il posto delle parole

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  • Tomaso Montanari "Chiese chiuse"
    Tomaso Montanari
    "Chiese chiuse"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/


    Memoria Festival, Mirandola
    1° Ottobre 2021, ore 21:00
    "Spazio chiesa"
    Con Tomaso Montanari
    https://memoriafestival.it/evento/spazio-chiesa/

    Migliaia di chiese sono oggi inaccessibili, saccheggiate, pericolanti. Altre sono trasformate in attrazioni turistiche a pagamento. Oggi non sappiamo cosa farcene, di tutto questo «ben di Dio», e bene pubblico: mancano visione, prospettiva, ispirazione. Ma è anche lí che si potrebbe costruire un futuro diverso. Umano


    Le antiche chiese italiane ci chiedono di cambiare i nostri pensieri. Con il loro silenzio secolare, offrono una pausa al nostro caos. Con la loro gratuità, contestano la nostra fede nel mercato. Con la loro apertura a tutti, contraddicono la nostra paura delle diversità. Con la loro dimensione collettiva, mettono in crisi il nostro egoismo. Con il loro essere luoghi essenzialmente pubblici sventano la privatizzazione di ogni momento della nostra vita individuale e sociale. Con la loro viva compresenza dei tempi, smascherano la dittatura del presente. Con la loro povertà, con il loro abbandono, testimoniano contro la religione del successo. Possiamo decidere che anche questi luoghi speciali che arrivano dal passato devono chinare il capo di fronte all’omologazione del pensiero unico del nostro tempo. O invece possiamo decidere di farli vivere: per aiutarci a vivere in un altro modo.


    Tomaso Montanari (1971) è professore ordinario di Storia dell'arte moderna all'Università per Stranieri di Siena. Si è sempre occupato della storia dell'arte del XVII secolo, cercando di rispondere alle domande poste dalle opere con tutti gli strumenti della disciplina: dalla filologia attributiva alla ricerca documentaria, dalla critica delle fonti testuali all'analisi dei significati, a una interpretazione storico-sociale. Per Einaudi ha scritto la postfazione ai due volumi de Le vite de' pittori scultori e architetti moderni di Giovan Pietro Bellori (2009), A cosa serve Michelangelo? (2011), Il Barocco (2012), Costituzione incompiuta (2013, con Alice Leone, Paolo Maddalena e Salvatore Settis), Privati del patrimonio (2015), La libertà di Bernini (2016), con Vincenzo Trione, Contro le mostre (2017), Velázquez e il ritratto barocco (2018), L'ora d'arte (2019), La seconda ora d'arte (2021) e Chiese chiuse (2021).




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    https://ilpostodelleparole.it/
    16 min
  • "Non è questo che sognavo da bambina"
    Sara Canfailla, Jolanda Di Virgilio
    "Non è questo che sognavo da bambina"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    Neolaureata. Coinquilina. Fuorisede. Precaria. Se dovesse descriversi, Ida lo farebbe così. E da oggi aggiungerebbe alla lista: stagista. Stagista in una grande-e-importante-agenzia-di-comunicazione. Non è quello che sognava da bambina, ma dopotutto non è la prima volta che le cose non vanno nella direzione sperata. Avrebbe voluto vivere ovunque tranne che a Milano, e vive a Milano. Voleva una relazione stabile, ed è stata lasciata. Ha studiato per diventare sceneggiatrice, e invece fa la social media manager. Ogni mattina si trascina in ufficio e, tra meeting, brainstorming e tante altre parole che finiscono in -ing, ci resta fino a sera, impegnata in un lavoro che non riesce a capire che lavoro sia, circondata da colleghi che sono simpatici e brillanti, sì, ma solo tra di loro. Fino al giorno in cui, stanca di una vita che troppo spesso si riduce a essere un pendolo che oscilla tra un file Excel e la prossima sbronza, Ida capisce che, per sopravvivere, deve adattarsi, assomigliare di più a loro – i suoi colleghi, il suo capo – e meno a sé stessa. E mentre le ambizioni cambiano e il confine tra giusto e sbagliato si fa inconsistente, rincorrerei suoi sogni diventa un capriccio che non può più concedersi. È ora di crescere: ridimensionare le aspettative e accettare i compromessi. Così, quando le arriva la notizia di un concorso a cui candidare il suo cortometraggio, Ida non sa che fare. Quasi non ricorda più chi volesse diventare da bambina. Ma non si può mai mentire del tutto a sé stessi. Almeno, non a quello che c’è in fondo alla propria anima.Nel loro esordio, Sara Canfailla e Jolanda Di Virgilio raccontano con leggerezza e autenticità che cosa significa diventare adulti oggi. I fallimenti, le paure e le ambiguità di un momento di passaggio obbligatorio e doloroso, in cui i punti di riferimento crollano e bisogna costruirne di nuovi. L’unica cosa che rimane è un sogno. Un sogno che, anche quando resta chiuso in un cassetto, continua a parlarci. Ed è proprio sapere che è lì che ci fa sentire vivi.



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    24 min
  • Piero Boitani "Memoria Festival"
    Piero Boitani
    "Memoria Festival"
    https://memoriafestival.it/


    Memoria Festival, Mirandola
    Venerdì 1° ottobre 2021, ore 15:30
    Moby Dick
    Con Piero Boitani
    “Moby Dick non ti cerca. Sei tu che insensato cerchi lei!” Imprendibile, sfuggente e crudele, la balena protagonista del capolavoro di Herman Melville torna a esercitare tutto il proprio misterioso fascino grazie all’analisi del filologo e critico letterario Piero Boitani, che come Achab si è messo sulle tracce del mitologico cetaceo.


    Piero Boitani, filologo, critico letterario, dantista e traduttore italiano. Insegna Letterature Comparate alla Sapienza di Roma ed è socio dell’Accademia dei Lincei e della British Academy. I suoi libri più recenti sono: La prima lezione sulla letteratura (Laterza, 2007), Letteratura europea e Medioevo volgare (Il Mulino, 2007), Il Vangelo secondo Shakespeare (Il Mulino, 2009) e Il grande racconto delle stelle (Il Mulino, 2013). Per Einaudi ha scritto Riconoscere è un dio (2014) e ha curato l’edizione delle Opere di Geoffrey Chaucer.



    "Moby Dick"
    Herman Melville
    Adelphi
    https://www.adelphi.it/

    «Il primo capitolo di Moby Dick comincia con una dichiarazione non umana, ma angelica. Call me Ishmael: chiamatemi Ismaele, non già mi chiamo Ismaele. Non ha importanza il nome del protagonista narratore, ma ciò che egli simboleggia. Ismaele è l’uomo che si sa dotato di una superiorità non riconosciuta dal mondo: il primogenito di Abramo è un bastardo cacciato nel deserto, fra altri reietti; là impara a sopravvivere a questa morte, in perfetta solitudine, indurito contro le avversità».
    Elémire Zolla

    Nella celebre traduzione di Cesare Pavese, il romanzo che più di ogni altro si avvicina alla potenza del mito.


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    24 min
  • Adriano Ercolani "Biennale Democrazia"
    Adriano Ercolani
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/



    Giovedì 7 Ottobre 2021, ore 21:00
    Chi dice #cancelculture
    Marco Damilano, Adriano Ercolani e Helena Janeczek
    in collaborazione con Salone Internazionale del Libro di Torino



    La denigrazione morale, il boicottaggio e la cancellazione delle concezioni del mondo opposte alle proprie hanno accompagnato la storia dell’umanità (damnatio memoriae, iconoclastia, ostracismo). Ma nel momento in cui, dopo Mee Too e Black Lives Matter, molte e disparate voci si sono levate per condannare l’intolleranza presente nella Cancel Culture, qualcosa di nuovo sembra essersi manifestato, rispetto all’antico copione. I rapporti di potere paiono invertiti. Ad essere imputati di azioni censorie, lesive della libertà, sono ora soggetti privati per secoli del monopolio simbolico e culturale che conferisce potere: donne, neri, non-etero. E allora ci si domanda: la cancel culture esprime un bisogno di rinnovamento? Minaccia le nostre libertà? Ma soprattutto, esiste?


    Adriano Ercolani, saggista e divulgatore, pubblica regolarmente interventi sulle pagine culturali di diverse testate nazionali (Linus, Il Fatto Quotidiano online, Repubblica XL, L’Indiscreto, Minima&moralia, Nazione Indiana, Linkiesta). Tra i suoi temi prediletti, la riflessione sul confine tra libertà d’espressione e discorso d’odio. Collabora al progetto filosofico Tlon.


    Biennale Democrazia è una manifestazione culturale promossa dalla Città di Torino e realizzata dalla Fondazione per la Cultura Torino. Obiettivo dell’iniziativa è la diffusione di una cultura della democrazia che sappia tradursi in pratica democratica. Biennale Democrazia è un laboratorio permanente d’idee aperto a tutti, con una particolare attenzione nei confronti degli studenti delle scuole superiori e dell’università. Il progetto si articola in una serie di momenti preparatori e di tappe intermedie – dagli incontri negli istituti scolastici ai workshop di discussione tematica – che culminano, ogni due anni, in cinque giorni di appuntamenti pubblici: lezioni, dibattiti, letture, forum, seminari di approfondimento e momenti diversi di coinvolgimento attivo della cittadinanza.Tutto ciò con la presenza dei più autorevoli protagonisti della cultura nazionale e internazionale, e con la collaborazione di oltre 70 tra istituzioni, enti e associazioni, che rendono possibile una ricca circolazione di idee, suggestioni, proposte.


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    25 min
  • Giuseppe Martini "Opera: il palcoscenico della società"
    Giuseppe Martini
    "Opera: il palcoscenico della società"
    Una mostra sul rapporto fra opera e società
    Parma Capitale Italiana della Cultura 2021
    Palazzo del Governatore, fino al 13 gennaio 2022


    L’esposizione, curata dalla storica dell’arte Gloria Bianchino e dallo studioso verdiano Giuseppe Martini, su progetto di allestimento scenografico a cura di Margherita Palli Rota, è prodotta da Comune di Parma e realizzata da Casa della Musica, in collaborazione con la Fondazione Teatro Regio di Parma.

    Opera vuole esplorare il rapporto biunivoco fra opera e società: 514 i pezzi esposti tra quadri, volumi antichi, stampe, fotografie, libretti, riviste, documenti d’archivio, costumi, oggetti di scena e materiali audiovisivi e sonori, provenienti da 75 prestatori pubblici e privati.
    Tra le opere in mostra: i quadri di Francesco Hayez I vespri Siciliani (1846) dalla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, e Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima Crociata (1835) dalla Collezione della Fondazione Cariplo di Milano; il dipinto Au théatre di Federico Zandomeneghi (1885-1895) dall’Istituto Matteucci di Viareggio; una sezione di ritratti di Lina Cavalieri, tra cui il Ritratto di Lina Cavalieri di Cesare Tallone (1905) dalla Galleria Campari di Milano, e la serie di fotografie di Francesco Paolo Michetti da Archivio Alinari di Firenze; il lacerto ‘W Verdi’ dai Musei Civici di Treviso; il libretto originale dell'Orfeo di Monteverdi dalla Biblioteca Teresiana di Mantova; abiti di scena e da sera, tra cui un pezzo di Balenciaga da Tirelli Costumi di Roma.

    Nonostante per secoli il suo pubblico sia appartenuto all’aristocrazia, l’opera è divenuta nel tempo sinonimo di passione popolare, riuscendo a valicare la dimensione del divertimento e dello spettacolo per diventare non solo memoria collettiva, ma rappresentazione dell’identità di una nazione. Lungo 20 sale del Palazzo del Governatore si apre un percorso articolato in tre sezioni che indaga l’influenza dell’opera sugli usi e costumi del tempo e sullo scenario politico: un vero e proprio viaggio attraverso l’universo operistico nel suo legame con i processi di autonomia nazionale, i valori civili della comunità e la riflessione sulla propria identità e sul proprio passato.

    Il mondo dell’opera è presentato sotto vari aspetti: il suo pubblico e il modo di stare in teatro; le strade che il melodramma ha intrapreso per avvicinarsi a un pubblico più ampio e i mezzi che gli hanno permesso di scendere dal palcoscenico per farsi conoscere fuori dal teatro; l’influenza esercitata sulla cultura e sull’immaginario collettivo; il suo dialogo con la politica, tra arte di regime, protesta e censura; il contributo all’ampliamento delle conoscenze linguistiche attraverso i libretti; e infine i cambiamenti delle modalità di ascolto, dagli organetti meccanici fino al disco, e il rapporto con vecchi e nuovi strumenti di comunicazione, dalla radio alla televisione e al web.

    A partire dal territorio di Parma – ricco di tradizione e nomi che hanno fatto la storia quali Giuseppe Verdi e Arturo Toscanini – i visitatori possono scoprire nel percorso espositivo il segreto della longevità dell’opera che si rivela al tempo stesso plasmabile al mutamento dei tempi e conservatrice dei riti del vivere insieme, dall’abbigliamento alla gastronomia, in particolar modo a Parma, dalla gestualità fino all’immaginario visivo. In mostra anche locandine, cartoline e caricature su riviste e calendari che nel corso degli anni hanno cambiato il modo di rappresentare l’opera, i suoi personaggi e i momenti scenici più popolari.


    Il percorso espositivo

    Le prime otto sale dell’esposizione (Stanze 1 e 2 Dalla nascita alla maturità – Stanza 3 Censura – Stanza 4 Protesta politica – Stanze 5 e 6 Opera e regimi – Stanze 7 e 8 Opera, politica e contemporaneità) si soffermano sull’influenza reciproca tra...
    26 min
  • Alessia Guarraci "Silenzi al quadrato"
    Alessia Guarraci
    "Silenzi al quadrato"
    Edizioni Il Foglio
    https://www.edizioniilfoglio.com/


    Con la carta è sincera, Alessia, non nasconde la sua umanità che si impasta di passione e vigore, non cela la sua sete d'Infinito, la sua spiritualità tenace e tenera, persistente e resistente. Scoprirla sorprende, scende nell'anima e viene quasi a illuminarla, come quando, cautamente, assaggiamo un frutto esotico, a piccoli morsi e ci accorgiamo con meraviglia e gratitudine che il succo scende lungo la gola, stillando dolcezza; ci resta allora il sapore di qualcosa di buono, ci infonde gocce di coraggio, ci sussurra di leggere con parole sfrontatamente sincere le "pennellate di tenerezza" disseminate tra noi.
    (Prof.ssa Silvia Caffarelli)


    Perdiamoci
    In quell’orizzonte cristallino,
    dove solo la luna può spiare
    e il sole immaginare.
    Guardami non ti stancare!

    Tuffiamoci senza paura
    in una fascia ambrata:
    tiepida come la pelle
    saporita come un arancia sulle labbra.
    Perdiamoci,

    dove i gabbiani passeggiano
    e i respiri si alternano,

    tra la bellezza degli occhi
    e il profumo di noi.






    Sapore senza confine

    A luminosi sorsi
    dichiariamo
    l’amore al sole
    senza soffocarci
    parliamo veloce,
    per timore di arrossire,
    …
    oltre le nuvole
    scorre l’estate nelle vene!
    Io sto, non so …

    dietro le quinte
    si ha il terrore

    ma adesso so:

    che si impara l’attesa
    e si brinda all’amicizia
    dei primi capelli bianchi.






    Resistenze e Arrese

    In una stanza dal tetto costellato
    Lei e Lui
    alternano:
    morsi - baci
    si - no
    resistenze – arrese
    dopo le prime lotte
    una virgola:
    apnee di silenzi
    labbra mielate e sguardi persi,
    si nascondono in lunghi capelli
    componendo note mai scoperte.
    Manette in cuori di gomma
    ricamano con le dita
    percorsi brevi per arrivare a dissetarsi;
    l’armonia di una notte calda
    si sveglierà in un’alba:

    sconosciuta
    confusa
    abbandonata,
    tra cuscini a destra
    e malinconia a sinistra.









    https://youtu.be/Ir4MNPKd4bk



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    https://ilpostodelleparole.it/
    19 min
  • Gabriella Airaldi "Essere avari"
    Gabriella Airaldi
    "Essere avari"
    Storia della febbre del possesso
    Marietti Editore
    https://www.mariettieditore.it/


    L’avaro è un individuo meschino, capace di ogni bassezza, insopportabile alla società in cui vive. La sua figura è avvolta in ogni tempo da biasimo e condanna, ironia e disprezzo. Una fisionomia che ha le sue radici nel mito e nelle sue più recenti riscritture: Creso, Euclione, Shylock, Arpagone, Ebenezer Scrooge, Paperon de’ Paperoni, Gordon Gekko. Nomi che si rincorrono nei secoli per disegnare un identikit spregevole.
    L’opinione comune di una vita che oscilla perennemente tra il vizio e la virtù, in una lotta costante, pone l’avidità, il febbrile desiderio di possedere, alla base del comportamento dell’avaro. Eppure, la vita non è un gioco di estremi e le sfumature sono molte.
    Avarizia è termine proteiforme, che può indicare diverse cose, in relazione ai tempi e ai luoghi. Quante sono le sembianze dell’avaro? In quanti modi si possono descrivere? E quanti significati racchiude il vocabolo “avarizia”? La questione resta aperta, come accade ai grandi temi di lunga durata.


    Gabriella Airaldi, specialista di Storia mediterranea e di Storia delle relazioni internazionali, ha insegnato Storia medievale all’Università di Genova. Con Marietti 1820 ha pubblicato Storia della Liguria (2008-2012), Gli orizzonti aperti del medioevo. Jacopo da Varagine tra santi e mercanti (2017) e Il ponte di Istanbul. Un progetto incompiuto di Leonardo da Vinci (2019).




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    24 min
  • Davide Barbato "Play with Food"
    Davide Barbato
    "Play with Food"
    https://www.playwithfood.it/

    La decima edizione di Play with Food, il primo festival di teatro e arti performative interamente dedicato al cibo


    un progetto di Associazione Cuochilab
    ideato da Davide Barbato e creato da Davide Barbato e Chiara Cardea
    direzione artistica Davide Barbato
    con il contributo di Ministero della Cultura, Città di Torino, Torino Arti Performative,
    Fondazione Sviluppo e Crescita CRT
    con il supporto di Camera di commercio di Torino



    A Torino, da sabato 2 a domenica 10 ottobre 2021, è in programma la decima edizione di Play with Food – La scena del cibo, in Italia il primo e unico festival teatrale interamente dedicato al cibo e alla convivialità, con la direzione artistica di Davide Barbato. Il festival è realizzato grazie al contributo del Ministero della Cultura, della Città di Torino, di Torino Arti Performative e della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, e con il supporto della Camera di commercio di Torino.
    Il festival è nato nel 2010 da un’idea di Davide Barbato per i Cuochivolanti, creato da Davide Barbato e Chiara Cardea (che lo ha co-diretto fino a marzo 2019), e organizzato da Associazione Cuochilab.
    L'annuncio della decima edizione è accompagnato dal recente riconoscimento da parte del Ministero della Cultura, che sosterrà il festival attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo 2021: un'importante conferma della peculiarità e della rilevanza artistica di Play with Food nel contesto dei festival di teatro italiani.
    Come suggerisce la nuova immagine di Cesco Rossi, la decima edizione sarà un banchetto allegro e barocco, sorprendente e pantagruelico, importante per numeri e per qualità artistica, tra spettacoli, momenti conviviali ed eventi speciali: ben 11 giorni di programmazione, 13 compagnie e 26 appuntamenti dislocati in tutta la città, con 4 prime assolute, 1 prima nazionale e 4 prime regionali. Per la prima volta al festival, 2 compagnie straniere. Un programma ampio e variegato, costruito anche grazie alle ben 138 candidature delle compagnie che hanno presentato i propri progetti all'open call di gennaio 2021.




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    12 min
  • Maurizio Fiorino "Macello"
    Maurizio Fiorino
    "Macello"
    edizioni e/o
    https://edizionieo.it/


    «La vedi casa nostra, lassù?» mi domandò una mattina mio padre. «Guardala, è scomparsa. Un giorno anch’io me ne andrò senza dire niente a nessuno».
    Ho sempre pensato che mio padre avesse un’altra vita, perché da qualche parte, anche se sei la persona più triste del mondo, l’idea di felicità, fosse solo per un attimo, deve pure incuriosirti.

    Anni ’70. In un Sud desolato e arcaico, Biagio, figlio unico e orfano di madre, viene cresciuto dal padre, Bruno, macellaio del paese, uomo prigioniero dei propri silenzi. Sarà proprio la sua figura irrequieta e instabile a insinuare in Biagio il dubbio che quell’incomunicabilità piena di spigoli nasconda una verità mai detta.

    Ci sono Vittorio, il vecchio “vizioso” del paese che paga i ragazzini in cambio di rapporti squallidi, e Lia, la vicina di casa che usa rituali magici fino a diventarne ossessionata. Ci sono Elsa, l’unica donna che sembra in grado di amare suo padre ma che scompare con la stessa rapidità con la quale si infila nella loro vita, e Sara, una vecchia compagna delle scuole elementari che il protagonista finirà per sposare e che proverà, invano, a rendere felice. Infine lui, Alceo, un giovane sognatore che farà respirare a Biagio l’unico istante di tregua di quel mondo-tritacarne nel quale, prima o poi, si finisce.



    Maurizio Fiorino è nato a Crotone nel 1984. Dopo un'infanzia turbolenta in Calabria si è trasferito prima a Bologna per frequentare il DAMS, poi a New York dove ha studiato storytelling all’International Center of Photography. Ha esposto in diverse gallerie statunitensi e frequentato gli ambienti artistici newyorchesi per quasi un de­cennio. Nel 2014 ha esordito con il romanzo Amodio, seguito due anni dopo da Fondo Gesù. Presso le nostre edizioni ha pubblicato Ora che sono Nato (2019) e il racconto breve Erbacce (2020). Attualmente scrive di cultura su diverse testate, tra le quali La Repubblica, Robinson, Il Venerdì e L’Espresso.




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    23 min
  • Sara Saorin, Francesca Segato "Camelozampa"
    Sara Saorin, Francesca Segato
    "Camelozampa"
    https://www.camelozampa.com/


    Camelozampa è una casa editrice di libri per ragazzi, albi illustrati e narrativa dalle prime letture fino ai giovani adulti.


    Il 3 ottobre 2011 usciva Potterologia, il primo titolo di Camelozampa, una nuova avventura editoriale nata da due piccole case editrici. Da allora, abbiamo pubblicato decine di nuovi libri, portato per la prima volta sugli scaffali grandissimi autori e illustratori e imperdibili titoli fino ad allora dimenticati della letteratura per ragazzi. Abbiamo tessuto reti, incontrato persone straordinarie, che scrivono, disegnano, leggono, continuano a inventare nuovi modi per far incontrare la lettura ai ragazzi.
    Oggi Camelozampa, festeggia i suoi primi dieci anni di libri!


    Camelozampa è una casa editrice indipendente nata nel 2011 e specializzata in picture book e narrativa per bambini e ragazzi, fino a giovani adulti. Produce libri di qualità, prestando grande attenzione a ogni aspetto, dai contenuti ai materiali (con l'utilizzo ad esempio di carta in fibra di mais o certificata FSC). Tra i suoi punti di forza la riscoperta di capolavori internazionali della letteratura per ragazzi, mai arrivati prima in Italia o finiti troppo presto fuori catalogo: tra questi, i titoli di Quentin Blake, Anthony Browne, Jimmy Liao, Tomi Ungerer, Marie-Aude Murail, Guus Kujer e molti altri. A queste riscoperte affianca un lavoro di scouting per dare spazio alla creatività di autori e illustratori italiani, emergenti o già affermati. Dal 2018 Camelozampa è una casa editrice ad alta leggibilità. Camelozampa è vincitrice del BOP 2020 Bologna Prize for the Best Children's Publishers of the Year per l’Europa.



    Sara Saorin, laureata alla Scuola Interpreti e Traduttori di Bologna, è co-fondatrice di Camelozampa, per la quale ha tradotto i romanzi di Marie-Aude Murail, Christophe Léon, Christian Bobin, Alexandre Jardin e numerosi albi di autori come Michael Foreman, Quentin Blake e Anthony Browne.
    Continua a lavorare come traduttrice, soprattutto in ambito scientifico-divulgativo, e per Camelozampa anima le collane “I draghi” (saggistica sul fantastico) e “Gli arcobaleni” (narrativa per pre-adolescenti).




    Giornalista e scrittrice, vive e lavora nella zona dei Colli Euganei.
    Tra i fondatori di Zampanera Editore, poi confluita in Camelozampa, da anni tiene laboratori di lettura animata e scrittura creativa per bambini.




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