. La ragazza passa le sue giornate tra casa e scuola, circondata dai silenzi e dagli scoppi d’ira della madre – che sembra incolparla di essere sopravvissuta alla gemella – e dal rumore delle onde che bagnano l’isola su cui abita. Poi un giorno in classe arriva Egle. Egle apparsa dal nulla. Egle che non parla mai. Egle così simile alla sorella. Quando la nuova compagna le chiede se può passare da lei a prendere degli appunti, ad Alice non sembra vero che qualcuno possa venire a portare un refolo di aria fresca nell’asfissiante memoriale in cui la madre ha trasformato il loro appartamento, tra foto incorniciate, reliquie intoccabili e stanze nelle quali è proibito mettere piede.

    Ciò che Egle non sa è che ogni volta che infuria la tempesta le linee di comunicazione tra le isole si interrompono, e che perciò alle prime gocce di pioggia si troverà bloccata là, a tempo indefinito, «prigioniera» delle due donne. Ciò che invece Alice non sa è che dentro Egle brilla un’ombra maligna e misteriosa: un’ombra che la connette attraverso fili spettrali a Matilde e che crescerà, ora dopo ora, fino ad avvolgere ogni cosa. Fosca Salmaso esordisce con un romanzo nel quale abitano gli echi familiari e fantasmatici di Shirley Jackson. Mia sorella guida il lettore sulla soglia tra una realtà imponderabile e una seducente follia, tra il regno dei viventi e gli abissi dell’ignoto; in quel confine tra la notte e il suo doppio che si può attraversare solo avanzando sulle ceneri di un sacrificio.

    Questa è la storia di due gemelle, separate per sempre da un incidente in mare: di Alice, segnata dal senso di colpa; di sua madre, impazzita dal dolore; e di Egle, apparsa dal nulla e avvolta nel mistero. Un romanzo inquietante e magnetico sulle energie oscure che circondano ogni scomparsa.


    Fosca Salmaso è nata a Venezia nel 1996. Mia sorella è il suo romanzo d’esordio.






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    18 min
  • Giuliano Vigini "Giovanni Paolo I. Un ritratto spirituale"
    Giuliano Vigini
    "Giovanni Paolo I"
    Un ritratto spirituale
    Edizioni Sanpino
    https://www.edizionisanpino.it/


    Un ritratto spirituale – In soli 33 giorni di pontificato ha conquistato il cuore della gente per la dolcezza del suo tratto e per la trasparenza della sua fede cristallina e comunicativa. Di lui ha scritto il grande Jean Guitton: «Passare come un fiore dei campi, lasciandosi dietro il profumo del sorriso, significa compiere una grande opera in questo momento di angoscia per l’universo». La “grande opera” della vita e del pontificato di Giovanni Paolo I troveranno una solenne conferma da parte della Chiesa il prossimo 4 settembre, quando sarà proclamato beato da Papa Francesco. È l’occasione per riscoprire la figura di questo grande Papa, la sua intelligenza, la sua bontà e il suo sorriso. Tra i numerosi scritti di questi mesi, si inserisce anche questo “ritratto spirituale”, firmato da uno dei massimi esperti e narratori del “Papa del sorriso”.


    Giuliano Vigini
    Saggista e docente all’Università Cattolica di Milano, ha pubblicato numerose opere sui Papi del Novecento, su Benedetto XVI e su Francesco. Per le Edizioni Sanpino è autore del saggio Carlo Maria Martini. Un ritratto spirituale (2022). Collabora a quotidiani e riviste, tra cui Corriere della sera, Avvenire e Vita e Pensiero.



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    18 min
  • Tersite Rossi "Chroma"
    Tersite Rossi
    "Chroma"
    Storie degeneri
    Les Flaneurs
    https://www.lesflaneursedizioni.it/


    Salone Internazionale del Libro, Torino
    Domenica 22 maggio 2022, ore 14:00
    presentazione di "Chroma"
    https://www.salonelibro.it/


    Storie degeneri – Nero: un ragazzo alla ricerca delle proprie origini scopre in una sperduta gola di montagna un segreto spaventoso, al di là del bene e del male. Blu: una madre tenta di salvare sua figlia e il suo popolo in un mondo in cui i Terreni sono ridotti in schiavitù per l’incapacità di ricordare il passato. Giallo: un giudice che si sente sempre dalla parte giusta della storia pronuncia la sua impietosa sentenza tra le nebbie della provincia italiana. Rosa: un pornodivo viene sequestrato dai Nuclei Armati contro la Distrazione da YouPorn e potrà salvarsi solo a patto di non pensare all’erezione. Rosso: Ashrif, Tahira, Giovanna e Luca sono le pedine di uno spietato gioco di potere, alla ricerca di un riscatto impossibile tra Afghanistan e Italia.

    Quelle di Chroma sono storie degeneri. Legate dalla degenerazione della forma: non c’è fedeltà a nessun genere letterario, nemmeno a quello apparentemente dichiarato dal colore che le contrassegna. E da quella dei personaggi: antieroi, o post-eroi, che perdono anche quando vincono, degeneri al massimo grado in una società dove se perdi non sei nessuno.

    Tersite Rossi è un collettivo di scrittura, autore del romanzo d’inchiesta sulla trattativa tra Stato e Mafia È già sera, tutto è finito (Pendragon 2010), del noir distopico Sinistri (Edizioni E/O 2012, nella Collezione SabotAge curata da Massimo Carlotto), del thriller economico-antropologico I Signori della Cenere (Pendragon 2016) e di Gleba (Pendragon 2019), romanzo d’inchiesta sul lavoro sfruttato. Suoi racconti sono apparsi sulle pagine di svariate testate, raccolte e antologie. Lo pseudonimo è un omaggio a Tersite, l’antieroe omerico, e al signor Rossi, l’uomo della strada.


    https://tersiterossi.it/


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    13 min
  • Valentina Ferri "Velocità di fuga" Biancamaria Frabotta
    Valentina Ferri
    "Velocità di fuga"
    Biancamaria Frabotta
    fve editori
    https://www.fveditori.it/

    Il tempo della giovinezza coincide, in questo folgorante romanzo, con la scoperta di sé e del mondo, dell’amore e del tradimento, della politica e delle voci femminili della scrittura che, come amuleti, guidano e ispirano le scelte della protagonista. Giovane donna battagliera e commovente, la voce narrante è stretta tra la morsa dell’amore materno di Elvira e l’incertezza del rapporto con Eugenio. E indimenticabili sono anche gli altri personaggi che si muovono in una Roma vivida e riconoscibile, tra l’università Sapienza, le strade del centro e il Gamelino, luogo di ritrovo del gruppo: Fausto e Beniamino, Olga e la misteriosa Dirce, dietro la quale si nasconde un segreto di cui tutti, tranne la protagonista, sono i fedeli custodi.
    Velocità di fuga, pubblicato per la prima volta nel 1989, è insieme “un’autobiografia critica di un’intera generazione” (come ebbe a scrivere Alberto Moravia) e una lucida riflessione sulle nostre mutevoli, deformate identità.




    Biancamaria Frabotta è nata a Roma nel 1946. Autrice di numerosi libri di poesia e di saggistica, ha insegnato Letteratura italiana contemporanea all’università di Roma ‘La Sapienza’. La sua ampia produzione poetica è raccolta nel volume Tutte le poesie 1971-2017 (Mondadori, 2018). Velocità di fuga, suo primo e unico romanzo edito nel 1989 da Reverdito e ripubblicato ora da Fve editori con una nuova introduzione dell’autrice, vinse il Premio Tropea per la narrativa. Si spegne nel 2022.





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    18 min
  • Nicola Nurra "Plasticene"
    Nicola Nurra
    "Plasticene"
    L'epoca che riscrive la nostra storia sulla Terra.
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/


    Salone Internazionale del Libro - Torino
    Sabato 21 maggio, ore 11:00
    Nicola Nurra al Bosco degli Scrittori
    con Mauro Garofalo e Giovanni Soldini
    https://www.salonelibro.it/


    Pensate a un acquario domestico ricco di decine di specie che avete curato per mesi. Poi un giorno iniziate a introdurre nell’acquario specie nuove, che si alimentano di quelle presenti e non hanno nessuno che le predi. In più manomettete la pompa dell’acqua, facendo calare il livello di ossigeno e modificando il pH. Infine decidete di riempire quell’acquario di sporcizie, buste e imballaggi, fino a quando dei pesci presenti all’inizio non saranno sopravvissuti che due o tre. Ecco, per quanto folle possa sembrare, questo è ciò che abbiamo fatto alla flora e alla fauna marina e terrestre nell’arco di poco più di un secolo. Eppure non è troppo tardi per rimediare.
    Nicola Nurra ci conduce nel Plasticene, questa nostra epoca: un momento storico senza precedenti, in cui un prodotto inesistente prima della sua creazione da parte dell’uomo – la plastica – si è imposto in pochissimo tempo come una tra le più pericolose minacce per la sopravvivenza di specie animali, piante ed ecosistemi. A partire dalle sue esperienze personali di biologo marino e dagli incontri fatti con scienziati che indagano lo scioglimento dei ghiacci polari e la diminuzione della corrente del Golfo, le isole di plastica galleggianti – cinquemila miliardi di pezzi per un totale di 260 000 tonnellate – e lo sbiancamento delle barriere coralline, Nurra ci introduce in modo chiaro e documentato ai preoccupanti scenari climatici di domani; a ciò che irrimediabilmente succederà se non interveniamo subito. Ma il suo è anche il racconto di chi a questo «irrimediabile» si oppone: di chi da anni fa informazione sul tema; di chi progetta sistemi di analisi della biosfera sempre più precisi; di chi lotta politicamente per intervenire sulle emissioni inquinanti; di chi, semplicemente, ha deciso che vuole ancora avere un futuro, una casa, una speranza.
    Plasticene è una narrazione scientifica allo stesso tempo inquietante e affascinante, in cui i dati si alternano all’osservazione diretta della trasformazione in atto nei nostri fiumi, laghi, mari e oceani. Un assordante campanello d’allarme cui però possiamo ancora dare risposta, riuscendo a salvare, insieme al pianeta, anche quella bizzarra specie di mammiferi bipedi e onnivori che lo abita da qualche centinaio di migliaia di anni.

    Benvenuti nel Plasticene: l’epoca in cui la plastica è diventata una delle principali minacce per la sopravvivenza della flora e della fauna del pianeta, e quindi dell’umanità stessa. Un’epoca che, se interveniamo subito, può non essere l’ultima.



    Nicola Nurra (Portoferraio, 1971) è un naturalista, biologo marino e operatore scientifico subacqueo. Insegna Biologia marina presso l’Università di Torino e ha pubblicato su diverse riviste scientifiche del settore. Collabora con il CNR – Istituto delle Scienze Marine di Venezia ed è presidente e fondatore di Pelagosphera, una cooperativa di monitoraggio ambientale marino.



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    28 min
  • Gaia Rayneri "Un libro di guarigione"
    Gaia Rayneri
    "Un libro di guarigione"
    Harper Collins
    https://www.harpercollins.it/

    È possibile che a volte andare in pezzi possa servire a farci tornare più interi? Gaia ha ventiquattro anni, è indipendente economicamente, vive da sola e il suo futuro sembra splendere di luminose promesse. Ma improvvisamente scende un’oscurità che la opprime, togliendole la voglia di lavorare, di vedere persone, perfino di uscire di casa. Dopo una visita con uno psichiatra, arriva il responso: ha un “disturbo borderline di personalità”. La diagnosi, dapprima accolta come promessa di cura, diventa una prigione, assieme al suo cammino codificato, fatto di sedute di terapia, di psicofarmaci, di test periodici. Per un fine che non sembra essere lo “stare bene” quanto lo “stare meno peggio”. Ma questo libro non è il racconto di un dolore. È, sin dal titolo, la storia di una guarigione, raccontata con la speranza di fare del bene anche a chi la legge. Perché Gaia a un certo punto riesce a cambiare sguardo, abbandonando quello che contrappone la sanità e la normalità alla malattia, rinunciando alla prospettiva delle definizioni diagnostiche a favore della prospettiva dell’anima, “quel puntino di luce infinita che c’è dentro ognuno di noi”. Una prospettiva fatta di cura di sé, di accettazione delle proprie ferite, della comprensione che il dolore può essere un dono. E che spesso, come nella celebre frase attribuita a Rilke, le nostre paure più profonde sono come i draghi delle fiabe che proteggono i nostri tesori più grandi. Gaia, così facendo, riesce a intraprendere un cammino di salvezza e di amore, verso il prossimo, verso di sé. A più di dieci anni di distanza dal suo fortunatissimo esordio Pulce non c’è, Gaia Rayneri torna con un libro autobiografico, che muta un profondo dolore in una splendente speranza. Con un approccio sincretico, che va dal Cristianesimo al Buddismo, da Freud a Seneca, da Foucault alle tecniche di meditazione, Un libro di guarigione può accompagnare la vita di ogni essere umano, mostrandogli come affrontare i dolori, le difficoltà e le solitudini anche quando sono apparentemente insormontabili e ricordando che la felicità dell’anima è l’obiettivo più importante e più raggiungibile che esista.


    Gaia Rayneri è nata nel 1986 a Torino e vive tra la Sardegna e un piccolo paesino dell’Inghilterra meridionale. Ha pubblicato Pulce non c’è (Einaudi, 2009) da cui è stato tratto un ¬ film, Dipende cosa intendi per cattivo (Einaudi, 2018) e Ugone, un libro illustrato per bambini (Rizzoli children). Scrive per il cinema e disegna.




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    34 min
  • Davide Cassani "Ho voluto la bicicletta"
    Davide Cassani
    "Ho voluto la bicicletta"
    Come il ciclismo mi ha insegnato a vivere
    con Giorgio Burreddu e Alessandra Giardini
    Rizzoli Editore
    https://www.rizzolilibri.it/


    Come una tappa di montagna, ogni percorso di vita è un alternarsi di salite e discese, momenti durissimi e poi sollievo, castigo e misericordia. Il ciclismo è del resto un poderoso esercizio del corpo che, oltre alla forza muscolare, necessita di formidabili energie mentali.In questo libro Davide Cassani parte dal punto più amaro della propria lunga carriera – quando, appena esautorato dal ruolo di ct della Nazionale, si trovò da solo sul divano di casa a gioire per la conquista dell’oro nella gara su pista a Tokyo 2021 – per scandagliare, a una a una, tutte le risorse interiori che la bicicletta, sempre fortemente “voluta”, gli ha permesso di sviluppare negli anni. L’ingrediente di base è la passione, sbocciata già nel ’68, quando il babbo lo portò a vedere Gimondi al Mondiale. Ma non basta. Poi occorre decidere chi sei («gregario, lo avevo capito quasi subito»), saper scegliere gli obiettivi (vedi Nibali nel 2016: Giro, Tour o Olimpiade?) e soprattutto imparare a rialzarsi anche dopo le peggiori cadute, come quella di Bettiol a Tokyo. Per farlo servono sia fiducia all’interno della squadra (Martini ne aveva in Cassani, come Cassani in Trentin), sia tante altre doti individuali: lucidità, senso della sfida, studio. E poi la spinta (forse) maggiore viene dall’attitudine a sorprendere tutti come Colbrelli alla Roubaix, ad azzerare per cominciare una nuova vita. Cassani, di vite, ne ha già vissute almeno tre: corridore, commentatore, ct. E non stupisce che si stia profilando la quarta…


    Davide Cassani, nato a Faenza nel 1961, ex ciclista professionista, dirigente e commentatore sportivo, dal gennaio del 2014 è CT della Nazionale maschile élite di ciclismo su strada. Durante la sua carriera sportiva ha partecipato, fra le altre competizioni, a 11 Giri d’Italia, 9 Tour de France e 9 campionati del mondo. Ha pubblicato Pantani (2005) e Vai, Pantani! (2007), entrambi scritti per Mondadori con Pier Bergonzi e Ivan Zazzaroni, e più recentemente Le salite più belle d’Italia (con Beppe Conti; Rizzoli 2018).



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    18 min
  • Adriana Valerio "Eretiche"
    Adriana Valerio
    "Eretiche"
    Donne che riflettono, osano, resistono
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/

    Profetesse, mistiche, false sante, streghe, riformatrici, libere pensatrici animano il vasto popolo delle eretiche, di quante si sono ribellate in cerca di verità

    Le donne che hanno provocato scosse inaspettate e scardinato gli equilibri del loro tempo hanno pagato a caro prezzo le proprie scelte. Tante di loro sono state considerate eretiche e per questo condannate, perseguitate, ridotte al silenzio. L’eresia è stata studiata attraverso i protagonisti maschili, mentre poca attenzione è stata riservata alle provocatorie e alternative esperienze femminili. Per colmare questo vuoto e restituire al concetto di eresia il valore originario di scelta, Adriana Valerio ripercorre due millenni di storia raccontandoci le vite di donne – dalle montaniste a Margherita Porete, da Giovanna d’Arco a Marta Fiascaris fino alle donne dell’Anticoncilio del 1869 e alle moderniste – tutte decise a lottare, conoscere, predicare ed esercitare ministeri in nome di una nuova chiesa inclusiva e senza confini.

    Adriana Valerio ha insegnato Storia del cristianesimo e delle chiese nell’Università Federico II di Napoli. Dirige il progetto internazionale e interconfessionale «La Bibbia e le donne». Tra le sue ultime pubblicazioni: «Donne e Chiesa» (Carocci, 2016), «Il potere delle donne nella Chiesa» (Laterza, 2017) e, per il Mulino, «Maria di Nazaret» (2017) e «Maria Maddalena» (2020).



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    https://ilpostodelleparole.it/
    33 min
  • Sara Hejazi "Il senso della specie"
    Sara Hejazi
    "Il senso della specie"
    Perché la cultura planetaria è il destino dell'umanità
    Il Margine
    https://il-margine.it/

    Questo agile saggio ci aiuta a riflettere sui confini culturali moderni, usati spesso anche per giustificare la disuguaglianza sociale e la povertà globale ma incapaci di migliorare le nostre possibilità di sopravvivere e di superare le grandi sfide planetarie che ci attendono.



    «La maggior parte dei gruppi che resistono o si oppongono alla cultura planetaria non sono, in realtà, consapevoli del fatto che non stanno reagendo alla modernità, ma si stanno opponendo alla nascita di una civiltà multiculturale, all’interno della quale le persone, diverse tra loro per colore della pelle, credo e gruppo etnico, condividono lo stesso senso della specie». In un mondo dove si continuano a perseguitare persone perché diverse culturalmente c’è da sperare, come sostiene l’autrice di questo agile saggio (Il Margine, pag. 149, € 13), che si tratti oramai solo degli ultimi rigurgiti di violenza prima del tramonto definitivo dell’«io sono migliore di te», che per millenni ha caratterizzato l’interazione tra gli esseri umani. Il sequenziamento del genoma umano, la ricerca di una riproduzione artificiale della vita, la sfida alla morte caratterizzano la ricerca di senso attuale. L’umanità si sta plasmando culturalmente su basi molto simili da un angolo all’altro del pianeta, spinta fondamentalmente dalla necessità di affrontare o trovare soluzioni per le stesse identiche sfide e trasformazioni: i cambiamenti climatici, le pandemie, l’avvento dell’intelligenza artificiale, solo per citare quelle più evidenti in questo primo scorcio di XXI secolo.





    Sara Hejazi
    Cittadina italiana e iraniana, ha conseguito un dottorato di ricerca in Antropologia culturale ed Epistemologia della Complessità. Accademica, scrittrice, giornalista, collabora con molte università e fondazioni italiane oltre a scrivere su diverse testate. Ha pubblicato i saggi L’Iran s-velato. Antropologia dell’intreccio tra identità e velo (2008), L’altro islamico. Leggere l’Islam in Occidente (2009) e La fine del sesso? Relazioni e legami nell’era digitale (2017).




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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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