il posto delle parole

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  • Sabrina Caregnato "Il diavolo a rovescio"
    Sabrina Caregnato
    "Il diavolo a rovescio"
    LibriMania
    https://libromania.net/


    Abruzzo, 1572. Una nobile e antica casata, due fratelli, due destini: immutabili, prestabiliti da ferree leggi dinastiche. Un duplice crimine sconvolge il solco tracciato dalla volontà umana. Il giovane cadetto deve partire per Venezia dove per caso, o forse per fatalità, riscopre il piacere non soltanto dei sensi, ma anche e soprattutto della libertà e dell’autodeterminazione. E per un nobiluomo le opportunità non mancano. L’avventura si trasforma così in una sorta di viaggio iniziatico, attraverso i fasti e i lati oscuri della città più edonistica e pragmatica dell’Italia tardorinascimentale. In Abruzzo però gli eventi famigliari incalzano. Proprio quando l’incontro con una donna misteriosa e sensuale sta per trascinarlo in un irresistibile vortice, un imprevisto rimescola le carte in gioco…



    Sabrina Caregnato è mediatrice, specialista in gestione dei conflitti e dei rischi psicosociali sul lavoro, vive a Ginevra, in Svizzera. Ha pubblicato vari racconti e poesie su riviste letterarie.


    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    40 min
  • Maria Lodovica Gullino "Il bosco degli altri"
    Maria Lodovica Gullino
    WeTree
    https://www.wetree.it/


    Nasce a Torino il Bosco degli “altri” intitolato a Lia Varesio
    un progetto di Agroinnova e della Città di Torino con il sostegno di Iren e Università di Torino



    Al via la costituzione del bosco di weTree a Torino. Nascerà a Palazzo Nuovo, nell’area verde finora trascurata davanti alle aule, il Bosco degli “altri”, intitolato a Lia Varesio, per promuovere un nuovo equilibrio tra uomini e natura.
    La collaborazione tra Agroinnova, Centro di Competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale dell’Università di Torino, e la Città di Torino, grazie al sostegno di Iren e dell’Università di Torino, porterà a riqualificare uno spazio dell’Università all’interno del comprensorio di Palazzo Nuovo.
    La struttura, tra via Verdi e Corso San Maurizio, ospita la Scuola di Scienze Umanistiche e i relativi
    Dipartimenti. Lo spazio individuato per il bosco fa parte dell’area verde che caratterizza la facciata
    principale di Palazzo Nuovo e rappresenta l’ultimo step per la completa riqualificazione ‘green’
    della struttura.
    “Siamo davvero soddisfatte – dichiara Maria Lodovica Gullino, Direttore di Agroinnova, Vicerettore
    dell’Università e portavoce di weTree – in un momento così difficile per la nostra società. Il 2020 è
    stato l’Anno Internazionale della Salute delle Piante e questo progetto è il giusto lascito agli anni a
    venire. La collaborazione con Ilaria Capua e Ilaria Borletti Buitoni ha portato alla fondazione
    dell’Associazione weTree e all’immediata azione in alcune città italiane. Speriamo che il messaggio
    di weTree possa presto conquistare altri centri urbani importanti. Speriamo nascano tanti piccoli
    boschi in tutta Italia e che vengano mantenuti sani nel tempo. Il nostro paese è ricco di donne
    volenterose e all’avanguardia. La Pandemia ci ha insegnato sicuramente una cosa importante:
    ripartiamo dalle donne, dalla ricerca e dalla natura”.
    Il primo bosco a Torino verrà intitolato a Lia Varesio, grande donna torinese che ha passato la vita,
    tra mille difficoltà, a occuparsi degli “altri”, i più bisognosi. Già Cavaliere della Repubblica Italiana,
    fondò nel 1979 l’associazione Bartolomeo & C. che oggi ne porta avanti ideali e speranze.
    La riqualificazione, ad opera delle agronome paesaggiste Stefania Naretto e Chiara Otella, fondatrici dello studio LineeVerdi, stimolerà così una consapevolezza ambientale in prospettiva
    circolare, realizzando un’area verde intitolata a una donna che si è distinta con le sue attività per
    una società torinese migliore.
    “Per un professore non c’è soddisfazione più grande del veder crescere i propri studenti – afferma
    Elena Accati, già Professore Ordinario dell’Università di Torino e promotrice di weTree Torino –
    Vedere Stefania e Chiara oggi professioniste affermate mi fa davvero ben sperare per le nuove
    generazioni. Sembra ieri che partecipavano alla Scuola di Specializzazione in ‘Parchi e Giardini’
    della ormai ex Facoltà di Agraria. E, vedendo il progetto che hanno disegnato per weTree, sono
    certa che faranno ancora molta strada”.
    Il Comitato Promotore di weTree Torino è composto da: Giulia Anastasia Carluccio – Prorettrice
    dell’Università degli Studi di Torino; Patrizia Sandretto Re Rebaudengo – Presidente della
    Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Ambasciatore delle eccellenze torinesi nel mondo;
    Antonella Parigi – già Assessore alla Cultura della Regione Piemonte; Elena Accati – già Professore
    Ordinario dell’Università di Torino; Stefania Naretto e Chiara Otella – paesaggiste titolari di
    LineeVerdi.
    “Già a neanche venti giorni dal suo lancio il progetto weTree sta crescendo: sono certa – è il commento di Ilaria Borletti Buitoni, Presidente di weTree e Vicepresidente del Fondo...
    23 min
  • Bruna Bertolo "Donne e follia in Piemonte"
    Bruna Bertolo
    "Donne e follia in Piemonte"
    Storie e immagini di vite femminili rinchiuse nei manicomi
    Premessa di Alberto Sinigaglia
    SusaLibri
    https://www.susalibri.it/


    Un arco di tempo che va dalla seconda metà dell’800 agli anni che precedono l’entrata in vigore della cosiddetta “Legge Basaglia” nel 1978. Qui si collocano le tante storie personali di donne che conobbero la realtà del manicomio: una realtà dura, mortificante, spesso violenta. Bruna Bertolo inserisce queste storie personali in un percorso storico che evidenzia le trasformazioni della Società italiana, senza mai perdere di vista i cambiamenti che, a poco a poco, modificarono il modo della Scienza di avvicinarsi alla malattia mentale. Un volume appassionato, ricco di immagini, rispettoso verso il mondo femminile portato in scena e che si avvale del prezioso contributo dello psichiatra Pier Maria Furlan.





    Il ritorno

    Mi sono svegliata da un lungo sonno,
    fra le sbarre s'insinua
    un timido raggio di sole.
    Ritorno alla vita.
    La canapa stringe i polsi,
    ma l'anima è libera.
    Il sole di nuovo mi scalda.
    Grida, voci amiche, ritorno a sentire.
    Ritorno da un lungo viaggio,
    da un mondo di cupe paure,
    dal mondo della follia.
    La canapa stringe i polsi,
    ma sono finalmente libera.

    Lucia Saltarin




    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    22 min
  • Antonella Cavallo "Premio Spinelli a Twitteratura"
    Antonella Cavallo
    Associazione Culturale Twitteratura
    Vincitrice del Premio Spinelli


    #Ventotene. Comunità, cittadinanza e identità europea - il progetto realizzato nel 2018 da Associazione Culturale Twitteratura in collaborazione con ABCittà e Cooperativa Liberitutti e con il sostegno di Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo - ha ricevuto il “2019 Spinelli Prize for Outreach”.
    Il riconoscimento viene assegnato dalla Commissione Europea a iniziative che promuovono la conoscenza dell'Unione Europea come progetto di integrazione e i suoi valori, in particolare tra i giovani, e consiste in un premio del valore di 25.000 euro. La giuria, composta da esperti indipendenti, per questa edizione ha premiato 16 progetti tra 150 candidature ricevute.
    “Questo premio prestigioso - ha dichiarato Antonella Cavallo, presidentessa dell’Associazione Culturale Twitteratura - ci rende estremamente felici e orgogliosi e ci incoraggia a proseguire nel confronto costruttivo sull'identità europea e sulle sfide del nostro tempo, coinvolgendo in primo luogo le nuove generazioni e il mondo della scuola.“


    Le motivazioni del Premio
    Il progetto si è distinto per l’ampiezza e rilevanza dei temi trattati: “[coprendo] diversi ambiti
    delle politiche e dell’azione dell’UE, ha il potenziale per sviluppare una consapevolezza
    critica di ciò per cui l’UE si batte e per sfatare i miti populisti”. Altro punto di forza, la sua
    componente innovativa che ha permesso di raggiungere e coinvolgere i giovani, proponendo un’attività che è “facilmente accessibile, chiara e user-friendly (...) accattivante e adatta a cittadini giovani e non addetti ai lavori” e che “promuove la motivazione e l’attaccamento emotivo dei giovani studenti, incoraggiando la partecipazione nel processo democratico”. Inoltre, combinando l’attività online a una serie di iniziative offline, il progetto “genera un dibattito approfondito e contribuisce a mettere in luce la disinformazione sul funzionamento e sull’importanza delle istituzioni dell’Unione Europea”. Infine, realizzando l’evento finale sull’isola di Ventotene, ha offerto “l’opportunità di un’interazione in prima persona sui valori, sulle politiche e sui successi dell’UE, così come sui suoi difetti”. Ulteriore elemento premiante, “l’alto potenziale di replicabilità” a livello locale e internazionale, così come al di fuori dell’ambiente scolastico.
    A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, la cerimonia si è svolta interamente online,
    alla presenza della Direttrice Generale della DG Istruzione, gioventù, sport e cultura Themis Christophidou e con i saluti di apertura di Mariya Gabriel, Commissaria Europea per l'innovazione, la ricerca, la cultura, l'educazione e i giovani.
    “Siamo molto contenti che l’associazione Twletteratura abbia ottenuto questo importante riconoscimento a livello europeo – aggiunge Giandomenico Genta Presidente della Fondazione CRC – un’ulteriore conferma della capacità da parte dei soggetti del nostro territorio di creare innovazione. La nostra Fondazione ha fin dall’inizio creduto nella bontà della sperimentazione sostenendo il progetto Ventotene. Comunità, cittadinanza e identità europee nel corso del 2018”.


    Il progetto #Ventotene nasce dall’idea di aprire un percorso di cittadinanza attiva attorno al
    tema dell’Europa unita e dei valori che ne sono alla base. Combinando social reading
    (Associazione Culturale Twitteratura), costruzione di comunità (Cooperativa Liberitutti) e
    coinvolgimento diretto dei cittadini (ABCittà), il progetto ha aggregato una comunità che
    insieme si è confrontata sulla costruzione dell’identità europea e sulla rottura degli stereotipi
    a partire dalla lettura condivisa del Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli ed Ernesto
    Rossi.

    Con #Ventotene abbiamo voluto diffondere strumenti e risorse utili ad affrontare...
    13 min
  • Guido Cossard "I Santuari del Solstizio d'inverno"
    Guido Cossard
    "I Santuardi del solstizio d'inverno"
    Edizioni Pedrini
    https://www.edizionipedrini.it/


    Il mascherone di pietra veglia sul bastione del film degli Avengers. Il forte di Bard, nelle riprese del film Age of Ultron, rappresenta l’inespugnabile rifugio dei nemici degli Avengers: lo storico monumento valdostano ricopre nella trama della pellicola il ruolo di sede dell’organizzazione terroristica Hydra, acerrima avversaria degli eroi della Marvel. Col-locato nella nazione immaginaria di Sokovia, Bard è il quartier generale dei cattivi, preso d’assalto con successo dagli Avengers. Su di una parete rocciosa, collocata a ovest della rocca del forte, un inconsueto profilo sembra riprodurre una forma umana: un guerriero di pietra, dal grande volto litico, che sembra rivolgere il suo sguardo attento e severo pro-prio in direzione del forte di Bard. E' in questo contesto che le rilevazioni astroarcheologiche di Cossard diventano un punto di riferimento anche per approfondimenti successivi, estendendone la conoscenza archeologica odierna, all'a-spetto antropologico e quindi psicologico e fisiologico, collegandole all'habitat naturale. Questo per favorirne una decifrazione legata alla pianificazione della vita preistorica, associandola al sorgere del sole e al posizionamento dei pianeti, sino al solstizio d'inverno e d'estate. Le numerose coppelle, alcune con canaletta, il reticolato, le profonde inci-sioni e il loro posizionamento sulla nuda roccia, lo scivolo della fertilità accanto al masso erratico, indicano una serie di operazioni non avvenute a caso all'interno del sito, che si prospetta dunque come un santuario preistorico, e come straordinario punto di osservazione della volta celeste. Il manifesto simbolo solare, raffigurato sul punto più in altro che domina l'area rituale, che si conforma alla caratteristica geomorfologica del luogo creata dal ritiro del ghiacciaio Balteo 20.000 anni fa, si colloca in relazione all'analisi e al controllo che l'uomo primitivo, in questo caso il “sacerdo-te” poneva, con l'acquisizione di nozioni utili alla sopravvivenza stessa del gruppo o meglio del clan. Anche il cielo è stato trascritto dall'uomo del neolitico: lo indicano le costellazioni e l'Orsa Minore che si notano all'inizio delle rocce montonate, e anch'esse raccontano di una Civiltà perduta che ha lasciato evidenti simboli, tracce e testimonianze. Gui-do Cossard ha il merito di aver rimosso dall'oblio una parte della storia antica della Valle d'Aosta, che volutamente è definita “Civiltà perduta”, ma giuntaci con i suoi indelebili messaggi scolpiti su pietra e su roccia. Nel libro, testi e foto su Newgrange (Irlanda) i tumuli di Gavrinis e di Dissignac in Francia, i tumuli del Marocco ed i dolmen pugliesi. Per la parte valdostana, vengono presentati: Saint-Martin-de-Corléans, il dolmen del col d'Arla, la roccia forata di Donnas, il menhir del lago Coperto di Champorcher e a Lillianes il Plan des Sorcières (Piano delle streghe) che citati nel libro, ad ogni effetto propongono una piccola guida del mistero. Informazioni e prenotazione Briviodue cell. 3466286717 - (www.edizionipedrini.it)






    Note sull'autore Guido Cossard
    Dopo aver conseguito la laurea in Fisica, è designato all'appassionante ruolo di Presidente dell’Associazione di Ri-cerche e Studi di Archeoastronomia Valdostana.
    Attivo conferenziere, ha pubblicato numerosi testi tra cui "Codex 2027. Il cielo degli aztechi e la fine del mondo, Edi-zioni l'Età dell'Acquario (2020), Storia e riti di Capodanno", Rizzoli Editore (1999), "Cieli Perduti. Archeoastrono-mia: le stelle dei popoli antichi" Utet (2018), tradotto in "Firmamentos Perdidos" (Città del Messico, 2015) e sempre per la UTET ha collaborato all’Atlante dell’Universo (1998).
    In considerazione del...
    22 min
  • Stefano Bagnasco "Cronache di spogliatoio"
    Stefano Bagnasco, Giulio Incagli
    "Cronache di spogliatoio"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Tutto comincia all’interno dello spogliatoio, il luogo sacro e poetico nel quale nascono emozioni, amicizie, gioia, dolore, vittoria o sconfitta. Uno spogliatoio scalcinato, come tanti, di una squadra amatoriale di calcio, come tante. All’inizio della stagione l’obiettivo dell’US Montrione è uno solo: vincere il campionato di Promozione. Lo ha detto chiaro e tondo il Presidente, coi suoi modi un po’ grotteschi. Lo sa il capitano Federico, con la sua solita serenità, e lo sanno il genio e sregolatezza del 10, Filippo, così come la perseveranza ostinata del suo panchinaro, Marco. Lo sa Paolo, il bomber, con la sua glaciale freddezza sotto porta, ma anche la grinta rocciosa del centrale Yari. E lo sa pure il custode Mario, che cura l’erba del campo come fosse quella del suo giardino di casa. Ma soprattutto lo sa mister Silvio, per cui quei ragazzi che corrono inseguendo una palla in un campo da calcio sono più che una famiglia. Una stagione ambiziosa, difficile e lunghissima, da affrontare tutti insieme, come una vera squadra.

    Giulio Incagli e Stefano Bagnasco da anni raccontano il calcio professionistico e non solo attraverso gli occhi di due ragazzi innamorati delle storie vere che nascono ogni volta che la maglia è sporca di fango, le ginocchia sbucciate e i polmoni bruciano per la fatica.

    Un romanzo di squadra in cui le vicende all’interno del campo si intrecciano pagina dopo pagina con quelle fuori dal terreno di gioco.

    Perché il calcio è molto più che uno sport e, in fondo, il risultato non ha nessuna importanza.


    Stefano Bagnasco ha dedicato la sua vita al calcio. Dopo anni trascorsi nei dilettanti ha smesso di giocare, avendo lasciato sul campo un paio di legamenti e un pezzo di cuore. Ha fondato "Cronache di spogliatoio" per raccontare emozioni e segreti del luogo che custodisce la vera essenza del pallone.

    Giulio Incagli è un giornalista sportivo da sempre malato di calcio. Ha giocato nei campi di periferia fino a vent'anni e, dopo aver lavorato in radio, tv e carta stampata, ha deciso di ripartire da zero per sposare il progetto "Cronache di spogliatoio". Vuole girare il mondo raccontando storie nei luoghi in cui sono nate



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    14 min
  • Bruno Berni "La caduta del re" Johannes V. Jensen
    Bruno Berni
    "La caduta del re"
    Johannes V. Jensen
    Carbonio Editore
    https://carbonioeditore.it/



    Johannes V. Jensen (1873-1950) è stato uno scrittore, giornalista e poeta danese. Nato a Farsø, nello Jutland, studiò medicina all’Università di Copenaghen. Vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1944 “per la rara forza e fertilità della sua immaginazione poetica, dotata di una curiosità intellettuale e uno stile stupefacente per la sua originale freschezza”, è considerato tra i più grandi scrittori del XX secolo. Tra le sue opere ricordiamo Poesie (1906), Racconti dello Himmerland (1898-1910), Novelle esotiche (1907-17), il ciclo di romanzi Il lungo viaggio (1908-22) e Miti (1907-44).


    Scritto tra il 1900 e il 1901 ed eletto il miglior romanzo del Novecento danese, La caduta del re ripercorre le vicende di Mikkel Thøgersen sullo sfondo della Danimarca a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento. Studente svogliato e sognatore, Mikkel diventa mercenario, soldato, pellegrino e infine compagno di prigionia del re Cristiano II. La sua storia procede parallela a quella del sovrano assurto a simbolo del declino della corona di Danimarca: Cristiano II, il re indeciso che, secondo la leggenda, navigò per un’intera notte avanti e indietro tra lo Jutland e la Fionia, incapace di affrontare il destino.
    Un romanzo immortale che parla di armi e cavalieri, onore e dubbi, di cieli sconfinati, fiordi e brughiere, di passione, odio e gelosia, passando dalla crudeltà sanguinosa alla dolcezza estatica, con un tocco sorprendentemente moderno. Morte e amore, tragedia e idillio si avvicendano in un’opera maestosa e suggestiva, tradotta per la prima volta in italiano.

    Traduzione e introduzione di Bruno Berni


    Bruno Berni (Roma, 1959), traduttore e studioso di letterature nordiche, dal 1993 lavora nell’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma, dove è Primo ricercatore. Tra i premi ricevuti, il Premio Hans Christian Andersen (2004), il Premio danese per la traduzione (2009) e il Premio nazionale per la traduzione del ministero per i Beni e le Attività Culturali (2013). Per Carbonio ha tradotto Marie Grubbe (2019) di Jens Peter Jacobsen.




    IL POSTO DELLE PAROLE
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    34 min
  • Ludwig Monti "Qohelet e Gesù"
    Ludwig Monti
    "Qohelet e Gesù"
    Credere in altro modo
    San Paolo Edizioni
    https://www.edizionisanpaolo.it/

    Il piccolo libretto di Qohelet, “scandaloso” gioiello biblico, sembra scardinare tutte le nostre certezze e consegnarci a un pessimismo disperante. Che legame ci può essere tra questo libro della Bibbia e Gesù? A tale interrogativo vuole rispondere il presente volume. Partendo da un’intuizione fondamentale dei Padri della Chiesa – «il nostro Ecclesiaste è Cristo» –, l’autore ci propone una rinnovata lettura cristiana di Qohelet, intendendola più o meno così: l’uomo Gesù Cristo si è confrontato con le domande e i problemi lasciati aperti da Qohelet. Li ha affrontati, pensati, solo in parte risolti, anzi spesso li ha trasformati in nuove domande, ben sapendo che l’autore di questo libro si rivolgeva «a tutta la creazione e al mondo intero riguardo ad argomenti comuni a tutti». Un particolare cammino di lettura di Qohelet poco battuto ma, come ben dimostra Ludwig Monti in questo volume, capace di aprire sentieri inediti di riflessione in vista di una lettura cristiana, dunque umana, di Qohelet. E, di conseguenza, dell’esistenza tout court, perché tra i libri biblici Qohelet è tra quelli più moderni, o forse eterni, nel tratteggiare il mestiere di vivere.



    Ludwig Monti, nato a Forlì nel 1974, è monaco di Bose e biblista. Collabora, tra l’altro, alle riviste Parola, Spirito e Vita, Ricerche storico bibliche, Rivista Biblica, Rivista del Clero e Rivista Liturgica. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Una comunità alla fine della storia. Messia e messianismo a Qumran, Paideia, Brescia 2006; Le parole dure di Gesù, Qiqajon, Magnano 2012; I Salmi: preghiera e vita, Qiqajon, Magnano 2018; Gesù, uomo libero, Qiqajon, Magnano 2020; L’infinito viaggiare. Abramo e Ulisse, EDB, Bologna 2020 (con B. Salvarani). Con Edizioni San Paolo ha pubblicato: Le domande di Gesù (2019), volume più volte ristampato.



    IL POSTO DELLE PAROLE
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    https://ilpostodelleparole.it/
    27 min
  • Fabrizio Benedetti "Il cacciatore di ricordi"
    Fabrizio Benedetti
    "Il cacciatore di ricordi"
    Quattro casi gialli per un neuroscienziato
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    Fabrizio Benedetti, professore di Neurofisiologia all’Università di Torino, nel suo lavoro di medico e ricercatore esplora la mente e i ricordi delle persone. Un lavoro che per certi versi richiama quello di un detective: partendo dai dati a disposizione, infatti, si trova spesso a indagare in maniera empirica, per tentativi, la mente umana e i suoi inganni, i depistaggi, le false memorie.

    Questo libro raccoglie quattro casi clinici che, per la loro natura, sembrano veri e propri gialli. C’è la storia di Sonia, una donna affetta da demenza che con l’aggravarsi della sua condizione rivelerà un oscuro segreto del passato: si tratta della verità o soltanto di una falsa memoria causata dalla malattia? O, ancora, la storia di Magda, convinta di essere stata testimone di un tragico evento mentre si trovava sotto i ferri: è possibile che si tratti di un caso di anestesia cosciente? E, anche se fosse, la memoria di Magda è attendibile? Toccherà al medico vestire i panni dell’investigatore e scandagliare la mente e i ricordi dei pazienti alla ricerca di una possibile verità.

    Caso dopo caso, con grande competenza e una scrittura sempre avvincente, Fabrizio Benedetti ci prende per mano e ci accompagna lungo le vie sconfinate e nascoste della mente, lì dove si cela la natura dell’uomo con i suoi desideri e le sue emozioni. Un intreccio di neuroni che racconta davvero chi siamo: “Noi siamo il nostro cervello, i nostri ricordi, le nostre memorie. La nostra mente vive una realtà privata, soggettiva, a volte imperscrutabile. Non so cosa sia più complesso, l’universo o il cervello, ma sono sicuro che indagare l’uno significa comprendere anche l’altro. Ecco perché continuo ad andare a caccia di ricordi”.

    Una lettura sorprendente, alla scoperta dell’enigma che si cela nella mente di ognuno di noi.



    Fabrizio Benedetti è professore di Fisiologia umana e Neurofisiologia all'Università di Torino e dirige il Centro ipossia di Plateau Rosà. Tra i massimi esperti mondiali dell'effetto placebo, ha pubblicato per Oxford University Press Placebo Effects (vincitore nel 2009 del Medical Book Award della British Medical Association, pubblicato in Italia con il titolo L'effetto placebo. Breve viaggio tra mente e corpo, Carocci, seconda edizione 2018), The Patient's Brain (Il cervello del paziente, Giovanni Fioriti Editore, 2016) e, per Mondadori, La speranza è un farmaco (2018), vincitore del premio Zanibelli - Leggi in salute 2019.


    https://ilpostodelleparole.it/fabrizio-benedetti/fabrizio-benedetti-la-speranza-un-farmaco/


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    https://ilpostodelleparole.it/
    21 min
  • Luciano Pignataro "Il metodo Cilento"
    Luciano Pignataro, Giancarlo Vecchio
    "Il metodo Cilento"
    I cinque segreti dei centenari
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Acciaroli, Pioppi, Vallo della Lucania: in queste piccole località esposte al sole cilentano si vive più a lungo che in qualsiasi altro posto del mondo. E il perché è da anni un giallo con mille indizi, indizi su cui si sono costruite mille ipotesi. Ci sono indizi alimentari, la famosa Dieta Mediterranea scoperta da un’équipe di medici americani più di sessant’anni fa, e ci sono indizi sociali, storici, antropologici.

    Nel Metodo Cilento Luciano Pignataro, enogastronomo e cilentano doc, avvalendosi del supporto scientifico dell’oncologo di fama internazionale Giancarlo Vecchio, approfondisce i perché di questa longevità così sistematica e sorprendente e delinea un modello per una vita non solo lunga, ma soprattutto felice. Attingendo alla saggezza dei contadini, alle usanze e alle tradizioni del territorio, e in particolare alla Dieta Mediterranea che proprio in Cilento ha origine, Pignataro e Vecchio offrono un vademecum da applicare alla vita quotidiana, con consigli sull’alimentazione e sullo stile di vita. Si tratta di abitudini non impegnative, come prediligere verdure e cereali, scegliere prodotti freschi e di stagione, camminare invece di prendere l’auto, impegnarsi per tenere viva una rete di relazioni sociali che non siano ristrette al solo ambito lavorativo. Significa prendersi il tempo per ascoltare gli altri, anche quando ci raccontano cose che riteniamo inutili: in Cilento il tempo si trova sempre – per lavorare, per meravigliarsi della natura, per scambiare quattro chiacchiere con un amico.

    Tanti consigli pratici per disconnetterci da un’esistenza frenetica, dai social network, dalle ansie che affannano le nostre giornate, e riscoprire il valore della lentezza e della slow life. E vivere felici, a lungo.

    Luciano Pignataro è Ambasciatore della Dieta Mediterranea. Laureato in filosofia, giornalista professionista, lavora sull'enogastronomia e sui temi dell'agricoltura sostenibile dal 1986 scrivendo per "Il Mattino" e per numerose riviste specializzate. Ha pubblicato libri sulla cucina napoletana, sulla storia della pizza e sul vino e ha collaborato per 18 anni con le principali guide enogastronomiche italiane. Dal 2004 cura uno dei siti più cliccati del settore, www.lucianopignataro.it. Nel 2008 ha vinto il premio Veronelli come miglior giornalista italiano. Di origini cilentane, ogni volta che può si rifugia nell'antica casa di famiglia alle falde del monte Gelbison.

    Giancarlo Vecchio, recentemente scomparso, di origine cilentana, è stato professore emerito dell'università Federico II di Napoli. Dopo aver ricoperto, nel 1975, la cattedra di Virologia Oncologica, dal 1985 è stato professore ordinario di Oncologia, disciplina alla quale ha dedicato la maggior parte della sua attività scientifica, e direttore, dal 1994 al 2000, del Dipartimento di Biologia e Patologia Cellulare e Molecolare; dal 1981, della Scuola di Specializzazione in Oncologia. Accademico dei Lincei sin dal 1995, Giancarlo Vecchio è stato uno scienziato di altissimo livello e ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali per la sua attività. I risultati ottenuti dal professor Vecchio e dal suo gruppo di ricerca nel campo dell'Oncologia e dell'Endocrinologia sono stati pubblicati su prestigiose riviste, quali "Nature", "Science" e "Cell".


    IL POSTO DELLE PAROLE
    ascoltare fa pensare
    https://ilpostodelleparole.it/
    26 min

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