il posto delle parole

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  • Lillo di Mauro "L'orizzonte rosato del tempo"
    Lillo Di Mauro
    "L'orizzonte rosato del tempo"
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/


    «Quando scrivo poesia mi sento simile alle stelle che vagabondano nel cielo con la loro luce intermittente. La mia poesia vive di segni e di simboli, con la mia parola poetica annuncio eventi. Abito l’immaginazione, vi soggiorno, amo sedurre con le parole e i simboli per rendere sopportabile il mondo che incatena le nostre vite. Mi inabisso fino ai fondali del mondo e più in là nell’infinito, per scrutarne il mistero. Io scrivo poesia per salvarmi dalla mia dannazione, dal mio destino.»

    Lillo di Mauro, poeta dalla sensibilità rara e sconfinata, torna con una raccolta di poesie cruda e potente, in cui il ricordo, sempre vivo, di un’infanzia turbata e compromessa si lega alla malinconia e allo stupore per un presente che si dimostra sempre segnato, irrimediabilmente, dal rimpianto. Nelle quattro sezioni che compongono questa silloge ritroviamo i temi della giovinezza, dell’amore e delle prime esperienze omosessuali vissute nelle periferie e nel segreto di Roma, grande teatro in cui si gioca la partita del proibito, ma dove matura anche il bisogno ribelle di uscire dall’ombra e, finalmente, di dire: è la parola, infatti, e la poesia ancora più di tutto, a diventare vero e forse unico strumento di redenzione e ordine in un universo distorto dalla nostalgia, dalla mancanza, dal tormento delle possibilità non esplorate. E solo la poesia può, con la forza liberatoria che le appartiene, opporsi al disfacimento del corpo e del tempo.

    In queste poesie – in cui si avverte, come avverte l’autore, l’eco delle letture che hanno accompagnato la sua fioritura poetica: da Rilke a Wilde, da Saba a Rimbaud, da Dickinson a Pasolini e Sandro Penna – il verso libero, le abbondanti e ordite metafore, i richiami alla natura, al suo fogliame, ai suoni e ai colori di un paesaggio altro trasportano il lettore in una dimensione onirica, dove è possibile dichiarare la propria identità, nero su bianco, senza celare nulla di sé.



    Lillo Di Mauro è nato a Sutri (Viterbo) sessantasei anni fa. Sin da adolescente è stato attratto dalla poesia e dalla letteratura, dall’arte e dalla bellezza. La sua diversa sensibilità è cresciuta dentro i nuovi spazi aperti dalle lotte emancipatrici degli anni ‘70. Da sempre inserito nella realtà sociale, ha partecipato come omosessuale alle lotte per i diritti e al riconoscimento del valore delle differenze e tuttora si dedica, nell’ambito del volontariato, alla tutela e al sostegno di tossicodipendenti, minori e detenuti, con particolare riferimento ai figli di detenuti e alle madri detenute con i figli. Ha pubblicato: Nel silenzio… intrecciando pensieri (1981), Rispetto del tempo (1983), Malia del vento (1985), Come un soffio (1989), Gabbie (2007; presentata alla Feltrinelli International nell’ambito delle iniziative culturali per il Gay Pride) e Briciole da terra (2015). Ha scritto e curato un tributo a Pier Paolo Pasolini Dove acqua di Tevero s’insala e i reading teatrali Patroclo e Achille e Passeggiate Romane.



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    21 min
  • Laura Pepe "Gli equivoci della libertà: un problema antico?"
    Laura Pepe
    "Gli equivoci della libertà: un problema antico?"
    Festival del Classico, Torino, Circolo dei Lettori
    https://festivaldelclassico.it/


    Festival del Classico
    Domenica 5 dicembre 2021, ore 15:30
    Gli equivoci della libertà: un problema antico?
    con Gennaro Carillo // storico del pensiero politico, Università di Napoli “Federico II”
    Laura Pepe // storica dell’antichità, Università di Milano
    Il pensiero classico connette la parola «libertà» allo status di cittadino: è militanza civica, buona appartenenza alla polis. L’uomo è libero in quanto partecipa alla costituzione della comunità. Ma una libertà malintesa può diventare licenza «a fare tutto ciò che uno voglia». È il monito di Platone. Portata all’eccesso, è come il vino puro: ubriaca, disinibisce le pulsioni autodistruttive e condanna la polis alla stasis, al conflitto intestino tra le fazioni


    Laura Pepe
    "La voce delle sirene"
    I Greci e l'arte della persuasione
    Laterza Editori
    https://www.laterza.it/
    Forse non tutti sanno che per gli antichi le sirene erano mostri orripilanti, per metà uccelli e per metà donne. Eppure, esse avevano qualcosa che le rendeva irresistibili. Era la voce: suadente, ammaliatrice, ingannevole. Insieme ad altre figure mitologiche a loro affini come Circe, Calipso ed Elena, le sirene sono le protagoniste della prima tappa di un cammino circolare che questo libro percorre: un viaggio che, partendo da Omero e a Omero ritornando, si concentra sull'Atene del V secolo, la città della democrazia e della parola. Ripercorrendo storie gustose e celebri pagine di poesia e letteratura, Laura Pepe indaga fin tra le pieghe più nascoste le incredibili potenzialità di peithó, persuasione, la parola che insieme seduce e convince. Ma perché Omero e perché Atene? Perché per l'uno e per l'altra la parola, il logos, è un sovrano potentissimo, capace di compiere le imprese più divine e dunque di convincere del vero e del giusto, ma anche di illudere e di ingannare. Le sirene di Omero, con la loro voce che incanta, conquista e trascina, continuano a fare capolino nell'Atene del suo secolo d'oro: non è difficile intravederle tra i protagonisti della politica che arringano il popolo riunito in assemblea, tra gli accusatori e gli accusati che si industriano a convincere i giudici del tribunale e, ancora, tra quei maestri di persuasione che furono i sofisti.



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    31 min
  • Ivano Porpora "Un re non muore"
    Ivano Porpora
    "Un re non muore"
    Corso letterario di scacchi
    Utet Libri
    https://www.utetlibri.it/



    «Sono giunto alla conclusione che non tutti gli artisti sono giocatori di scacchi, ma che tutti i giocatori di scacchi sono artisti.»
    Marcel Duchamp

    In una delle definizioni più celebri e precise riferite agli scacchi, il campione del mondo Garri Kasparov definì il gioco delle sessantaquattro case «lo sport più violento che esista», mirato alla distruzione mentale dell’avversario. Per Anatolij Karpov, che con Kasparov diede vita a un’interminabile contesa per il titolo di migliore al mondo, gli scacchi sono una combinazione di arte, scienza e sport. E non è certo un caso se Marcel Duchamp ne rimase rapito al punto da abbandonare una carriera di artista acclamato e rivoluzionario per dedicarsi agli scacchi a tempo pieno, sfidando tra gli altri Salvador Dalí, la scrittrice Eve Babitz e il compositore John Cage. Del resto, chiunque abbia provato il piacere tattile di spostare un pezzo sulla scacchiera sa che gli scacchi sono molto più di un semplice passatempo. Per Ivano Porpora, romanziere e insegnante di scrittura, gli scacchi non sono solo una passione folgorante, ma un filtro attraverso cui leggere la realtà. Il matto affogato, il gambetto, l’apertura spagnola e le sue varianti diventano un simbolo, ogni strategia una metafora, ogni scelta un bivio cruciale verso l’unico destino possibile di una partita: l’ultima mossa fatale. Dal trionfo più glorioso alla disfatta più epica, ogni partita è una narrazione a sé stante, frutto dell’unione e dello scontro di due personalità uniche capaci di trasformare la fitta trama di combinazioni in un’opera. Le imprese dei grandi scacchisti, le combinazioni di Tal’ e le intuizioni di Fischer o Capablanca assomigliano ai versi dell’Achmatova o di Brodskij, ai racconti di Šalamov, alle inquadrature di Herzog. Come i grandi artisti possono far risuonare la propria opera nel quotidiano, così il gioco degli scacchi si propaga al di là dell’ossessiva combinazione di case bianche e nere, parlandoci del possibile e dell’infinito, della nostalgia e del coraggio, ma soprattutto del nostro bisogno di provare a interpretare la realtà.


    Ivano Porpora è nato a Viadana, in provincia di Mantova. Ha pubblicato i romanzi La conservazione metodica del dolore (Einaudi, 2012), Nudi come siamo stati (Marsilio, 2017) e L’Argentino (Marsilio, 2018). Tiene corsi di scrittura e collabora con studi di psicoterapia, per i quali conduce percorsi basati sulla narrazione. È direttore della scuola di scrittura Penelope Story Lab.



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    25 min
  • Barbara Castiglioni "Le donne nell'antica Grecia"
    Barbara Castiglioni
    "Le donne nell'antica Grecia"
    Festival del Classico
    https://festivaldelclassico.it/


    Festival del Classico
    Circolo dei Lettori, Torino
    Sabato 4 dicembre 2021, ore 10:30
    Emarginate in società, riscattate nell’immaginario filosofico e letterario
    con Mauro Bonazzi // filosofo e Barbara Castiglioni // grecista
    modera Chiara Lombardi // docente di Letterature comparate Università di Torino


    Le donne non godevano di grande considerazione nel mondo antico, vivendo ai margini della città. Al contrario, Platone nella Repubblica scrive che uomini e donne sono uguali e come tali devono essere trattati. Così come nel teatro greco e nella letteratura numerose sono le figure femminili memorabili, che scatenavano guerre (Elena), sfidavano i sovrani (Antigone), si ribellavano ai mariti (Medea) e proclamavano lo sciopero del sesso (Lisistrata), spesso con la compiacenza dei loro poeti, che tratteggiano personaggi consapevoli, arditi e commossi, simbolo dell’intelligenza – e della presenza – femminile di ogni tempo.


    Euripide
    "Elena"
    a cura di Barbara Castiglioni
    Fondazione Lorenzo Valla - Mondadori
    https://www.fondazionevalla.it/
    Elena non è mai stata a Troia. Non è lei che i vecchi della città hanno contemplato sulle mura. Non è lei che Telemaco ha ammirato nel suo palazzo di Sparta. La dea Era a Paride non diede che un fantasma, un'immagine fatta con l'aria del cielo, che pure respirava: copia identica, doppio preciso, di Elena. L'Elena di carne e d'ossa, invece, la prese Ermes e la portò in Egitto, nella casa del casto Proteo, perché il letto di Menelao non venisse violato. Il primo scontro tra Occidente e Oriente, la guerra di Troia, fu combattuta soltanto per un'illusione. Zeus voleva semplicemente alleviare la madre terra dell'eccessiva massa di esseri umani che l'appesantiva e dare fama al più forte degli eroi, Achille. Questo è il nucleo fantastico dell'Elena di Euripide, al quale si aggiunge tutta una serie di motivi non proprio secondari: perché nel suo lungo nostos da Troia verso Sparta, Menelao, che con sé conduce il «fantasma» riconquistato, approda in Egitto e si trova davanti a un'«altra», una «nuova», la «vera» Elena, che subito lo riconosce e pronuncia parole sublimi: «È divino riconoscere quelli che amiamo». Urge organizzarne la fuga dall'Egitto, inventando una scusa per beffare il re Teoclimeno – che desidera farla sua sposa – con l'aiuto della sorella di lui Teonoe («mente divina») e il favore degli dèi. Ma il Coro, in un brano dall'intenso lirismo e dalla notevole profondità filosofico-teologica, si domanda: «Che cos'è, poi, un dio, cosa non lo è, e cosa c'è nel mezzo? / Quale uomo dopo una lunga ricerca / potrà dire di aver scorto il limite estremo / vedendo le opere degli dèi / andare in una direzione e poi in un'altra, / e poi piegarsi ancora in esiti contraddittori e insperati?». L'Elena non prospetta alcuna certezza. Barbara Castiglioni, che nell'Introduzione offre una bella ricostruzione dei modelli antichi di Elena ed elabora un eccellente Commento, riassume così: «una dolente lucidità insidia l'atmosfera di forzosa illusione che pervade il dramma, e l'angoscia e la disperazione emergono dall'esplosione di leggerezza esotica e sotto il velo di brillantezza della trama. Proprio come un'ombra, un'impressione di vanità ricopre ogni istante della tragedia».


    Marina Cvetaeva
    "Arianna"
    a cura di Barbara Castiglioni
    Mimesis Edizioni
    https://www.mimesisedizioni.it/
    Scritta a Praga tra il 1923 e il 1924 e pubblicata nel 1927 a Parigi con il titolo di Teseo, Arianna, che doveva essere la prima parte di una trilogia dedicata al celebre eroe greco, rilegge il famoso mito...
    24 min
  • Alberto Rezzi "La via mistica di George Harrison"
    Alberto Rezzi
    "La via mistica di George Harrison"
    Musica, Maya, risveglio
    Mimesis Edizioni
    https://www.mimesisedizioni.it/

    Il testo si propone di indagare le affinità e le differenze tra i “pellegrinaggi” in Oriente di George Harrison, Hermann Hesse e Arthur Schopenhauer, ricercando un comune filo conduttore che metta in dialogo sfera musicale, letteraria e filosofica. Illusione, Maya, liberazione dall’io e risveglio spirituale saranno alcune delle direttrici fondamentali indagate tra le pagine, gli scritti e le note di queste tre diverse e affascinanti figure.


    "Questo libro nasce da un'esperienza particolare, per certi versi da un viaggio, ma del tutto interiore.
    Da tempo avevo ripreso in mano i suoi dischi, ricominciato ad ascoltare le sue canzoni, soprattutto quelle da solista. Ma più lo facevo, più capivo di non averlo mai davvero ascoltato.
    Erano mesi, infatti, che i suoi brani andavano via via assumendo dentro di me, ad ogni nuovo ascolto, un significato fino ad allora precluso, velato. Testi che in passato avevo tralasciato o derubricato come "ingenui" mi facevano ora interrogare su quanto fosse esecrabile, invero, solo la mia, di ingenuità."


    Alberto Rezzi, laureato in filosofia, è redattore, editor, traduttore, counselor filosofico, chitarrista autodidatta e appassionato dello stile e del percorso artistico di Clapton.


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    17 min
  • Carolyn Christov-Bagarkiev "Pittura in persona"
    Carolyn Christov-Bakargiev
    "Pittura in persona"
    https://www.fondazionecrc.it/
    https://www.castellodirivoli.org/



    La mostra Pittura in persona. La nuova Collezione della Fondazione CRC presenta opere appositamente realizzate per gli spazi della sede espositiva e una selezione di dipinti recenti realizzati da oltre 32 artisti emergenti, tutti acquisiti dalla Fondazione CRC negli ultimi anni attraverso il progetto ColtivArte. L’evento espositivo è a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria, rispettivamente Direttore e Capo curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’ Arte Contemporanea. Da martedì 2 novembre alcuni artisti saranno presenti in San Francesco per realizzare ulteriori interventi “site-specific”. L’esposizione, a ingresso gratuito, sarà accompagnata da un catalogo e resterà aperta al pubblico fino a domenica 6 marzo 2022, dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30, la domenica dalle 10.30 alle 18.30.

    Le opere in mostra sono state scelte tra le acquisizioni effettuate dalla Fondazione CRC negli ultimi anni su proposta di una commissione di esperti presieduta dal Direttore del Castello di Rivoli, Carolyn Christov-Bakargiev, e composta da Guido Curto, Direttore Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, e Chus Martínez, Direttore dell’Art Institute presso la FHNW Academy of Art and Design di Basilea. La selezione in mostra è un ideale percorso rappresentativo delle nuove tendenze globali dell’arte contemporanea internazionale, con una particolare attenzione all’utilizzo della pittura come linguaggio espressivo con l’obiettivo di sottolinearne la vitalità e la forza propositiva anche rispetto alle complesse sfide imposte dal mondo contemporaneo. Corpo fisico, ingombro spaziale, materialità tattile e persino profumo specifico della tecnica pittorica sono gli elementi materici che le curatrici hanno scelto di mettere in evidenza anche per rispondere alla pervasività della mediazione digitale e della smaterializzazione che ha connotato molteplici aspetti della vita quotidiana nei mesi della pandemia.

    “Attraverso la nostra collezione, dal 1992 a oggi abbiamo unito forme espressive e artistiche differenti e negli ultimi anni, grazie al progetto ColtivArte, ci siamo concentrati in particolare su artisti emergenti, che stanno percorrendo nuove strade nel mondo dell’arte. “Pittura in persona”, all’interno di un originale percorso studiato per i magnifici spazi del Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo, offre a tutti gli appassionati la possibilità di avvicinarsi a queste opere di giovani talenti e scoprire alcuni interventi artistici site-specific inediti, ideati per l’occasione. Un ulteriore tassello del percorso intrapreso da anni per consolidare il ruolo di Cuneo come centro di produzione artistica di alto livello, in grado di attirare turisti interessati ad un’offerta culturale all’avanguardia e di grande valore” commenta Ezio Raviola, Vice Presidente della Fondazione CRC.

    Carolyn Christov-Bakargiev, Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea afferma “Nella nostra epoca, viceversa, la rivoluzione tecnologica e digitale ha nuovamente causato un cambiamento di senso e di ruolo della pittura. Per gli artisti contemporanei, dipingere e non lavorare a opere digitali è una scelta di intenzionale obsolescenza – un dipinto è un’opera unica, non moltiplicabile come le immagini diffuse sui social media e non può essere vissuto nella sua pienezza attraverso il digitale. Questa scelta non è così lontana dal pensiero di Friedrich Nietzsche che alla fine dell’Ottocento scrisse le Considerazioni inattuali (1873-1876), che verteva sull’attualità dell’inattualità. Dall’altro lato, il pittore entra oggi in un corpo a corpo con il quadro e con l’immagine che crea diventando un performer della...
    18 min
  • Giorgio Ghiotti "Atti di un mancato addio"
    Giorgio Ghiotti
    "Atti di un mancato addio"
    Hacca Edizioni
    https://hacca.it/


    I protagonisti di questa storia – Massi, Cecchi, Giulio, Trottola, Roberta e Mastino, ragazzi appena affacciati all’età adulta – crescono come fanno i lupi, oscillando tra l’istinto del branco e il bisogno di solitudine. Esistenze appena sbocciate fatte dei sogni puri e violenti della giovinezza. Finché Giulio, un giorno, scompare, e ognuno di loro sarà costretto a mettere in pausa la propria vita e, solo per un attimo abbacinante, provare a cercarlo, almeno nella memoria.

    Un romanzo che è fitto dialogo tra luoghi geografici e interiori, tra l’impulso allo schianto e la paralisi che prende alle gambe, alle labbra, esplorando il tentativo di riconciliazione con la perdita: il tempo delle ricerche diviene un viaggio a ritroso, un’indagine attorno all’amato – al corpo assente dell’amato – che riporta alla luce fantasmi verissimi e paure antiche. Così, lo spazio dell’attesa si sfilaccia a poco a poco in immagini e sequenze, in ricordi sempre meno nitidi e per ciò salvifici.

    Atti di un mancato addio è una storia fatta di giovinezza l’attimo prima che questa sfiorisca; di presenze comprese attraverso le mancanze; di sacrifici necessari perché qualcosa si compia e la vita accada.

    Giorgio Ghiotti (Roma, 1994), poeta, scrittore, vive tra Roma e Milano, dove studia italianistica contemporanea e collabora con l’editore Bompiani. Ha esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Dio giocava a pallone (nottetempo 2013) e nella poesia con Estinzione dell’uomo bambino (Perrone 2015). Ha inoltre pubblicato il romanzo Rondini per formiche (nottetempo 2016) e il saggio narrativo Via degli Angeli (Bompiani 2016) con Angela Bubba. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo, per la poesia, La città che ti abita (Empirìa 2017) e il saggio Costellazioni (Empirìa 2019). Scrive di libri sulle pagine culturali de «il manifesto» e ha collaborato con riviste e blog letterari quali «Nazione Indiana», «Nuovi Argomenti», «minima&moralia».




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    21 min
  • Nicla Vassallo "Fatti non foste a viver come bruti"
    Nicla Vassallo, Stefano Leardi
    "Fatti non foste a viver come bruti"
    Brevi e imprecisi itinerari per la filosofia della conoscenza
    https://www.mimesisedizioni.it


    "Fatti non foste a viver come bruti pone rimedio alla scarsa attenzione tributata in Italia all’epistemologia contemporanea, luogo della filosofia poco frequentato all'interno e all’esterno del mondo accademico e universitario. Centrale, nella trattazione del volume, è il modo in cui, nel corso dell’ultimo mezzo secolo, la teoria della conoscenza è stata affrontata dai principali filosofi inglesi e americani, modo tutt’ora largamente sconosciuto nel Bel Paese. In Fatti non foste a viver come bruti non solo i lettori vengono guidati con cura attraverso alcuni dei problemi epistemologici centrali, ma vi vengono anche discusse con diligenza le principali soluzioni proposte ai disarmanti quesiti da questi sollevati. Se il volume sarà studiato con attenzione, i lettori si troveranno nella condizione di sapersi orientare in una delle più avvincenti aeree della filosofia contemporanea. E i lettori si impegneranno così in un viaggio stimolante e arricchente."

    Anthony Savile Emeritus Professor of Philosophy at King’s College London Honorary Research Fellow at Birkbeck College London


    Nicla Vassallo (https://niclavassallo.net/), specializzatasi al King’s College London, è filosofa di fama, Professore Ordinario di Filosofia Teoretica, Associato Isem-Cnr., autorità nelle ricerche dei gender studies. Fa parte di consigli direttivi e comitati scientifici di autorevoli riviste, oltre che di associazioni e fondazioni. Annovera numerosi saggi, oltre centocinquanta, tra volumi e articoli scientifici, in italiano e inglese. Ha vinto il premio Filosofia a Siracusa. Ha pubblicato due volumi di poesie, “Orlando in ordine sparso” e “Metafisiche insofferenti per donzelli insolenti”, entrambi Mimesis. Scrive di cultura e filosofia su blog, quotidiani, riviste.


    Stefano Leardi (Alessandria, 1991) è dottore di ricerca in Filosofia e cultore della materia di Filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Genova.




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    41 min
  • Irene Soave "Camilla, la Cederna e le altre"
    Irene Soave
    "Camilla, la Cederna e le altre"
    Bompiani Editore
    https://www.bompiani.it/



    La delusa, la snob, l’eterna bambina, l’ex bellissima. Ma anche Maria Callas, Anna Magnani, Ava Gardner. La fioraia della Scala e la regina Elisabetta; le pareti nere dell’inventata (ma quasi vera) contessa di Belminy e la vestaglietta rosa di Licia Pinelli la notte in cui rimase vedova. Le donne di Camilla Cederna sono tante che bastano da sole a raccontare un’epoca. E in questa raccolta di articoli pubblicati tra il 1939 e il 1991 emerge anche il ritratto di una cronista al lavoro, che svela trucchi del mestiere ancora attuali: quasi un manuale di scrittura di costume. Sono gli anni in cui nelle redazioni ci sono solo bagni maschili; e in cui i colleghi scrivono di lei che è una “merlettaia”, una “zitella”, e che difende gli anarchici perché “perlomeno odorano d’uomo”. Ma sono anche gli anni in cui solo le giornaliste – come la Cederna così la Fallaci, la Mulassano, la Aspesi, tutte con l’articolo davanti al cognome come una tassa o la cifra di una carboneria – si accorgono della rivoluzione più radicale tra quelle in atto: quella, appunto, delle donne. E nel racconto degli amori, delle frustrazioni, dei vezzi e delle nevrosi delle signore che diventano “moderne” si vedono i germogli dei nostri vezzi, delle nostre frustrazioni, delle nostre nevrosi. E naturalmente dei nostri amori.

    Camilla Cederna (Milano, 1911-1997), giornalista e scrittrice, ha frequentato in mezzo secolo di giornalismo tutti i generi, dalla moda alla cronaca mondana, dalla giudiziaria all’inchiesta politica. Tra i fondatori dell’Europeo, nel 1958 passò all’Espresso, dove tenne fino al 1976 la celebre rubrica di costume intitolata “Il lato debole”. Tra i molti suoi libri ricordiamo Noi siamo le signore (1958), Le pervestite (1968), Maria Callas (1968), Pinelli. Una finestra sulla strage (1971), Giovanni Leone. La carriera di un presidente (1978), Il mondo di Camilla (1980).


    Irene Soave vive e lavora a Milano. È giornalista al Corriere della Sera, dove si occupa di esteri e attualità. Colleziona libri di galateo e riviste femminili, a cui ha dedicato, nel lontano 2005, anche una tesi di laurea. Per Bompiani ha pubblicato Galateo per ragazze da marito (2019).




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    20 min
  • Maura Gancitano "L'alba dei nuovi dèi"
    Maura Gancitano, Andrea Colamedici
    "L'alba dei nuovi dèi"
    Da Platone ai Big Data
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/

    Bellezza tra le righe
    Castello di Miradolo, San Secondo di Pinerolo
    Andrea Colamedici e Maura Gancitano "L'alba dei nuovi dèi"
    Domenica 28 novembre 2021, ore 15:30
    https://www.fondazionecosso.com/evento/con-tlon/

    Nei momenti di crisi e trasformazione come quello che stiamo vivendo, la filosofia può aiutarci a rispondere alle domande più urgenti. Dobbiamo solo interrogarla. È ciò che fanno i filosofi e scrittori Andrea Colamedici e Maura Gancitano: mettendo in comunicazione il nostro presente con l’Atene del V secolo a.C., interrogano i pensatori dell’età classica, ma non solo, sui temi del dibattito contemporaneo. E si chiedono, per esempio, che cosa direbbero i sofisti delle echo chambers, la cui dinamica identitaria ed escludente ricorda tanto quella delle poleis greche, Atene in particolare, dove donne, schiavi e stranieri non avevano «diritto di cittadinanza». O quale parallelismo sia possibile rintracciare tra l’introduzione degli hypomnemata, i taccuini che sconvolsero la vita dei Greci al tempo di Platone, e l’avvento dello smartphone.


    Secondo gli autori, come Socrate e Platone hanno visto la scrittura soppiantare l’oralità e hanno assistito al tramonto del mondo mitico, così noi oggi ci troviamo di fronte all’avanzata del digitale, che sta nuovamente rivoluzionando la comunicazione, il linguaggio e le strutture sociali, sancendo l’alba di nuovi dèi. Dopotutto «i big data possono essere interpretati come grandi divinità in provetta che stiamo (ri)costruendo in laboratorio, capaci di conoscere, prevedere e orientare i nostri desideri, scopi e bisogni più profondi, come sa fare ogni dio che si rispetti». E i social media, lungi dal rappresentare meri luoghi di intrattenimento, incarnano il tentativo dell’essere umano di superare il sé atomistico e creare un nuovo tipo di coscienza collettiva.

    Eraclito diceva che non si può scendere due volte nello stesso fiume, essendo tutto in costante mutamento. Eppure alcuni eventi si ripetono nel corso della storia e molto si può apprendere imparando a riconoscere le somiglianze tra di essi. Colamedici e Gancitano ce lo dimostrano, confermando che la filosofia non solo può aiutarci a comprendere meglio il presente, ma anche a reinventarlo.


    Maura Gancitano e Andrea Colamedici, filosofi, scrittori e divulgatori, sono gli ideatori di Tlon, scuola di filosofia, casa editrice, libreria-teatro e agenzia di eventi. Organizzano corsi e seminari in tutta Italia e collaborano con università, riviste, radio e televisione, anche se il loro canale privilegiato è quello dei social, hanno infatti oltre 200.000 follower su Facebook e 180.000 su Instagram. Hanno realizzato per Amazon Audible il podcast Scuola di Filosofie, in due stagioni, e hanno pubblicato con HarperCollins Liberati della brava bambina (2019) e Prendila con filosofia (2021).


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    26 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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