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  • Chiara Cordelli "Privatocrazia"
    Chiara Cordelli
    "Privatocrazia"
    Perché privatizzare è un rischio per lo Stato democratico
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/

    I confini tra il pubblico e il privato sono sempre più indefiniti. Il ruolo dello Stato moderno, nato per separare pubblico e privato, è cambiato profondamente negli ultimi anni e ha subito radicali trasformazioni nel modo di governare e amministrare la cosa pubblica. Viviamo sempre di più nell’era dello Stato privatizzato, o, per meglio dire, in una privatocrazia, dove lo Stato dirige, ma è il privato che spesso gestisce.

    Se prima governare significava spendere e amministrare direttamente, ora non di rado equivale a coordinare e incentivare una serie di attori privati sfruttandone le capacità organizzative e l’autonomia decisionale. Una privatizzazione incalzante che è ormai un fenomeno di scala globale: per decenni i governi di tutto il mondo hanno promesso una maggiore efficienza rivolgendosi a società private per fornire beni pubblici, quali la sanità, l’istruzione e i trasporti. Tragicamente, la pandemia di Covid-19 ha mostrato la falsità di tale promessa, mettendo in luce l’inefficienza e l’ingiustizia di molti sistemi privatizzati. In Italia, ad esempio, sono emersi i limiti della privatizzazione della sanità; prima ancora, dell’istruzione. Ma la minaccia più profonda che la privatizzazione pone al nostro ordine democratico, mettendo in discussione la sua stessa legittimità, resta invisibile e assente dal dibattito pubblico.

    Affrontando il tema del rapporto tra pubblico e privato da un punto di vista politico, e non in termini di mera efficienza economica, Chiara Cordelli propone una riflessione sulla trasformazione dello Stato contemporaneo. Una diagnosi lucida, che dimostra come la tendenza a privatizzare metta a rischio la legittimità dello Stato democratico stesso, compromettendo la ragione fondamentale per la quale esso esiste. Un’analisi quanto mai necessaria, che permette di comprendere la natura del conflitto profondo tra privatizzazione e legittimità democratica e di immaginare un nuovo modo di concepire e gestire collettivamente la cosa pubblica.


    Chiara Cordelli, filosofa, è professoressa associata presso il Dipartimento di Scienze politiche dell'Università di Chicago. Il suo primo libro, The Privatized State (Princeton University Press, 2020), ha ricevuto nel 2021 il premio come miglior primo libro di filosofia politica dall'European Consortium for Political Research. È stata ricercatrice in visita a Harvard, Princeton e Stanford e ha scritto di filosofia e politica per riviste e quotidiani quali «The Guardian» e «Boston Review».




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    22 min
  • Massimiliano Borgia "Festival del Giornalismo Alimentare"
    Massimiliano Borgia
    "Festival del Giornalismo Alimentare"
    https://www.festivalgiornalismoalimentare.it/

    31 maggio - 1° giugno 2022
    Centro Congressi Lingotto, Torino


    Il cibo può essere scienza, salute, sicurezza, politica, economia, agricoltura e industria ma può essere anche moda, divertimento, lusso, turismo e spettacolo. Il cibo può essere oggetto di polemiche, di tavole rotonde a tema, causa di malattie e di truffe internazionali ma può essere anche un momento di convivialità, di relax, di fratellanza tra popoli e di cultura.

    Il Festival del Giornalismo Alimentare nasce con l’obiettivo di unire tutti questi innumerevoli mondi e di raccontarli, in un modo diretto, semplice e attento, grazie alla presenza di esperti di settore, di alimentaristi, di aziende, di Associazioni, di semplici cittadini interessati e, soprattutto, di giornalisti, blogger e comunicatori.

    Il Festival del Giornalismo Alimentare è luogo di incontro, di dibattito e di analisi, un centro di cultura e di informazione, di comunicazione e di opportunità per tutti. Tre giorni “intensi” in cui il cibo non sarà soltanto “mangiato” ma sarà “assaporato” in ogni minimo dettaglio attraverso tavole rotonde, workshop ma anche show cooking, degustazioni, press trip e iniziative ludico-didattiche. A raccontarlo, e a raccontarsi, saranno personaggi noti e meno noti al grande pubblico. Personaggi provenienti da realtà e paesi differenti, con esperienze di vita analoghe o completamente opposte, con idee e progetti spesso discordanti ma uniti, tutti, dalla medesima grande passione.


    Siamo un gruppo di giornalisti e operatori della comunicazione
    Nel nostro lavoro ci capita, tutti i giorni, di affrontare tematiche alimentari e sempre più ci rendiamo conto di quanto sia necessario un confronto costante sulla qualità dell’informazione in un campo così delicato e così sentito dai cittadini.
    Così, abbiamo pensato che forse non era il caso di continuare a parlarne solo tra di noi.
    Abbiamo pensato che fosse venuto il momento di chiamare a raccolta i colleghi giornalisti e comunicatori, invitarli a Torino per un appuntamento fisso di incontro, dibattito, riflessione, formazione, reciproca conoscenza. Un momento ricorrente per parlare di come stiamo facendo il nostro mestiere, aprendo il dialogo anche con i nuovi “giornalismi” e con le professioni scientifiche della ricerca e della salute.
    Così è nata l’idea del Festival: dal basso, dal lavoro, dalla passione, dal senso di responsabilità di chi fa informazione in un Paese che, sulla “coscienza alimentare”, poggia la sua identità e il suo riconoscimento in tutto il mondo.


    Il soggetto che, formalmente, è organizzatore del Festival è l’Associazione culturale Pensare il Cibo ma l’idea è stata concepita dentro lo spazio di lavoro più ampio di via Verdi 20 a Torino dove operano giornalisti e professionisti della comunicazione, giovani e meno giovani, in parte specializzati anche nell’informazione alimentare, che ogni giorno si trovano a interrogarsi sul senso del proprio lavoro e sul modo migliore per svolgere il proprio lavoro.


    Direttore del Festival: Massimiliano Borgia (giornalista)




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    22 min
  • Luciano Violante "Senza vendette"
    Luciano Violante
    "Senza vendette"
    Dialogo con Stefano Folli
    Ricostruire la fiducia tra magistrati, politici e cittadini.
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/



    Ricostruire la fiducia tra magistrati, politici e cittadini. Circuiti di potere chiusi in sé stessi finiscono per diventare tecnocrazie autoreferenziali che corrodono la democrazia.

    Ordinamento giuridico e politico confinano: all’arretramento dell’uno corrisponde l’avanzamento dell’altro. La stagione di Mani pulite e delle stragi di Palermo segna l’apice di uno squilibrio tra giustizia e politica i cui antecedenti erano ravvisabili già in precedenza e che vengono ripercorsi nel dialogo tra un osservatore di lungo corso della politica e un protagonista della magistratura prima e della politica poi. Nella crisi susseguitasi a quella destabilizzazione la dimensione del potere ha prevaricato quella del servizio. L’intreccio tra regole confuse, prassi arbitrarie, apatie professionali e insipienze politiche ha generato un inaccettabile disordine normativo che oggi fa barcollare il sistema giudiziario, rendendolo privo di legittimazione. Da qui la necessità di una ricomposizione su cui gli autori, ragionando con ampiezza di scenario, avanzano le proposte necessarie.




    Luciano Violante, già professore di Diritto e procedura penale, magistrato e parlamentare, presidente della Commissione antimafia (1992-1994) e presidente della Camera dei deputati (1996-2001), dal 2019 è presidente della Fondazione Leonardo-Civiltà delle Macchine. Fra i suoi libri più recenti, «Il dovere di avere doveri» (2014), «Democrazie senza memoria» (2017), pubblicati da Einaudi, e «Colpire per primi. La lotta alla mafia spiegata ai giovani» (Solferino, 2019). Con il Mulino ha pubblicato «Giustizia e mito» (con M. Cartabia, 2018) e «Insegna Creonte» (2021).

    Stefano Folli è editorialista e commentatore politico per «la Repubblica». Dal 2003 al 2004 è stato direttore del «Corriere della Sera» e fino al 2014 editorialista de «Il Sole-24 ore».



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    20 min
  • Guido Catalano "Amare male"
    Guido Catalano
    "Amare male"
    Rizzoli
    https://www.rizzolilibri.it/




    Giovedì 2 giugno 2022, ore 18:00
    Fondazione E. Mirafiore, Serralunga d'Alba
    Passeggiata Letteraria con Guido Catalano
    prenota qui:
    https://www.fondazionemirafiore.it/evento/guido-catalano-2/

    Giovedì 21 luglio 2022, ore 21:00
    Attraverso Festival
    Roberto Mercadini e Guido Catalano
    Cortile chiostro dell'Annunziata, Tortona
    prenota qui:
    https://www.mailticket.it/manifestazione/5X33/mercadini-catalano-attraverso-festival-2022

    A due terzi del cammin della sua vita, Guido Catalano crede di aver raggiunto una sorta di pace. Si è fortunosamente incontrato e scontrato con Fidanzata in una notte estiva, con lei si è trasferito in una casa nuova, dove vive anche Starnutino Farandola, gatto dall’età imprecisata, e trascorre le serate con l’amico Grasso, appassionato di poesie e aperitivi. Affronta, come ognuno di noi, le complicazioni quotidiane, le perdite, la mancanza di gentilezza della gente, le dipendenze e le truffe in rete. Che altro deve accadere?Ebbene, un losco figuro di nome Mr Red esige la sua presenza a Milano per un podcast. Faccenda delicata. Ma non è finita: in un giorno come tanti inizia a ricevere strani messaggi da sconosciuti con richieste d’aiuto per i più impensabili quesiti d’amore (e pure di sesso!). Chi sono queste persone? Perché lo chiamano “dottoressa Guido”? E perché scrivono proprio a lui? Forse è il caso di dare una chance alla nuova identità non voluta di medico del cuore, per dire la sua, in questo folle presente, su ogni sorta di problema amoroso.Tra memoir e critica sociale, diaristica estrema e surrealismo spinto, Guido Catalano con una scrittura leggera e al contempo dissacrante commuove e diverte, mostrando ai lettori come l’ironia aiuti a superare anche i momenti più tempestosi.



    Guido Catalano nato a Torino nel 1971, è poeta e performer. Da anni porta i suoi libri (e la sua barba) in giro per l’Italia. Con Rizzoli ha pubblicato D’amore si muore ma io no (2016), Ogni volta che mi baci muore un nazista (2017), Tu che non sei romantica, Poesie al megafono (2019) e Fiabe per adulti consenzienti (2020). Nel 2021 ha realizzato il suo primo podcast, Amare male, prodotto da Chora Media.



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    8 min
  • Federica De Paolis "Le distrazioni"
    Federica De Paolis
    "Le distrazioni"
    Harper Collins
    https://www.harpercollins.it/


    Viola, come ogni giorno, ha portato Elia ai giardinetti del quartiere. Da quando ha avuto l’incidente, poco meno di due anni prima, tutto le è faticoso, quasi insopportabile. Così come sono insopportabili i continui ritardi di Paolo. Per questo, quando lo vede arrivare da lontano, Viola non aspetta neanche che entri nel parco e se ne va. Ma proprio in quel momento lui è raggiunto da una telefonata, deve tornare in ufficio, un impianto di cui è responsabile ha preso fuoco. Elia, che ha solo diciotto mesi, resta solo. Abbandonato al suo destino. In una porzione di Roma grigia e desolata come una landa. Prima che la coppia si accorga che è scomparso passano secondi, minuti. Poi, la consapevolezza. Dov’è Elia? Si è solo allontanato? Qualcuno lo ha preso? Chi può essere stato? C’entrano i Rom del campo vicino? O riguarda il lavoro di Paolo, che da avvocato ha a che fare con persone influenti e corrotte? Oppure potrebbe averlo trovato Dora, l’inseparabile amica di Viola, che Paolo non sopporta? Dopo la vittoria del Premio DeA Planeta, Federica De Paolis torna mettendo in luce tutto il suo talento. Come in un romanzo di Donna Tartt, Le distrazioni compone una sinfonia di sentimenti e generi: indaga nella vita di una coppia, scandaglia le relazioni famigliari, rovescia la realtà, mentre il tempo inesorabile scorre. Federica De Paolis si conferma unica nel raccontare il lato oscuro della normalità, i silenzi, le omissioni, le piccole menzogne e le verità impronunciabili. E, dando corpo a una delle paure più atroci di un genitore, regala ai lettori un romanzo esplosivo e intensissimo, fino allo straordinario, inatteso, finale.




    Federica De Paolis è nata a Roma nel 1971. È dialoghista cinematografica e autrice televisiva. Ha insegnato allo IED e insegna alla scuola di scrittura creativa Molly Bloom. Tra i suoi libri precedenti, tradotti in numerose lingue e adattati per il cinema, il romanzo vincitore del Premio DeA Planeta 2020: Le Imperfette. Scrive per La Stampa.



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    22 min
  • Paolo Borzacchiello "Nessuno può farti star male senza il tuo permesso"
    Paolo Borzacchiello, Elisa Sedanoui
    "Nessuno può farti star male senza il tuo permesso"
    Breve corso di autodifesa emotiva
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    Questo libro racconta di Elisa e Paolo, due ragazzi alle prese con la difficile gestione delle emozioni e del rapporto con gli altri.
    È un libro speciale: mentre lo leggi ti aiuta a stare meglio, a superare alcune convinzioni che spesso rendono le cose più complicate di quel che sono, a trovare dentro di te le risorse per affrontare le sfide quotidiane.
    È un libro magico, pensato per te, per farti divertire e star bene: tu leggilo, leggilo e basta.
    Al resto, penserà lui.



    Paolo Borzacchiello è uno dei massimi esperti di intelligenza linguistica applicata al business. Da oltre quindici anni si occupa di studio e divulgazione di tutto ciò che riguarda le interazioni umane e il linguaggio. Autore di bestseller e podcast di successo, consulente e divulgatore, è il co-creatore di HCE, Human Connections Engineering, la disciplina che studia le interazioni umane. Ogni anno forma migliaia di persone in aula e segue la formazione di aziende, imprenditori e manager in tutto il mondo.
    Puoi seguire Paolo sul suo profilo Instagram: @paolo.borzacchiello


    Elisa Sednaoui è stata protagonista delle campa­gne promozionali per le più rinomate case di moda tra cui Chanel, Giorgio Armani, Missoni, Buccellati, Lancôme. La sua carriera nel mondo dello spettacolo la porta anche a recitare in diversi film con star internazionali, e diventa la madrina del Festival del Cinema di Venezia 2015. Nel 2013 inizia a dedicarsi all’imprenditoria sociale fondando Funta­sia, un’organizzazione che realizza e fornisce contenuti ed esperienze, sia online che in presenza, progettati per bam­bini, genitori e educatori. I programmi di apprendimen­to sono di tipo esperienziale e hanno lo scopo di integra­re l’istruzione tradizionale di un bambino, lavorando sulla risposta emotiva, la consapevolezza del sé e l’auto-espres­sione. In Italia, Funtasia è attiva presso la scuola pubblica ed è presente nei Punti Luce sul territorio in collaborazio­ne con Save the Children Italia.





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    20 min
  • Pino Arlacchi "Giovanni e io"
    Pino Arlacchi
    "Giovanni e io"
    In prima linea con Falcone
    Contro Andreotti, Cosa Nostra e la Mafia di Stato
    Chiarelettere
    https://www.chiarelettere.it/



    “Potrei fare a meno di molte persone ma mai di Pino Arlacchi.”
    Giovanni Falcone


    “I miei giorni si sono intrecciati con quelli di un uomo eccezionale, pieno di vita, che sentiva l’approssimarsi della fine e continuava ostinato a navigare nella tempesta.”
    Pino Arlacchi

    Com’era collaborare con Giovanni Falcone? Quali erano le sue riflessioni più private? Come si svolgeva il suo lavoro investigativo? In un crescendo appassionato e pieno di dettagli inediti, Pino Arlacchi racconta per la prima volta la storia della sua amicizia con Falcone dal 1980 fino a Capaci, gli incontri privati nella casa del giudice in via Notarbartolo a Palermo, l’eccezionale impresa conoscitiva e giudiziaria che porterà al maxiprocesso, i viaggi comuni negli Usa per decifrare con gli inquirenti americani le trafile del grande traffico di eroina tra la Sicilia e gli Stati Uniti, la scoperta del riciclaggio nei paradisi fiscali, i retroscena dell’incontro con Tommaso Buscetta e quelli dell’arrivo di Falcone a Roma, al ministero di Grazia e Giustizia, e del mancato pentimento di Tano Badalamenti. Il tutto all’ombra della grande sfida con Giulio Andreotti e la mafia di Stato.
    Sono tante le storie mai raccontate prima, che restituiscono con nettezza il profilo di un professionista e di un lavoratore instancabile, ben diverso da quello dell’eroe solitario e votato alla sconfitta depositatosi nella memoria collettiva dopo la sua tragica morte. Falcone non è morto solo e non è morto invano. Queste pagine colpiscono perché mostrano in presa diretta il lavoro sul campo di un grande magistrato, in costante intesa con un ricercatore sociale “che fabbrica cartucce che gli consentono di sparare più lontano”. Un amico fraterno che lo aiuta a valorizzare la sua intelligenza, la sua determinazione, il suo ineguagliabile senso della giustizia.
    Sullo sfondo c’è l’Italia degli ultimi tre decenni del secolo scorso, tratteggiata con maestria dall’autore: la strategia della tensione, la Guerra fredda e l’alleanza asimmetrica con gli Stati Uniti. Una parte importante è dedicata al racconto dell’influenza degli apparati d’intelligence americani nelle storie italiane, compresa la grande stagione della lotta alla
    mafia. Questo libro riempie un vuoto e rappresenta un contributo essenziale per conoscere le opere e i giorni di Giovanni Falcone.



    Pino Arlacchi è una delle massime autorità mondiali in tema di sicurezza umana, ed è noto per i suoi libri, tradotti in molte lingue, e per la sua attività pubblica contro i poteri criminali. Professore ordinario di Sociologia, ex vicesegretario generale e direttore esecutivo del programma antidroga e anticrimine dell’Onu, è stato collaboratore e amico dei giudici Chinnici, Falcone e Borsellino. Deputato e senatore, parlamentare europeo, è stato tra i maggiori architetti della strategia antimafia italiana negli anni Ottanta e Novanta dello scorso secolo. Ha redatto il progetto esecutivo della Dia, la Direzione investigativa antimafia, e ha fatto parte del comitato internazionale di tre esperti costituito dalla Repubblica popolare cinese per la sicurezza dei Giochi olimpici del 2008.
    Il maggior risultato ottenuto da Arlacchi durante il suo mandato alle Nazioni unite è stato l’approvazione da parte dei paesi membri del Trattato mondiale contro la criminalità organizzata transnazionale, il sogno di Giovanni Falcone.
    È presidente del Forum internazionale di criminologia e diritto penale, un’associazione di studiosi d’eccellenza provenienti da 50 paesi, con sede a Pechino.
    Tra i suoi libri: Gli uomini del disonore (Mondadori 1992), Schiavi. Il nuovo traffico di esseri umani (Rizzoli 1999), La mafia...
    21 min
  • Aldo Berti "Tarda serata di un fauno"
    Aldo Berti
    "Tarda serata di un fauno"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/

    Il parco del Valentino, i suoi frequentatori, un anziano professore alle prese con la serata della sua esistenza, due giovani donne invadenti e vitali. Sono questi gli ingredienti per un inconsueto romanzo in versi ironico e dolce-amaro, che convince il lettore con l’attualità del tema e con il suo ritmo antico.


    Aldo Berti, poeta e drammaturgo di lungo corso, con quest’opera propone una lettura certo non comune ai nostri giorni. Come scrive Rossella Lamberti nella sua prefazione, “destreggiandosi sapientemente con una misurata metrica classica, l’autore dipinge senza infingimenti e senza abbellimenti le povere gioie e le miserie di una fase della vita, la vecchiaia, oggi più che mai taciuta e misconosciuta. I colori struggenti dell’autunno fanno da sfondo a una vicenda in cui non c’è posto per il pietismo … e in cui la dolente autoironia si intreccia alla consapevolezza di tutto ciò che, con la giovinezza, è andato irrimediabilmente perduto”.

    Un’altra mattina autunnale
    con tiepido sole
    che rende clemente un ottobre
    già freddo. Pochissima gente
    nel parco; il silenzio è infinito
    ed il prof Alemanni
    si ferma a guardar dalla parte
    del fiume: due giovani vogano
    a ritmo perfetto. L’affondo
    dei remi nell’acqua
    accresce il gran senso di quiete.


    La gente a quest’ora è già a casa
    che pranza. Ma il prof Alemanni
    non sente l’urgenza
    di cose da fare o di orari.
    Ha solo un pochino più freddo,
    anche dentro. I giorni trascorrono
    senza bisogno di esser spuntati
    su alcun calendario.



    Aldo Berti, romano di nascita (1947) ma torinese di adozione, pubblica i suoi primi versi a diciotto anni, a cura della RAI, con la casa editrice Villar di Roma. Nel 1982 con il radiodramma Piazza del circo vince il Concorso Nazionale RAI per Radiodrammi. Dal 1986 la compagnia teatrale Il teatro delle Dieci, diretta da Massimo Scaglione, rappresenta a Torino una serie di suoi monologhi, due dei quali vincono nel 1990 e nel 1991 il concorso “Parlare da soli” indetto dallo SNAD di Roma. Nel 1994 vince il concorso per radiodrammi “Incontrarsi nel mondo”, indetto da RAI International, con Il buon commerciante, che viene rappresentato al Festival Teatrale di Todi a cura dell’IDI. Come poeta pubblica con Genesi Editrice la raccolta poetica Anche se quattro nemici (1998) e il poema Una perla d’uomo (2002). Nel 2011 scrive i testi del musical I miracoli esistono, rappresentato al Teatro Nuovo di Torino. Nel 2012 vince il 1° premio al “Concorso Mario Soldati” indetto dal Centro Mario Pannunzio di Torino e pubblica il poemetto Un eroe in fumo (GEDI). Nel 2016 pubblica la trilogia poetica Tre incontri col diavolo (Faust Ed.)



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    15 min
  • Emilio Limone "Sfogliando una fiamma"
    Emilio Limone
    "Sfogliando una fiamma"
    Storia letteraria dei Carabinieri
    Ianieri Edizioni
    https://www.ianieriedizioni.com/

    L’Arma dei Carabinieri, un’istituzione con più di duecento anni di storia, ha sempre avuto un ruolo importante, in ogni piccolo o grande evento della storia italiana, dalle vicende preunitarie ai fatti quotidiani dei nostri giorni, passando per battaglie e celebrazioni, re e presidenti, tragedie e conquiste. Tutto all’insegna di uno stile diventato, negli anni, proverbiale. La figura del carabiniere rappresenta una ricca fonte da cui la letteratura ha spesso attinto per rappresentare le garanzie di ordine e legalità, umanità e giustizia. Una delle prime note apparizioni dell’Arma nella letteratura giunge dalla penna di Giovanni Verga, l’indiscutibile ribalta arriva invece con Carlo Collodi con i militi austeri che arrestano Pinocchio. I custodi del re e della legge omaggiati da Costantino Nigra, il capitano Bellodi de Il giorno della civetta, i marescialli protagonisti dei romanzi di Mario Soldati, Magdalen Nabb ed Andrea Vitali; i personaggi descritti nelle storie di Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli e Roberto Riccardi, i carabinieri realmente vissuti cui sono stati dedicati libri e racconti.

    Il libro è un percorso letterario, una ricostruzione dedicata alle comparizioni dei carabinieri nella letteratura dall’Ottocento ad oggi, una descrizione dei protagonisti nati dalla fantasia dello scrittore e in chiusura uno spazio per gli eroi in uniforme che nei decenni hanno lasciato una traccia indelebile nella storia d’Italia e nei libri.


    Emilio Limone, nato ad Avellino nel 1986, è Maresciallo dei Carabinieri. Giornalista pubblicista, appassionato di storia e letteratura, ha ottenuto diversi riconoscimenti nell’ambito di concorsi per racconti brevi. Nel 2014 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie Le poche righe sopravvissute.




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    33 min
  • Roberto Casiraghi "The Phair"
    Roberto Casiraghi
    "The Phair"
    https://www.thephair.com/

    orna a Torino per la III edizione
    THE PHAIR
    da venerdì 27 a domenica 29 maggio 2022
    Padiglione 3, Torino Esposizioni
    50 espositori tra gallerie ed editori

    e fino a domenica 29 maggio 2022
    TORINO PHOTO DAY

    Presentata oggi la III edizione The Phair, rassegna internazionale dedicata all’immagine ideata da Roberto Casiraghi e Paola Rampini, che torna ad animare il Padiglione 3 di Torino Esposizioni da venerdì 27 a domenica 29 maggio 2022. The Phair è un neologismo che è allo stesso tempo un manifesto, sintesi di Photography e Fair, l’appuntamento annuale che celebra il linguaggio della fotografia e le sue molteplici forme.

    Parteciperanno alla manifestazione gallerie italiane e straniere, alcune di esse impegnate nella realizzazione di collaborazioni inedite, che presenteranno progetti espositivi condivisi, riflessioni originali e indagini sull’universo femminile, il corpo e il paesaggio. Una selezione di Case Editrici presenterà i più interessanti sviluppi del panorama editoriale contemporaneo.

    “The Phair è ormai entrata tra le principali attività espositive cittadine e prova di questo è l’attiva collaborazione degli Enti locali, segnatamente gli Assessorati alla Cultura della Regione e della Città, della Camera di Commercio di Torino, della Fondazione CRT per l’Arte, della Compagnia di San Paolo e di Unione Industriali Torino ai quali, con l’aggiunta di tutti gli espositori partecipanti, vanno i nostri sentiti ringraziamenti per il loro fondamentale supporto alla realizzazione di questa nuova edizione”, dichiara il direttore Roberto Casiraghi.

    Fino a domenica 29 maggio 2022, in occasione di The Phair, torna a Torino anche la seconda edizione di TORINO PHOTO DAYS, la rassegna interamente dedicata al linguaggio della fotografia e alle sue forme. Per una settimana, gallerie e istituzioni culturali della città apriranno le loro porte, proponendo a un pubblico di addetti ai lavori e di appassionati mostre, esposizioni ed eventi.

    A questa edizione di The Phair anche la mostra UGO MULAS. Dall’Italia del Dopoguerra all’America della Pop Art. La visione di un collezionista, a cura di Chiara Massimello. L’esposizione comprende sessanta fotografie vintage dalla collezione di Massimo Prelz Oltramonti: dal clima culturale del Bar Jamaica e delle prime fotografie di ispirazione neorealista, agli scatti realizzati come fotografo ufficiale della Biennale di Venezia e poi a New York con i maggiori interpreti del clima culturale americano al tempo della pop art.
    Nella hall d’ingresso del Padiglione verranno inoltre allestiti due capolavori in prestito dalle Collezioni Permanenti del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea: le opere May Day IV (2000) di Andreas Gursky e Parking Lots (1967-99) di Ed Ruscha.

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    14 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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