il posto delle parole

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  • Angelo Pittro "48orea"
    Angelo Pittro
    Direttore Italia Lonely Planet
    https://www.lonelyplanetitalia.it/48ore

    48 ORE A
    UNA FORMULA PER RICOMINCIARE A VIAGGIARE

    LE PRIME TAPPE DEL PROGETTO:
    GENOVA // ROMA // TARANTO // GORIZIA // CAPRI // TORINO // BOLOGNA


    Raccontare l’Italia attraverso le città, i borghi, le isole e invitare gli italiani a trascorrervi almeno
    48 ore mantenendo lo stesso sguardo, curioso e attento, che ci accompagna quando visitiamo una
    capitale straniera, cercando il solito e l’insolito, per scoprire cosa è cambiato, cosa c’è di nuovo e
    riscoprire un patrimonio eterno.
    È l’iniziativa che Lonely Planet ha inteso lanciare in questo particolare momento storico. Si tratta di
    un viaggio cominciato la scorsa estate attraversando le regioni, da nord a sud. Ora è il momento di
    città e di territori più circoscritti, di grandi metropoli, tra centri storici e quartieri poco celebrati, e di centri più piccoli ma dinamici, con l’obbiettivo di fornire nuovi spunti pe ricominciare viaggiare.
    In ognuna di queste tappe è stata data voce a chi ci vive. Appartenere a un certo posto significa
    conoscerne i suoi segreti: i vicoli stretti di un centro storico e le antiche botteghe, il panorama di una città ammirato da un battello anziché da una prospettiva più consueta, la creatività e il dinamismo dei quartieri periferici meno battuti dai viaggiatori.
    Lonely Planet 48 ore a.... è la formula che consente di realizzare una visita perfetta in soli due giorni, mettendo a punto, prima di partire, un itinerario dettagliato perché, se non si può vedere tutto non bisogna perdersi il meglio.
    Il progetto Lonely Planet 48 ore a… è una proposta di itinerari attraverso articoli, video, fotografie
    e diari di viaggio dei nostri autori su:
    lonelyplanetitalia.it/48orea


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    14 min
  • Margherita Canale "La stanza di Tartini"
    Margherita Canale
    "La stanza di Tartini"
    http://www.discovertartini.eu/


    Due archetti del suo violino, testimonianza tangibile dell'attenzione di Giuseppe Tartini alla
    tenuta del suono: un’innovazione progettata con lungimiranza, che aprirà la strada alle sonorità
    preromantiche. E ancora: manoscritti che testimoniano le rilevanti ricerche teoriche in ambito acustico, spartiti tramandati in edizioni a stampa settecentesche, lettere, cimeli, oggetti personali come la parrucca e persino la maschera mortuaria che ci riporta ai suoi ultimi istanti di vita terrena. Giuseppe Tartini, poliedrico genio dell’età dei Lumi, insigne violinista e compositore ma anche appassionato didatta, scienziato e sperimentatore di innovazioni tecnologiche sul violino e l’archetto, nei 250 anni + 1 dalla scomparsa (26 febbraio 1770) rivive attraverso il Museo allestito nel Conservatorio di Trieste che proprio a lui è intitolato. Il geniale violinista del “Trillo del diavolo” nasceva a Pirano d’Istria l’8 aprile 1692, e proprio oggi, 8 aprile 2021, apre La stanza di Tartini, uno spazio “fisico” e tangibile una sede museale permanente e interattiva che doveva essere inaugurata con le celebrazioni tartiniane 2020, sospese a seguito dell’irruzione pandemica. Un anno dopo il museo, in attesa di aprire alle visite in presenza negli spazi del Conservatorio Tartini a Trieste (via Ghega 12), si propone al pubblico di qualsiasi latitudine attraverso un percorso digitale accessibile a tutti, una vera e propria visita guidata, disponibile in un clic sul sito discovertartini.eu L’itinerario virtuale de “La stanza di Tartini, curato dai musicologi Margherita Canale e Paolo Da Col, è collegato in via digitale al polo di Pirano, dove si trova la casa natale del violinista, e ai progetti tartiniani di Padova, città in cui a lungo operò Tartini come Maestro di Cappella alla Basilica del Santo. Per accedere a La stanza di Tartini e proiettarsi nel microcosmo del grande violinista, alla (ri)scoperta delle sue musiche e degli oggetti che lo hanno
    accompagnato nel corso della vita, basterà cliccare dall’8 aprile sul link: https://www.discovertartini.eu/lastanzaditartini/
    I visitatori, attraverso immagini e panoramiche a 360 gradi, potranno individuare gli elementi interattivi della mostra che, di volta in volta cliccati, schiuderanno interventi video, letture, esecuzioni musicali.

    Si parte, idealmente, dai due archetti del violino di Giuseppe Tartini, che evidenziano l’interesse del
    compositore per il suono e i suoi studi per la modifica dell’archetto al fine di consentire una maggiore tenuta nell’esecuzione: le sue innovazioni verranno sviluppate dagli archettai francesi dell’Ottocento. E a proposito della montatura del violino (ponticello, cordiera e bottone, capotasto, nasetto dell’arco), scopriremo che Tartini si occupava di liuteria e commerciava anche in violini (cfr Epistolario Tartini) collaborando con il liutaio padovano Bagatella. Ma dove sono finiti i violini di Tartini? Alcune ipotesi possono essere fatte grazie al documento testamentario conservato a Pirano. Parte significativa sarà giocata dall’Epistolario di Giuseppe Tartini, “Lettere e documenti” (EUT 2020), che per la prima volta raccoglie oltre 200 lettere, per la maggior parte inedite, a cura del Conservatorio di Trieste: un fascio di luce sulla personalità artistica di Giuseppe Tartini ma anche sulla sua dimensione umana e quotidiana.
    Tartini aveva attenzione alla sua imagine, tanto che in una missiva a Padre Martini si lamentava per un suo ritratto, realizzato “a tradimento”, di nascosto … In mostra anche i due manoscritti autografi di opere teoriche di Tartini su questioni fisico acustiche: una bozza di alcune pagine del Trattato pubblicato nel 1767. Il Traité des Agreements rientra nella visita...
    16 min
  • Orsola De Castro "I vestiti che ami vivono a lungo"
    Orsola De Castro
    "I vestiti che ami vivono a lungo"
    Riaparare, riadattare e indossare i tuoi abiti è una scelta rivoluzionaria
    Corbaccio Editore
    https://www.corbaccio.it/


    «La moda non dev’essere spreco di risorse, ma tutela della bellezza. Un libro utile e interessante.»
    Rossella Migliaccio, autrice di Armocromia

    «Come ci insegna Orsola de Castro, comprare meno e meglio è uno dei gesti più impattanti che possiamo fare per il Pianeta, il conto in banca e la nostra serenità.» Donna Moderna

    Non abbiamo più spazio per i vestiti che acquistiamo compulsivamente? Siamo curiosi di sapere come possiamo fare la differenza nella battaglia sul cambiamento climatico? Partecipiamo alla rivoluzione di Orsola de Castro e impariamo a vestirci con abiti belli, a farli durare a lungo, in armonia con la nostra personalità e con il pianeta. Nei Vestiti che ami vivono a lungo, Orsola de Castro, stilista e fondatrice di Fashion Revolution, ci parla di moda, di estetica, di taglia-e-cuci, del piacere di vestirci costruendo al contempo una nostra identità. Ma il suo è anche un libro politico, scritto da una donna che per decenni ha operato nel fashion system, che da dentro ne ha potuto conoscere la volatilità, le contraddizioni, gli sprechi, addirittura i crimini, e che ha deciso di lavorare per trasformarlo radicalmente. E la sua forza sta nel farci capire che la vera politica incomincia da scelte individuali, da gesti quotidiani che appartengono al nostro vissuto collettivo, come prendere in mano un ago e un filo per riparare qualcosa che altrimenti siamo costretti a buttare. E scoprire che è un gesto non solo necessario, ma anche bello: perché rimanda a saperi perduti e capaci di rendere tutto ciò che è standardizzato e impersonale incredibilmente unico e simile a noi.

    Orsola de Castro è una leader, riconosciuta a livello internazionale, nel settore della moda sostenibile. Ha iniziato la sua carriera con From Somewhere, marchio upcycling pionieristico che ha lanciato nel 1997 e che è rimasto attivo fino al 2014, disegnando collezioni per Jigsaw, Speedo, Topshop. Nel 2006 è stata cofondatrice dell’iniziativa Estethica del British Fashion Council all'interno della London Fashion Week, che ha curato fino al 2014. Nel 2013 co-fonda Fashion Revolution, un movimento globale che si è diffuso in più di novanta paesi.
    Orsola è relatrice, mentore, e Visiting Fellow presso il Central Saint Martins alla London University of the Arts. I vestiti che ami vivono a lungo è il suo primo libro.



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    26 min
  • Raffaella Romagnolo "Di luce propria"
    Raffaella Romagnolo
    "Di luce propria"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    «Me. Scegli me.» In fila con gli altri, Antonio Casagrande sa che la sua preghiera muta non troverà ascolto. Scelgono sempre qualcun altro. È stato così per gli undici anni che ha trascorso al Pammatone, l’orfanotrofio genovese che lo ha accolto appena venuto al mondo, il 13 giugno 1855. E non c’è dubbio che sia per quella pupilla color perla. Chi vorrebbe un bambino difettoso? Invece un bel giorno succede. «Lui» indica l’omone grondante di pioggia che gli sta davanti. Gli serve un apprendista, poche storie.

    Nella bottega di Alessandro Pavia, Antonio impara quel che gli servirà a stare al mondo: la magia dell’alfabeto, la passionaccia per la politica, l’amore per la giustizia e soprattutto la nuovissima arte della fotografia. Misture alchemiche, carta albuminata e la luce, la cosa più importante. Il resto glielo spiega madama Carmen, tenutaria di bordello con il cuore spezzato e un gran talento per gli affari.

    Sono tempi decisivi, quelli, e anche Pavia ha una missione: la folle, visionaria impresa di ritrarre uno per uno i Mille che con Garibaldi fecero l’Italia. A Borgo di Dentro, un pugno di case sulle colline piemontesi, ne ha scovati addirittura quattro.

    Proprio lì, in un giorno di festa, Antonio scopre il suo potere: liberato dalla benda, potenziato dall’obiettivo della macchina fotografica, l’occhio cieco vede ciò che nessuno può vedere, il destino, l’ineluttabile. È un dono, forse. Secondo Antonio, una maledizione.

    Sullo sfondo, l’Italia è appena nata e l’orfano del Pammatone si fa uomo attraversando i momenti che trasformano un paese straccione e inconsapevole in una nazione. In mezzo a una folla in rivolta per il pane, Caterina, libera e coraggiosa, lo prende per mano e lo aiuta a capire, mentre le sue visioni si fanno sempre più caotiche e terribili. L’occhio cieco nel mirino, Antonio vede ciò che nessuno vorrebbe vedere, il fango delle trincee nello sguardo dei giovani che inneggiano alla guerra, la fine di chi amiamo. Feroce e implacabile, la morte non smette di sfidarlo. Finché Antonio Casagrande raccoglie la sfida.

    Con la sua immaginazione potente e una scrittura capace di accogliere il tumulto della realtà, Raffaella Romagnolo ci regala un romanzo civile e intimo al tempo stesso, che assorbe tutti i colori del mondo e ne restituisce la luce.


    Raffaella Romagnolo è nata a Casale Monferrato nel 1971 e vive sulle colline tra Piemonte e Liguria. Tra i suoi romanzi: La masnà (Piemme), Tutta questa vita (Piemme), Destino (Rizzoli). Con La figlia sbagliata (Frassinelli) è stata candidata al premio Strega nel 2016, mentre Respira con me (Pelledoca) è stato finalista al premio Strega Ragazze e Ragazzi 2020. I suoi libri sono tradotti in tedesco, francese, olandese, greco, ebraico, arabo e portoghese.



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    27 min
  • Marta Palazzesi "Caramelle dal cielo"
    Marta Palazzesi
    "Caramelle dal cielo"
    disegni di Giuseppe Palumbo
    Gallucci Editore
    https://www.galluccieditore.com/



    Antonio lavora al mercato nero e venderebbe il suo migliore amico per un tozzo di pane. Andrea, invece, per il suo migliore amico darebbe la vita, anche se si tratta di un cane: Guerrino, infatti, è l’unico ricordo che gli resta del nonno. Le loro strade si incrociano la notte del 12 agosto 1943, quando il suono della sirena d’allarme annuncia un’incursione aerea. Così, nonostante le differenze, i due ragazzi si ritrovano alleati per sfuggire alle bombe che cadono sulla città come grappoli di caramelle nere.

    «Ti ci porto io al Monumentale. Però voglio qualcosa in cambio. Non rischio la pelle per nulla, diamine» «Fammi indovinare» rispose Andrea «sei disposto a rischiarla per il mio orologio» «Esatto» Si sentì un lungo sospiro. «Era di mio nonno, ma è uno scambio equo. Ci sto» Nell’oscurità, i due ragazzi si strinsero la mano. Il patto era siglato.





    Marta Palazzesi
    "Agenzia MostroCasa"
    Quella strega della vicina!
    Gallucci Editore

    Immagina che nel tuo palazzo abiti una strega appassionata di party serali in giardino. E di avere per dirimpettaia una famiglia di licantropi che ulula alla Luna nel cuore della notte. L’unica soluzione è rivolgersi all’Agenzia MostroCasa, sperando che ti trovino una nuova dimora. O dei nuovi vicini…
    Quando tra la contessa Porro-Pollastri-Prina e i Mezzabarba scoppia la guerra, sarà proprio Nina a occuparsene con i suoi assistenti: il vampiro Fosco, l’orco Ogul e l’inseparabile labrador Salsa. E dovrà risolvere il problema in fretta, prima che l’Ispettore del C.U.C.U., il Centro Unico di Controllo Universale, decida di chiudere l’agenzia…

    «Fosse l’ultima cosa che faccio, caccerò di casa quella strega impertinente e riporterò la pace nel quartiere! Parola mia!»




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    16 min
  • Giuseppe Girimonti Greco "Fila dritto, gira in tondo" Emmanuel Venet
    Giuseppe Girimonti Greco
    "Fila dritto, gira in tondo"
    Emmanuel Venet
    Prehistorica Editore
    https://www.prehistoricaeditore.it/




    Checché ne dicano le zie, non ho mai sostenuto la necessità di mettere in piazza i panni sporchi e i segreti di famiglia durante i funerali; semplicemente auspico un maggior rigore nel rievocare le persone scomparse.

    Affetto dalla sindrome di Asperger – una forma di autismo –, l’uomo che qui si confessa ama la trasparenza, il gioco dello Scarabeo, la logica, gli incidenti aerei e Sophie Sylvestre, una compagna di liceo mai più rivista da trent’anni a questa parte. Fiero nemico del compromesso con cui di norma va a braccetto la socialità, soffre, ai funerali della nonna, nell’ascoltare l’officiante esagerare, quanto alle virtù della defunta. Parallelamente, sogna di vivere con Sophie Sylvestre un amore senza ombre né ipocrisie, e di scrivere un Trattato di criminologia domestica. Fortunatamente, ama anche la solitudine.

    Con stile raffinato e sorvegliatissimo, e non senza una sottilissima ironia, l’autore ci pone di fronte alla questione fondamentale. Come si costruisce una vita? è una successione di fatti e avvenimenti tangibili o un tessuto di interpretazioni, di illusioni più o meno coscienti e di riletture abusive?


    Emmanuel Venet è nato nel 1959 a Lione, dove esercita la doppia figura di scrittore e psichiatra. Dando prova di straordinaria varietà di ispirazione, che gli consente di spaziare dal saggio al poema, per arrivare al romanzo, pubblica opere letterarie dettate da una profonda riflessione sull'interiorità, in particolare sulle implicazioni psichiche e psicopatologiche della creatività. Ama insomma il pizzico della leggera follia e il tocco della vera Letteratura. In Francia è pubblicato dalle eleganti edizioni Verdier, Gallimard, Lettès e La Fosse aux ours. Ha ottenuto prestigiosi premi letterari, come il Prix de la Parlotte, il Prix Rhônes-Alpes e il Prix du Style.

    Come in questo caso del resto, Lorenza Di Lella lavora spesso in coppia con Giuseppe Girimonti Greco; insieme a lui ha dato voce a Vladimir Pozner, Julia Deck, Antoine Compagnon (Adelhi), Bernard Quiriny (L'Orma) e Julien Green (Nutrimenti). Con Il barone sanguinario di Pozner hanno vinto, nel 2012, il premio Procida. Tra gli autori da loro tradotti: Perrault, Proust, Toussaint, Tremblay, Boileau&Narcejac, Carrère, Salvaire, Reza, Simenon, Klossowski, Michon, Jauffret



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    36 min
  • Giovanna Pancheri "Rinascita Americana"
    Giovanna Pancheri
    "Rinascita Americana"
    La nazione di Donald Trump e la sfida di Joe Biden
    SEM Libri
    https://www.semlibri.com/


    Vita, libertà, ricerca della felicità. Quanto i diritti individuati dai Padri Fondatori trovano spazio nell’America di oggi? Cosa lascia Donald Trump in eredità a Joe Biden?

    Giovanna Pancheri, corrispondente dagli USA dal 2016 per Sky TG24, negli ultimi anni ha percorso la nazione in lungo e in largo realizzando preziose, toccanti e alle volte incredibili interviste di prima mano, da quella al leader del Ku Klux Klan, che sostiene l’irragionevole teoria della sostituzione etnica, al racconto di un giornalista di Tijuana dei narcotunnel scavati sotto al muro del confine. Testimonianze che spaziano dagli esclusivi dialoghi con politici di rilievo o figure ai vertici di Goldman Sachs fino alle reazioni dei cittadini alle ultime elezioni avvenute sotto emergenza sanitaria. Lei stessa ha contratto il Covid-19 e il racconto della sua vicenda personale si intreccia all’attento resoconto degli stravolgimenti arrecati dalla pandemia alla società americana.

    Una società che Giovanna Pancheri osserva con estrema lucidità, mentre assiste al diffondersi del movimento suprematista Alt-Right, all’incancrenirsi di sentimenti razzisti, alle reazioni d’orgoglio del movimento Black Lives Matter, a incontri tra famiglie divise dal muro sul confine tra Messico e Stati Uniti, al sorgere del movimento ambientalista che ha trovato in una ragazzina svedese la sua eroina, fino alla definitiva sconfitta di un Presidente che pur di mantenere il potere le ha provate tutte, creando un clima d’odio e sospetto persino sulla risposta della scienza al Coronavirus.

    Un libro inchiesta sugli Stati Uniti, “dove è nato il Quarto Potere, dove un tratto di inchiostro è stato in grado di far cadere governi, dove il giornalismo ha regalato al mondo figure leggendarie, e il confine tra fatti e opinioni è diventato sempre più evanescente”.


    Giovanna Pancheri è nata a Roma nel 1980. Giornalista e inviata di Sky TG24 dal 2005, è stata corrispondente da Bruxelles tra il 2009 e il 2016. Prima ha lavorato in Rai e nei settori stampa e comunicazione della World Trade Centers Association a New York, del World Heritage Centre dell’Unesco a Parigi e come policy officer all’European Youth Forum a Bruxelles. Dal settembre 2016 è corrispondente per il Nord America. Nel 2017 ha pubblicato Il buio su Parigi.



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    23 min
  • Antonio Di Gennaro "L'orgoglio del fallimento"
    Antonio Di Gennaro
    "L'orgoglio del fallimento"
    Emil Cioran
    Lettere ad Arsavir e Jeni Acterian
    traduzione: Magda Arhip, Laureto Rodoni
    Mimesis Edizioni
    http://mimesisedizioni.it/


    Agli inizi degli anni Trenta, a Bucarest, nel pieno del fermento culturale, politico e sociale che attraversa la capitale romena, un introverso e solitario Emil Cioran incontra per caso, presso la Biblioteca della Fondazione Carol, Ars¸avir Nazaret Acterian, giovane e brillante giornalista di origini armene, nonché autorevole membro della “generazione del ’27”. Grazie a lui entrerà in contatto con il gotha dell’Associazione Criterion, facendosi notare per le sue spiccate doti intellettuali e divenendo, ben presto, tra i leader indiscussi della “Giovane generazione”. Il presente volume raccoglie le numerose lettere inviate dal pensatore transilvano all’amico di una vita, Ars¸avir, e le poche, ma ugualmente intense e poetiche, indirizzate a Jeni, sorella minore di quest’ultimo. Attraverso la lettura di tali missive, verace testimonianza di amicizia autentica, è possibile seguire non solo il travagliato percorso esistenziale di Cioran sino all’esilio parigino, ma anche l’inquietudine spirituale di un’intera epoca, segnata dal nichilismo.

    Emil Cioran (1911-1995) rappresenta una delle voci filosofiche di maggior rilievo nell’ambito del “pensiero tragico” contemporaneo. Tra le sue opere: Al culmine della disperazione (1934), Lacrime e santi (1937), Sommario di decomposizione (1949), Sillogismi dell’amarezza (1952), La tentazione di esistere (1956), Storia e utopia (1960), La caduta nel tempo (1964), Il funesto demiurgo (1969), L’inconveniente di essere nati (1973), Squartamento (1979), Esercizi di ammirazione (1986), Confessioni e anatemi (1987). Fra le sue numerose opere pubblicate da Mimesis, Vacillamenti (2010) e Lettere al culmine della disperazione (1930-1934) (2013).

    Antonio Di Gennaro è uno studioso di Emil Cioran. I suoi studi si concentrano, in particolare, su testi inediti, interviste e carteggi. E' autore, tra le altre cose, del saggio Metafisica dell'addio: studi su Emil Cioran.


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    25 min
  • Roberto Celada Ballanti "Hans Küng"
    Roberto Celada Ballanti
    "Hans Küng"


    È morto il teologo svizzero Hans Küng. Lo studioso, noto internazionalmente soprattutto per le sue posizioni teologiche e morali spesso critiche verso la dottrina della Chiesa cattolica - rifiutava il dogma dell'infallibilità papale -, è morto oggi all'età di 93 anni nella sua casa di Tubinga, in Germania, come annunciato dalla Fondazione Weltethos da lui fondata. Gli svizzeri, che hanno insegnato a Tubinga dal 1960 al 1996, hanno svolto un ruolo chiave nella formazione della Chiesa cattolica e i libri del teologo sono diventati dei best seller. Negli ultimi 30 anni, ricorda Katholisch.de, Küng è stato particolarmente impegnato nel dialogo tra le religioni del mondo, in particolare nel "Global Ethic Project". Il teologo aveva pubblicato il libro "Project Global Ethic" nel 1990, basato sulla filosofia di Kant, e in esso ha perseguito la questione dei valori che uniscono tutte le persone e tutte le religioni. Küng ha ricevuto molti premi, tra cui oltre una dozzina di dottorati onorari.






    "La preghiera e il problema Dio"
    Hans Küng
    traduzione di Giovanni Moretto
    cura di Roberto Celada Ballanti
    Morcelliana Edizioni
    http://www.morcelliana.net/


    È dalla crisi della preghiera che Hans Küng parte in questo aureo testo. Una crisi esita, insieme, della secolarizzazione e delle domande inevase di giustizia di fronte al male e al dolore innocente. Ma proprio il continuo riproporsi di questi interrogativi è per Küng la condizione per scoprire il senso universalmente umano della preghiera: «La preghiera può trasformare l'uomo, ma l'uomo dovrebbe trasformarsi anche nella sua preghiera. La preghiera è qualcosa di vivente, può crescere, maturare, diventare matura. [...] Anche la preghiera deve diventare adulta, deve essere lo specchio, l'espressione dell'intera personalità. Da come uno prega si capisci che uomo egli è».


    Roberto Celada Ballanti è professore ordinario di Filosofia della religione e di Filosofia del dialogo interreligioso presso il Dipartimento di Antichità, filosofia e storia dell’Università di Genova. Tra i suoi lavori: Erudizione e teodicea. Saggio sulla concezione della storia di G.W. Leibniz (Liguori, 2004); Pensiero religioso liberale. Lineamenti, figure, prospettive (Morcelliana, 2009); Filosofia e religione. Studi su Karl Jaspers (Le Lettere, 2012); Religione, storia, libertà. Studi di filosofia della religione (Liguori, 2014); La parabola dei tre anelli. Migrazioni e metamorfosi di un racconto tra Oriente e Occidente (Storia e Letteratura, 2017).




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    31 min
  • Paolo Moderato, Francesca Pergolizzi "Mindfulness per bimbi"
    Paolo Moderato, Francesca Pergolizzi
    "Mindfulness per bimbi"
    (e per genitori)
    Consigli e attività per portare calma e consapevolezza nella tua famiglia
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/



    Oggi sempre più bambini sono ansiosi, insicuri, aggressivi. Devono stare al passo del mondo veloce in cui sono immersi, soprattutto del mondo digitale, con il risultato di essere sempre meno in contatto con se stessi e con l’ambiente circostante. Ciò influisce sulla loro capacità di rimanere attenti e concentrati a lungo, e sulla gestione di emozioni quali frustrazione, rabbia, ansia e paura.

    Una risorsa preziosa per affrontare lo stress a cui noi e i nostri figli siamo costantemente sottoposti è la pratica della mindfulness, come ci spiegano Paolo Moderato e Francesca Pergolizzi che da anni la studiano e la insegnano. Una pratica che si può spiegare e apprendere: basta trovare del tempo per noi e avere un po’ di costanza. Mindfulness per bimbi (e genitori) illustra alcune delle attività più semplici ed efficaci che genitori e figli possono svolgere, da soli o insieme, per rallentare il ritmo e nutrire calma e consapevolezza. Pratiche come l’abbraccio e l’ascolto consapevole, il respiro a stella, il gioco delle emozioni dentro le bolle, sono semplici esercizi che insegnano a stare in contatto con il proprio corpo, i propri pensieri e le proprie emozioni, e a gestire i momenti di difficoltà. Possono diventare routine salutari che aiutano la serenità e la concentrazione e possono essere adottate anche dagli insegnanti a cui è dedicato il capitolo finale.

    Acquisire una nuova consapevolezza di ciò che siamo qui e ora ci permetterà di dare valore alle piccole esperienze quotidiane e alle interazioni che ogni giorno si costruiscono all’interno della famiglia e della classe, trasformando la relazione tra noi e i nostri bimbi in un dono reciproco e preziosissimo.


    Paolo Moderato è ordinario di Psicologia presso l'Università IULM di Milano e presidente di CBT Italia, Società italiana di psicoterapia cognitiva comportamentale. Già presidente dell'European Association for Behavior and Cognitive Therapies, è direttore scientifico di varie Scuole di psicoterapia CBT, fondatore e presidente di IESCUM (Istituto europeo per lo studio del comportamento umano) e membro del Board di "Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva". Dirige la collana Pratiche Comportamentali e Cognitive per la FrancoAngeli. È autore di oltre 200 articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali.


    Francesca Pergolizzi è psicologa e psicoterapeuta. Dagli anni Ottanta conduce interventi di psicoterapia a favore di minori e adolescenti in difficoltà, e di famiglie che devono affrontare una genitorialità complessa. Si è particolarmente interessata alla gestione della relazione clinica con bambini piccoli, utilizzando il gioco secondo la prospettiva della Play Therapy Cognitivo Comportamentale (CBPT) e dell'Acceptance and Commitment Therapy (ACT), e al coinvolgimento dei genitori con percorsi di cossapevolezza. È docente e supervisore della Scuola quadriennale di Psicoterapia dello sviluppo e dell'adolescenza "Humanitas" di Milano, dell'Accademia di scienze comportamentali e cognitive di Parma e dell'ASCoC di Lamezia. È referente del gruppo speciale di ACT Italia (ACT for Kids & Teens). Ha pubblicato con Roberto Anchisi e Paolo Moderato Roots and Leaves: radici e sviluppi contestualisti in terapia comportamentale (FrancoAngeli 2017).



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    33 min

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