il posto delle parole

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  • Vincenzo Levizzani "Il libro delle nuvole"
    Vincenzo Levizzani
    "Il libro delle nuvole"
    Manuale pratico e teorico per leggere il cielo
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/


    Presi come siamo dalle nostre attività quotidiane, il nostro sguardo è sempre più diretto verso il basso, puntato sullo schermo di un cellulare o di un computer, fisso sulla strada che stiamo percorrendo, diretto ai fornelli della nostra cucina. Chi di noi ha la «testa fra le nuvole» è di solito un distratto o uno svampito, addirittura un perdigiorno. Vincenzo Levizzani è pronto a smentire questo luogo comune: lui la testa «fra le nuvole» l’ha sempre avuta, e ha fatto di questa attitudine una professione. Sulla scia di chi in passato sollevava il mento per guardare il cielo in cerca di ispirazione – viaggiatori, poeti, artisti, sognatori -, lo studioso osserva le nuvole, ma lo fa con occhi diversi, quelli della scienza, e da punti di vista inconsueti: non il prato, la montagna, lo scrittoio, ma il laboratorio, l’aereo, il radar, il satellite. Che cosa significa un’ombra rosa nelle nuvole al tramonto? Quel «cielo a pecorelle» porta davvero «pioggia a catinelle»? Che cosa ci dice sul futuro del nostro pianeta il movimento incessante delle nubi.

    Tra goccioline, cristalli, Graupel e chicchi di grandine scopriremo la risposta a queste e altre domande e penetreremo l’interno delle nuvole per spiarne i segreti più intimi e nascosti. Vincenzo Levizzani ci conduce in un viaggio appassionante, durante il quale impareremo a leggere il cielo e incontreremo ciò che avranno da dirci sul clima che sta cambiando. Il libro delle nuvole ci trasporta lassù tra loro, per assistere da vicino, con occhi nuovi, al movimento incessante delle nuvole e coglierne tutte le meraviglie.

    «Alziamo lo sguardo e impariamo a considerare le nuvole come parte della nostra vita e non tanto come elementi scenografici. Impariamo a leggere il cielo e scopriamo tutti i modi in cui influisce sula nostra esistenza».



    Vincenzo Levizzani (Formigine, 1957) è dirigente di ricerca dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Bologna e professore di Fisica delle nubi all'Università di Bologna.



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    28 min
  • Francesco Pinto "Ci manda San Gennaro"
    Francesco Pinto
    "Ci manda San Gennaro"
    Harper & Collins
    https://www.harpercollins.it/


    Napoli, 1947. Un solo uomo si fa avanti per riportare nel capoluogo partenopeo il tesoro di san Gennaro che è stato nascosto a Roma durante l’ultimo conflitto bellico. Vale più di quello della regina d’Inghilterra. L’uomo si chiama Giuseppe Navarra e ha fatto i quattrini, e tanti, con la borsa nera e i traffici illegali. Tutti lo conoscono come il re di Poggioreale. A fargli da scorta viene eletto Stefano Colonna di Paliano, un nobile vero, vicepresidente della Deputazione, l’antica istituzione che dal 1527 garantisce il rispetto del contratto tra Gennaro e il suo popolo. È l’uomo giusto al momento giusto. C’è un solo problema. Ha più di ottant’anni. In missione per conto del santo, sulla Lancia che fu di Mussolini, con le casse del tesoro a bordo, il “re” e il “principe” affrontano un viaggio di ritorno che si rivelerà più lungo e contorto del previsto. Incroceranno gente stramba e disperata che abita all’ombra dei campanili nei paesi devastati dai bombardamenti, in un’Italia dove la legge è scomparsa, la fame la fa da padrona e la gente non vuole arrendersi. Intanto a Napoli nessuno sa più niente di loro. Un ufficiale dei carabinieri, il capitano Fornero, inizia a sospettare che dietro la scomparsa dei due ci sia un piano criminale di Navarra per ammazzare Colonna e impadronirsi del tesoro. Scatenerà così una vera e propria caccia all’uomo. Dopo aver raccontato l’epopea della costruzione dell’Autostrada del Sole e le gesta dell’eroico Rodolfo Siviero durante la guerra, Francesco Pinto, senza nulla togliere all’esattezza della ricostruzione storica, passa a toni più leggeri e divertenti: perché Ci manda san Gennaro è una bellissima commedia partenopea piena di avventura, la storia di due indimenticabili protagonisti e della loro improbabile e meravigliosa amicizia.



    Francesco Pinto entra in Rai, a Napoli, per concorso con una laurea in Filosofia che lasciava intravedere altri destini. A metà degli anni Ottanta si trasferisce a Roma alla Direzione programmi sperimentali prima di rientrare a Napoli come direttore. In due anni diventa il Centro con i migliori programmi del servizio pubblico. Ritorna a Roma come direttore di Rai 3. Apre con la Melevisione
    la fascia per bambini fino a sei anni, lavora con autori come Simona Ercolani (Sfide), Carlo Lucarelli
    (Blu notte), Milena Gabanelli (Report) e sposta Un Posto al Sole in prime time. Cerca poi qualcuno che la televisione la sa fare davvero: Pippo Baudo. Nasce così Novecento.
    Di nuovo a Napoli come direttore, si batte per oltre un decennio per difendere la fabbrica. Qui si producono i programmi di Alberto Angela in 4k. Alla fine torna alle origini: insegna all’università.
    Ha scritto e pubblicato quattro romanzi: La strada dritta (2011), Il lancio perfetto (2014), I giorni dell’oro (2016), tutti editi da Mondadori, e, per HarperCollins, L’uomo che salvò la bellezza (2020).




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    13 min
  • Maurizio Gazzarri "ELEA 9003"
    Maurizio Gazzarri
    "ELEA 9003"
    https://www.edizionidicomunita.it/



    L’alba dell’informatica italiana:
    una storia di umanità e coesione.
    L’archeologo dell’informatica Maurizio Gazzarri
    “ELEA 9003. Storia del primo calcolatore elettronico italiano” (Edizioni di Comunità).


    La realizzazione dei primi computer italiani: l’iniziativa dell’Università di Pisa, Adriano Olivetti, l’ingegnere Mario Tchou e i giovani scienziati che hanno investito sul futuro. Cosa si nasconde dietro alla sfida avveniristica che nella seconda metà del ventesimo secolo portò alla realizzazione della CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana), primo computer italiano a scopo scientifico realizzato nel 1961, e dell’ELEA 9003, primo “cervello elettronico” a transistor messo in commercio dalla Olivetti a partire dal 1959? “Ci sono storie di impegno, umanità e coesione che - spiega Maurizio Gazzarri, archeologo informatico e autore del romanzo ‘I ragazzi che scalarono il futuro’ e del saggio storico ‘ELEA 9003. Storia del primo calcolatore elettronico italiano’ - oggi possono darci le risposte per la ripartenza e per la formazione di una nuova generazione di scienziati”.

    Toscano, laurea in Informatica e master in Big Data Analytics and Social Mining, Gazzarri sta percorrendo un sentiero ancora poco esplorato: la storia dell’informatica italiana. È del 2018 il romanzo I ragazzi che scalarono il futuro (Edizioni ETS), ambientato nella seconda metà degli anni Cinquanta, Premio Biella Letteratura e Industria 2019 (sezione della Giuria dei Lettori), in cui Gazzarri scrive della nascita dei primi computer italiani, la CEP (Calcolatrice Elettronica Pisana) dell’Università di Pisa e l’ELEA 9003 di Olivetti.



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    14 min
  • Sergio Ariotti "Festival delle Colline"
    Sergio Ariotti
    "Festival delle Colline"
    http://www.festivaldellecolline.it/


    Il Festival delle Colline Torinesi - Torino Creazione Contemporanea si rilancia spostandosi in un periodo inedito: dal 14 ottobre al 14 novembre 2021. La storica rassegna teatrale, sempre organizzata dalla Fondazione TPE - Teatro Piemonte Europa, propone un’edizione d’eccezione con molte novità, che può contare su 19 spettacoli in 32 giorni, 51 recite, 6 spazi in 3 città, 7 prime e gli artisti provenienti da 12 nazioni.

    Un festival contemporaneo
    «Je continue à apprendre par cœur Le bateau ivre, qui me prendre beaucoup de temps.» così scrive con ironia Sophie Calle, che nel 2021 dona il segno d’artista al Festival delle Colline Torinesi. Proprio il rapporto con la scrittura poetica caratterizza il mondo figurativo della Calle, la cui personale al Castello di Rivoli, del 2014, rimane indelebile nel ricordo. «Parce que la tentation de la suivre» si legge su un’immagine fotografica della Calle, una linea bianca che incrocia una distesa di sassi e il mare. Frase e immagine diventano un’opera («Ligne Blanche», recentemente in mostra alla Fondazione Merz), i poli di una dialettica, il “segno d’artista”. Anche il Festival ha l’intenzione di seguire una linea: quella della ripresa di attività nel dopo pandemia, in autunno, sperimentando nuove formule e nuovi linguaggi.


    Fra le novità: la presenza di un Paese ospite, il Belgio; la monografia d’artista, dedicata alla Socìetas, una famiglia d’arte, con spettacoli rispettivamente di Claudia Castellucci, Chiara Guidi, Romeo Castellucci; la contaminazione del teatro con l’arte contemporanea, condivisa proprio con la Fondazione Merz e in collaborazione con la Fondazione Piemonte dal Vivo e il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea.

    Il tema
    Slogan programmatico diventa, dopo quello del viaggio, confini/sconfinamenti.
    Il Festival delle Colline Torinesi vuole dare spazio alla performance d’arte superando certi steccati rimuovendoli: guardando ad artisti che non utilizzano solo schemi drammaturgici, che cercano spazi nuovi e nuove concettualità e ad artisti che scommettono su altre combinazioni, persino con la moda e il design, come certe sfilate suggeriscono.
    La volontà di superare confini, di contaminare linguaggi, alternarli, coniugarli, caratterizza da sempre Motus che con Chroma Keys, interpretato da Silvia Caldero-ni, compie una incursione nel cinema, portando il corpo della performer, illusoriamente e illusionisticamente, nelle scene di film proiettati, intarsiati con una vecchia tecnica video (ora rinnovata dal digitale), il Chroma Key appunto. Una esibizione tutta in sospeso tra un mondo a venire e un avvenire senza mondo, tra Hitchcock e Godard, tra Lars Von Trier e l’apocalittico Bela Tarr. Un’operazione che, forse, richiama certe avanguardie storiche. Secondo appuntamento con Motus e spettacolo conclusivo del Festival Tutto brucia: una nuova creazione ri-cavata da Le Troiane di Sartre. Scritta a Roma nel 1964, Le Troiane è un adatta-mento del testo di Euripide, con allusioni all’imperialismo europeo e alla Guerra d’Algeria.
    Con la performance Rompere il ghiaccio, Filippo Andreatta riflette sul rapporto tra uomo e paesaggio. Il pretesto è la sorte di un ghiacciaio, il Grafferner, sulla frontiera tra Italia e Austria, ma anche la storia d’amore tra Elsa e Enrico, i nonni dell’autore, separati da un confine «mobile», da quel ghiacciaio appunto, che si contrae. Il tutto è volto a dimostrare la natura discutibile, cangiante, di ogni idea di confine.



    Sunny Sundays è, invece, una performance (con uno stand-up, momenti di narrazione e un fumetto), progettata e realizzata dagli artisti libanesi Rabih Mroué e Lina Majdalanie, di ritorno al Festival dopo qualche anno. Un lavoro in bilico tra finzione e ricognizione storica, con...
    11 min
  • Stefano Baia Curioni "Kum! Festival"
    Stefano Baia Curioni
    "Kum! Festival"
    https://www.kumfestival.it/



    Kum! Festival, Ancona
    Domenica 17 ottobre 2021, ore 10:00
    Cantiere: il vaccino della cultura
    I numeri e le persone
    Stefano Baia Curioni


    Professore Associato, Dipartimento Scienze Sociali e Politiche Università Bocconi e direttore Centro di ricerca ASK Università Bocconi, ha svolto la sua attività di ricerca studiando i processi di trasformazione dei sistemi di produzione e scambio culturale. Ha pubblicato Mercanti dell'Opera per il Saggiatore e Cosmopolitan Canvases (con O. Velthuis ) per Oxford University Press. E' stato consigliere del Ministro dei Beni Culturali per la riforma dei Musei Nazionali Italiani, membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Presidente della commissione per la nomina di Capitale Italiana della Cultura (edizioni del 2018, 2020, 2022), consigliere di amministrazione della Fondazione Piccolo Teatro di Milano e del museo Nazionale Pinacoteca di Brera e altre istituzioni. E' direttore della Fondazione Palazzo Te a Mantova


    Palazzo Te a Mantova

    O genitrice degli Eneadi, godimento degli uomini e degli dei,
    divina Venere, che sotto i segni mutevoli del cielo
    il mare che sostiene le navi e le terre che producono i raccolti
    vivifichi, perché grazie a te ogni genere di viventi
    viene concepito e giunge a visitare, una volta nato, i lumi del sole.
    Lucrezio, De rerum natura

    Da dove nasce la forza di Venere? Da dove vengono i suoi poteri capaci, grazie ad Amore e Bellezza, di condizionare i desideri e le azioni degli uomini, di proteggere o tormentare innamorati umani e divini?
    Venere Divina. Armonia sulla terra – prodotto e organizzato da Fondazione Palazzo Te e Museo Civico di Palazzo Te, e promosso dal Comune di Mantova con il patrocinio del MiBACT e con il contributo di Fondazione Banca Agricola Mantovana – tre mostre e un programma di eventi cercano di trovare una risposta, esplorando il mito di Venere come rappresentazione del senso di rinascita dall’antichità fino ai tempi moderni.

    Venere divina. Armonia sulla terra si avvale di un comitato scientifico composto da Stefano Baia Curioni, Francesca Cappelletti, Claudia Cieri Via e Stefano L’Occaso, ed è stato ideato da Fondazione Palazzo Te per completare una riflessione sul femminile avviata nel 2018 con la mostra Tiziano/Gerhard Richter. Il Cielo sulla Terra e proseguita nel 2019 con Giulio Romano: Arte e Desiderio. Il progetto si sviluppa in tre momenti espositivi, da una ricognizione sul patrimonio iconografico di Palazzo Te per arrivare a un’ampia riflessione sulla potenza attuale del mito della dea.
    Un programma ricco e affascinante che crea incontri con alcuni dei grandi capolavori dell’arte occidentale provenienti da importanti musei europei, dai dipinti di Cranach, Guido Reni, Tiziano e Dosso Dossi a sculture, arazzi e libri.

    La prima tappa si apre con Il mito di Venere a Palazzo Te, che fino al 12 dicembre 2021 consente al pubblico di scoprire le oltre 25 rappresentazioni di Venere, tra stucchi e affreschi, presenti nel Palazzo. Un percorso tra miti e favole antiche, raccolto anche in una guida cartacea e multimediale, che si arricchisce con l’esposizione della scultura Venere velata della collezione del Comune di Mantova, appartenuta a Giulio Romano e conservata presso la Galleria dei Mesi a Palazzo Ducale, e dell’arazzo Venere nel giardino con putti, realizzato da tessitori fiamminghi su disegno dello stesso Giulio Romano, di recente ritornato a Mantova grazie a una complessa operazione d’acquisto condotta dalla reggia gonzaghesca, dalla Direzione Generale Musei del MiBACT e con il sostegno di Fondazione Palazzo Te.



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    13 min
  • Giangilberto Monti "Coluche, il comico politico"
    Giangilberto Monti
    Salone Internazionale del Libro di Torino 2021
    L’Alliance francaise di Torino presenta
    Coluche, il comico politico (Miraggi Edizioni)
    di Giangilberto Monti

    Sabato 16 ottobre, l’Alliance francaise di Torino propone un incontro dedicato a Coluche, l’irriverente comico che si candidò alle elezioni presidenziali del 1981 e fondò i Restos du cœur.

    “Coluche, il comico politico”, pubblicato da Miraggi Edizioni, viene presentato sabato 16 ottobre alle 10.45 al Salone del Libro di Torino (Sala Londra). Insieme all’autore Giangilberto Monti, partecipano Antonia Sandez Negrini, direttrice dell’Alliance Française di Torino, e l’organizzatore musicale francese Jean-Luc Stote.

    Si intitola Coluche, il comico politico il nuovo libro di Giangilberto Monti, scrittore, chansonnier, autore per radio e televisione, studioso della canzone francese e di cabaret. Dopo il successo di Boris Vian. Il principe delle notti di Saint-Germain-des-Prés, Monti ha scelto di raccontare Michele Colucci, in arte Coluche, il più geniale e popolare comico di Francia, che all’apice del successo decise di candidarsi alle Presidenziali del 1981. Il suo manifesto elettorale diventò un violento j’accuse contro la corruzione e l’insipienza dei politici: “Prima di me la Francia era divisa in due, con me sarà piegata in quattro dal ridere”. Tra lo stupore generale, i sondaggi andarono alle stelle, ma Coluche all’improvviso si ritirò dalla competizione ed entrò in depressione.
    Dopo un periodo difficile tornò a recitare e nel 1983 vinse il Premio César come migliore attore per la sua interpretazione nel film Ciao amico (Tchao pantin); seguirono due film di Dino Risi, tra cui Scemo di guerra (1985), i cui protagonisti erano lo stesso Coluche e il comico italiano Beppe Grillo. Nel 1985 lanciò una campagna nazionale contro la povertà e la dissipazione delle risorse, inventando i “Ristoranti del Cuore”. Morì ad appena 41 anni, nel 1986, in un incidente automobilistico mai del tutto chiarito.
    "Questo libro - avverte Monti - non è un saggio storico o un pamphlet politico, ma una biografia romanzata e divertita del buffone più amato di Francia, perché la storia di Coluche ci aiuta a capire quello che ha attraversato anche il nostro paese. Se la comicità diventa una branca della politica, allora la politica è solo una delle tante industrie dello spettacolo? O forse la satira è un ingrediente necessario alla democrazia e allora, nell'eterna lotta tra il re e il buffone, poiché l'orrore è umano, riderci sopra ci aiuta a vivere”.

    Il libro è ispirato al radiodramma Concerto per Coluche, scritto da Monti nel 2017 per la Radio della Svizzera Italiana, che proprio in questi giorni lo sta riproponendo sul proprio sito.


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    10 min
  • Luca Fiorani "Happy Planet"
    Luca Fiorani
    "Happy Planet"
    Guida ai grandi temi dell'ambiente
    Prefazione di Piero Benvenuti
    Città Nuova Editrice


    C’è un punto azzurro pallido che viaggia nell’universo sconfinato, ruotando attorno a una stella qualunque alla periferia di una modesta galassia. Lo abita una specie relativamente giovane, in simbiosi inscindibile con il resto della natura. Siamo noi. E quel puntino è la nostra casa. Anche se la conosciamo ogni giorno di più, non vogliamo capire che la stiamo avvelenando. Questo libro è una guida – un po’ seria e un po’ spiritosa, ma sempre rigorosa e aggiornata – per orientarsi tra la crisi ambientale e le sue cause. Temi trattati: Ecologia, Cambiamenti climatici, Buco dell’ozono, Inquinamento, Sviluppo sostenibile, Efficienza energetica, Fonti di energia rinnovabili e non, Economia circolare, Accordo di Parigi, Agenda 2030, Greta Thunberg, Papa Francesco, Consumo critico, Educazione ambientale


    Luca Fiorani
    Docente presso le università Lumsa, Marconi , Roma Tre e Tor Vergata, è autore di numerosi articoli e brevetti, ha curato due testi sull’applicazione del laser nel monitoraggio ambientale, rappresenta l’Italia presso il gruppo di lavoro “Protection of the Arctic Marine Evironment” del Consiglio Artico ed è stato invitato a partecipare a comitati di redazione di riviste specializzate e a congressi internazionali di esperti del settore. Dagli anni ‘90 si interessa di ecologia ed è coordinatore dell’iniziativa interdisciplinare “EcoOne”.



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    26 min
  • Aldo Becce "Kum Festival"
    Aldo Becce
    "Kum! Festival"
    https://www.kumfestival.it/


    Kum! Festival
    Sabato 16 ottobre 2021, ore 11:00
    Cantiere Generazioni
    Cadere, alzarsi. La lezione dell'infanzia.
    con Aldo Becce
    https://www.eventbrite.it/e/biglietti-kumfestival-2021-aldo-becce-169086055945



    Aldo Becce
    "Scene della vita forense"
    Mimesis Edizioni
    https://www.mimesisedizioni.it/
    "Quando sono chiamato a giurare per assolvere il mio compito come Perito o Consulente d'Ufficio per il Tribunale, ancora oggi mi commuovo. La Perizia o la Consulenza Tecnica iniziano con questo rito. Non si tratta di una pratica sacra, ma in qualche modo lo è. Tanti hanno giurato prima di me e tanti lo faranno dopo, perché il giurare fa parte del rito della Giustizia. Giuro, prometto attraverso la parola di adempiere al mio ruolo. Giuro che è possibile amministrare la Giustizia tra le persone. Giuro che credo nel Terzo, nella figura che si colloca tra due posizioni diverse per studiare le loro ragioni e decidere in proposito. Giuro che credo nella parola, nonostante sappia che la parola inganna, mente, ingigantisce, minimizza e sbaglia nei suoi vani tentativi di rappresentare l'irrappresentabile: il reale."




    Aldo Becce
    Nato in Argentina, vive e lavora a Trieste come psicoanalista.
    Inizia l'esperienza clinica come membro fondatore di un servizio di psicopatologia in un ospedale a Buenos Aires, nel 1979.
    Ha un’esperienza decennale come psicologo nel Servizio Sociale del Comune di Muggia (TS).
    È stato Giudice Onorario presso il Tribunale per Minorenni di Trieste ed è Perito e Consulente Tecnico d'Ufficio in ambito penale e civile.
    Presidente di Jonas Italia - Ente di coordinamento delle sedi locali Jonas, Telemaco e Gianburrasca che eredita i valori e la mission di Jonas Onlus - Centro di Clinica Psicoanalitica per i Nuovi Sintomi, fondata nel 2003 da Massimo Recalcati.
    È stato professore di Pedagogia Interculturale della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Trieste.
    Attualmente è professore delle materie Psicologia Evolutiva 1, psicoanalisi applicata al campo giuridico e Deontologia Professionale/Erica della Psicoanalisi nell’IRPA, Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata sedi di Milano ed Ancona e del Seminario d’introduzione alla Psicologia Giuridica nella Facoltà di Psicologia dell’Università di Trieste.
    È membro della Società Triestina di Psicoanalisi.
    È autore del libro Scene della vita forense. Psicoanalisi Lacaniana e discorso giuridico. Mimesis, Milano 2017.




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    24 min
  • Mariano Sabatini "Scrivere è l'infinito"
    Mariano Sabatini
    "Scrivere è l'infinito"
    Metodi, rituali, manie dei grandi narratori
    Vallecchi Firenze
    https://www.vallecchi-firenze.it/


    Mariano Sabatini ha interpellato gli autori più noti per capire se scrittori si nasce o si può diventarlo. E come. Con il proliferare delle scuole di scrittura creativa, l'interrogativo non è affatto pretestuoso. Scrivere può insegnare a scrivere. Ma soprattutto serve leggere: tanto, di tutto. Ecco, allora, che in "Scrivere è l'infinito" il lettore - aspirante scrittore - troverà più di cento testimonianze di romanzieri famosi e apprezzati sui loro singolari metodi di lavoro. Qualche esempio: l'anarchia di Andrea Camilleri; l'isolamento di Giorgio Faletti; la lentezza di Sveva Casati Modignani; le ricerche di Giuseppe Culicchia; i canovacci di Loriano Macchiavelli; gli intrecci automatici di Cristina Comencini; il masochismo di Simonetta Agnello Hornby; il transfert di Alberto Bevilacqua; il dolore di Dacia Maraini; le pennichelle di Margherita Oggero; il tempo scaduto di Gianrico Carofiglio; il plot di Massimo Carlotto; la vendemmia di Enrico Brizzi; la patologia di Lidia Ravera; la naturalezza di Bianca Pitzorno; le riscritture infinite di Michael Cunningham; il falò di Andrea Vitali; il gioco di Romana Petri... Grazia Versanai, Barbara Baraldi, Licia Troisi, e tantissimi altri



    Mariano Sabatini (Roma, 1971), giornalista, scrive per quotidiani, periodici e web. In passato è stato autore di programmi per la Rai, Tmc e altri network nazionali, ha condotto rubriche in radio. Ha scritto diversi libri. L’inganno dell’ippocastano (Salani, 2016), il suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaiano e il premio Romiti Opera prima 2017. A questo ha fatto seguito Primo venne Caino (Salani 2018) sempre con Malinverno protagonista.



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    22 min
  • Valentina Pasquon "Era primavera d'amaranto"
    Valentina Pasquon
    "Era primavera d'amaranto"
    Manni Editori
    https://www.mannieditori.it/



    L'occhio attento di una bambina, poi tormentata adolescente, registra contraddizioni, debolezze e difficoltà di una famiglia veneta tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento.
    Dalle campagne alle nuove periferie, dalle valli da pesca in abbandono ai territori fulcro dell’industrializzazione del Nord-Est, la storia familiare si dipana da un trasloco all'altro in una società che si trasforma spasmodicamente.
    Muovendosi sul palcoscenico esistenziale dei parenti, l'ultima di sei figli si fa testimone delle loro illusioni e battaglie mentre cerca di liberarsi dalla forza gravitazionale degli affetti.


    Valentina Pasquon
    È nata nel 1953, vive a Venezia.
    In parallelo alla sua attività di insegnante ha organizzato incontri letterari e laboratori di scrittura creativa.
    Ha scritto raccolte in poesia e prosa di cui ha pubblicato brani su varie riviste, tra cui “l’immaginazione”. Questo è il suo primo romanzo.



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