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  • Paolo Verri "Ivrea capitale italiana del libro"
    Paolo Verri
    Ivrea capitale italiana del libro



    Ivrea è la Capitale italiana del libro 2022. L’annuncio è stato dato oggi pomeriggio dal Ministro della cultura Dario Franceschini in diretta streaming, su indicazione della Commissione composta da Gerardo Casale, Stefano Eco, Cristina Loglio, Valentina Sonzini, e presieduta da Marino Sinibaldi. Ivrea è risultata la migliore candidatura tra le sedici che sono state presentate, di cui otto giunte in finale.



    Un traguardo importante che segna l’avvio di una nuova fase per la Città che potrà aggiungere un significativo tassello alla sua storia millenaria: da prima capitale d’Italia con Re Arduino, fino a divenire capitale della tecnologia, dell’innovazione e laboratorio di futuro grazie alla straordinaria esperienza di Camillo e Adriano Olivetti.



    La visione comunitaria che ha caratterizzato il periodo olivettiano è stato il tema scelto per il dossier di candidatura, che ha coinvolto nella sua elaborazione oltre 50 persone e 7 community del mondo del libro. Inevitabile il richiamo a un oggetto-simbolo: la Lettera 22, la mitica macchina da scrivere portatile ideata dalla Olivetti, divenuta un’icona mondiale.

    Stefano Sertoli, Sindaco di Ivrea: “Siamo davvero felici di questo riconoscimento, frutto di un grande lavoro, in cui abbiamo profondamente creduto. Ivrea potrà condividere con tutta Italia lo straordinario patrimonio culturale che custodisce ed essere per un anno intero il palcoscenico di tutto ciò che ruota intorno al mondo dei libri. Aspettiamo qui i lettori, gli scrittori, gli editori, i librai per creare insieme il Manifesto per il futuro del libro e dare vita a un anno che faccia davvero diventare la lettura patrimonio collettivo. Il mio grazie va a tutti coloro che ci hanno sostenuto, dai cittadini agli addetti ai lavori fino ai partner pubblici e privati”.



    Costanza Casali, Assessore alla Cultura di Ivrea: “Ivrea Capitale del libro è un bellissimo successo e sono felice che la mia città possa fregiarsi di questo titolo così prestigioso. Ho sempre cercato di tenere fisso davanti a me l’obiettivo, per quanto ambizioso fosse, mettendoci il cuore. Il gruppo di lavoro, che ringrazio, non si è mai perso d’animo. La prima soddisfazione l’abbiamo avuta pochi giorni fa nell’audizione con la Commissione, che ha elogiato il nostro lavoro, i progetti contenuti e l’entusiasmo che si respirava intorno alla candidatura. Un grazie speciale va a tutto il mondo Olivetti, che si è messo a disposizione per questo progetto. Adesso non abbiamo un minuto da perdere perché l’anno è già incominciato. Ci metteremo al lavoro sin da subito con il team che ha realizzato la candidatura per partire quanto prima con il programma presentato nel dossier”.

    Paolo Verri, coordinatore probono della candidatura: “Ho accolto l’invito di lavorare a questo progetto perché amo Ivrea e sono legato profondamente alla cultura olivettiana. Credo che sia importante mettere a disposizione le proprie competenze per il futuro dei territori, per questo ho accettato l’incarico portando le mie esperienze di direttore del Salone del Libro, di responsabile della comunicazione dell’AIE e di direttore di Matera 2019. Ora, con questo titolo, credo che Ivrea abbia una chance importante, che deve giocarsi al meglio realizzando un programma che a partire dal libro possa creare un volano di attrattività culturale e turistica per l’intero territorio”.


    Ivrea, la romana Eporedia, centro nevralgico del Canavese, è attraversata dal fiume Dora Baltea, proveniente dalla vicina Valle d’Aosta, e circondata da un Anfiteatro Morenico, fra i più noti e meglio conservati al mondo, tra le cui colline sono incastonati cinque piccoli laghi.

    Prima capitale del Regno d’Italia con Re Arduino nel 1002 d.C., la Città mantiene tuttora le tracce del suo passato antico evocato, nella parte più alta della Città,...
    14 min
  • Giulio Deangeli "Il metodo geniale"
    Giulio Deangeli
    "Il metodo geniale"
    I segreti del cervello per apprendere velocemente e amare lo studio
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    Avete presente quella difficoltà a fissare i concetti nella mente, anche dopo averli compresi? Avete mai trascorso lunghe ore con un libro davanti, provando la spiacevole sensazione di perdere tempo? Vi hanno mai detto che avete grandi potenzialità ma nessun metodo di studio? Sicuramente la maggior parte di voi sa di cosa stiamo parlando. Quello che forse non sapete, però, è che la scienza ha indagato la mente e il suo funzionamento, e ha messo a punto un metodo che permette di imprimervi le nozioni in modo infallibile.

    Insegnare i segreti della memoria e di uno studio piacevole e permanente è quello che si prefigge il giovane neuroscienziato Giulio Deangeli. In un affascinante percorso alla scoperta del cervello umano, ci insegna ad andare oltre la lettura compulsiva di un libro e a rendere proficuo lo studio, massimizzando il rendimento complessivo. Con l’esperienza maturata nel suo percorso «da record» e in veste di ricercatore nell’ambito delle malattie neurodegenerative a Cambridge, Deangeli ci svela quali sono i meccanismi alla base dell’apprendimento, dalla memoria al retrieval, dalla lettura alla motivazione, senza dimenticare aspetti collaterali, ma altrettanto importanti, quali il sonno, l’attività fisica, la gestione dello stress.

    Insieme alla teoria, fornisce poi utilissime strategie pratiche: le dibattute mnemotecniche, tra cui la conversione fonetica e la tecnica dei loci, la sottolineatura, la generazione di schemi, i trucchi per motivarsi allo studio e imparare più velocemente una lingua straniera. E condivide alcune delle «pazzie» che ha attuato lui stesso, dalle passeggiate in solitaria ripassando con l’aiuto delle cards alle lunghe notti trascorse in sala conferenze, fino alla «città della memoria» o alla musica preferita per fissare le informazioni.

    Insomma, in questo libro troverete tutto quello che vi serve per rivoluzionare, in modo definitivo, il vostro approccio allo studio, grazie a un metodo «geniale» che vi stupirà per concretezza e praticità.



    Giulio Deangeli, giovane neuroscienziato, dedica la sua vita alla lotta contro le malattie neurodegenerative. Nel 2013 è vicecampione del mondo di Neuroscienze. L'anno seguente si classifica primo al concorso nazionale di ammissione alla Scuola Superiore Sant'Anna e all'università di Pisa. Nel 2018 è il primo italiano a vincere la borsa di studio mondiale Harvard hip. Nel 2020 è il primo studente d'Italia a completare cinque lauree in parallelo con la media del 30 e ottiene cinque borse di studio per portare avanti le sue ricerche all'università di Cambridge, dove lavora. È da sempre in prima linea nel volontariato, nella divulgazione scientifica e nell'orientamento dei giovani.
    https://www.achoiceforlife.it/


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    https://ilpostodelleparole.it/
    32 min
  • Francesca Serafini "Serata De André alla Fondazione Mirafiore"
    Francesca Serafini
    "Una serata dedicata a Fabrizio De André"
    Laboratorio di Resistenza Permanente
    Fondazione E. di Mirafiore
    Via Alba 15, 12050 Serralunga d'Alba, Cuneo
    https://www.fondazionemirafiore.it/


    Sabato 19 febbraio ore 18.30
    Una serata dedicata a Fabrizio De André
    con Dori Ghezzi, Francesca Serafini, Giua


    Dopo quella dedicata a Lucio Battisti, la Fondazione Mirafiore dedica una serata ad un altro cantautore che ha segnato la musica italiana, Fabrizio De André.

    Protagoniste della serata sono Dori Ghezzi e la sceneggiatrice e scrittrice Francesca Serafini che, sabato 19 febbraio alle ore 18:30, rendono omaggio all’uomo, all’intellettuale e al poeta, ma anche al valore letterario delle sue canzoni, dei testi sparsi, agli appunti che ci ha lasciato e al quale la Nave di Teseo, in collaborazione con la Fondazione De André Onlus, ha dedicato 'I libri di Fabrizio De André', una preziosa nuova collana che ha come obiettivo quello di diffondere la conoscenza delle opere del cantautore e di mantenere attivo lo studio e l’analisi delle sue creazione.

    Le canzoni di Faber sono lo sguardo di un intellettuale sul mondo in divenire, raccontano i cambiamenti della società italiana, accompagnano o anticipano le sue rivoluzioni. Ma sono anche parole in versi, frammenti di un discorso letterario che non conosce confini di genere e di epoca.

    Francesca Serafini è una grande conoscitrice del personaggio storico, che è stato il soggetto della sua sceneggiatura per “Fabrizio De Andrè - Principe Libero” e del suo libro “Lui, io, noi” e porterà tutta la sua conoscenza e la sua prospettiva per aiutare a delineare al meglio la figura di De Andrè, insieme ai ricordi, più intimi e di moglie, di Dori Ghezzi.

    Alle due ospiti si affianca, con la sua chitarra e la sua bella voce, una terza donna: Maria Pierantoni “Giua” che con De Andrè ha una certa confidenza e pure una certa assiduità avendo partecipato all’omaggio che Neri Marcorè ha portato in giro per tanti teatri italiani. Sarà bello riascoltare alcune delle più belle canzoni di Faber, reinterpretate da una voce femminile.

    L’evento ha inizio alle ore 18:30 e la partecipazione è gratuita previa prenotazione sul sito www.fondazionemirafiore.it Al momento l’incontro è sold out ma ci si può iscrivere alla lista d’attesa. Per chi non potesse partecipare, l’incontro si potrà seguire anche in diretta streaming.



    "Lui, io, noi"
    Dori Ghezzi, Francesca Serafini, Giordano Meacci
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    L’infanzia di Dori e quella di «Bicio», che mostra come la storia sia sempre stata una sola, anche quando loro non si conoscevano. Il primo incontro, a un premio musicale vinto da entrambi, durante il quale non smettevano di guardarsi. La nascita della figlia Luvi e la quotidianità campestre in Gallura. I mesi del sequestro, in cui a sostenerli fu proprio quel legame «fermo, limpido e accecante» che sarebbe continuato oltre il tempo. Un tempo sempre scandito dalla magia degli incontri: da Marco Ferreri a Lucio Battisti, da Cesare Zavattini a Fernanda Pivano. Tra bambine che chiacchierano con Arturo Toscanini e bambini che bevono cognac sotto i bombardamenti. Tra cuccioli di tigre allevati in salotto e un viaggio in nave con un toro limousine. Scritto assieme agli sceneggiatori di Principe libero, il film tv sul cantautore, Lui, io, noi è una storia privata che s’intreccia con quella pubblica di chi, da sessant’anni, ascolta De André. Soprattutto è il racconto intimo, commovente, a tratti perfino buffo, di un grande amore.

    «Ci guardiamo, e a tutt’e tre viene da pensare, istintivamente, a un giorno non troppo lontano degli anni...
    18 min
  • Sara Reginella "La crisi ucraina"
    Sara Reginella
    "La crisi ucraina"




    Ucraina Stato dell’Europa orientale, confinante a N e a E con la Russia, ancora a N con la Bielorussia, a S con la Romania e la Moldavia, a SO con l’Ungheria, a O con la Slovacchia e la Polonia; si affaccia inoltre, per un ampio tratto, sul Mar Nero.



    La maggior parte del territorio consta di una pianura costituita dal bacino inferiore del fiume Dnepr, che si distende tra rilievi di modesta entità: a O il Ripiano Podolico e le alture che prendono nome dal fiume (il quale, pur descrivendovi attorno un’ansa, le incide in parte nel settore più orientale), a E le Alture del Donez. Sono rilievi geologicamente antichi, entrambi pervenuti alla struttura morfologica attuale già nel corso dell’orogenesi ercinica del Paleozoico; nei primi, peraltro, sono predominanti formazioni di rocce cristalline antecedenti rispetto a quelle dei secondi. Nell’insieme si tratta di alture non elevate e con forme sommitali arrotondate. Dai versanti meridionali di tali sistemi scendono verso il Mar Nero il Bug e il Dnestr, lungo il quale passa il confine con la Moldavia. All’estremità orientale del territorio, le Alture del Donez prendono nome dal fiume che ne raccoglie gran parte delle acque, per poi dirigersi a E, dove confluisce nel Don. A S l’Ucraina si affaccia sul Mar Nero e sul Mar d’Azov, il secondo dipendenza del primo, dal quale è separato dalla penisola di Crimea.



    Sara Reginella
    "Donbass. La guerra fantasma"
    Exòrma Edizioni

    l reportage narrativo di Sara Reginella, psicoterapeuta e regista, ci catapulta nella regione del Donbass, sul confine russo-ucraino. Lì, nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, è in atto una guerra che la scarsa attenzione dei media occidentali ha reso quasi invisibile, una guerra “fantasma”: un conflitto in corso dal 2014 che ha provocato migliaia di vittime e che ha visto l’Ucraina spezzarsi in due, da quando le popolazioni del Donbass si sono opposte al cambio di governo avvenuto a Kiev, da una parte ritenuto un golpe, dall’altra una rivoluzione democratica. Ad anni dallo scoppio del conflitto, i combattenti delle autoproclamate Repubbliche popolari del Donbass continuano a scontrarsi con l’esercito di Kiev.


    Ascolta qui la conversazione sul libro:
    https://ilpostodelleparole.it/libri/sara-reginella-donbass-la-guerra-fantasma/

    Sara Reginella nasce ad Ancona nel 1980. Lavora come psicologa a indirizzo clinico e giuridico e come psicoterapeuta. È regista e autrice di reportage di guerra. I suoi lavori integrano l’interesse per le dinamiche psicologiche con l’attenzione per l’attualità e uno sguardo che mai dimentica le frange socialmente più vulnerabili.
    Nel 2015 avvia la sua carriera di documentarista in territori di guerra e nel 2016 si diploma in Regia e sceneggiatura presso l’Accademia nazionale del cinema di Bologna.
    Tra i suoi lavori: Le stagioni del Donbass con lo scrittore Nicolai Lilin, il reporter Eliseo Bertolasi e il vignettista Vauro. Il suo ultimo documentario, Start Up a War. Psicologia di un conflitto, ha conquistato selezioni ufficiali e premi nei festival internazionali.



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    https://ilpostodelleparole.it/
    23 min
  • Daniela Dawan "Giochi di ombre"
    Daniela Dawan
    "Giochi di ombre"
    Arya Giunti
    https://www.giunti.it/



    Quattro amici: Antonio, dal fisico imponente, che scrive poesie come un poeta antico; l’ombroso Omar, che non riesce a riconoscersi omosessuale; Olivia, bella e intraprendente, che ne è innamorata; Nina, solare e combattiva, che si lascia trasportare con entusiasmo nel mondo magico di Antonio, orfano di nobili origini. Ospiti in un antico maniero intraprenderanno un viaggio fisico in un dedalo di cunicoli e passaggi, animati da oscure presenze e nelle tenebre riusciranno a rivelarsi l’un l’altro nella loro più segreta intimità. Adesso, dovranno affrontare la sfida più difficile: coniugare le loro realtà, familiari e personali, con quanto hanno scoperto di sé e degli altri nell’oscurità. Cambierà per sempre il loro destino, il viaggio intrapreso nell’oscurità e dentro di loro?


    Daniela Dawan è nata a Tripoli (Libia), dove è vissuta fino all'età di dieci anni. Costretta a fuggire con la famiglia, per gli eventi drammatici che avvennero in Libia durante la guerra dei sei giorni (1967), approda in Italia. È Consigliere della Suprema Corte di cassazione “per meriti insigni”. Ha vissuto a Milano, Bruxelles, New York. Tra i suoi testi: Non dite che col tempo si dimentica, Qual è la via del vento.


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    16 min
  • Edoardo Vecchioni "Sclero"
    Edoardo Vecchioni
    "Sclero"
    Sperling & Kupfer
    https://www.sperling.it/


    «Quanto era stato nascosto nella sua mente? Era uscito allo scoperto o si stava ancora rifugiando?» Le cattive notizie non si presentano mai da sole, e Cornelio lo sa bene. Da quando gli è stata diagnosticata la sclerosi multipla, la sua vita sta andando a rotoli e, come se non bastasse, persino Veronica lo ha lasciato. Ma le cose sembrano cambiare il giorno in cui incontra Angelo Parilia, il fondatore della CineChiesa, una vecchia chiesa sconsacrata di periferia riconvertita a sala proiezione di film poco mainstream. Questo ricco professore affetto da nanismo, che colleziona busti greco-romani e pare avere molto da nascondere, propone a Cornelio, in cambio di un aiuto con il profilo social della CineChiesa, di partecipare a un gioco che lo diverta e lo distragga dalle sofferenze che la vita gli sta riservando. Per entrare a far parte del privé esclusivo degli imperatori il protagonista, come Ercole prima di lui, dovrà affrontare cinque prove, ispirate a curiosità e vizi di altrettanti celebri imperatori romani. Sarà quello l'inizio di un'avventura, tra incontri e scontri ai limiti dell'assurdo, che, nata come un gioco, finirà per diventare una battaglia per la sopravvivenza.

    Sclero - Il gioco degli imperatori è il romanzo d'esordio di Edoardo Vecchioni, una storia di formazione dalla trama imprevedibile che gioca con i generi narrativi e sorprende i lettori.



    Edoardo Vecchioni è nato a Desenzano del Garda nel 1992. Conseguita la maturità scientifica, si è diplomato alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, dove si è specializzato in scrittura multimediale. Ha pubblicato diversi articoli per il giornale l'Unità.




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    22 min
  • Andrea Dall'Asta "La luce colore del desiderio"
    Andrea Dall'Asta
    "La luce colore del desiderio"
    Percorsi tra arte e architettura, cinema e teologia dall'Impressionismo a oggi
    Ancora Libri
    https://www.ancoralibri.it/


    Dopo avere compiuto nel saggio La luce, splendore del Vero (2018) un viaggio dall’età paleocristiana al Barocco, l’autore prosegue in questo volume l’indagine sulla luce dall’Impressionismo ai nostri giorni. In un’interdisciplinarità tra arte e architettura, fotografia e cinema, filosofia e teologia, con un’attenzione particolare ad artisti come Cézanne, Rothko, Matisse, Fontana, Turrell, viene delineata un’inedita e originale «storia della luce» che conduce dalla luce fisica dell’Impressionismo alle più attuali sperimentazioni tecnologiche. Nel Novecento, la luce divina della tradizione non illumina più la vita umana, ma si fa materia stessa dell’opera. Così, gli Ambienti spaziali di Lucio Fontana aprono a una serie di straordinarie ricerche su come l’uomo percepisce se stesso, in un cammino di appercezione. Di fatto, in un’epoca che ha conosciuto il bagliore tragico e inquietante sprigionato dalle bombe di Hiroshima e Nagasaki, la luce continua a incarnare il desiderio dell’uomo di lasciarsi interrogare dal segreto del mondo, affinché la realtà sia illuminata e riconosciuta nella sua verità e nella sua bellezza.




    Andrea Dall’Asta, dopo avere terminato gli studi di architettura a Firenze nel 1985, entra nella Compagnia di Gesù nel 1988. Dal 2002 dirige la Galleria San Fedele di Milano e dal 2008 al 2020 ha diretto la Raccolta Lercaro di Bologna. Ha fondato a Milano nel 2014 il Museo San Fedele. Itinerari di arte e fede. La sua attenzione è rivolta al rapporto tra arte, liturgia e architettura. Ha partecipato ad alcuni importanti progetti come l’adeguamento liturgico della cattedrale di Reggio Emilia (2011), la realizzazione dell’Evangeliario Ambrosiano (2011), del Padiglione Vaticano per la Biennale di Venezia (2013) e della sezione Disegnare il sacro alla Biennale di Architettura di Venezia (2014). Insegna alla Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale a Napoli.
    Scrive su alcuni quotidiani e riviste come Avvenire e La Civiltà Cattolica. Ha pubblicato: La mano dell’angelo. La Vergine delle Rocce di Leonardo. Il segreto svelato, Àncora, Milano 2019; Il viaggio della vita. La chiesa di San Fedele in Milano tra arte, architettura e teologia: paradigma di un percorso simbolico, Àncora, Milano 2019; Dio chiama con arte. Itinerari vocazionali, Àncora, Milano 2018; La luce, splendore del Vero. Percorsi tra arte, architettura e teologia dall’età paleocristiana al barocco, Àncora, Milano 2018; La Croce e il Volto. Percorsi tra arte, cinema e teologia, Àncora, Milano 2015; Dio storia dell’uomo. Dalla Parola all’immagine, Messaggero, Padova 2013.




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    43 min
  • Guido Dotti " Hammarskjöld: etica e politica"
    Guido Dotti
    " Hammarskjöld: etica e politica"
    Vita interiore e impegno pubblico
    Roger Lipsey
    Edizioni Qiqajon
    Comunità di Bose
    https://www.monasterodibose.it/

    … cosciente della realtà del male, della tragedia della vita individuale e dell’esigenza di “dignità”
    nel plasmare la vita.
    Dag Hammarskjöld, Tracce di cammino
    (8 febbraio 1959)


    Dag Hammarskjöld, premio Nobel per la pace noto per il suo impegno internazionale, era un uomo animato da una profonda vita interiore. Le parole che ci ha lasciato indicano nell’interiorità la via maestra per affrontare le sfide di ogni giorno con lucidità e decisione, maturità e lungimiranza. “In un’epoca in cui l’ideale della politica come servizio pubblico è ignorato o disprezzato, è importante sapere dove cercare segni di speranza e di impegno. Hammarskjöld è un esempio straordinario di politica astuta, umile, coraggiosa, paziente e rischiosa allo stesso tempo: un esempio necessario per noi oggi come l’acqua nel deserto. Questo libro espone con chiarezza e passione esemplare ciò che potremmo imparare da Hammarskjöld, il tesoro che potremmo scoprirvi” (Rowan Williams).

    Dag Hammarskjöld (Jönköping 1905 − Ndola 1961), diplomatico svedese, è stato per due mandati segretario generale dell’Onu, dall’aprile 1953 alla sua morte in un oscuro incidente aereo nel pieno della crisi congolese. Premio Nobel per la pace alla memoria nel 1961, “in segno di gratitudine per tutto quello che ha fatto, per tutto quello che ha ottenuto, per l’ideale per il quale ha combattuto: creare pace e magnanimità tra le nazioni e gli uomini”.

    Roger Lipsey (1942), biografo, storico dell’arte e curatore editoriale, interviene regolarmente a seminari delle Nazioni Unite sulla vita e sull’eredità di Dag Hammarskjöld. Il suo libro Hammarskjöld. A Life (2013)è stato salutato come la biografia definitiva del secondo segretario generale dell’Onu.


    "Le Nazioni Unite non sono una nuova idea, esistono grazie a una lotta che dura da secoli. Sono lo sviluppo logico e naturale di linee di pensiero e di aspirazioni che ci riportano molto indietro nel tempo e in ogni angolo della terra, fin dal giorno in cui pochi uomini iniziarono a preoccuparsi della decenza e della dignità degli altri uomini."


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    29 min
  • Fabio Morabito "Nessun nome per Emilio"
    Fabio Morabito
    "Nessun nome per Emilio"
    Traduzione di Adrian N. Bravi e Marino Magliani
    Exòrma Edizioni
    http://www.exormaedizioni.com/

    Emilio gironzola ogni giorno nel cimitero semiabbandonato dietro casa, cercando il proprio nome tra quelli ancora leggibili sulle lapidi scolorite. È un bambino con una memoria prodigiosa e anomala che non può fare a meno di “comprimere tutti i nomi dei morti nel pantheon portatile della sua testa”. Il suo nome però non può pronunciarlo se prima non lo trova, perché i defunti lo sentirebbero e, pur di appropriarsene, cercherebbero di farlo morire.

    Nei vialetti invasi dalle erbacce, Emilio incontra una donna che ha l’età di sua madre e il richiamo del sesso si fa potente, è una forza scontrosa, incontrollabile, che lo consegna all’irrequietezza della pubertà, giocosa e morbosa.

    Mentre Emilio affronta le ansie dell’adolescente e flirta con la morte, la narrazione conserva a oltranza quel modo di conoscere proprio dell’infanzia e che ha nella fantasia il suo cuore pulsante, come se fosse possibile portarselo dietro, intatto, quel mondo nutrito dall’incanto.




    Fabio Morábito
    Nato in Egitto da genitori italiani, ha passato la sua infanzia a Milano. Dai quattordici anni vive a Città del Messico. Nonostante l’italiano sia la sua lingua madre, ha scritto tutti i suoi libri in spagnolo.
    Poeta, prosatore e saggista è molto noto in Spagna e America Latina. La sua vasta produzione ha ottenuto numerosi premi, tanto per la poesia quanto per la narrativa, l’ultimo in Francia nel 2018: il prestigioso premio Roger Caillois, per la totalità della sua opera.
    Ha scritto il libro per bambini Cuando las panteras no eran negras (White Raven Prize), pubblicato in Italia da Salani (Quando le pantere non erano nere). Ha raccolto e pubblicato Cuentos populares mexicanos, un libro di 125 racconti orali messicani, (White Raven Prize).
    È traduttore dall’italiano di numerosi romanzi, poesie, saggi e libri per bambini. Nel 2005, Galaxia Gutenberg ha pubblicato la sua traduzione dell’opera completa di poesia di Eugenio Montale. Dall’italiano ha tradotto anche libri di Torquato Tasso e di Patrizia Cavalli.



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    17 min
  • Marco Jellinek "Officina Libraria"
    Marco Jellinek
    "Officina Libraria"
    https://www.officinalibraria.net/



    Officina Libraria, “casa editrice” in latino umanistico, ha vocazione internazionale ed è specializzata in pubblicazioni d’arte e illustrati.

    Fondata nell’ottobre 2006 a Milano e oggi a Roma, l’Officina Libraria di Marco Jellinek e Paola Gallerani ha pubblicato da allora oltre 450 titoli, che spaziano dalla saggistica storico artistica alla fotografia, dal design di gioielli alla ceroplastica, aprendo di recente alla storia e alla letteratura.

    Molti dei volumi più ricercati sono produzioni o coedizioni con prestigiose istituzioni italiane e straniere: dalla I Tatti – The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies (l’imponente catalogo della collezione di dipinti, la collana I Tatti Research Series), al Kunsthistoriches Institut di Firenze e al Centro Internazionale Studi di Architettura Andrea Palladio; dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano (la guida di tutti i dipinti esposti e il catalogo della mostra 100 anni di scultura) alla Galleria Borghese (le mostre su Bernini, Picasso e Valadier e i prossimi cataloghi ragionati delle Sculture e degli Arredi), le Gallerie Nazionali Barberini Corsini (diversi cataloghi e i 100 capolavori), dal Museo del Bargello (il catalogo ragionato degli avori) all’Accademia Carrara di Bergamo (100 capolavori, il catalogo ragionato dei dipinti del XIV-XV secolo) per citarne alcuni. Senza dimenticare il musée du Louvre, di cui Officina è il solo coeditore italiano: con la preziosa collana di facsimili del Cabinet des dessins, la serie dei cataloghi ragionati dei disegni italiani e i volumi per mostre come Giotto, Messerschmidt, Valentin de Boulogne, Rembrandt fino a Le corps et l’ame, sulla scultura italiana del ’500, insignito del Prix du catalogue d’exposition 2021, e che nell’edizione italiana accompagna la mostra Il corpo e l’anima al Castello Sforzesco di Milano.

    Che si tratti di cataloghi di mostre, opere di fondo, guide o saggistica applichiamo all’editoria contemporanea, che ha tempi di produzione sempre più serrati, l’attenzione e la cura editoriale d’altre epoche, sia nella redazione che nei progetti grafici e nella riproduzione delle immagini. Alla base del nostro lavoro c’è il progetto culturale di fare libri di qualità, nei contenuti e nella forma, restituendo all’editore quel ruolo di mediazione culturale e non semplice marchio di produzione che gli è proprio, nella scelta dei progetti, nell’interazione con autori, istituzioni e committenti, nella realizzazione dei volumi, e nella loro promozione e diffusione a pubblicazione avvenuta, sia attraverso le librerie (in Italia siamo distribuiti da Messaggerie Libri; in Francia da Daudin (DOD & Cie), in US-UK e resto del mondo da ACC Art Books) che nei principali bookshop di mostre e musei, e con campagne mailing specifiche presso le biblioteche italiane e straniere.

    Marco Jellinek • Laureato in chimica e filosofia alla University of Kansas, ha cominciato ad occuparsi di editoria nel 1987 come redattore e responsabile commerciale extra-librario alla Jaca Book di Milano, per passare alla Disney Libri come senior editor e poi come direttore marketing da Skira. Nel 2002 ha fondato la 5 Continents Editions e nel 2005 la consociata Equatore che ha diretto fino all’ottobre 2006, pubblicando prestigiosi volumi d’arte e fotografia, come Parate Trionfali e New Guinea, rispettivamente vincitori dei premi Justus Lipsius e 2006 AAM Museum Publications Design Competition.

    È la mente economica e strategica di Officina Libraria e le scelte editoriali poggiano sulla sua cultura storico artistica, seconda soltanto alla sua passione per la montagna.


    Paola Gallerani • Laureata e specializzata in storia dell’arte all’Università degli Studi di Milano, è stata caporedattore della 5 Continents Editions dalla sua...
    20 min

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