il posto delle parole

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  • Sara Saorin, Francesca Segato "Camelozampa"
    Sara Saorin, Francesca Segato
    "Camelozampa"
    https://www.camelozampa.com/


    Camelozampa è una casa editrice di libri per ragazzi, albi illustrati e narrativa dalle prime letture fino ai giovani adulti.


    Il 3 ottobre 2011 usciva Potterologia, il primo titolo di Camelozampa, una nuova avventura editoriale nata da due piccole case editrici. Da allora, abbiamo pubblicato decine di nuovi libri, portato per la prima volta sugli scaffali grandissimi autori e illustratori e imperdibili titoli fino ad allora dimenticati della letteratura per ragazzi. Abbiamo tessuto reti, incontrato persone straordinarie, che scrivono, disegnano, leggono, continuano a inventare nuovi modi per far incontrare la lettura ai ragazzi.
    Oggi Camelozampa, festeggia i suoi primi dieci anni di libri!


    Camelozampa è una casa editrice indipendente nata nel 2011 e specializzata in picture book e narrativa per bambini e ragazzi, fino a giovani adulti. Produce libri di qualità, prestando grande attenzione a ogni aspetto, dai contenuti ai materiali (con l'utilizzo ad esempio di carta in fibra di mais o certificata FSC). Tra i suoi punti di forza la riscoperta di capolavori internazionali della letteratura per ragazzi, mai arrivati prima in Italia o finiti troppo presto fuori catalogo: tra questi, i titoli di Quentin Blake, Anthony Browne, Jimmy Liao, Tomi Ungerer, Marie-Aude Murail, Guus Kujer e molti altri. A queste riscoperte affianca un lavoro di scouting per dare spazio alla creatività di autori e illustratori italiani, emergenti o già affermati. Dal 2018 Camelozampa è una casa editrice ad alta leggibilità. Camelozampa è vincitrice del BOP 2020 Bologna Prize for the Best Children's Publishers of the Year per l’Europa.



    Sara Saorin, laureata alla Scuola Interpreti e Traduttori di Bologna, è co-fondatrice di Camelozampa, per la quale ha tradotto i romanzi di Marie-Aude Murail, Christophe Léon, Christian Bobin, Alexandre Jardin e numerosi albi di autori come Michael Foreman, Quentin Blake e Anthony Browne.
    Continua a lavorare come traduttrice, soprattutto in ambito scientifico-divulgativo, e per Camelozampa anima le collane “I draghi” (saggistica sul fantastico) e “Gli arcobaleni” (narrativa per pre-adolescenti).




    Giornalista e scrittrice, vive e lavora nella zona dei Colli Euganei.
    Tra i fondatori di Zampanera Editore, poi confluita in Camelozampa, da anni tiene laboratori di lettura animata e scrittura creativa per bambini.




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    18 min
  • Barbara Masoni "ContemporaneA"
    Barbara Masoni
    "ContemporaneA"
    https://www.contemporanea-festival.com/

    Con ContemporaneA. Parole e storie di donne vogliamo creare un progetto, uno spazio dove confrontarsi, sognare e progettare, dove ascoltare gli interventi di scrittrici, artiste, imprenditrici. Una vocazione multidisciplinare e inclusiva che, da giugno con il rendez-vous sui social e a ottobre in presenza in occasione del festival, si fa contenitore di appuntamenti portatori di innovazione e cambiamento, come antidoto allo sviluppo di stereotipi, di passioni, ideali, esperienze, conversazioni, letteratura, spettacolo, teatro, musica ed emozioni.
    Il progetto nasce all’interno dell’associazione BI-BOx, da un’idea di Irene Finiguerra e Barbara Masoni, in collaborazione con la libreria Vittorio Giovannacci (Biella).

    Si ringrazia la Città di Biella, Assessorato alle Pari Opportunità, ATL Biellese e Turismo Valsesia e Vercelli, Camera di Commercio di Biella, Associazione PianoB, Ordine degli avvocati di Biella - comitato pari opportunità, Associazione Non sei sola.



    Barbara Masoni si laurea in Letteratura Inglese e consegue un Master in American Studies. La letteratura è la sua passione. Da oltre 20 anni lavora nel content management, copywriting, traduzione, editing e revisione di testi. Parallelamente collabora alla progettazione e organizzazione di eventi culturali. In particolare con Stefano Minola di Cigna Dischi (storico negozio di dischi in centro Biella) ha ideato e realizzato “Note a Margine”: presentano libri accostando alle loro note sul testo l'ascolto di brani musicali ispirati dalla lettura dei testi stessi, in un gioco di suggestioni culturali che coinvolge forme d'arte diverse.




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    17 min
  • Marco Vannini "Dialoghi sull'uomo"
    Marco Vannini
    "Dialoghi sull'uomo"
    https://www.dialoghisulluomo.it/


    Marco Vannini
    Oltre l’orizzonte dell’anima: il cammino della mistica
    domenica 26 settembre 2021, ore 10.00
    prenota il tuo posto: https://www.dialoghisulluomo.it/


    Una conferenza sulla mistica come “via del distacco”, che va oltre l’orizzonte dell’anima, verso lo spirito. Dopo un lungo oblio, la mistica sta infatti riemergendo non solo come unica possibilità di lingua universale delle religioni, in mezzo alla Babele dei linguaggi teologici, ma anche e soprattutto quale itinerario privilegiato verso la conoscenza essenziale, quella di noi stessi. Proprio sotto questo profilo, si deve infatti notare come non sia la teologia, tutta dipendente dai contenuti storicamente condizionati della Bibbia, e neppure la psicologia, frammentata in mille rivoli, a ricordare che l’essere umano è costituito non solo da corpo e anima, ma anche, e soprattutto, da spirito. Esso, infatti, emerge quale nostra realtà essenziale, libera e beatificante, solo dopo che ci si è liberati da tutte le determinazioni che ingombrano la psiche, che, come la mente-scimmia descritta dal buddhismo, saltella da un contenuto all’altro, senza mai trovare pace.



    Marco Vannini, filosofo, traduttore e accademico, già docente di Storia della Mistica all’ISR di Trento, da sempre impegnato nel recupero della grande tradizione mistico-speculativa, ha riportato alla luce autori dimenticati da secoli, come Meister Eckhart, Margherita Porete, Angelus Silesius, Sebastian Franck, fino al Liber de spiritu et anima appena edito. Per la chiarificazione del multiforme concetto di “mistica” e della sua storia, ha scritto: Introduzione alla mistica; Lessico mistico; Storia della mistica occidentale; La mistica delle grandi religioni. Alla riflessione sul significato filosofico universale della mistica ha dedicato gli studi: La religione della ragione; Dialettica della fede; Mistica e filosofia; Prego Dio che mi liberi da Dio; Oltre il cristianesimo; Mistica, psicologia, teologia. Per l’editore fiorentino Le Lettere, dirige attualmente la collana “Il tesoro nascosto” e la rivista semestrale Mistica e Filosofia.



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    25 min
  • Gianluca Orazi #comecambialalingua
    Gianluca Orazi
    #cambialalingua
    Siamo noi che cambiamo le parole
    Zanichelli Editore
    https://www.zanichelli.it/


    Nelle piazze di sei città una grande installazione-vocabolario inviterà a scoprire come è cambiato in un secolo il significato di 50 parole


    In occasione del lancio dell’edizione 2022 del vocabolario Zingarelli, con l’iniziativa #cambialalingua la casa editrice Zanichelli mostra, attraverso un percorso scientifico di comparazione, l’evoluzione di 50 lemmi nelle varie edizioni dello Zingarelli dal 1922 al 2022.

    Per esempio:
    Bolla. Sullo Zingarelli del 1922 è il “rigonfiamento che fa l’acqua piovendo, o bollendo, o gorgogliando”, cui nel 1970 si aggiunge il significato figurato (“in una bolla di sapone”: nel nulla). Nel 1994 il vocabolario registra il riferimento alla livella a bolla d’aria (“in bolla”: perfettamente orizzontale); nell’edizione 2001 entrano la bolla speculativa, nel 2020 la bolla come “condizione di isolamento” e la bolla di filtraggio. Nel 2022, infine, bolla è, con significato figurato, “condizione di isolamento e protezione, specialmente per contrastare un possibile contagio e in riferimento a un gruppo”: bolla di squadra, reparto bolla di un ospedale.

    Coppia. Passa da "due cose o persone o bestie messe e considerate insieme per qualche fine" (Zingarelli 1922) a "due elementi della stessa specie considerati nel loro complesso" (2022), con l'ingresso, nell'edizione del 2000, delle coppie di fatto.

    Resistenza. Nell’edizione del 1922 era semplicemente la "forza del resistere, saldezza, fermezza" e il "contrasto contro l'assalitore". Dall'edizione dello Zingarelli del 1959 vengono citate la resistenza francese e italiana contro i tedeschi. L'edizione del 1970 la definisce come "movimento di lotta politico-militare sorto in tutti i paesi d'Europa contro i nazisti e i regimi da questi sostenuti durante la seconda guerra mondiale".

    Lo Zingarelli accoglie parole nuove - i neologismi veri e propri, sia di normale derivazione italiana sia forestierismi. Non solo: aggiorna le parole già presenti, con l’inserimento di nuovi significati e nuovi modi di dire che riflettono cambiamenti del linguaggio consolidati nel corso del tempo. Come un notaio, il vocabolario attesta e testimonia; non giudica e non delibera.

    Con #cambialalingua Zanichelli continua a promuovere la consapevolezza della nostra lingua con iniziative che coinvolgono in modo inedito il pubblico. Siamo noi infatti che cambiamo l’italiano mentre parliamo e scriviamo, modificando i significati delle parole e inventando nuovi modi di dire. Abbiamo quindi una responsabilità individuale e collettiva sulla nostra lingua.

    Nelle piazze di Torino, Milano, Padova, Forlì, Roma e Lecce un grande vocabolario interattivo di 4 metri per 3, con un monitor touch screen inviterà a scoprire la storia di queste parole (ad esempio "coppia", "resistenza", …) che riflette il cambiamento dei modi di vivere, delle leggi e delle tecnologie.

    Chi si presenterà in una delle sei piazze davanti al grande vocabolario interattivo potrà farsi scattare e ricevere una fotografia istantanea accanto al vocabolario o a una delle definizioni evidenziate sul monitor, proporre un significato diverso e condividerlo con l’hashtag #cambialalingua.

    Il progetto offre un’ulteriore chiave di lettura sull’evoluzione delle parole grazie alla collaborazione con lo scrittore Marco Balzano, che per ogni parola ha scritto un breve testo che ne riassume e interpreta la storia.

    Bolla. Il nostro mondo si sta riempiendo di bolle. Se prima era semplicemente un “rigonfiamento” di forma circolare e una metafora per indicare un’intenzione caduta nel vuoto (è finito tutto in una bolla di sapone), ora c’è molto di più. Chi vive isolato per lungo tempo vive in una bolla; chi perde i suoi investimenti in...
    14 min
  • Barbara Codogno "Racconti americani"
    Barbara Codogno
    "Racconti americani"
    Apogeo Editore
    https://www.apogeoeditore.it/

    Con penna ferma come bisturi affilato, che sembra preso in prestito a un anatomopatologo, Barbara Codogno in questi “Racconti Americani” usa un linguaggio che spolpa la realtà per arrivare dritto e impietoso all’osso della storia. Racconti veloci, crudi, scritti con una prosa mai leziosa o autocompiaciuta che mescola continuamente il pensiero al parlato e alla narrazione. Senza mai indugiare nelle descrizioni, accennando piuttosto ai luoghi e ai protagonisti con pennellate rapide e pastose. L’America ci appare nella sua violenza quotidiana, fatta di serial killer, di omicidi brutali, di devianza e povertà. L’America come l’abbiamo vista tutti nello sconvolgente omicidio che è entrato nelle nostre case: la morte di George Floyd, ucciso bestialmente da un poliziotto. Barbara Codogno ci mostra anche la profonda periferia americana, non meno brutale, talvolta ambientando i racconti ai margini delle città, o raccontando minuscole storie di piccoli uomini che abitano quartieri sperduti come loro. Racconti che attraversano l’America geograficamente e storicamente: da Fargo ad Albuquerque, dagli anni ’50 alle ultime serie televisive. C’è un filo sottile che lega insieme i racconti: il marcio che sale dai cassonetti dell’immondizia e dalle discariche e i lampeggianti rossi e blu della Polizia. Questo libro racconta l’incubo americano, lo si beve tutto d’un fiato come fosse una medicina, scivola nello stomaco come un cucchiaio di sciroppo amaro. Ma è una lettura che non cura. E non consola.


    Barbara Codogno è nata a Padova sotto il segno del Leone. Si è laureata in filosofia estetica con una tesi sul filosofo René Girard e negli anni ha continuato, anche viaggiando molto, a indagare su concetti quali il sacro, la violenza, il capro espiatorio e il desiderio mimetico. Giornalista, scrive, tra l'altro, per le pagine culturali del "Corriere del Veneto". Critica d’arte e curatrice, si occupa di arte contemporanea rintracciando nella nuova figurazione la propria dimensione estetica elettiva. Ha scritto poesie, racconti e romanzi. Tra le sue pubblicazioni l’antologia poetica "Metrolieder" (Apogeo Editore), il romanzo "Tutti figli della serva" (Gaffi Editore). Per i tipi della Cleup ha ultimamente pubblicato il romanzo “Il dio dei topi”.





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    19 min
  • Laura Di Corcia "Diorama"
    Laura Di Corcia
    "Diorama"
    Edizioni Tlon
    https://tlon.it/edizioni-tlon/


    Il farsi e il disfarsi della storia, il mondo vegetale come elemento che contiene il divenire, un mondo che è cristallo, cenere, e poi ancora cristallo: sono queste alcune delle immagini che dipinge Laura Di Corcia in Diorama, in un gioco di rimandi dove l’autrice e altri personaggi emergono dall’ombra per poi riconsegnarsi, inevitabilmente, a essa.
    In Diorama si legge la vastissima raffigurazione di un mondo in movimento, sia attraverso lo spazio che all’interno del proprio vissuto. Entrambi percorsi faticosi ma illuminanti.



    All’incrocio fra il Tigri e l’Eufrate
    una donna di argilla
    mescolava il tempo.

    Accanto a lei cadevano
    foglie accatastate
    pere, mele, milioni di libri.

    Tutto si depositava
    in silenzio, nel vuoto
    si decomponeva subito dopo.

    In mezzo alle gambe
    appassivano le ultime stelle
    fiorivano i predatori.



    Laura Di Corcia vive nella Svizzera italiana e svolge la professione di giornalista culturale e autrice televisiva, collaborando con il «Corriere del Ticino», il settimanale «Azione» e la radiotelevisione della Svizzera italiana. Ha curato la biografia di Giancarlo Majorino, pubblicata dalla casa editrice «La vita felice» nel 2014 con il titolo Vita quasi vera di Giancarlo Majorino. Il suo primo libro, Epica dello spreco, è stato recensito su diversi quotidiani e riviste, fra cui “Il Manifesto”, “Gradiva”, il blog di “Huffigton Post” e “Il Corriere del Ticino”. Alcuni testi sono stati tradotti in inglese e pubblicati sul «Journal of italian translation». In tutte le direzioni, pubblicato per LietoColle-La Gialla, è il suo secondo libro di poesie – la prima parte del lavoro, con il titolo Traduzioni e microsismi, si è aggiudicata il Premio della critica al Premio Rimini.



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    https://ilpostodelleparole.it/
    26 min
  • Federico Giudiceandrea
    Federico Giudicendrea
    curatore della mostra
    "Escher"
    Palazzo Ducale di Genova
    https://www.mostraescher.it/

    Palazzo Ducale di Genova è pronto ad accogliere, fino al 20 febbraio 2022, la
    più grande e completa mostra antologica dedicata al grande genio olandese Maurits Cornelis
    Escher, oggi uno degli artisti più amati a livello globale e i cui mondi impossibili sono entrati
    nell’immaginario collettivo rendendolo una vera icona del mondo dell’arte moderna.
    Con oltre 200 opere e i suoi lavori più rappresentativi come Mano con sfera riflettente (1935),
    Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata,
    la mostra presenta in 8 sezioni un excursus della sua intera e ampia produzione artistica.
    Per la prima volta, a Genova il pubblico potrà esperire l’immaginifico universo escheriano tramite
    inedite sale immersive e strutture impossibili che saranno messe a confronto con opere di grandi
    artisti visionari del calibro di Giovanni Battista Piranesi (1720 - 1778) e di Victor Vasarely (1906 –
    1997).
    Tra arte, matematica, scienza, fisica, natura e design, la mostra Escher è un evento unico per
    conoscere più da vicino un artista inquieto, riservato ma indubbiamente geniale e per misurarsi
    attivamente con i tantissimi paradossi prospettici, geometrici e compositivi che stanno alla base
    delle sue opere e che ancora oggi continuano a ispirare generazioni di nuovi artisti in ogni campo.
    Promossa e organizzata dal Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Comune di Genova,
    Regione Liguria e Arthemisia, in collaborazione con M. C. Escher Foundation, la mostra è
    curata da Mark Veldhuysen – CEO della M.C. Escher Company – e Federico Giudiceandrea –
    uno dei più importanti esperti di Escher al mondo.
    La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura e special partner Ricola.
    L’evento è consigliato da Sky Arte.



    A Escher, artista sui generis che amava dire “lo stupore è il sale della terra”, si deve il merito di
    aver amplificato le possibilità immaginative della grafica e aver donato lo stupore, appunto, a tutti
    coloro che hanno osservato e osservano la sua opera dove tutto è connesso: scienza, natura,
    rigore analitico e capacità contemplativa.
    Partendo dalle opere di impronta Art-Nouveau risalenti al periodo della formazione presso la
    scuola di Jessurun de Mesquita, la mostra pone l’accento sul periodo del viaggio italiano di
    Escher.
    Ispirato e influenzato dall'arte a lui contemporanea e del passato, l’artista declina costruzione
    geometrica e rigore nel segno visionario della ricerca estetica più pura. Artista poliedrico e
    contemporaneo al suo tempo, fu però capace di anticipare intere correnti artistiche come quelle del Surrealismo e dell’Optical Art di cui può essere considerato un esponente ante litteram. Infatti, egli non trova solo nel mondo dei numeri, della geometria e della matematica l’unica chiave dar forma al suo universo creativo. Genio complesso che attinge a piene mani ai vari linguaggi fondendoli in un nuovo intrigante percorso, può, in questo senso, considerarsi un unicum nel panorama della storia dell’arte di tutti i tempi che emoziona sempre il grande pubblico.
    L’arte di Escher, che le nuove tecnologie digitali sembrano rincorrere facendone propri i risultati,
    infatti, non accusa i segni del tempo, sebbene siano trascorsi quarantasette anni dalla scomparsa
    del suo ideatore.



    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    28 min
  • Cristina Frascà "La supplente"
    Cristina Frascà
    "La supplente"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    Un romanzo che dovrebbero leggere tutti per scoprire cosa vuol dire fare il lavoro più bello e difficile del mondo: l’insegnante.
    Enrico Galiano

    Anna ha trent’anni e non ne fa una giusta. Sarà per questo che non ha ancora realizzato il sogno di insegnare; o forse perché la strada per ottenere un posto di ruolo– si sa – è lunga e tortuosa. Così, quando scopre di aver ottenuto una supplenza per un intero anno non può credere alle sue orecchie, e poco le importa che in quell’istituto professionale le sue amate materie umanistiche non siano le più importanti. Anna è armata di buone intenzioni e nessuno le impedirà di essere il perfetto insegnante in stile Attimo fuggente. Quando però si trova davanti Rimmel, Bruzzo, Mito, il Principe e Panik le sue certezze vacillano: i nomignoli dei nuovi alunni sono anche simpatici, ma loro non lo sembrano affatto, e non hanno alcuna intenzione di ascoltarla. Ma Anna ha una strategia segreta per provare a coinvolgerli: niente libro di testo, niente cattedra. La poesia è un linguaggio che arriva al cuore di tutti e persino il dizionario Treccani, se usato alla ricerca dei neologismi più strani, non è poi così difficile da consultare. Giorno dopo giorno, si avvicina sempre dipiù ai suoi studenti, scoprendo che, sotto una solida corazza, nascondono le paure di tutti gli adolescenti. Per loro, l’amicizia e l’amore hanno ancora il gusto pericoloso ma unico dell’ingenuità, e, più che di un voto, hanno bisogno di essere ascoltati. Quello che non avrebbe mai immaginato è che sarebbero stati loro a cambiare la sua vita. A insegnarle che le sue fragilità sono una risorsa e che l’incontro inaspettato con Sasha e la sua passione per gli scacchi è più speciale di quanto credesse. Anna ha finalmente capito qual è il segreto dell’insegnamento: non smettere mai di imparare.


    Cristina Frascà è un’insegnante che ha deciso di porre al centro del suo esordio fresco e sincero il mondo della scuola. Un romanzo in cui la protagonista è in cerca di sé stessa e non avrebbe mai pensato di capire chi è veramente grazie ai suoi alunni.



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    https://ilpostodelleparole.it/
    20 min
  • Vera Gheno "Dialoghi sull'uomo"
    Vera Gheno
    "Dialoghi sull'uomo"
    https://www.dialoghisulluomo.it/



    Dialoghi sull'uomo, Pistoia
    domenica 26 settembre 2021 17.30
    Vera Gheno
    Nuovi orizzonti linguistici per superare i confini
    https://www.vivaticket.com/it/biglietto/15-bis-vera-gheno-nuovi-orizzonti-linguistici-per-superare-i-confini/163396
    La nostra società, nell'ultimo decennio, sta divenendo sempre più complessa: la globalizzazione e Internet hanno "ristretto" il mondo, facendo sì che l'incontro con le differenze, esperienza prima eccezionale e saltuaria nelle nostre vite, diventasse parte della quotidianità di ognuno di noi. Ma l'essere umano non è programmato per accettare tutto questo con serenità: istintivamente, infatti, vive la novità e l'alterità come minacce alla sua esistenza. Di conseguenza, si avverte la necessità di passare da una visione "normocentrica" della società, in cui la diversità viene vissuta come una minaccia e una devianza, a una più pacifica di “convivenza delle differenze”. Parte di questo processo avviene a livello linguistico, tramite la nominazione corretta e rispettosa delle diversità e un uso più attento delle parole – che non sono mai solo parole, ma ganci verso grappoli di significati – andando oltre le proprie abitudini di sempre.








    Vera Gheno
    "Le ragioni del dubbio"
    L'arte di usare le parole
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    Viviamo in un mondo affollato di parole; vogliamo davvero impiegarle senza gustarcele? Non sarebbe piú soddisfacente pensare alla lingua come al territorio delle infinite possibilità?

    Guardiamoci intorno: quante sono le persone che intervengono nelle discussioni senza alcuna competenza specifica pensando di averla? Quanti criticano gli esperti con un «Io non credo che sia cosí» dall’alto di incrollabili certezze? Ci siamo abituati un po’ troppo a parlare e a scrivere senza fermarci prima un attimo a pensare, e rischiamo cosí di far sempre piú danni. Perché le parole non sono mai solo parole, si portano dietro visioni differenti della realtà, tutte le nostre aspirazioni e le nostre certezze: ovvio che possano generare conflitti e fare male. Ma possono anche generare empatia e fare del bene, se impariamo a usarle meglio. Vera Gheno indaga i meccanismi della nostra meravigliosa lingua, e lo fa con la leggerezza calviniana di chi ammira il linguaggio senza peso perché conosce il peso del linguaggio. E in queste pagine, lievi ma dense, distilla un «metodo» per ricordarci la responsabilità che ognuno di noi ha in quanto parlante. Un metodo che si fonda innanzitutto sui dubbi, che ci devono sempre venire prima di esprimerci: potremmo, nella fretta, non aver compreso di cosa si sta davvero parlando, capita a tutti, anche ai piú «intelligenti». Poi sulla riflessione, che deve accompagnarci ogni volta che formuliamo un concetto. E infine sul silenzio, perché talvolta può anche succedere, dopo aver dubitato e meditato, che si decida saggiamente di non avere nulla da dire.




    Vera Gheno è una sociolinguista e autrice italiana, specializzata in comunicazione digitale. Collaboratrice dell'Accademia della Crusca, dal 2012 ne ha curato l'account Twitter. Ha insegnato all'Università di Firenze, presso la facoltà di Scienze Umanistiche per la Comunicazione, e ha pubblicato diversi articoli scientifici e saggi, tra cui alcuni titoli di divulgazione, come Guida pratica all'italiano scritto (senza diventare grammarnazi) (Cesati, 2016), Social-linguistica. Italiano e italiani dei social network (Cesati, 2017) e Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello (Longanesi,...
    25 min
  • Adriano Favole "Dialoghi sull'uomo"
    Adriano Favole
    "Dialoghi sull'uomo"
    Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire.
    https://www.dialoghisulluomo.it/



    Dialoghi sull'uomo, Pistoia
    Sabato 25 settembre
    "Darsi dei limiti o riconoscerli?"
    Adriano Favole con Maurizio Ferraris
    Cosa sta diventando l’essere umano in quest’epoca che qualcuno ha proposto di chiamare d.C., “dopo Coronavirus”? Che umanità è quella della grande accelerazione digitale e della crisi ambientale? Il rapporto con le macchine configura rischi di alienazione e nuove schiavitù? Oppure è proprio la tecnologia che ci fa apparire per come siamo, ovvero esseri la cui “natura” è in realtà una cultura continuamente cangiante? Siamo destinati a vivere in futuro senza lavorare, oppure le nuove tecnologie costringeranno alcuni a lavorare per il benessere di altri? A questi e ad altri affascinanti interrogativi risponde il filosofo Maurizio Ferraris in dialogo con l’antropologo Adriano Favole.




    Dialoghi sull’uomo torna finalmente in presenza: da venerdì 24 a domenica 26 settembre si terrà la XII edizione del festival di antropologia del contemporaneo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli.
    Scopri tutto il programma e prenota il tuo posto per gli incontri:
    https://www.dialoghisulluomo.it/


    Il tema del 2021 Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire sarà affrontato in conferenze, dialoghi, spettacoli e camminate culturali. Antropologi, filosofi, scrittori, scienziati, sociologi, artisti, esploratori raccontano, da punti di vista differenti, l’anelito di ricerca che ha caratterizzato l’evoluzione del genere umano, superando i confini e camminando verso nuovi orizzonti – fisici e spirituali.
    Il fil rouge del festival è il cammino verso nuove e altre prospettive, il cammino dei migranti in fuga dalla povertà e dalla morte, quello avventuroso dei pionieri, quello della ricerca, della cultura e della scienza. Dalle esplorazioni della terra e dello spazio, che hanno consentito di creare nuovi habitat e di sviluppare nuove conoscenze, all’esigenza di superare l’hic et nunc della quotidianità, alla ricerca di forme di spiritualità tanto religiosa quanto laica.

    «Gli incontri della nuova edizione dei Dialoghi vedranno avvicendarsi studiosi, viaggiatori ed esploratori del mondo, ma anche dei diversi campi del sapere, che tentano ogni giorno di superare i propri confini, perché la sete di conoscenza dell’essere umano è inesauribile» dichiara Giulia Cogoli «Il cammino che i nostri lontani antenati hanno intrapreso uscendo dall’Africa non è stato fatto solo con i piedi, ma anche con l’immaginazione, la speranza e l’anelito a nuove scoperte, che ha permesso non solo di conoscere il nostro pianeta, ma anche di trascenderlo».

    Il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo – attribuito a una figura del mondo culturale che con il proprio pensiero e la propria opera abbia testimoniato la centralità del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane – quest’anno, per la quarta edizione, è conferito a Claudio Magris.
    Germanista, narratore, scrittore di teatro, tra i primi studiosi a occuparsi di autori ebraici nella letteratura mitteleuropea, è uno dei maggiori testimoni della nostra epoca attraverso un modello di militanza intellettuale che torna in tutte le sue opere. Sarà insignito del riconoscimento sabato 25 settembre, sul palco del festival in piazza del Duomo. Seguirà l’incontro Quando comincia l'uomo? con lo scrittore Paolo di Paolo. Il premio è stato in precedenza assegnato allo scrittore David Grossman (2017), al Premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka (2018) e alla fisica ed economista Vandana Shiva (2019).





    IL POSTO DELLE...
    28 min

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"ascoltare fa pensare"

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