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  • Alessandro Rivali "La terra di Caino"
    Alessandro Rivali
    "La terra di Caino"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Questo libro fortemente organico, che segna la piena, raggiunta maturità di un poeta, si impone per l’identità forte della sua struttura e per le articolazioni di una narrazione lirica condotta attorno all’emblematica figura di un protagonista, volutamente anche troppo umano, pur cangiante nel suo apparire, e proposto con il nome di Caino. Un nome che rivela la forte nostalgia di un paradiso perduto, nell’apparizione dei «molti colori del male» che segnano il nostro essere nel mondo, dunque nella storia e nei luoghi, nelle diverse generazioni e civiltà e nella memoria. Alessandro Rivali compie in questi suoi versi un viaggio apertissimo e inquieto, e ne dà uno splendido resoconto d’impronta lirica, ma che spesso si avvicina, anche per i toni, a un vero e proprio disegno epico. Eccoci allora, per non citare che qualche episodio, dai Sumeri e Gilgamesh ai congelati del Don nel ’42, con esempi di violenza e guerra, ma non di meno con il manifestarsi delle opere di grandi artisti come Leonardo Bistolfi, Arturo Martini, Marc Chagall o Miró, ma anche di Ezra Pound, orrendamente ingabbiato nel ’45, eppure capace di splendidi versi dei Cantos. Tra i molti luoghi in cui il viaggio poetico si svolge, domina peraltro Genova, città natale dell’autore, con il popolo di morti del cimitero di Staglieno. Ma il dolore non esclude affatto l’amore, la ricerca di un volto paterno totale, il riparo della tenerezza, così come l’aprirsi in momenti nei quali si manifesta improvviso un realismo dai vivi contorni marcati. Alessandro Rivali realizza una poesia nella quale si impone la potenza delle immagini guidate dal pensiero, nella continuità di una insolita e densissima energia espressiva, che nelle terzine del testo finale, dedicato al commovente monumento funebre di Margherita di Brabante di Giovanni Pisano, trova un sensibilissimo, delicato compimento esemplare.


    Alessandro Rivali è nato a Genova nel 1977. I suoi libri di poesie sono La riviera del sangue (Mimesis 2005) e La caduta di Bisanzio (Jaca Book 2010). Ha pubblicato i libri intervista Giampiero Neri. Un maestro in ombra (Jaca Book 2010) e Ritorno ai classici. Una conversazione con Giampiero Neri (Ares 2020). Ha curato le lettere inedite di Eugenio Corti dal fronte russo (Io ritornerò, Ares 2015). Ho cercato di scrivere Paradiso (Mondadori 2018) raccoglie le conversazioni con Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound.



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    22 min
  • Serena Ballista "Mimosa in fuga"
    Serena Ballista
    "Mimosa in fuga"
    illustrazioni di Paola Formica
    Carthusia Edizioni
    https://www.carthusiaedizioni.it/


    C'è un nuovo e attesissimo albo illustrato nella collana "Indispensabili": Mimosa in fuga!
    La storia di Mimì, piccolo rametto di mimosa che non vuole più essere un regalo, nasce dalla penna di Serena Ballista ed è una preziosa dedica alla Giornata internazionale della donna e al suo simbolo.
    Il libro, illustrato da Paola Formica e realizzato in collaborazione con UDI - Unione Donne in Italia,
    contiene anche un'intervista di Vittoria Tola alla centenaria Marisa Rodano, l'inventrice della mimosa.


    La mattina di un 8 marzo Mimì decide di scappare: perché è stanca di essere trattata come un regalo e vorrebbe invece essere un simbolo, il simbolo fondamentale della storia del femminismo e delle conquiste delle donne.
    Un incontro inaspettato permetterà a Mimì di realizzare il proprio desiderio e di consegnare il suo messaggio più importante a una bambina: lottare per se stesse e per quello in cui si crede.


    Serena Ballista è nata nel 1985 e vive a Modena col suo compagno di sempre e marito, Luca, una bambina, un cane e due gatti. Appassionata da sempre di cultura e politica di genere, lavora nell'associazionismo femminile con attibità di studio.



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    21 min
  • Marcello Veneziani "Dante. Nostro padre"
    Marcello Veneziani
    "Dante. Nostro padre"
    Il pensatore visionario che fondò l'Italia



    Un’antologia critica curata da Marcello Veneziani raccoglie per la prima volta le migliori pagine in prosa di Dante Alighieri in vista del settimo centenario della sua morte.

    Per comprendere il senso vero e profondo del pensiero di Dante, nell’ampio saggio introduttivo Veneziani ne analizza la personalità, lo spirito polemico e visionario, la complessa concezione teologica, filosofica e politica. Segue l’ampia antologia scandita da cinque temi: Amore, Sapienza, Lingua, Politica e MadreTerra. Sono le stesse parole del Poeta, a partire dai pensieri giovanili di Vita Nova a rivelarci la sua concezione dell’A- more e la sua venerazione per Beatrice. Verrà poi il tempo della dottrina e della saggezza con i pensieri raccolti nel Convivio, frutto della maturità, la scoperta della lingua volgare e il suo rapporto con i dialetti attraverso le pagine del De Vulgari Eloquentia mentre con il trattato De Monarchia Dante rivela la sua visione personale del rapporto tra fede e politica, tra il regno di Dio e quello dell’uomo. E ancora, con Quaestio de Aqua et terra il Poeta si spingerà fino all’Empireo per concepire una cosmogonia dove ogni cosa diventa “lumen gloriae” e simbolo di fede.

    Veneziani esplora i testi meno conosciuti e le interpretazioni più oscure del pensatore celeste scortato da compagni di strada come Boccaccio, Bruni, Vico, Leopardi, Rossetti, Byron, Gentile, Croce, Pound, Eliot, Guénon, Evola, Valli, Gilson, Papini, Borges, Noventa, Del Noce, Morghen e Quadrelli per delineare il ritratto di un uomo critico del suo presente ma già proiettato verso un futuro che si realizzerà solo nell’Italia risorgimentale. Nell’incertezza del tempo in cui siamo chiamati a vivere, come un padre affettuoso Dante ci rassicura ricordandoci che fede e ardore, sogno e delusione, serenità e angoscia appartengono a ogni tempo perché fanno parte della condizione umana e dell’eterno ritorno di tutte le cose. “Dante, nostro padre” ci svela cosa si nasconde dentro e dietro “’l velame de li versi strani” con un viaggio necessario per ritrovare l’impronta del Poeta nella nascita e nello sviluppo della nostra civiltà.

    Marcello Veneziani è nato a Bisceglie e vive tra Roma e Talamone. Autore di saggi di filosofia, cultura politica e storia delle idee, tra cui: Amor fati, Anima e corpo, Sud, Vivere non basta, Dio patria e famiglia (Mondadori); Comunitari o liberal, Di padre in figlio (Laterza); Alla luce del mito, Nostalgia degli dei (Marsilio). Ha dedicato libri alla rivoluzione conservatrice e alla cultura della destra, diretto e fondato riviste settimanali e scritto per diversi quotidiani. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Pax Dantis. Attualmente è editorialista de «La Verità» e di «Panorama». Ha curato recentemen- te l’introduzione a Genesi e struttura della società del filosofo Giovanni Gentile (Vallecchi).


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    28 min
  • Roberto Mussapi "I nomi e le voci"
    Roberto Mussapi
    "I nomi e le voci"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Il mito e le figure che lo esprimono in diverse epoche e culture, dal mondo greco alla tragedia shakespeariana, dal tardo Medioevo di François Villon a suggestioni di un altro grande come W.B. Yeats: è vastissimo il campo in cui si muove la voce poetante di Roberto Mussapi, dalla scena teatrale alla pagina della poesia. In questa nuova opera Mussapi conferma una propria idea, in utile e necessaria controtendenza, della poesia d’oggi, che considera un momento verticale, alto, della voce, opposto alle forme di frammentismo o minimalismo che negli ultimi decenni hanno dominato. In questo ampio disegno trovano rinnovata presenza figure provenienti appunto da culture ed epoche diverse, convocate per riaccendere l’ascolto e la lettura come fossero personaggi di nuove, grandi avventure poetiche. Mussapi le propone al lettore nella coraggiosa sfida della sua coinvolgente pronuncia, sempre di largo respiro narrativo, che va da componimenti ampi a soluzioni di più breve strappo di lirica tensione. Ed eccoci allora passare da Otello alle notti arabe, dal tuffatore di Paestum a Plinio che assiste all’eruzione del Vesuvio, ma con un’importante e coerente presenza anche dell’oggi in ampi monologhi come La Grotta Azzurra o Lezioni elementari, dove appaiono gli oggetti, i suoni o gli ambienti e le memorie che ci accompagnano. Un panorama insieme soggettivo e aperto, vissuto sui libri e nella viva esperienza, un emozionante concerto di voci eterogenee composto nell’energia attiva di uno stile unico.







    Roberto Mussapi, nato a Cuneo nel 1952, vive a Milano. È autore di teatro, ha pubblicato saggi e traduzioni di autori classici e contemporanei e numerose raccolte di poesia: La gravità del cielo (1984), Luce frontale (1987), Gita meridiana (1990), Racconto di Natale (1995), La polvere e il fuoco (1997), Antartide (2000), Il racconto del cavallo azzurro (2000), Lo stregone del fuoco e della neve (2001), Accanto al fiume oscuro (2005), La stoffa dell'ombra e delle cose (2007), L'incoronazione degli uccelli nel giardino (2010), La veneziana (2010), Frammenti dall'esistenza di Maria (2012), tutte riunite nel volume complessivo Le Poesie (2014)


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    22 min
  • Maria Grazia Calandrone "Splendi come vita"
    Maria Grazia Calandrone
    "Splendi come vita"
    Ponte alle Grazie
    https://www.ponteallegrazie.it/


    Storia del tormentato amore fra una madre adottiva e sua figlia.


    Splendi come vita fa quello che fa la letteratura alla sua massima potenza: ridà vita a ciò che non c'è più, illuminando di riflesso la vita del lettore. Ma lasciamo che a parlarne sia l'autrice.

    «Splendi come vita è una lettera d’amore alla madre adottiva. È il racconto di una incolpevole caduta nel Disamore, dunque di una cacciata, di un paradiso perduto. Non è la storia di un disamore, ma la storia di una perdita. Chi scrive è una bambina adottata, che ama immensamente la propria madre. Poi c’è una ferita primaria e la madre non crede più all’amore della figlia. Frattura su frattura, equivoco su equivoco, si arriva a una distanza siderale fra le due, a un quotidiano dolore, a un quotidiano rifiuto, fino alla catarsi delle ultime pagine. Chi scrive rivede oggi la madre con gli occhi di una donna adulta, non più solo come la propria madre, ma come una donna a sua volta adulta, con la sua storia e i suoi propri dolori e gioie. Quando si smette di vedere la propria madre esclusivamente come la propria madre, la si può finalmente “vedere” come essere separato, autonomo e, per ciò, tanto più amabile».
    Maria Grazia Calandrone


    Maria Grazia Calandrone è poetessa, scrittrice, giornalista, drammaturga, autrice e conduttrice radiofonica per Rai Radio 3 e regista per CorriereTV. Ha vinto i premi Montale, Pasolini, Trivio, Europa, Dessì e Napoli per la poesia, Bo-Descalzo per la critica letteraria. Fra i suoi ultimi libri, Serie fossile (Crocetti,2015), Gli scomparsi. Storie da «Chi l’ha visto?» (Pordenonelegge, 2016), Il bene morale (Crocetti, 2017), Giardino della gioia (Mondadori,2019). Porta in scena il videoconcerto Corpo reale. Ha curato la rubrica di inediti «Cantiere Poesia» per Poesia (Crocetti). Suoi libri e sillogi sono tradotti in molte lingue. Tiene laboratori di poesia in scuole pubbliche, carceri, DSM. Il suo sito è www.mariagraziacalandrone.it.





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    19 min
  • Livio Berardo "Ceretto 5 gennaio 1944"
    Livio Berardo
    "Ceretto 5 gennaio 1944"
    Cronaca di un eccido
    immagine di copertina di Araldo Cavallera
    Fusta Editore
    https://fustaeditore.it/shop/


    Se l’edizione originaria di questo libro raccontava attraverso le testimonianze dei sopravvissuti come era avvenuto, il presente rifacimento, sulla scorta di documenti tedeschi e carte processuali, risponde alle domande: chi ne furono gli autori? quale “logica” li guidava? perché nel dopoguerra i parenti delle vittime non ebbero giustizia?
    A metà dicembre del 1943, per stroncare la crescente formazione di bande di resistenti nelle valli cuneesi, il Comando tedesco 1020 programmava “dieci azioni di guerra”. Le realizzava fra il 29 (Frabosa Sottana) e il 12-13 gennaio 1944 (Valgrana), quindi ne valutava positivamente il risultato: 242 “nemici” uccisi, 300 case bruciate o distrutte. Si trattava di dieci eccidi (contando una volta sola i raid compiuti dalla medesima formazione nello stesso ciclo di rastrellamenti in più comuni confinanti).
    Uno dei più efferati, perché non rispondeva alla presenza di basi partigiane, tutt’al più a quella di un gruppo di sbandati, non riconosciuto da alcun Comitato di liberazione, fu quello di Ceretto, in cui vennero trucidati nelle loro case o al lavoro nei campi 27 civili. Era il 10% degli abitanti della frazione posta a cavallo fra Busca e Costigliole, il 20% della popolazione maschile in età lavorativa, un colpo esiziale per una comunità contadina che ha impiegato anni per uscire dal dolore delle perdite umane e dalla miseria provocata dal rogo delle abitazioni, degli attrezzi.
    Il confronto fra i documenti conservati negli archivi comunali con quelli ricavabili dal Bundesarchiv di Friburgo e Coblenza e con gli Atti del processo contro Corrado Falletti e altri (Corte d’assise straordinaria di Genova) consentono di individuare le unità tedesche che condussero l’azione, come pure i corpi o squadre di fascisti della Repubblica sociale che vi diedero un rilevante contributo.


    Livio Berardo, storico e già presidente dell'Istituto storico della Resistenza di Cuneo.



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    23 min
  • Laura Calosso "Ma la sabbia non ritorna"
    Laura Calosso
    "Ma la sabbia non ritorna"
    SEM Libri
    https://www.semlibri.com/

    Elena ha da sempre un rapporto traumatico con il padre, ar-ricchitosi negli anni Sessanta estraendo sabbia da una cava e distruggendo le dune che proteggevano il litorale dalle ma-reggiate. Giovanissima, decide di scappare lontano da una famiglia che non la ama e su cui incombe la misteriosa morte del fratellino.

    La vita la porta a viaggiare per il mondo lavorando come giornalista freelance a vari reportage. L’ultimo riguarda le “mafie della sabbia”, organizzazioni criminali che rubano la preziosa materia prima a tutte le latitudini per venderla dove è più richiesta, ovvero nelle nuove megalopoli o nelle popolose aree costiere in cui speculatori privi di scrupoli costruiscono isole artificiali e grattacieli. Studiando questi traffici illeciti e il loro catastrofico impatto ambientale, Elena scopre la verità su alcuni fatti avvenuti nella sua infanzia…
    Lungo il romanzo corre parallelamente una tormentata storia d’amore. Per colmare il proprio bisogno di affetto la protago-nista ha una relazione con un uomo che tende a idealizzare, pur vedendone i limiti. Di che cosa ha bisogno veramente? Forse solo arrivando a una resa dei conti con il proprio passa-to riuscirà a trovare una risposta.
    Laura Calosso si conferma con questo romanzo un’autrice capace di intrecciare in modo innovativo narrativa e inchiesta giornalistica.


    Laura Calosso è nata ad Asti. Giornalista, ha studiato Scienze politiche e Letteratura tedesca. Ha esordito nel 2011 con il romanzo A ogni costo, l’amore (Mondadori). Con SEM ha pubblicato nel 2017 La stoffa delle donne, che Report, la trasmissione d’inchiesta di Rai3, ha utilizzato per il reportage Pulp Fashion. Sempre con SEM ha pubblicato Due fiocchi di neve uguali, romanzo sul fenomeno hikikomori.


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    20 min
  • Roberto Deidier "All'altro capo"
    Roberto Deidier
    "All'altro capo"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Nella limpida eleganza della sua pronuncia, Roberto Deidier compie un libero, articolatissimo viaggio poetico dove non cessano mai di intrecciarsi l’emozione dell’esserci e la meditazione lirica. Ci offre così una fitta serie di situazioni e immagini, di presenze spesso evocate da un passato cangiante, in «una trama senza tempo», nella sottigliezza del dettaglio dipinto con mano sicura. Ecco allora le scene e le stanze, felici o desolate, dell’amore e della quotidianità, l’emergere del paesaggio naturale o delle città nel variare delle stagioni e degli anni, il vivo desiderio di affondare nel tempo verso il senso remoto eppure imprescindibile delle origini. Appaiono così, nella raffinata petite musique di queste pagine, episodi e personaggi, come in Atelier Valadon, dove la protagonista si racconta da un mondo ormai per noi antico, nella concretezza e nelle suggestive sospensioni della sua vita. Altre figure dell’arte, del mito o della storia si affacciano nei diversi capitoli di All’altro capo, come Caravaggio o Bacon, come la poetessa rumena Nina Cassian, o Tiberio nella Grotta Azzurra, Medea, e «i sogni di Marco Polo nei deserti». Figure che giungono a opporsi, nella loro evidenza immutata, a un nulla, pur visto talora dal poeta come una «carezza inattesa» a cui rivolgersi nelle frecciate del dolore. Roberto Deidier si conferma, sette anni dopo Solstizio, un poeta colto che sa muovere in sobria elegia il suo canto. Un’elegia per frammenti e formelle, con frequenti transizioni da una delicata trasparenza di accenti a movimenti narrativi in cui la sua voce si ispessisce e si impenna. E qui il suo tono si fa più inquieto, ma sempre conservando l’impeccabile misura di chi sa dare alla parola e al verso il valore di uno scavo in profondo, nella complessità sempre aperta del pensiero e dell’esperienza.


    Roberto Deidier, nato a Roma nel 1965, ha pubblicato Il passo del giorno (1995, premio Mondello opera prima), Libro naturale (1999) - confluiti in Una stagione continua (peQuod 2002) -, Il primo orizzonte (San Marco dei Giustiniani 2002), Solstizio (Mondadori 2014, premi Brancati Zafferana, Frascati, L'Aquila-Laudomia Bonanni). Del 2011 è il quaderno di traduzioni Gabbie per nuvole (Empirìa). Per Mondadori ha curato le poesie di Dario Bellezza (2015) e il Meridiano di Sandro Penna (2017); per la stessa collana ha tradotto John Keats (2019).



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    23 min
  • Francesco Delzio "Liberare Roma"
    Francesco Delzio
    "Liberare Roma"
    Come ricostruire il "sogno" della Città Eterna
    Rubbettino Editore
    https://store.rubbettinoeditore.it/


    "Oggi Roma è prigioniera. Prigioniera della cattiva politica e della pessima amministrazione, che l'hanno abbandonata a un declino (apparentemente) inesorabile. Prigioniera dello stesso ruolo di Capitale, senza lo status e i finanziamenti delle altre Capitali europee. Prigioniera dell'inerzia della sua classe dirigente economica, sociale e culturale che, per convenienza o pavidità, ha scelto di disinteressarsi del bene comune. Prigioniera - soprattutto - di un sistema di rendite unico a livello globale che rassicura e stordisce i romani, ne raffredda gli animal spirits e blocca gli ascensori sociali. Per far rinascere Roma, dunque, occorre passare da una terribile strettoia: trasformare la Capitale nel terreno della "battaglia finale" della produzione, dell'innovazione e delle competenze contro le rendite. Non è una missione impossibile: incrociando le caratteristiche della Capitale con i macrotrend a livello globale, è possibile costruire un grande progetto che la posizioni "in vantaggio" nella sfida per lo sviluppo che si giocherà nei prossimi anni tra metropoli globali e città internazionali. Non c'è più alternativa. La meravigliosa e fragile bellezza della Città Eterna è in grave pericolo: come Andromeda sullo scoglio, sta per finire nelle fauci del mostro che avanza tra i marosi. Ma stavolta la liberazione non potrà arrivare dal coraggio d'un eroe solitario: il mitologico Perseo potrà e avrà soltanto le sembianze della voglia di riscatto di un'intera comunità. La politica romana ha fallito troppe volte per poterci riprovare da sola: l'unica speranza è chiamare a raccolta le forze migliori della società. Perché quello che si è aperto con l'annus horribilis della pandemia potrebbe diventare, a sorpresa, il "decennio di Roma". Sempre che i romani - dai cittadini alle élite - lo vogliano davvero e inizino a pretenderlo da chi li governa. E anche da se stessi".



    Francesco Delzio è considerato una delle menti più brillanti della generazione dei quarantenni. Manager di vertice in grandi aziende e organizzazioni (Confindustria, Piaggio, Atlantia), imprenditore in start up innovative con Maestro e Digital Horizon, strategic advisor per imprese e istituzioni, scrittore e docente universitario.
    Insegna presso la Luiss Guido Carli, dove ha ideato e dirige il Master
    in “Relazioni Istituzionali, Lobby e Comunicazione d’Impresa”, punto di riferimento del settore in Italia, e l’Executive Program in “Gestione delle relazioni con i Consumatori”. È editorialista di Avvenire (con la rubrica “Opzione Zero”), RTL 102.5 (con il programma “La Scossa”), Prima Comunicazione (con la rubrica “Lobby d’autore”) e InPiù.
    Per Rubbettino ha pubblicato numerosi saggi, dal primo fortunato
    pamphlet Generazione Tuareg. Giovani, flessibili e felici (2007) ai più recenti Opzione Zero. Il virus che tiene in ostaggio l’Italia (2015), Premio Canova di Letteratura economica e finanziaria, e La ribellione delle imprese.
    In piazza, senza PIL e senza partiti (2019).



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    27 min
  • Rosita Copioli "Gli occhi di Fellini"
    Rosita Copioli
    "Gli occhi di Fellini"
    Vallecchi Editore



    E' il percorso critico rigoroso, di tutti i film del più grande regista del Novecento, man mano che lui si trasforma insieme a loro. Il volume nato dalla frequentazione dell'autrice con Federico Fellini, racconta molteplici incontri: libri, rapporti con la letteratura, artisti, sceneggiature, musiche, progetti editi e inediti.

    Se oggi ci domandiamo chi è l’artista più completo del Novecento, il più profetico, rispondiamo: Federico Fellini. Dove – si è chiesto Kundera – dopo Stravinskij, dopo Picasso, si trova un’opera più bella, d’una immaginazione più potente?

    Nato dalla frequentazione dell’autrice con Fellini, Gli occhi di Fellini racconta molteplici incontri: libri, rapporti con la letteratura, amici scrittori, artisti, sceneggiature, musiche, progetti editi e inediti: infiniti aspetti del lavoro, della personalità, delle passioni di Fellini attraverso tutti i film. È il percorso critico e rigoroso, di tutti i film del più grande regista del Novecento, man mano che lui si trasforma insieme a loro.

    Per Fellini, nato a Rimini il 20 gennaio 1920, il cinema era ancora un’arte quasi nuova, fatta dalla luce. Distaccandosi dal magnete di Rossellini, inseguendo l’estro inesauribile dell’immaginazione e della mano, tanto capriccioso e volubile quanto esigente e preciso, Fellini ha restituito con ciascuno dei suoi film una rappresentazione memorabile della storia italiana, e più nel profondo, dell’anima umana. Ha attraversato il secolo incarnando gli umori e le storie che dal mondo contadino si sono trasformate nella realtà di oggi: ma reinventava di volta in volta uno stile, lanciava un genere, trasformava radicalmente e per sempre la cultura dei nostri giorni. A ogni film Fellini cercava se stesso. Come scrive Pietro Citati, il libro è «un meraviglioso ritratto di Fellini, una toccante rievocazione di Rimini, una storia del cinema e della civiltà italiana nell’ultima guerra e, di scorcio, una storia del mondo».

    Rosita Copioli insieme a Fellini parla e ascolta, con attenzione e amore, un fratello maggiore, il suo doppio maschile. Il rapporto è straordinario: come non si verifica mai, o quasi mai: i due si dicono quasi tutto (con il pudore e la discrezione di due incantevoli complici); si raccontano sogni: anche quelli più segreti (perché la sapienza dei sogni, come dicevano i Greci, è immensa, e Fellini è il luogo ideale del segreto). Entrambi sono poeti, inventivi, fantastici, e hanno moltissimo in comune: la stessa Rimini, insieme provinciale e internazionale; il senso che l’artista è, fondamentalmente, uno straniero: l’intuizione del carattere visionario dell’arte: la consapevolezza che, in arte e letteratura, non esistono codici: l’idea che la sventura, che è ineluttabile, può essere sempre vinta e superata.



    Rosita Copioli è nata a Riccione. Poetessa e saggista, fra le sue pubblicazioni si ricordano: Splendida lumina solis (1979, Premio Viareggio "opera prima"), Furore delle rose (1989, Premio giuria Montale), I giardini dei popoli sotto le onde (1991), Il fuoco dell'Eden (1992), Elena (1996), La previsione dei sogni (2002), Il postino fedele (2008), Animali e stelle (2010), Il nostro sistema solare (2013), Le acque della mente (2016). Ha scritto anche testi drammatici e si occupa di studi storici. Sue raccolte di poesia sono tradotte in USA e in Francia.
    Ha collaborato con "Il Giornale" e "L'Avvenire" e ha diretto la rivista "L'altro versante". Ha curato e tradotto opere di Yeats, Saffo, Leopardi, Goethe, Flaubert.





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