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  • Gioele P. Cima "Il seminario perpetuo"
    Gioele P. Cima
    "Il seminario perpetuo"
    Il tardo e l'ultimo Lacan
    Orthotes Editrice
    https://www.orthotes.com/



    Ad oggi, l’insegnamento di Lacan è stato largamente assorbito da quello che lui stesso definiva sprezzantemente «il discorso dell’Università»: ogni anno il nome di Lacan appare in decine o persino centinaia di pubblicazioni, che spaziano dalla psicoanalisi alla filosofia, diramandosi sino alla letteratura, le scienze sociali e persino l’architettura. Tuttavia la sua attuale ricezione rimane ancora drasticamente oscurata da tre importanti punti ciechi, che questo libro definisce “oscurantismi”: tre specifici momenti che, per ragioni principalmente editoriali (si tratta di contributi ancora inediti) sono rimasti tagliati fuori dalle valutazioni complessive del suo insegnamento. Tali zone oscure, che contribuiscono ad alimentare ulteriormente la penombra leggendaria di Lacan e a ribadire la sua nomea di autore “difficile”, hanno esercitato negli anni un effetto di vera e propria conservazione – se non persino di immunizzazione – restituendoci un’immagine di Lacan ridimensionata, inevitabilmente omologata alla sua identità editoriale. Questo libro mira a scardinare il terzo oscurantismo lacaniano, e cioè la sequenza finale dei Seminari dello psicoanalista francese (xxi, xxii, xxiv, xxv, xxvi, xxvii), fornendo un’introduzione critica al pensiero del tardo e dell’ultimo Lacan. Analizzando i concetti chiave di questo periodo (la costitutiva “stupidità” del sapere, il nodo borromeo, la spazialità, la metalingua, l’ipotesi del terzo sesso, la temporalità e l’inconscio une-bévue), il libro intende mostrare come la conclusione logica dell’insegnamento di Lacan corrisponda necessariamente alla sua conclusione cronologica, e cioè ad un Seminario Perpetuo.



    Gioele P. Cima, ricercatore indipendente, è laureato in Psicologia presso l’Università di Chieti-Pescara e collabora con l’European Journal of Psychoanalysis e con Psicoterapia e Scienze Umane. Si occupa principalmente di psicoanalisi, politica e filosofia, con particolare riferimento alle implicazioni politiche della soggettività e del linguaggio nel pensiero di Jacques Lacan. Per Orthotes ha curato la traduzione del volume Contro il discorso della libertà. Saggi su politica, estetica e religione di Lorenzo Chiesa (2019).




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    35 min
  • Carlo Mangolini "Dante a Verona 1321-2021"
    Carlo Mangolini
    "Dante a Verona 1321-2021"


    Dante a Verona 1321-2021
    La Verona di Dante:
    un viaggio in video per scoprire i luoghi del Poeta in città
    con Francesca Barra e Claudio Santamaria


    Mercoledì 23 dicembre alle ore 19 la giornalista e scrittrice Francesca Barra e l’attore Claudio Santamaria saranno protagonisti di un inedito viaggio in video sulle tracce dei luoghi di Dante Alighieri a Verona.

    Il video, curato dal regista Fabrizio Arcuri, dal titolo La Verona di Dante sarà trasmesso sul canale YouTube del Comune di Verona, sulla pagina Facebook dell’Altro Teatro e sui canali social di Fondazione Atlantide - Teatro Stabile di Verona, produttore esecutivo del progetto.

    La Verona di Dante fa da prologo molto scenografico al progetto Dante a Verona 1321-2021 che vedrà, per l’intero anno a venire, tutta la città scaligera coinvolta – dal Comune all’Università, dalla Diocesi ai teatri cittadini, a varie istituzioni e associazioni culturali – in un omaggio al Sommo Poeta con iniziative di spettacolo, arte e cultura. Piazze, strade, palazzi, musei, dimore storiche, chiese e cortili risuoneranno dei versi del padre della nostra lingua, che a Verona trovò rifugio nei lunghi anni dell’esilio.

    La Verona di Dante attraverso immagini suggestive e le voci dei suoi interpreti guiderà il visitatore lungo un cammino immersivo e coinvolgente alla scoperta di antichi segni ma forse aprirà sguardi nuovi anche sul presente. Restituirà, insieme a emozioni suscitate dai versi danteschi e dalle parole di un cronista-narratore d’eccezione come Francesca Barra, un ritratto poco conosciuto di una città dove il Sommo Poeta ha vissuto per un lungo periodo lasciando importanti tracce del suo passaggio.

    Francesca Barra, come una novella Beatrice, accompagnerà gli spettatori all’interno di un racconto per immagini a partire da un testo originale composto appositamente per l’occasione dalla scrittrice veneziana Ginevra Lamberti, vincitrice del Premio Mondello 2020 con il romanzo Perché comincio dalla fine (Marsilio). Le musiche originali sono di Giulio Ragno Favero mentre la parte video è curata da Colofur Mind.

    Il compito di evocare l’universo dantesco è affidato alla voce inconfondibile Claudio Santamaria, volto simbolo del nuovo cinema italiana, già vincitore nel 2016 del David di Donatello come miglior attore protagonista nel film Lo chiamavano Jeeg Robot, che intervallerà il racconto declamando brani tratti dalla Divina Commedia e dalla ricca produzione dantesca.

    «Si tratta di un mediometraggio a metà tra il documentario e la fiction - precisa il regista Fabrizio Arcuri. Abbiamo immaginato insieme a Ginevra Lamberti, che ne ha dapprima realizzato un breve racconto, la storia di una coppia, così com’è poi nella realtà, che decide di incontrarsi a Verona, perché è romantica dice lui, perché è avventurosa dice lei».





    «Così la nostra Francesca – prosegue Arcuri – lancia un gioco al suo consorte e si fa rincorrere scegliendo il percorso dantesco della città. Claudio si ritrova, suo malgrado, coinvolto in una sorta di caccia al tesoro... almeno se vuole rivedere le stelle, che in questo caso sono rappresentate dalla donna amata. Avremo quindi le immagini di una Verona meno abituale che si susseguono e che compongono un itinerario alternativo e ulteriore che si dipana tra i luoghi medievali della città. Ci è sembrato un omaggio insolito e curioso a una delle tre città dantesche nell’anno dei festeggiamenti».



    Programma completo e aggiornamenti su: www.danteaverona.it



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    13 min
  • Lorenzo Tosa "Un passo dopo l'altro"
    Lorenzo Tosa
    "Un passo dopo l'altro"
    Viaggio nell'Italia che resiste, nonostante tutto
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/


    È l’alba di una calda giornata di quasi estate. Un treno corre verso sud, ultima tappa di un lungo viaggio che ha portato un giovane giornalista attraverso l’Italia, i suoi volti, le storie di donne e uomini noti e meno noti: un’amicizia che affonda le radici in uno dei capitoli più atroci della Storia; un ragazzino in lotta contro il cambiamento climatico in un piccolo paese del Meridione; un papà che affronta due volte il Coronavirus, da medico e da paziente; la calciatrice della Nazionale alle prese con un segreto troppo a lungo negato. Insieme a queste, altre vite di ordinaria umanità e straordinaria bellezza salgono e scendono idealmente e fisicamente dal treno, raccontandosi stazione dopo stazione. Per arrivare laggiù, in quella terra di frontiera dove, vent’anni fa, uno sconosciuto sindaco calabrese ha immaginato un luogo in cui si incrociano popoli, nazioni, diritti, solidarietà.

    Da Liliana Segre a Mimmo Lucano, unendo i punti di ognuna di queste vicende apparentemente lontane, Lorenzo Tosa, giornalista e scrittore, ricompone la mappa ideale di un’Italia che resiste al degrado civile e culturale in cui è inciampata e ci restituisce, contro ogni evidenza, il senso più profondo dell’essere umani.



    Lorenzo Tosa, 37 anni, giornalista professionista, da anni si occupa di comunicazione politica e social come consulente, copywriter e addetto stampa. Collabora in Italia con "The Post Internazionale" e in Francia con "Radici". Nel gennaio del 2019 ha lanciato il suo blog, "Generazione Antigone": una piazza virtuale in cui racconta le vite di donne e uomini noti e meno noti che, con atti di eroismo o piccoli gesti quotidiani, contribuiscono a costruire un'Italia e un mondo antirazzista, antifascista, antisessista, in difesa dei diritti umani e civili. Con oltre 350mila follower e 18 milioni di persone raggiunte ogni mese, la sua è la terza pagina Facebook personale più seguita in Italia e la prima per trend di crescita, il che lo rende uno degli influencer più seguiti, apprezzati e discussi del web.



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    24 min
  • Marina Di Guardo "Nella buona e cattiva sorte"
    Marina Di Guardo
    "Nella buona e cattiva sorte"
    Mondadori Editore
    https://www.librimondadori.it/

    Irene, giovane illustratrice di talento, vive da anni ostaggio del marito Gianluigi, manager geloso e violento, convinta, come tante altre vittime di violenza domestica, di meritarsi la semi-segregazione a cui lui la costringe a forza di minacce e lividi. All’indomani dell’ennesimo litigio, grazie al sostegno di Alice – l’amica d’infanzia trapiantata a Londra – Irene trova finalmente il coraggio di ribellarsi: mentre il marito è al lavoro, carica in macchina la loro piccola figlia Arianna e scappa da Milano, per correre verso un piccolo paese di provincia nella casa in cui è cresciuta e che i genitori le hanno lasciato in eredità. Gianluigi però la rintraccia prima del previsto, e le ordina di tornare in città, preannunciando ritorsioni – non solo da parte dei suoi avvocati. Irene sente le forze già esili cedere, ma nel paese scopre insperati alleati: un’anziana vicina di casa, un negoziante che forse ha un debole per lei. Purtroppo, inquietanti incidenti minacciano presto la sua fragile serenità. Irene nonostante tutto cerca faticosamente di rimettere insieme i cocci della sua vita, ma tutto precipita quando chi dovrebbe proteggerla da Gianluigi viene ritrovato brutalmente assassinato.

    Alla sua quarta prova nel genere thriller, Marina Di Guardo conferma la rara capacità di sposare con inedito successo intrecci imprevedibili e ricchi di suspense a forti prese di posizione su terribili temi di cronaca vera.

    Marina Di Guardo è nata a Novara ma ha origini siciliane. Vive tra Cremona e Milano. Prima di dedicarsi alla scrittura, ha lavorato come vicedirettrice dello showroom di Blumarine. Ha esordito nella narrativa con il romanzo L'inganno della seduzione (Nulla Die, 2012), poi seguito da Non mi spezzi le ali (Nulla Die, 2014). Si misura per la prima volta con il genere thriller nel 2015, quando pubblica nella collana digitale ZoomFiltri di Feltrinelli, curata da Sergio Altieri, Bambole gemelle. Con Mondadori ha pubblicato i thriller Com'è giusto che sia (2017), opzionato per una serie televisiva, e La memoria dei corpi (2019), i cui diritti cinematografici sono stati acquistati da una casa di produzione americana. La memoria dei corpi è stato pubblicato in Grecia, in Polonia e presto uscirà anche in Brasile e in altri Paesi.




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    24 min
  • Massimo Gori "Guerra e pace in Europa"
    Massimo Gori
    "Guerra e pace in Europa"
    1648 - 1763
    Leg Edizioni
    https://www.leg.it/


    Tra Asburgo e Borbone, una ricostruzione avvicente dell’epoca delle dinastie, quando l’Europa si avvia a vivere l’importante stagione dell’assolutismo iniziata fra fine Cinquecento e Seicento. Mentre si avvia (1618) uno scontro continentale, che durerà trent’anni, emergono figure di sicuro rilievo come Richelieu e Olivares che danno forma ai rispettivi poteri monarchici: il confronto, non solo conflittuale, fra Madrid e Parigi non allontana le due capitali. Dalla tenace rivalità tra Luigi XIV e l’imperatore Leopoldo prende forma nella seconda metà del XVII secolo la contesa che occuperà le cronache fino alla metà del secolo successivo.
    La contesa franco-asburgica farà emergere la potenza inglese, quella russa e di conserva prussiana; quando la nostra ricostruzione si chiude (1763), l’Europa, alla ricerca di un sistema fondato sull’equilibrio (justo potentiae aequilibrio, si dice nel Trattato di Utrecht, 1713), non è più una diarchia, è divenuta una pentarchia e tale resterà fino alle soglie della Prima Guerra Mondiale, con l’affievolirsi (lento in verità) della potenze spagnola e ottomana.

    Massimo Gori, dopo oltre un trentennio di docenze liceali, con qualche utile contributo fornito all’editoria scolastica latina, si dedica a tempo pieno alla ricerca storiografica in ambito europeo sei-settecento. Ha pubblicato nel 2007 per Bruno Mondadori Vauban e la difesa della Francia.



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    36 min
  • Fabio Balocco "Per gioco"
    Fabio Balocco
    "Per gioco"
    Voci e numeri del gioco d'azzardo
    Neos Edizioni
    http://www.neosedizioni.it/



    Per gioco, per il demone del gioco, tanti si sono impoveriti, hanno perso tutto, i loro beni, il lavoro, la famiglia, la vita. Dall’altra parte c’è chi se ne avvantaggia e trae un guadagno dalla disgrazia di un numero non ristretto di cittadini. Questo libro mette a confronto i dati del gioco d’azzardo nel nostro Paese e le voci di chi ne è rimasto invischiato.


    Lo Stato ha per lungo tempo considerato il gioco d’azzardo come un disvalore, un’attività eticamente sconveniente ed esecrabile, fino al momento in cui si è trasformato in una risorsa economica da non sottovalutare e in qualche modo da incentivare o perlomeno da non sanzionare nel modo opportuno.

    Il libro ripercorre la storia del gioco d’azzardo in Italia e mette in luce la responsabilità della mano pubblica nel suo diffondersi nel nostro tempo in cui è facilissimo accedervi anche attraverso le piattaforme on-line.

    Soprattutto, questa pubblicazione mette in evidenza quanto costino alla comunità gli introiti derivanti dal gioco. Dietro questa partita economica c’è lo straziante disastro sociale che esso causa e che emerge dalle drammatiche interviste di queste pagine.



    Fabio Balocco, nato a Savona il 16 ottobre 1953, risiede in Val di Susa. Avvocato. Già sposato, ha un figlio, Jacopo, di ventisette anni. La sua passione è sempre stata la difesa dell’ambiente, con particolare riferimento a quello montano. Ha collaborato con La Rivista della Montagna, Alp, Meridiani Montagne, Montagnard. Ha curato la voce “Montagna” nel “Dizionario dell’Ambiente” (UTET). Ha scritto “Regole minime per sopravvivere” (ed. Pro Natura). Con altri autori “Piste o pèste” (ed. Pro Natura), “Disastro autostrada” (ed. Pro Natura) ed il recente “Verde Clandestino” (Edizioni Neos). Con gli anni, il suo interesse si è allargato al settore della povertà e dell’emarginazione, di cui ha scritto in “Torino, oltre le apparenze” (Arianna Editrice). Collabora in qualità di blogger a Il Fatto Quotidiano..


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    35 min
  • Ernesto Di Renzo "A proposito del gusto"
    Ernesto Di Renzo
    "A proposito del gusto"
    50 dissertazioni sul cibo e sul vino dal fare quotidiano al coronavirus
    Prefazione di Alberto Capatti
    Fotografie di Francesco Scipioni
    Cinquesensi Editore
    https://www.cinquesensi.it/



    Il Sapiens è un onnivoro aumentato capace di mangiare di tutto, o quasi. Inoltre è un vorace divoratore di icone, di simboli, di valori, disposto a utilizzare amatriciane, fiorentine, sushi, pokè, spritz e pecorini per i più svariati scopi extra-alimentari: raccontarsi, distinguersi, professarsi, fantasticare, connettersi agli altri, dare senso al tempo e ai fatti che lo riguardano. Oltreché, naturalmente, per accaparrarsi qualunque cosa sia in grado di procurargli appagamento, beatitudine e soddisfazione. Anche se questo include cose inutili o dannose per la nutrizione e la salute: compreso il mangiare quando si è sazi o l’inghiottire generose quantità di sostanze nocive variamente presenti in molti cibi dall’elevato richiamo gustativo. Quanto tutto ciò accada nella consapevolezza o nell’automatismo dei comportamenti è precisamente quello che il libro si prefigge di indagare, adottando un misurato sguardo da lontano con cui mettere a fuoco ciò che è troppo vicino per essere compreso.


    Abruzzese delle montagne ma da anni residente a Roma, è antropologo all’Università di Roma Tor Vergata dove ricerca e approfondisce, da prima che l’argomento diventasse un tema ridondante degli studi accademici, i significati culturali che l’uomo costruisce attorno al cibo e gli infiniti modi in cui decide di mangiarlo.

    È assai arduo dare alle stampe un libro sul cibo e le pratiche sociali del mangiare ai tempi disgraziati del Coronavirus. Così come è altrettanto arduo pensare che quanto si è scritto anteriormente al marzo 2020 possa continuare a incrociare il gradimento e gli interessi di chi legge oggi. Ciò perché si è tutti totalmente immersi, e persi, in un frangente di eccezionalità che richiama con forza a cose di differente natura e priorità. Cose che orientano i bisogni quotidiani verso altrovi in cui tutto è nebuloso, incerto, da definirsi. Ma soprattutto che dànno la sensazione che niente potrà tornare a essere come prima e che, di conseguenza, quanto si potrà leggere in queste pagine sembrerà appartenere a un passato non riguardante più niente e nessuno.
    Allora che fare, rinunciare? Dichiararsi storico? Professarsi archeologo? Oppure è più conveniente ricominciare da capo nella scrittura, indirizzandola verso quei temi dell’oggi che la premierebbero del beneficio psicologico da instant book. Come si può capire il dilemma non è affatto di quelli semplici. E dunque, a rischio di incorrere in una strana e particolare forma di obsolescenza programmata (addirittura prenatale), si è deciso di andare avanti lo stesso nel progetto editoriale, sperando nella curiosità del lettore di volersi riconoscere in ciò che era, che è, e che comunque continuerà a essere: un onnivoro curioso che nel cibo vede nutrimento, sostentamento, piacere, novità, divertimento, sapere, arte. In una parola, cultura. Un onnivoro curioso ma anche un onnivoro “a scartamento ridotto”, se si tiene conto di tutte le regole, i limiti, i divieti che lo orientano nella scelta delle cose da mangiare. Un onnivoro diverso dai suoi consimili suidi, muridi, ursidi, blattoidi, ciprinidi che mangiano tutto ciò che le loro bocche riescono a ingurgitare, gli stomaci a digerire e gli intestini ad assimilare: senza porsi scrupoli di sorta e in assenza di qualsivoglia pulsione etica.



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    33 min
  • Liana Orfei "Romanzo di vita vera"
    Liana Orfei
    "Romanzo di vita vera"
    Baldini + Castoldi
    https://www.baldinicastoldi.it/


    Quella di Liana Orfei non è stata certo una vita ordinaria: nata “per miracolo” dentro un caravan in una notte di tempesta, di salute gracile e precaria, da bambina ha sofferto a causa di una malattia che l’ha costretta a letto per molti anni. Tuttavia, il suo temperamento e la sua buona stella (è nata con la cosiddetta “camicia della Madonna”) non le hanno mai permesso di lasciarsi andare e anzi l’hanno portata a cimentarsi in sfide sempre nuove. Dal mondo del circo, suo ambiente naturale, insieme ai fratelli Nando e Rinaldo, alla vita difficile durante la guerra; dall’esperienza del cinema, quando Fellini la scoprì, al teatro e alla televisione; dall’Europa al Nuovo Mondo e all’Oriente, sempre alla ricerca di nuove avventure e di stimoli per il suo amato circo. Oggi, guardandosi alle spalle, Liana Orfei si racconta con minuzia di particolari e un misto di tenerezza e nostalgia. In questo memoir, come in un romanzo, appunto, scorre la storia di una donna tanto reale quanto, al tempo stesso, iconica, una vicenda in cui perdersi e ritrovarsi.

    Liana Orfei (San Giovanni in Persiceto, 6 gennaio 1937) è l’unica persona al mondo che, da figlia del circo, ha ottenuto successo mondiale in altre arti: dal cinema al teatro alla televisione. Interprete di oltre 40 film, tra cui I clowns di Federico Fellini che la scoprì, ha recitato, tra gli altri, al fianco di Orson Welles, Victor Mature, Mickey Rooney, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Totò, Ugo Tognazzi. Nel teatro ha lavorato con alcuni dei più grandi au- tori e registi, tra cui Eduardo De Filippo, Luca Ronconi e Ghigo de Chiara. È stata anche conduttrice di importanti show televisivi su Rai Uno, nonché autrice e regista di famosi spettacoli circensi conosciuti nel mondo. A riconoscimento della sua straordinaria carriera, ha ricevuto quattro Maschere d’Argento, una Maschera d’Oro e innumerevoli premi cinematografici, teatrali e circensi. Il 4 aprile 1993 è stata insignita del titolo di Commendatore della Repubblica Italiana per meriti artistici dal Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. È inoltre cittadina onoraria di Marano sul Panaro: il paese, in provincia di Modena, dove aveva trovato ospitalità presso una famiglia contadina durante la seconda guerra mondiale.



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    31 min
  • Girolamo Grammatico "Padri e figlie"
    Girolamo Grammatico
    "Padri e figlie"
    Allenarsi alla parità di genere
    Ultra Edizioni
    http://www.ultraedizioni.it/

    Cosa desidera un genitore per i propri figli e le proprie figlie? Forse tutte le innumerevoli risposte a questa domanda ruotano intorno a tre fondamentali desideri che abitano la prospettiva del genitore: che i figli e le figlie siano felici, liberi o libere e autonomi o autonome. Ma al di là di tutte le incognite che ci riserva il futuro, è chiaro che per una donna, ancora oggi, conquistare la propria felicità, la propria libertà e la propria autonomia sia più difficile che per un uomo. E lo è perché la parità di genere non è ancora un'ovvietà, perché continuiamo a vivere all'interno di una cultura prevalentemente maschilista e legata alle logiche del patriarcato. Da ciò nasce l'esigenza di molti padri di diventare uno strumento di cambiamento non solo per le proprie figlie, ma anche per quel nuovo maschile che sta emergendo, a favore di una società più collaborativa e paritaria. Il padre di oggi non può ignorare le dinamiche tradizionali della propria cultura e sa che per cambiarle è necessario che lavori su se stesso in modo nuovo, che si prenda cura della responsabilità specifica che hanno certi condizionamenti nel modellare i propri figli, siano femmine o maschi. Un libro di coaching "umanistico" per allenare le capacità dei padri di rendere questa società un luogo che accolga le nostre figlie (e i nostri figli) e permetta loro di sviluppare il proprio potenziale, affinché ognuna realizzi se stessa e possa essere felice, libera e autonoma. Che tu abbia figlie femmine o figli maschi, questo libro, oggi, parla a te.


    Chi è Girolamo Grammatico
    "Sono Girolamo Grammatico un Coach Umanista esperto in Life, Corporate e Sport Coaching. Come Life Coach seguo le persone in sessioni individuali.
    Attraverso il metodo del coaching umanistico le aiuto a raggiungere i propri obiettivi esistenziali, relazionali e/o lavorativi. Alleno le potenzialità personali, costruisco insieme al coachee (cliente) le strategie migliori per creare abitudini positive e lavoro sulla vocazione personale per accompagnare le persone verso la propria autorealizzazione. Realizzo workshop e seminari tematici per gruppi.
    Per le aziende unisco le competenze di Mentoring a quelle del Coaching Umanistico e allo Storytelling sostenendo i manager nel sviluppare il loro potenziale, le equipe nel diventare più efficienti e migliorando la cultura aziendale attraverso un percorso di branding in linea con la vision e la mission.
    Sono un Istruttore di Arti Marziali certificato WTKA e unisco tecniche di mental training al coaching sportivo per sostenere gli atleti nelle loro sfide e migliorare le loro performance.
    Negli ultimi anni mi sono specializzato sulla genitorialità e seguo i papà nella costruzione della propria identità e nel loro progetto educativo."


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    35 min
  • Gloria Campaner "La gioia dell'arte / See Sharp"
    Gloria Campaner
    "La gioia dell'arte / See Sharp"
    Scuola Holden
    https://scuolaholden.it/gioia-dell-arte/


    18 dicembre 2020 in streaming performing arts
    La gioia nell'arte - See Sharp
    prenota il corso!

    Gloria Campaner è una pianista concertista. Suona da anni in tutto il mondo, e come tutti quelli che hanno a che fare con la propria creatività e un pubblico di fronte a cui esibirsi, ha dovuto inventarsi dei modi per affrontare il groviglio di emozioni che tutto questo comporta. Ecco come racconta la sua esperienza:

    Per molti anni ho cercato, per me stessa, delle pratiche, delle idee e dei maestri che mi aiutassero a portare sulla scena tutta la forza di cui ero capace, senza farmi fermare dalla paura, dalla solitudine, dall’abitudine, dalla stanchezza. Nel tempo mi sono resa conto che, intorno a me, molti avevano lo stesso problema, le stesse fragilità. Così ho messo insieme quello che avevo imparato e ho iniziato a insegnarlo. L’ho fatto per anni, nei posti più diversi: India, Stati Uniti, Sud Africa, Giappone, Brasile… Ho insegnato in università, conservatori e accademie. Alla fine non cambia molto, ho sempre trovato ragazzi o musicisti o professionisti che in qualche modo stavano cercando, tutti, la stessa cosa: un rapporto più limpido con le loro capacità e le loro ambizioni. Un modo di essere felici nel loro gesto creativo. Io cerco, partendo dalla mia esperienza, di aiutarli: e in questo, ogni volta, aiuto me stessa.

    In poche parole, questo laboratorio ti darà una mano se vuoi esprimere la tua creatività, vincere le paure, mettere a fuoco le tue emozioni. Se sei alla ricerca di strumenti e pratiche per affrontare l’ansia da palcoscenico o lo stress di qualunque performance pubblica tu debba affrontare, qui troverai una traccia da seguire.

    Cosa succederà a lezione? Uscirai dalla tua comfort zone per andare verso quella necessaria, imperturbabile serenità interiore in cui trovare la limpidezza di un nuovo e più forte gesto creativo. Saranno tre ore in cui sperimenteremo, parleremo, ci eserciteremo: proveremo diverse tecniche di respirazione, faremo brain storming, embodiment, vedremo qualche fondamento di yoga e autopercezione, faremo stretching e meditazione consapevole. Ci sarà spazio per domande e risposte e mescoleremo la teoria alla pratica.

    Sarà un piccolo viaggio, e ci potrà accadere di passare in luoghi del pensiero che hanno nomi come questi:

    La cura delle emozioni di pari passo con la cura del fare
    Ogni essere umano è un organismo bio-psichico
    Il Karma come sistema di scelte
    Il Respiro come maestro del nostro istante presente, l’unico vero consapevole gesto d’incontro tra quello che è appena successo e quello che accadrà
    Consapevolezza e gentilezza alla base di tutto
    L’immaginazione è più forte della forza di volontà
    Lo studio del talento e del non talento accorcia le distanze
    Noi siamo quello che mangiamo, o meglio quello che non mangiamo
    In questo viaggio ti potranno essere utili alcune cose: degli abiti comodi, la disponibilità a perderti, il coraggio di ascoltarti, la voglia di scegliere.

    La lezione si terrà in streaming, in modo da creare una classe virtuale (il giorno prima dell’incontro ti spiegheremo come collegarti alla piattaforma).




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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
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