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  • Alberto Cristofori, traduttore di Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel
    Alberto Cristofori
    traduttore del romanzo "Sulla riva del mare"
    Abdulrazak Gurnah
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/



    Premio Nobel per la letteratura 2021
    La vittoria va a Abdulrazak Gurnah, nato nell’isola di Zanzibar (Tanzania) nel 1948 e arrivato in Inghilterra come rifugiato alla fine degli anni ’60, dove ha insegnato letteratura post-coloniale e inglese all’Università del Kent, a Canterbury.

    Nato a Zanzibar il 20 dicembre 1948, Abdulrazak Gurnah è uno scrittore originario della Tanzania e di espressione inglese (anche se la sua lingua madre è lo swahili). A oggi, è il quinto autore africano a vincere il Premio Nobel per la Letteratura, dopo Wole Soyinka (Nigeria, 1986), Naguib Mahfouz (Egitto, 1988), Nadine Gordimer (Sudafrica, 1991) e John Maxwell Coetzee (Sudafrica, 2003).

    Recatosi in Gran Bretagna per la prima volta come studente nel 1968, è stato costretto ad allontanarsi dal suo Paese a causa delle persecuzioni perpetrate ai danni dei cittadini di origine araba. Dal 1980 al 1982 Abdulrazak Gurnah ha poi insegnato alla Bayero University Kano, in Nigeria. In seguito si è trasferito all’Università del Kent, a Canterbury, dove ha conseguito il dottorato di ricerca nel 1982, e attualmente è professore e Direttore degli studi universitari presso il Dipartimento di inglese.Il suo principale interesse accademico riguarda la scrittura postcoloniale e i discorsi associati al colonialismo, in particolare concernenti l’Africa, i Caraibi e l’India. Ha curato due volumi di saggistica sulla scrittura africana e pubblicato articoli su numerosi scrittori postcoloniali contemporanei, tra cui V. S. Naipaul, Salman Rushdie e Zoë Wicomb.Ha inoltre collaborato come redattore con la rivista Wasafiri dal 1987 e ha supervisionato progetti di ricerca sulla scrittura di autori quali gli stessi Rushdie e Naipaul, G.V. Desani, Anthony Burgess, Joseph Conrad, George Lamming e Jamaica Kincaid.

    Alcuni fra i più celebri di Abdulrazak Gurnah sono Paradise (1994), che è stato selezionato sia per il Booker Prize sia per il Whitbread Prize, By the Sea (2001), a sua volta selezionato per il Booker Prize e poi finalista al Los Angeles Times Book Award, e Desertion (2005). Tutti e tre sono stati pubblicati in Italia dalla casa editrice Garzanti, rispettivamente con i titoli Paradiso, Il disertore e Sulla riva del mare.Altre sue opere, pubblicate sempre in lingua inglese, sono Memory of Departure (1987), Pilgrims Way (1988), Dottie (1990), Admiring Silence (1996), The Last Gift (2011), Gravel Heart (2017) e Afterlives (2020).


    Paradiso (traduzione di Laura Noulian) si svolge in Kenia e si apre alla vigilia della prima guerra mondiale. Yusuf ha solo dodici anni quando suo padre lo affida allo Zio Aziz, un ricco mercante. Vicino a Mombasa, nella bottega di Aziz, il ragazzo scopre che non si tratta di suo zio, ma del suo padrone. Venduto per pagare i debiti del padre, è costretto a lavorare duramente.Poi, un giorno, Aziz decide di portarlo con sé per un lungo viaggio all’interno del continente africano. Yusuf conosce così la morte e la violenza, e impara le difficili regole di convivenza di un mondo sull’orlo del conflitto, dove musulmani, missionari cristiani e indiani coesistono in un fragile equilibrio.Al suo ritorno, Yusuf è un altro: un giovane robusto e avvenente. È ancora uno schiavo, ma a dargli la libertà del cuore c’è l’amore, quello per la giovane ancella della padrona, Amina. La ragazza però cela un terribile segreto e, mentre il colonialismo europeo stringerà le sue maglie sul continente africano, Yusuf capirà il cammino che dovrà intraprendere…


    Nel caso de Il disertore (traduzione di Laura Noulian), invece, il protagonista del romanzo, Hassanali, è diretto verso la moschea quando dal deserto vede emergere la sagoma di un inglese, che crolla esausto ai suoi piedi. Martin...
    21 min
  • Marco Pautasso "Salone Off"
    Marco Pautasso
    "Salone Off"
    https://www.salonelibro.it/





    Salone Off 2021
    La grande festa della cultura torna tra le vie torinesi,
    nella Città Metropolitana e in tutta la Regione
    da venerdì 8 a giovedì 21 ottobre 2021





    Tra i tanti protagonisti: Enaiatollah Akbari, Alicia Giménez-Bartlett, Giulia Blasi, Matteo Caccia, Lella Costa, Arben Dedja, Paolo Di Paolo, Donatella Di Pietrantonio, Caterina Edwards, Francesco Erbani, Ernesto Ferrero, Maurizio Francesconi, Frankie Hi-nrg mc, Fumettibrutti, Alessia Gazzola, Georgi Gospodinov, Gabriella Greison, Simonetta Agnello Hornby, Michela Marzano, Sara Mesa, Anna Nadotti, Sacha Naspini, Moni Ovadia, Francesco Pacifico, Alan Pauls, Vanni Santoni, Igiaba Scego, Pajtim Statovci, Ece Temelkuran, Guido Tonelli, Nadeesha Uyangoda, Maddalena Vianello.





    E' disponibile il programma del Salone Off 2021 che torna con quasi 300 appuntamenti in oltre 100 location distribuite tra le 8 circoscrizioni torinesi, l’area metropolitana e il territorio regionale.



    Il Salone Off 2021 porterà la cultura dappertutto, sotto forma di incontri con autori, reading, letture, proiezioni cinematografiche, concerti, spettacoli teatrali e molto altro, in numerosissimi spazi diversi tra loro: dalle biblioteche ai circoli, dalle strade alle case di quartiere, passando per carceri, musei e teatri.

    Tra le novità di questa edizione: il progetto di lettura Il Ballatoio - storie a domicilio che vuole riportare la letteratura negli spazi del vissuto quotidiano e raccontare i libri come occasione di scambio e aggregazione tra condòmini.



    Quest'anno, poi, musica e cinema si coniugano in un evento speciale all'alba in collaborazione con il Museo del Cinema: il 17 ottobre il Cinema Massimo ospiterà Sacramento un nuovo progetto di "Iosonouncane"



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    11 min
  • Emanuela Del Dottore "Copiare la natura"
    Emanuela Del Dottore
    Copiare la natura
    Bergamo Scienza




    Il mondo naturale è pieno di soluzioni geniali ai problemi più disparati: veri e propri capolavori di ingegneria, nascosti in ogni angolo di ogni ecosistema sparso per il globo. Dal colore cangiante delle ali di una farfalla alla capacità delle piante di orientarsi verso la luce, dalla forma aerodinamica del becco di alcuni uccelli alla pelle degli squali, che permette loro di nuotare a straordinarie velocità… Gli scienziati stanno imparando sempre di più che la risposta intelligente che stanno cercando, spesso, è già stata trovata, come dimostrano le ultime conquiste della robotica bio-inspirata. Del resto, l’evoluzione naturale ci ha insegnato che non serve un progettista intelligente per produrre soluzioni intelligenti: è sufficiente un progettista cieco e milioni di anni.

    Ci sono veri e propri capolavori di ingegneria, nascosti in ogni angolo di ogni ecosistema, dal colore cangiante delle ali di una farfalla alla capacità delle piante di orientarsi verso la luce, dalla forma aerodinamica del becco di alcuni uccelli alla pelle degli squali, che permette loro di nuotare a straordinarie velocità… Gli scienziati stanno scoprendo sempre più che la risposta intelligente che stanno cercando, spesso, è già stata trovata. A dimostrarlo, le ultime conquiste della robotica bio-inspirata. Del resto, l’evoluzione naturale ci ha insegnato che non serve un progettista intelligente per produrre soluzioni intelligenti: è sufficiente un progettista cieco e milioni di anni.


    Emanuela Del Dottore ha una Laurea in Informatica e un Dottorato di Ricerca in Biorobotica della Scuola Superiore S. Anna (cum laude).
    Ricercatrice dell’Istituto Italiano di Tecnologia, è da anni coinvolta in progetti di ricerca multidisciplinari.
    Ha contribuito al consolidamento e alla crescita della robotica ispirata alle piante nella comunità scientifica, sviluppando strategie di controllo e decisionali per robot bioispirati.



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    10 min
  • Matteo Fieno "Le ballerine di carta"
    Matteo Fieno
    "Le ballerine di carta"
    Mostra personale di Matteo Fieno a cura di Sofia Sarotto in occasione della riapertura al pubblico del Conservatorio di Fossano


    In occasione della fine dei lavori di ristrutturazione del prestigioso conservatorio di Fossano, la Fondazione Fossano Musica ospiterà dal 2 al 17 ottobre 2021 una personale dell’artista Matteo Fieno, conosciuto come L’artista delle donne per la sua particolare attenzione al mondo femminile; la mostra, intitolata Le ballerine di carta, prevede l’esposizione di nove opere su carta realizzate con tecnica mista tra il 2018 ed il 2020. Il tema delle ballerine è molto caro all’artista, che declina le sue danzatrici ora in versione rock, ora in versione classica, con una maniera artistica riconducibile ai grandi maestri dell’arte moderna, ma dalla poetica fortemente contemporanea. I nove disegni che compongono la mostra, sono un inno alla sensualità ed all’eleganza resa maggiormente preziosa dallo sprigionarsi nel compiere azioni quotidiane; l’estrema semplicità dei gesti narrati, spingono lo spettatore ad immedesimarsi ed a voler conoscere le storie delle ballerine che dialogano fra loro in un percorso corale che le porta sulla strada della maturità e della conoscenza di sé, non senza i relativi timori che questo comporta.

    A volere ardentemente le eleganti opere di Matteo Fieno esposte per un’occasione così importante, sono state la curatrice dell’esposizione Sofia Sarotto, giovane e talentuosa storica dell’arte fossanese, che tra le tante esperienze lavorative, vanta anche una collaborazione con la prestigiosa casa d’aste londinese Sotheby’s e con la Galleria Rizzo a Venezia, e Patrizia Massocco, architetto responsabile della ristrutturazione del conservatorio.

    La Fondazione Fossano Musica, nasce nel 1976, proponendo fin da subito attività di formazione musicale sia a livello nazionale che internazionale, riscuotendo un meritato successo tra la popolazione tanto da essere fin da subito riconosciuta come un’istituzione: nel corso degli anni, la Fondazione Fossano Musica ha ospitato nelle sue elegantissime sale arredate in stile neoclassico, eventi, concerti, esposizioni; per questo periodo di rinascita -non solo della sede storica del Conservatorio, ma anche della gente in questa era post pandemica- ha scelto proprio l’artista langarolo per diffondere un messaggio di eleganza, bellezza, speranza e riscatto, attraverso le sue eleganti ballerine, figure iconograficamente associate al successo raggiunto dopo un periodo di sacrificio ed abnegazione, proprio come tutti noi in questo particolare periodo storico.

    Le ballerine di carta , apprezzabili dal 2 al 17 ottobre nella prima esposizione personale dell’artista Fieno dedicata esclusivamente ad opere su carta, saranno dunque esposte presso il prestigioso Palazzo Burgos, sede storica della Fondazione Fossano Musica, il cui restauro è iniziato nel 2018; la bellezza dell’iniziativa artistico-culturale promossa dal comune di Fossano, merita una visita: in un palazzo Settecentesco, provvisto di affreschi realizzati con tecnica di Trompe l’oeil, sede del quartier generale della produzione e dell’insegnamento della musica, vengono ospitate nove opere su carta di un giovane artista contemporaneo dal tocco moderno e post-impressionistico.

    Matteo Fieno, affacciatosi al mondo dell’arte in modo professionale solo dal 2018, vanta già numerose esposizioni e riconoscimenti: dopo l’esposizione dei suoi primi quadri alla Biennale di Milano, presentata e curata da Vittorio Sgarbi, ha tenuto una personale sempre nella città meneghina nel novembre 2019 presso la prestigiosa galleria Milano Art Gallery, seguita da una formale presentazione alla stampa nel 2020 con la mostra Quel pazzo 2020 declinato al femminile (poi ospitata nello spazio espositivo This is not Torino), e nel 2021 la mostra bolognese Le ragazze di Madame Odette



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    12 min
  • Carola Frediani "Bergamo Scienza"
    Carola Frediani
    "Bergamo Scienza"
    Guerre digitali


    Bergamo Scienza
    Sabato 16 ottobre 2021
    con Carola Frediani - Guerre di Rete
    Modera: Martina Pennisi - Corriere della Sera
    Confindustria Bergamo

    Con l’allargamento della rete e la possibilità di accedere tramite una connessione internet a sempre più luoghi, enti, servizi, tecnologie e informazioni personali, lo spazio virtuale sta diventando sempre di più teatro di attacchi di terrorismo, guerre di rete, attività di spionaggio ed estorsioni criminali ai danni di comuni cittadini. In questo spazio si incontrano governi, agenzie private, investitori, cyber-criminali e attivisti politici, in un continuo rimescolamento dei ruoli e delle alleanze, con implicazioni tutt’altro che virtuali, come i recenti attacchi agli oleodotti americani hanno ampiamente dimostrato. Come possiamo difendere le nostre società in questo nuovo scenario sfuggente ed elusivo? Quali regole belliche dovrebbero valere? È possibile bilanciare privacy e sicurezza, e dove tracciare il limite della sorveglianza statale?


    Carola Frediani
    "Guerre di rete"
    Laterza Editori
    https://laterza.it/
    "Se leggono una tua chat, se fanno acquisti con la tua password su Amazon.it, ma anche se una nazione nemica legge le mail dei tuoi generali o ti guasta le centrifughe negli impianti nucleari con un software avvelenato (sono successe entrambe le cose): siamo di fronte a guerre di Rete. Sospettavate che la Rete fosse sporca e pericolosa? Dopo aver letto queste pagine, saprete che lo è ancora di più" (Daniele Raineri, "Il Foglio"). "Il distillato pregiato e avvincente di un più che decennale lavoro che ha portato l'autrice a intervistare 'smanettoni', informatici forensi, hacker, esperti di sicurezza, poliziotti" (Benedetto Vecchi, "il manifesto"). "In questo libro non si parla solo di armi digitali, governi o cyber-criminali. Si parla anche, e molto, di quel pubblico di utenti 'normali' che usano la Rete in modo 'normale', medio e tendenzialmente spensierato: in altre parole, quelli che sono la prima linea di un'economia digitale - legale e criminale - basata sulla vendita dei dati" ("Pagina99"). Nove storie vere - tra Hacking di Stato, spionaggio, ricercatori a caccia di software malevoli, gruppi parastatali o schiettamente criminali, persone comuni e inconsapevoli coinvolte - che ci raccontano come la Rete si stia trasformando in un vero e proprio campo di battaglia. La fotografia densa di un presente inquietante e contraddittorio che potrebbe trasformarsi a breve in un futuro distopico.


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    13 min
  • Ivan Villa "Prima media... mi conviene andare bene!"
    Ivan Villa
    "Prima media... mi conviene andare bene!"
    illustrazioni di Francesco Fagnani
    Edizioni Lapis
    https://www.edizionilapis.it/



    Una madre rappresentante di classe. Un padre educatore nella sua stessa scuola e, a complicare il tutto, due sorelle che sono state perfette alunne modello, di cui tutti i professori si ricordano ancora.

    «…e in mezzo, io, come in un sandwich, praticamente circondata, praticamente spacciata! Mi conviene andare bene…, mi dicevo»

    Isabella Villa è l’unica della classe a non avere ancora il cellulare, l’unica ad essere accompagnata a scuola da suo padre. Ed è anche la più bassa di tutti. Bassa, disordinata e terribilmente indecisa. O, almeno, è così che si sente.

    In realtà, superato lo smarrimento iniziale, Isabella capisce di non essere messa male. In 1D sono tutti sulla stessa barca: maschi, femmine, attenti, distratti. Anche i sapientini, quelli che vivono perennemente con la mano alzata in attesa d’intervenire, possono andare in crisi. L’anno scolastico scorrerà via velocemente e intensamente, in un crescendo di emozioni e di esperienze vissute tra alti e bassi, gaffes e inconvenienti, verifiche e gite scolastiche, le materie odiate e quelle inaspettatamente amate, insegnanti più o meno perfetti, nuove compagne di classe con cui formare un club e perfino un saggio d’arte, un concorso che vincerà proprio lei, scrollandosi finalmente di dosso l’appellativo di «sorella di… figlia di…».

    Isabella, come in un diario, racconta ai suoi coetanei un anno in cui riuscirà gradualmente a trovare il suo posto. In classe, a scuola e un po’ anche nella vita.


    Villa Ivan
    Perito elettronico mancato, lavora come educatore con bambini e ragazzi, in ogni ordine e disordine di scuole. Ha pubblicato la raccolta Brr, che storie! (Emme Edizioni, 2019). Collabora con il periodico La Settimana Enigmistica creando rebus, cornici concentriche, e altri giochi di parole, che hanno ottenuto premi e riconoscimenti importanti. Vive e lavora a Concorezzo, in Brianza, circondato da tre figlie, due gatti e un cane.



    Fagnani Francesco
    È nato a Merano il 9 giugno 1965. Ha iniziato come autore e disegnatore satirico sul settimanale Cuore, ha lavorato per Linus, per Il Clandestino e il quotidiano Il Manifesto. Ha disegnato per Amnesty International, WWF, CGIL, L.A.V., per Associazione Hamelin e tanti altri. Si è dedicato a diversi ambiti dell'illustrazione, soprattutto a quella per ragazzi, pubblicando con i più importanti editori italiani. Si interessa di linguaggi visivi, e delle differenze tra tecniche e stili indagando continuamente il confine tra illustrazione, fumetto, graphic design e ogni altra forma di comunicazione narrativa.


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    8 min
  • Marco Piccat "Festa del libro medievale e antico di Saluzzo"
    Marco Piccat
    Festa del libro medievale e antico di Saluzzo
    “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori”

    Prima edizione
    Da venerdì 22 a domenica 24 ottobre 2021, Saluzzo (CN)
    Lectio magistralis mercoledì 27 ottobre 2021

    Tra gli ospiti:
    Angelo Branduardi, Aldo Cazzullo, Franco Cardini, Chiara Frugoni,
    Sara Marconi, Marcello Simoni, Castello di Rivoli, Mons. Franco Giulio Brambilla

    Tra gli appuntamenti:
    Incontri con l’autore, lezioni magistrali, laboratori per bambine e bambini,
    concerti, reading, mostre, spettacoli di falconeria, spettacoli teatrali,
    esposizione di libri, azioni pittoriche collettive, aperitivi e cene letterarie,
    laboratori di calligrafia, proiezioni di film, sfilate di gruppi storici

    Aspettando la Festa:
    tra il 7 e il 21 ottobre letture per bambine e bambini, laboratori di miniatura e musicali

    salonelibro.it - visitsaluzzo.it


    La Festa del libro medievale e antico di Saluzzo “Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori” è la nuova manifestazione libraria dedicata alla cultura e storia medioevale, lette e approfondite attraverso romanzi, saggi, fantasy, lezioni, musiche e performance, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo e dalla Città di Saluzzo, in collaborazione con Salone Internazionale del Libro di Torino e Fondazione Amleto Bertoni. Nasce dalla volontà di portare all’attenzione del grande pubblico e celebrare un periodo storico, dal V al XIV secolo, che da sempre esercita una forte fascinazione sull’immaginario collettivo (come dimostrano il successo di romanzi, serie televisive, film e videogiochi che a quelle atmosfere si ispirano) e che fu un laboratorio culturale straordinario da cui nacque l'idea europea, anche se troppo spesso viene minimizzato come momento oscuro in opposizione al Rinascimento.

    L’iniziativa si svolgerà sabato 23 e domenica 24 ottobre 2021, con due lezioni magistrali venerdì 22 ottobre e mercoledì 27 ottobre, e trova nella città di Saluzzo, che fu capitale dell'omonimo marchesato, il suo luogo ideale di espressione. Saluzzo (Cn), infatti, si iscrive di diritto nella storia del Medioevo europeo, con le sue testimonianze architettoniche di impronta gotica, costruite tra il Duecento e la fine del Quattrocento, che ancora caratterizzano il suo antico e intatto centro storico. E fu il marchese Tommaso III di Saluzzo, intorno ai primi anni del Quattrocento, a scrivere il poema epico-cortese Le Chevalier Errant, uno dei più importanti testi cavallereschi medioevali.

    La prima edizione della Festa del libro medievale e antico di Saluzzo mutua, come sottotitolo, i primi versi del poema cavalleresco L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, “Le donne, i cavallier, l’arme gli amori”, che avvicinano subito il lettore all’immaginario medievale intessuto di eroismi, sfide, viaggi, guerre, amori e magie. L’immagine guida che accoglierà il pubblico è un particolare dell’affresco presente nella cappella campestre di San Ponzio a Castellar, vicino a Saluzzo, risalente al XIII secolo, che riproduce una principessa e un cavaliere.



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    11 min
  • Nicla Vassallo "Biennale Democrazia"
    Nicla Vassallo
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/





    Biennale Democrazia, Torino
    Reincantare il mondo. La vita fra umano e naturale
    9 ottobre - ore 11.30 | OGR Torino Sala Fucine
    Nicla Vassallo e Andreas Weber
    coordina Daniele Gorgone
    a cura di Goethe-Institut e Centro Culturale Protestante di Torino, nell’ambito di OGR Public Program
    https://www.vivaticket.com/it/biglietto/reincantare-il-mondo-la-vita-fra-umano-e-naturale/163678

    Nel suo procedere attraverso la rigida distinzione tra un soggetto conoscente e un oggetto di conoscenza, la scienza occidentale ha messo per secoli in secondo piano la relazione vitale tra umano e naturale, che pervade invece tutte le culture animistiche. Di fronte alla radicalità della crisi ambientale, biologia, filosofia e antropologia si domandano oggi se le nostre teorie e le nostre pratiche non debbano recuperare l’antica concezione animistica di vitalità, restituendo soggettività, sentimento e personalità al mondo materiale.







    Nicla Vassallo insegna Filosofia teoretica all’Università di Genova ed è Ricercatore associato Isem-Cnr, King’s Alumni. È autrice, coautrice, curatrice di oltre centocinquanta pubblicazioni. Fa parte di consigli direttivi e comitati scientifici di autorevoli riviste specialistiche, oltre che di associazioni e fondazioni. Ha vinto il premio Filosofia a Siracusa con Per sentito dire. Conoscenza e testimonianza (Feltrinelli 2011). Pur non considerandosi un’attivista, s’impegna da sempre a favore dei diritti umani e civili e contro le violenze sulle donne.



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    30 min
  • Marco D'Eramo "Biennale Democrazia"
    Marco D'Eramo
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/




    Biennale Democrazia, Torino
    venerdì 8 ottobre, ore 11:00, Teatro Carignano
    L'informazione pubblica ha un futuro?
    Gad Lerner e Marco d’Eramo
    coordina Anna Masera
    in collaborazione con Biennale Tecnologia
    https://www.vivaticket.com/it/biglietto/l-informazione-pubblica-ha-un-futuro/163697

    L’informazione, come quasi tutte le sfere rilevanti della vita sociale, negli ultimi decenni è andata incontro a un processo di privatizzazione, strutturandosi spesso in forma oligarchica. Privati sono i maggiori broadcast internazionali. Privata è la struttura proprietaria delle grandi piattaforme che distribuiscono notizie. Privato è il rapporto che ciascuno di noi intrattiene con le notizie sui social. La libera formazione delle opinioni si gioverà della concorrenza fra privati in questo ambito così delicato o rischia di essere inquinata alla fonte? Quali nuove opportunità si offrono per ripensare e rilanciare l’informazione intesa come servizio pubblico?



    Marco D'Eramo
    Dominio.
    La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/

    “Il lavoro da fare,” scrive d’Eramo, “è immenso, titanico, da mettere spavento. Ma ricordiamoci che nel 1947 i fautori del neoliberismo dovevano quasi riunirsi in clandestinità, sembravano predicare nel deserto, proprio come noi ora.”

    Dai birrifici del Colorado alle facoltà di Harvard, ai premi Nobel di Stoccolma, Marco d’Eramo ci guida nei luoghi dove una guerra è stata pensata, pianificata, finanziata. Di una vera e propria guerra si è trattato, anche se è stata combattuta senza che noi ce ne accorgessimo. Lo ha riconosciuto uno degli uomini più ricchi del mondo, Warren Buffett: “Certo che c’è guerra di classe, e la mia classe l’ha vinta. L’hanno vinta i ricchi”. La vittoria è tale che oggi termini come “capitalisti”, “sfruttamento”, “oppressione” sono diventati parolacce che ci vergogniamo di pronunciare. Oggi “ci è più facile pensare la fine del mondo che la fine del capitalismo”. La rivolta dall’alto contro il basso ha investito tutti i terreni, non solo l’economia, il lavoro, ma anche la giustizia, l’istruzione: ha stravolto l’idea che ci facciamo della società, della famiglia, di noi stessi. Ha sfruttato ogni crisi, tsunami, attentato, recessione, pandemia. Ha usato qualunque arma, dalla rivoluzione informatica alla tecnologia del debito. Ha cambiato la natura del potere, dalla disciplina al controllo. Ha imparato dalle lotte operaie, ha studiato Gramsci e Lenin. Forse è arrivato il momento di fare lo stesso e di imparare dagli avversari.













    Marco d’Eramo è giornalista, ha lavorato per Paese Sera, Mondoperaio, e il manifesto. Collabora con Micromega, The New Left Review, Die Tageszeitung. Tra le sue pubblicazioni: Il maiale e il grattacielo. Chicago: una storia del nostro futuro (Feltrinelli 1995), Moderato sarà lei (manifestolibri 2008, con M. Bascetta), Il selfie del mondo. Indagine sull’età del turismo (Feltrinelli 2017), Dominio. La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi (Feltrinelli 2020).



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    17 min
  • Antonio Damasco "Biennale Democrazia"
    Antonio Damasco
    con Beatrice Verri e Laura Cantarella
    "Biennale Democrazia"
    http://biennaledemocrazia.it/


    Biennale Democrazia, Torino
    Le parole che curano LIVE
    Venerdì 8 Ottobre - 18:30
    Prenotazione obbligatoria: [email protected]
    Antonio Damasco e Fabrizio Filippelli
    realizzato da Rete Italiana di Cultura Popolare

    Un viaggio radiofonico e dal vivo che prosegue dopo le 32 notti trasmesse durante la pandemia. La radio è il mezzo scelto per continuare a raccontare storie e a parlare a un pubblico che ben presto è diventato una comunità. Una trasmissione intima andata in onda su www.tradiradio.org che oggi si trasforma, fuori e dentro la radio, in un viaggio narrativo in cinque luoghi speciali per un’unica narrazione. Parole, musiche, storie in una diretta costruita insieme al pubblico e ai suoi stati d’animo, grazie alla radio che va ad abitare piazze, terrazzi e cortili.


    Antonio Damasco è attore, regista teatrale, direttore artistico del Teatro delle Forme. Ha sviluppato progetti artistici in collaborazione con le comunità locali. Dal 2005 dirige la Rete Italiana di Cultura Popolare e opera nell’ambito della narrazione generativa applicata alle comunità. Lo Spaccio di cultura – Portineria di comunità è uno degli ultimi progetti realizzati grazie ai processi di attivazione di comunità.

    Fabrizio Filippelli è un ingegnere meccanico, specializzato in energie rinnovabili e trasporto ecocompatibile. Suona chitarra classica, violino, mandolino, mandola, tamburi a cornice dell’area mediterranea, chitarra battente, Jarana messicana. Collabora con numerosi ensemble ed artisti di musica tradizionale, in Italia, Francia e Messico. Ha partecipato, in qualità di esecutore, a numerose rassegne nazionali ed internazionali incentrate sulla valorizzazione dell’interculturalità popolare.



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