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  • Vincenzo Imperatore "Salviamoci!"
    Vincenzo Imperatore
    "Salviamoci!"
    Come facciamo a pagare?
    http://chiarelettere.it/


    Un vero e proprio kit di sopravvivenza per imprenditori in difficoltà e cittadini che stanno beneficiando della sospensione del­le rate di un mutuo ma si chiedono come faranno a pagare quando la moratoria sarà interrotta.
    Tra qualche mese, infatti, milioni di fami­glie, quasi senza reddito, potranno ritrovarsi a non riuscire a pagare rate e prestiti, tasse e cartelle fiscali. Molti negozi, bar, ristoranti, hotel, palestre e altre attività non riapriran­no, e le piccole e medie imprese non riu­sciranno a costituire tesoreria sufficiente per ripartire. Nei bilanci delle banche, questa drammatica situazione si tradurrà nell’au­mento vertiginoso dei crediti deteriorati. La stretta creditizia sarà molto più pesante di quella vissuta dopo la crisi del 2008.
    Se questo è lo scenario che si prospetta, come possiamo salvarci? Attraverso il rac­conto di casi e storie vere, avvalendosi della testimonianza di professionisti del settore, commercialisti, avvocati ma anche cittadini e imprenditori in difficoltà, Vincenzo Impe­ratore presenta soluzioni concrete per non rischiare di perdere tutto e per difendere i propri risparmi e il diritto a una pensione dignitosa.
    Perché per reagire c’è un unico modo: anti­cipare i tempi.

    Vincenzo Imperatore, 58 anni, da oltre tren­ta lavora nel settore del management e del­la consulenza, con particolare attenzione al mondo della piccola e media imprenditoria italiana. Per ventitré anni manager di una multinazionale del credito, dove ha svolto ruoli di responsabilità nell’ambito del cosid­detto small business, da circa dieci è titolare di una società di consulenza specializzata nei processi di riorganizzazione della piccola impresa a carattere famigliare. Nel 2014 ha pubblicato Io so e ho le prove (Chiarelettere), libro-denuncia sul sistema bancario raccon­tato dall’interno, che ha avuto varie ristampe e una trasposizione teatrale. Ha scritto al­tri libri al riguardo, Io vi accuso (2015) e Sacco bancario (2017), anch’essi pubblicati da Chiarelettere. Tra i suoi ultimi volumi ricordiamo Soldi gratis (Sperling & Kupfer 2019). Ha un blog su “il Fatto Quotidiano”.




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    26 min
  • Manuela Iannetti "Archivissima"
    Manuela Iannetti
    "Archivissima"
    https://www.archivissima.it/2021/


    https://youtu.be/DiS0QMFTPZ0


    DOPO IL SUCCESSO 2020, ARCHIVISSIMA E LA NOTTE DEGLI ARCHIVI
    RITORNANO LIVE e in versione DIGITAL
    Archivissima: dal 4 al 9 giugno 2021
    La Notte degli Archivi: 4 giugno 2021
    Tema 2021: #generazioni

    CON IL COINVOLGIMENTO DEGLI HISTORICAL ARCHIVES OF EUROPEAN UNION
    IL FORMAT DIVENTA EUROPEO ED ESCE DAI CONFINI ITALIANI

    Ospiti della manifestazione, fra gli altri, Alessandro D’Avenia, Michela Murgia,
    Eugenio in via Di Gioia, Valerio Millefoglie, Matteo Caccia, Fabio Geda,
    Alessandro Perissinotto, Esperance Hakuzwimana Ripanti e Giorgio Vasta
    Archivissima, unico festival dedicato alla promozione e alla valorizzazione dei patrimoni
    archivistici, si svolgerà dal 4 al 9 giugno 2021 e La Notte degli Archivi il 4 giugno 2021, per
    concludersi in occasione della Giornata internazionale degli archivi (9 giugno). Sulla scia
    del grande successo dell’anno passato, i due eventi si confermano anche in versione
    digitale, per poter raggiungere un numero maggiore di persone e garantire a tutti gli enti
    una presenza attiva, anche alla luce del perdurare di possibili limitazioni imposte agli eventi
    dal vivo a causa della pandemia.
    Il tema
    Il tema 2021 sarà: #generazioni. Portatrici naturali di spinte dirompenti (spesso rivoluzionarie)
    e di volontà di cambiamento, tutte le generazioni informano di sé la cultura di cui sono
    espressione, intercettando fermenti e nuove tendenze: di pensiero, di costume, di
    produzione di contenuti.
    La definizione di #generazioni include un mondo di sfumature: così, se il significato
    principale del termine è connesso all’idea di nascita, si amplia per comprendere tutto ciò
    che è capace di dare vita, di essere e di far essere, per estendersi ancora fino a inglobare
    l’idea di qualcosa che viene alla luce lasciando un segno e perpetuandosi.

    È partendo da questa polisemia di significati del termine #generazioni che Archivissima
    farà vivere il tema negli ambiti più diversi che la parola ha attraversato nel tempo e nel
    corso della sua storia: creativo, biologico, cronologico, sociale, generativo, psicoanalitico.
    Le #generazioni portano con sé più domande, che risposte: Cosa salvare di quello che è
    stato prima di noi? Cosa produrre di nuovo? Come stabilire una connessione e, soprattutto,
    come generare nuova vita da ciò che si è deciso di conservare? È, per rispondere a queste
    domande, che entrano in scena gli archivi, al contempo spazi di custodia e strumenti per
    mantenere viva la memoria. Veri e propri ponti tra epoche, generazioni e contenuti, gli
    archivi sono infatti la precondizione per la tutela della storia, la trasmissione di un’eredità
    distintiva e la creazione di nuovi significati.
    "Per questa edizione abbiamo voluto stimolare una riflessione collettiva su un concetto che
    ci sta molto a cuore, quello dell’archivio come strumento di trasmissione di saperi e
    informazioni, ma anche di valori profondi, di sentimenti, di memorie emotive. In questo
    senso l’archivio perde la sua connotazione più specialistica e diventa qualcosa che
    riguarda nel profondo ogni essere umano. La magia degli archivi permette a ciascuno di
    noi di ascoltare e di esprimersi anche oltre le barriere del tempo e delle generazioni. Credo
    che intorno a questo tema gli archivi, di qualunque genere, abbiano davvero molto da
    raccontare anche al pubblico che ancora non li conosce" commenta Andrea Montorio,
    presidente dell'associazione Archivissima.




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    18 min
  • Francesca Sensini "La lingua degli dei"
    Francesca Sensini
    "La lingua degli dei"
    L'amore per il greco antico e moderno
    Il Melangolo
    https://ilmelangolo.com/

    La Grecia è una questione di memoria. La sua lingua, la sua storia, occhieggiano nel buio della nostra dimenticanza, che questo libro vuole illuminare, ripercorrendo una storia ininterrotta, che va da Omero e arriva fino a oggi. Dentro di essa si innesta, da una parte, il sogno di un occidente ideale, che è anche il sogno di noi stessi; dall’altra, il percorso storico di un popolo che nel 2021 festeggia i duecento anni dalla sua rivoluzione nazionale. Queste pagine sono l’elogio della continuità di una storia e di una lingua splendidamente contaminate da avventurose esperienze. Ed è un elogio che non vuole dimostrare le sue ragioni con argomenti logici, ma con i racconti che le parole portano con sé, le antiche, le moderne. La prima è, appunto, “memoria”

    Francesca Sensini è professoressa associata in Italianistica all’Université Côte d’Azur (Nice). Dottoressa di ricerca dell’Université Paris IV Sorbonne e dell’Università degli Studi di Genova, dedica le sue ricerche alla letteratura italiana di Otto e Novecento, all’ermeneutica dell’antichità classica e agli studi di genere in ambito letterario. Per il melangolo ha pubblicato Pascoli maledetto (2020).



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    24 min
  • Giorgio Fusco "Premio Ostana"
    Giorgio Fusco
    "Shega"
    Premio Ostana
    https://www.premioostana.it/


    Sabato 5 giugno 2021, ore 21:00
    "La lingua dei suoni"
    Musica come ponte per una nazione sparsa
    Un viaggio nella comunità arbëreshe attraverso l’esperienza del gruppo musicale SHEGA di Piana degli Albanesi (PA)
    con Flavio Giacchero


    La musica, da sempre, veicola cultura, significati, pensieri, memoria storica e contribuisce fortemente a dare senso e continuità alle società. La musica come ponte che unisce l’Arbëria, la “nazione sparsa”, la “nazione senza confini” rappresentata dalla comunità arbëreshe. SHEGA, che compone testi in lingua madre, ci racconterà del proprio approccio artistico, del proprio impegno politico e sociale manifesto nelle composizioni, ci racconterà di cosa significa essere arbëreshe oggi e di questa straordinaria cultura che si è mantenuta e trasmessa attraversando tempi e luoghi, una cultura resiliente. Un antico detto arbëreshe definisce la propria vicenda “sangue sparso”, intendendo la frammentazione territoriale che per quanto riguarda le comunità italiane ha inizio con la diaspora di oltre cinque secoli fa. SHEGA significa melagrana, un frutto che è composto da molte parti distinte ma che contribuiscono a formare un tutto, un’unità corale. Il nome è stato scelto dal gruppo per sottolineare simbolicamente la storia degli arbëreshe: un incontro di culture, un inno alla diversità. La comunità di Piana degli Albanesi è multiforme infatti: siciliani, italiani, albanesi, cattolici di rito bizantino, cittadini del mondo. La musica del gruppo SHEGA è una musica contemporanea connessa a una comunità di respiro globale con testi che traggono ispirazione dalla loro cultura, dai loro poeti e da vicende storiche e contemporanee con un notevole carattere di impegno sociale: le vicende dei Fasci siciliani dei lavoratori, la strage di Portella della Ginestra, il dramma dei migranti. Rrini mirë se jam e vemi, statemi bene, andiamo via è il titolo di un loro recente brano che sembra sintetizzare molto delle vicende degli arbëreshe così come della nostra contemporaneità: è un frammento di un canto rituale nuziale ma che porta gli echi del lungo viaggio di questo popolo, della diaspora e che il gruppo rilegge affrontando il drammatico tema dei nuovi migranti e dei loro naufragi. Una cultura, una società, quella degli arbëreshe, che da secoli è abituata a confrontarsi con altre culture e che di questi intrecci, di questa moltitudine ne ha fatto sostanza con la consapevolezza, all’origine del loro viaggio, del valore della libertà.

    Giorgio Fusco per il gruppo musicale SHEGA
    SHEGA è un gruppo musicale che coniuga la lingua arbëreshe a musica indie-pop di respiro contemporaneo. Il loro paese d’origine, Piana degli Albanesi, è stato fondato da esuli albanesi nel cinquecento e ancora oggi mantiene la lingua, la cultura e le tradizioni ereditate. Nati come “The Daggs”, nel 2014 cominciano a scrivere canzoni nella loro lingua madre. A novembre 2015 avviene il “battesimo” al SUNS Europe, festival europeo della canzone in lingua minoritaria (Cagliari). A maggio 2017 vincono l’Opp! Festival alla Farm Cultural Park di Favara (AG), grazie al quale registrano il primo singolo Drita (“la luce”) presso gli studi Indigo di Palermo. A gennaio 2018 rappresentano la musica arbëreshe contemporanea a Tirana, ospiti del Presidente della Repubblica Albanese. A maggio 2020 pubblicano il primo videoclip, Lumturi (“felicità”), un omaggio al poeta arbëresh Pasquale Renda, accompagnato dalle immagini del primo tour nell’Arbëria calabrese. Durante i concerti, oltre agli inediti, propongono anche brani tradizionali arbëreshë, riarrangiati secondo il proprio sentire. Il 21.01.21 nasce SHEGA: significa “melagrana” ed è il percorso che porterà all’uscita dell’album d’esordio.



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    15 min
  • Stefania Salmaso "L'antidoto"
    Stefania Salmaso
    "L'antidoto"
    Come sconfiggere la pandemia facendo scelte consapevoli
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    La pandemia che stiamo vivendo ha ridimensionato molti aspetti della nostra quotidianità e in particolare la percezione di onnipotenza che avevamo nei confronti delle malattie infettive, considerate quasi spauracchi appartenenti al passato. Ci siamo trovati a dover fare i conti con qualcosa più grande di noi, che ci ha colti impreparati e ci ha costretti a porci molte domande. Tutto questo era davvero imprevedibile? L’uomo è in balia della natura oppure esistono leggi naturali e regole scientifiche che ci permettono di capire che cosa è successo e perché? Quali armi abbiamo a disposizione per intervenire in modo efficace? Ma soprattutto: possiamo far sì che eventi di tale portata non si verifichino mai più in futuro?

    L’epidemiologa Stefania Salmaso dimostra che le risposte a questi interrogativi «esistono e sono saldamente sostenute tanto dalla storia quanto dalla scienza». Se è vero, infatti, che siamo «nani sulle spalle di giganti», dobbiamo far tesoro delle esperienze del passato e basarci sulle conoscenze acquisite nel corso dei secoli. Dalla peste di Atene del V secolo a.C. all’epidemia di MERS del 2012, l’umanità ha attraversato pandemie drammatiche, che medici e scienziati di tutto il mondo hanno studiato e cercato di debellare. È grazie ai loro sforzi e alle loro ricerche se ora sappiamo molto di più sul modo in cui le malattie infettive nascono e si trasmettono, se abbiamo imparato come agisce un virus e quali accorgimenti sono più efficaci per impedire i contagi, e se possiamo contare su vaccini sempre più efficienti. La tecnologia, poi, ci mette a disposizione strumenti all’avanguardia sia per conoscere meglio quella meravigliosa «macchina» che è il corpo umano sia per sorvegliare la diffusione della malattia e costruire modelli matematici che ci consentano di prevederne l’andamento.

    La scienza fornisce dunque una preziosa bussola per fare la differenza per sé e per gli altri. Perché «se la vita sociale è il contesto dove si creano le condizioni di cui si nutre la pandemia, la consapevolezza di quanto sia determinante il contributo di ciascuno di noi», nelle piccole o grandi scelte di ogni giorno, è senz’altro l’antidoto migliore


    Stefania Salmaso, epidemiologa, ha lavorato dal 1979 al 2015 presso l'Istituto Superiore di Sanità, svolgendo attività di ricerca e formazione in Epidemiologia applicata alla Sanità Pubblica. Ha condotto numerose indagini su epidemie e sul controllo delle malattie infettive. In particolare ha lavorato nel settore della prevenzione con vaccinazioni. Dal 2004 al 2015 ha diretto il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità. Attualmente è un esperto indipendente.



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    26 min
  • Marco Antonio Pani "Premio Ostana"
    Marco Antonio Pani
    "Premio Ostana"
    https://www.premioostana.it/

    Sabato 5 giugno 2021 - ore 22:00
    "La lingua al cinema"
    Capo e Croce. Le ragioni dei pastori
    Un film di Paolo Carboni e Marco Antonio Pani.
    A cura di Babel Film Festival


    Nel giugno del 2010 migliaia di pastori provenienti da ogni parte della Sardegna si riuniscono nel Movimento Pastori Sardi per dar luogo a una protesta clamorosa.
    Durante una lunga estate i pastori invadono porti, aeroporti, strade, inondano le vie del capoluogo Cagliari, occupano il palazzo del Consiglio Regionale per cercare di ottenere dignità e un giusto prezzo per il loro prodotto principale: il latte.
    Questo film, però, non è la cronaca di quegli eventi, ma un viaggio inedito, attraverso le ragioni dei pastori e la loro realtà quotidiana, alla ricerca delle origini della protesta.

    Marco Antonio Pani , classe 66’ nasce a Sassari, in Sardegna. Diplomato in un corso professionale regionale come Esperto in gestione audiovisivi nel 1990, lavora da subito come aiuto operatore, operatore e montatore nelle tv private e poi, come regista e sceneggiatore, realizza più di trenta documentari di promozione del territorio, archeologia e storia dell’arte, partecipando ad alcuni dei più prestigiosi festival nazionali ed internazionali del settore. Trasferitosi a Barcellona nel 2000, si diploma in regia cinematografica presso il CECC (Centre d’Estudis Cinematográfics de Catalunya). Fra i suoi lavori il cortometraggio “Chinotto”, vincitore nel 2000, tra gli altri, del Premio Kodak al Festival Filmvideo 2000 di Montecatini, “Las Puertas Del Mundo Niño” (Miglior Film al Festival Nazionale Opere Nuove, Premio Alla Miglior Regia al Festival Vart 2003), la docufiction “Els Pintors Catalans A Sardenya” (Generalitat de Catalunya-Televisione Catalana-Regione Sardegna-Comune di Cagliari), il cortometraggio etnografico “Panas” (Premio Avisa per progetti di antropologia visuale dell’ISRE di Nuoro, Premio al Miglior autore Sardo al Babel Film Festival) e il documentario biopic “Arturo Torna Dal Brasile”, con cui si aggiudica, tra gli altri, il Primo Premio e il Premio al miglior film realizzato al Concorso per progetti “Storie di Emigrati Sardi e il premio al “Miglior Film di autore sardo” al SIEFF 2011, il Festival Internazionale del cinema etnografico, indetto dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna. Nel 2013, firma regia e montaggio del lungometraggio documentario “Capo E Croce, Le Ragioni Dei Pastori” (in co-regia con Paolo Carboni) con cui partecipa al concorso ufficiale per lungometraggi documentari al Festival del Film di Roma 2013, al Festival du Cinema Italien d’Annecy, al Festival Filmer de Travail di Poitiers e altri festival internazionali. Il film vince, fra gli altri, il Premio al Miglior Film Italiano al Festival Cinemambiente di Torino e quello per il miglior film al Sicilia Ambiente. Dello stesso anno il film di montaggio “Ísura Da Filmá” realizzato a partire da immagini inedite del grande regista sardo Fiorenzo Serra e musicato appositamente da Paolo Fresu. Fra gli ultimi lavori, il cortometraggio “etno-geo-surreale” “Maialetto Della Nurra” vincitore al Sardinia Film Festival 2016 del Premio del Pubblico della Ficc e del Premio Vetrina Sardegna assegnato dalla Giuria internazionale e del secondo premio sezione cortometraggi al Festival Sicilia Ambiente, e “Padenti/foresta”, attualmente in fase di distribuzione. Formatore e docente di regia cinematografica, ha insegnato a Barcellona fra il 2003 e il 2016, collaborato con l’Università di Cagliari e con il Celcam, impartendo laboratori di iniziazione ai mezzi audio/video, e un laboratorio sul documentario nell’ambito del “Master di II livello in filmaking” e di alcuni laboratori pratici sulla realizzazione audiovisiva. Nel 2020 è stato docente di Cinematografia presso l’Accademia di Belle Arti...
    20 min
  • Marco Cazzato "Niente di nuovo sul fronte occidentale"
    Marco Cazzato
    "Niente di nuovo sul fronte occidentale"
    Erich Maria Remarque
    https://neripozza.it/
    https://www.progettocantoregi.it/


    Sabato 5 giugno 2021, ore 17.30 - SOMS, Via Carlo Costa 23 - Racconigi (Cn)



    Marco Cazzato, di origini racconigesi, uno dei più importanti illustratori italiani, collaboratore di riviste, giornali ed editori nazionali e internazionali, autore di copertine di libri e album musicali e disegnatore di manifesti, sabato 5 giugno 2021 alle ore 17.30 è ospite di Progetto Cantoregi (Soms, Racconigi, Via Carlo Costa 23), per raccontare il suo ultimo lavoro uscito nel 2020, edito da Neri Pozza: le illustrazioni del romanzo “Niente di nuovo sul fronte occidentale”, l’opera con cui nel 1929 lo scrittore tedesco Erich Maria Remarque raccontò alla Germania e al mondo intero l’orrore della Prima guerra mondiale, che lui stesso aveva vissuto come giovane soldato. Marco Cazzato illustra il libro con immagini che riescono a restituire la drammaticità e l’intensità di un conflitto che, dominato dalla tecnica e da un impiego di mezzi di distruzione mai visto prima, segnò la fine della vecchia Europa. Quaranta tavole illustrate che raccontano la modernità di Remarque, perché il romanzo è una storia anche attuale, sulle conseguenze del nazionalismo esasperato. «Per cogliere tutto questo – racconta Marco Cazzato in una intervista a “La Repubblica”, quando uscì il libro – ho deciso di concentrarmi sui dettagli, che sono una delle mie cifre stilistiche. Per aiutarmi a descrivere visivamente il conflitto ho attinto da fotografie e documentari d’epoca. […] Ci sono anche molti disegni che non raccontano la guerra, ma ciò che con la guerra si perde».

    Dialogheranno con lui Serena Fumero e Marco Pautasso, presidente di Progetto Cantoregi, per capire co-me si può raccontare attraverso le immagini l’orrore delle guerre e il dramma delle giovani vite mandate al fronte.

    L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria: [email protected] 349.2459042 . Il bookshop è a cura della Libreria Clerici di Racconigi.

    “Niente di nuovo sul fronte occidentale”
    Kantorek è il professore di Bäumer, Kropp, Müller e Leer, diciottenni tedeschi, quando la voce dei cannoni della Grande Guerra tuona già da un capo all’altro dell’Europa. Ometto severo, vestito di grigio, con un muso da topo, dovrebbe essere una guida all’età virile, al mondo del lavoro, alla cultura e al progresso. Nelle ore di ginnastica, invece, fulmina i ragazzi con lo sguardo e tiene così tanti discorsi sulla patria in pericolo e sulla grandezza del servire lo Stato che l’intera classe, sotto la sua guida, si reca compatta al comando di presidio ad arruolarsi come volontari. Una volta al fronte, gli allievi di Kantorek – da Albert Kropp, il più intelligente della scuola a Paul Bäumer, il poeta che vorrebbe scrivere drammi – non tardano a capire di non essere affatto «la gioventù di ferro» chiamata a difendere la Germania in pericolo. La scoperta che il terrore della morte è più forte della grandezza del servire lo Stato li sorprende il giorno in cui, durante un assalto, Josef Behm – un ragazzotto grasso e tranquillo della scuola, arruolatosi per non rendersi ridicolo – viene colpito agli occhi e, impazzito dal dolore, vaga tra le trincee prima di essere abbattuto a fucilate. Nel breve volgere di qualche mese, i ragazzi di Kantorek si sentiranno «gente vecchia», spettri, privati non soltanto della gioventù ma di ogni radice, sogno, speranza.
    Pubblicato per la prima volta nel 1929, e da allora oggetto di innumerevoli edizioni, “Niente di nuovo sul fronte occidentale” viene considerato uno dei più grandi libri mai scritti sulla carneficina della Prima guerra mondiale, il tentativo,...
    20 min
  • Stefania Ciminelli "Premio Ostana"
    Stefania Ciminelli
    "Premio Ostana"
    Scritture in Lingua Madre
    https://www.premioostana.it/

    Venerdì 4 giugno 2021 - ore 19:00
    "La lingua tradotta"
    Traduttore e autore a confronto. L’arte di scrivere e riscrivere memorie
    Conversazione con lo scrittore catalano Jaume Cabré e la traduttrice Stefania Maria Ciminelli

    Jaume Cabré, uno dei pilastri della letteratura catalana contemporanea, dialogherà con la sua traduttrice italiana Stefania Ciminelli, tra le più importanti traduttrici freelance dal catalano all’italiano.

    Il dialogo, moderato da Maria Teresa Atorino, offrirà l’occasione di riscoprire i grandi temi della letteratura catalana e l’universo letterario di Cabré.



    Jaume Cabré (Barcellona, 1947) è uno dei grandi autori della letteratura catalana contemporanea. Le sue opere sono tradotte in quindici lingue e hanno raggiunto un successo straordinario in Germania, Francia e Olanda, consacrandolo quale protagonista di primo piano del panorama letterario internazionale. Con La Nuova Frontiera ha già pubblicato i seguenti romanzi: Le voci del fiume (BEAT), Senyoria – Signoria (BEAT) con cui ha vinto il Prix Mediterranée in Francia, Io confesso (BEAT) (Rizzoli 2012), Quando arriva la penombra (2019), e la raccolta di racconti Viaggio d’inverno. Nel 2010 gli è stato conferito il Premio de Honor de les Lletres Catalanes. È laureato in Filosofia e ha insegnato lingua e letteratura in numerosi licei di Barcellona. Inizia a scrivere giovanissimo e negli anni ’70 pubblica il suo primo romanzo Galceran, l’heroi de la guerra negra. Alla carriera letteraria affianca ben presto numerose collaborazioni con i principali giornali e con la televisione, per cui realizza molte sceneggiature.



    Stefania Maria Ciminelli è una delle più importanti traduttrici freelance dal catalano all’italiano. È nata a Roma (1962), si è laureata in Filologia Romanza presso l’Università “La Sapienza” con una tesi riguardante il lessico mercantile del Libre del Consolat de Mar, una raccolta catalana di leggi e consuetudini marittime del XV secolo e la sua diffusione nel Mediterraneo. Successivamente, nel 1992 si è trasferita a Barcellona, città in cui vive e lavora attualmente. Ha ottenuto una borsa di studio per studiare il catalano e la convalida del titolo di studio in Spagna come “Licenciada en Filología”, sezione “Filología Románica”. Dal 1996 al 2000 è stata anche docente di lingua italiana nella Escola d’Idiomes (Scuola di Lingue) dell’Universitat de Vic e nel Servei d’Idiomes Moderns (Centro Linguistico di Ateneo) dell’Universitat Autònoma di Barcellona. Attualmente collabora con diverse case editrici e istituzioni culturali come traduttrice. Per La Nuova Frontiera ha tradotto i romanzi di Baltasar Porcel, Mercè Rodoreda e Jaume Cabré.


    Maria Teresa Atorino è dottore di ricerca in “Teoria delle Lingue e del Linguaggio” titolo rilasciato da una commissione europea in Italia e in Spagna, discutendo la tesi “Lessico numerico, logonimico ed alimentare: il caso del basco”. È stata docente presso la Facultad de Letras de la Universidad del Pais Vasco per 5 anni, docente di lingua spagnola presso L’Università degli Studi di Napoli per 5 anni e attualmente è Docente di Lingua Basca presso l’Università Roma Tre ed insegna lingua spagnola negli istituti pubblici di Roma e in corsi di formazione per adulti come il TFA. Interessata alla ricerca ha vinto diverse borse di studio europee che l’hanno portata a vivere in Germania, in Austria e in Spagna per diversi anni.


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    17 min
  • Luca Zanforlin "Diversity Hotel"
    Luca Zanforlin
    "Diversity Hotel"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Luca galleggia in una vita vuota dove tutto sembra sfiorarlo senza mai attraversarlo veramente. Ha da sempre un rapporto conflittuale con la famiglia, soprattutto con il padre, un ricco imprenditore che lui disprezza con tutto se stesso ma dal quale, comunque, continua a farsi mantenere.

    Un giorno l’avvocato di famiglia lo contatta per proporgli, o forse sarebbe meglio dire “imporgli”, un lavoro: dovrà gestire per conto della famiglia un vecchio albergo vista tangenziale alla periferia di Milano. L’edificio è stato convertito in un condhotel, una struttura di mini appartamenti per affitti a medio termine. Per Luca è un’occasione imperdibile: finalmente potrà prendersi una rivincita sul padre, dal quale, a parte i soldi, non ha ricevuto mai altro se non critiche e biasimo. Con l’unico intento di squalificare la struttura e portare al fallimento l’impresa dell’uomo, Luca seleziona quello che dal suo punto di vista è un gruppo di disadattati ed emarginati: una trans ossessionata dalla chirurgia estetica, un’anziana ricca signora con gatto al seguito, un ragazzo di colore taciturno, un’obesa bullizzata dai social e dalla tv e un gay nerd.

    Quello che Luca ancora non sa, però, è che, grazie alla convivenza con tutti loro, imparerà lui per primo a confrontarsi con la propria diversità, che non ha nulla a che vedere con il colore della pelle o con l’orientamento sessuale, ma solo con il suo personalissimo modo di “ascoltare” la vita. Per poi arrivare a capire, alla fine di questo bizzarro e umanissimo viaggio, che la diversità non esiste, perché siamo tutti ugualmente diversi nella nostra personale battaglia silenziosa che si chiama vita.

    Luca Zanforlin è autore televisivo e scrittore. Tra i suoi successi, la fortunatissima serie di romanzi dedicati al mondo di "Amici".



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  • Luciangela Aimo "Festival della cultura mediterranea"
    Luciangela Aimo
    "Festival della cultura mediterranea"
    Dal 4 al 6 giugno 2021
    http://www.fieradellibroimperia.it/


    Luciangela Aimo, presidente "Comitato San Maurizio"

    Dal 4 al 6 giugno 2021 si svolgerà la XX° Edizione del Festival Internazionale della Cultura
    Mediterranea nel centro storico di Porto Maurizio con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Liguria, Comune di Imperia, Provincia di Imperia e Camera di Commercio delle Riviere. La manifestazione culturale, che si inserisce nel piano di rilancio del Centro Storico di Porto Maurizio.


    Ospiti edizione 2021: Stefano Zecchi, Daniele Capezzone, Enrico Vanzina, Ernesto Ferrero, Lorenzo Beccati, Giobbe Covatta, Paola Catella, Domenico De Masi, M. Magliani, G. Chiarva, Andrea Vitali, A. Botto, E. Cametti. Alcuni degli Autori sopra riportati sono ancora in fase di conferma ed altri ne verranno aggiunti in corso di programmazione
    Leit Motiv 2021: Bon Ton 2021 fenomenologia dei comportamenti
    La XX° edizione della Fiera del Libro avrà come tema centrale le abitudini quotidiane descritte al tempo
    dell’emergenza sanitaria. Nel nostro Bel Paese abbiamo riflettuto e scritto sulle “buone maniere” a partire dal Rinascimento, epoca nella quale le classi abbienti erano specificatamente attente a mostrare l’eleganza e l’appropriatezza dei costumi in ogni campo quali segnali visibili di una civiltà raffinata. Col tempo le cose sono molto cambiate e il Galateo con esse. Così, tra l’ossequio e lo sberleffo, si è giunti ai giorni nostri dove sembra di nuovo “di moda” occuparci di come muoversi correttamente, per un motivo
    però più contingente e obbligato: la responsabilità individuale e collettiva nel mantenimento della salute pubblica. Le “nuove formalità” introdotte nei vari contesti di aggregazione sociale, negli ambienti lavorativi, ricreativi e culturali e nelle abitudini quotidiane sarà dunque l’obiettivo delle Giornate della
    Fiera che passerà in rassegna vari ambiti del Bon Ton contemporaneo, contestualmente ai relativi “effetti collaterali” a breve, medio e lungo termine e con un occhio attento alla mediterraneità, da sempre leitmotiv del Festival e specificità geografica dove l’informalità e l’attitudine alla socializzazione risultano storicamente più pronunciate.





    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    10 min

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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