il posto delle parole

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  • Andrea Augenti "Scavare nel passato"
    Andrea Augenti
    "Scavare nel passato"
    La grande avventura dell'archeologia
    Carocci Editore
    http://www.carocci.it/


    Che significato aveva il cerchio di pietre di Stonehenge? Come è stato ritrovato l’esercito di terracotta di Xi’an? Chi era l’uomo sepolto nel Tempio delle Iscrizioni a Palenque? Si può fare un’archeologia del mondo contemporaneo? L’archeologia ci mette in contatto con il nostro passato, raccontandoci luoghi, monumenti, rituali, episodi, persone. Ma non è tutto qui. Perché l’archeologia non è altro che un modo di fare storia, concentrato sugli aspetti materiali delle vicende umane, e può affrontare persino gli argomenti più delicati e scottanti del mondo attuale. Da Lucy a Ötzi, da Tutankhamon a Childerico e a Riccardo III, fino ai migranti che dal Messico si spingono verso gli Stati Uniti, il libro racconta in modo semplice e chiaro queste e altre storie, spaziando in tutti i continenti e attraversando tutte le epoche, dalla preistoria ad oggi, e ci fa conoscere alcuni tra i più importanti archeologi e i loro metodi di lavoro. Una ricca selezione di immagini dei luoghi, degli oggetti e dei protagonisti delle varie indagini aiuterà il lettore a immergersi in un viaggio appassionante nello spazio e nel tempo.


    Andrea Augenti, insegna Archeologia medievale all’Università di Bologna. Ha diretto numerosi scavi e progetti di ricerca. Fa parte della redazione della rivista “Archeologia Medievale”, dell’International Advisory Board della rivista “Medieval Archaeology” e del comitato scientifico della rivista “Archeo”. Scrive e conduce per RAI Radio 3 la trasmissione Dalla terra alla storia. Tra le sue ultime pubblicazioni: Prima lezione di archeologia medievale (Laterza, 2020).



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    37 min
  • Marco Di Porto "Una voce sottile"
    Marco Di Porto
    "Una voce sottile"
    Giuntina
    https://www.giuntina.it/


    Siamo negli anni trenta del Novecento e Solly è un ragazzo sensibile e intelligente che fa parte della piccola comunità sefardita di Rodi, dove gli ebrei in fuga dalla Spagna avevano trovato riparo alla fine del XV secolo. La sua vita scorre lieta, intrecciandosi con i destini di altri personaggi che popolano i tortuosi vicoli della juderia, il quartiere ebraico di Rodi città. E così, inseguendo i protagonisti di Una voce sottile, ci ritroviamo in un piccolo mondo, antico e vitale, “un mondo straordinariamente felice”, dove le vessazioni imposte dal fascismo sono stemperate dalla gioia degli affetti e delle tradizioni. Ma mentre sull’isola la primavera sembra non finire mai, le fosche nubi di violenza che agitano l’Europa stanno per travolgere anche la “rosa dell’Egeo”. Con l’ausilio di un’accurata ricerca storica e di una sensibilità non comune, Marco Di Porto racconta la storia di suo nonno, Salomone Galante, attraverso un romanzo storico che è anche il tentativo di ricostruire la vita di una comunità ebraica ai margini del Mediterraneo nei feroci anni del nazifascismo.

    Rodi, l’isola che profuma di fiori, e una comunità di ebrei “vecchia” di quattrocento anni strappata alla vita dalla furia nazista... Un romanzo fatto di destini intrecciati, che riesce a compiere il miracolo di far rivivere per noi le atmosfere, la religiosità, i sapori e i colori di quel mondo un tempo felice. (Lia Levi)


    Marco Di Porto è nato a Roma nel 1978. Giornalista, si occupa di comunicazione presso l’UCEI ed è redattore della rubrica di cultura ebraica di Rai 2 Sorgente di Vita. Ha pubblicato la raccolta di racconti Kaddish ’95 e altre storie (Pequod, 2007) e il romanzo Nessuna notte è infinita (Lantana, 2012).

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    26 min
  • Francesca Saggini "Il fantasma in salotto"
    Francesca Saggini
    "Il fantasma in salotto"
    Dentro al Fantastico dell'Ottocento
    Edizioni Unicopli
    http://edizioniunicopli.it/



    Quando il chiarore si attenua e si attraversa una soglia, eccoci entrare nella dimensione del Fantastico, dove la luce si sposa all’ombra e il mondo ci appare ancora simile, eppure infinitamente diverso. Secolo fecondo come nessuno nell’invenzione di questi ‘contro-mondi’, l’Ottocento fantastico in lingua inglese viene esplorato in questo lavoro, che affianca alla traduzione di dieci racconti esemplari scelti tra Stati Uniti, Inghilterra, Scozia e Galles un’interpretazione puntuale e una serie di rimandi capaci di offrire nuovi e inaspettati approcci al genere. Penetriamo cosi il magmatico vortice editoriale vittoriano, fatto di leggende popolari, occultismo, misteri, esoterismi, spiriti inquieti e creature soprannaturali. Henry James, Joseph Conrad, Emily Bronte, Charles Dickens entrano si in scena nella ricostruzione di Francesca Saggini, ma solo come comparse d’un vasto palcoscenico editoriale alternativo e popolarissimo, i cui veri protagonisti sono fantasmi, licantropi, vampiri, doppi persecutori, amanti demoniaci, mummie assassine, ibridi umani orrifici.


    Francesca Saggini è professore ordinario di Letteratura inglese all’Università della Tuscia di Viterbo, Senior Research Associate del Lucy Cavendish College (University of Cambridge) e Marie Skłodowska-Curie Fellow all’Universita di Edimburgo. Tra I suoi lavori recenti The Gothic Novel and the Stage. Romantic Appropriations (2015); Transmedia Creatures. Frankenstein’s Afterlives (2018); Pedagogia e didattica della letteratura inglese. Il progetto Frankenreads all’Università degli Studi della Tuscia (2020); Sole nero. Il Gotico meridiano dell’Ottocento italiano (2020).




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    35 min
  • Giovanna Cosenza "Cerchi di capire, prof"
    Giovanna Cosenza
    "Cerchi di capire, prof"
    Un dialogo tra generazioni
    https://www.enricodamianieditore.com/


    “Non ci sono più i giovani di una volta”, lamentano in molti. Come dire: non ci sono più le mezze stagioni, si stava meglio quando si stava peggio, e compagnia cantante. Invece i giovani di una volta ci sono, eccome. Nel bene e nel male. Basta saperli vedere, ascoltare e riconoscere. In noi e in loro.


    Di che parliamo, quando parliamo di giovani? Come vivono l’università, il lavoro, le relazioni con gli adulti? Avere vent’anni oggi è così diverso da tanti anni fa?

    Giovanna Cosenza insegna all’università dal 2000. Attingendo ai suoi canali di comunicazione con gli studenti, dal blog ai social media, dalle mail ai colloqui in studio, racconta incontri e storie che toccano i grandi temi dell’esistenza: amore, amicizie, sogni, lavoro. Ne emerge un ritratto di più generazioni, cresciute tra reiterate crisi economiche e sociali.

    Oggi sui ventenni circolano molti luoghi comuni: “bamboccioni”, “sdraiati”, “apatici”, “choosy”. Sono stereotipi falsi e dannosi, perché tendono a dividere chi è giovane da chi non lo è. Al contrario, dice Cosenza, le sfide della vita sono state molto più simili, negli ultimi cinquant’anni, di quanto siamo abituati a pensare.

    Questo libro si rivolge a studenti e docenti, madri e padri, figlie e figli, nonni e nipoti. E lancia un appello: in un’Italia sempre più anziana e stanca, solo un dialogo tra generazioni ci può salvare.

    Giovanna Cosenza è professoressa ordinaria di Filosofia e Teoria dei linguaggi all’Università di Bologna, dove insegna Semiotica e storytelling, Semiotica dei nuovi media e Semiotica dei consumi. Fra le sue aree di ricerca, ci sono i media digitali, la comunicazione politica e quella commerciale. I suoi ultimi libri, entrambi per Laterza, sono Introduzione alla semiotica dei nuovi media (2014) e Semiotica e comunicazione politica (2018).

    https://giovannacosenza.wordpress.com/



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    19 min
  • Mafe De Baggis "Libera il futuro"
    Mafe De Baggis
    "Libera il futuro"
    Quindici lezioni dal digitale per migliorare il nostro mondo
    Enrico Damiani Editore
    https://www.enricodamianieditore.com/


    Le certezze e il bisogno di certezze sono il principale ostacolo che imprigiona il nostro futuro nei limiti del passato e ci impedisce di vivere il mondo come potrebbe essere.

    Ha senso parlare di futuro nell’ora più buia, quella in cui tutto sembra perduto? Sì, perché nelle storie è quella in cui facciamo appello alle nostre migliori energie e ribaltiamo la situazione. O almeno ci proviamo.

    In un intreccio di ricordi, libri, viaggi, film, storytelling, esercizi e design thinking, Mafe de Baggis propone un metodo per affrontare problemi personali e sociali nato dall’esperienza fatta in trent’anni di vita in rete, innamorandosi, lavorandoci, facendo amicizia, discutendo e scuotendo tantissimo la testa. “Abbiamo rotto Internet e possiamo aggiustarla” è una delle conclusioni, purché accettiamo di dover mettere in discussione quello che crediamo di sapere.

    Ci lamentiamo sempre della velocità della tecnologia. Ma se invece di spaventarci ci fermassimo a riflettere ci sorprenderemmo a pensare in un modo diverso, che tiene insieme il web e la natura, la realtà sensibile e quella digitale, la mente e il corpo. E ci rende più agili, più flessibili, più leggeri. Si chiama digital mindset e ha cambiato il mondo in cui viviamo. Ma noi, che cosa abbiamo imparato?


    Mafe de Baggis, scrittrice ed esperta di media digitali, da trent’anni studia il modo migliore per usarli senza lasciarsi sopraffare. Lavora come consulente di comunicazione per aziende piccole e grandi, per liberarne le energie e aiutarle a raccontarsi in modo più consapevole. Ha pubblicato World wide we. Progettare la presenza in rete: le aziende dal marketing alla collaborazione (Apogeo, 2009), #Luminol. La realtà rivelata dai media digitali (Informant, 2016, nuova edizione Hoepli 2018). Di recente ha tenuto il webinar La conversazione sui libri. Cinque mosse per capire come farne parte promossa dall’AIE.

    https://www.mafedebaggis.it/



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    27 min
  • Vittorio Pierobon "Ecosfide"
    Vittorio Pierobon
    "Ecosfide"
    Venti storie di scelte alternative nel rispetto della natura
    Ediciclo Editore
    https://www.ediciclo.it/



    “Storie minime, all'apparenza semplici. Invece potenti, inusuali, nuove. Rivelano che sotto le foglie c’è l’humus della vita, quella nascosta, che non grida, non strombazza, non chiede ma, al contrario, fa, produce e piace. Andiamo allora a scoprirla questa vita. Si trova tra le pagine di Ecosfide, facciamola nostra, ci potrebbe aiutare, a essere migliori.”
    dalla prefazione di Mauro Corona

    Vittorio Pierobon, giornalista e “cacciatore di storie” ci fa conoscere una serie di personaggi del Nordest che riescono ad avere un rapporto armonico con l’ambiente. Vite green, scelte alternative, sfide estreme, ma sempre nel rispetto della natura e con la consapevolezza che l’uomo non è il più forte. Incontri ravvicinati con persone normali che fanno qualcosa di speciale: da Max Calderan, il figlio del deserto, a Tom Perry, l’uomo che è salito in cima al Kilimangiaro a piedi scalzi, da Andrea Spinelli che cammina con il cancro, ad Alberto Fiorin, il “Forrest Gump” in bicicletta. Ma non solo imprese estreme, anche scelte originali, come quella di Paolo Beraldo e Maria Luisa De Bin che vivono in un rimorchiatore in laguna a Venezia o di Ilaria Panozzo, che ha comprato un forte sull’Altopiano di Asiago, e ancora di Gianni Mattiolo, che vive con quaranta leoni e tigri in giardino, oppure di Pietro Maroè, il ragazzo che parla con gli alberi.

    Vittorio Pierobon, nato a Venezia, giornalista da... da sempre, scrive per Il Gazzettino, giornale di cui è stato per 15 anni vicedirettore. Nel corso della sua carriera si è occupato dei grandi accadimenti del Nordest, dalle Brigate Rosse alla mala del Brenta, dall’incendio della Fenice al Mose, un attento testimone e cronista dell’evoluzione del Nordest. È stato presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto. Autore, de Le radici del futuro. I protagonisti del Veneto (Marsilio), scritto assieme a Riccardo Calimani, e de Il turismo a Venezia e nel Veneto (Supernova).


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    25 min
  • Gian Luigi Beccaria "Premio Lattes Grinzane"
    Gian Luigi Beccaria
    "Premio Lattes Grinzane"
    http://fondazionebottarilattes.it/


    Undicesima edizione del Premio Lattes Grinzane
    In gara autrici e autori dall’Italia e da tutto il mondo
    Scadenza bando: 31 gennaio 2021

    In giuria: Gian Luigi Beccaria, Valter Boggione, Vittorio Coletti, Giulio Ferroni,
    Loredana Lipperini, Alessandro Mari, Laura Pariani, Lara Ricci e Bruno Ventavoli
    Il vincitore sarà scelto da 400 studenti da tutta Italia a ottobre 2021

    WEB fondazionebottarilattes.it
    FB Fondazione Bottari Lattes
    TW @BottariLattes
    YT FondazioneBottariLattes


    Il Premio Lattes Grinzane, riconoscimento internazionale che chiama in gara autrici e autori
    dall’Italia e dal resto del mondo, in questo periodo di emergenza sanitaria non si ferma e continua
    a confermarsi progetto culturale e didattico di promozione alla lettura e di diffusione della
    letteratura contemporanea, in particolare tra i giovani, e riprende il via con la sua undicesima
    edizione. In scadenza il 31 gennaio 2021, il bando con tutte le informazioni sulle modalità di
    partecipazione da parte delle case editrici è scaricabile sul sito www.fondazionebottarilattes.it.
    Organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes e dedicato a Mario Lattes, il Premio Lattes Grinzane è
    rivolto a opere di narrativa italiana e internazionale pubblicate in Italia fra gennaio 2020 e gennaio
    2021. Dopo la selezione di cinque romanzi finalisti da parte della Giura Tecnica entro aprile 2021,
    la scelta del vincitore è affidata al giudizio di 400 studenti delle Giurie Scolastiche, create in 25
    scuole superiori, che a ottobre 2021 con i loro voti proclameranno il miglior libro tra i cinque in
    gara. Accanto al Premio Lattes Grinzane, è istituito il Premio Speciale Lattes Grinzane, assegnato
    dalla Giuria Tecnica a un’autrice o autore internazionale che nel corso del tempo si sia dimostrato
    meritevole di un condiviso apprezzamento critico e di pubblico.
    Il Premio Lattes Grinzane è storicamente sostenuto da Regione Piemonte, Fondazione CRC,
    Fondazione CRT, Banca d’Alba.


    Le giurie e le tappe del Premio
    I libri che giungeranno in concorso per il Premio Lattes Grinzane saranno valutati dalla Giuria
    Tecnica, che sceglierà anche il vincitore del Premio Speciale Lattes Grinzane. Per il 2021 la Giuria
    Tecnica è composta da: presidente Gian Luigi Beccaria (linguista, critico letterario e saggista),
    Valter Boggione (docente), Vittorio Coletti (linguista e consigliere dell'Accademia della Crusca),
    Giulio Ferroni (critico letterario e studioso della letteratura italiana), Loredana Lipperini (scrittrice,
    giornalista, conduttrice radiofonica), Alessandro Mari (scrittore ed editor), Laura Pariani
    (scrittrice), Lara Ricci (giornalista culturale) e Bruno Ventavoli (giornalista, critico letterario). Le
    cinque opere finaliste sono scelte sulla base del loro valore letterario e della rappresentatività
    delle tendenze più vive e originali della narrativa contemporanea.
    La cinquina dei romanzi finalisti sarà annunciata mercoledì 14 aprile 2021 a mezzo stampa, sul
    sito e di canali social della Fondazione Bottari Lattes. Il nome del vincitore o della vincitrice del
    Premio Speciale Lattes Grinzane sarà reso noto entro il mese di settembre 2021.
    La parola passerà quindi ai giovani, che continuano a essere i veri protagonisti del Premio. Tra
    aprile e settembre 2021 i cinque romanzi finalisti saranno letti e discussi dai 400 studenti delle 25
    Giurie Scolastiche, una all’estero e ventiquattro in Italia, che variano ogni anno, per dare la
    possibilità al maggior numero di ragazze e ragazzi di confrontarsi con la lettura di autori
    18 min
  • Gabriele Dadati "La modella di Klimt"
    Gabriele Dadati
    "La modella di Klimt"
    La vera storia del capolavoro ritrovato
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/


    Piacenza, dicembre 2019. Sono trascorsi dieci anni da quando si è spento Stefano Fugazza, l’indimenticato direttore della Galleria d’arte moderna Ricci Oddi, e fervono i preparativi per la mostra che lo celebrerà. A curarla è stato chiamato Gabriele Dadati, che era il più stretto collaboratore dello studioso nell’ultimo periodo della sua vita. Quando l’allestimento è ormai concluso, avviene un fatto clamoroso: a distanza di ventitré anni dal furto, fa la sua ricomparsa in città Ritratto di signora di Gustav Klimt. Un capolavoro divenuto celebre nella primavera del 1996, quando si scoprì che il maestro viennese aveva inspiegabilmente dipinto due volte la stessa tela, e che fu sottratto al museo pochi mesi dopo in maniera rocambolesca. La notizia fa il giro del mondo. Dal «New York Times» alla BBC, da «Le Figaro» allo «Spiegel»: tutti ne parlano. Sembra quasi un risarcimento ideale per la memoria dello storico dell’arte, che a lungo aveva convissuto con il dolore e l’umiliazione per quella vicenda. Ma chi rubò l’opera? Chi l’ha restituita ora, infilandola in un sacco della spazzatura e nascondendola in una nicchia sporca e umida? E prima ancora: chi è la donna ritratta in due momenti diversi da Klimt? Qualcuno è depositario delle risposte a tutte queste domande. Con lui, all’indomani dell’inaugurazione, Dadati trascorrerà una lunghissima giornata. Scoprendo nelle sue parole una vicenda incredibile e struggente che inizia a Vienna nel 1910, attraversa tutto il Novecento e arriva fino a noi. Tra verità e menzogne.



    Gabriele Dadati (Piacenza, 1982) ha pubblicato vari libri, tra cui Sorvegliato dai fantasmi (2008), finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai, e Piccolo testamento (2011), presentato al Premio Strega l’anno seguente. Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto «Scritture Giovani» del Festivaletteratura di Mantova



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    31 min
  • Carlo Grande "Le vie dell'acqua"
    Carlo Grande
    "Le vie dell'acqua"
    L'Appennino raccontato attraverso i fiumi
    Laura Bosio, Guido Conti, Donatella Di Pietrantonio, Carlo Grande, Giuseppe Lupo, Raffaele Nigro, Laura Pariani
    Donzelli Editore
    https://www.donzelli.it/



    «Sull’acqua si è fondata la civiltà. L’acqua ha scritto e porta le storie. Il libro è un viaggio su diverse imbarcazioni della letteratura, che descrivono i loro percorsi sopra e dentro l’acqua, aprendo le proprie dighe e facendo scorrere i loro più intimi fiumi di parole che portano a valle e che consegnano al mare esperienze, conoscenze, emozioni».

    Dalla Presentazione di Piero Lacorazza e Gianni Lacorazza

    Sette scrittori, sette fiumi e una battaglia: restituire all’Appennino il ruolo di dorsale simbolica del nostro paese, raccontandone la storia attraverso i corsi d’acqua che sgorgano dalle sue montagne. L’Appennino ospita una fauna e una flora particolari. Le distese di faggi e di querce, il passo felpato della volpe, del cinghiale e del lupo si sposano con un sottobosco fatto di felci e funghi di ogni tipo. L’umidità lo avvolge e la cortina di silenzio fa sì che la mente di chi lo attraversa trovi la quiete e si disponga alla meditazione, al ricordo, alla fuga con la fantasia. Ma l’Appennino è anche il luogo dove si aprono le sorgenti d’acqua dolce: racconta la storia del Po, del Tevere, del Sele, del Crati. L’acqua è un bene che va narrato nelle sue molte fasi di nascita e di cammino. Ogni regione d’Italia ha le sue fonti, ha i suoi torrenti e i suoi fiumi. Non c’è paese che non debba la sua esistenza a un fiume o a una sorgente. L’acqua è la linfa vitale dei nostri paesi, che disseti uomini e bestie o che irrighi le campagne. E i fiumi sono in movimento continuo, scendono dalle alture e raggiungono i posti più lontani della pianura. Man mano che viaggiano, si caricano di storie, di vicende sempre diverse, si imbattono in presenze in grado di affidare all’acqua il riassunto della quotidianità e del passato, le speranze del futuro. Il fiume è metafora della storia: e partendo dai fiumi anche la letteratura tende ad affidarsi alla storia, a raccogliere le vicende degli uomini, il loro cammino lungo e difficile. Contro un’idea asfittica e minimalista di letteratura, gli autori di questo libro propongono di tornare a un racconto epico che pone nuovamente il flusso narrativo tra le sponde di un fiume, che ha un inizio, un percorso e una fine. «Noi pensiamo – scrive Raffaele Nigro – che la letteratura dei fiumi e delle sorgenti, la scrittura legata agli Appennini e alla fuga non può più fermarsi a osservare i soli frammenti della vita. Non è un frammento a sé stante il cammino dell’umanità». Riprendere dunque quel percorso narrativo che in Italia nasce con l’Eneide e, attraverso i poeti epici rinascimentali, Manzoni e i grandi neorealisti, arriva fino a Tomasi di Lampedusa e a Eco, richiamandosi a Vico e a chi nella storia vede il cammino inalienabile dell’uomo. Una fonte e un fiume infiniti. La ragione per cui l’uomo è un uomo.

    Questo volume prosegue la serie realizzata in collaborazione con la Fondazione Appennino, con sede a Montemurro, in Basilicata; www.appennino fondazione.it.




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    24 min
  • Alessandro Marzo Magno "L'inventore di libri"
    Alessandro Marzo Magno
    "L'inventore di libri"
    Aldo Manuzio
    Venezia e il suo tempo
    Laterza Editori
    https://www.laterza.it/


    Forse non lo sapete, ma il piccolo oggetto che avete in mano – così maneggevole, chiaramente stampato, dai caratteri eleganti, corredato da un frontespizio e da un indice – deve quasi tutto al genio di Aldo Manuzio, che cinque secoli fa ha rivoluzionato il modo di realizzare i libri e ha reso possibile il piacere di leggere. Benvenuti nel mondo del primo editore della storia.

    Il libro – così come lo conosciamo ancora oggi – nasce a Venezia tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Padre di questa invenzione è Aldo Manuzio. Nato a Bassiano, nel Lazio, transitato per Ferrara e per Carpi, dov’era docente dei principi Pio, approda ormai quarantenne a Venezia. La città in quegli anni è l’indiscussa capitale europea della stampa e così il precettore si trasforma in editore. Pubblica inizialmente grammatiche e testi in greco necessari per apprendere la lingua classica. Poi i suoi orizzonti si allargano: nel 1501 dà vita a una vera e propria rivoluzione, quella del libro tascabile. Se prima si leggeva per necessità (e lo si faceva a voce alta), da quel momento leggere diventa un piacere a cui dedicarsi nel silenzio dell’intimità. E non finisce qui. Manuzio, con il suo amico Pietro Bembo, importa nel volgare italiano i segni di interpunzione che erano utilizzati soltanto nel greco antico: accenti, apostrofi, virgole uncinate e punto e virgola. Quando muore, nel 1515, il mondo del libro è definitivamente cambiato. Alessandro Marzo Magno ricostruisce le tappe di una straordinaria carriera, nell’unico posto al mondo dove sarebbe stata possibile: Venezia.


    Alessandro Marzo Magno, veneziano per nascita e milanese per lavoro, si è laureato in Storia all’Università di Venezia Ca’ Foscari. Giornalista, è stato per quasi dieci anni responsabile degli esteri del settimanale “Diario”, diretto da Enrico Deaglio. Ha pubblicato svariati libri di argomento storico, tra i quali L’alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo (Garzanti 2012, più volte ristampato e tradotto in inglese, spagnolo, giapponese, coreano e cinese), Missione grande bellezza. Gli eroi e le eroine che salvarono i capolavori italiani saccheggiati da Napoleone e da Hitler (Garzanti 2017) e Il ricettario di casa Svevo (a cura di, La nave di Teseo 2018).


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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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