il posto delle parole

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  • Claudio Pozzani "Festival Internazionale di Poesia di Genova"
    Claudio Pozzani
    "Festival Internazionale di Poesia di Genova"
    https://www.parolespalancate.it/

    Dopo le ultime due edizioni di successo, ma caratterizzate dalla convivenza complicata con l'emergenza pandemica, dal 9 al 19 giugno 2022 torna a Genova il Festival Internazionale di Poesia "Parole spalancate": l'edizione di quest'anno è la numero 28, e finalmente riporta in gran numero artisti da tutto il mondo nel capoluogo ligure, con poeti e performer provenienti da più di 10 Paesi.

    Come ogni anno, la poesia è presentata in tutte le sue forme e in rapporto alle altre arti, in particolare musica, teatro, cinema e arti visive, attraverso più di 100 eventi gratuiti tra letture, performance, concerti, incontri, mostre, installazioni e proiezioni. Due eventi speciali, ad aprire e chiudere la rassegna: mercoledì 8 giugno alla Fondazione Bogliasco e il 19 giugno sulla spiaggia di Boccadasse.

    Quartier generale della manifestazione è come sempre Palazzo Ducale di Genova e il tema di questa edizione è curioso e stimolante: l'Utopia. "L'abbiamo scelto - spiega Claudio Pozzani, direttore artistico del Festival - perché ci stiamo ripiegando sempre più verso noi stessi, perdendo la capacità e forse anche la voglia di guardare lontano e attorno a noi. Per questo abbiamo invitato poeti da tutti i continenti, avremo molti artisti e scrittori che vivono il mondo della disabilità, esploreremo lingue e luoghi immaginari, incontreremo imprenditori che tentano di concretizzare sogni. Questa è senz'altro una delle edizioni più stimolanti e importanti del Festival". Di seguito il programma del Festival Internazionale di Poesia 2022 a Genova in pillole, ricco di eventi e sezioni. Siete curiosi?

    La poesia della voce - Dal Canto Armonico di Anna-Maria Hefele alla voce di attore e doppiatore di Carlo Valli, alla poesia orale di Burbank, Fontana, Lo Russo, Violaine Forest, Damaris Roman;
    Presentazioni - Angelo Branduardi e Patrick Djivas (PFM) presenteranno le loro biografie tra note, aneddoti e poesia e l'imprenditore Brunello Cucinelli racconterà le sue utopie realizzate;
    Micronazioni & utopie - Paolo Albani ci porterà nell'universo delle lingue, scienze e biblioteche immaginarie, Graziano Graziani in quello delle micronazioni e altri luoghi utopici;
    Poeti da tutto il mondo (più di 10 nazioni) - Ana Blandiana (Romania) Les Wicks (Australia), Shannon Sullivan (USA), Lamia Makaddam (Tunisia), Kamal Chowdhury (Bangladesh), Sahar Ajdamsani (Iran) e molti altri;
    Poesia italiana e Traduzione Poetica - Anedda, Magrelli, Brè, Cavalli e molti altri; il Salone dei Resilienti, la fiera del libro dedicata agli editori di poesia; il Forum della traduzione poetica con AITI- Ass.ne Italiana Traduttori Interpreti;
    Scrittori da una realtà parallela - La sezione "Scrittori da una realtàparallela" curata da Marino Muratore, presenterà autori che affrontano la tematica della disabilità: Spada, Bocci, Telatin, Taini, Marangoni e laboratori sensoriali;
    Bloomsday - Da 17 anni è a Genova il Bloomsday più grande e coinvolgente, con decine di lettori che leggeranno integralmente l'Ulysses di Joyce in 23 luoghi caratteristici di Genova;
    Poevisioni -L’ospite d'onore di questa edizione sarà il grande regista polacco Krzysztof Zanussi, Leone d'oro a Venezia nel 1984. Altri ospiti Serena Nono (figlia di Luigi), Roberta Lena;
    Premio Alberto Lupo - Parole spalancate renderà omaggio a un genovese illustre: Alberto Lupo. Attore versatile e icona televisiva, a lui è intitolato il premio che va ad attori eclettici amanti della poesia.
    Il programma completo del 28° Festival Internazionale di Poesia di Genova con eventi, date e orari di ogni singola giornata è consultabile sul sito Parole Spalancate, mentre info e aggiornamenti costanti si possono trovare sulla pagina Facebook Parole Spalancate.

    Parole spalancate 2022 non...
    14 min
  • Ferruccio Parazzoli "Elefanti bianchi"
    Ferruccio Parazzoli
    "Elefanti bianchi"
    Prefazione di Helena Janeczek
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/

    Un uomo girovaga notte e giorno nei dintorni di piazzale Loreto inseguendo le storie della variegata umanità che li abita. Un medico, stanco della vita e dei suoi dolori, è ossessionato dal dubbio se Čechov si preparasse da solo le marmellate. Un bambino diventa amico di un vecchio professore che ha perso la cattedra per non avere abiurato la fede fascista ereditata da un padre podestà. Un papa africano reazionario si trova d’improvviso a confronto con il suo anziano predecessore creduto morto. Fellini, Pasolini, De Filippo, Magnani, Sordi e Ingrassia si riuniscono a cena per parlare della realizzazione di un film immaginifico dal titolo Il Terrorista. Odisseo ricorda la sua vita dopo la morte, dialogando con figli, moglie e amanti sui fatti che hanno seguito il ritorno a Itaca.

    Questi sono solo alcuni dei bizzarri, ironici, introversi Elefanti bianchi di Ferruccio Parazzoli, eterogeneo mosaico di racconti, romanzi, saggi narrativi, prose di viaggio, sceneggiature teatrali e frammenti di varia natura. Un insieme di testi inediti all’interno dei quali si alterna una sinfonia di personaggi memorabili e luoghi letterari – dalla Milano di corso Buenos Aires e del Pio Albergo Trivulzio alla Roma sede del papato e di cinematografiche trattorie popolari – che attraversa l’intero spettro dell’immaginario di Parazzoli: la riflessione sulla scrittura e sul ruolo dello scrittore a confronto di volta in volta con la perdita dell’ispirazione e il fallimento o con il successo e la noia, la patina grottesca che ricopre ogni tragedia, il declino dei corpi e delle anime, le infinite maschere abitate dal potere, il nichilismo dostoevskijano di chi vorrebbe credere e non riesce più.

    Coronata dalla prefazione di Helena Janeczek, quest’opera è uno scavo nelle possibilità polifoniche della scrittura che oltrepassa i confini del realismo e della mimesi. Una serie di originali e difformi narrazioni che, al pari di una mandria di elefanti, avanzano impetuose e armoniche come un corpo solo.

    Racconti, romanzi, testi teatrali, prose di viaggio: Ferruccio Parazzoli dà vita a uno sbalorditivo zibaldone di narrazioni inedite. Un inno alle possibilità della letteratura di raccontare organicamente il mondo attraverso la sua frammentazione.

    «Elefanti bianchi offre il ritratto – cubista o, meglio, baconiano – di uno scrittore poliedrico in superficie, ma ossessivo nella sostanza: vale a dire fedele ai propri temi e tarli quanto lo furono i colleghi con una sola voce, Bernhard e Beckett.» Dalla prefazione di Helena Janeczek

    Prefazione di Helena Janeczek




    Ferruccio Parazzoli (1935) è autore di numerosi romanzi, racconti e saggi, tra i quali ricordiamo Trilogia di piazzale Loreto (Mondadori, 2011), Amici addio (Sem, 2018), Il grande peccatore (Bompiani, 2019) e Happy Hour (Rizzoli, 2020). Per il Saggiatore sono usciti Nessuno muore, Altare della Patria, Eclisse del Dio Unico e Il fantasma di Dio.



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    https://ilpostodelleparole.it/
    31 min
  • Alessandra Iadicicco "Peter Handke"
    Alessandra Iadicicco, traduttrice
    "La mia giornata nell'altra terra" Guanda Editore
    "Di notte, davanti alla parette con l'ombra degli alberi" Settecolori Edizioni



    Peter Handke
    "La mia giornata nell'altra terra"
    Traduzione di Alessandra Iadicicco
    Guanda Editore
    https://www.guanda.it/

    Nel villaggio è considerato un matto, «posseduto non da uno, ma da innumerevoli demoni». È un contadino, un coltivatore di frutta, vive con la sorella, unica rimasta della famiglia. Sono i suoi strani atteggiamenti ad avergli attirato la diffidenza di tutti. Si accampa in una tenda tra le lapidi del vecchio cimitero, si aggira imprecando in una lingua sconosciuta e forse inesistente ma sa cantare con voce d’angelo, sconvolge gli altri con oracoli sbalorditivi… Eppure, un giorno, sulla riva del lago che separa la sua dall’altra terra, un uomo lo guarda come nessuno aveva fatto prima. È così che questo strano frutticultore vagabondo e veggente vive una trasformazione. La traversata del lago su una barca a remi verso la sponda opposta inaugura una serie di incontri simbolici: una compagnia di pescatori, una sanguisuga che rifiuta di succhiare il suo sangue, un predicatore, una poliziotta in preghiera... Nel corso della giornata il protagonista, liberato dalle proprie ossessioni, disposto a guardare con occhi nuovi – anzi nemmeno più con gli occhi, bensì con le spalle, la pianta dei piedi, la punta delle dita – sperimenta un profondo senso di gioia. Lo stesso che prova il lettore immergendosi in questo breve romanzo perfetto.



    Peter Handke
    "Di notte, davanti alla parete con l'ombra degli alberi"
    Settecolori Edizioni
    https://www.settecolori.it/

    Nel tempo prolungato e sospeso che si confà alla durata e alle ore della sera, Peter Handke raccoglie frammenti di pensieri che brillano come pagliuzze d’oro e generano la luce magica più adatta ad animare gli arabeschi delle ombre. Scrive d’amore, “in cui ci si può solo perdere”, scrive di quel sentimento che nasce dalla comunione di amore e di volontà, l’entusiasmo, “che si può solo condividere”. Scrive anche delle “nefandezze della fretta”, dell’impazienza e dell’altro tempo, il tempo della natura, quello che ha a che fare con il vorticare delle foglie, l’oscillare dell’erba, il tremolio della rugiada, soglie più precise dell’alternarsi delle stagioni… Scrive infine del ritmo dell’anima (“sta lì la durata”)…
    Sono note che hanno il carattere della confessione, della rivelazione e i tratti, le vibrazioni della preghiera propria di un asceta laico. Note che Handke accompagna, intervalla, incastona con disegni (qui riprodotti e che fanno del volume un piccolo libro d’arte), diorama che sono danze di luce e pittura su vetro.
    Diario di uno scrittore autentico, preso di sorpresa, di notte, nell’ombra, taccuino di un cronista della durata, di un uomo che abita nella durata, che ha stretto amicizia con il tempo e si dice: “Smettila di immaginarti di essere giovane – Perché?”.
    Proprio la semplicità, la chiarezza, il nitore costituiscono la cifra stilistica di questi appunti che fanno sussultare il cuore ad ogni passo. Un libro che andrebbe imparato a memoria riga per riga.




    Peter Handke, nato a Griffen (Austria), nel 1942, è romanziere, drammaturgo e poeta. La casa editrice Guanda ha pubblicato Storie del dormiveglia, Falso movimento, Il peso del mondo, La storia della matita, Pomeriggio di uno scrittore, Epopea del baleno, Saggio sul luogo tranquillo, Saggio sul cercatore di funghi, Prima del calcio di rigore, L’ambulante, I giorni e le opere e I calabroni. Nel 2009 gli è stato conferito il premio Franz Kafka e nel 2014 ­l’International Ibsen Award. Ha collaborato in varie occasioni con il regista Wim Wenders, fino a Il cielo sopra Berlino. Nel 2019 gli...
    29 min
  • Gian Marco Griffi "Ferrovie del Messico"
    Gian Marco Griffi
    "Ferrovie del Messico"
    Laurana Editore
    https://www.laurana.it/

    Se cercate dell’avventura, in questo romanzo ne troverete a bizzeffe. Se cercate della letteratura, con questo romanzo ne farete una scorpacciata. I luoghi e i tempi: Asti, Repubblica Sociale Italiana, febbraio 1944; su e giù per le ferrovie del Messico, tra gli anni Venti e gli anni Trenta del secolo scorso. I personaggi (non tutti): Cesco Magetti, milite della Guardia nazionale repubblicana ferroviaria, tormentato dal mal di denti, incaricato di compilare una mappa delle ferrovie del Messico (l’ordine viene dall’alto, molto dall’alto); Tilde Giordano, ragazza bellissima e folle, imbevuta di letteratura, della quale Cesco si innamora all’istante e perdutamente; Steno, devotissimo fidanzato di Tilde, partigiano senz’armi; don Tiberio, prete di città confinato a Roccabianca a causa di certe sue insane passioni; Epa, cartografo samoano (delle Samoa tedesche); Adolf il Führer e la sua consorte Eva, alle prese con l’abuso di anglicismi; Angelo detto Angelino detto Angelito detto Lito Zanon, addetto cimiteriale alla bollitura di cadaveri; Mec il muto, suo sodale fin dai tempi in cui insieme costruivano ferrovie in Sudamerica; le due Marie, entrambe di nome Maria; Bardolf Graf, impiegato amministrativo, ignaro motore immobile di tutta la storia; Ettore e Nicolao, informatissimi e misteriosi clienti fissi del night club segreto l’Aquila agonizzante, prossimi ai partigiani; Gustavo Adolfo Baz, autore del volume Historia poética y pintoresca de los ferrocarriles en México; Edmondo Bo, frenatore poeta, o poeta frenatore, o frenatore e poeta, in ogni caso alcolista e oppiomane; l’orribile Obersturmbannführer Hugo Kraas, amante dell’arte italiana, discutibile golfista e spietato SS; Giustina Decorcipo, compagna d’orfanotrofio di Ettore e Nicolao, violentata e uccisa e gettata sul bordo della strada a sedici anni; Feliciano, bambino morto.
    Con Ferrovie del Messico Gian Marco Griffi ci ha dato un grande romanzo corale, spassoso e commovente, giocoso e profondo, realistico e fantastico, avvincente senza tregua, scritto con una lingua quasi parlata, sempre cordiale tanto nel registro comico quanto in quello drammatico, e tuttavia letteratissima. Se i numi tutelari di Griffi sono senz’altro Jorge Luis Borges e Carlo Emilio Gadda (e fanno capolino qua e là Roberto Bolaño, Thomas Pynchon e – com’è logico – i Monty Python), il risultato è del tutto originale.



    Gian Marco Griffi vive a Asti. Ha pubblicato: Più segreti degli angeli sono i suicidi, Bookabook 2017; Inciampi, arkadia 2019.




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    https://ilpostodelleparole.it/
    34 min
  • Fabrizio Silei "il libro bugiardo"
    Fabrizio Silei
    "Il libro bugiardo"
    http://www.uovonero.com/

    Finalmente arriva anche in Italia il manuale di cucina più venduto in Canada e nelle isole Barbados!*

    I libri a volte mentono, si sa, ma questo no. Questo libro dice sempre la verità.
    Parola di Gedeone, che è quel tizio basso e grasso con un cane spaventoso che sta in copertina; un riccone sfondato a cui fila sempre tutto liscio.
    Comunque non è lui il protagonista; anzi, è solo uno che passava di lì per caso. A dire il vero ho letto il libro quattro o cinque volte e non ho ancora capito chi sia il protagonista... la trama non è mica un granché. In compenso le illustrazioni sono orribili. Infatti l'autore è uno sconosciuto che non ha mai pubblicato neanche un libro in vita sua, che non ha mai vinto lo straccio di un premio e che probabilmente non troverà mai un editore.

    Guarda, in tutta sincerità: lascia perdere. Piuttosto leggi qualcos'altro.

    * (Attenzione: la copertina, così come la descrizione commerciale, ha uno scopo puramente illustrativo e potrebbe non corrispondere esattamente al contenuto del prodotto. Il libro è stato confezionato in uno stabilimento che utilizza iperboli; potrebbe contenere tracce di marketing, frottole e altra frutta a guscio).

    IN TUTTE LE MIGLIORI GASTRONOMIE A PARTIRE DAL 19 MAGGIO 2032

    "È meglio di Topolino"
    WALT DISNEY

    "È meglio di Walt Disney"
    TOPOLINO

    "Su, ragazzi, non litigate..."
    PIPPO

    "Ha cominciato lui!"
    WALT DISNEY



    Nato a Firenze il 1 luglio 1967, sin da bambino lotta con la noia. È scrittore, artista, scultore, illustratore e designer. Autore di albi illustrati, romanzi, gialli, libri laboratorio, trottole, burattini, marionette, sculture, illustrazioni… Pluripremiato in Italia e all’estero, nel 2014 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior autore: “Per essere la voce più alta e interessante della narrativa italiana per l'infanzia di questi ultimi anni. Per una produzione ampia e capace di muoversi con disinvoltura e ricchezza fra registri narrativi diversi” e nel 2022 il Premio Ceppo per l’Infanzia e l’Adolescenza “per la capacità di raccontare gli eroi da punti di vista che mettono in risalto la loro umanità e fragilità, ponendo al loro fianco persone “giuste” nella loro normalità. Sempre nel 2014 ha fondato L’ornitorinco Atelier, un laboratorio intorno al quale si raccoglie una comunità educante composta da bambini, genitori, insegnanti, una wunderkammer in cui Silei lavora sulla narratività dei bambini e delle famiglie partendo da esperienze creative che sperimentano tecniche e materiali che vanno dalla carta e dal legno alla tipografia, dalla poesia all’esplorazione di ambienti all’aria aperta. Nel 2018 il suo romanzo “L’università di Tuttomio” è stato finalista al Premio Strega Ragazze e Ragazzi.

    http://www.fabriziosilei.it/





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    14 min
  • Rino Genovese "Socialismo utopico, socialismo possibile"
    Rino Genovese
    "Socialismo utopico, socialismo possibile"
    Quodlibet
    https://www.quodlibet.it/



    La proposta teorica e politica di una società ancora sempre da costruire secondo la prospettiva di un “individualismo sociale”: utopica riguardo agli obiettivi finali, pragmatica nelle decisioni collettivamente vincolanti e nelle scelte della vita di ogni giorno.


    Si può osservare oggi, in America come in Europa, un ritorno d’interesse per il socialismo, sia sul piano teorico sia su quello politico. La tesi del libro è che il socialismo non perde affatto in consistenza e rapporto con la realtà se il proprio statuto concettuale assume l’aspetto di un movimento dalla scienza all’utopia (in maniera inversa, quindi, a quello proposto da Engels nel suo L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza). Anzi, ci guadagna nella possibilità di un adeguamento alla realtà, per quanto catastroficamente disperante questa possa apparire, presentando se stesso, paradossalmente, come una prospettiva irrealizzabile nella sua integralità, ma che proprio per questo ha ricadute nel presente modificandolo.
    Messa da parte l’idea di un rovesciamento rivoluzionario – per il quale non s’intravede più il motore in una classe sociale come quella a suo tempo individuata da Marx –, una fuoriuscita dalla forma di vita capitalistica consisterebbe in un cammino a piccoli passi, nel progressivo avvicinamento a un orizzonte mobile, che nel libro è descritto come un processo federativo di gruppi e individui tra loro solidali all’interno di un conflitto sociale democraticamente dispiegato e capace di porsi di volta in volta obiettivi politici.

    Rino Genovese (Napoli, 1953), ex ricercatore della Scuola Normale Superiore di Pisa, è adesso presidente della Fondazione per la critica sociale in Firenze; ha pubblicato diversi articoli e libri, come Un illuminismo autocritico. La tribù occidentale e il caos planetario (Torino, 2013) e Convivenze difficili. L’Occidente tra declino e utopia (Milano, 2005); fa parte delle redazioni di «La società degli individui» e «Terzogiornale».




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    28 min
  • Piercarlo Grimaldi "Passepartout Festival"
    Piercarlo Grimaldi
    "Passepartout Festival"
    http://www.passepartoutfestival.it/2022/

    1922-2022 Fragile Occidente si intitola il diciannovesimo Passepartout, il festival culturale di Asti: geopolitica, storia, economia, società, ambiente, fotografia, arte, letteratura. Si svolgerà da venerdì 3 a domenica 12 giugno, organizzato dalla Biblioteca Astense Giorgio Faletti con la Città di Asti e la Regione Piemonte.
    Direttore scientifico Alberto Sinigaglia.

    Martedì 7 giugno, ore 18 cortile della Biblioteca Astense, Asti
    Piercarlo Grimaldi
    Omero non devo morire
    Beppe Fenoglio: l'epica delle colline e di un mondo piccolo, da salvare.






    Piercarlo Grimaldi è nato a Cossano Belbo il 26 luglio 1945. Dall’ottobre 2011 al settembre 2017 ha insegnato ed è stato rettore dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. In precedenza aveva insegnato Antropologia culturale, Etnologia e Storia delle tradizioni popolari all’Università di Torino e all’Università Avogadro del Piemonte Orientale. Direttore di collana editoriale, autore di libri e saggi con Carlo Petrini e Davide Porporato, ha dato vita ai Granai della memoria, progetto scientifico e didattico di archiviazione multimediale di storie di vita.



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    16 min
  • Stefania Auci "La Grande Invasione"
    Stefania Auci
    "La Grande Invasione"
    https://www.lagrandeinvasione.it/




    La Grande Invasione
    Domenica 5 giugno 2022, ore 18:30
    Cortile del Museo Garda, Ivrea
    "I libri ci salvano ogni giorno"
    con Stefania Auci



    Stefania Auci
    "L'inverno dei Leoni"
    La saga dei Florio
    Editrice Nord
    https://www.editricenord.it/

    Hanno vinto, i Florio, i Leoni di Sicilia. Lontani sono i tempi della misera putìa al centro di Palermo, dei sacchi di spezie, di Paolo e di Ignazio, arrivati lì per sfuggire alla miseria, ricchi solo di determinazione. Adesso hanno palazzi e fabbriche, navi e tonnare, sete e gioielli. Adesso tutta la città li ammira, li onora e li teme. E il giovane Ignazio non teme nessuno. Il destino di Casa Florio è stato il suo destino fin dalla nascita, gli scorre nelle vene, lo spinge ad andare oltre la Sicilia, verso Roma e gli intrighi della politica, verso l'Europa e le sue corti, verso il dominio navale del Mediterraneo, verso l'acquisto dell'intero arcipelago delle Egadi. È un impero sfolgorante, quello di Ignazio, che però ha un cuore di ghiaccio. Perché per la gloria di Casa Florio lui ha dovuto rinunciare all'amore che avrebbe rovesciato il suo destino. E l'ombra di quell'amore non lo lascia mai, fino all'ultimo… Ha paura, invece, suo figlio Ignazziddu, che a poco più di vent'anni riceve in eredità tutto ciò suo padre ha costruito. Ha paura perché lui non vuole essere schiavo di un nome, sacrificare se stesso sull'altare della famiglia. Eppure ci prova, affrontando un mondo che cambia troppo rapidamente, agitato da forze nuove, violente e incontrollabili. Ci prova, ma capisce che non basta avere il sangue dei Florio per imporsi. Ci vuole qualcos'altro, qualcosa che avevano suo nonno e suo padre e che a lui manca. Ma dove, cosa, ha sbagliato? Vincono tutto e poi perdono tutto, i Florio. Eppure questa non è che una parte della loro incredibile storia. Perché questo padre e questo figlio, così diversi, così lontani, hanno accanto due donne anche loro molto diverse, eppure entrambe straordinarie: Giovanna, la moglie di Ignazio, dura e fragile come cristallo, piena di passione ma affamata d'amore, e Franca, la moglie di Ignazziddu, la donna più bella d'Europa, la cui esistenza dorata va in frantumi sotto i colpi di un destino crudele. Sono loro, sono queste due donne, a compiere la vera parabola – esaltante e terribile, gloriosa e tragica – di una famiglia che, per un lungo istante, ha illuminato il mondo. E a farci capire perché, dopo tanti anni, i Florio continuano a vivere, a far battere il cuore di un'isola e di una città. Unici e indimenticabili.



    Stefania Auci è una scrittrice e insegnante di sostegno. Tra i suoi libri ricordiamo: Florence (Baldini + Castoldi, 2015) e La cattiva scuola (Tlön, 2017) scritto con l’amica e collega Francesca Maccani.
    Nel 2019 esce per Nord I leoni di Sicilia. La saga dei Florio. Per scriverlo l'autrice ha condotto numerose ricerche: ha setacciato le biblioteche, ha letto tutte le cronache giornalistiche dell’epoca, ha esplorato i possedimenti dei Florio e ha raccolto con puntiglio i fili della Storia che si dipanano tra abiti, canzoni, lettere, bottiglie, gioielli, barche, statue. E una realtà culturale che ha lasciato il segno non solo in Sicilia. A questo primo volume segue nel 2021 L' inverno dei Leoni (Nord). Nel 2021 ha vinto il Premio letterario La Baccante.





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    27 min
  • Domenico Quirico "Passepartout Festival"
    Domenico Quirico
    "Passepartout Festival"
    http://www.passepartoutfestival.it/2022/


    Passepartout Festival
    Domenica 5 giugno 2022, ore 21:00
    Biblioteca Astense, Asti
    "Dalla Glasnost di Gorbaciov alla guerra di Putin"
    con Amy Kellog e Domenico Quirico
    La testimonianza di una giornalista e scrittrice americana che ha lavorato in Russia e l'ha raccontata.




    Domenico Quirico
    "Che cos'è la guerra"
    Il racconto di chi l'ha vissuta in prima persona
    Salani Editore
    https://www.salani.it/

    Che cos’è la guerra è la cronaca fedele e appassionata del nostro presente, un libro che parla alle nostre coscienze e ci costringe a non voltare lo sguardo. Perché se un cambiamento è ancora possibile, non può che nascere dall’impegno di tutti a conservare la nostra umanità.

    «Domenico Quirico è uno dei più grandi inviati di guerra del nostro giornalismo» – Io Donna

    Domenico Quirico ha vissuto la guerra sulla propria pelle. Ne ha respirato l’odore aspro e feroce, ne ha ascoltato il clangore stridente, ne ha sopportato la vista,camminando tra le macerie delle città distrutte e mescolandosi alle folle in rivolta. Dalla sua esperienza di giornalista – uno tra i più importanti in Italia e nel mondo – nasce questo libro, che ripercorre un decennio di storia recente, intrecciando le voci e le testimonianze di coloro che la narrazione pubblica ha spesso lasciato ai margini. Tra le sue pagine rivivono i fermenti e le attese che hanno portato alla nascita delle primavere arabe; il dramma della Siria, lacerata da una guerra civile che ha lasciato sul campo una devastazione senza pari;l’odissea di chi è costretto ad abbandonare la propria terra e affrontare il mare alla ricerca della salvezza; la parabola di molti giovani alla deriva, radicalizzati dai cattivi maestri di un Islam che ha tradito la sua vocazione di pace. Alle storie altrui Quirico intreccia la propria, raccontando con cruda e poetica verità la traversata di ventidue ore su un barcone diretto a Lampedusa, fianco a fianco con i migranti, e rievocando i giorni disperati del suo rapimento in Siria e della prigionia. Che cos’è la guerra è la cronaca fedele e appassionata del nostro presente, un libro che parla alle nostre coscienze e ci costringe a non voltare lo sguardo. Perché se un cambiamento è ancora possibile, non può che nascere dall’impegno di tutti a conservare la nostra umanità.

    Giornalista italiano, Domenico Quirico è reporter per il quotidiano torinese «La Stampa» e caposervizio esteri. È stato corrispondente da Parigi e inviato di guerra. Si è interessato fra l'altro degli avvenimenti sorti a partire dal 2010-2011 e noti come "Primavera araba". Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come corrispondente, è stato rapito. Viene liberato l'8 settembre dello stesso anno, in seguito ad un intervento dello Stato italiano. Tra i suoi molti libri, ricordiamo Naja. Storia del servizio di leva in Italia (Mondadori, 2008), Primavera araba. Le rivoluzioni dall'altra parte del mare (Bollati Boringhieri, 2011), Gli ultimi. La magnifica storia dei vinti (Neri Pozza, 2013), Il paese del male. 152 giorni in ostaggio in Siria (Neri Pozza, 2013), Il grande califfato (Neri Pozza, 2015), Esodo. Storia del nuovo millennio (Neri Pozza, 2016), Morte di un ragazzo italiano. In memoria di Giovanni Lo Porto (Neri Pozza, 2019), Che cos'è la guerra. Il racconto di chi l'ha vissuta in prima persona (Salani, 2019).






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    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min
  • Andrea Staid "La Grande Invasione"
    Andrea Staid
    "La Grande Invasione"
    https://www.lagrandeinvasione.it/


    La Grande Invasione, Festival della Lettura, Ivrea
    con Andrea Staid
    Antropologia? Istruzioni per l'uso.
    Venerdì 3 giugno, ore 11:45 - debito, economia, dono
    Sabato 4 giugno, ore 11:45 - decolonizzare la cultura
    Domenica 5 giugno, ore 11:45 - può esistere una società senza potere?




    Andrea Staid
    "La casa vivente"
    Riparare gli spazi, imparare a costruire
    Add Editore
    https://www.addeditore.it/

    La casa vivente unisce antropologia ed esperienza personale, viaggio ed etnografia e ci invita a ripensare il nostro modo di immaginarci nello spazio.

    «Abitare è una parola con un ampio campo semantico: si abita un Paese, una città, una casa. E non si tratta solo di un passivo "stare" in un luogo: abitare significa sviluppare delle abitudini, indossare abiti specifici (reali e metaforici)» - Adriano Favole, la Lettura

    Abitare è una delle principali caratteristiche dell'essere umano e la casa è il luogo umano per eccellenza. Domandare a qualcuno «dove vivi?» vuol dire chiedere notizie sul posto in cui si svolge la sua attività quotidiana, ma soprattutto su quello che dà senso alla sua vita. Servendosi anche di un suggestivo giro del mondo tra le architetture vernacolari, il libro va in cerca del senso profondo dell'abitare. Dalle Ande peruviane alle montagne indiane, passando per il Vietnam e la Mongolia, Andrea Staid ci racconta che una palafitta sul lago Inle in Myanmar si regge su pali di bambù che vanno controllati e spesso cambiati, oppure che le travi del pavimento di una casa nelle montagne del Laos invecchiano, respirano e vanno revisionate. Ci racconta quindi che le case sono vive. In questo libro non ci sono solo esperienze lontane, perché dai viaggi c'è sempre un ritorno e ovunque sta nascendo la consapevolezza di quanto sia importante vivere (dunque abitare) in un modo più sostenibile ed ecologico. Da questa necessità nascono le esperienze di autocostruzione che stanno crescendo in tutta Italia e la scelta dell'autore di abitare in un rapporto diretto con la natura, in una casa che di natura si nutre e che è stata costruita assecondandone i ritmi e gli spazi.





    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    12 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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