il posto delle parole

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  • Giovanni Boniolo "Il virus dell'idiozia"
    Giovanni Boniolo
    "Il virus dell'idiozia"
    7 scrittini su Covid-19, scienza, intellettuali e cittadini
    Mimesis Edizioni
    http://mimesisedizioni.it/


    La pandemia ha consentito a chiunque di esprimere la propria opinione sulla situazione che stiamo vivendo. Soluzioni, responsabilità, complottismi, negazionismi sono ormai all’ordine del giorno e arrivano da qualsiasi parte. I dati non sono necessari, le conoscenze superflue: ognuno può dire la sua. Come aveva già fatto in tempi non sospetti nel suo saggio Conoscere per vivere (2018), quando ancora la parola “coronavirus” era sconosciuta ai più, Giovanni Boniolo torna in questo libro su un concetto fondamentale: la libertà di espressione non è libertà di ignoranza. Il Covid-19 ha ribadito ancora una volta l’importanza della conoscenza, il solo faro che ci permette di orientarci nei periodi di incertezza. Con questi sette scritti Boniolo mette a disposizione del cittadino consapevole un memorandum, perché – piaccia o no – la scienza permea gran parte della nostra vita.



    Giovanni Boniolo occupa la cattedra di Filosofia della Scienza e Medical Humanities presso il Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione dell’Università di Ferrara. È Ambasciatore onorario della Technische Universität München, dove è anche Alumnus dell’Institute for Advanced Study, e Presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo. È editor-in-chief della rivista “History and Philosophy of the Life Sciences”. Ha pubblicato circa 20 monografie e curatele e oltre 240 saggi, quasi tutti su riviste internazionali con arbitraggio.



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    37 min
  • Nicoletta Verna "Il valore affettivo"
    Nicoletta Verna
    "Il valore affettivo"
    Einaudi Editore
    https://www.einaudi.it/


    L'esistenza di Bianca si è sbriciolata il giorno in cui, da bambina, ha perduto sua sorella. Stella era pura, onesta, e manteneva le promesse. Ecco perché la sua scomparsa ha macchiato il mondo di colpa. Con un ritmo magnetico, che travolge e sorprende, Nicoletta Verna scrive un indimenticabile romanzo familiare, nel quale una giovane donna cerca ostinatamente una forma di redenzione.

    Menzione Speciale della Giuria Premio Calvino 2020

    Bianca aveva sette anni quando un incidente dai contorni incerti ha innescato nella sua vita una reazione a catena, che non ha risparmiato nulla. Oggi sta con Carlo, cardiochirurgo di fama internazionale, e all’apparenza lo venera. Ma tanta devozione, in realtà, nasconde un piano macchinoso, folle: un progetto di rinascita in cui l’uomo è un mero strumento. Nel percorso che intraprenderà per realizzarlo, Bianca scoprirà una verità che nessuno avrebbe mai potuto sospettare.


    Nicoletta Verna (1976) è nata a Forlì ma vive a Firenze, dove si occupa di comunicazione e web marketing nel settore editoriale. È autrice di saggi e volumi su media e cultura di massa e ha insegnato Teorie e tecniche della comunicazione presso diversi atenei e istituti italiani. Il suo romanzo d'esordio Il valore affettivo ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria alla XXXIII edizione del Premio Italo Calvino.


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    21 min
  • Gabriele Sassone "Uccidi l'unicorno"
    Gabriele Sassone
    "Uccidi l'unicorno"
    Epoca del lavoro culturale interiore
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/

    Un insegnante d’arte quasi quarantenne riceve una telefonata a tarda sera: l’ospite d’onore del convegno che ha organizzato il suo istituto ha perso il volo, e toccherà a lui sostituirlo la mattina dopo. Gli si spalanca un abisso di panico: come spiegare di fronte a tanti studiosi che cosa differenzia l’artista da una persona comune nell’epoca dei social media? E con così poco margine per preparare l’intervento? L’unica via è intraprendere un viaggio interiore attraverso le immagini, quelle private e quelle del contemporaneo, dalle sue stesse fotografie alle opere che ha più studiato e amato, da Van Gogh a Pollock, da Duchamp a Beuys, dalle pitture delle grotte di Lascaux alle illustrazioni dei libri di Jules Verne. Un percorso esistenziale che si trasforma in una riflessione sui lati oscuri del sistema dell’arte e del lavoro culturale.

    Romanzo di formazione, saggio sull’industria della cultura, meditazione estetica, memoir: con Uccidi l’unicorno Gabriele Sassone ci offre un travolgente esordio narrativo. Un racconto in prima persona sul potere delle immagini e sulla macchina infernale che le produce.


    Gabriele Sassone (1983) insegna Critical Writing alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti. Collabora con diverse riviste, tra cui Mousse Magazine, Camera Austria e Flash Art.



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    31 min
  • Gabriella Imperatori "Anarchica Agnostica Amletica"
    Gabriella Imperatori
    "Anarchica Agnostica Amletica"
    Apogeo Edizioni
    https://www.apogeoeditore.it/


    Questo romanzo breve nasce da una trilogia di cui costituiva la prima parte. Dopo un’attenta rielaborazione, l’autrice la ripropone ora come stesura definitiva. È la storia di tre studentesse del secondo Novecento: del collegio che le ospita, degli esami, delle feste, delle amicizie e degli amori, delle delusioni. Fino ad un atroce dramma di cui è vittima Federica, quella che si autodefiniva “anarchica, agnostica, amletica”, scherzando ma non troppo su di sé. Le altre due, Marina, la narratrice in prima persona, e la bella Alessandra che pare una copia di Grace Kelly, avranno esistenze meno dolorose, ma anch’esse contrassegnate da una darwiniana lotta per la vita. Solo per Federica questa lotta avrà un esito fatale, ma per tutte segnerà la fine dell’età dell’innocenza. In tre esistenze, il dramma di un’epoca, in una cittadina universitaria che si avvia a diventare una piccola metropoli.


    Gabriella Imperatori, veneziana, ha collaborato con giornali e riviste e con la Rai. È editorialista del "Corriere del Veneto" e direttrice responsabile del trimestrale "Leggere donna". Ha pubblicato, oltre a saggi e racconti in varie antologie, i romanzi "Bionda era e bella" (Rusconi, 1990), "Questa è la terra, non ancora il cielo", con Gloria Spessotto (Tufani, 1998), "Portami via con te" (Marsilio, 2000), "Trilogia dei baci" (Marsilio, 2004), "L’onda anomala" (Marsilio, 2013) e i racconti "Ballata per eroi senza nome" (Apogeo Editore, 2017). Ha ricevuto premi per la narrativa e il giornalismo e partecipato al Forum di cultura femminile dell’Università di Padova.


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    21 min
  • Susy Galluzzo "Quello che non sai"
    Susy Galluzzo
    "Quello che non sai"
    Fazi Editore
    https://fazieditore.it/



    «Ho una figlia. Sei sorpresa, vero?
    Eri così contrariata dalla mia scelta
    di non avere figli per via della carriera.
    Dicevi che era una decisione di Aurelio, non mia.
    Già, sono madre anch’io. E tu sei nonna. Contenta?
    Si chiama Ilaria, ha tredici anni, compiuti a marzo.
    È la mia vita.

    E anche la mia morte».



    Cosa succede quando non si ha più voglia di essere una madre?
    Cosa può fare una donna stretta tra gli obblighi familiari e la sua vita di prima?

    Michela, detta Ella, ha passato gli ultimi anni a crescere la figlia Ilaria, dedicandosi a lei in ogni momento anche a scapito del suo lavoro di medico e del rapporto con il marito Aurelio. Ella conosce tutte le manie e le ansie di Ilaria, sa quanto è brava a tennis ma anche quanto le è difficile concentrarsi a scuola. Dopo un allenamento, Ilaria si distrae guardando il cellulare, ferma in mezzo alla strada, mentre una macchina avanza veloce verso di lei. Ella non fa niente per avvisarla: rimane immobile a osservare la figlia che, salva per un soffio, se ne accorge. In quell’istante, inevitabilmente, tra loro si rompe qualcosa. Ella così inizia a sfogarsi scrivendo un diario rivolto alla propria madre, morta quindici anni prima: pagina dopo pagina, racconta delle crepe che si allargano fino a incrinare in modo irreversibile i delicati equilibri familiari, si addentra nei propri ricordi per riportare a galla vecchi e nuovi conflitti, rimpianti e sensi di colpa, per trovare infine la forza di affrontare la verità e ricominciare. Viaggio negli equilibri precari di una famiglia all’apparenza perfetta, Quello che non sai è un romanzo sulla maternità e sul timore di non essere mai all’altezza. Attraverso la storia di un distacco necessario, narrata in un crescendo di sentimenti contrastanti, l’autrice inscena il fallimento personale della protagonista cambiando continuamente prospettiva in un gioco psicologico complesso e molto appassionante.
    Un libro intenso che affronta un tema tabù con grande abilità e coraggio meditando in maniera profonda sul lato oscuro che è in ognuno di noi e su quello che una donna non confesserebbe mai, neppure a se stessa.


    Susy Galluzzo è nata in Calabria ma vive a Roma da molti anni. È laureata in Giurisprudenza e svolge la professione di avvocato. Ha iniziato a scrivere questo libro dopo la scomparsa della madre.


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    20 min
  • Alessandra Luciano "Medical Humanities"
    Alessandra Luciano
    "Medical Humanities"
    La nuova frontiera delle spiritualità
    Mimesis Edizioni
    http://mimesisedizioni.it/


    Le Medical humanities sono una delle possibilità con cui provare a mettere una pezza nell’insanabile conflitto tra scienza e religione. Cercano infatti di dare un contributo nuovo alla professione medica, integrando scienze umane e sociali nella formazione e nella pratica. Qui in particolare si tenta di portare nel discorso la spiritualità che deriva dal buddismo, e più in generale una spiritualità “senza dio” fondata sulla compassione, che è un elemento centrale nella relazione di cura.


    Alessandra Luciano è dottore di ricerca in Scienze del linguaggio e della Comunicazione e collabora con il Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Comunicazione e con l’Osservatorio sul Pluralismo religioso dell’Università di Torino. Ha pubblicato Anime allo specchio. Le mirouer des simples ames di Marguerite Porete (2011), L’estasi della scrittura (2013), Islam des Lumieres (2019). Dal 2018 è docente dei corsi di Medical humanities presso il Provider ECM Alta Formazione Ospedale Civico di Settimo Torinese.



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    28 min
  • Rosa Ventrella "Benedetto sia il padre"
    Rosa Ventrella
    "Benedetto sia il padre"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Ai vecchi si perdona tutto, vero? E invece no, papà, io non ti perdono. Caccio indietro i sensi di colpa per non essere stata vicino a mia madre in tutti questi anni e lascio che si acquattino acidi nella gola. Sono certa che arriverà il giorno in cui sconterò anche questa, insieme alle altre colpe che mi sento addosso. Una su tutte, l’idea che mia figlia abbia vissuto quello che ha marchiato anche me, la mia infanzia incompiuta, la violenza riflessa. Come si salva un figlio dalle radici marce che ci sono cresciute tutt’intorno?
    Rosa Ventrella, "Benedetto sia il padre"


    Rosa è nata nel quartiere San Nicola, il più antico e malfamato di Bari, un affollarsi di case bianche solcate da vichi stretti che corrono verso il mare, un posto dove la violenza “ti veniva cucita addosso non appena venivi al mondo”. E a insegnarla a lei e ai suoi fratelli è stato il padre, soprannominato da tutti Faccia d’angelo per la finezza dei lineamenti, il portamento elegante e i denti bianchissimi; tanto quanto nera – “gniera gniera come un pozzo profondo” – aveva l’anima.

    Faccia d’angelo ha riversato sui figli e soprattutto sulla moglie – una donna orgogliosa ma fragilissima, consumata dall’amore e dal desiderio che la tenevano legata a lui – la sua furia cieca, l’altalena dei suoi umori, tutte le sue menzogne e tradimenti.

    Ma Rosa è convinta di essersi salvata: ha incontrato Marco, ha creduto di riconoscere in lui un profugo come lei, è fuggita a Roma con lui, ha persino storpiato il proprio nome. Oggi, però, mentre il suo matrimonio sta naufragando, riceve la telefonata più difficile, quella davanti alla quale non può più sottrarsi alla memoria. Ed è costretta ad affrontare il viaggio a ritroso, verso la sua terra e la sua adolescenza, alla ricerca delle radici dell’odio per il padre ma anche di quelle del desiderio, scoperto attraverso l’amicizia proibita con una prostituta e l’attrazione segreta per un uomo più grande. E, ancora, alla ricerca del coraggio per liberarsi finalmente da un’eredità oscura e difficilissima da estirpare.

    Rosa Ventrella ha scritto un romanzo coraggioso, animato dalla volontà di smascherare la violenza che affonda le sue radici, dure e nodose come quelle degli olivi, nella storia di tante famiglie. Ma, con la sua lingua capace di dolcezza e ferocia, ha saputo mettere in scena a ogni pagina l’istinto vitale, la capacità di perdonare e rinascere.





    Rosa Ventrella è nata a Bari ma vive da più di vent'anni a Cremona con marito e figli. Laureata in Storia contemporanea e specializzata in Storia delle donne, insegna Lettere, cura laboratori di scrittura creativa per ragazzi e adulti e collabora con "tuttolibri", il supplemento culturale della "Stampa". Dal suo romanzo Storia di una famiglia perbene (2018) la 11 Marzo Film ha tratto una serie tv che andrà presto in onda sulle reti Mediaset. Con Mondadori ha pubblicato nel 2019 La malalegna, a sua volta opzionato per una serie tv. I suoi romanzi sono tradotti in oltre 20 lingue e 30 paesi.



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    18 min
  • Marco Franzoso "Il grande libro della scrittura"
    Marco Franzoso
    "Il grande libro della scrittura"
    Manuale pratico, avventuroso e filosofico per scrivere qualsiasi storia
    Il Saggiatore
    https://www.ilsaggiatore.com/


    «Perché alcune storie di fantasia, ambientate in luoghi e tempi lontani dai nostri, vissute da personaggi a noi estranei – oltre che del tutto inesistenti – ci commuovono e ci turbano e possono cambiare le nostre esistenze, quando certi fatti orribili o struggenti, ma comunque reali, ci lasciano alle volte senza reazioni?»

    È questo l’interrogativo da cui prende avvio il viaggio di Marco Franzoso attorno agli arcani della scrittura: scrutando tra classici e opere amate con la curiosità del pioniere e la chiarezza del cartografo, in queste pagine Franzoso accompagna il lettore attraverso una distesa di parole allo stesso tempo nota e ignota, capace di sorprendere e di smarrire, di ammaliare e paralizzare. Il suo è un insolito manuale che passo dopo passo – procedendo dalla progettazione di una storia alla strutturazione di un soggetto, dall’ideazione di un motore narrativo alla costruzione di una trama, dalla stesura di un incipit alla scultura di un personaggio, dalla messa in scena di un’ambientazione allo sviluppo di un dialogo – ci fa scoprire dove nasce il fascino dei nostri romanzi preferiti e come possiamo avvicinarci alla scrittura con la stessa consapevolezza di un grande autore. Un cammino ricco di consigli tecnici e traboccante di passione, che ci porta a incrociare e rincrociare le strade di Fëdor Dostoevskij e Virginia Woolf, Leopold Bloom ed Elizabeth Bennet, Carlo Emilio Gadda e Daniele Del Giudice, aiutandoci a guardare ai loro passi da una prospettiva completamente nuova.

    Il grande libro della scrittura è un’opera che mentre ci offre una mappa per muoverci nelle nostre esplorazioni private ci parla del mistero della letteratura. Un invito a guardarci dentro, e a chiederci se sulla famosa isola deserta vorremmo davvero avere con noi il libro della nostra vita o piuttosto quello che potrebbe aiutarci a scriverlo.

    Marco Franzoso (1965) è autore di romanzi, racconti e testi teatrali. Tra le sue opere ricordiamo Tu non sai cos’è l’amore (Marsilio, 2006), Il bambino indaco (Einaudi, 2012), Gli invincibili (Einaudi, 2014), Mi piace camminare sui tetti (Rizzoli, 2016), L’innocente (Mondadori, 2018) e Le parole lo sanno (Mondadori, 2020).


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    32 min
  • Massimo Miro "Suite berlinese"
    Massimo Miro
    "Suite berlinese"
    Scritturapura
    http://www.scritturapura.it/



    Berlino Est anni ’80. Un uomo scruta dall’altra parte della strada la Lada della Volkpolizei appostata sul marciapiede davanti al suo laboratorio fotografico. Immagina che gli agenti abbiano già fatto irruzione in casa, due stanze modeste proprio lì, al primo piano. E sa perché. In quegli istanti rivede tutta la sua vita: il trasferimento all’Ovest con la madre quando era ancora un bambino, il liceo, la brillante carriera da fotografo, la storia d’amore con Gala, quei maledetti “esperimenti”, fino alla decisione di tornare all’Est. Poi quel cliente misterioso che qualche settimana prima si era presentato con un rullino da sviluppare. Solo sette scatti, identici: una panchina in un parco di betulle. Tutto è collegato. E lo ha portato – forse – a commettere un omicidio.


    booktrailer: https://www.youtube.com/watch?v=M7i-7KeI17Y

    Massimo Miro è stato finalista al Premio Italo Calvino 2001 con il romanzo Hanno sparato a John Lennon, per cui ha ricevuto anche il riconoscimento francese assegnato dall’Université de Savoie di Chambery. Nato a Milano nel 1967, vive e lavora a Torino. È musicista e compositore.



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    23 min
  • Elena Mearini "I passi di mia madre"
    Elena Mearini
    "I passi di mia madre"
    La ricerca di un amore mancato
    Morellini Editore
    https://www.morellinieditore.it/



    "Elena Mearini usa le parole per riempire il vuoto incolmabile di un’assenza, e dà spessore a una nuova voce."
    Simona Sparaco



    Agata è una editor quarantenne che vive nel quartiere cinese di Milano. Ossessionata dal vuoto e dalla mancanza, cerca di ovviare alle sue carenze emotive attraverso un rapporto morboso sia con il cibo che con Samuele, il classico “latin lover “ sfuggente con cui crea una relazione di sudditanza e dipendenza. In quest’uomo Agata rivede e rivive i comportamenti di una madre narcisista, innamorata di sé soltanto, scomparsa senza dare spiegazioni quando Agata era appena una ragazzina.
    Giunta all’età adulta, la donna deciderà di indagare sulla scomparsa della madre, pensando che il suo ritrovamento possa mettere fine al proprio vuoto. Agata, durante l’indagine, scrive una lunga lettera- romanzo alla madre, immaginando la sua vita dal giorno della scomparsa in poi, con l’intento di ricostruirne la storia e ritrovarla almeno nelle parole scritte. La realtà, riserverà invece una verità diversa, dura ma necessaria ad accettare ciò che ci appare insostenibile, il gesto di una madre che abbandona una figlia.

    Guarda qui il video di presentazione dell'autrice: https://youtu.be/NfZpWe5_IdE


    Elena Mearini vive a Milano ed è autrice e docente di scrittura creativa e poesia. Ha pubblicato una raccolta di poesia per Liberaria editore, Strategie dell’addio, e due per Marco Saya Editore, Per silenzio e voce e Separazioni. Nella narrativa ha esordito con 360 gradi di rabbia per Excelsior 1881, e poi ha pubblicato A testa in giù, Morellini Editore, Bianca da morire, per Cairo Editore, selezionato al Premio Campiello, ed È stato breve il nostro lungo viaggio, Cairo Editore, selezionato per lo Strega nel 2018 e finalista al Premio Scerbanenco. Nel 2019 ha pubblicato per Perrone Editore, Felice all’infinito. Nel 2020 ha curato l’antologia Tra Uomini e Dei per Morellini, ed è presente in diverse antologie di narrativa, tra cui Lettere alla madre (2018) e Lettere al padre (2019), sempre per Morellini, a cura di Anna di Cagno.



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