il posto delle parole

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  • Carlo A. Martigli "999 L'origine"
    Carlo A. Martigli
    "999 l'origine"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    La finestra si aprì e la folla gridò, mentre il drappo veniva sostituito con uno azzurro. Padre e figlia si strinsero allora la mano e, quando il papa si affacciò tenendo in mano un oggetto che la gente non riusciva a distinguere, seppero che il giorno era davvero giunto.
    Carlo A. Martigli, "999 - L'origine"



    Era il 2009 quando il romanzo 999 - L'ultimo custode di Carlo A. Martigli faceva la sua apparizione in libreria. Nessuno immaginava che nel giro di qualche mese sarebbe diventato un clamoroso caso editoriale, subito battezzato dalla stampa come Il Codice Da Vinci italiano. Un successo senza precedenti, che ha venduto più di duecentomila copie solo in Italia ed è stato tradotto in 18 paesi.

    A dodici anni di distanza, dopo altri successi come L’eretico, La congiura dei potenti, La scelta di Sigmund, Il settimo peccato Martigli torna nella Galilea di un inedito Cristo per regalarci 999 – L’origine.

    Prequel e sequel del suo grande successo, il romanzo narra gli antefatti e insieme la conclusione della vicenda al centro di 999 - L'ultimo custode: un doppio racconto intrecciato a cavallo di due millenni, in cui si alternano gli afflati più alti e le bassezze più infime che l'essere umano può toccare nella sua sete di verità e di potere.


    Galilea, anno 3793 del calendario ebraico. Da Nazareth e Gerusalemme, corre voce che sulla Terra cammini finalmente il Messia promesso dall’Antico Testamento, e ormai sono tante le persone che si affidano alle parole del popolano Gesù, figlio del falegname. È davvero così? Gesù è realmente il Dio incarnato? No, non lo è, ma a lui poco importa: grazie a quella convinzione, la gente lo ascolta, e dunque ha l’occasione per diffondere il più possibile la sua filosofia illuminata, matriarcale e rivoluzionaria. Troppo, per il governo romano, che ne ordina l’arresto. Alla vigilia dell’arrivo dei miliziani, Gesù consegna ai suoi discepoli un libro colmo di insegnamenti, eleggendo a successore Maria di Magdala. Ma le invidie accendono i discepoli, la brama di potere e di controllo travolge presto gli animi, e le pagine con le vere parole di Cristo devono essere portate via, nascoste… Due millenni dopo, le prove del grande inganno su cui si fonda la tradizione occidentale non hanno smesso di nutrire intrighi e segreti: per secoli il libro è stato protetto da un gruppo di custodi. Tutto cambia quando Giacomo de Mola, colui che attualmente lo conserva, incontra Maria, una bambina in pericolo tra le mura della sua stessa casa, che mostra un’immediata ed evidentissima sintonia con il libro. E che forse è l’anello per far cambiare rotta ai custodi, e convincerli a diffondere il libro come avrebbe voluto il suo creatore…

    Carlo A. Martigli torna a raccontare del mitico libro al centro del suo indimenticabile 999 – L’ultimo custode, rivelando contemporaneamente l’alfa e l’omega dei segreti che contiene, in un’avventura che in parallelo tra passato e presente spalanca la porta a un affascinante, imprevedibile futuro.


    Carlo A. Martigli (Pisa 1951) scrittore poliedrico, eccellente divulgatore, profondo conoscitore di storia antica e moderna, ha venduto nel mondo più di due milioni di copie. Del 2009 è il grande successo internazionale di 999. L'Ultimo Custode, seguito nel 2021 da 999. L'origine.




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    35 min
  • Beatrice Paolozzi Strozzi "Il corpo e l'anima. Da Donatello a Michelangelo"
    Beatrice Paolozzi Strozzi
    "Il corpo e l'anima"
    Da Donatello a Michelangelo
    Scultura italiana del Rinascimento
    Milano, Castello Sforzesco: 21 luglio - 24 ottobre 2021
    https://www.milanocastello.it/



    Ospitata nelle sale del Musée du Louvre di Parigi fino al 21 giugno scorso, apre al pubblico domani 21 luglio sino al 24 ottobre nelle Sale Viscontee del Castello Sforzesco la mostra “Il Corpo e l’Anima, da Donatello a Michelangelo. Scultura italiana del Rinascimento”, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Castello Sforzesco, Musée du Louvre e realizzata grazie a Civita Mostre e Musei, con il sostegno di Fondazione Cariplo.

    Un affondo su oltre sessant’anni di storia dell’arte, dal ritorno di Donatello a Firenze nel 1453 fino alla morte dei più perfetti interpreti del Rinascimento, Leonardo e Raffaello, scomparsi rispettivamente nel 1519 e nel 1520. Sessant’anni durante i quali i maestri del Rinascimento hanno scavato la materia per far emergere “i moti dell’anima”, i tormenti e le tensioni, i palpiti, per rendere ancora più viva l’emozione. Sessant’anni di opere strappate al marmo, modellate nella terracotta, intagliate nel legno, fuse nel bronzo, in un percorso che trova il suo apice nella “Pietà Rondanini”, sulla quale Michelangelo lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 1564.


    Il percorso è stato studiato e progettato congiuntamente da Musée du Louvre e Castello Sforzesco, in particolare da Marc Bormand, conservatore al dipartimento delle sculture del Louvre; Beatrice Paolozzi Strozzi, direttrice del Museo del Bargello dal 2001 al 2014; e Francesca Tasso, conservatrice responsabile delle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco di Milano.

    Le 120 opere esposte provengono dai più importanti musei del mondo: dal Metropolitan Museum di New York al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Museo Nacional del Prado di Madrid al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, dal Victoria&Albert Museum di Londra alla “Her Majesty the Queen Elisabeth II from the British Royal Collection”, oltre che, naturalmente, dal Musée du Louvre e dalle raccolte civiche del Castello Sforzesco.



    Accompagna la mostra un prestigioso catalogo scientifico edito in italiano e francese a cura di Officina Libraria, vincitore del Prix du catalogue d’exposition 2021.




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    31 min
  • Nicola Campogrande "Mi.To Settembre Musica 2021"
    Nicola Campogrande
    "MiTo Settembre Musica 2021"
    http://www.mitosettembremusica.it/it

    MiTo Settembre Musica 2021: "Futuri"


    Diversità e continuità in un programma ambizioso: a Milano e a Torino di nuovo musicisti da tutta Europa, e musiche dal passato al presente guardando al futuro #soloamito: 126 concerti pensati appositamente sul tema della quindicesima edizione, “futuri”, in un cartellone comune per le due città.


    Si apre con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Fabio Luisi, insieme al pianista Francesco Piemontesi, e si chiude a Milano con l'Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Pablo Heras-Casado e a Torino con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly Tra gli altri ospiti, i pianisti Ivo Pogorelich, Brad Mehldau, Gabriela Montero, Michail Lifits; il violinista Sergej Krylov; il tenore Ian Bostridge; la fisarmonicista Ksenija Sidorova
    7 prime esecuzioni assolute, tra cui una commissione del Festival, 12 prime italiane e più di 60 compositori viventi coinvolti.
    Nel giorno dei cori, tredici concerti a ingresso gratuito
    Continua la collaborazione con Rai Radio3, che trasmette molti concerti in diretta o differita,
    e Rai Cultura, che realizza un documentario sul festival

    «Dopo l'edizione dello scorso anno - dicono i Sindaci di Torino e Milano Chiara Appendino e Giuseppe Sala - tutta volta a valorizzare e impiegare i talenti del nostro Paese per troppo tempo rimasti fermi a causa della pandemia, quest'anno MITO SettembreMusica riguadagna quella dimensione e quella vocazione autenticamente internazionali che lo hanno sempre caratterizzato. Il coinvolgimento di talenti da tutta Europa diventa quindi simbolo di quell'apertura alla dimensione globale della cultura a cui siamo stati costretti a rinunciare nell'ultimo anno, ma della quale oggi sentiamo più che mai forte la necessità».
    Si intitola “futuri” ed è dedicata a Fiorenzo Alfieri, Assessore alla Cultura di Torino recentemente scomparso, la quindicesima edizione del Festival MITO SettembreMusica, che si svolgerà a Milano e a Torino dall'8 al 26 settembre 2021, con 126 concerti nelle due città.

    Un hashtag eloquente, #soloamito, per identificare un cartellone articolato e vario ma al tempo stesso compatto e coerente, che fonde e mette in comunicazione fra loro proposte diverse per ascoltatori diversi, nomi illustri e realtà spontanee, capolavori consacrati e proposte inedite, per i grandi e per i piccoli, per il pubblico più preparato e per quello meno abituato alla musica. Tutti programmi ideati apposta ed esclusivamente per un festival unico, declinando il tema che li riunisce in uno sforzo creativo eccezionale, realizzato grazie alla stretta collaborazione con gli artisti coinvolti, pur nel costante rispetto dei protocolli sanitari. Anche quest'anno non mancano le introduzioni ai concerti, curate da Stefano Catucci, Enrico Correggia, Luigi Marzola, Carlo Pavese e Gaia Varon.



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    26 min
  • Paola Del Zoppo "Pong" Sibylle Lewitscharoff
    Paola Del Zoppo
    "Pong"
    Sibylle Lewitscharoff
    Del Vecchio Editore


    Paola Del Zoppo, traduttrice di "Pong", ospite a "il posto delle parole"


    “Una quiete, che rizzò l’udito di tutte le creature, si posò come un velo di panna lucente sul mondo, ed ecco il grande Zac! Ecco Pong. Ma già adulto. Con tutti i denti e tutti i capelli. Sapeva camminare, sapeva parlare. E come!”

    Un Big Bang dell’assurdo ha gettato Pong tra le creature del mondo, costringendolo per tutta la sua esistenza a riconoscere, analizzare, collegare eventi e particolari, a generare nessi inediti, e per lui fondamentali. A Pong, infatti, il mondo piace “perché lui ci vive al centro. Non da qualche parte in un centro qualsiasi, ma proprio nel pericoloso nucleo più denso, il centro dell’uovo”. Da quel centro prendono le mosse la sua routine e i suoi progetti per gestire e individuare paure e precauzioni. “Spostare un solo capello in quel fragile spazio farebbe vacillare il mondo e deragliare dall’orbita luna sole via lattea e addio al sistema”. Il pensiero delirante di Pong misura tutte le cose e tutte le vite, amori, dolori e solitudini. Per non confondersi con i comuni esseri umani, Pong ne decifra e cataloga i parametri. Le donne, per esempio, hanno un valore esprimibile in moneta, e vanno schedate in base ai difetti rilevati. Eternamente condannato all’insoddisfazione, alla delusione, Pong spera di poter compiere comunque le missioni che una voce gli assegna, e si affanna alla ricerca della purezza- Lewitscharoff propone il suo “grande Zac” nella letteratura, tanto originale nelle scelte stilistiche quanto nella bizzarria della trama. Pong ha giustamente guadagnato all’autrice, che esordiva nel romanzo, il Premio Bachmann proprio perché “narrato in un esperanto poetico dei migliori”. L’uso spregiudicato della della commistione tra rappresentazione e narrazione rende il romanzo in sé nucleo denso in cui si generano e ri-generano significati, la storia di un personaggio umano e irrazionale, che per molto tempo accompagnerà i lettori con i suoi interrogativi verissimi e folli.


    Sibylle Lewitscharoff
    È “la scrittrice” per eccellenza. Nata a Stoccarda, vive a Berlino, in una grande casa, dove c’è spazio anche per le sue altre attività artistiche, tra le quali la composizione e il collage, che talvolta si declinano in immagini per le copertine dei suoi libri. Sibylle Lewitscharoff è inarrestabile. Ha studiato teologia, lavorato come contabile, vissuto a Buenos Aires, a Parigi, per brevi periodi in Italia. Parla molte lingue, ma il codice che conosce meglio è quello della narrazione. I suoi romanzi hanno vinto quasi tutti i premi possibili, tra i più recenti il PREMIO BUCHNER, il più importante premio letterario tedesco. Chiamata a tenere le prestigiose lezioni di poetica a Francoforte, a Zurigo e a Kassel (la cattedra Grimm) ha illustrato come la realtà non sia l’unica unità di misura con cui i narratori, e dunque i loro personaggi, devono e possono fare i conti.



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    22 min
  • Jacopo Barbero "Savigliano Film Festival"
    Jacopo Barbero
    "Savigliano Film Festival"
    http://www.saviglianofilmfestival.com/


    661 cortometraggi, 60 nazioni, 14 finalisti, 4 serate estive, 2 sezioni di gara, 1 festival

    Venerdì 23 luglio, ore 21:00
    Cerimonia di premiazione e proiezione dei cortometraggi vincitori.
    L'attore Antonio Catania, sarà ospite della serata.
    Savigliano (Cuneo), Piazza Turletti

    Le 8 migliori opere (tra le 94 candidate) ispirate al tema "Comedian Rhapsody": fare i corti con il carosello della vita
    ❝Cortometraggi che portino sullo schermo una o più sfaccettature del carosello della commedia umana: dalla “Joie de vivre” alla “Commedia all'italiana”, passando per la figura del clown. Una necessaria boccata d'aria per uscire da un periodo cupo e ritrovare la spensieratezza del circo e il caleidoscopio del comico, come avveniva nelle commedie agrodolci di due amici e maestri del cinema italiano del dopoguerra, Federico Fellini e Alberto Sordi, dei quali nel 2020 si è celebrato il centenario della nascita.❞


    Sezione "Comedian Rhapsody"
    Biagio. Una storia vera - Matteo Tiberia [2019, Italia, 17'08'']
    Burqa City - Fabrice Bracq [2019, Francia, 20'07'']
    L'eterno riposo - Alberto Sacco [2019, Italia, 06'52'']
    Je suis si loin - Léo Gallieni [2019, Francia, 02'20'']
    Terreur passagère - Sabine Aimé, Julien Bartissol, Agathe Capin, Cécile Regis, Margot
    Rousseau [2019, Francia, 06'08'']
    La triste vita del mago - Francesco d'Antonio [2020, Italia, 13'40'']
    Le tueur du lac maudit - Laurent Ardoint, Stéphane Duprat [2020, Francia, 14'50'']
    Valerio - Gianni Cesaraccio [2018, Italia, 14'41'']





    Le 6 migliori opere in gara selezionate tra 567 partecipanti da 60 nazioni di tutto il mondo.
    Anna - Dekel Berenson [2019, Israele-Ucraina-UK, 15'19''] (English-Ukrainian - Sub. Ita.)
    Los Bengalas - David Valero Simón [2020, Spagna, 21'35''] (Spanish - Sub. Ita.)
    Emtehan - Sonia K. Hadad [2019, Iran, 15'00''] (Persian - Sub. Ita.)
    L'enfant chameau - Chabname Zariâb [2018, Francia, 15'22''] (Persian - Sub. Ita.)
    El monstruo invisible - Guillermo Fesser, Javier Fesser [2020, Spagna, 29'54''] (Spanish - Sub. Ita.)
    Il muro bianco - Andrea Brusa, Marco Scotuzzi [2020, Italia, 12'45''] (Italian - Sub. Ita.)



    Oltre al Presidente di Giuria di quest'anno, l’attore cinematografico, televisivo e teatrale Antonio Catania (storico e trasversale volto della commedia italiana), saranno presenti sul palco altri giudici e registi premiati, i preselezionatori e gli organizzatori del Festival, accanto a varie figure istituzionali e partner. Accanto ai vincitori delle 2 sezioni di gara e dei rispettivi Premi del Pubblico, verranno proiettate in anteprima le opere vincitrici del Premio Cambiamente, dedicato alla miglior realizzazione della categoria Giovani, e del Premio Libera Accademia d’Arte Novalia, riservato al miglior corto d’animazione.


    La giuria
    Antonio Catania [Boris, Mediterraneo, Così è la vita, ...] (Presidente di Giuria)
    Eugenio Allegri [Mistero buffo, Novecento, Il giovane favoloso, ...]
    Mattia Bertaina [Cineteca Sergio Arecco e Cinema Lux di Busca]
    Fabrizio Gavosto [Mirabilia - International Circus & Performing Arts Festival]
    Davide Pulici [Nocturno Cinema]

    ---
    Davide Mogna (Premio Giovani)
    Libera Accademia D'Arte Novalia (Premio Animazione)





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    24 min
  • Silvia Turato "Squisita Luisa" Eugène Savitzkaya
    Silvia Turato
    "Squisita Luisa"
    Eugène Savitzkaya
    Prehistorica Editore
    https://www.prehistoricaeditore.it/


    Traduzione di Silvia Turato e Gianmaria Finardi

    “Occorre parlare dei piedi di Luisa col rischio di offenderli? Tutto il libello corre questo rischio che non è possibile evitare. I lunghi piedi di Luisa sono i più fini che conosca. La cui crescita si è sviluppata indipendentemente da tutti gli elementi del suo corpo, dato che tutti gli elementi del suo corpo sono potuti crescere secondo modalità proprie, slegando l’ossatura, allungando la testa, allargando le anche, variando l’iride come varia il sole. Per dare notizie di Luisa, si può solamente dire che il suo naso prende forma e che le sue orecchie crescono stando in allerta per il minimo fruscio di foglia.” Questo romanzo poetico, che l’autore compone per la figlia Luisa, fa da eco a Marino il mio cuor, dedicato al primogenito (e già pubblicato da Prehistorica Editore). Si tratta di una cronaca libera e senza date, che Savitzkaya scrive prestando la voce alla nuova creatura – una voce meravigliosa e inedita –, da cui solo può nascere un mondo originale. In una lingua visionaria e sorvegliatissima, al tempo stesso densa e limpida, forte e delicata, questo romanzo poetico può essere letto come una favola, quella dell’infanzia. Savitzkaya dedica molta attenzione all’aspetto sensibile del mondo che accoglie Luisa, la sua principessa, senza mai rinunciare a quella magia che da sola basterebbe a ricordare le origini russe dell’autore.

    Il grande scrittore del piccolo e della materia, in una favola della nominazione degna di Puskin.

    La prosa poetica della paternità.

    "Savitzkaya è uno scrittore magnifico, raro: la sua opera è una foresta, con la rude corteccia e il folletto" Le Monde



    Eugène Savitzkaya (Saint-Nicolas-lès-Liège, 1955) è uno scrittore belga di lingua francese. Figlio di emigrati (padre polacco e madre russa) sfuggiti alla guerra, l'autore rivela presto una forte tempra poetica, che gli vale importanti riconoscimenti, sia in Belgio che in Francia. Ha quindi l'onore di soggiornare presso Villa Medici, dove incontra Hervé Guibert, cui sarà legato da un'affinità elettiva e una profonda amicizia. Nel corso degli anni, dà prova di estrema varietà di ispirazione, spaziando dalla poesia al teatro, per arrivare al romanzo. La sua novellistica, secondo alcuni critici intrisa di un collante surrealista, viene indicata all'unanimità come punto focale della storia della letteratura europea: incarna il trait d’union tra i moderni e i postmoderni. In Francia è pubblicato dalle raffinatissime Éditions de Minuit. Questo testo gli è valso il premio POINT DE MIRE e il PRIX TRIENNAL DU ROMAN.



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    10 min
  • Valerio Callieri "E' così che ci appartiene il mondo"
    Valerio Callieri
    "E' così che ci appartiene il mondo"
    Genova 2001, caserma di Bolzaneto
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/


    A vent’anni dal G8 Valerio Callieri racconta una storia vera, la sua. A mezzogiorno del 21 luglio 2001 viene arrestato e rinchiuso nella caserma di Bolzaneto. Dalla cella assiste ai pestaggi e alle minacce di stupro. E sente le risate sormontare le grida. Perché aspettare tanto? Perché ci sono domande che richiedono molte stagioni. Nelle risate di Bolzaneto, sottofondo feroce e sinistro del racconto autobiografico di Callieri, già risuonava l’onda lunga che avrebbe portato la nuova destra, la risata dell’angelo restauratrice dell’ordine e, soprattutto, quella del diavolo che lo sovverte. L’ordine da restaurare è quello del vecchio Occidente bianco che spadroneggia nel mondo. L’ordine da sovvertire è quello nato a Seattle nel 1999, un’atipica manifestazione che fermò la Wto e infiammò il mondo. Da decenni non esisteva un movimento politico globale, capace di lottare per un altro mondo possibile. Cosa resta di un evento epocale che, al prezzo di una violenza disumana, ha aperto la strada ai movimenti che conosciamo oggi, fino a Greta Thunberg? Rimangono ferite e domande: “Com’è possibile infliggere dolore a un essere umano immobile, com’è possibile riderne, cosa succede quando rimani fermo di fronte a un massacro, cosa significa veramente giustizia. Le domande notturne del mistero che siamo. Ci permettono di perdere pericolosamente le nostre certezze. E di dare parola al dolore. In fondo è così che ci appartiene il mondo”.

    “Insieme alle urla di dolore, sentivo le risate.”

    Dei fatti accaduti a Genova nel 2001, oggi si sente un’eco.
    Ci sono domande sulla violenza e sulla giustizia che dopo vent’anni sono ancora lì, senza risposta.


    Valerio Callieri è nato a Roma nel 1980. Ha scritto e diretto il documentario I nomi del padre. Vive a Ciampino, al margine del raccordo anulare e degli aerei in decollo. Feltrinelli ha pubblicato Teorema dell'incompletezza (2017), vincitore del Premio Italo Calvino.




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    27 min
  • Matteo Romiti "Scatole nere"
    Matteo Romiti
    "Scatole nere"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Forse si può considerare "Scatole nere" come una grande casa abbandonata, al cui interno si muovono entità che, nel tempo, ne hanno preso possesso stabilendo nuove regole. Nel collasso degli scenari emergono gli elementi. Un bambino è sempre solo un bambino, un cane è un cane. E così automobili, case grandi o case piccole, ospedali, città, alberi, laghi, uomini, donne, sono tutti riportati alla loro definizione, fuori dalle specifiche tecniche che li saturano normalmente. E quando a rimanere sono situazioni condivise ma definite solo nei tratti, è la nostra immaginazione a fare il resto.
    Matteo Romiti


    Scatole Nere è un thriller psicologico, una storia di fantascienza distopica, un romanzo di scissione e ricomposizione inconsueto e inquietante. Il racconto scurissimo di come quello che viviamo determina in modo incontrollabile ciò che diventeremo, una polaroid in fase di sviluppo su dove potremmo fatalmente andare, ogni giorno di più.

    In un futuro non lontano, in un tratto di terra indefinibile, l’umanità fa i conti con un giro di vite che l’ha costretta in settori presidiati e sotto embargo. Città e campagne somigliano a corpi vecchi ed esausti, gli ospedali sono criptocarceri per malati contagiosi che non potranno mai più rivedere l’esterno, sottoposti a terapie psichiatriche che servono solo al governo per lavarsi la coscienza.

    In una delle ultime spoglie del mondo, un uomo si trascina in vuote notti sognando di riprendersi i bambini che gli hanno strappato dopo che la moglie, quattro anni prima, è scomparsa. Ma il giorno in cui la sua più grande speranza si avvera porta anche un’orda di paure e una terribile scoperta.

    Altrove, una donna con il cuore straziato da una figlia malata si mette in viaggio per salvare una vita fragile, senza immaginare gli spettri del passato e del presente che incontrerà lungo la strada.

    In un altro luogo ancora, un dottore rinchiuso nel correzionale finge di curare i malati, all’unico scopo di nascondere il più drammatico dei segreti.

    E attraverso i settori, sotto un cielo livido, si muove e striscia una donna che somiglia a tante e a nessuna insieme, che nella sua mente gioca con un tirannico interlocutore e ha lunghe spine che le crescono sotto pelle e premono verso gli organi interni. Sarà lei a trascinare tutti in un mondo interiore confuso e buio sino alle radici.


    Matteo Romiti è nato nel 1973 a Parigi. Lavora come psicologo e psicoterapeuta.




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    28 min
  • Luigino Bruni "L'anima e la cetra"
    Luigino Bruni
    "L'anima e la cetra"
    Ciò che i salmi dicono di noi
    Edizioni Qiqajon
    Comunità di Bose
    https://www.monasterodibose.it/edizioni-qiqajon


    Non c’è un tempo più favorevole di questo per meditare e pregare i salmi. Molti salmi, infatti, sono nati nei momenti più tremendi della storia di Israele; e nei secoli, poi, hanno donato parole per pregare a chi non ne aveva più. Sono stati la prima preghiera di chi ricominciava a pregare; qualche volta sono diventati parole prestate a chi, senza la fede, aveva però il desiderio di pregare… I salmi parlano di noi, di loro, di lui, di me, di te. Sono un guado notturno di un fiume, un combattimento che non lascia mai indenni: segnano, in-segnano, feriscono, benedicono. Allargano l’orizzonte del nostro sguardo e affondano ogni immagine falsa di Dio. Sull’arca del Salterio c’è posto per tutti, veramente tutti, per quelli “per-bene” e quelli “per-male”.


    "La preghiera è anche, forse soprattutto, un fatto civile. Quando in una città c’è qualcuno che prega, almeno una persona che ha imparato a pregare e che diventando adulto ha custodito questa abilità (o questa capability, direbbe Amartya Sen), è tutta la città che sta meglio, cresce la felicità di tutti, compresa quella di coloro che non hanno mai pregato o che non stimano chi prega.
    La preghiera di alcuni è un bene comune; è come e più di una fontana o una piazza pubblica, di un parco, di una scuola, di un teatro.
    La preghiera è parte essenziale del repertorio umano. Una società che dimentica l’arte della
    preghiera si autoriduce i gradi di libertà, distrugge componenti essenziali e preziose del proprio patrimonio (patres-munus) culturale e spirituale, disimpara linguaggi dell’anima e della vita e quindi impoverisce la sua capacità di logos detto e compreso."




    Luigino Bruni (Ascoli Piceno 1966) è economista e storico del pensiero economico, con interessi in filosofia e teologia, personaggio di rilievo dell’economia di comunione e dell’economia civile. Editorialista di Avvenire, è ordinario di economia politica alla LUMSA dopo aver ricoperto fino al 2012 il ruolo di professore associato all’Università di Milano-Bicocca.



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    26 min
  • Alberto Bertoni "L'isola dei topi"
    Alberto Bertoni
    "L'isola dei topi"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/




    Dalle cose, ho divorziato

    Le compro, mi cadono, ne rompo
    l'involucro e via
    nel cassonetto
    oppure le sposto e le trasloco
    di senso e di ruolo
    come un vecchio gioco,
    cosí mi sento l'uomo
    piú adatto a conquistare
    l'assoluto non essere che sono.




    Le sistoli e le diastoli che fanno pulsare questo libro sono il ricordo e la dimenticanza, che si alternano fin dalla prima poesia in una dialettica che non sembra poter trovare sintesi. C’è una pulsione a ricordare e una a dimenticare. C’è una volontà di tagliare legami e una di rafforzarli, di difenderli dal tempo. In questo percorso, movimentato dalla presenza di animali reali e simbolici – uccelli, gatti, cavalli, insetti -, si attraversano luoghi e persone come intravisti da una porta di casa che non si sa se tenere aperta o chiudere una volta per tutte. La voce che ci conduce vorrebbe essere distaccata, disprezzare la nostalgia, salvo riaccendersi improvvisamente per passioni non sopite (in primis le corse di trotto) o per antiche e moderne idiosincrasie. Ma inquietanti immagini di topi (l’ennesimo, definitivo animale del libro) si insinuano parossisticamente tra i versi dell’ultima sezione. Nemici spietati o solo messaggeri di qualcosa che non si riesce ad avvertire compiutamente, l’oscura minaccia dei topi porta il ritmo delle poesie alla fibrillazione. L’elegante controllo delle ambivalenze si sgretola lasciando spazio a un profondo disagio, ma anche, simmetricamente, a un estremo attaccamento al mondo interiore ed esterno.

    Alberto Bertoni è nato a Modena nel 1955. Insegna Letteratura italiana contemporanea all'Università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni saggistiche: La poesia contemporanea (il Mulino 2012), Poesia italiana dal Novecento a oggi (Marietti 2019), Una questione finale. Poesia e pensiero da Auschwitz (Book Editore 2020). Per Einaudi ha pubblicato L'isola dei topi (2021). Come poeta in proprio ha pubblicato diverse raccolte confluite poi nel volume Poesie 1980-2014 (Aragno 2018).



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