il posto delle parole

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  • Gabriele Dadati "Secondo Casadei, Romagna mia e io"
    Gabriele Dadati
    "Secondo Casadei, Romagna mia e io"
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/

    All’inizio di questa storia c’è un ragazzino che la notte scappa di casa per andare ad ascoltare i grandi che suonano. A volte lo fanno nelle osterie, altre nei circoli di partito, più spesso sulle aie o nelle stalle. Siamo nella Romagna di inizio Novecento. E c’è chi, dopo aver lavorato tutto il giorno, non rinuncia a sognare.

    Il ragazzino si chiama Secondo Casadei. Pur destinato a diventare sarto come il padre, sarà abbastanza caparbio da farsi comprare un violino e da diventare capo orchestra diciottenne. Arrivando a esibirsi centinaia di volte l’anno e a scrivere, con Romagna mia, una delle canzoni italiane più famose al mondo.

    Come tutte le grandi storie d’amore, però, anche quella di Secondo con la musica deve superare difficoltà che paiono insormontabili. Quando scoppia la guerra è infatti costretto a riporre lo strumento e a tirare fuori nuovamente l’ago. Poi i bombardamenti radono al suolo la sua casa e lui sfolla in una stalla. Infine torna la pace, ma iniziano a fischiarlo: gli americani hanno portato la loro musica e i giovani non ne vogliono più sapere di valzer, polke e mazurke.

    Secondo Casadei tiene duro e ce la fa ancora una volta. Adesso lo cercano tutti, televisione compresa. Lui però non smette di suonare nei paesini o di accompagnare i funerali di chi, nel testamento, ha scritto che per l’ultimo viaggio vuole l’orchestra.

    In questo libro, dunque, si racconta una storia d’amore grandiosa. Ma anche il viaggio di uno scrittore che in compagnia della sua mamma romagnola torna sui luoghi di quella storia.

    Gabriele Dadati (Piacenza, 1982) ha pubblicato vari libri, tra cui Sorvegliato dai fantasmi (2008), finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Piccolo testamento (2011), presentato al Premio Strega l’anno seguente. Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto «Scritture Giovani» del Festivaletteratura di Mantova. Presso Baldini+Castoldi è uscito il romanzo L’ultima notte di Antonio Canova (2018), finalista al Premio Comisso; Nella pietra e nel sangue (2020) vincitore del Premio Città di Como 2020; La modella di Klimt (2020), Secondo Casadei, Romana mia e io (2021).


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    22 min
  • Diego Lama "Tutti si muore soli"
    Diego Lama
    "Tutti si muore soli"
    Mondadori
    https://www.librimondadori.it/


    Napoli, luglio 1883. Veneruso, commissario della Polizia del Regno tignoso e istintivo, viene restituito al mondo dopo una settimana di influenza che l’ha reso ancora più amaro e insieme innamorato della vita. In sua assenza, una baronessa è stata uccisa, e sospettati e corrispettivi alibi si rincorrono in una catena di corna e controcorna che travolge mezza aristocrazia. È però solo il primo dei delitti che Veneruso si ritrova sulla scrivania, ognuno consumato in un angolo diverso di una città che ha tante anime quante stelle sopra i palazzi: c’è quello di uno studioso di Milano, pugnalato nella Biblioteca Nazionale, e il più doloroso di tutti, con vittima una prostituta dodicenne. Capitolo dopo capitolo, in un ininterrotto piano sequenza lungo venti ore, Veneruso continuerà a oscillare tra le ville nobiliari e i quartieri tetri anche di giorno, solo per scoprire che non è semplice capire dove l’umanità dà il peggio di sé, e che tra i tanti assassinii che si stanno consumando tra i vicoli di Napoli c’è anche quello di una lingua e di un’intera cultura.

    Diego Lama
    Napoli 1964. Architetto e giornalista, ha pubblicato diversi romanzi e racconti prima di vincere il Premio Tedeschi 2015 con La collera di Napoli.



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    21 min
  • Fabio Strinati "Nei cinque sensi e nell'alloro"
    Fabio Strinati
    "Nei cinque sensi e nell'alloro"
    Edizioni Il Foglio
    https://www.edizioniilfoglio.com/


    Strinati ritorna in libreria con un nuovo libro
    dal sapore mistico e trascendentale: NEI CINQUE SENSI E NELL'ALLORO,
    questo il titolo della raccolta poetica.

    Dedicato "alla mia amata nonna" (come recitano le parole all'inizio della raccolta prima di lasciare spazio alla voce poetica), si tratta di una raccolta mistica dai tratti poetici e spirituali. Pubblicata con le Edizioni Il Foglio di Gordiano Lupi, casa editrice toscana con cui Strinati ha pubblicato numerose raccolte poetiche, l'intero lavoro è frutto di un intenso dolore che sembra essere "interminabile".
    Un libro dalla scrittura semplice ma evocativa, che si fa portavoce essenziale d'una testimonianza rara; un viaggio poetico e spirituale alimentato da un percorso umanamente elevato.

    "Si tratta del libro più giusto che io abbia mai fatto". Queste le parole del poeta marchigiano.

    "La rosa innaffiata con amore,
    così raffinata, di un colore acceso

    che risveglia il gusto inebriato:

    il vaso, colmo del Signore,

    guardiano accorto
    del bene che s'espande:
    misericordioso, caritatevole,

    la premura azzurra, ormai rallegrata,

    che si nutre di gemme, di fiori profumati."



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    15 min
  • Liliana Nechita "L'imperatrice"
    Liliana Nechita
    "L'imperatrice"
    fveditori
    https://www.fveditori.it/


    Così è al paese: le donne tirano su case impastando calce e pittando muri, i mariti appaiono loro in sogno dopo esser morti al mattino, tornando in bicicletta da casa di una prostituta.

    Le famiglie si allargano e non sempre si amano, i fulmini possono prendersi i figli e i figli possono prendere treni per crescere altrove. Il comunismo è una promessa che si è esaurita presto in un orizzonte di povertà. A Bucarest le fabbriche producono bulloni al ritmo del progresso, ma subito fuori, nelle campagne, la vita ha il tempo delle stagioni, dei raccolti, delle leggende. Al paese si muore e si vive sotto il peso di un malocchio o d’una benedizione, o si sta legati a un albero come per pazzia. Lo sa bene Olga, che vive là da sempre, matriarca di una strampalata stirpe di cinque figli, due mariti, un amore giovane e biondo dietro al quale ancora si strugge. Olga che se avesse studiato di più sarebbe diventata imperatrice. È Elena, sua nuora, che dalla città vede ricorda e racconta tutto questo, vite minime di piccoli eroi in disuso e eroine qualunque sperse in un campo sotto il sole, esistenze in orbita attorno alla loro buona o cattiva stella.

    Con una lingua incantata, comica e potente, capace di reinventare il mondo, Liliana Nechita allestisce una irresistibile saga famigliare in cui le parole hanno “effetti immediati e durevoli”, e ci ricorda perché ciò che abbiamo davvero amato non fugge mai troppo lontano da noi.


    Liliana Nechita è nata nel 1968 in Romania e vive in Italia da più di 15 anni. Esordisce nel 2013 con un libro sul drammatico fenomeno migratorio delle donne e delle madri romene, Cireşe amare, che ottiene grande attenzione da parte del pubblico e della critica, pubblicato in Italia nel 2017 dall’editore Laterza col titolo Ciliegie amare. Nel 2013 le viene conferito il Premio Donna dell’anno per la promozione e la difesa dei diritti delle donne. Tra i suoi libri, caratterizzati da forti tematiche sociali e impegno civile, ricordiamo L’imperatrice (2016; prima ed. italiana fve, 2021), Bambole di fango (2019) e Piccola mamma (2020), suo primo lavoro scritto in lingua italiana.




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    16 min
  • Armando Besio "Zelbio Cult"
    Armando Besio
    "Zelbio Cult"
    https://www.zelbiocult.it/


    Torna Zelbio Cult con la sua formula ormai collaudata: in presenza, su prenotazione, anche quest’anno sul palcoscenico salgono otto protagonisti della letteratura, dell’arte, dell’architettura, del giornalismo e della geopolitica, tutti invitati a dialogare con il curatore e con il pubblico nel teatro comunale di Zelbio, un suggestivo paese di 200 abitanti a 800 metri di altezza tra i monti e i boschi che guardano il lago di Como.

    Armando Besio, con gli amici del Comitato cultura di Zelbio, e con il sostegno della Pro Loco e della Biblioteca comunale, superando le difficoltà del momento, ha costruito un ricco calendario per la XIV edizione in arrivo: gli incontri saranno tutti dal vivo, come da tradizione, con l’accortezza del distanziamento delle sedute all’interno del teatro e in ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, sarà necessario prenotare sul sito www.zelbiocult.it per ciascun appuntamento.



    Sabato 10 luglio l'apertura della manifestazione è con Maria Grazia Calandrone, poetessa, scrittrice, drammaturga, autrice e conduttrice per Radio Rai 3: candidata al Premio Strega, il suo romanzo in prosa lirica “Splendi come vita” (Ponte delle Grazie) è un’intensa e sofferta lettera d’amore alla madre adottiva. Nata a Milano nel 1964, fu abbandonata dalla madre naturale (che poi si suicidò) quando aveva 8 mesi. Il libro è dedicato alla mamma adottiva, Ione, con la quale ebbe a lungo un rapporto difficile. La Calandrone, una delle voci più forti e interessanti della poesia italiana, racconta la vera storia del sentimento più grande e difficile, quello tra una madre e una figlia.

    Una serata che è “una lettera d’amore in cui tutti possono ritrovarsi”.


    Scopri tutto il programma su www.zelbiocult.it





    Il curatore del festival: Armando Besio
    Genovese di nascita (1957), giornalista, si è laureato in Storia dell’Arte con il professor Corrado Maltese presso l’Università di Genova, è stato cronista del Secolo XIX, inviato speciale del Lavoro, caposervizio del Venerdì di Repubblica e delle pagine culturali milanesi di Repubblica. Collabora con la Milanesiana, la manifestazione culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, e con il Circolo dei Lettori di Milano diretto da Laura Lepri. Oltre a Zelbio Cult, cura il festival "Il bello dell'Orrido. Spavento, stupore, meraviglia" a Bellano, sulla sponda lecchese del lago di Como.




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    15 min
  • Romana Petri "La rappresentazione"
    Romana Petri
    "La rappresentazione"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/



    Dopo il successo di Pranzi di famiglia, Romana Petri torna a raccontarci di Lisbona, le sue ombre, i suoi intrighi.

    Lisbona. Dopo la mostra in cui la pittrice Albertini ha ritratto l’intera famiglia del marito, la coppia è costretta a trasferirsi a Roma. Gli “sgorbi” hanno divertito solo Rita (la figlia nata deforme e che la madre Maria do Ceu ha fatto rattoppare chirurgicamente più volte). La Albertini d’altro canto se ne frega: detestava i silenziosi pranzi di famiglia della domenica. Quando entra in gioco un abile gallerista di Milano è il successo, soprattutto a partire da una serie di quadri su santa Teresa d’Ávila. Non solo: i critici notano che – basta guardarli con attenzione – quei quadri prendono vita. Pittrice ormai ricca e famosa, la Albertini potrebbe finalmente vivere una bella vita con il marito Vasco, abituato, a differenza di lei, ad avere un patrimonio alle spalle. E tuttavia il rapporto coniugale si complica, innescando una sorta di conflitto che è al contempo torbida sfida e luminoso riscatto. È forse l’amore solo una “rappresentazione”? In un continuo, drammatico andare e venire tra Roma e Lisbona, la Albertini si prepara a combattere, a crescere, a guardare al di là dello specchio in cui ha rischiato di vedersi prigioniera: lo specchio dei glaciali, interminabili e quasi invincibili silenzi. Romana Petri si muove con insinuante agilità fra l’ottusità dei rituali famigliari, il teatro morbido e morboso della bellezza di Lisbona e il gesto rivelatore e magico dell’arte. Passione, scandaglio di anime, saga famigliare, La rappresentazione è un romanzo che esplora i suoi confini, e li supera.


    Romana Petri vive a Roma. Tra le sue opere, Ovunque io sia (2008), Ti spiego (2010), Le serenate del Ciclone (2015, premio Super Mondello e Mondello Giovani), Il mio cane del Klondike (2017), Pranzi di famiglia (2019, premio The Bridge), Figlio del lupo (2020, premio Comisso e premio speciale Anna Maria Ortese-Rapallo) e Cuore di furia (2020). Traduttrice e critico, collabora con "Io Donna", "La Stampa", "il Venerdì di Repubblica" e il "Corriere della Sera". I suoi romanzi sono tradotti in Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo (dove ha lungamente vissuto).




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    24 min
  • Francesco Erbani "Dove ricomincia la città"
    Francesco Erbani
    "Dove ricomincia la città"
    L'Italia delle periferie
    Reportage dai luoghi in cui si costruisce un Paese diverso
    Manni Editori
    https://www.mannieditori.it/


    Lì, in quei brani di città popolati di torri grigie o percorsi da vicoli angusti su cui affacciano palazzi cadenti, si produce cultura, si attrezzano nuovi linguaggi, dalle arti visive a quelle documentaristiche e cinematografiche, alla drammaturgia di comunità e ai nuovi media, ed esistono alcuni presupposti di una città che nella sua interezza potrebbe funzionare diversamente da come funziona, più solidale, meno diseguale, più sobria, meno spietata. Detto in altri termini, dalle periferie, dai quartieri afflitti da una condizione periferica possono partire processi capaci non solo di alleggerire le sofferenze di quei luoghi, ma di contagiare virtuosamente il resto della città.


    Cosa sono oggi le periferie delle città italiane? Cosa sono i quartieri che vivono una condizione periferica, a prescindere dalla lontananza dal centro? Le cronache restituiscono un’immagine univoca, fatta di disperazione, esclusione e criminalità, oppure di rivolte, quasi che queste siano le uniche occasioni in cui si squarcia il velo del degrado.
    Francesco Erbani si mette in viaggio, da Nord a Sud, alla ricerca di ciò che rende le periferie anche un luogo in movimento, dove si sperimentano iniziative di riscatto: progetti associativi, di volontariato, innovazione culturale, lotta alla povertà educativa e poi di imprenditoria sociale, di recupero architettonico e urbanistico, emersi con più forza proprio durante l'emergenza sanitaria del Covid-19.
    Erbani parte dalla storia delle periferie nel Novecento, fatta di lungimiranti progetti ad alta densità politica e intellettuale, talvolta conditi di utopismo, talvolta fallimentari; mette a fuoco il concetto stesso di periferia, evidenziandone le sfumature sia strutturali che sociali, economiche e psicologiche; e poi si mette in cammino: Corviale, Laurentino 38 e Tor Bella Monaca a Roma, San Berillo a Catania, Marghera a Venezia, Barriera a Torino, Scampia a Napoli.
    Insegnanti, preti, esperienze di volontariato, imprese e cooperative, centri sociali, collaborazioni con le università... In questi luoghi solitamente presi ad emblema della sofferenza metropolitana emergono un attivismo, un'energia creativa, una capacità di intervento che ha molto da insegnare al resto del tessuto urbano.
    Un’inchiesta giornalistica fatta in presa diretta tra i vicoli, i “casermoni” e le Vele, ma soprattutto accanto alle persone che ci vivono e ci lavorano.



    Francesco Erbani è nato a Napoli nel 1957, vive a Roma, trascorre molto tempo a Venezia.
    È stato per molti anni giornalista di “Repubblica”, dove ha lavorato nelle pagine culturali.
    Si occupa di inchieste sul degrado urbanistico e ambientale del territorio italiano.
    Nel 2003 ha vinto il premio di Giornalismo civile e nel 2006 il premio Antonio Cederna. È stato il curatore del Città territorio festival di Ferrara e di Leggere la città di Pistoia.
    Ha pubblicato L’Italia maltrattata (Laterza 2003), il libro-intervista con Tullio De Mauro La cultura degli italiani (Laterza 2004), Il disastro. L’Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (Laterza 2010), il libro-intervista con Leonardo Benevolo La fine della città (Laterza 2011), Roma. Il tramonto della città pubblica (Laterza 2013), Pompei, Italia (Feltrinelli 2015), Roma disfatta (con Vezio De Lucia, Castelvecchi 2016), L'Italia che non ci sta (Einaudi 2019).


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    26 min
  • Franco Mussida "L'oro del suono"
    Franco Mussida
    "L'oro del suono"
    Nomos Edizioni
    https://www.nomosedizioni.it/



    La monografia che raccoglie ricerca e produzione di Franco Mussida nell’arte contemporanea. Una produzione tesa a divulgare il più possibile, quindi anche attraverso il mezzo artistico visivo, la percezione di quanto la musica sia un linguaggio ancora tutto da scoprire. Di quanto il suono sia fondamentale per le nostre vite, in una società come quella contemporanea che sembra vivere di sole immagini.

    Musicista, compositore, didatta, filosofo-ricercatore, membro fondatore della PFM - Premiata Forneria Marconi, Franco Mussida vede un futuro in cui la Musica possa andare oltre la sola dimensione di intrattenimento e performance, per diventare un concreto strumento di una nuova didattica umanistica e tornare alla sua originale dimensione di bene comune.

    Testi di Franco Mussida, Martina Corgnati, Bhakt Auracantar, Giacinto Di Pietrantonio, Demetrio Paparoni, Alberto Zanchetta.



    Franco Mussida
    Milano, 1947) è musicista, compositore, didatta, filosofo-ricercatore, membro fondatore della PFM – Premiata Forneria Marconi con la quale realizza decine di album, scrivendo molti dei successi nazionali e internazionali del gruppo, tra i quali Impressioni di settembre. Si allontana dal gruppo nel 1984 e fonda il CPM Music Institute (oggi parte attiva del MIUR), che inaugura e promuove la formazione Pop in Italia. Affascinato fin da giovane dalla comunicazione non verbale legata al mondo del suono e della musica, in età adulta promuove, sulla relazione suono- emozione, specifiche ricerche ormai più che trentennali. Scrive libri e trattati tra cui La Musica Ignorata (Skira, 2013) e Il Pianeta della Musica (Salani, 2019). Sul tema è anche relatore di tesi universitarie. Ha collaborato con l’Università di Pavia, l’Università Cattolica di Milano e l’Università IULM. Nel 2012 inizia a declinare i suoi studi orientandoli verso l’arte contemporanea. Tra il 2013 e il 2020 progetta e realizza 10 tra mostre esperienziali, installazioni momentanee e permanenti in luoghi museali come la Fortezza Dabbasso di Firenze, la Triennale di Milano, i Musei di Stato di San Marino, MAC di Lissone (MB). La mostra più recente è antologica: “Il mistero che trasforma la musica in emozioni”, presso il MAC di Lissone.




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    26 min
  • Michela Guidi "La scuola magica"
    Michela Guidi
    "La scuola magica"
    Feltrinelli Editore
    https://www.feltrinellieditore.it/


    Arrivano le vacanze e a scuola tutti si salutano: maestre, compagni, il custode… e i banchi? Blu, il banco dell’ultima fila si è così affezionato ad Alessandro che all’improvviso è diventato triste e malinconico. Ripensa ai cinque anni trascorsi insieme e al giorno in cui si sono conosciuti. Gli altri banchi non sono sentimentali come lui e si lanciano nel programma estivo: giochi in giardino, grandi scorribande dentro la scuola e missioni notturne nelle soffitte. E con l’aiuto di un gruppo di amici e qualche incontro speciale, Blu scoprirà che un nuova avventura è dietro l’angolo.
    Una storia tenera e poetica che svela la vita segreta della scuola quando gli alunni non ci sono, e invita i bambini a riflettere sull’importanza del cambiamento e sulle inevitabili tappe di ogni percorso di crescita.

    Cosa fanno banchi e lavagne quando la scuola chiude e tutti vanno in vacanza? Pensate restino fermi ad aspettare settembre? Non i protagonisti di questo libro…

    Una lettura perfetta per accompagnare i bambini che si preparano all’avventura della scuola.


    Michela Guidi, laureata in Conservazione dei beni culturali, vive a Rimini, dove lavora da oltre quindici anni come bibliotecaria. Con Feltrinelli ha pubblicato il libro La leggenda del paese dove nascono le parole (2019; Valblabla, la fiaba all’origine, è vincitrice nel 2017 del Trofeo Andersen Baia delle Favole), Ecciù! La biblioteca ha il raffreddore (2020; nella sua prima stesura, ha vinto il Premio nazionale di letteratura per l’infanzia Sardegna 2019, sezione inediti) e La scuola magica (2021).




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    16 min
  • Valeria Usala "La rinnegata"
    Valeria Usala
    "La rinnegata"
    Garzanti Editore
    https://www.garzanti.it/


    Siamo l’inerzia di un fiore reciso;
    il vigore nelle sue radici,
    trapiantate in terre straniere.
    Siamo l’impeto di un fuoco ardente;
    la quiete nelle sue ceneri,
    raccolte in cumuli sparsi.

    Senza un uomo accanto, una donna non è nulla. Teresa ha sempre sentito l’eco di questa frase, come il vento durante la tempesta, ma non ci ha mai creduto. Lei che è quiete e fuoco, rabbia e tenerezza, lotta contro il pregiudizio da quando è nata. Rimasta orfana, non ha avuto nessuno a proteggerla dalla propria intelligenza, oltre che dalla propria bellezza. Un intero paese la rinnega, impaurito di fronte alla sua indipendenza, alle sue parole e alle sue azioni. Perché in fondo sono solo queste a renderla diversa dalle altre donne.
    Neanche aver creato una famiglia con l’uomo che ama ha messo a tacere le malelingue e i pettegolezzi. Nessuno crede che la sua fortuna, derivante da un emporio e una taverna che ha costruito e gestisce con le sue forze, sia frutto di fatica e tenacia. Ma le voci sono sempre rimaste solo voci, anche quando a rispondere a tono è Maria, la bruja del villaggio, che vaga per le strade senza una meta precisa.
    Quando tutto cambia, Teresa deve difendere ciò che ha conquistato e dimostrare che può farcela da sola. Che non rinunciare a sé stessa significa essere libera. Vuole dare a quel vento, pieno di parole feroci, un afflato nuovo; ma il pregiudizio è forte e saldo, come una radice ancorata alla terra.
    Non capitava da anni che un esordio venisse accolto con tanto entusiasmo dalle libraie e dai librai che l’hanno letto in anteprima. Valeria Usala ha scelto di dare voce a una donna dimenticata, una donna che ha deciso di resistere contro tutto e tutti. Una giovane autrice rompe il silenzio che avvolge una storia che ha molto da raccontare. Una storia in cui la Sardegna è protagonista attraverso la sua natura, le sue leggende e le sue contraddizioni. Una storia di coraggio e rinuncia. Una storia di amore e potere. Una storia di rinascita e di speranza.


    Valeria Usala è nata vicino al mare e cresciuta in mezzo a un mare di storie. Dopo una laurea in lingue e comunicazione, un diploma in storytelling e anni di lotte contro il tempo, ha imparato che dedicarne di più a cinema, cibo e cruciverba fa bene alla salute, oltre che alla scrittura.



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