il posto delle parole

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  • Giuseppe Di Giacomo "La bellezza abbandonata"
    Giuseppe Di Giacomo
    "La bellezza abbandonata"
    Il Mulino Editore
    https://www.mulino.it/



    Siamo a Parigi all’inizio del Novecento, la pittura si è liberata di molte delle vecchie regole: figure edificanti, consonanze, equilibrio dei colori. Ora tocca alla bellezza essere messa fuori gioco. Tutto ciò che era tradizionalmente associato al nudo – grazia e compiacente sensualità – è stato spazzato via. Le demoiselles di Picasso ci guardano minacciose, come per affermare il crollo di ogni convenzione; il carattere teatrale della scena accresce la carica provocatoria del dipinto. L’armonia delle forme svanisce del tutto nel bordello delle Demoiselles d’Avignon. Un’icona che segna un cambiamento irreversibile nella storia dell’arte.


    "A Parigi, dove Picasso si reca all'inizio del Novecento, la pittura, come la letteratura e la musica, si è liberata di molte delle vecchie regole e leggi: descrizioni, figure edificanti, consonanza delle parti, equilibrio dei colori. Insomma, sembra chiaro che a rendere moderna l'arte sia il ripudio della narrazione. Ora tocca alla bellezza essere messa fuori gioco, bellezza che dai tempi antichi ha sempre definito l'arte stessa, come mostrano le opere di tutti i secoli passati, dal Rinascimento in poi che, ricche di contemplazione di nudi classici e dell'armonia delle forme, hanno fine nella parata al bordello delle "Demoiselles d'Avignon" (1907).


    Giuseppe Di Giacomo ha insegnato Estetica alla Sapienza - Università di Roma. Tra i suoi libri: «Fuori dagli schemi. Estetica e arti figurative dal Novecento a oggi» (Laterza, 2015), «Arte e modernità. Una guida filosofica» (Carocci, 2016), «Una pittura filosofica. Antoni Tàpies e l’informale» (Mimesis, 2016).



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    32 min
  • Cristina Dell'Acqua "Il nodo magico"
    Cristina Dell'Acqua
    "Il nodo magico"
    Ulisse, Circe e i legami che rendono liberi
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Possono i legami renderci liberi? Sì, se sono fatti di nodi magici, direbbe Omero.

    Per pochi istanti, in pochi versi dell’Odissea, Omero ci presenta un vero nodo ed è quando Arete, madre di Nausicaa e regina dei Feaci, dona a Ulisse, prima del suo ultimo viaggio verso Itaca, uno scrigno pieno di tesori e lo prega di legarlo saldamente con un nodo. Quello che Ulisse esegue è un nodo che gli ha insegnato molti anni prima la maga Circe. C’è quindi da scommettere che si tratti di un nodo magico.

    Il nodo di Circe non è un nodo qualsiasi, è femminile, perché si scioglierà grazie alle donne incontrate, è desmòs, dal verbo deo che significa legare, poikilos, complesso, come è la vita, colorato, variopinto, come sa renderlo la maga. Il nodo è l’essenza dei legami profondi. È una saldatura, invisibile. Ci tiene stretti all’altro, ma non è prigione. I legami veri non possono che essere un dono di libertà, di cura, di attenzione, di ascolto dell’altro.

    Questo libro parla dunque di Ulisse e dei suoi legami. Nel suo lungo viaggio di ritorno da Troia, è uomo vittorioso, ma solo. Non più un eroe ma un naufrago. Il senso e la direzione non sa più dove siano. Saranno alcuni incontri speciali ad aiutarlo a ritrovare una forza che non è scritta in nessuna guerra. Nausicaa, Circe, Calipso, Penelope, Anticlea, Atena sono le figure che lo guidano in un percorso che non è solo un ritorno a casa, ma una sorta di mappa della sua educazione sentimentale. Il ritorno di Ulisse è costruito sui nodi dell’amore, dell’amicizia e dell’ospitalità ma anche del dolore e della nostalgia, fondamenta indispensabili per la ricostruzione della memoria di chi è stato e di chi diventerà. Al pari di Ulisse, tutti noi siamo le nostre relazioni.

    Cristina Dell’Acqua torna a sondare il mondo classico a caccia di domande e risposte che illuminino anche il nostro presente. «In questo nuovo viaggio» scrive «ci guideranno la fantasia di Omero, le donne, gli amici, le anime che Ulisse incontrerà e il nodo intricato e magico, che scopriremo legato a doppio filo a noi. Per ricordare, oggi e sempre, che nei legami è riposta la nostra libertà.»


    Cristina Dell'Acqua, laureata in Lettere Classiche all'Università degli Studi di Milano, insegna latino e greco ed è vicepreside al Collegio San Carlo di Milano. Da sempre appassionata di sperimentazione didattica, si è specializzata in Arts Integration ad Annapolis, USA. È coautrice di Il futuro è antico. L'uso del teatro classico nell'educazione e nella formazione (2011) e autrice di Una Spa per l'anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini (Mondadori 2018). Da diversi anni è organizzatrice di incontri di lingua e cultura greca per adulti appassionati.



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    28 min
  • Andrea Gentile "Voci"
    Andrea Gentili
    "Voci Podcast"
    https://vocipodcast.com/

    Nasce Voci
    la piattaforma di produzione podcast de il Saggiatore

    Dal 5 luglio disponibile il primo podcast
    “Il mondo come meditazione”
    di Chandra Candiani

    Che ruolo ha un editore oggi? La sua visione si limita solo al mondo dei libri o può spingersi oltre?
    Da questi interrogativi nasce Voci, la piattaforma di produzione podcast della casa editrice il Saggiatore. Un’operazione culturale che parte dalla convinzione che un editore sia chiamato, sempre di più, a interrogare e raccontare il mondo nella sua totalità, e attraverso tutte le sue forme espressive, siano esse pagine scritte, audio o progetti visivi.
    Voci avrà quindi una propria autonomia, seppur muovendosi parallelamente e in dialogo con la produzione libraria, e con l’aiuto di un gruppo di lavoro professionale e rodato nel campo, che in parte coinciderà con quello della casa editrice stessa, con Andrea Gentile in qualità di Editor in Chief e Damiano Scaramella di Editor.

    “Anni fa abbiamo cercato di dare nuova forma a una casa editrice storica come il Saggiatore. La prima fase è stata quella di ricostruire un’identità e di cercare, dietro il lavoro editoriale, una precisa poetica, che mirasse all’identità e alla sostenibilità. Nei nostri progetti, c’era l’idea di allestire un dialogo molto forte con i lettori, un dialogo che passasse prima ancora che dai libri che pubblichiamo dalla casa editrice che intendiamo essere, e dalla nostra visione del mondo. Andiamo ora incontro a una nuova fase, dove il libro resta al centro, ma dove cerchiamo di costruire, in un mondo in perenne divenire, un ecosistema culturale. Per questo, un editore può avere una rivista, come The Italian Review, o una piattaforma podcast, come Voci, che sarà gestita proprio come una collana editoriale, con un preciso punto di vista e una forma tutta sua” dichiara Andrea Gentile.

    Voci si articolerà in circa dieci serie podcast all’anno, che dialogheranno tra di loro in termini di ambizione e sguardo, pur mantenendo la loro unicità.
    I podcast si troveranno sia sul sito dedicato, vocipodcast.com - il cui progetto grafico è a cura di Parco Studio - sia disponibili sulle principali piattaforme (Spotify, Spreaker, Google Podcast …).

    Si inizia il 5 luglio con Il mondo come meditazione. Ascoltare e guardare il mondo in modi un po’ meno assonnati.
    A inaugurare Voci sarà la poetessa, traduttrice e maestra di meditazione Chandra Candiani che in un breve, ma profondissimo viaggio, scandito in dieci pillole, ci guiderà alla ricerca di noi stessi al di là delle vanità e dei rumori che ci circondano. Nelle dieci brevi sessioni, della durata di poco più di cinque minuti ciascuna, impareremo ad ascoltarci, e a concepire i momenti di solitudine come la quintessenza dell’osservazione di cosa stiamo facendo della nostra esistenza, del nostro pensiero, del nostro tempo, di quello che conta e di quello che è superfluo, delle relazioni buone e di quelle tossiche. Di come accogliamo il mondo e di cosa gli portiamo in dono.

    A settembre il secondo appuntamento, con un podcast dedicato alla musica in partnership con Woodworm, dove incroceremo alcuni protagonisti d’eccezione della scena indie-rock contemporanea tra cui The Zen Circus, Motta e La Rappresentante di Lista, che risponderanno in modi originali e inaspettati a quella che sembra la più semplice delle domande: Che cos’è una canzone?




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    18 min
  • Domenico Cacopardo "Io, Agrò e il generale"
    Domenico Cacopardo
    "Io, Agrò e il generale"
    Marsilio Editori
    https://www.marsilioeditori.it/




    Pancrazio Lotale, un generale dei paracadutisti in pensione che insieme ad alcuni ex commilitoni ha fondato una società di sicurezza, apprende che il maturo amante della figlia Dominique è deceduto dopo una lunga malattia. Purtroppo, quasi subito Dominique scompare mentre prendono consistenza i sospetti sul suo ruolo nella morte del compagno. Il mistero s’infittisce quando a Roma, in piazza della Pigna, viene ritrovato un cadavere orrendamente mutilato e privo della testa. L’appartamento nel quale è stata scoperta la vittima è di proprietà di Dominique Lotale. Nel frattempo, matura uno scontro tra la società di sicurezza di Lotale e una banca che sembra legata ad ambienti criminali. Siccome di Dominique continua a non esserci traccia, il generale e la consorte, da cui è diviso, si rivolgono all’ex procuratore della repubblica Italo Agrò, divenuto titolare di un importante studio legale di Roma insieme alla moglie Marta Aletei. Sarà lui a dover dipanare una matassa resa assai ingarbugliata – e pericolosa – dai forti interessi economici e criminali che sono in gioco.



    Domenico Cacopardo è nato nel 1936. Siciliano di Rivoli (in provincia di Torino), è vissuto in varie città italiane, condotto dagli impegni professionali. Consigliere di stato sino al 2008, è stato anche magistrato per il Po (Parma) e magistrato alle Acque (Venezia). Collabora con vari quotidiani e periodici. Per Marsilio ha pubblicato Il caso Chillè (1999), L’endiadi del dottor Agrò (2001), Cadenze d’inganno (2002), Giacarandà (2002), Agrò e la deliziosa vedova Carpino (2010), Agrò e la scomparsa di Omber (2011), Agrò e il maresciallo La Ronda (2013), Il delitto dell’Immacolata (2014), Semplici questioni d’onore (2016), Amori e altri soprusi (2017) e Agrò e i segreti di Giusto (2019).




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    19 min
  • Paola Baratto "Malgrado il vento"
    Paola Baratto
    "Malgrado il vento"
    Manni Editori
    https://www.mannieditori.it/

    Attilio è un venditore di bellezza, Elio un filosofo del sottosuolo, Natalia una giardiniera "abusiva", Ada trasforma in nature morte l'immondizia, Giulio colleziona istanti, Lilli è sempre a caccia di prede...
    I protagonisti di questi tredici racconti abitano nello stesso quartiere, s’incontrano o si evitano, condividono ritrovi: il minimarket di Adelmo, il ponte sul canale, il parco, il singolare salone estetico di Fernanda.
    Ognuno è convinto di avere qualcosa di memorabile da raccontare. Che potrebbe meritare l’onore delle pagine.
    Tomas, lo scrittore, li osserva dalla giusta distanza. Ai suoi occhi sono proprio loro, in realtà, a risultare interessanti. Li ascolta. E riesce a riconoscere, in quelle vite ordinarie, microcosmi degni d’essere narrati. A percepire, in ciò che non viene espresso, un fruscio d’inconsapevole poesia.


    Paola Baratto, giornalista e scrittrice, è nata e vive a Brescia. Collabora con il “Giornale di Brescia” su cui ha una rubrica di curiosità storico-culturali dal 2011.

    www.paolabaratto.it




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    20 min
  • Cristina Buonaugurio "La più grande delle magie"
    Cristina Buonaugurio
    "La più grande delle magie"
    Dalla saga di Harry Potter un aiuto per realizzare "chi siamo veramente"
    Città Nuova Editrice
    https://cittanuova.it/

    Harry Potter. Un successo planetario.
    La storia di Harry Potter è indubbiamente la saga per eccellenza del nuovo millennio, che ha divertito e commosso generazioni in tutto il mondo. Un successo mondiale che non accenna a diminuire. A Harry Potter e i suoi amici e nemici si ispira La più grande delle magie, dalla saga di Harry Potter un aiuto per realizzare chi siamo veramente di Cristina Buonaugurio, da giugno in libreria. Psicologa, psicoterapeuta, la Buonaugurio offre, infatti, con questo libro una originale e stimolante rilettura in chiave psicologica delle vicende della storia del mago di Hogwarts.


    La più grande delle magie: orientare bene la propria vita.
    Crescere è una questione di scelte, e sono “le scelte che facciamo che dimostrano chi siamo veramente, molto più delle nostre capacità”, dice Albus Silente a Harry. Partendo da questa consapevolezza, l’autrice sottolinea: “Se l’importanza di scegliere è basilare in ogni momento della vita, lo è ancora di più quando si è giovani, solo che allo stesso tempo è anche più difficile, a causa della minore espe­rienza”.



    Crescere: le scelte sono decisive. Come fare?
    “Eppure crescere significa proprio decidere che dire­zione dare alla propria vita, definendo chi si vuole essere e assumendosi la responsabilità delle proprie scelte”, continua la Buonaugurio.

    Il libro rilegge il modo in cui i più popolari e amati personaggi della saga scelgono di affrontare (o non affrontare) temi come l’amore, l’amicizia, i legami familiari, l’insicurezza, il dolore, attraverso esercizi pratici rielaborati dall’autrice e domande che aiutano a riportare questi temi nel quotidiano di ognuno, per poter essere messi in pratica nel proprio percorso di crescita.



    La più grande delle magie. Il libro.
    La più grande delle magie, dalla saga di Harry Potter un aiuto per realizzare chi siamo veramente offre dunque una mappa e una bussola – direttamente rivolti ad adolescenti e giovani adulti, che possono essere affiancati nel lavoro anche da genitori, educatori ed insegnanti – per imparare a saper stare con gli altri, costruire la propria identità, trovare il proprio posto nel mondo.





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    19 min
  • Giuseppe D'Anna "Crea la tua Divina Commedia"
    Giuseppe D'Anna
    "Crea la tua Divina Commedia"
    L'inferno
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/



    Sei pronto a farti un giretto negli inferi? Lasciati guidare dal buon Virgilio, proprio come Dante, e avventurati tra fiamme e demoniacci alla scoperta dell'Inferno, con i suoi cerchi, i suoi mostri e le sue pene. Qui dentro troverai anche un sacco di attività divertenti come scrivere, disegnare, ritagliare…
    Potrai perfino mandare al diavolo chi ti sta più antipatico, piazzandolo nel girone infernale che preferisci.
    Così alla fine avrai creato

    La tua Divina Commedia:
    divertente, personale, unica e inimitabile!


    "Nel mezzo del cammin della tua vita
    ti sei ritrovato con questo libro oscuro
    e con la penna tua ormai smarrita.

    Ma non scoraggiarti e tieni duro,
    ché se quella penna riprendi fra le dita
    ci sarà da divertirsi... te l'assicuro!"



    Giuseppe D’Anna è nato e cresciuto sotto il sole splendente della Sicilia e si è poi formato come creativo tra i verdi colli della Toscana. Al momento si diverte un mondo a scrivere storie. Gli piace ripetere (senza che nessuno glielo chieda) che tra grafica e scrittura non c’è poi gran differenza: con immagini o parole, si tratta pur sempre di raccontare storie.




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    12 min
  • Alessandro Trasciatti "Acrobazie"
    Alessandro Trasciatti
    "Acrobazie"
    Storie brevi e brevissime
    Il ramo e la foglia edizioni
    https://www.ilramoelafogliaedizioni.it/


    Con questa raccolta di racconti Trasciatti accompagna il lettore, attraverso una scrittura che a tratti si contorce in vere e proprie acrobazie, in un viaggio di scoperta dell’indole umana.
    Punto di partenza è l’io narrante, soggetto metaforico e paradigmatico della società attuale, con i suoi vezzi, le sue debolezze e gli istinti che maggiormente cerca di nascondere. Il percorso di questi viaggi è sovente spiazzante, le scoperte inattese, i fatti e le emozioni sono pronte ad apparire dal sopore della disattenzione, evocati dall’acume dell’autore.
    Lungo il dispiegarsi dei racconti si visiteranno luoghi familiari e sconosciuti, meandri di stanze e di indumenti, labirinti mentali e percorsi infantili, in un continuo carosello di scoperte e di intuizioni sorprendenti per la loro semplicità: vere e proprie acrobazie che tengono col fiato sospeso sino al sospiro finale, subito interrotto da un nuovo esercizio in un dipanarsi di altre sorprese ed emozioni, di racconto in racconto.

    *

    «L’amore di un’acrobata viene su nell’ombra, ha tempi lunghi di maturazione, deve superare barriere interne, pedaggi, rompere le mille scorze accresciutesi intorno al suo cuore in anni di ferrea disciplina, esercizio dopo esercizio, caduta dopo caduta, umiliazione dopo umiliazione.»



    Alessandro Trasciatti (Lucca 1965) ha fatto l’archivista, il postino e il piccolo editore. Ha pubblicato i primi racconti su “Nuova Prosa” nel 1991 e in seguito ha collaborato a varie riviste di letteratura (tra cui “Paragone”) e di turismo (come “Gente Viaggi”). Laureatosi a Pisa in letteratura francese con il critico freudiano Francesco Orlando, ha tradotto alcune novelle fantastiche di Jacques Cazotte e di Xavier Forneret. Si vanta molto di avere partecipato come relatore ai convegni teatrali, organizzati da Ermanno Cavazzoni e Daniele Benati, sul fantomatico filosofo e scrittore Learco Pignagnoli.
    Per alcuni anni ha tenuto un blog abbastanza frequentato, detto anche “lunario inattuale di letteratura e desueta umanità” da cui è poi nata la collana editoriale dei Libratti (ormai cessata). Tra le sue pubblicazioni: Prose per viaggiatori pendolari (Mobydick 2002), Avevo costruito un sogno. Storie e fatiche di un postino artista (Ediesse 2014), con una prefazione di Massimo Raffaeli e un omaggio grafico di Luigi Serafini, Scampoli (Oèdipus 2017). Attualmente collabora a “Nuova Tèchne”, rivista di bizzarrie letterarie e non, diretta da Paolo Albani.




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    21 min
  • Laura Falqui "Fondamenti di vita celeste sulla terra"
    Laura Falqui
    "Fondamenti di vita celeste sulla terra"
    Medusa Edizioni
    https://www.medusa-mcedizioni.com/


    Se un’allegra brigata di mendicanti si mette in viaggio può accadere di tutto, anche che il paradiso sia a portata di mano. Come si suol dire basta cercarlo.

    Il titolo rimanda alla qualità celeste della libertà senza confini: la libertà del “senza”, ma se sospettate che Fondamenti di vita celeste sulla terra sia un trattato filosofico, state sbagliando strada e a proposito di strade, è lì che abitano i protagonisti del libro: uno scombinato gruppo di mendicanti che un bel giorno fugge dai marciapiedi di un’anonima metropoli e si mette in viaggio. Per dove non si sa. Non lo sapevano loro e nemmeno l’autrice lo sapeva avendolo scoperto mentre andava con Cinichetti e gli altri verso una specie di terra promessa; perché non ci si mette in viaggio senza l’inconscio desiderio di un Paradiso. Ecco un libro del tutto anacronistico, insensato, squinternato ma gioioso. Fondamenti… è forse qualcosa di nuovo (anzi, d’antico), con una scrittura meditata e fluida, ma bizzarra che di tanto in tanto fa uso di parole inesistenti. L’autrice ama la letteratura fan- tastica, la fiaba, il nonsense; e autori come Carroll, Calvino, Palazzeschi, Zavattini, Queneau, Leonora Carrington, ma ce ne sono molti altri, le cui voci risuonano discrete in questo romanzo di un’allegra brigata alla ricerca della vera felicità.

    Laura Falqui è saggista, drammaturga e specialista di arti visive. Studiosa del Preraffaellitismo inglese, ha dedicato a questo argomento una trilogia di saggi in volume e diversi altri scritti. Tra le sue opere: Ascoltare l’incenso. Confraternite di pittori nell’Ottocento (1985); La gemma. Estetismo ed esoterismo nei preraffaelliti (1994); Aurea domus. Viaggio nel sogno preraffaellita (1995). Assieme a Raffaele Milani ha pubblicato L’atelier naturale. Cinema e giardini (2008). Ultima sua pubblicazione è Forme e materiali della città fantastica (2014). Da qualche anno ha trasferito la sua scrittura creativa dalla drammaturgia a una forma narrativa, in cui affiorano le sue passioni di sempre: la pittura del secondo Ottocento inglese, la fiaba, il sogno, il nonsense.



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    27 min
  • Giovanni Lavia "La proposta di lavoro"
    Giovanni Lavia
    "La proposta di lavoro"
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/



    Accettando la proposta di lavoro della XYZ Group, l’intelligentissimo e un tantino cinico Angelo s’imbarca in una vivacissima quanto grottesca avventura, costellata di prove e di colpi di scena, contro il drago dello sfruttamento aziendale: uno squallido insieme di velleità, assurdi meccanismi e dirigenti avidi e inetti, sotto il velo di una prestigiosa multinazionale.


    Angelo Vinciguerra, neolaureato in Economia con il massimo dei voti, decide di rispondere al pretenzioso annuncio di una famosa azienda in cerca di una figura professionale eccellente.

    Fin dal primo colloquio, il giovane intuisce che l’ambiente di lavoro è ambiguo e costellato di personaggi rampanti ed eccentrici, come il professore che lo accoglie con un originale test psicoattitudinale o il dottor Melodia, che organizza un corso di Alta Formazione presso il castello di Valsega, il presidente donnaiolo, detto l’Illuminato, e il dirigente dal nome impronunciabile… Presto, Angelo si accorge che in azienda vi è una sospetta mania di controllo sugli impiegati che nasconde qualcosa di più losco. Attraverso un sottile gioco d’astuzia, metterà allora in campo un’ingegnosa strategia sovversiva per far emergere la verità.

    Uno stile ironico e una scrittura dissacrante restituiscono uno spietato dipinto del mondo aziendale e della sua, talvolta assurda, organizzazione, mettendo in luce un sistema imperfetto, governato da dirigenti scorretti incapaci.

    … Il dottor Vinciguerra fu lasciato in compagnia delle domande più strane: se le rose gli piacessero di più azzurre o se avesse mai conosciuto il figlio della zia di sua cugina.

    “Il figlio della zia di mia cugina? Ma chi è questo piffero?”.

    Intanto guardava, immobile davanti a sé, la faccia di bronzo del fondatore, che pareva davvero lo stesse attentamente e severamente studiando… lo guardava dall’alto con occhi che, più li osservava, più gli parevano espressivi, specialmente quello di sinistra, che rifletteva in modo diverso la luce, come se questa battesse su qualcosa di rispecchiante.

    “Bravo questo scultore, pare davvero che ti guardi… Ma chi diavolo sarà questo stramaledetto figlio di buona donna, figlio della zia? Dunque… ma che cretino che sono! Sono io!”.

    Due colpetti di nocca lo interruppero sulla terzultima domanda e il professore entrò con un’aria leggermente più professionale, con un fascicolo sotto un braccio e uno strano strumento in mano.

    «Non si spaventi… È solo un cronometro da tavolo, tipo quello che usano gli scacchisti, con la differenza che io non sono un suo rivale. Mi consideri invece un amico perché, mi creda, è proprio questo lo spirito che ha sempre animato i miei rapporti in azienda, al di là delle gerarchie, degli organigrammi, eccetera».


    Giovanni Lavia è nato a Milano nel 1937 e vive a San Mauro Torinese. Svolge la propria attività di scrittore parallelamente ad attività di consulenza organizzativa a realtà industriali e finanziarie.
    Il fratello, Gabriele Lavia, è una tra le figure più rappresentative del teatro italiano degli ultimi cinquant’anni.



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Un quotidiano culturale
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