il posto delle parole

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  • Mario Ferraguti "Rosa Spinacorta"
    Mario Ferraguti
    "Rosa Spinacorta"
    Exòrma Edizioni
    http://www.exormaedizioni.com/

    Tecla è la prescelta, veste la Madonna. Ma mentre la Regina, sua unica compagna nella stanza segreta, è solo un pezzo di legno dagli occhi senza vita, la ragazzina ha un corpo vivo fatto di carne che è costretta a negare, a distruggere pezzo dopo pezzo, arto dopo arto, come un nemico di cui vergognarsi. Tecla è destinata a diventare niente, perché la Regina è sempre vestita e chi la sveste non esiste, è trasparente.

    La prescelta impara tutto quello che c’è da sapere: i bottoni, le cordelle, gli aculei dell’istrice, le stecche candide della balena; vestiti, gonne, corpetti, mantelli; lino, seta, cotone. E i colori preziosi: il risalgallo, il sangue di drago, il verdaccio, l’oro e l’azzurro.

    Ma il suo corpo un giorno reclama i suoi diritti: la condurrà via dal convento lungo il fiume su cui naviga un presepe vivente; un viaggio pieno di rivelazioni, in una dimensione magica che pervade il mondo religioso, fatto di riti, superstizioni, realtà umili, gesti quotidiani. Fino a quando nei boschi nei pressi di Gualtieri troverà un folle pittore, un certo Ligabue.



    Sull’etichetta c’era una scritta, Biacca. La donnadischiena si è raccomandata di utilizzarla sul viso della Regina, per rimarcare la purezza, senza metterne troppa; soltanto i ricchi si impastano la faccia di quella polvere bianca tanto da diventare maschere.
    La biacca si deteriora in fretta, perciò va controllata almeno ogni sei giorni perché si screpola, accentua le vene del legno e rende poco credibile il viso della statua. Si ottiene mescolando la polvere di piombo con la merda di vacca.
    Stavo ancora sorridendo quando la donnadischiena mi ha detto di allontanarmi, si è tracciata per tre volte il segno della croce, ha dato un bacio all’aria e ha aperto la scatola con scritto Carnemonia. Questo, ha sibilato, è il colore più raro, il più prezioso; quando lo tocchi segnati e stai in guardia che non ci sia vento, è il modo con cui i demoni lo rubano. È composto da piccoli pezzi di mummie sbriciolate, viene da un paese lontano, l’Egitto, con un fiume molto più grande del nostro. Del nero di mummia o carnemonia se ne usa pochissimo; serve per creare o accentuare le ombre del viso, è un pigmento magico, capace di entrare nel corpo della Regina, attraversarlo lungo le venature e provocare sussulti, come se avesse le viscere. È il colore che la lega ai morti.
    Saranno state le parole della donnadischiena ma appena ha aperto quella piccola scatola in cartone, piena di segni incomprensibili, ho avvertito un soffio percorrermi il corpo e poi una mano che mi sfiorava la testa.
    Mi sono girata di scatto per vedere chi fosse ma non c’era niente, nessuno, allora ho riportato gli occhi sulla donnadischiena e l’ho sorpresa ingerire un pizzico di quella polvere. Così mi è nato il sospetto che lo facesse per non invecchiare, solo seccare, mummificarsi a poco a poco, e che avesse un complice invisibile, uno spirito che mi aveva distratto.
    Lei se n’è accorta e per la prima volta ha fatto un’espressione scomposta che è diventata subito severa, di chi viene scoperto nel suo segreto più intimo e tanto imbarazzante da non poterlo ammettere, solo rivelarsi più scontroso.



    Mario Ferraguti (1968) vive a Faviano Superiore, sulle colline di Parma. Per anni ha percorso l’Appennino alla ricerca di storie; da questi viaggi ha realizzato, insieme a registi e illustratori, libri e film. Ha pubblicato i romanzi Malalisandra (edizioni Cadmo), Dove il vento si ferma a mangiare le pere (Diabasis), La voce delle case abbandonate e La ballata del vento (Ediciclo) e, con Giacomo Agnetti, I mostri d’aria (Ediciclo). Da alcuni testi sono nati anche spettacoli teatrali. Collabora con università, centri di studio e ricerca, settimanali e riviste; ha realizzato...
    28 min
  • Lina Bolzoni "Dialoghi di Pistoia"
    Lina Bolzoni
    "Lo specchio della memoria e la narrazione"
    Dialoghi di Pistoia
    https://www.dialoghidipistoia.it/


    Venerdì 27 maggio, ore 19:00 / Dialoghi di Pistoia
    "Lo specchio della memoria e la narrazione"
    con Lina Bolzoni
    https://www.vivaticket.com/it/biglietto/02-lina-bolzoni-lo-specchio-della-memoria-e-la-narrazione/179978


    Narrare vuol dire costruire memoria, dare forma all’identità, alleviare la sofferenza, come mostra il mito di Mnemosyne, la dea della memoria e madre delle Muse. Cosa resta di tutto questo nell’età della scrittura? Lina Bolzoni propone alcuni esempi di come leggere vuol dire anche costruire la propria personale memoria e darsi gli strumenti per rinarrare la propria storia. In altri termini la lettura diventa lo specchio in cui dare ospitalità all’altro e insieme riconoscere, ricostruire se stessi. È anche così che la biblioteca diventa una forma di autobiografia, lo specchio cangiante di chi la crea. Ce ne parla la storica della letteratura Lina Bolzoni.



    Lina Bolzoni, critica letteraria, storica della letteratura e accademica italiana, ha insegnato Letteratura italiana alla Scuola Normale Superiore di Pisa ed è Global Distinguished Professor alla New York University. È socia nazionale dell’Accademia dei Lincei e fellow della British Academy. Ha curato l’edizionedelle Opere letterarie di Tommaso Campanella (UTET) e mostre sull’arte della memoria e sulla fortuna figurativa dell’Orlando Furioso. Tra i suoi libri, tradotti in diverse lingue: La stanza della memoria (1995), La rete delle immagini (2002, Premio Viareggio), Una meravigliosa solitudine. L’arte di leggere nell’Europa moderna (2009, Premio De Sanctis per un saggio innovativo) e Il cuore di cristallo (2010) per Einaudi. Ha curato per Adelphi L’idea del theatro di Giulio Camillo (2015) e per l’Istituto dell’Enciclopedia italiana La Commedia di Dante nello specchio delle immagini (2021).





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    16 min
  • Luigi Berzano "Quarta secolarizzazione"
    Luigi Berzano
    "Quarta secolarizzazione"
    Autonomia degli stili
    Mimesis Edizioni
    https://www.mimesisedizioni.it/

    Che cosa succede quando gli dei abbandonano il mondo e le religioni cessano di significare la loro alterità agli individui? È quanto intende approfondire questo volume con l’ipotesi scientifica della quarta secolarizzazione. Dopo la secolarizzazione dalla mitologia greca alla filosofia classica e quella dal Logos astratto al Cristianesimo è stata la terza secolarizzazione delle scienze e della società civile ad avere interessato gli studiosi con infinite opere. Oggi l’autonomia dalla religione si estende anche agli stili di vita individuali e collettivi. È l’epoca indicata da alcuni quale uscita dall’eteronomia della religione e da Berzano quale quarta secolarizzazione. Le varie secolarizzazioni non hanno svuotato la religione delle sue esperienze spirituali, ma piuttosto ne hanno trasformato le connessioni con la diversità del mondo secolarizzato. Il religioso si è trasformato in forme più esperienziali, personalizzate, individuate, indipendenti da contenuti dogmatici definiti e dai confini delle religioni storiche.


    Luigi Berzano, professore ordinario dell’Università di Torino, dirige la collana Spiritualità senza Dio? (Mimesis) e l’Osservatorio Pluralismo Religioso. Coeditor della Annual Review of the Sociology of Religion. Tra i campi di ricerca: comportamenti collettivi, stili di vita, trasformazioni delle religioni nella modernità avanzata. Ultime pubblicazioni: Spiritualità senza Dio? 2015; New Methods in the Sociology of Religion, vol. 3, 2014; Spiritualità, Bibliografica, 2017



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    28 min
  • Mario Brunello "Dialoghi di Pistoia"
    Mario Brunello
    "Vorrei essere scrittore di musica. Bach e Pasolini"
    Dialoghi di Pistoia
    https://www.dialoghidipistoia.it/


    Venerdì 27 maggio e Sabato 28 maggio, ore 21:15
    Teatro Manzoni, Pistoia
    Mario Brunello e Guido Barbieri



    Concerto per parole e musica

    È intorno a Johann Sebastian Bach che si sviluppa la serata di musica e poesia, quel Bach sul quale un Pasolini ancora adolescente scrisse un saggio dalla forza e profondità sbalorditive. Un concerto speciale che inizierà con la lettura dei testi pasoliniani, alternata all’esecuzione dei brani bachiani citati. Seguirà l’esecuzione integrale della Sonata n. 1 e della Partita n. 2 nell’interpretazione di Mario Brunello, uno dei più affascinanti e ricercati artisti della sua generazione. In questa occasione, saranno eseguite al violoncello piccolo o “violincello”, rarissimo strumento in uso all’epoca di Bach, accordato come un violino, ovviamente all’ottava bassa.

    Mario Brunello, violoncello piccolo

    Guido Barbieri, voce narrante

    Pasolini Studi sullo stile di Bach

    Bach Sonata n. 1 in sol minore per violino BWV 1001

    Partita n. 2 in re minore per violino BWV 1004



    Mario Brunello, solista, direttore, musicista da camera e di recente pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, è stato il primo europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986. Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Valery Gergiev, Myung-whun Chung, Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Ton Koopman, Manfred Honeck, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa, Riccardo Chailly e Claudio Abbado. Nell’arco della sua lunga carriera si è esibito con le più prestigiose orchestre del mondo. Brunello suona un prezioso Maggini dei primi del Seicento, al quale ha affiancato negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde. L’integrale delle Sonate e Partite di Bach al violoncello piccolo è stata la sua prima rivelatoria incisione discografica per Arcana, nel 2019. Un secondo album, Sonar in Ottava è stato accolto con unanime entusiasmo da pubblico e critica (Best Concert Recording del 2020 da BBC Music Magazine). Le potenzialità del violoncello piccolo vengono esplorate appieno nel terzo disco dedicato a Giuseppe Tartini (premiato con il DIAPASON d’OR). Nel 2021 pubblica le Sei Suonate à cembalo certato è violino solo di Bach. Questo album è il secondo volume della Trilogia Brunello Bach Series per Arcana/OUTHERE; il progetto discografico si concluderà nel 2022 con l’ultimo disco Bach Transcriptions. È il Direttore Artistico dei Festival Arte Sella e dei Suoni delle Dolomiti. A ottobre 2020 è stato nominato Direttore Artistico del Festival di Stresa, succedendo a Gianandrea Noseda.


    Guido Barbieri, giornalista e musicologo, è docente di Storia ed estetica della musica al Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena. È stato critico musicale del Messaggero, di Repubblica; collabora alle pagine culturali del Manifesto. Voce “storica” di Rai Radio3 si dedica alla drammaturgica musicale, con particolare attenzione alla “musica della realtà”. Ha scritto testi e libretti per i maggiori compositori italiani, fra cui: Portopalo. Nomi su tombe senza corpi, Night Commuters, Three Mile Island, Al Kamandjati, Le ossa di Cartesio, In alloro mutò il suo pianto. Fra gli spettacoli dedicati alla musica della Shoah: La corda spezzata, radiodramma prodotto da Radio3, l’adattamento di Badenheim 1939 di Aharon Appelfeld e dei Cannibali di George Tabori, Le imperdonabili dai Diari di Etty Hillesum, Il diario di Dora Klein, Storia di Jean e Jean, sulla vicenda di Jean Le Boulaire/Jean Lanier, Il viaggio di Roberto. Un treno verso Auschwitz...
    16 min
  • Maurizio Catino "Trovare il colpevole"
    Maurizio Catino
    "Trovare il colpevole"
    La costruzione del capro espiatorio nelle organizzazioni
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/



    Di chi è la colpa? Di fronte a eventi negativi – incidenti, scandali d’impresa, crisi e fallimenti – ci sono due strategie per gestire la colpa. La prima è riconoscere le cause dell’evento e mettere in campo adeguate misure di correzione. La seconda consiste nel trasferire la responsabilità sulle persone direttamente coinvolte nei fatti per creare uno o più capri espiatori. Così le organizzazioni sono salve e si sottraggono dall’attuare interventi di rimedio complessi e costosi. Prendendo a modello diversi casi eclatanti come il naufragio della Costa Concordia, Tangentopoli e l’alluvione di Genova, l’autore analizza il processo di fabbricazione del «capro espiatorio organizzativo», un individuo o un gruppo di individui su cui ricadono le colpe anche di altri, e mette in luce i limiti delle soluzioni individuali quando si affrontano problemi organizzativi, sottolineando l’esigenza per il futuro di una diversa «epistemologia civica» che generi conoscenza utile al cambiamento.


    Maurizio Catino è professore ordinario di Sociologia dell’organizzazione all’Università di Milano-Bicocca. Con il Mulino ha pubblicato anche «Miopia organizzativa» (2009; ed. inglese 2013), «Capire le organizzazioni» (2012) e «Le organizzazioni mafiose. La mano visibile dell’impresa criminale» (2020; ed. inglese 2019).




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    16 min
  • Leonardo Lugaresi "Andare a scuola in Purgatorio (e passare gli esami)"
    Leonardo Lugaresi
    "Andare a scuola in Purgatorio"
    (e passare gli esami)
    Diario di viaggio con Dante / 2
    MC Edizioni
    https://www.medusa-mcedizioni.com/


    "Continuando a scommettere sulla validità della strana pretesa di un poeta morto settecento anni fa di diventare oggi nostro maestro, per strapparci dalla miseria dello smarrimento in cui viviamo e portarci alla felicità, la piccola comitiva dantesca che l’anno scorso aveva pubblicato il proprio diario di viaggio all’Inferno, ora racconta la sua scalata al monte del Purgatorio. Nel Purgatorio la riconquista della nostra umanità si compie, più ancora di quanto non fosse accaduto all’Inferno, attraverso la pratica di qualcosa che ormai non conosciamo più: l’educazione. Il diario di viaggio dunque, conservando il fascino drammatico dell’avventura, si rivela anche un diario scolastico. Appunti di una scuola che vorremmo orgogliosamente definire elementare, perché in essa si apprendono le parole fondamentali della vita. Dopo due anni di lettura integrale della Commedia è sempre più chiaro che quel viaggio era necessario, perché Dante maestro lo è davvero: sa le cose, quelle che contano e di cui nessuno più ci parla, e possiede le parole giuste per dirle. Chi vuole “passare gli esami” non se le lasci sfuggire.”


    Leonardo Lugaresi
    Studioso di Storia del cristianesimo. Socio fondatore dell'Associazione Patres, ha insegnato Letteratura cristiana antica presso l’Università degli Studi di Bologna e Storia del Cristianesimo presso l’Università di Chieti. È autore di numerose pubblicazioni su tematiche storico-religiose.



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    33 min
  • Claudio Morandini "Catalogo dei silenzi e delle attese"
    Claudio Morandini
    "Catalogo dei silenzi e delle attese"
    Bompiani Editore
    https://www.bompiani.it/


    "Le parole mettono ordine nelle cose, sciolgono i garbugli, riducono i misteri, illuminano le zone d'ombra: al limite, il loro suono ci tiene compagnia."


    Un bambino delicato e le vacanze dalla nonna un po' strega nella prigionia di un condominio a mezza costa nei campi, tra erbe amarissime e animali da mangiare – piccioni, chiocciole, forse anche insetti; un bambino che cerca disperatamente di essere buono per scansare il male del mondo, e dunque sfugge la compagnia dei coetanei per assaporare i segreti delle donne; l'amicizia con Aurelio, cementata dalla comune passione per i fossili; l'orto del padre in pensione, funestato dai maggiolini e reso glorioso dai raccolti di patate; l'ineffabile fascino di una zia e del suo pianoforte scordato; la dedizione irresponsabile di un primo amore, e altri amori più maturi, forse; diventare figlio di due vecchi e padre di una bambina. La vita di Cosimo è normale ed esemplare come lo sono tutte se le sappiamo leggere: metafora di passati e futuri, chiusa nel suo presente unico. Claudio Morandini la racconta a episodi: tessere e schegge di una sola immagine che si vede meglio se guardata da molto vicino.



    Claudio Morandini vive e insegna ad Aosta, dove è nato nel 1960. Tra i suoi romanzi più recenti, oltre a Neve, cane, piede, ristampato da Bompiani nell’estate 2021, con cui ha iniziato una personale, originale esplorazione dei lati più inquietanti e paradossali della montagna, ricordiamo Le maschere di Pocacosa e Gli oscillanti, pubblicato da Bompiani nel 2019. I suoi libri sono tradotti in diverse lingue.




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    16 min
  • Pasquale Stavolone "Costruiremo insieme qualcosa di grande"
    Pasquale Stavolone
    "Costruiremo insieme qualcosa di grande"
    Dieci semplici passi per vivere un amore puro
    Mondadori
    https://www.mondadori.it/

    Ci vuole coraggio per sorridere, sì, e più la vita ci mette alla prova, più abbiamo bisogno di coraggio e di forza per alzarci dal letto ogni mattina e combattere per le persone a cui vogliamo bene; soprattutto se vediamo intorno a noi solo “maestri” di vita che dicono di volerci insegnare come stare al mondo e perfino come amare.

    Per alcuni è normale che sia difficile, se non addirittura impossibile, anche solo pensare di sorridere. C’è chi ha dovuto dire addio a persone importanti della propria vita, che hanno lasciato un vuoto incolmabile; c’è chi ha perso tutto e chi si è visto portare via gli sforzi di un’intera esistenza. Ma rinascere e far rinascere è possibile: serve l’amore. Perché da soli non siamo in grado di affrontare la vita e i problemi che si porta dietro e che troppo spesso ci sembrano più grandi di noi. Anche quando pensiamo di farcela, veniamo sopraffatti e finiamo per legarci alle persone sbagliate.

    Questo libro è un percorso di condivisione in dieci semplici passi che vi aiuteranno, capitolo dopo capitolo, consiglio dopo consiglio, a ritrovare la voglia e la piena consapevolezza per cercare la persona giusta, l’amore vero, quello che fa battere il cuore e carezza l’anima. Infatti, anche a costo di scottarci e di dover affrontare qualche delusione, non dobbiamo mai abbandonare la speranza di trovare quel sentimento puro che fa sorridere la nostra vita e il mondo intero.

    Pasquale Stavolone si è laureato in Economia ma la letteratura è sempre stata la sua passione. Nella vita vuole dimostrare, attraverso i suoi libri, che l'amore vince su tutto. Nel 2021 ha pubblicato con Mondadori Perdonarsi per donarsi.




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    19 min
  • Attilio Brilli "La più bella pittura del mondo"
    Attilio Brilli
    "La più bella pittura del mondo"
    PIero della Francesca nelle parole e nello sguardo di scrittori, poeti, artisti
    Aboca Edizioni
    https://abocaedizioni.it/

    In questo saggio, Attilio Brilli offre un modo nuovo di confrontarsi con l’opera di Piero della Francesca attraverso le parole di narratori, saggisti, poeti, artisti, scienziati, filosofi appartenenti a nazionalità e a tradizioni culturali diverse – come Aldous Huxley, Albert Camus, John Dos Passos, Iris Murdoch, Giorgio Bassani, Giuseppe Ungaretti, Piero Calamandrei, Mario Luzi, Fernando Botero, Yves Bonnefoy, John Berger e molti altri.

    Le loro riflessioni mettono in luce aspetti dei capolavori dell’artista che hanno poco a che fare con la storia dell’arte. In questo volume, infatti, Piero non è più un oggetto di analisi, bensì un soggetto capace di interagire con il mondo contemporaneo. Mentre non avrebbe alcun senso parlare di viaggio o pellegrinaggio con riferimento a Raffaello, Michelangelo, o Caravaggio, l’unico modo per conoscere Piero è sempre stato quello di andare a cercarlo nella sua terra. Piero rappresenta proprio il caso di un artista le cui opere sono comprese nell’ambito di un percorso breve e circoscritto che ha come baricentro Sansepolcro e
    come terminali Arezzo a ovest, Urbino e Rimini a est. Muoversi lungo questo asse – definito a livello internazionale “The Piero della Francesca Trail” – significa ricalcare i passi del pittore che soleva viaggiare presso le cortidei Montefeltro e dei Malatesta.

    Un itinerario che ci remunera con il ciclo della Leggenda della vera Croce di Arezzo, con la Madonna del parto di Monterchi, con la Resurrezione, la Madonna della Misericordia e il frammento del San Giuliano di Sansepolcro, con le tavole della Flagellazione e della Madonna di Senigallia di Urbino e con l’affresco malatestiano di Rimini come Aldous Huxley, Albert Camus, John Dos Passos, Iris Murdoch, Giorgio Bassani, Giuseppe Ungaretti, Piero Calamandrei, Mario Luzi, Fernando Botero, YvesBonnefoy, John Berger e molti altri. Le loro riflessioni mettono in luce aspetti dei capolavori dell’artista che hanno poco a che fare con la storia dell’arte. In questo volume, infatti, Piero non è più un oggetto di analisi, bensì un soggetto capace di interagire con il mondo contemporaneo. Mentre non avrebbe alcun senso parlare di viaggio o pellegrinaggio con riferimento a Raffaello, Michelangelo, o Caravaggio, l’unico modo per conoscere Piero è sempre stato quello di andare a cercarlo nella sua terra.

    Piero rappresenta proprio il caso di un artista le cui opere sono comprese nell’ambito di un percorso breve e circoscritto che ha come baricentro Sansepolcro e come terminali Arezzo a ovest, Urbino e Rimini a est. Muoversi lungo questo asse – definito a livello internazionale “The Piero della Francesca Trail” – significa ricalcare i passi del pittore che soleva viaggiare presso le corti dei Montefeltro e dei Malatesta.

    Un itinerario che ci remunera con il ciclo della Leggenda della vera Croce di Arezzo, con la Madonna del parto di Monterchi, con la Resurrezione, la Madonna della Misericordia e il frammento del San Giuliano di Sansepolcro, con le tavole della Flagellazione e della Madonna di Senigallia di Urbino e con l’affresco malatestiano di Rimini.






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    27 min
  • Giada Messetti "La Cina è già qui"
    Giada Messetti
    "La Cina è già qui"
    Perché è urgente capire come pensa il Dragone
    Mondadori
    https://www.mondadori.it/

    Non passa giorno senza che si parli di Cina, tuttavia l’argomento viene spesso affrontato, in pubblico e in privato, attraverso una narrazione semplicistica in cui tutto è bianco o nero e il Celeste Impero è il male assoluto o il posto più efficiente del mondo. È «superfluo» commenta Giada Messetti «sottolineare quanto entrambe le versioni ci portino fuori strada».

    In questo libro, l’autrice traccia una mappa essenziale di una cultura ricca di fascino e, al contempo, profondamente diversa dalla nostra. Una bussola che, bypassando i tanti luoghi comuni, ci aiuta a orientarci nel labirinto di una civiltà millenaria, un mondo per antonomasia «altro», decifrando le differenze che ci separano. Un avvincente viaggio di scoperta che prende in esame alcuni dei tratti più connotanti del gigante asiatico: dal fascino della scrittura alla concezione della società e del tempo, dal potere «con caratteristiche cinesi» ai meccanismi che guidano e determinano la politica estera; e ancora l’influenza pervasiva del confucianesimo e quella del daoismo, l’aspirazione all’«armonia collettiva» e la consuetudine di «cinesizzare» tutto ciò che il Dragone incontra sulla sua strada.

    La Cina è già qui è un libro-ponte che vorrebbe scongiurare lo scontro di civiltà per molti ormai alle porte. È tempo di riconoscere che «l’Occidente ha bisogno della Cina tanto quanto la Cina ha bisogno dell’Occidente». All’orizzonte, «c’è un lavoro molto faticoso da svolgere, un’opera di connessione e tessitura non più rimandabile, perché senza conoscere e capire il proprio interlocutore è impossibile interagire».






    Giada Messetti è originaria di Gemona del Friuli (Udine). Sinologa, ha vissuto a lungo in Cina, dove ha scritto per «Diario» e ha collaborato con gli uffici di corrispondenza della Rai, del «Corriere della Sera» e de «la Repubblica». Rientrata in Italia nel 2011, ha lavorato per diverse trasmissioni televisive e radiofoniche di Rai e La7. Attualmente è autrice del programma di approfondimento di Rai3 «#CartaBianca» e cura una rubrica di notizie cinesi su Rai Radio1. Insieme a Simone Pieranni, ha ideato e condotto il podcast sulla Cina Risciò, disponibile sulle principali piattaforme di streaming. Per Mondadori ha pubblicato Nella testa del Dragone (2020).








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    29 min

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