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  • Cristina Simonelli "Ludmila Javorova"
    Cristina Simonelli
    Zdenek Jancarik
    "Ludmila Javorova"
    Sacerdote nella chiesa del silenzio
    Traduzione di Anezka Zakova
    Effatà Editrice
    https://editrice.effata.it/


    Ludmila Javorová (1932) è una donna ceca ordinata sacerdote cattolico, nel 1970, dal vescovo segretamente consacrato Felix M. Davídek. Il libro intervista è una testimonianza unica della vita della chiesa nascosta, ma soprattutto una discussione sul sacerdozio, la sua spiritualità, e la posizione e il contributo delle donne nella chiesa.

    Brno dicembre 1970: una donna riceve l’ordinazione presbiterale per mano del vescovo Felix Davídek, nella Chiesa cattolica clandestina della Cecoslovacchia comunista. Ludmila Javorová (nata il 31 gennaio 1932) entra così, rispondendo a un bisogno impellente della comunità ecclesiale e della resistenza civile, in una doppia spirale di silenzio: quella di una Chiesa perseguitata e quella imposta in seguito da quella stessa Chiesa cattolica che, per non mettere in discussione la teologia e la disciplina del sacramento dell’ordine, non solo dichiarò invalida la sua ordinazione, ma tentò in tutti i modi di occultarne la memoria.
    Questo silenzio fa male a tutti e in primo luogo alla Chiesa stessa: per romperlo si intrecciano le domande di Zdeněk Jančařík, prete salesiano, e le risposte di Ludmila, che conserva intatta la consapevolezza del suo ministero e la disarmante dedizione con cui lo vive. Per le stesse ragioni l’intervista, uscita nel 2020 a Praga, viene ora proposta in lingua italiana, perché il silenzio abbia fine e la memoria liberata possa continuare a dare testimonianza e animare la riflessione, alimentando un circolo virtuoso inarrestabile.
    Il volume, tradotto da Anežka Žáková, è qui introdotto da un saggio a firma di Marinella Perroni e Cristina Simonelli, per illustrare al pubblico italiano il quadro storico e la portata teologica dell’esperienza presentata.



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    24 min
  • Silvia Roncaglia "Filastrocche per un anno"
    Silvia Roncaglia
    "Filastrocche per un anno"
    Una al giorno
    Illustrazioni di Gek Tessaro
    Edizioni Lapis
    https://www.edizionilapis.it/



    Silvia Roncaglia compila un calendario in rima allineando 366 filastrocche minute come bigné: in un piccolo formato, tanti sapori diversi. Scrigni da assaporare in un sol boccone, uno al giorno. Rime per tutti i gusti: allegre, sognanti, irriverenti, brontolone. Proprio come davanti a un vassoio di pasticcini, si può procedere con metodo, un giorno dopo l’altro, dal 1° gennaio al 31 dicembre. Oppure lasciarsi guidare dalla curiosità, scegliendo la filastrocca perfetta per l’umore del momento, quella che segna il proprio compleanno o, ancora, l’ultimo giorno di scuola…
    Un volume compatto, divertente da sfogliare, anche grazie alle sorprendenti illustrazioni di Gek Tessaro, che accompagna ciascun testo con pochi tratti di colore, spessi ed essenziali. Immagini che fanno volare la fantasia e suscitano il sorriso nei piccoli lettori e nei più grandi. E alla fine, letta l’ultima strofa, si può tornare indietro e ricominciare daccapo, perché come recita la filastrocca: «ogni momento passa e muta forma e forse ciò che è andato poi ritorna».


    Roncaglia Silvia
    È nata a Modena e vive in campagna vicino a Maranello, quando non è in giro per l’Italia a incontrare i suoi lettori o non scappa a rifugiarsi in qualche isola lontana. Affermata scrittrice di libri per ragazzi e drammaturgie teatrali, ha pubblicato un centinaio di libri con le maggiori case editrici italiane e vinto importanti premi, tra cui il prestigioso premio Bancarellino nel 2006 con Caro Johnny Depp. Diversi suoi titoli sono stati tradotti in tutto il mondo. A Silvia piacciono molto i bambini, anzi pensa di essere rimasta un po' bambina dentro e ama presentare i suoi libri ai giovani lettori con letture animate e spettacoli. Nelle sue storie, impegno, magica fantasia, giochi di parole, ironia, filo diretto con i bambini e vocazione teatrale s’intrecciano in sempre nuove invenzioni.

    Tessaro Gek
    Poeta della parola e del segno, pluripremiato autore e illustratore di libri illustrati per bambini, Gek Tessaro è uno degli autori più amati e vicini al mondo dell'infanzia. Ha collaborato con diverse case editrici e i suoi libri hanno ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il premio Andersen come autore e come illustratore e il premio nazionale Nati per leggere. Oltre a scrivere e illustrare, ogni anno Gek Tessaro - insieme a Lella Marazzini - porta in giro nei teatri italiani i suoi spettacoli di "teatro disegnato", capaci di incantare grandi e bambini. Nel buio della sala, armato di pennelli, colori e di eleganti figurini fatti a mano, l'artista disegna in diretta le sue storie sulla lavagna luminosa, che le proietta, ingigantendole, su un grande telo bianco. Il tutto accompagnato da musiche suggestive e dalla sua voce narrante.
    Da anni propone e conduce attività di laboratorio di educazione all’immagine, letture animate e incontri con i bambini.



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    20 min
  • Marina Di Guardo "Dress Code Rosso Sangue"
    Marina Di Guardo
    "Dress Code Rosso Sangue"
    Mondadori Editore
    https://www.mondadori.it/


    Cecilia Carboni ha venticinque anni e per buona parte della vita si è ritrovata a seguire, suo malgrado, i diktat imposti dal padre Alberto, uno dei più quotati avvocati milanesi. Proprio per volere suo, si è laureata in Giurisprudenza e ha iniziato il praticantato nello studio legale di famiglia. Il suo futuro sembra già delineato, quando un giorno le viene rivolta una proposta allettante: lavorare nel prestigioso showroom di Franco Sartori, uno degli stilisti più celebri al mondo. Lei, da sempre appassionata di moda, per una volta non ha esitazioni, e sceglie di darsi finalmente la possibilità di decidere da sola della propria vita, senza tener conto del parere degli altri, compreso quello del fidanzato Andrea, avvocato a sua volta e collaboratore di Alberto. La scelta si rivela azzeccata: Cecilia è brava, chiude contratti importanti, tanto che brucia le tappe, fino ad assumere un ruolo di rilievo alla Maison Sartori, nonostante Georgette Lazare, direttrice dello showroom, le remi contro.

    Ma il destino ha in serbo per lei amare sorprese. Franco Sartori viene trovato assassinato in un cascinale in rovina. È chiuso in una custodia di seta dei suoi abiti da sera, ha una croce rovesciata incisa sul petto e, circostanza ancora più sconvolgente, il suo corpo è collocato dietro una sorta di altare allestito con gli inconfondibili elementi di una messa nera. Per Cecilia è l’inizio di una caduta verticale agli inferi. Sono le convulse settimane delle vendite primaverili, e lo showroom si popola non solo di clienti, ma anche di poliziotti, misteri, segreti insospettabili e purtroppo anche di nuove vittime, ancora in contesti inquietanti. Chi c’è dietro gli omicidi? E se fosse proprio Cecilia la prossima nella lista? L’abisso è pronto a inghiottirla, svelando verità che mai avrebbe immaginato.

    Con il suo nuovo, adrenalinico thriller, Marina Di Guardo questa volta ci porta tra le mille luci (e ombre) del jet set milanese, dentro ai locali più esclusivi e ambigui della città della moda e giù in fondo al cuore, a volte nerissimo, dei suoi protagonisti.



    Marina Di Guardo è nata a Novara ma ha origini siciliane. Vive tra Cremona e Milano. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato come vicedirettrice dello showroom di Blumarine. Ha esordito nella narrativa con il romanzo L'inganno della seduzione (Nulla Die, 2012), poi seguito da Non mi spezzi le ali (Nulla Die, 2014). Il passaggio definitivo al thriller risale al 2015, quando pubblica nella collana digitale ZoomFiltri di Feltrinelli, curata da Sergio Altieri, Bambole gemelle e Frozen Bodies (Delos Books, 2016). Con Mondadori ha pubblicato Com'è giusto che sia (2017), opzionato per una serie televisiva, La memoria dei corpi (2019), tradotto in diversi paesi e che presto diventerà un film, e Nella buona e nella cattiva sorte (2020).




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    14 min
  • Simone Facchinetti "Il Rinascimento di Bergamo e Brescia"
    Simone Facchinetti
    "Il Rinascimento di Bergamo e Brescia"
    Lotto Moretto Savoldo Moroni
    Milano, Palazzo Marino, fino al 16 gennaio 2022

    Il Comune di Milano riprende con entusiasmo l’appuntamento natalizio con l’arte a Palazzo Marino, sospeso lo scorso anno a causa della durezza della pandemia, offrendo ai milanesi una mostra che presenta ben quattro capolavori di altrettanti maestri, tra i maggiori protagonisti del Rinascimento nelle città di Bergamo e Brescia: Lorenzo Lotto, Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Giovan Girolamo Savoldo e Giovan Battista Moroni.



    Attraverso le opere realizzate a Bergamo dal Lotto e quelle dei maggiori esponenti della scuola bresciana e bergamasca - Moretto, Savoldo e Moroni – la mostra Il Rinascimento di Bergamo e Brescia, curata da Francesco Frangi e Simone Facchinetti, con il contributo del comitato scientifico composto da Domenico Piraina, Claudio Salsi, James Bradburne, Roberta D’Adda, Stefano Karadjov, Maria Cristina Passoni, Maria Cristina Rodeschini, proporrà in un allestimento originale nella Sala Alessi le vette più spettacolari di questa stagione artistica, all’interno della quale si formerà poi il giovane Caravaggio, aprendo la strada all’arte moderna.


    Fino al 16 gennaio 2022 le porte di Palazzo Marino saranno aperte al pubblico per ammirare i loro capolavori, con ingresso libero e visite guidate gratuite.



    “Il territorio di Bergamo e Brescia è stato la culla della formazione del giovanissimo Caravaggio, che si trasferì poi a Milano per frequentare le botteghe degli artisti che qui lavoravano stabilmente, diventando poi il genio della luce e delle ombre che tutti noi conosciamo. Scoprire queste opere significa non solo approfondire la conoscenza di una cultura artistica che ha prodotto capolavori, come quelli che possiamo ammirare in Sala Alessi, e ha aperto la strada a un capitolo nuovo nella storia dell’arte, ma anche valorizzare la ricchezza di arte e storia di quei territori che l’anno scorso sono stati così duramente colpiti dalla pandemia– ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Sala – Cinque Municipi, poi, si uniscono alla festa ‘in arte’ per il Natale che sta arrivando con l’esposizione di opere provenienti dal patrimonio civico milanese, conservato ed esposto al Castello Sforzesco”.

    “Per la prima volta opere del Rinascimento bresciano vengono ospitate in questa prestigiosa esposizione e non possiamo che essere orgogliosi di questa scelta che regala alle opere del Moretto e del Savoldo una vetrina inedita. Ma si tratta soprattutto di un'occasione importante per tenere a battesimo il sodalizio Brescia-Bergamo in vista del 2023 quando saremo, insieme, un'unica capitale della cultura. Ci è parso quanto mai propizio che, dopo questo lungo periodo difficile che ha interessato in particolar modo queste nostre due città, fossero proprio opere del nostro Rinascimento a rappresentarci qui a Milano”, ha affermato il Sindaco di Brescia Emilio Del Bono.

    “La mostra a Palazzo Marino è il primo significativo appuntamento culturale che vede insieme Bergamo e Brescia dopo l'annuncio del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2023, riconosciuto da Governo e Parlamento in via straordinaria alle due città per le gravi sofferenze patite durante la pandemia. Poter mostrare a Milano, ai tantissimi cittadini e turisti che amano la tradizionale mostra di Natale, un’opera di Accademia Carrara è una grande opportunità, un mezzo potente per far conoscere il nostro straordinario patrimonio e quella particolare confluenza artistica rappresentata dal territorio bresciano bergamasco nel corso del Cinquecento. Un vivo ringraziamento al Sindaco Giuseppe Sala per aver sostenuto una collaborazione proficua che risulta oggi, dopo un periodo così travagliato, ancora più preziosa”, ha confermato Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura Comune di Bergamo.



    La mostra vuole essere...
    20 min
  • Sabino Cassese "Intellettuali"
    Sabino Cassese
    "Intellettuali"
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/


    Per richiamare gli intellettuali a reinventarsi senza tradirsi


    Chi sono gli intellettuali oggi? Com’è cambiato il loro ruolo al tempo di internet? Se tutti possono dialogare con tutti, se i media tradizionali di cui di solito gli intellettuali si valgono sono in crisi, chi potrà ancora ascoltarli? L’atteggiamento populista alimenta il rifiuto degli intellettuali, e le forze politiche che lo coltivano sono fondate su un falso egualitarismo che dichiara di poter fare a meno di loro; dobbiamo allora rassegnarci al trionfo di chi non sa? Contro l’epidemia dell’ignoranza e i suoi effetti negativi sulla società e sulla democrazia, un’analisi lucida e senza sconti a difesa del ruolo dell’intellettuale come critico essenziale nel «mercato delle idee».



    Sabino Cassese insegna alla School of Government della Luiss ed è stato ministro e giudice costituzionale. Scrive sul «Corriere della Sera», sul «Foglio» e sul «Domenicale» de «Il Sole 24 Ore». Tra i suoi libri per il Mulino: «Governare gli italiani. Storia dello Stato» (2014), «Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale» (2015), «Territori e potere. Un nuovo ruolo per gli Stati?» (2016), «La svolta. Dialoghi sulla politica che cambia» (2019). Per Solferino ha pubblicato «Una volta il futuro era migliore» (2021). Gli è stato assegnato il Premio del Presidente del Viareggio Rèpaci (2019).


    https://www.youtube.com/watch?v=Se51NeNu4Hg



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    31 min
  • Paolo Pileri "5 dicembre: giornata mondiale del suolo"
    Paolo Pileri
    "5 dicembre: giornata mondiale del suolo"


    Qui di seguito l'intervento di Paolo Pileri su
    https://altreconomia.it/e-il-suolo-la-nostra-grande-emergenza-amiamolo-per-difenderlo/

    Il 5 dicembre è la Giornata mondiale del suolo. “Ogni anno speriamo di ritrovarci con uno straccio di legge che lo protegga. E invece ancora niente”, scrive il prof. Paolo Pileri. Come fare per salvarlo davvero dall’estinzione? Dipende (anche) da noi. Diffidando di chi si dice ecologico per tornaconto
    Fai sapere al più piccolo tra noi quanto è importante il suolo. Fallo sapere al sindaco, all’urbanista, allo studente, al medico, al deputato, al professore, al prete, al giornalista, al maestro, al commerciante, al poliziotto. Questo è uno degli slogan delle Nazioni Unite per la Giornata mondiale del suolo. Ogni anno non manchiamo l’appuntamento. Ogni anno attendiamo grandi discorsi dai leader del nostro Paese. Ogni anno speriamo di trovarci qui con uno straccio di legge che protegga il suolo. E invece ancora niente. Zero parole, cattive promesse, leggi mal scritte, pochissimi sindaci e politici che si sono distinti nell’anno precedente, pochi pure gli urbanisti.

    Iniziare così questo articolo sembra brutto, ma purtroppo non è sbagliato. D’altronde i numeri dell’Ispra ci inchiodano: negli ultimi cinque anni non ci siamo fermati davanti a nulla, pandemia compresa, e abbiamo continuato a consumare due metri quadrati al secondo, come se non ci fosse un domani. Le Regioni hanno un bel dire a sostenere che le loro leggi contro il consumo di suolo hanno migliorato la situazione. I risultati le smentiscono. E quindi le loro leggi hanno fallito. Il Parlamento non ha partorito nulla e il governo è alle prese con una legge sulla rigenerazione urbana che non ferma affatto il consumo di suolo, anche se trovate scritto “saldo zero”: significa che si continua a cementificare da una parte e si “finge” di salvare dall’altra togliendo edificabilità a un’area che era già libera. Il guadagno ecologico è negativo. La transizione ecologica è partita a spron battuto invocando la cura del ferro o la cura dell’energia o la cura della tecnologia o persino la cura della logistica per curare il nostro Paese malato. Sono palliativi che del suolo se ne fregano.

    E invece un modo possibile per far partire la rigenerazione urbana starebbe proprio nel fermare il consumo di suolo facendo sì che il settore edilizio si concentrasse con maggior vigore nel ripristino delle costruzioni datate e della città pubblica. Ma senza beffarci, come chi vuole abbattere uno stadio che non ha nessun problema statico, San Siro a Milano, per farci una cittadella della speculazione e del commercio con qualche pennellata verde e tanta rendita immobiliare. In mezzo a questo esercito di speculatori e indifferenti verso il “bene suolo”, qualcuno il suolo lo protegge per davvero respingendo i rapinatori che lo vorrebbero comprare per farci distese infinite di pannelli solari, come finirà per fare la nostra transizione ecologica smentendo di essere ecologica.

    Nelle pianure lombarde, piemontesi, venete, laziali, emiliane, pugliesi e siciliane la transizione energetica del Piano nazionale di ripresa e resilienza ha dato il via a una nuova caccia all’oro. Molti, mi dicono, si aggirano per campagne cercando terreni proprio per appoggiare un bel po’ di pannelli solari in arrivo dagli incentivi del Pnrr. Per questa nuova stagione di consumo di suolo, rigorosamente fuori controllo e aggressiva verso i piccoli Comuni e le aziende agricole più fragili, si arriva a pagare i suoli anche il doppio del prezzo di mercato. Un’energia che consuma suolo non la considero “pulita”.

    Come non considero innovativa la famelica logistica, affamata di terre: se le mangia a colpi di 20 ettari a capannone e sta devastando le...
    20 min
  • Enzo Leomporro "Acqua e sale"
    Enzo Leomporro
    "Acqua e sale"
    Ianieri Edizioni
    https://www.ianieriedizioni.com/


    Enzo Leomporro, nasce a Napoli dove tuttora vive. Musicista e autore di canzoni, narra la storia della sua vita, costellata da tante soddisfazioni e da terribili momenti di difficoltà: la separazione traumatica dei genitori, la morte del padre, la morte della madre, la povertà, l’allontanamento forzato dal nonno e poi dal fratello Pasquale. L’autore si commuove ricordando sua figlia, prematuramente scomparsa, e si emoziona ripercorrendo le tappe che hanno portato gli Audio 2 al successo e al racconto inedito delle collaborazioni con Mina, Mogol e Leonardo Pieraccioni. Leomporro non si vergogna a rivelare le proprie fragilità, i momenti di scoramento e di disillusione: il sale che ogni tanto inquina la limpidezza dell’acqua.



    Enzo Leomporro, nasce a Napoli dove tuttora vive. Musicista e autore di canzoni, narra la storia della sua vita, costellata da tante soddisfazioni e da terribili momenti di difficoltà: la separazione traumatica dei genitori, la morte del padre, la morte della madre, la povertà, l’allontanamento forzato dal nonno e poi dal fratello Pasquale. L’autore si commuove ricordando sua figlia, prematuramente scomparsa, e si emoziona ripercorrendo le tappe che hanno portato gli Audio 2 al successo e al racconto inedito delle collaborazioni con Mina, Mogol e Leonardo Pieraccioni. Leomporro non si vergogna a rivelare le proprie fragilità, i momenti di scoramento e di disillusione: il sale che ogni tanto inquina la limpidezza dell’acqua.




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    25 min
  • Davide Sannazzaro "Fiera Piemontese dell'Editoria"
    Davide Sannazzaro
    "Fiera Piemontese dell'Editoria"
    Cavallermaggiore (Cuneo)
    dal 9 al 12 dicembre
    https://fierapiemonteseeditoria.it/



    La Fiera Piemontese dell’Editoria, prende ufficialmente il via giovedì 9 dicembre alle ore 20.30 presso il Teatro S. Giorgio con la serata “Io scrivo, tu scrivi, noi leggiamo”, organizzata e condotta dai volontari della Biblioteca Civica Nuto Revelli di Cavallermaggiore che hanno per l’occasione contattato cinque autori locali che hanno pubblicato libri di genere vario nell’ultimo anno e mezzo e che stante la pandemia non hanno potuto presentarlo alla cittadinanza.

    Di seguito gli autori e i loro scritti:
    -Elena Bonino:Natale e l’amore
    -Lara Arcostanzo: Giovanni Tibaldi. Vita di un medico condotto
    -Beppe Cigna, Chiara Racca Revelli, Sabina Giacone del Buono: Nel nome di Maria. Voci e immagini alla Madonna.
    -Domenico Racca: Francesi e Giacobini a Cavallermaggiore. 1796-1804.
    -Graziella Ravera Olocco: Piovono cani e gatti

    La Fiera prosegue ed entra nel vivo degli incontri venerdì 10 dicembre sera alle ore 18.30 presso il Teatro S. Giorgio con l’incontro e dialogo tra Domenico Agasso, vaticanista de La Stampa, e Don Derio Olivero (Non è una parentesi. Una rete di complici per assetati di novità, Effatà, e Verrà la vita e avrà i suoi occhi, con Alberto Chiara, San Paolo Edizioni) Vescovo di Pinerolo molto conosciuto nella nostra provincia per la sua attività di parroco a Fossano e particolarmente apprezzato dal mondo cattolico giovanile.

    Alle 21.00 appuntamento a Marene con Fabio Geda e Enaiatollah Akbari per la presentazione di “Storia di un Figlio.Andata e ritorno”, l’ideale secondo capitolo del viaggio di “Nel Mare ci sono i coccodrilli” , pubblicato dieci anni or sono e capace di ottenere un incredibile successo internazionale.

    A moderare l’incontro e il dialogo tra i due autori del libro la giornalista di La Stampa Torino e Rivista Idea Adriana Riccomagno.

    Sabato 11 riflettori puntati sull’ala comunale di Cavallermaggiore con l’atteso taglio del nastro alle ore 10.00 in presenza delle autorità e dei partner dell’evento: un brindisi seguito a stretto giro dalla presentazione, all’ala comunale, del progetto “Libera il Libro” e dalla presentazione dell’ultimo apprezzatissimo giallo storico di Alice Basso, nota giallista milanese, “Nel morso della vipera” (Garzanti). A dialogare con l’autrice, Valeria Buscatti, responsabile del Centro culturale “Le Clarisse” del Comune di Racconigi.

    In parallelo, presso il Teatro San Giorgio prenderà il via la presentazione dei risultati del programma Erasmus+ SPE.C.H.A.L.E (SPEcialists in Cultural Heritage and Attractive Living Environment) a cura di “Le Terre dei Savoia” con Valerio Oderda (Sindaco di Racconigi), Enrica Vaschetti (Terre dei Savoia) e Gabriella Bigatti (Agenzia eConsulenza)
    A seguire la tavola rotonda con i sindaci del territorio dell’associazione “Le Terre dei Savoia” “riCostruire il territorio. Ripartire dopo la pandemia” in collaborazione con la rassegna CuneiForme di Progetto Cantoregi. Conduce Marco Pautasso.

    Nel pomeriggio si parte alle 15.30 con l’incontro di Filippo Bessone, già autore dei Trelilu, e del trio Para-Guai, figura molto conosciuta in provincia di Cuneo per il successo dello spettacolo teatrale “L’ora canonica” di cui è co-protagonista. Bessone presenterà il suo libro “Astrid la giostraia” pubblicato da Golem edizioni.

    Si prosegue con Ugo Revello, autore di Balengo! e Speruma bin! (Priuli & Verlucca) per immergerci nell’atmosfera del dialetto piemontese e delle radici di alcuni dei suoi più diffusi modi di dire.

    Alle ore 17.00 grande attesa al Teatro San Giorgio per l’arrivo di Carlotta Perego e del suo “Vegetale, facile e veloce” (Gribaudo). Perego, laureata in design, ama la cucina e le...
    13 min
  • Fabio Delizzos "L'inganno Machiavelli"
    Fabio Delizzos
    "L'inganno Machiavelli"
    Newton Compton Editori
    https://www.newtoncompton.com/




    Un grande thriller storico

    Un diabolico enigma. Una corsa contro il tempo tra i vicoli bui della città eterna.

    Firenze, 1503.
    Niccolò Machiavelli è costretto a partire dopo aver ricevuto un’inquietante lettera da Roma: qualcuno vuole ucciderlo, e si firma col nome di un diavolo, Belfagor. Il Secondo Cancelliere della Repubblica e Segretario dei Dieci dovrà lasciare sua moglie Marietta, malgrado lei stia per partorire. Ma la missione che lo attende è della massima importanza: ne va della sua stessa vita.

    Roma.
    Mentre fervono i preparativi per il Conclave, la città del papa, in preda all’anarchia, è funestata da una serie di morti inspiegabili. A quanto pare legate alla lettera ricevuta da Machiavelli. Chi lo odia a tal punto da volerlo morto? Chi si cela dietro il nome di Belfagor? Ma soprattutto: i Borgia hanno qualcosa a che fare con gli eventi terribili che stanno terrorizzando Roma? Scoprirlo non sarà facile, in una città in cui i pericoli si nascondono ovunque: nei vicoli stretti e bui, nei sontuosi palazzi dei cardinali, nelle camere delle cortigiane, nelle taverne, nei monasteri… Machiavelli sarà chiamato ad affrontare i fantasmi del suo passato e a risolvere un diabolico enigma. E dovrà usare tutta la sua intelligenza, se vorrà capire come uscirne vivo.



    Fabio Delizzos, nato a Torino nel 1969, è cresciuto in Sardegna e vive a Roma. Laureato in Filosofia, creativo pubblicitario, con la Newton Compton ha pubblicato con grande successo i romanzi La setta degli alchimisti; La cattedrale dell’Anticristo; La loggia nera dei veggenti; La stanza segreta del papa; Il libro segreto del Graal; Il collezionista di quadri perduti; Il cacciatore di libri proibiti; La cattedrale dei vangeli perduti; Il quadro segreto di Leonardo, La profezia perduta del faraone nero e L'inganno Machiavelli. Sempre ai vertici delle classifiche di vendita, i suoi romanzi sono stati tradotti in diversi Paesi.



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    15 min
  • Giorgio Ficara "Arti liberali oggi"
    Giorgio Ficara
    "Arti liberali oggi"
    Festival del Classico



    Festival del Classico, Torino
    Circolo dei Lettori
    Sabato 4 dicembre, ore 17:00
    https://www.circololettori.it/
    "Arti liberali oggi"
    con Giorgio Ficara // docente di Letteratura italiana, Università di Torino
    a partire da Classici in cammino (Marsilio)
    I classici realizzano il nostro mondo o, su un altro piano, ne sollecitano l’esistenza spirituale. Era così anche nel passato, quando Boccaccio chiamava «celestis homo» Petrarca, ragionando con lui di poesia e filosofia. Dove sono i classici, oggi? Chi sono? Se non è possibile, in questi tempi, essere un classico, allo stesso modo non è possibile considerare conclusa e infruttuosa la loro immensa eredità.



    Giorgio Ficara
    "Classici in cammino"
    Marsilio Editori
    https://www.marsilioeditori.it/
    I classici realizzano il nostro mondo o, su un altro piano, ne sollecitano l’esistenza spirituale: «ci innamorano alla vita», diceva Francesco De Sanctis.
    È così oggi, ed era così anche nel passato, quando Boccaccio chiamava «celestis homo» Petrarca, ragionando con lui di poesia e filosofia. In questo volume l’autore, malgrado il salto e l’apparente frattura, segue il paradigma della continuità tra antichi e moderni. Dove sono i classici, oggi? Chi sono? Se non è possibile, ai giorni nostri, essere un classico, allo stesso modo, si direbbe, non è possibile considerare conclusa e infruttuosa la loro immensa eredità.




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