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  • Patrizia Valduga "Memoria Festival"
    Patrizia Valduga
    "Memoria Festival"
    https://memoriafestival.it/



    Memoria Festival, Mirandola
    Domenica 3 Ottobre 2021, ore 17:30
    Andantino e grande fuga
    Con Patrizia Valduga
    Nel 2019, dopo 7 anni di silenzio, Patrizia Valduga pubblica un nuovo libro di versi: Belluno. Andantino e grande fuga (Einaudi) che scaturisce da un improvviso “Galgenhumor”, l’umorismo di chi sta per essere impiccato, l’allegria dei disperati. Riconosciuta diva della poesia italiana, offre al pubblico del Memoria Festival i suoi sorprendenti versi, delicati e violenti.



    Patrizia Valduga
    "Belluno"
    Andantino e grande fuga
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    Nel fluire delle quartine di settenari e di endecasillabi ecco dunque Belluno, la piazza e le montagne che vede dalla finestra, e i nomi dialettali delle montagne formano un primo catalogo, un’orgia fonetica (si percepisce qui l’importanza che ha avuto per la poetessa aver tradotto Carlo Porta) che si fa subito filastrocca o litania; ecco il catalogo impietoso dei suoi fidanzati, che prendono la parola per accusare o per difendersi: «E non parlate tutti quanti insieme. | Mi rompete la metrica, imbecilli. | Ho nella testa qualcosa che mi preme… | e non trovo nessuna rima in illi». Ma «come una voce dentro la sua voce», nella sua assenza Raboni è presente piú che mai, e si sdoppia in Johannes di Dreyer e si risdoppia in Don Giovanni di Da Ponte… Una Valduga cosí in presa diretta non si era mai vista: questi versi dell’umorismo e dello strazio si vanno facendo sotto i nostri occhi, mettono in versi il loro farsi versi, continuano a farsi il verso, si travestono da altri versi, per arrivare con la piú grande semplicità e naturalezza a fare un appello per il grande poeta scomparso e a dare l’ultima parola a un saggio su di lui, sigillo di un sodalizio di vita e di poesia che non può non continuare nel tempo.



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    18 min
  • Cristiana Peano "Due Punti Festival"
    Cristiana Peano
    Cristiana Peano, Presidente della Commissione Terza Missione e Comunicazione del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari
    "Due Punti Festival"
    https://festivalduepunti.unito.it/chi-siamo/



    Il Festival Due Punti è una strada immaginaria che collega spazi fisici e mentali e ne riduce la distanza
    Roberta Gorra, responsabile del progetto

    Scopri gli appuntamenti di sabato 2 e domenica 3 ottobre 2021

    Sabato 2 ottobre
    https://festivalduepunti.unito.it/eventi/2021-10-02/

    Domenica 3 ottobre
    https://festivalduepunti.unito.it/eventi/2021-10-03/

    Il Festival Due Punti è un progetto di public engagement finanziato dall’Università degli Studi di Torino, coordinato dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Veterinarie e con il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne.

    cibo, ecosistemi e cultura
    "Ci relazioniamo costantemente con gli organismi che abitano e plasmano i nostri stessi ecosistemi. Lo facciamo ad esempio per produrre cibo, ma anche quando decidiamo come gestire una foresta o un allevamento, curare un giardino o un animale da compagnia.
    Tema centrale del Festival è quindi la riflessione sul nostro ruolo, come individui e comunità, all’interno degli ecosistemi, di cui siamo parte integrante.
    Anche le narrazioni orientano le nostre relazioni: scrittori, traduttori, critici e artisti condivideranno i loro sguardi sui paesaggi che li circondano e li abitano.

    Le attività in programma permetteranno un incontro inter e multidisciplinare, mostrando ai cittadini e ai ricercatori come i confini della ricerca possano sfumare in un incontro tra saperi."




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    19 min
  • Anna Meldolesi "E l'uomo creò l'uomo"
    Anna Meldolesi
    "E l'uomo creò l'uomo"
    Bollati Boringhieri
    https://www.bollatiboringhieri.it/


    Food & Science Festival, Mantova
    https://www.foodsciencefestival.it/it/

    Sabato 2 ottobre 2021, ore 11:45
    Con Anna Meldolesi e Fabio Pagan
    E l’uomo creò l’uomo: CRISPR e la rivoluzione dell’editing genomico

    Sabato 2 ottobre 2021, ore 15:15
    Con Chiara Tonelli, Emidio Albertini, Silvia Giuliani, Luigi Cattivelli e Michele Morgante. Modera Anna Meldolesi
    La nuova stagione dell’agricoltura: l’editing genomico, tra scienza e legislazione



    Anna Meldolesi
    "E l'uomo creò l'uomo"
    CRISPR e la rivoluzione dell'editing genomico
    Bollati Boringhieri
    https://www.bollatiboringhieri.it/

    Ritoccare, cesellare, correggere il DNA lettera per lettera. È possibile farlo contemporaneamente in decine di siti prescelti, o in un unico punto, senza lasciare traccia. La nuova tecnica che sta cambiando il volto della biologia è gentile e potente. Maneggevole e a buon mercato come una lama affilata, precisa come un laser. Consente di modificare a piacimento gli organismi viventi prendendo attentamente la mira. Non li bombarda di mutazioni casuali, non si accontenta nemmeno di tagliare e cucire il DNA in modo artigianale, come si faceva una volta. Trasformerà la medicina, l’agricoltura, il mondo come lo conosciamo? Entusiasmo e timori si rincorrono, e questo è il primo libro capace di spiegare la rivoluzione che stiamo vivendo. Benvenuti nell’era di CRISPR. In origine era un sistema inventato dai batteri per difendersi dai virus, ed è studiando i microbi che l’abbiamo scoperto, quasi per caso. Dietro al nome oscuro si nasconde un processo biologico sorprendentemente semplice. La creatività dei ricercatori lo ha trasformato in uno strumento al nostro servizio. È l’equivalente del comando «trova e sostituisci» di un programma di videoscrittura, per eliminare i refusi dal libro della vita. Per questo si chiama «editing del genoma». La tecnologia non è ancora così efficiente da poter realizzare tutti i desideri, e qualche sfida potrebbe non essere mai alla nostra portata, come spiega Anna Meldolesi in questo libro. Ma se terrà fede anche solo a una piccola parte delle promesse, l’editing genomico renderà possibile un’infinità di esperimenti, regalandoci conoscenze, farmaci, prodotti capaci di migliorare la qualità della vita. I problemi sollevati da CRISPR, tuttavia, non sono una questione da poco. Quando sapremo cambiare i geni a piacimento, come faremo a impedire che questa tecnica cada nelle mani sbagliate? I primi esperimenti su embrioni umani sono già stati effettuati e il dibattito è appena iniziato. Esiste il pericolo che vengano progettati «bambini su misura»? Sarebbe un sogno o un incubo se l’uomo creasse l’uomo?


    Anna Meldolesi si è laureata in Biologia all’Università di Bologna e ha conseguito un Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. Scrive sul «Corriere della Sera» e su «Le Scienze», oltre a insegnare al Master in Giornalismo della IULM di Milano. Con la prima edizione di questo libro è arrivata seconda al Premio Galileo, mentre il Blog a esso collegato, «CRISPeR Mania», ha vinto il Premio Eugenio Aringhieri dell’Osservatorio Malattie Rare.
    È stata cofondatrice della rivista «darwin» e collaboratrice di «Nature Biotechnology». Tra i suoi libri, Organismi geneticamente modificati. Storia di un dibattito truccato (2001), Mai nate. Perché il mondo ha perso 100 milioni di donne (2011) e Elogio della nudità (2015).



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    14 min
  • Angela Ricci "Emily di New Moon"
    Angela Ricci
    traduttrice di:
    "Emily di New Moon"
    Lucy Maud Montgomery
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/


    Emily è nata con una straordinaria sensibilità per la bellezza e il potere delle parole. A undici anni va a vivere dai parenti di sua madre nella vecchia fattoria di New Moon, dove la sua passione per la scrittura cresce e matura, grazie anche alla presenza di un cugino poeta e nonostante la severa opposizione della zia Elizabeth. Ma a New Moon Emily troverà anche un gruppo di inseparabili e talentuosi amici con i quali vivere meravigliose avventure, talvolta più incredibili di quelle che escono dalla sua penna.

    Nuovissima traduzione
    Primo romanzo della trilogia

    “Emily cominciava a gioire di nuovo del tramonto e del canto degli uccelli, delle prime stelle bianche della sera, delle notti di chiaro di luna e della canzone del vento. Ora sapeva che la sua vita a New Moon sarebbe stata piena di meraviglie”.


    Lucy Maud Montgomery nacque a New London, in Canada, nel 1874 e morì a Toronto nel 1942. Nella sua vita pubblicò numerosi libri per ragazzi, raggiungendo l’apice del successo nel 1908 con Anna dai capelli rossi, primo di una serie di otto volumi. Le vicende dell’orfanella erano in parte ispirate all’infanzia dell’autrice, che da piccola aveva perso la madre ed era stata allevata dai nonni. Tradotte in decine di lingue, le storie di Anna hanno continuato ad avere grande seguito fino a oggi, grazie anche alla celebre serie animata giapponese che la tv italiana ha trasmesso a partire dal 1980 e alla recentissima fiction distribuita da Netflix in tutto il mondo.



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    17 min
  • Luigi Zoja "La morte del prossimo"
    Luigi Zoja
    "La morte del prossimo"
    Memoria Festival
    https://memoriafestival.it/



    Memoria Festival, Mirandola
    "Morte del prossimo"
    2 Ottobre 2021, ore 15:00
    Con Luigi Zoja
    In principio c’era la vicinanza, poi è arrivata la tecnologia. Pranzi di lavoro e uscite di gruppo sono stati soppiantati da video riunioni e messaggistica istantanea, comode e veloci quanto sterili. Lo psicanalista e sociologo di fama mondiale Luigi Zoja riflette sul presente e il futuro dei rapporti interpersonali, mediati e mediatici.




    "La morte del prossimo"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/
    Come nel momento in cui Nietzsche proclamò la «morte di Dio», siamo alla soglia di un territorio radicalmente nuovo. Dove la morale dell'amore non è piú possibile per mancanza di oggetto.

    La globalizzazione – e la fine delle diffidenze della Guerra Fredda – favoriscono la solidarietà con persone lontane. Questo amore per il distante sembra promosso anche dalle comunicazioni elettroniche e dai viaggi piú facili. Ma quello che amiamo cosí è spesso un’astrazione, e chi ne paga il prezzo è l’amore per il prossimo richiesto per millenni dalla morale giudaico-cristiana.
    Come in un circolo vizioso, questa tendenza si salda con l’indifferenza per il vicino prodotta dalla civiltà di massa e dalla scomparsa dei valori tradizionali. E come nel momento in cui Nietzsche proclamò la «morte di Dio», siamo alla soglia di un territorio radicalmente nuovo. Dove la morale dell’amore non è piú possibile per mancanza di oggetto.

    «Ama Dio e ama il prossimo, diceva il comandamento. Ma già per Nietzsche Dio era morto. E il prossimo? Nel mondo pre-tecnologico la vicinanza era fondamentale. Ora domina la lontananza, il rapporto mediato e mediatico. Il comandamento si svuota. Perché non abbiamo piú nessuno da amare».




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    35 min
  • Pascal Janovjak "Lo zoo di Roma"
    Pascal Janovjak
    "Lo zoo di Roma"
    traduzione di Maurizia Balmelli
    Edizioni Casagrande
    http://www.edizionicasagrande.com/




    Alternando il racconto di un amore impossibile e vicende realmente accadute, Pascal Janovjak ripercorre la storia di uno degli zoo più antichi d’Europa e, con essa, dell’Italia.

    Siamo a Roma nei primi anni Duemila. Giovanna Di Stefano è stata assunta per rilanciare il ribattezzato Bioparco, lo zoo che da oltre un secolo sovrasta il caos e le rovine della città come un Eden dimenticato. In una calma surreale, leoni, giraffe, ippopotami e serpenti esotici sonnecchiano noncuranti dei rari turisti che passeggiano nel verde di Villa Borghese. Orientandosi a fatica tra laghi, voliere e fossati, e sotto lo sguardo divertito del responsabile scientifico, Giovanna si imbatte in Chahine, un architetto algerino inviato sul posto per una missione misteriosa. I due si scambieranno poche parole, ma si cercheranno ogni giorno, e insieme scopriranno i luoghi più nascosti del parco, parleranno con i vecchi guardiani e risveglieranno i fantasmi del passato: dalla leonessa Italia portata dal Duce in persona alle dive di Cinecittà, dai militanti della causa animalista fino a Salman Rushdie, affascinato da un tamandino, l’ultimo sopravvissuto della sua specie. E sarà proprio questo animale solitario che porterà lo zoo a una insperata rinascita.



    Pascal Janovjak è nato nel 1975 a Basilea da madre francese e padre slovacco. Ha studiato letterature comparate e storia dell’arte a Strasburgo e in seguito è stato insegnante di francese in Giordania e Libano. Dal 2002 al 2005 è stato direttore dell’Alliance Française de Dhaka, Bangladesh. Vive e lavora a Roma dal 2011.



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    21 min
  • Guia Risari "Memoria Festival"
    Guia Risari
    "Memoria Festival"
    https://memoriafestival.it/


    Venerdì 1° ottobre 2021, ore 16:30
    "Elia il camminatore"
    Con Guia Risari
    Non c’è nulla di più imprendibile della fantasia di un bambino, e Guia Risari lo sa bene. L’autrice di Elia il camminatore (S. Paolo Edizioni) prende per mano i più piccoli lungo un percorso fatto di incontri, laboratori, libri e giochi in cui lasciare liberi curiosità ed estro creativo.

    Sabato 2 Ottobre 2021, ore 17:30
    "Il Decamerino. Sai raccontare una storia?"
    Con Guia Risari
    Dopo il camminare… il raccontare! Torna l’autrice per bambini Guia Risari, questa volta alle prese con l’arte del racconto a misura di bimbi. Partendo da Il Decamerino (Mondadori), un laboratorio creativo dove imparare a liberare la fantasia per costruire il proprio mondo di incredibili e avvincenti storie, tra avventure ed eroi.



    Guia Risari è laureata in Filosofia morale all’Università Statale di Milano. Si è specializzata in Studi ebraici moderni in Inghilterra e in Letteratura comparata in Francia. Ha lavorato come educatrice, giornalista e traduttrice. Scrive romanzi, saggi, racconti, libri per bambini, testi teatrali e surrealisti, poesie. Tiene laboratori, conferenze e corsi di scrittura e lettura. Fra i suoi libri: Così chiamò l’Eterno (Stampa Alternativa, 2018), Jean Améry. Il risentimento come morale (Castelvecchi, 2016), vincitore di cinque premi letterari, L’alfabeto dimezzato (Beisler, 2007), Achille il puntino (Kalandraka, 2008), Gli occhiali fantastici (Franco Cosimo Panini, 2010), Il Decamerino (Mondadori, 2015), La porta di Anne (Mondadori, 2016), Il viaggio di Lea (Einaudi Ragazzi, 2016), La stella che non brilla (Gribaudo, 2019), La strana storia di Cappuccetto Blu (Settenove, 2020), La Terra respira (Lapis, 2021). Il suo sito è http://guiarisari.com/


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    16 min
  • Adriano Fontana "Memoria Festival"
    Adriano Fontana
    "Memoria Festival"
    https://memoriafestival.it/



    Memoria Festival, Mirandola
    1° Ottobre 2021, ore 11:00
    L’Universo imprendibile
    Con Adriano Fontana
    Un viaggio vorticoso nel tempo e… nello spazio. Dirigente di ricerca presso l’INAF e presidente della LBT Corporation di Tucson, Arizona, l’astronomo Adriano Fontana guida il nostro spazio fino all’immensità delle galassie, di cui prova a ricostruire i processi di nascita e crescita nei primi miliardi di anni della storia dell’Universo.
    https://memoriafestival.it/

    Adriano Fontana, astronomo, è dirigente di ricerca presso l’INAF – Osservatorio Astronomico di Roma e presidente della Large Binocular Telescope Corporation (Tucson, Arizona, USA). È autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche, coordina da anni un gruppo di ricerca presso l’Osservatorio di Roma, e ha avuto importanti incarichi dirigenziali presso l’Istituto Nazionale di AstroFisica. Lo scopo principale della sua ricerca è ricostruire i processi che hanno condotto alla nascita e alla crescita delle galassie nei primi miliardi di anni della storia dell’Universo. A questo scopo ha coordinato progetti di ricerca internazionali che hanno usato i migliori telescopi del mondo sia a terra che dallo spazio.



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    18 min
  • Tomaso Montanari "Chiese chiuse"
    Tomaso Montanari
    "Chiese chiuse"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/


    Memoria Festival, Mirandola
    1° Ottobre 2021, ore 21:00
    "Spazio chiesa"
    Con Tomaso Montanari
    https://memoriafestival.it/evento/spazio-chiesa/

    Migliaia di chiese sono oggi inaccessibili, saccheggiate, pericolanti. Altre sono trasformate in attrazioni turistiche a pagamento. Oggi non sappiamo cosa farcene, di tutto questo «ben di Dio», e bene pubblico: mancano visione, prospettiva, ispirazione. Ma è anche lí che si potrebbe costruire un futuro diverso. Umano


    Le antiche chiese italiane ci chiedono di cambiare i nostri pensieri. Con il loro silenzio secolare, offrono una pausa al nostro caos. Con la loro gratuità, contestano la nostra fede nel mercato. Con la loro apertura a tutti, contraddicono la nostra paura delle diversità. Con la loro dimensione collettiva, mettono in crisi il nostro egoismo. Con il loro essere luoghi essenzialmente pubblici sventano la privatizzazione di ogni momento della nostra vita individuale e sociale. Con la loro viva compresenza dei tempi, smascherano la dittatura del presente. Con la loro povertà, con il loro abbandono, testimoniano contro la religione del successo. Possiamo decidere che anche questi luoghi speciali che arrivano dal passato devono chinare il capo di fronte all’omologazione del pensiero unico del nostro tempo. O invece possiamo decidere di farli vivere: per aiutarci a vivere in un altro modo.


    Tomaso Montanari (1971) è professore ordinario di Storia dell'arte moderna all'Università per Stranieri di Siena. Si è sempre occupato della storia dell'arte del XVII secolo, cercando di rispondere alle domande poste dalle opere con tutti gli strumenti della disciplina: dalla filologia attributiva alla ricerca documentaria, dalla critica delle fonti testuali all'analisi dei significati, a una interpretazione storico-sociale. Per Einaudi ha scritto la postfazione ai due volumi de Le vite de' pittori scultori e architetti moderni di Giovan Pietro Bellori (2009), A cosa serve Michelangelo? (2011), Il Barocco (2012), Costituzione incompiuta (2013, con Alice Leone, Paolo Maddalena e Salvatore Settis), Privati del patrimonio (2015), La libertà di Bernini (2016), con Vincenzo Trione, Contro le mostre (2017), Velázquez e il ritratto barocco (2018), L'ora d'arte (2019), La seconda ora d'arte (2021) e Chiese chiuse (2021).




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    16 min
  • "Non è questo che sognavo da bambina"
    Sara Canfailla, Jolanda Di Virgilio
    "Non è questo che sognavo da bambina"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    Neolaureata. Coinquilina. Fuorisede. Precaria. Se dovesse descriversi, Ida lo farebbe così. E da oggi aggiungerebbe alla lista: stagista. Stagista in una grande-e-importante-agenzia-di-comunicazione. Non è quello che sognava da bambina, ma dopotutto non è la prima volta che le cose non vanno nella direzione sperata. Avrebbe voluto vivere ovunque tranne che a Milano, e vive a Milano. Voleva una relazione stabile, ed è stata lasciata. Ha studiato per diventare sceneggiatrice, e invece fa la social media manager. Ogni mattina si trascina in ufficio e, tra meeting, brainstorming e tante altre parole che finiscono in -ing, ci resta fino a sera, impegnata in un lavoro che non riesce a capire che lavoro sia, circondata da colleghi che sono simpatici e brillanti, sì, ma solo tra di loro. Fino al giorno in cui, stanca di una vita che troppo spesso si riduce a essere un pendolo che oscilla tra un file Excel e la prossima sbronza, Ida capisce che, per sopravvivere, deve adattarsi, assomigliare di più a loro – i suoi colleghi, il suo capo – e meno a sé stessa. E mentre le ambizioni cambiano e il confine tra giusto e sbagliato si fa inconsistente, rincorrerei suoi sogni diventa un capriccio che non può più concedersi. È ora di crescere: ridimensionare le aspettative e accettare i compromessi. Così, quando le arriva la notizia di un concorso a cui candidare il suo cortometraggio, Ida non sa che fare. Quasi non ricorda più chi volesse diventare da bambina. Ma non si può mai mentire del tutto a sé stessi. Almeno, non a quello che c’è in fondo alla propria anima.Nel loro esordio, Sara Canfailla e Jolanda Di Virgilio raccontano con leggerezza e autenticità che cosa significa diventare adulti oggi. I fallimenti, le paure e le ambiguità di un momento di passaggio obbligatorio e doloroso, in cui i punti di riferimento crollano e bisogna costruirne di nuovi. L’unica cosa che rimane è un sogno. Un sogno che, anche quando resta chiuso in un cassetto, continua a parlarci. Ed è proprio sapere che è lì che ci fa sentire vivi.



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    24 min

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