il posto delle parole

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  • Marco D'Eramo "Biennale Democrazia"
    Marco D'Eramo
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/




    Biennale Democrazia, Torino
    venerdì 8 ottobre, ore 11:00, Teatro Carignano
    L'informazione pubblica ha un futuro?
    Gad Lerner e Marco d’Eramo
    coordina Anna Masera
    in collaborazione con Biennale Tecnologia
    https://www.vivaticket.com/it/biglietto/l-informazione-pubblica-ha-un-futuro/163697

    L’informazione, come quasi tutte le sfere rilevanti della vita sociale, negli ultimi decenni è andata incontro a un processo di privatizzazione, strutturandosi spesso in forma oligarchica. Privati sono i maggiori broadcast internazionali. Privata è la struttura proprietaria delle grandi piattaforme che distribuiscono notizie. Privato è il rapporto che ciascuno di noi intrattiene con le notizie sui social. La libera formazione delle opinioni si gioverà della concorrenza fra privati in questo ambito così delicato o rischia di essere inquinata alla fonte? Quali nuove opportunità si offrono per ripensare e rilanciare l’informazione intesa come servizio pubblico?



    Marco D'Eramo
    Dominio.
    La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/

    “Il lavoro da fare,” scrive d’Eramo, “è immenso, titanico, da mettere spavento. Ma ricordiamoci che nel 1947 i fautori del neoliberismo dovevano quasi riunirsi in clandestinità, sembravano predicare nel deserto, proprio come noi ora.”

    Dai birrifici del Colorado alle facoltà di Harvard, ai premi Nobel di Stoccolma, Marco d’Eramo ci guida nei luoghi dove una guerra è stata pensata, pianificata, finanziata. Di una vera e propria guerra si è trattato, anche se è stata combattuta senza che noi ce ne accorgessimo. Lo ha riconosciuto uno degli uomini più ricchi del mondo, Warren Buffett: “Certo che c’è guerra di classe, e la mia classe l’ha vinta. L’hanno vinta i ricchi”. La vittoria è tale che oggi termini come “capitalisti”, “sfruttamento”, “oppressione” sono diventati parolacce che ci vergogniamo di pronunciare. Oggi “ci è più facile pensare la fine del mondo che la fine del capitalismo”. La rivolta dall’alto contro il basso ha investito tutti i terreni, non solo l’economia, il lavoro, ma anche la giustizia, l’istruzione: ha stravolto l’idea che ci facciamo della società, della famiglia, di noi stessi. Ha sfruttato ogni crisi, tsunami, attentato, recessione, pandemia. Ha usato qualunque arma, dalla rivoluzione informatica alla tecnologia del debito. Ha cambiato la natura del potere, dalla disciplina al controllo. Ha imparato dalle lotte operaie, ha studiato Gramsci e Lenin. Forse è arrivato il momento di fare lo stesso e di imparare dagli avversari.













    Marco d’Eramo è giornalista, ha lavorato per Paese Sera, Mondoperaio, e il manifesto. Collabora con Micromega, The New Left Review, Die Tageszeitung. Tra le sue pubblicazioni: Il maiale e il grattacielo. Chicago: una storia del nostro futuro (Feltrinelli 1995), Moderato sarà lei (manifestolibri 2008, con M. Bascetta), Il selfie del mondo. Indagine sull’età del turismo (Feltrinelli 2017), Dominio. La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi (Feltrinelli 2020).



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min
  • Antonio Damasco "Biennale Democrazia"
    Antonio Damasco
    con Beatrice Verri e Laura Cantarella
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/


    Biennale Democrazia, Torino
    Le parole che curano LIVE
    Venerdì 8 Ottobre - 18:30
    Prenotazione obbligatoria: [email protected]
    Antonio Damasco e Fabrizio Filippelli
    realizzato da Rete Italiana di Cultura Popolare

    Un viaggio radiofonico e dal vivo che prosegue dopo le 32 notti trasmesse durante la pandemia. La radio è il mezzo scelto per continuare a raccontare storie e a parlare a un pubblico che ben presto è diventato una comunità. Una trasmissione intima andata in onda su www.tradiradio.org che oggi si trasforma, fuori e dentro la radio, in un viaggio narrativo in cinque luoghi speciali per un’unica narrazione. Parole, musiche, storie in una diretta costruita insieme al pubblico e ai suoi stati d’animo, grazie alla radio che va ad abitare piazze, terrazzi e cortili.


    Antonio Damasco è attore, regista teatrale, direttore artistico del Teatro delle Forme. Ha sviluppato progetti artistici in collaborazione con le comunità locali. Dal 2005 dirige la Rete Italiana di Cultura Popolare e opera nell’ambito della narrazione generativa applicata alle comunità. Lo Spaccio di cultura – Portineria di comunità è uno degli ultimi progetti realizzati grazie ai processi di attivazione di comunità.

    Fabrizio Filippelli è un ingegnere meccanico, specializzato in energie rinnovabili e trasporto ecocompatibile. Suona chitarra classica, violino, mandolino, mandola, tamburi a cornice dell’area mediterranea, chitarra battente, Jarana messicana. Collabora con numerosi ensemble ed artisti di musica tradizionale, in Italia, Francia e Messico. Ha partecipato, in qualità di esecutore, a numerose rassegne nazionali ed internazionali incentrate sulla valorizzazione dell’interculturalità popolare.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    17 min
  • Annalisa Camilli "Biennale Democrazia"
    Annalisa Camilli
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/



    Biennale Democrazia, Torino
    Donne e schiavitù dall’antichità ad oggi
    Sabato 9 Ottobre - 21:00
    Annalisa Camilli e Laura Pepe
    Modera Eliana Di Caro
    in collaborazione con Fondazione Circolo dei lettori
    preview Festival del Classico (2-5 dicembre 2021)
    https://www.vivaticket.com/it/biglietto/donne-e-schiavitu-dall-antichita-a-oggi/163817
    Schiavo è chi appartiene a un altro essere umano, espropriato di ogni cosa se non della vita. Ma quale vita? Le forme della schiavitù sono nei secoli cambiate, adattandosi ai contesti e ai periodi storici, ma rimanendo legate a forme di privazione. E quando è una donna a essere non più persona ma oggetto di proprietà? Le “schiave” del passato cosa condividono con quelle contemporanee? Protagoniste di un processo di emancipazione sociale ancora in fieri, le donne quando potranno dirsi finalmente libere dai preconcetti, economicamente, nel rapporto con i corpi, da un linguaggio che è riflesso di un modo di ragionare?




    Annalisa Camilli
    "La legge del mare"
    Cronache dei soccorsi nel Mediterraneo
    Rizzoli Editore
    https://www.rizzolilibri.it/
    Per lungo tempo li abbiamo chiamati "angeli del mare". Le Ong impegnate nel Mediterraneo per soccorrere i migranti erano considerate il simbolo della società civile europea pronta all'accoglienza, quella della solidarietà e degli striscioni "Refugees Welcome", che aveva scelto di non abdicare al proprio ruolo dopo il conflitto in Siria e l'esodo legato al fallimento delle primavere arabe. Poi qualcosa è cambiato. Nel 2017, nel giro di pochi mesi, il discorso pubblico è stato deviato: gli angeli sono diventati vicescafisti, le loro navi taxi del mare. Un processo di criminalizzazione segnato da tappe precise: un dossier dell'agenzia europea Frontex, una campagna mediatica, la commissione d'indagine del Senato, poi le accuse (perlopiù archiviate) di alcune procure siciliane, i sequestri delle navi, infine le dichiarazioni dei politici di casa nostra e di esponenti della destra sovranista di tutta Europa. Fino allo stallo dei porti chiusi via Twitter, ai casi della Aquarius e della Diciotti, alla guerra di posizione sulla redistribuzione dei migranti che segna ogni giorno il dibattito politico italiano ed europeo. La legge del mare ripercorre da vicino le fasi di questa evoluzione, partendo da Josefa, la donna camerunense salvata dalla nave Open Arms nel luglio 2018, e dalla strumentalizzazione della foto delle sue unghie smaltate di rosso. Annalisa Camilli, giornalista di «Internazionale» da anni impegnata a seguire le rotte delle migrazioni verso l'Europa, racconta la caduta degli angeli del mare, la loro messa sotto accusa, l'origine della propaganda contro le Ong che contamina l'informazione in Rete e il dibattito pubblico. Lo fa portandoci a bordo delle navi dei soccorritori, spiegandoci chi sono davvero, come operano e in che modo finanziano le loro attività. Un viaggio necessario per capire che la legge del mare ha un unico obiettivo: salvare la vita di chi rischia di sparire tra le onde.








    Annalisa Camilli è una giornalista. Ha lavorato per l’Associated Press e per Rai News 24 prima di approdare ad Internazionale. I suoi articoli sono stati tradotti da Politico, Open Democracy, The New Humanitarian. Nel 2017 ha vinto l’Anna Lindh Mediterranean Journalist Award, nel 2019 il premio Cristina Matano per il giornalismo e nel 2020 il Premio Saverio Tutino per il giornalismo. Nel 2019 con un consorzio di giornalisti europei ha vinto il Concordia award per la libertà di stampa. Ha scritto La...
    9 min
  • Federico Leoni "Kum! Festival"
    Federico Leoni
    coordinatore scientifico
    "Kum! Festival"
    https://www.kumfestival.it/


    Kum! Festival, Ancona
    dal 15 al 17 ottobre 2021
    Come ripartire. Cantieri
    Direzione scientifica: Massimo Recalcati



    Resistenza Ripartenza

    Siamo in bilico. Il titolo di quest’anno nomina questo nostro essere in bilico su un crinale altissimo. C’è qualcosa di vertiginoso in questo oscillare tra la resistenza e la ripartenza.

    Ognuno di noi, il festival stesso, l’intera società è impegnata nel passaggio più enigmatico, quello che porta dall’aver resistito e continuare a resistere, giorno per giorno, a una crisi senza precedenti, verso la reinvenzione di una vita individuale e collettiva da troppo tempo sospesa in un limbo senza tempo e senza progetto.

    Di reinvenzione si tratta, appunto. Nessuna illusione di ritorno al passato, di ripristino della vita precedente, di restaurazione di una normalità impallidita alle nostre spalle. La cosiddetta normalità è una delle concause della crisi. Non sarà col vecchio che potremo costruire il nuovo. Il nuovo si costruisce col nuovo. Ogni resistenza esige ripartenza, ogni ripartenza esige reinvenzione.

    Anche per questo, anche per quest’anno, il festival avrà la forma di un’edizione speciale. Tanto le difficoltà del momento tanto il desiderio di interpretarle creativamente ci hanno suggerito questa strada. Non alludiamo solo al fatto che il numero degli eventi non arriverà agli standard consueti, o la presenza degli ospiti e del pubblico andrà gestita con l’attenzione che sappiamo. Alludiamo piuttosto al formato in cui abbiamo voluto inscrivere gli eventi di quest’anno e il senso complessivo del festival.

    Lezioni, dialoghi e conversazioni saranno infatti inseriti all’interno di quelli che abbiamo battezzato Cantieri. Vi sarà un cantiere “scuola”, un cantiere “economia”, un cantiere “cultura”, un cantiere “generazioni”, e poi sanità, ecologia, istituzioni… Non luoghi di diffusione del sapere ma officine a più voci, contesti di costruzione comune, situazioni di condivisione e sperimentazione. Non occasioni in cui chiederci in astratto: che cosa dobbiamo sapere? Ma occasioni in cui chiederci in concreto: come possiamo fare?

    Federico Leoni, Massimo Recalcati





    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    25 min
  • Rachele Borghi "Biennale Democrazia"
    Rachele Borghi
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/




    Biennale Democrazia
    giovedì 7 ottobre, ore 12:00
    Genere e potere. A chi appartiene lo spazio pubblico?
    Rachele Borghi
    introduce Stefania Doglioli
    nell’ambito di OGR Public Program

    Lo spazio pubblico non è un semplice sfondo per le azioni umane, perché è modellato in base a una rigida concezione di “comportamento appropriato”. Il corpo “giusto” che occupa a pieno diritto lo spazio pubblico è infatti maschio, eterosessuale, bianco, occidentale, giovane e abile: quanto esula da questi parametri viene rapidamente classificato nella a-normalità. Ecco allora che lo spazio di tutti si trasforma tacitamente nello spazio di pochi, nel quale si manifestano dinamiche di potere. Allo stesso tempo però lo ‘spazio’ può trasformarsi in ‘luogo’, ovvero in laboratorio in cui sperimentare modalità alternative e pratiche di resistenza.


    Biennale Democrazia
    giovedì 7 ottobre, ore 18:00
    Memory matters. Italiane nere: il genere all'intersezione delle differenze
    Rachele Borghi, Fartun Mohamed, Marie Moïse, Muna Mussie
    coordina Luisa Passerini
    in collaborazione con Black History Month Florence
    Un itinerario che riunisce competenze diverse, dall’arte alla storia, alla geografia e agli studi postcoloniali e decoloniali. L’intento è di collocare il tema del genere in un contesto di riflessioni critiche ed esperienze personali che riflettano la molteplicità delle differenze. Tra le altre: non solo colore e razza, classe, età, approccio disciplinare, ma anche diversità delle forme di attivismo politico e culturale. In una prospettiva transnazionale, ma con particolare attenzione alla storia italiana e ai suoi silenzi, oblii e deformazioni.





    Rachele Borghi insegna all’Università Sorbona di Parigi, è geografa transfemminista queer. Il suo lavoro si concentra sulla decostruzione delle norme dominanti e sulla contaminazione di spazi attraverso corpi dissidenti e militanti. A partire dal pensiero femminista e decoloniale, cerca di far circolare persone, saperi, riflessioni, pratiche per sviluppare metodi di pedagogia radicale. Sperimenta pratiche di decolonializzazione della conoscenza. Ha scritto Decolonialità e privilegio (Meltemi 2020).


    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    20 min
  • Paolo Mazzarello "L'intrigo Spallanzani"
    Paolo Mazzarello
    "L'intrigo Spallanzani"
    Bollati Boringhieri
    https://www.bollatiboringhieri.it/



    Paolo Mazzarello allestisce una formidabile impalcatura di fonti, restituendo con uno stile garbato e ironico l'esuberante atmosfera del secolo dei Lumi. Un viaggio nella cultura scientifica dell'Italia del Settecento fra sfide della scienza e congiure di potere.

    «Un libro di storia tanto scrupoloso nella ricerca quanto godibile nella lettura» - Sergio Luzzatto, Corriere della Sera


    Il leggendario mago della sperimentazione, Lazzaro Spallanzani, era un affermato professore di storia naturale a Pavia quando nel 1785 decise di compiere una lunga esplorazione nei territori dell’impero ottomano. Durante l’avventuroso viaggio fece notevoli osservazioni di biologia marina, geologia e ornitologia. Con il fervore di una mente insaziabile, annotò gli usi delle popolazioni locali e l’amalgama di splendore e fatiscenza delle città, partecipando alla vivace vita culturale che ruotava attorno alle ambasciate occidentali.
    Quando fece ritorno a Pavia, venne investito dall’accusa infamante di aver rubato degli esemplari naturalistici dal museo dell’Università. Alla base di questo complotto vi erano invidie e rivalità accademiche, non così distanti da quelle odierne, ma anche forti contrapposizioni ideologiche. Caduta ogni accusa, la vicenda si concluse con la vendetta dello scienziato ai danni del suo principale detrattore, Giovanni Antonio Scopoli: una rivincita che, tramite reperti finti e sagaci libretti pseudonimi, presentava la stessa precisione e verve creativa delle sue indagini scientifiche.
    Gli intrighi dei celebri accademici divennero famosi anche all’estero e – come svelano alcuni recenti ritrovamenti documentali – si spinsero fino all’entourage di un anziano Carlo Goldoni.
    Paolo Mazzarello allestisce una formidabile impalcatura di fonti, restituendo con uno stile garbato e ironico l’esuberante atmosfera del secolo dei Lumi. Un impareggiabile viaggio nella cultura scientifica dell’Italia del Settecento fra sfide della scienza e congiure di potere.


    Paolo Mazzarello insegna Storia della Medicina all’Università di Pavia. Fra i suoi libri più recenti, tutti pubblicati da Bollati Boringhieri, ricordiamo: Il genio e l’alienista. La strana visita di Lombroso a Tolstoj (2005), Il Nobel dimenticato. La vita e la scienza di Camillo Golgi (2006 e 2019), Il professore e la cantante. La grande storia d’amore di Alessandro Volta (2009), L’erba della regina. Storia di un decotto miracoloso (2013), E si salvò anche la madre. L’evento che rivoluzionò il parto cesareo (2015).




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    34 min
  • Nadia Urbinati "Biennale Democrazia"
    Nadia Urbinati
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/



    Biennale Democrazia, Torino
    Venerdì 8 Ottobre 2021, ore 21:00
    Contro l’imparzialità: parteggiare, confliggere e negoziare
    Complesso Aldo Moro Aula Magna via Verdi, Torino
    Nadia Urbinati, in collegamento
    Lea Ypi, in sala
    coordina Elisabetta Galeotti
    Prenota il tuo posto in sala
    Oppure segui l'evento in streaming
    https://www.vivaticket.com/it/biglietto/contro-l-imparzialita-parteggiare-confliggere-e-negoziare/165029

    È sempre più diffusa la sfiducia in una politica fatta di prese di posizione urlate e di schieramenti che si costruiscono attorno a questioni molto specifiche, per poi disperdersi rapidamente. Ciò finisce per allontanare i cittadini dalla politica, legittimando figure che rappresentano i valori dell’imparzialità e che prendono le distanze dalla concitazione dello scontro ideologico. Eppure, la partigianeria è un punto di partenza legittimo per una democrazia intesa come metodo per trovare accordi fra punti di vista anche molto differenti. Ma cosa vuol dire oggi essere di parte? Quali sono gli spazi di conflitto e di negoziazione?



    Nadia Urbinati
    E’ docente di Teoria politica nel Department of Political Science, Columbia University di New York, e insegna corsi alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e al”Università Bocconi. Ha insegnato a New York University, a New School for Social Research, a Science Po (Parigi) e all”Università UNICAMP (Brasile).


    Si occupa di pensiero politico moderno e contemporaneo; le sue ricerche si sono concentrate sul liberalismo e il liberal-socialismo italiani ed europei, sul cosmopolitismo e le teorie politiche federaliste, sulla rappresentanza politica e la teoria democratica. Negli ultimi anni ha concentrato la sua attività di ricerca sulle forme dell’opinione nelle democrazie rappresentative contemporanee, e in particolare il mito dell’impolitica e della competenza tecnica, le visioni populiste e il plebiscitarismo dell’audience.



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    https://ilpostodelleparole.it/
    28 min
  • Corrado Fortuna "L'ultimo lupo"
    Corrado Fortuna
    "L'ultimo lupo"
    Rizzoli Editore
    https://www.rizzolilibri.it/

    Tancredi Pisciotta ha quarant’anni, è nato a Palermo ma vive a Milano. Sente forte la mancanza di un figlio, che sembra non arrivare mai. E sente forte la Camurrìa, che invece sembra perseguitarlo. Ha bisogno di staccare e così si rifugia a Piano Battaglia, nelle Madonie. In quel pezzetto di terra sperduto tra le montagne siciliane, mezzo secolo prima, suo nonno Adelmo ha portato una casa mobile, che è diventata l’abitazione di famiglia. In quel luogo Tancredi spera di ritagliarsi qualche giorno di pace.Mai però avrebbe immaginato di essere catapultato tra le maglie di un mistero. Dopo una notte di luna piena infatti è lui a ritrovare il corpo di Amir, un pastore marocchino: è riverso a terra, con un grosso ramo vicino alla testa. Dalla sua bocca escono due parole debolissime: «Il lupo». Ma l’ultimo lupo delle Madonie è stato ammazzato tanto tempo prima. A Piano Battaglia la gente mormora; c’è anche Angela. È bionda, sulla ventina, di una bellezza selvatica, e non parla da quando era bambina. Dentro i suoi occhi si celano segreti più grandi di lei. Toccherà a Tancredi guadagnarsi la fiducia di questa strana ragazza, per riportare a galla verità nascoste in un remoto passato.In un romanzo caldo e amaro come la Sicilia, Corrado Fortuna si misura con le passioni indecifrabili dell’animo umano. Rivelazione dopo rivelazione, esplora i lati più inaspettati di personaggi sorprendenti, costretti a fare i conti con le proprie vite e con un enigma insondabile custodito dai boschi.




    Corrado Fortuna è nato a Palermo nel 1978. Attore, autore per il cinema e per la televisione e regista, ha lavorato tra gli altri con Paolo Virzì, Franco Battiato, Riccardo Milani. Ha esordito con Un giorno sarai un posto bellissimo (2014) e per Rizzoli ha pubblicato L’amore capovolto (2018).




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    18 min
  • Gabriele Magrin "Biennale Democrazia"
    Gabriele Magrin
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/



    Gabriele Magrin, curatore scientifico di "Biennale Democrazia"

    La settima edizione di Biennale Democrazia avrà luogo a Torino da mercoledì 6 a domenica 10 ottobre 2021. Il tema era già stato individuato nel corso del 2019. Poi è arrivato il 2020 e con esso l’epidemia che ha sconvolto le nostre vite, le nostre società e le nostre certezze. L’emergenza sanitaria ha fornito una dimostrazione esemplare della nostra dipendenza dal contesto globale: nel bene e nel male, nella vulnerabilità come nella solidarietà. Ma ha anche mostrato quanto rilevanti siano i legami – affettivi, culturali, politici, giuridici – che ci pongono in relazione diretta con gli altri, dando forma agli spazi di cittadinanza e a quello che ciascuno percepisce come “il proprio mondo”. Abitiamo la stessa terra, ma apparteniamo a mondi diversi.

    Biennale Democrazia 2021 avrà come punto di partenza proprio la nostra condizione di abitanti di un unico pianeta, sempre più connesso ma sempre più frammentato e si soffermerà sui tanti fattori che rendono difficile trovare risposte comuni a problemi di portata globale. Da qui il titolo: Un pianeta, molti mondi.

    In un pianeta in cui tutto pare interconnesso, diventa sempre più urgente imparare ad agire di concerto. La questione ecologica è l’emblema di un necessario aggiornamento dei nostri paradigmi, ma l’esigenza di coordinamento si impone tutte le volte che sono in gioco beni primari come la vita, la salute o la libertà.

    Di fronte a sfide di questa portata, forte è il rischio di farsi sedurre da scorciatoie autoritarie. A ben vedere però solo la democrazia può assicurare gli spazi di libertà e di autodeterminazione indispensabili per immaginare soluzioni mai prima d’ora sperimentate. Ma le società democratiche sapranno recuperare la forza morale e politica necessaria a imprimere mutamenti radicali alle forme consolidate di coesistenza? La varietà dei mondi umani produrrà una babele di rivendicazioni conflittuali o sarà in grado di coordinare gli sforzi in vista di fini comuni?

    Movimenti, Stati, organismi intergovernativi o sovranazionali: chi sarà in grado di assumere su di sé il compito di tale necessaria mediazione? Per parte nostra, non dobbiamo smettere di interrogarci e di discutere: molto del nostro futuro dipenderà dalla qualità delle istituzioni, delle società e dei cittadini.

    A partire da qui si articolano i quattro percorsi tematici della settima edizione.

    Pianeta-Mondo
    Sulla scia delle istanze di un movimento ambientalista globale composto perlopiù da giovani cittadini, la praticabilità di una “grande transizione” verso un’economia sostenibile sembrava, fino a ieri, il punto di partenza obbligato di ogni riflessione sugli scenari di lungo periodo. La crisi economica e sociale prodotta dalla pandemia sembra schiacciare, invece, ogni nostra preoccupazione sul breve periodo: urgono risposte efficaci e tempestive. La crisi potrebbe anche costringerci però a sperimentare nuove strade per affrontare questioni globali che non possono più essere rimandate.

    Dovremo prima di tutto ripensare radicalmente i limiti dell’azione dell’uomo sulla natura. Ma si aggiungono inevitabilmente altre questioni. Come riformare un sistema economico e finanziario sempre più vulnerabile, proprio a causa della scala globale su cui ormai opera? I tassi di crescita demografica mondiale potranno essere contenuti, e come? Sono più che mai aperti, infine, i grandi interrogativi suscitati dall’accelerazione scientifica e tecnologica degli ultimi decenni: quelli relativi per esempio all’intelligenza artificiale, alla manipolazione genetica, o alla diffusione delle nano e delle biotecnologie.

    Mondi contro
    A fronte di società sempre più connesse, si approfondiscono le fratture...
    21 min
  • Arianna Lombardelli "L'equazione della colpa"
    Arianna Lombardelli
    "L'equazione della colpa"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Anna è cresciuta a Bari, si è trasferita a Roma dove si è laureata in Matematica, si è sposata, ha avuto due figli. Ma in realtà – se ne accorge ora – è sempre rimasta ferma, forse non è mai partita. Ha vissuto confidando che ogni traguardo superato equivalesse a un nuovo inizio, un esordio di felicità. È stata figlia, sorella, poi moglie, e madre: attenta a rispondere alle aspettative che quei ruoli implicavano, con la sensazione di non aver mai inciso la scorza della realtà per assaporarla davvero, per capire che gusto ci sentiva lei.

    E ora? Come mettere in discussione un’esistenza in cui non si riconosce più, quando altre vite sono intrecciate alla sua? Il senso di colpa le stringe la gola e lei cerca una soluzione tra le ferree regole matematiche in cui si è sempre sentita serena. Durante le sedute di analisi, Anna scopre la fatica di trovare la propria voce, a tratti scomoda, ingombrante. Il desiderio di essere quella voce mai ascoltata riaccende delusioni, senso di fallimento, paura. Ma anche la consapevolezza che gli errori che ha commesso sono lei: se non si lascia paralizzare dal senso di colpa e dalla contemplazione delle macerie da lì può ripartire.

    Questo romanzo racconta un risveglio, uno di quelli bruschi che spezzano il fiato nel cuore della notte, lasciando però il germe di un’idea nuova. Come se, dopo aver viaggiato a lungo sottocoperta, vedendo solo piccole porzioni di mare attraverso gli oblò, la protagonista salisse sul ponte della barca per respirare il mare, tutto il mare che finalmente riesce a vedere.

    Seguendo Anna nella discesa al centro di se stessa, la scrittura di Arianna Lombardelli emoziona e ferisce, disegna l’appassionante vicenda di una “seconda” formazione, quella di una donna adulta che sostiene la responsabilità di una famiglia, realizzando che quella responsabilità è parte di un’immensa costruzione, con i suoi muri verticali, le stanze da arredare e gli affacci esposti ai venti.

    Arianna Lombardelli è nata a Bolzano nel 1970. Nel 2016 ha pubblicato il romanzo Non ti somiglio con la casa editrice Aliberti. Vive a Roma e lavora come consulente informatica nel settore dei trasporti nazionali.


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    29 min

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